Premesso che ogni mamma e ogni papà scelgono ciò che è meglio per loro e per il bambino, sono sempre di più i genitori che decidono di optare per il co-sleeping, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. Un po’ per rafforzare il legame e un po’ per comodità (soprattutto per le mamme che allattano al seno), fare dormire il bimbo nel lettone è sempre più gettonato.
Per venire incontro a questa scelta, sono molte le aziende che hanno creato lettini e culle fatte apposta per il cosleeping. Si tratta di strutture che si appoggiano accanto al letto e che creano una continuità tra il lettone e la culla. Rispetto al dormire nel lettone “normale” queste culle cosleeping (c’è chi le ama e chi non riesce ad utilizzarle) permettono di dormire più comodamente e senza il timore di “schiacciare” il piccolo accanto a noi.
Ma vediamo insieme quali sono le loro caratteristiche, per scegliere la migliore per la propria situazione.
Questa culla dondolo di Brevi (costa 150 euro ed è acquistabile qui) è sicura e adattabile alla maggior parte dei letti e dei divani, ed essendo piccola e maneggevole è possibile spostarla da una stanza all’altra, anche durante il giorno. La spondina è ribaltabile, in modo che accanto al letto si crei continuità e in modo da chiuderla per creare una semplice culla.
Molto simile per prezzo e per struttura è la culla Next to me di Chicco, con altezza regolabile e piedini molto stabili.
Dal sapore più tradizionale è la culla per il cosleeping di Waldin (la trovate qui), di legno bianco, che si trasforma poi in classico lettino per la cameretta. Meno maneggevole, ha però le rotelle ai piedi, in modo da poter essere comunque trasportata per le varie stanze.
Più costoso (lo si trova a 220 euro) e più ingombrante ma comunque comprensivo di funzione cosleeping è il lettino “Adam and Owl” che permette di essere utilizzato dalla nascita (appunto con la funzione cosleeping attraverso l’apertura laterale) fino ai primi mesi, dato che è un lettino vero e proprio.
Con giostrina incorporata è invece il lettino per co-sleeping di Cam, che troviamo qui a 190 euro.
La torta della colazione secondo me deve essere soffice, semplice e versatile, ovvero essere mangiata da sola, inzuppata o spalmata con crema o marmellata, a seconda dei gusti. In questo modo piacerà a tutti! Ecco perché vi propongo questa torta semplicissima che in realtà è anche sana, oltre che gustosa e versatile, perché al suo interno ho sostituito lo zucchero “normale” con quello di cocco.
Questa torta senza zucchero ha un bassissimo indice glicemico, ed è quindi adatta proprio per la colazione! E poi, come sempre, è senza burro, per diminuire ancor di più i sensi di colpa.
(Photo credit: https://www.flickr.com/photos/radarsmum67/8585804539)
La pasta di sale è un gioco antico, se vogliamo: le nostre nonne e le nostre mamme la preparavano anche a noi ed esisteva già prima di tutte le paste modellabili confezionate! Ma come si fa la pasta di sale?
Farla in casa non è solo divertente, ma anche una buona idea dal punto di vista della sicurezza, perché sappiamo cosa c’è dentro, selezionando noi gli ingredienti. Completamente atossica, ha pochi ingredienti, ed è perfetta per giocare allo scultore come piace ai nostri bambini.
Il bello è che per renderla ancora più giocosa e sensorialmente stimolante possiamo aggiungere pochissime gocce dei nostri oli essenziali preferiti.
La ricetta della pasta di sale base è semplicissima. Servono:
- 4 tazze di farina
- 1 tazza di sale
- 1 tazza e mezza di acqua calda
In una ciotola mescoliamo bene tutti gli ingredienti, aggiustando con alcuni cucchiai di acqua aggiuntiva nel caso in cui non si amalgami bene la pasta. Avvolgiamo poi la palla in una pellicola e lasciamola in frigorifero per mezz’ora circa.
Per renderla profumata basta aggiungere a questo mix, prima di mescolare gli ingredienti, alcune gocce (ne bastano due o tre) di olio essenziale. Lo troviamo in erboristeria e ci sono moltissimi profumi!
I miei profumi preferiti? Sicuramente l’olio essenziale di lavanda (da solo), rilassante e inebriante. Ma sono deliziosi anche i mix fatti con oli essenziali di mandarino e arancio dolce, oppure con oli essenziali di camomilla e finocchio, di rosa e arancio…
Una volta tolta dal frigo la pasta di sale può essere poi modellata a nostro piacimento. Si possono realizzare bamboline, vasetti, tazzine, sottopentola, oggettini, animali… Insomma, qualunque cosa.
Una volta realizzate le nostre piccole sculture, possiamo anche cuocerle, in modo da solidificarle in maniera più definitiva. Basta appoggiarle su una teglia e metterle in forno per una trentina di minuti. Il forno, però, deve essere stato precedentemente preriscaldato a 50/60 gradi e poi spento. La cottura avverrà a forno spento con lo sportello leggermente aperto, per cuocere dolcemente ed evitare la formazione di crepe.
Dopo che le abbiamo cotte, le nostre sculture possono anche essere dipinte, semplicemente con delle tempere. Se per decorarle decidiamo invece di applicare perline, bottoni o nastri, è sempre meglio farlo, come per il colore, quando la pasta è cotta e asciutta, con della colla a caldo o colla vinilica (evitando quindi di mettere le decorazioni in forno).
Leggere è un piacere, non un’attività “che bisogna fare”. Ecco perché sono convinta di una cosa: ogni bambino, ogni ragazzo e ogni adulto dovrebbe leggere ciò che vuole, non ciò che dovrebbe. Ovvero: è chiaro che la lettura verrà percepita come un peso quando siamo noi o gli insegnanti a imporre un libro che non piace. Il nostro compito, invece, dovrebbe essere quello di indirizzare, di proporre, di consigliare, lasciando poi la scelta finale ai nostri figli.
Così facendo i bambini e i ragazzi capiranno da soli qual è il loro genere preferito, e alla fine la lettura diventerà davvero un passatempo piacevole, un’attività che fanno volentieri e che attendono trepidanti. In altre parole: lasciamo che siano loro a scegliere cosa leggere (nei limiti, ovviamente, dell’educazione: è chiaro che non farò mai leggere Stephen King ad un bambino di 4 anni)!
Se nel sentire comune, infatti, vi sono libri di serie A e di serie B, sono convinta sempre di più che la lettura sia una cosa così personale che a un certo punto non importa la “classificazione”. Un libro è un libro, e il gusto lo si costruisce anche gradualmente. Non “vietiamo” quindi i libri che riteniamo sciocchi, smielati, inutili o “leggeri”. Anche noi abbiamo avuto le fasi “Twilight” e “Piccoli brividi”, no? E sono anche queste fasi ad averci reso avidi lettori!
Un genere da proporre ai bambini (sì, da proporre e non imporre, proprio nello spirito di cui dicevamo prima!) è il giallo. Il giallo, infatti, è un genere molto amato da un pubblico trasversale, perché coinvolge molto, fa venire voglia di continuare a girare le pagine, grazie anche al ritmo incalzante e ai misteri che caratterizzano le trame. E di gialli per bambini e gialli per ragazzi ne esistono davvero moltissimi!
Per i bambini più piccoli (lo si può leggere insieme ad alta voce, dato che ci sono moltissime immagini descrittive) e per i piccoli lettori che vogliono approcciarsi da soli al giallo e al fumetto, il consiglio è quello di leggere “John Gattoni” (qui la nostra recensione), graphic novel per bambini davvero meravigliosa, completa, interessante e super coinvolgente. Si tratta di un albo che raccoglie le tre indagini più famose del gatto investigatore uscito dalla matita di Yvan Pommaux che vive in un mondo moderno abitato da uomini e animali antropomorfi, in una grande città che richiede sempre il suo aiuto per risolvere i crimini e le sparizioni più strani e ingarbugliati.

Una serie deliziosa, dalla copertina al testo, per bambini dai 9-10 anni, che parla della società investigativa Wells&Wong, fondata da Hazel e Daisy, ragazzine alle prese con delitti e misteri in stile Agata Christie. Il primo titolo? “Omicidi per signorine”.
E a proposito di Agatha Christie, la stessa autrice britannica è adatta anche ai ragazzi più grandi, a partire dai 10-11 anni (e non a caso Mondadori Junior ha una serie tutta a lei dedicata). Le serie di Poirot e Miss Marple, ad esempio, così come i romanzi “indipendenti”, propongono indagini su misteri e assassinii che sono ormai dei classici: “Assassinio sull’Orient Express”, “Dieci piccoli indiani” e “Mistero sul treno azzurro” sono perfetti anche per i ragazzi.
Una serie di gialli per bambini e ragazzi dai 10 anni che narra le vicende dei giovani Sherlock Holmes, Arsène Lupin e Irene Adler, che si incontrano per la prima volta a Saint-Malo nell'estate del 1870. Di libro in libro si ritrovano a dover risolvere i misteri che si trovano attorno, accompagnando i ragazzi in indagini serrate e super coinvolgenti, che stimolano moltissimo anche la logica (qui potete acquistare il primo della serie).
Philipp Pullman non ha scritto solo “Queste oscure materie” (la serie de “La bussola d’oro”, per intenderci), ma moltissimi romanzi per ragazzi, come questo giallo ambientato nella Londra dell’Ottocento che è ormai un classico. Ne “Il rubino di fumo” (acquistabile qui) i ragazzi dai 10-11 anni possono leggere la prima indagine della serie di Sally Lockhart, appassionandosi alla scrittura di un autore davvero favoloso.
Un po’ perché scaldano un po’ di più (il cuore e la pancia!), un po’ perché è bello e giusto rispettare la stagionalità, ci sono sughi e condimenti per pasta che sono decisamente più invernali di altri.
Le verdure di stagione in inverno sono molte (la zucca, le bietole, i broccoli, i radicchi, i finocchi…), così come la frutta (non solo gli agrumi!), e questo ci porta a poter preparare davvero moltissimi sughi e condimenti per pasta diversi, non noiosi, nutrienti e naturali.
Qui una selezione dei miei preferiti, i più colorati e i più semplici, per avere ogni giorno un’idea diversa e provare verdure e frutti che solitamente in estate non cuciniamo.
I sughi possono essere preparati anche con la frutta, non solo con la verdura! Questo pesto di agrumi (la ricetta è qui) è davvero molto buono, delicato e particolare allo stesso tempo, ed è perfetto per sfruttare i mandarini, i pompelmi, le arance e gli agrumi che l’inverno ci offre.
Rossissimo e super invernale, il sugo di barbabietola è semplice da preparare e molto d’effetto per il suo colore, che solitamente attira molto i bambini. Ecco la ricetta, a base di barbabietole, mandorle e pecorino.

In un mixer frulliamo 100 grammi di foglie fresche di cavolo nero appena scottate in acqua bollente (e private della costa centrale), qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva, 20 grammi di nocciole o mandorle, un pizzico di sale grosso e un mestolino di acqua di cottura della pasta.
Questa ricetta è strabiliante: fa sposare la dolcezza della zucca con la sapidità del miso e la morbidezza delle noci, in un sugo che è davvero una bomba.

Frulliamo 125 grammi di ricotta di capra o di pecora con 200 grammi di spinaci in foglia già lessati e aggiustiamo con sale e pepe. Per ammorbidirlo basterà un po’ di acqua di cottura della pasta.
Al posto del basilico, che è assolutamente estivo (a meno che lo coltiviamo in vaso in casa), possiamo utilizzare la rucola per ottenere un pesto altrettanto delizioso. Frulliamo in un mixer 100 grammi di rucola con 50 grammi di mandorle, tre cucchiai di olio evo, il succo di mezzo limone e un po’ di formaggio grattugiato. Condiamo subito la pasta, oppure mettiamo il pesto in un barattolo ermetico e conserviamolo in freezer per un’altra serata.

La pasta ai broccoli è un piatto che cucino molto spesso, e come me molte mamme italiane. I broccoli sono molto buoni, ma ai bambini spesso non piacciono serviti da soli, e questo è uno dei trucchi per farglieli mangiare più volentieri.
Solitamente ne cucino in abbondanza, in modo da averne poi in avanzo e cucinarla il giorno dopo in maniera diversa! Il risultato è sempre buonissimo e anche i miei bambini adorano queste variazioni di forma.
Il primo consiglio è semplicemente quello di riscaldare la pasta in padella con un filo di olio. A me piace molto: i sapori sembrano esaltati e a volte fa una mini crosticina (soprattutto le orecchiette fresche!) che è davvero irresistibile.
Seconda idea: preparare la pasta al forno con i broccoli. Trasferiamo la pasta rimasta in una pirofila, quindi aggiungiamo della besciamella vegana e mescoliamo bene. In superficie spolveriamo del pecorino grattugiato e inforniamo a 180 gradi per 15/20 minuti, fino a che si dorerà in superficie.
Altra idea è quella di preparare una frittata di pasta con i broccoli. Iniziamo sbattendo in una ciotola 4 uova con del pecorino grattugiato, un pizzico di sale e del pepe, quindi uniamo la pasta avanzata. Mescoliamola molto bene, quindi mettiamo sul fuoco una padella antiaderente versando un filo d’olio. Riscaldiamolo e versiamo in padella il composto, facendolo cuocere bene proprio come una frittata, girandola un paio di volte e servendola una volta cotta.
In alternativa alla frittata possiamo anche preparare una torta salata (con la nostra base per torta salata senza latte e senza uova), utilizzando la pasta come ingrediente principale, aggiungendo uova, pecorino e cipolla o gli ingredienti che preferiamo.
Deliziosa e sfiziosa anche la pizza di pasta con i broccoli: mettiamo gli avanzi in una ciotola e uniamoli a un po’ di pecorino grattugiato e ad un pizzico di pepe. Versiamo il composto in una teglia tonda coperta da carta forno e condiamo la nostra “pizza” con gli ingredienti che preferiamo, come mozzarella e pomodorini. Cuociamo in forno per dieci minuti a 200 gradi circa.
Da Coccole Books un libro meraviglioso che parla di amore, di nonni, di generazioni a confronto e, soprattutto, di un argomento scomodo che, nelle parole di Emmanuel Bourdier, diventa dolce. Malattia e vecchiaia sono difficili da capire, ma insieme a Simone i bimbi capiscono che i nonni sono sempre preziosissimi!
Tutti almeno una volta nella vita abbiamo pensato: “Uffa, devo andare dai nonni”. Non tutte le volte, sia chiaro: i nonni sono qualcosa di meraviglioso! Ma certi giorni pensare che a casa dei nonni non c’erano la tv bella come a casa, i libri più entusiasmanti o i giocattoli più nuovi dava un po’ di fastidio.
Pensate ora ai bimbi dei nostri giorni: a casa hanno internet, Netflix, i device più interessanti, giocattoli a non finire. E con mamma e papà è normale giocare ai giochi più moderni, alle carte più strane, perché il distacco generazionale è più dolce. I nonni molte cose non le capiscono. Fa ridere, spesso, perché chiedono cosa sia un “selfie”, cosa raffigurino quelle carte da gioco da scambiare con i mostriciattoli disegnati o cosa sia “Nefflic”.
Simone, protagonista de "Il giorno del nonno", la pensa proprio così: vuole benissimo ai suoi nonni, ma ogni mercoledì si trova a dover passare la giornata da loro, senza internet, senza televisione, con qualche fumetto vecchio di secoli e tutto attorno solo campi di mais.
La noia lo attanaglia, con la nonna impegnata nei suoi Sudoku e il nonno sempre nell’orto. Fino al giorno in cui chiede al nonno: “Qual era il tuo lavoro prima di essere nonno?”. Da lì, un universo comincia a dischiudersi, piano piano, di settimana in settimana, con tutta la dolcezza del caso.
Perché il nonno, come moltissimi altri nonni, è purtroppo “alle fragole”. La sua testa fa un po’ le bizze, non c’è più come un tempo, e nonostante un fisico da ragazzino fatica a ricordare molte cose. Ed è così che comincia l’avventura alla scoperta di cos’è stato il nonno prima di fare il nonno.
Perché nelle sue parole il nonno è stato pirata, detective, uno specialista di intestini, un re… Ogni settimana il nonno regala a Simone una storia meravigliosa e nuova sul suo passato. E se prima Simone odiava il mercoledì, ora lo attende trepidante.

Il piccolo romanzo per bambini che stanno imparando a leggere (è perfetto come prima lettura dai 6 ai 9 anni, dal momento che è stampato bello grande e con qualche - bellissima - illustrazione di Laurent Simon) è davvero imperdibile. Perché con delicatezza e con il punto di vista di un bambino parla di temi importanti, come la malattia, la vecchiaia e la perdita di qualcuno amato, rendendo quotidiano tutto e mostrando la preziosità delle piccole cose, dei piccoli accorgimenti. Mostra l’importanza dell’empatia e l’importanza delle storie dei nonni.
I nonni sono una figura fondamentale, meravigliosa, e tutti abbiamo ricordi legati a loro. Ma passiamo con loro abbastanza tempo? Li coinvolgiamo davvero nella nostra vita? Ci lasciamo coinvolgere da loro? Le loro storie sono preziose, e anche grazie a questo libro i bambini capiranno l'importanza del loro amore!
Io ne sono felicissima: il mondo sta cambiando e finalmente il sessismo è quasi debellato (sì, quasi: manca ancora della strada). Ne sono felice perché so che le nostre figlie cresceranno finalmente in una società in cui verranno rispettate e valorizzate quanto i loro amici maschi. Non esiste ancora la parità di genere, purtroppo, ma sono certa che stiamo andando nella giusta direzione: l’attenzione è alta, la sensibilità verso questi temi è sempre più diffusa, e passo passo riusciremo a raggiungere l’obiettivo. Pensate solo a cinquant’anni fa, o a vent’anni fa: abbiamo fatto molta strada, da allora, e l’impegno, ora, è quello di mantenere un passo stabile.
Bene. Detto questo, c’è un altro aspetto della questione su cui dovremmo comunque soffermarci. Ovvero: i maschi. Già, i maschi. Perché essere girl power e femministi non vuol dire semplicemente riconoscere i diritti delle femmine. Significa riconoscere i diritti di tutti, indipendentemente dal genere. Perché la parità è parità, non è squilibrio. È equilibrio. È equità.
Il fatto è che ci sono episodi che fanno riflettere. L’ultimo? I commenti spregevoli di Lara Spencer di Good Morning America, che la settimana scorsa, durante la trasmissione, ha deriso con risolini e commenti fuori luogo la scelta del Principe George di seguire un corso di danza classica (qui trovate il video).
Fortunatamente le risposte sono arrivate immediatamente, come quella della star del balletto Roberto Bolle, che ha preso posizione e ha chiesto ai suoi follower se fosse, a loro parere, una cosa accettabile, il comportamento della Spencer. O come l'hashtag #boysdancetoo, "anche i maschi ballano".
La reazione immediata, quindi, è stata incredulità: come può una conduttrice seguita da migliaia di persone schernire così un bambino di 6 anni? Il fatto è che questo accade quotidianamente, e non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti. E, si sa, i bambini imitano gli adulti, seguono il loro esempio. Se quindi in casa sentono certi discorsi (“il balletto è da femmine”, “i maschi che piangono sono femminucce”, “la cucina giocattolo no, è da casalinga”), è chiaro che poi li ripeteranno e, soprattutto, cresceranno con determinate convinzioni o, comunque, con stereotipi mentali che saranno difficili da combattere.
Ciò che dobbiamo chiederci è: ok, stiamo combattendo gli stereotipi di genere attorno al mondo femminile, ma quanta attenzione poniamo su quello maschile? Siamo sicuri di voler crescere figli maschi paurosi di esprimere il proprio essere e le proprie emozioni solo perché la società si arrocca ancora su battute e abitudini retrograde?
Chi ha detto che il balletto è una disciplina da femmine, che un maschio non può amarlo? Chi ha detto che la cucina giocattolo è un gioco che solo le femmine si divertono ad usare? Chi ha detto che i capelli lunghi sono solo da ragazze?
Vari studi mostrano tuttavia che i genitori, per quanto aperti e indirizzati verso una educazione senza stereotipi, sono ancora più a loro agio con le figlie femmine, che con i figli maschi. Ciò significa, in parole povere, che quando i bimbi maschi si impegnano in attività che in passato erano ritenute prettamente femminili, le mamme e i papà fanno ancora leggermente fatica ad accettarlo (ad esempio, la danza, la cucina, la cura della casa, il liceo sociale, le attività artistiche, la sartoria…). Lo stesso non vale per il contrario, ovvero quando sono le figlie femmine a scegliere il calcio, la matematica, il rugby, i capelli corti… E il motivo sta solo nelle circostanze attorno a noi.
Ciò che i nostri figli maschi meritano è di poter essere chi vogliono e ciò che vogliono senza essere derisi. E qui non parliamo di orientamento sessuale (ça va sans dire), ma di tutto ciò che un individuo sente di essere. Si parla di acconciatura, di sport, di passioni…
Quando ognuno, maschi o femmine, potrà essere ciò che vorrà: solo allora il mondo sarà davvero un posto migliore, fatto di pace, di crescita, di scambio, di libertà e di bellezza.
Ricordate i libri Usborne, i meravigliosi libri per bambini per imparare l’inglese e per appassionarsi alla lettura? Non mi stancherò mai di dire che leggere è un dono che facciamo ai nostri bimbi, e scegliere libri di qualità è fondamentale.
Usborne lavora in tutto il mondo, e in ogni paese ha i suoi rappresentanti. Mamme, insegnanti, appassionati di libri: tutti possono diventare independent Usborne organiser, per organizzare book party, fiere del libro nelle scuole e molto altro, guadagnando ma soprattutto diffondendo il piacere della lettura tra i più piccoli.
Diventare un independent Usborne organiser e unirsi a questo business dedicato alla lettura guadagnando e diffondendo cultura è davvero semplice. Funziona così: pagando una quota di £60 si riceverà a casa una scatola di libri del valore di £150 (ma per il mese di settembre il valore sarà di £200!).
Dopodiché, entro la dodicesima settimana dalla data di registrazione sarà obbligatorio fare un ordine di libri del valore di £120 (unico obbligo).
Tramite Usborne l’organiser potrà così ordinare diverse offerte speciali che non si trovano altrove, partecipare agli esclusivi saldi a gennaio e a giugno, vedere in anteprima i nuovi titoli di ogni mese e, soprattutto, acquistare i libri con uno sconto del 24% rispetto al prezzo di copertina.
Su ogni ordine che supererà i £120, poi, ci saranno altri vantaggi. In primis ricevere dei libri in omaggio per il 20% del valore, un titolo in omaggio da scegliere tra tre titoli suggeriti dalla casa editrice e avere l’opzione di acquistare un titolo nuovo (uscito in quel mese) a metà prezzo (scegliendolo dalla sezione “New Titles”).
Diventando un independent Usborne organiser, poi, sarà possibile organizzare book party, fiere dei libri nelle scuole, nelle ludoteche e nei luoghi più disparati, donare libri alle biblioteche… Un’opportunità interessantissima, dunque, per tutti coloro che lavorano con i bambini, prima di tutto per gli insegnanti, e per chi si occupa di lettura!
Qui sotto nell’immagine ecco dunque un esempio di tutti i libri che chi deciderà di diventare Independent Usborne Organiser riceverà a settembre: sono davvero tantissimi, tutti belli e interessanti, pensati per diverse fasce di età. E, appunto, spendendo £60 si riceveranno libri per un valore di più di £200! Un’occasione unica.

E per chi volesse sbirciare i libri in anteprima, l’independent Usborne organiser Carolina Palumbo sarà presente al Milano Family Village presso il Parco Esposizioni di Novegro a Segrate (MI) il 14 e 15 settembre, grande evento per tutte le attività operanti nel mondo dell’infanzia e della famiglia di Milano e provincia.
Gli album per bambino da colorare sono amatissimi dai bambini, è vero, ma non tutti i genitori li amano, perché oltre allo stimolo della manualità non aiutano molto altro: colorare nei bordi non stimola infatti la creatività e soprattutto fanno sentire spesso i bambini in difetto, perché, appunto, escono dai bordi e “rovinano” il disegno, dato che in qualche modo sentono di dover rispettare una richiesta, un compito.
Ma allora cosa possiamo dare loro in alternativa ai disegni da colorare? Qualcosa che li stimoli e li diverta. Come queste alternative ai disegni da colorare.
Invece di un disegno già definito, meglio partire da zero. I bambini possono disegnare delle linee astratte, colorando poi l’interno del disegno e trovando facce, forme, oggetti… In questo modo stimoliamo sì la manualità (anche qui devono stare in qualche modo dentro ai bordi), ma spronando allo stesso tempo la creatività e la fantasia e lasciando carta bianca sul risultato.

https://artfulparent.com/why-i-dont-buy-coloring-books-for-my-kids/
Un elemento che io ho utilizzato moltissimo e che i miei figli hanno amato sono le tovagliette di carta su cui in ogni momento, anche a colazione, potevano disegnare e colorare. In questo modo i bambini possono esprimere la creatività nei momenti più disparati, allenando la manualità ma sprigionando la fantasia.

Attraverso l’action art per bambini, i piccoli artisti possono sperimentare le opportunità che tutto il corpo ci dona, provando anche movimenti diversi dal solito colorare con i pastelli. Con alcuni strumenti cinetici o attraverso il corpo, i bimbi vengono stimolati a livello sensoriale, ma anche a livello di creatività.
Basta comprare un bel quaderno da disegno (come ad esempio questo). Primo passo: dedicare una giornata al disegno (e non al colore!), disegnando ciò che vogliamo, astratto o concreto, bello o brutto: l’importante è che siano i bimbi a decidere e inventare. Dopodiché gli resterà un bellissimo album di disegni da colorare realizzato interamente da loro! Il risultato è strabiliante, caotico e bellissimo.

E se proprio vogliamo “stare nei bordi” ecco una magnifica idea: su un mega foglio di carta disegniamo delle finte cornici. I bambini le coloreranno e al loro interno disegneranno ciò che vogliono (ritratti, paesaggi, arte astratta…), colorando come gli pare. Risultato? Una bellissima parete piena di cornici e opere d’arte meravigliose.
