Diciamo caffeina ma intendiamo anche la teina: caffè e tè sono le bevande calde che nel mondo vanno per la maggiore, e in effetti anche noi italiani in quanto a caffeina non ci andiamo leggeri. La moka della mattina, il caffè dopo pranzo, il cappuccio al bar, il tè del pomeriggio… Quanta ne assumiamo? Boh, non lo sappiamo nemmeno noi.
Ma se in piccole quantità la caffeina e la teina hanno benefici, nella misura in cui le beviamo noi non fanno poi così bene, anzi. E dire di no, rinunciando a caffè e tè, ha moltissimi benefici.
Il primo beneficio è spesso dato per scontato, ma è fondamentale: rinunciando alla caffeina si dorme meglio. E lo sa chi si dà come regola il non bere tè o caffè dopo un certo orario (solitamente da metà pomeriggio in poi). La caffeina sveglia e sballa i ritmi del sonno, ed evitandola dormiremo molto meglio, svegliandoci più rilassati e più energici (un circolo virtuoso, dato che avremo meno bisogno del nostro caffè mattutino!).
In secondo luogo, a beneficiarne è - come molti sanno - il nostro sistema cardiocircolatorio. La caffeina e la teina, infatti, alzano la pressione sanguigna, stimolando il sistema nervoso, e a lungo termine aumentano il rischio di malattie cardiovascolari.
Anche i nostri ormoni (femminili) ne traggono beneficio: smettere di bere caffè, infatti, rimette in equilibrio i livelli di estrogeni, che sono fondamentali per la salute. Abbassare il loro livello significa diminuire il rischio di molte malattie legate all’apparato riproduttivo e agli ormoni.
Smettendo di bere caffeina e teina, poi, riduciamo lo stress e l’ansia, evitiamo di macchiare i denti, riduciamo il rischio di sviluppare emicranie croniche, digeriamo meglio… Certo, all’inizio sarà dura, anche fisicamente, perché la caffeina dà spesso dipendenza, soprattutto al mattino. Ma piano piano staremo davvero meglio e la caffeina non ci mancherà.
Le alternative?
Se amate il gusto del caffè, puntate semplicemente sul decaffeinato, anche al bar e anche in versione cappuccino, americano, macchiato… Idem per il tè: per evitare la teina, basta scegliere quelli deteinati.
Ci sono poi un sacco di bevande calde naturalmente prive di caffeina e teina. Prima di tutto il caffè d’orzo, il cui sapore amaro ricorda molto quello del caffè, ma che lascia una sensazione più leggera e da bevanda più “calma”. E poi ci sono mille tisane e infusi di frutta davvero deliziosi e privi di teina e caffeina.
Oltre alle classiche preoccupazioni che possono esserci in gravidanza, questo periodo porta con sé pensieri aggiuntivi dovuti al covid19. Gravidanza e coronavirus, insomma, non è una bellissima accoppiata. Ma per fortuna gli ospedali e i medici cercano di essere presenti per tutti e di dare tutto il supporto necessario alle future mamme.
La Clinica Mangiagalli Policlinico di Milano, ad esempio, dopo le informazioni specifiche dedicate alle future mamme che si apprestano a partorire in tempo di coronavirus, ha pensato ad un corso preparto online per le partorienti in questo periodo di emergenza durante il quale recarsi all’ospedale è davvero sconsigliato e gli assembramenti sono vietati.
Il corso preparto è una tappa davvero importante nel percorso della gravidanza, poiché risponde alle domande delle future mamme e le prepara a ciò che dovranno affrontare durante il parto. Ecco come fare, quindi, per seguire il corso direttamente da casa approfittando del sapere dei professionisti e dei medici.
Il percorso di accompagnamento alla nascita proposto dalla Clinica Mangiagalli Policlinico di Milano vuole rispondere alle domande classiche delle donne in gravidanza, offrendo allo stesso tempo informazioni specifiche su questo momento d’emergenza da coronavirus, come ad esempio il quando recarsi in ospedale, come affrontare il parto in una situazione del genere, come proteggersi...
Come in tutti i corsi preparto, poi, le ostetriche, i ginecologi, gli psicologi, i neonatologi, gli infermieri pediatrici e gli anestesisti informeranno le gestanti su tutto ciò che c’è da sapere sul parto, dal travaglio e dal parto vero e proprio per arrivare ai primi giorni del bambino, alla sua alimentazione, l’allattamento al seno, il corpo che cambia durante la gestazione…
Per seguire il corso preparto online basta andare alla pagina dedicata sul sito del Policlinico di Milano e seguire di volta in volta una delle 14 clip video, che accompagnano la gestante dai primi mesi, parlando dell’alimentazione e dei test clinici, fino al dopo parto.
Il corso è aperto a tutti i futuri genitori, e non solo a quelli di Milano. Chi sceglierà la Clinica Mangiagalli per partorire, invece, potrà anche visitare virtualmente la clinica e le sale parto e concordare con i medici le visite.
Che parlino o che non parlino, con i bambini piccoli spesso ci troviamo a fare diagnosi basandoci solo su ciò che vedono i nostri occhi, dal momento che la maggior parte delle volte non esprimono ciò che sentono. Possiamo, ad esempio, intuire un mal di gola quando sono inappetenti e non vogliono ingoiare nulla, ma è solo una delle moltissime situazioni in cui possiamo trovarci.
Anche la disidratazione nei bambini è qualcosa a cui dobbiamo prestare attenzione, soprattutto in primavera e in estate. I bimbi, infatti, a volte non dicono che hanno sete, o che si sentono affaticati, ma le conseguenze dell’idratare poco il proprio corpo sono davvero pesanti.
Ecco quindi gli aspetti a cui dobbiamo prestare attenzione per evitare che i nostri bimbi piccoli si ritrovino disidratati, tanto nelle giornate più calde quanto tutto il resto dell’anno.
Innanzitutto, chiariamo che la disidratazione è qualcosa di importante, da non prendere alla leggera. Quando ci disidratiamo, il nostro corpo si ritrova a non avere l’acqua necessaria alle funzioni vitali, e questo è davvero pericoloso.
I segni da leggere sono quindi importantissimi perché ci permettono, semplicemente osservando i nostri bambini, di evitare che arrivino al punto di disidratarsi, soprattutto in estate (a causa del sudore), ma anche in caso di febbre e influenza, diarrea, vomito e malattie croniche come il diabete (in questo caso, attenzione alla sete eccessiva: è proprio segno di diabete). E durante l’esercizio fisico e il gioco più energico.
Ecco dunque i segnali:
Nel momento in cui ci accorgiamo della disidratazione, evitiamo di dare troppi liquidi tutti insieme. Diamo ai bambini, invece, acqua a dosi calibrate, piano piano, fino a che l’urina non torna chiara.
Offriamo anche della frutta fresca: in questo modo, i bambini reintegreranno anche i sali minerali e le vitamine.
E se la causa della disidratazione è il vomito? In questo caso, la situazione è un cane che si morde la coda, poiché i bambini non riescono a tenere giù l’acqua, vomitandola immediatamente e causando così la disidratazione. In questo caso, cerchiamo di dare l’acqua a piccolissimi sorsi (in modo da non causare il vomito) durante la giornata.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Creatività e tradizione: decorare le uova pasquali in questo periodo è consigliatissimo. Prima di tutto perché è un modo per mettere in moto la creatività e per tenersi impegnati in un’attività manuale deliziosa, e poi perché, pur chiusi a casa, possiamo respirare l’atmosfera pasquale in famiglia, trovando un po’ di serenità.
Ecco quindi come decorare le uova pasquali con le tempere, i glitter, la curcuma...
Innanzitutto, è necessario svuotare le uova, e per farlo servono degli spilli e una siringa. Il procedimento è spiegato molto bene qui.
Naturalmente, non si deve sprecare nulla! Ecco perché è doveroso svuotare le uova in una tazza, tenendole da parte, per cucinare poi, una volta terminato il lavoretto, ciò che preferiamo.
Ora possiamo dunque decorare le uova.
Il modo più semplice è con pennelli e tempere, con i bambini che possono disegnare o semplicemente colorare (e quindi anche i bimbi più piccoli, decorando in maniera astratta le loro uova).

Con gli acquerelli il risultato sarà simile, ma molto più pastellato e delicato.
E basterà usare un pennarello indelebile a punta fine per aggiungere dettagli più definiti, creando disegni e trame.

Con i glitter il procedimento è più caotico e disordinato, ma l’effetto è wow! In questo caso utilizziamo anche della colla vinilica. La stendiamo sull’uovo con un pennello, dopodiché, immediatamente, spolveriamo con i brillantini dei colori che preferiamo.

Con i salvabuchi adesivi che girano per casa possiamo invece creare le uova a pois. Incolliamoli in maniera disordinata sul guscio, quindi coloriamo all’interno dei buchi. I salvabuchi faranno un effetto stencil: una volta asciutta la tempera, stacchiamo gli adesivi e il risultato sarà una miriade di pallini.
Con lo stesso procedimento-stencil possiamo creare sulle uova le forme che vogliamo: ritagliamo da un foglio le forme e incolliamole all’uovo temporaneamente con dello scotch biadesivo incollato sul retro. Dipingiamo con la tempera o con gli acquerelli tutta la superficie dell’uovo (anche la forma scelta!), lasciamo asciugare e stacchiamo.
Infine, possiamo tingere le uova con degli ingredienti naturali, quasi come fosse un esperimento. Per farlo, dobbiamo fare bollire gli ingredienti in acqua, e poi fare riposare le uova nella stessa acqua colorata e fredda per diversi minuti.

https://www.kitchentreaty.com/easter-eggs/
Per il giallo, usiamo la curcuma: facciamo bollire due cucchiai di curcuma in due tazze di acqua, quindi lasciamo raffreddare. Poniamo poi le uova nell’acqua per trenta minuti.
Per il rosa, usiamo della barbabietola, facendone bollire una (una rapa) in due tazze di acqua. Una volta fredda, le uova ci dovranno riposare per cinque minuti. Più lasceremo in ammollo, più diventeranno rosse.
Per il blu, invece, usiamo il cavolo rosso (bollendone mezzo in due tazze di acqua). Le uova resteranno nell’acqua così colorata per venti minuti, prima di diventare blu.
Il dolce più tradizionale di Pasqua? Certamente la colomba, una sorta di "panettone" primaverile a forma di volatile, morbida e gustosa. La preparazione è lunga, è vero, ma la soddisfazione è enorme!
Ecco quindi la nostra ricetta della colomba di Pasqua senza burro!
Non stiamo parlando del dolore alla schiena in travaglio: quello è un’altra cosa, per quanto comune. Oggi parliamo invece del dolore alla schiena che colpisce la maggior parte delle donne durante tutta la gravidanza, e in particolare nel secondo e nel terzo trimestre.
Con qualche accorgimento, tuttavia, è possibile alleviarlo efficacemente, evitando allo stesso tempo che questo mal di schiena passeggero si trasformi in qualcosa di più permanente.
Se la nostra gravidanza non è a rischio, l’esercizio fisico è consigliato, soprattutto se leggero e pensato apposta per il nostro stato. Su YouTube possiamo trovare video e corsi per stare attive in gravidanza. Fare esercizio ci aiuterà a tenere in moto i muscoli della schiena, ad allungarli, a muoverli dopo ore di posizioni scomode, e farà davvero molto bene, soprattutto se gli esercizi verranno eseguiti in maniera costante.
Non è semplice normalmente, quindi immaginatevi in gravidanza. Ma mantenere una postura corretta sta alla base della salute della schiena. Le donne in gravidanza che passano molto tempo sedute al lavoro dovrebbero tenere un timer sulla scrivania e farlo suonare ogni ora: allo scadere del tempo, è bene alzarsi e camminare e rimettersi a sedere prestando attenzione a come ci sediamo, in una posizione naturale e non gobba né inarcata.
Sono quei serpentoni morbidi che possiamo poi usare anche durante l’allattamento, e che durante la gravidanza ci tornano super utili perché possiamo posizionarli nella maniera che più ci aggrada e nel modo che più ci porta sollievo quando dormiamo.
Dal nostro partner o da un professionista (meglio!): farci massaggiare è una buonissima idea se soffriamo di mal di schiena durante la gravidanza. I massaggi danno sollievo ai muscoli doloranti, li scaldano, stimolano il flusso sanguigno…
Il bagno caldo e la doccia calda sono consigliati anche durante il travaglio, poiché il calore aiuta a rilassare i muscoli e a farci provare così meno dolore. Sfruttiamo l’acqua calda anche durante la gravidanza quando il mal di schiena si fa sentire: farà molto bene alla schiena, soprattutto alla parte bassa.
È un luogo comune, un cliché: il nuoto è uno sport completo. Ed è verissimo! Mette in moto tutti i muscoli e, quando eseguito in maniera spinta, diventa un ottimo esercizio aerobico. E in gravidanza possiamo sfruttare il potere dell’acqua nuotando in maniera più lieve, rilassata: sentiremo meno il peso del pancione e la nostra scena si muoverà trovando un po’ di pace.
“Sappiamo che tutti stiamo cercando di stare sicuri a casa, al momento, e per questo insieme a J.K. Rowling e i nostri amici di Audible , Bloomsbury, OverDrive, Pottermore Publishing e Scholastic siamo felici di presentarvi “Harry Potter at Home”, per aiutare i bambini, i genitori, i tutori e gli insegnanti a portare un pizzico di magia di Harry Potter nella nostra nuova quotidianità”: su Wizarding World hanno annunciato così la novità per i fan di Harry Potter costretti a casa in isolamento a causa del covid-19.
Una bellissima notizia, che può rendere le giornate davvero magiche a tutti quei bambini e a tutte quelle famiglie che non sanno come riempire questi giorni un po’ uguali a se stessi. Perché stare in casa in questo momento è fondamentale, e grazie ad iniziative come questa possiamo farlo con un po’ più di serenità.
Ma cosa troveremo, dunque, su “Harry Potter at Home”? Un sacco di contenuti da esplorare, e ora ve li presentiamo tutti!
“Per oltre vent’anni Hogwarts ha rappresentato una via d’uscita per tutti - per i lettori e per i fan, giovani e vecchi. Durante questi tempi strani nei quali ci ritroviamo, vogliamo darvi nuovamente il benvenuto a Hogwarts, dove troverai contenuti speciali per te, per la tua famiglia e per i tuoi cari”. È verissimo: il mondo di Harry Potter è davvero una via di fuga fantastica per moltissime persone, e non solo una saga che insegna moltissimo e che rende persone migliori.
La notizia della creazione di contenuti ad hoc per questo lungo isolamento è quindi davvero meravigliosa! Sul sito Widarzing World (ex Pottermore) possiamo dunque trovare da ieri un sacco di nuovi contenuti per tutti.
Basta registrarsi (se non si è già registrati) e accedere alla pagina “Harry Potter at home”, scegliendo poi ciò che vogliamo.
Ci sono, ad esempio, la guida per chi si approccia a leggere Harry Potter per la prima volta (e infatti anche noi vi avevamo consigliato la saga tra i libri da leggere durante questa quarantena!), nella quale troviamo un glossario divertente, dei consigli (come ad esempio il superare la paura del “tanto so già di che si parla visto che ho guardato i film”), il modo migliore in cui leggerli…
E poi i contenuti si fanno ancora di più interessanti: ci sono il quiz sul primo anno, la guida per disegnare uno Snaso, le parole crociate sul mondo di Harry Potter...
Naturalmente, rimangono attivi anche tutti i contenuti classici di Wizarding World, come il test del Cappello Parlante che divide nelle casate (per scoprire se apparteniamo a Grifondoro, Corvonero, Tassorosso o Serpeverde), il test per sapere qual è la nostra bacchetta e la lista di tutti i nostri personaggi, incantesimi e elementi preferiti.
Tutto questo in inglese: può diventare quindi un’occasione magnifica per esercitare la lingua divertendosi all’interno di un mondo appassionante.
Fortunatamente, negli ultimi anni la salute mentale non è più stigmatizzata, ma è un argomento di cui c’è bisogno di parlare, perché conoscere significa prima di tutto poter stare meglio, e in secondo luogo significa rendere più sana e serena la vita di chi soffre psicologicamente.
Anche il benessere personale rientra in questo contesto, poiché spesso piccole e cattive abitudini a cui non davamo peso possono portare a problemi più seri, come la depressione o l’ansia, che non è uno stato passeggero e leggero, ma, anzi, è qualcosa da prendere sul serio e da curare.
Tra queste piccole abitudini di cui non ci accorgiamo sta sicuramente il rimuginare. Un verbo che quasi fa sorridere, perché tutti rimuginiamo su qualcosa in maniera più o meno profonda, ma che in realtà è pericoloso.
Perché quando il rimuginare prende il sopravvento è davvero deleterio. Ma come fare per smettere di pensare troppo? Per riuscire a goderci i momenti di svago senza che la mente torni al progetto di lavoro, all’esame dal dottore, alla frase detta all’amica, al litigio con il partner…?
La prima regola è distrarsi. Ma non all’acqua di rose: sappiamo infatti che chi rimugina fa davvero fatica a togliere il focus su cui è concentrato. Ecco perché è necessario trovare qualcosa che ci distragga DAVVERO. Ognuno ha la sua distrazione: c’è chi leggendo riesce a immergersi nella trama escludendo il mondo esterno, chi ama i giochi in scatola, chi guarda un po’ di televisione, chi scrive un diario, chi cuce, chi stira, chi gioca con i bambini, chi cucina (magari cose nuove, così da non cadere nella ripetizione, amica del rimugino!)… L’importante è concentrarsi su quello che stiamo facendo.
La meditazione o la preghiera, a seconda del credo di ognuno, sono un aiuto validissimo, mentalmente e spiritualmente.
Chi fa yoga o pilates lo sa: il respiro è importantissimo. Ma diventa efficace solo se ci concentriamo davvero su esso.
Proprio per lo stesso motivo, possiamo concentrarci sullo yoga, che mette in moto respiro e corpo, facendoci sentire le nostre membra e distogliendo quindi l’attenzione da ciò a cui stavamo pensando.
Stare male è deleterio per noi e per gli altri. E per una sorta di circolo virtuoso, fare del bene agli altri fa stare bene anche noi. Prendiamo quindi due piccioni con una fava, partendo dalla nostra famiglia e dedicandoci ai nostri affetti in maniera concreta (andiamo a trovare i nostri nonni più spesso, aiutiamo i genitori con la spesa….), oppure facendo addirittura del volontariato nella nostra comunità.
Rimuginare significa guardare e riguardare fino all’ossessione un singolo dettaglio della nostra vita. Cerchiamo quindi, nel momento in cui capiamo di stare scendendo nel pozzo del rimugino, di guardare al quadro più ampio, alla nostra vita in generale, a quella di chi ci sta accanto, ridimensionando così la cosa che ci preoccupa e che ci fa stare male.
In questi giorni di isolamento nei quali dobbiamo stare ASSOLUTAMENTE a casa, sono moltissime le possibilità creative e d’apprendimento. Ma spesso esauriamo le idee, perché le giornate sono lunghissime!
Ecco che allora internet ci viene in aiuto. E in questo caso ad offrirci moltissimi spunti è Kids&Us, il gruppo di scuole di lingua per bambini diffuse in tutto il mondo che in questi giorni di isolamento ha creato per tutte le famiglie una serie di contenuti accessibili gratuitamente, raggruppandoli sotto al titolo (e motto!) “Stay at home”, stai a casa.
Attività creative, manuali, coreografiche, ludiche… E ora ve le presentiamo, perché riteniamo siano interessantissime e, soprattutto, utili e divertenti.
Il progetto “Stay at home” with Kids&Us è ampio, variegato e presenta nuovi contenuti di settimana in settimana. Ecco perché dobbiamo tenerlo d’occhio!
Questa settimana, ad esempio, per i bambini di 1 e 2 anni, ovvero i più piccolini, ci sono delle fantastiche canzoncine per imparare a lavarsi le mani, per raccogliere i giocattoli ballando, per andare a dormire sereni… Il tutto, naturalmente, in inglese, così come i cartoni animati proposti.

Il bello è che Kids&Us - per tutte le fasce d'età - ha pensato anche ad una routine per la mattina, il pomeriggio e la sera, aiutando così i genitori ad organizzare meglio le giornate!
Per i bambini dai 3 agli 8 anni ecco invece un’altra serie di contenuti (divisi di nuovo su una routine settimanale), dalle classiche canzoni ai balletti, dalle ricette per la pizza ai lavoretti creativi con ciò che troviamo in casa, dalle idee per cucinare insieme fino al gioco del memory in inglese e ai cartoni animati più divertenti.
Infine, ecco le attività per i bambini più grandicelli, dai 9 agli 11 anni, che potranno grazie a Kids&Us imparare a cucinare il sushi, conoscere bellissime canzoni, disegnare un murale marino, travestirsi da robot, guardare dei cartoni sui supereroi…
Tutte idee bellissime, per passare un po' di tempo, per imparare una lingua, per divertirsi e per approfittare di un momento davvero tragico, ma che possiamo resilientemente rendere ricco.
Spesso li si confonde, o più semplicemente li si usa parlando intendendo la stessa cosa, scambiandoli. Ma i termini “maternity blues” e “depressione post parto” indicano due differenti condizioni.
Siamo convinte che l’uso delle parole sia importante: ecco perché è giusto e doveroso sapere quale sia la differenza tra questi due problemi che colpiscono le mamme (ma anche i papà!) dopo la gravidanza, in modo da conoscerli e da parlarne rispettosamente e responsabilmente.
L’argomento di cui stiamo parlando può essere racchiuso sotto ad una macro spiegazione, che al suo interno, tuttavia, trova importanti ramificazioni. Quello che andremo a spiegare, quindi, riguarda a grandi linee il senso di malessere psicologico che colpisce moltissime madri nei momenti immediatamente dopo e nei mesi successivi al parto, quello stato emotivo di fatica e tristezza che non sembra avere una causa “cosciente” e “logica”.
Sotto questo grande cappello, però, si trovano appunto il “maternity blues” e la depressione post parto, che sono due stati diversi. Partiamo dal maternity blues.
Esattamente come nel genere musicale, la parola “blues” indica uno stato di tristezza generale, una sensazione di depressione senza apparente motivo. Il maternity blues, quindi, è una tristezza relazionata proprio alla maternità, e può chiamarsi anche “Sindrome del terzo giorno”. Colpisce infatti moltissime madri nei giorni e nelle settimane immediatamente successivi al parto, facendo provare loro uno stato di tristezza profonda e di fatica insostenibile. Ma è normalissimo, così come sono normalissimi i pianti e gli sbalzi d’umore che ne conseguono, così come le ansie, le preoccupazioni e i dubbi che assalgono le neomamme riguardo al nuovo nato che devono accudire.
Questo blues può essere generico, ma può acuirsi anche e soprattutto nei momenti che inducono frustrazione, come quando non si riesce ad allattare, quando il bambino piange senza motivo o quando si è troppo stanche per riuscire a fare tutto “bene”.
In questo caso, come dicevamo si tratta di situazioni e di emozioni normali, dovute alle aspettative, agli ormoni, ai cambiamenti e alle preoccupazioni. Ciò che è importante è, da parte di chi sta accanto alle madri, supportare chi abbiamo di fronte, lasciando che si sfoghi, che si lasci aiutare, che pianga, evitando di perpetuare l’aspettativa sociale per cui una madre dovrebbe essere perfettamente felice. Il diritto alla frustrazione, alla tristezza e alla stanchezza è fondamentale per superare questo momento.
Se la maternity blues non passa, invece, siamo di fronte alla vera e propria depressione post parto, più profonda e duratura, e anche più pericolosa, oltre che più rara. In questo caso, la madre prova un senso estremo di incapacità e di inadeguatezza, di tristezza, di rabbia, di vergogna… E tutto questo si manifesta attraverso apatia, scatti di rabbia, insonnia e calo dell’appetito, ma anche con mal di testa, mal di pancia e calo della cura di se stesse.
I motivi che portano alla depressione postpartum sono diversi, personali, fisici e mentali, e spesso sono legati alla sensazione di “non essere brave” nel ruolo di madri, così come alla sensazione che il bambino sia troppo difficile da gestire.
Chi sta accanto a queste madri dovrebbe quindi fare attenzione ai campanelli d’allarme di cui parlavamo, cercando di sostenerle, di parlarne, rivolgendosi anche a del personale sanitario specializzato: l’aiuto esterno è fondamentale, così come i gruppi di sostegno.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.