Il lockdown ha portato con sé tante cose. Ansia, stress, riscoperta dei piccoli piaceri, riscoperta dell’ambiente domestico, riscoperta dei rapporti, abitudini stravolte… Positive o negative, le conseguenze sono moltissime.

Ma tra gli aspetti negativi, ce n’è uno in particolare che ci ha molto colpito e su cui dobbiamo porre la nostra attenzione: il consumo di plastica durante questi mesi di pandemia è tornato a livelli altissimi. Ma dobbiamo di nuovo cambiare rotta velocemente, se non vogliamo incorrere in tremende conseguenze.

Il lockdown ha portato anche ad un abbandono delle buone pratiche ecologiche: meglio tornare a modulare il consumo di plastica, se vogliamo bene al nostro pianeta



La notizia l’ha riportata ieri Ansa: nella Giornata Mondiale degli Oceani, purtroppo dobbiamo tornare a parlare di plastica, con l’intenzione di porre nuovamente l’attenzione sugli aspetti negativi del suo consumo. Già, perché gli oceani ospitano l’80% delle specie viventi, ma sono minacciati proprio dalla plastica, a causa delle nostre cattive abitudini.

Le cattive abitudini di cui parliamo sono quelle relative all’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica. Se fino ai primi mesi del 2020, infatti, l’usa e getta si stava riducendo (sostituito, nei casi inevitabili, dall’usa e getta biodegradabile), con il lockdown moltissime persone sono tornate sui vecchi passi.

Causa di questo aumento di consumo di plastica è stato il maggiore tempo rinchiusi tra le mura di casa. Stando in casa senza possibilità di uscire, si tende infatti a consumare molta più acqua in bottiglia (di plastica), a sfavore delle borracce riempite con acqua potabile del rubinetto.

“Nei tre mesi passati dall’inizio dell’emergenza coronavirus”, fanno sapere su Ansa, “una famiglia media di 4 persone, con un consumo medio giornaliero 2 litri di acqua (quantità consigliata) ha utilizzato ben 474,5 bottiglie da 1,5 l, pari a 18 kg di plastica. Questa scelta ha comportato l’impiego di 34,2 kg di petrolio utilizzato per la realizzazione del PET e 60,5 kg di CO2 frutto della produzione e del trasporto di questo quantitativo di bottiglie. Una famiglia di 3 persone, invece, ha consumato ben 356 bottiglie in PET da 1,5 litri in tre mesi, pari a 13,5 kg di plastica, 25,7 kg di petrolio e 45,4 kg di CO2”.

In azienda e fuori casa, tendenzialmente, usiamo quindi meno plastica. E stando a casa abbiamo visto come invece la plastica sia effettivamente moltissima (anche a causa della - normalissima! - pigrizia che ci ha preso durante questi mesi di lockdown): i contenitori della differenziata si riempivano velocemente e fino all’orlo, non è vero?

Ciò che questa notizia ci deve insegnare è semplice: dobbiamo tornare a pensare al nostro pianeta. Dobbiamo tornare a mettere in pratica le nostre abitudini green ed ecologiche. Dobbiamo fare più attenzione.

Le regole sono semplici, ma è bene rispettarle: facciamo sempre la raccolta differenziata; chiudiamo l’acqua del rubinetto mentre ci insaponiamo e ci laviamo i denti; cerchiamo di comprare frutta e verdura sfuse, non nella plastica, sfruttando borse in tela riutilizzabili; evitiamo gli imballaggi in plastica; al posto dell’acqua in bottiglia, scegliamo quella in vetro, oppure sfruttiamo le fontane potabili nei paesi e nelle città; scegliamo prodotti sfusi, come lo shampoo solido; evitiamo il sapone liquido nei contenitori in plastica a favore delle saponette incartate nella carta; usciamo sempre con una borraccia, evitando di acquistare bottigliette in plastica; sfruttiamo i programmi ecologici della lavastoviglie e della lavatrice; spegniamo sempre le luci non necessarie e i device tecnologici, non lasciandoli in stand-by…

Non sarà solo il nostro pianeta a ringraziarci; lo farà anche il portafoglio.

 

Photo by Daria Shevtsova from Pexels

5 Prodotti Smart per le mamme multitasking

Martedì, 09 Giugno 2020 07:49

Essere genitori, come sappiamo, significa essere sempre attenti alle esigenze del nostro bambino, dalla pappa alla nanna, passando dai momenti di gioco insieme.
Ovviamente non è semplice occuparsi di tutto, soprattutto se si lavora o si ha poco aiuto in casa.

Per fortuna, al giorno d’oggi, la tecnologia ci viene in soccorso, presentando moltissimi prodotti in grado di aiutare le mamme a prendersi cura del proprio bambino, così da non tralasciare altri aspetti molto importanti, come la cura di se stesse, della casa, del lavoro e, in generale, di tutte le fasi che compongono la nostra routine.

In questo articolo, quindi, vedremo 5 prodotti smart per le mamme multitasking, che vi aiuteranno in ogni momento della giornata.

Mamme multitasking: 5 prodotti must-have

La tecnologia è una parte integrante della nostra vita, che ci accompagna dai momenti più pratici a quelli più di intrattenimento.
Quando parliamo di tecnologia, ci viene naturale pensare agli smartphone all’ultima moda, a computer avanzati, o altri strumenti elettronici. Tuttavia la tecnologia, come viene definita anche nell’Enciclopedia Treccani, altro non è che tutto ciò che viene prodotto per con il fine di migliorare le condizioni di vita umane.

Per questo motivo, risulta chiaro come l’innovazione tecnologica possa essere usata anche durante le fasi della maternità, agevolandone le pratiche quotidiane.
Ora vedremo, infatti, 5 prodotti tecnologici e smart che possono aiutare le mamme e i papà super impegnati, a svolgere tutte le attività nel migliore dei modi.

Passeggino leggero

Il primo prodotto di cui parleremo è il passeggino, ovviamente immancabile in ogni famiglia con un bimbo piccolo. In commercio esistono davvero moltissimi modelli e marche di passeggini, ma quali sono quelli più smart in grado di agevolare mamme e papà? Sicuramente i passeggini leggeri e ultraleggeri che, con un peso a volte inferiore ai 10 kg, permettono di essere trasportati e sollevati con estrema facilità.
Per conoscere quali sono le caratteristiche di questo prodotto, consigliamo di leggere questo articolo di lovelifestyle.it sui migliori passeggini leggeri oggi in commercio.

Robot da cucina

Un alleato infallibile delle mamme e dei papà che devono destreggiarsi tra i bisogni del proprio piccolo e la cucina. Con un robot da cucina, non solo si risparmierà tempo prezioso per la preparazione dei pasti, ma si avrà anche la possibilità di sperimentare nuove e deliziose pappe per il proprio bimbo.

Scalda biberon

Lo scalda biberon è un prodotto che accompagna le giornate dei neo-genitori da molti decenni. Ma sapevate che in commercio ci sono scalda biberon programmabili? Per non parlare degli scalda biberon, cuoci pappa e sterilizzatore 3 in 1! Di certo di grande aiuto nei primi mesi di vita del bambino.

Tiralatte indossabile

Un altro oggetto tecnologico legato alla maternità, che aiuterà a risparmiare tempo e agevolare l’allattamento è il tiralatte indossabile Willow Pump 2.0, presentato al CES 2019, che permette quindi alle mamme di potersi agevolmente muovere o sbrigare altre faccende, durante il pompaggio di latte.

Sensore per pannolini

Anche questo è un ultimo ritrovato tecnologico, presentato al CES 2019 e si chiama Monit. Si tratta di un sensore dotato di intelligenza artificiale che viene applicato al pannolino e che è in grado di comunicare, tramite app sul nostro cellulare, lo stato del pannolino, così da sapere subito se è il caso di cambiarlo o meno.

 

Questi erano solo 5 prodotti smart per agevolare il lavoro delle mamme nella cura del proprio bambino. Per conoscere altri interessanti prodotti super tecnologici per le mamme moderne, presentati al CES 2019 suggeriamo di dare un’occhiata a questo interessante articolo di Wired con una classifica di 10 prodotti tech per neonati.

Interrogazioni ad occhi chiusi, spostamenti di computer per provare l’assenza di bigliettini, lezioni su Zoom, su ClassRoom, su piattaforme mai sentite… E poi compiti, compiti, compiti, ripassi e nuovi argomenti imparati a casa, e non a scuola. Perché la scuola era chiusa. Perché una pandemia mondiale ha reso quest’anno scolastico indimenticabile. Nel senso che non ce lo dimenticheremo mai. Né noi genitori, né voi ragazzi, che avete vissuto sulla vostra pelle e in prima persona uno dei periodi più strani, tragici e provanti della storia dell’uomo.

Ora la scuola è finita. Ma che strana, questa campanella che (non) suonerà.

Buona (strana) fine della scuola, cari bambini: grazie per tutto ciò che avete sopportato in questa pandemia

Non suonerà la campanella dell’ultima ora e non ci saranno le vostre tradizionali e bellissime urla di sfogo per la fine di un altro anno scolastico. Non ci sarà la corsa fuori dalle classi per raggiungere l’estate. Non ci sarà lo scambio di indirizzi per le cartoline, lo scambio di abbracci con amici che sapete già che rivedrete solo a settembre, lo scambio di numeri di telefono dei genitori per tenervi in contatto.

Non era facile. Non è stato facile. Inizialmente sembrava impossibile. Ma già nei primi giorni di lockdown siete riusciti, ragazzi e insegnanti, a raccogliere tutte le vostre forze, accettando (spesso di buon grado, qualche volta con meno entusiasmo!) i cambiamenti, le imposizioni, l’annullamento di ogni contatto sociale reale con i vostri compagni, con i vostri insegnanti.

Siete stati a casa, muovendovi pochissimo e giocando tantissimo, studiando come possibile e impegnandovi comunque, anche se non credevamo possibile che tutto questo potesse durare più di un paio di settimane. E invece le settimane si sono trasformate in mesi, e se non abbiamo perso l’anno scolastico è proprio anche grazie a voi!

Sapete? Quest’anno, con tutti i cambiamenti che stanno avvenendo, probabilmente lo studieremo sui libri di scuola. Il duemila e venti. Il venti venti. Con la pandemia, le manifestazioni contro il razzismo (eh già, nel 2020 ci ritroviamo ancora a doverlo combattere, questo schifo di razzismo), i cambiamenti degli equilibri mondiali…

E voi (insieme ai vostri insegnanti!) l’avete vissuto in prima persona. Con coraggio e forza. Perché se nei primi giorni potevate (forse!) bighellonare e gioire di quegli inaspettati giorni a casa, quando le porte si sono chiuse del tutto, tenendovi intrappolati tra quattro mura, avete fatto ciò che vi è stato chiesto. Saremo stati sicuramente una rottura, e voi a volte ci avete reso tutto più difficile (capita!), ma in fondo bisogna riconoscere che i compiti appena svegli, le chiamate con insegnanti e compagni, le interrogazioni un giorno sì e uno e tutto ciò che vi è stato imposto lo avete fatto. Ed è grazie a voi se a settembre non si dovrà tornare indietro di un anno scolastico.

Ora, quindi, buone vacanze. Non saranno vacanze semplici, né per voi né per noi genitori. Ma vi auguro che nonostante tutto siano serene, divertenti e piene di vita! Ve lo meritate.

 

Photo by Julia M Cameron from Pexels

Il momento del mangiare insieme è importantissimo: spegniamo la tv e chiacchieriamo! E fin da piccoli è bello interagire con i nostri bimbi a tavola. Fin da quando cominciano a mangiare da soli e a condividere ciò che mangiamo noi. Ma in ogni caso, prima o dopo lo svezzamento, per molti genitori far mangiare i bambini rappresenta anche un momento di stress: piatti che si rompono, forchette che sembrano pericolose, vestiti da lavare dopo un minuto, pavimenti che si riempiono di pappa…

Come fare per rendere i pasti un pochino più tranquilli? Con questi oggetti!

Posate, piatti e accessori che facilitano la vita dei genitori: cosa acquistare per rendere pranzi e cene più tranquilli e senza stress

Ormai anche i bambini amano i piatti orientali. E una buona idea è lasciare che li mangino proprio come in Oriente, con le bacchette, dato che è anche un buonissimo esercizio di manualità fine. Tuttavia, è certamente difficile, soprattutto le prime volte. Ecco quindi le bacchette facilitate!

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Addio capricci per le carote e i piselli che toccano il purè: la soluzione è semplice, e si chiamano “divisori”. Questi piatti in bambù lavabili per bambini sono perfetti, perché hanno piccole pareti divisorie che permettono al cibo di stare al suo posto.

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La ventosa a volte è una buona idea: questa sotto la scodella è perfetta per i mesi di svezzamento, quando le manate dei bambini rischiano ogni secondo di farci rovesciare tutto sul pavimento!

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Per lo stesso motivo, viva il bicchiere antigoccia! L’avete mai provato? Non tornerete più indietro: di tratta di un bicchiere con un bordo da cui i bambini possono bere ovunque (su tutto il cerchio, quindi), ma che se capovolto non sgocciola mai. Sembra magia!

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Il bavaglio di silicone, poi, è ormai imprescindibile (ed ecologico: non dobbiamo fare mille lavatrici ogni volta!).

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A volte, quando i bambini non mangiano, basta aggiungere un po’ di fantasia ai piatti. Ecco quindi qualche forma per sandwich, biscotti, waffle e frutta per rendere tutto divertente in pochissimi secondi.

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La learning tower, poi, può diventare davvero utile, soprattutto per rendere partecipi i bambini in cucina fin dai primi anni. Per saperne di più, ecco un articolo sulle learning tower montessoriane.

E per i bambini che vogliono sentirsi grandi, ecco delle posate in acciaio proprio come quelle di noi adulti, ma pensate apposta per loro.

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Come crescere figli antirazzisti

Mercoledì, 03 Giugno 2020 14:09

Il tremendo episodio in America che ha portato alla morte di George Floyd ha scatenato proteste in tutto il mondo. Anche in Italia le voci si sono alzate e si stanno alzando. Ma non solo per protestare nei confronti delle forze dell’ordine americane: qui il razzismo è diverso, ma non per questo non esiste (anzi!), e prendere posizione partecipando al movimento #blacklivesmatter significa sostenere tutte le persone che anche nel nostro paese vengono continuamente discriminate.

Ma come fare per trasmettere questi valori ai nostri bambini? Come far sì che i nostri figli crescano antirazzisti?

Come crescere figli antirazzisti: qualche spunto di educazione per crescere bambini che siano sempre rispettosi nei confronti di ogni essere umano.

Innanzitutto, dobbiamo noi per primi ascoltare le voci degli altri. Perché se siamo bianchi, non sapremo mai cosa significa vivere in una società che discrimina, e non noteremo mai le piccole spiacevoli cose che altri sono costretti a vivere quotidianamente. Ecco perché dobbiamo sfruttare i social media e cominciare a seguire quelle persone che ci spiegano in prima persona cosa significhi (come Afroitalian Souls o l’attivista Espérance Hakuzwimana Ripanti).

La filosofia che dobbiamo seguire è quella dell’“I understand that I never understand, however, I stand”, “Capisco che non potrò mai capire, ma ti sostengo comunque”. Continuando sempre ad ascoltare, documentandoci e leggendo libri scritti da persone afrodiscendenti.

Se noi per primi rispettiamo gli altri, a prescindere da etnia, religione, sesso, eccetera, i nostri figli, poi, avranno già un esempio di come ci si comporta nella vita. Ricordiamo sempre che le nostre azioni sono la prima educazione!

Dopodiché, possiamo leggere tanti libri contro il razzismo, parlandone poi insieme ai bambini.

Anche i giocattoli possono diventare uno strumento utile: le bambole, infatti, possono trasmettere il valore della diversità. Basta circondare i nostri bambini di modelli diversi, e non i classici bambolotti biondi con gli occhi azzurri.

Incoraggiamo, quindi, i nostri bambini ad allargare il loro giro di amicizie, includendo quante più diversità possibili. Sarà arricchente per tutti, e si creeranno dinamiche uniche, sane e positive. E noi per primi possiamo cominciare a farlo, mettendo da parte i pregiudizi della nostra società e facendo amicizia con i genitori stranieri o di origine straniera che conosciamo a scuola, all’oratorio, a calcio, a danza… Per i bambini diventerà più semplice interagire con i ragazzini della loro età, si sentiranno meno intimiditi!

Altra regola dovrebbe essere quella di smascherare gli stereotipi (e non solo quelli legati al colore della pelle) nei film che guardiamo o nei libri che leggiamo. Spesso non ce ne rendiamo conto, ma il “cattivo” ha la pelle nera, l’”immigrato” o fa ridere o è un delinquente, le donne sono tutte casalinghe…

Infine, è importantissimo non azzerare le differenze dicendo meramente “siamo tutti uguali”. Sì, siamo tutti essere uguali, ma siamo tutti diversi. Ed è proprio la diversità il valore aggiunto, la bellezza!

E non è nemmeno giusto dire che il razzismo non esiste. Parliamo quindi apertamente ai nostri figli del razzismo e di come il pregiudizio legate alle differenze esista e renda la vita delle persone difficile. Parliamo anche dei nostri pregiudizi, senza timore di venire sgridati, ma, anzi, con l’intento di smascherarli, e infine incoraggiamo i bambini a sfidare questi pregiudizi sempre, ogni giorno della nostra vita e con tutte le persone che ci troviamo di fronte.

L’intestino è il secondo cervello. Non è una frase fatta o una bufala, è proprio così! E ignorarlo o non trattarlo bene significa fare davvero del male tanto al nostro organismo quanto alla nostra mente. Lo stress, l’ansia, le tossine… Tutto si accumula lì.

Come fare, dunque, per assicurare al nostro sistema digerente il giusto benessere? Una soluzione sono i probiotici: i batteri buoni che sostengono la salute del nostro intestino. E per assumerne abbastanza, è bene scegliere dei prodotti validi ed efficaci!

Probiotici per il benessere intestinale? Active Pro-B!

A sballare l’equilibrio del nostro intestino sono davvero moltissimi fattori, dallo stress alla dieta errata, dall’inquinamento allo stile di vita sedentario o, al contrario, frenetico. E non è facile concentrarci sempre sul suo benessere, no? Il problema è che un intestino scombussolato porta tanti problemi fisici (come disturbi della pelle, peso altalenante, indebolimento delle difese immunitarie…) quanto mentali (fatica e stress sono all’ordine del giorno).

Ciò che dobbiamo tenere presente, in questo caso, è la nostra flora intestinale, che dovrebbe essere sempre mantenuta in equilibrio. Come? Sfruttando i probiotici per aiutare il nostro intestino a bilanciare i batteri amici.

Un programma molto valido per raggiungere questo obiettivo è offerto da ACTIVE PRO-B, un prodotto che permette di ingerire ogni giorno 8 miliardi di UFC (“Unità Formanti Colonie”) composte da 6 ceppi di batteri che lavorano in sinergia, sopravvivendo lungo tutto il tratto intestinale. Inoltre, ogni capsula include anche una fibra prebiotica, che sostiene, conserva e rilascia i probiotici nel tratto intestinale, sostenendone la fermentazione.

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L’efficacia e la sicurezza di Active Pro-B è data dai ricercatori che l’hanno sviluppato, in partnership con l’Ospedale Universitario di Copenhagen (leader nel settore gastroenterologico), e dai batteri presenti: Bifidobacterium lactis, Lactobacillus rhamnosus 19070-2, Lactobacillus reuteri 12246, Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium longum e Bifidobacterium B-bifidum.

Il tutto è studiato per far sì che i batteri sopravvivano per tutto l’intestino, attivandosi proprio nel tratto digerente, grazie ad una capsula di cellulosa vegetale che li protegge dalla luce.

Lo sapevi che più del 70% del sistema immunitario risiede nell'intestino?

Con una capsula al giorno, quindi, potremo assicurare al nostro intestino la flora batterica necessaria per il suo funzionamento e il suo benessere. Già, perché i batteri"buoni" svolgono molteplici funzioni, come assicurare un sano sistema immunitario, assistere il processo di elaborazione del cibo durante la digestione, aiutare a rilasciare i nutrienti per l'assorbimento e contribuire positivamente alla normale crescita e al normale sviluppo umano.

Per l’acquisto, visitate lo shop online.

Per avere una consulenza personalizzata o maggiori informazioni, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Verrete ricontattati da un esperto del settore.

Aloe a portata di mano: un sogno! Perché l’Aloe Vera è una pianta davvero miracolosa, che viene in aiuto sia esternamente che internamente e che riequilibra il nostro corpo. Ecco perché sarebbe davvero meraviglioso avere dei prodotti a base di aloe sempre a portata di mano. O di borsetta!

Con Forever Aloe questo è facile: l’ampia gamma di prodotti a base di Aloe Vera, infatti, non si limita alle bevande, ma si espande all’igiene e alla bellezza, consentendoci di creare un piccolo beauty case a base di aloe da portare sempre con noi.

I migliori prodotti da borsetta a base di Aloe Vera: come comporre il beauty case da borsa a base di prodotti Forever con Aloe Vera

Partiamo del lip labbra: lo conoscete? L’Aloe è una pianta nota per le sue proprietà lenitive e disinfiammanti, quindi in estate e in inverno è fondamentale anche per la pelle, e non solo per l’intestino. Quando le nostre labbra si screpolano per il troppo sole, per la salsedine o per il freddo pungente, ecco che lo stick per labbra Aloe Lips (art.022) diventa preziosissimo. Si tratta di un comodo balsamo con aloe, jojoba e tre tipi di cera per lenire e ammorbidire le labbra secche, con un’azione davvero duratura. Ma non solo… Grazie all’aloe contenuta è anche un piccolo SOS in caso di punture d’insetto e piccole ferite.

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Immancabile nel beauty da borsetta è poi il Forever Hand Sanitizer (art.318), il gel igienizzante mani necessario per sanificare le mani in assenza di acqua, quindi quando siamo fuori casa. Questo è a base di alcool e aloe e uccide il 99.99% di germi e batteri. Grazie al gel stabilizzato di aloe vera e al miele, lascerà le mani anche piacevolmente idratate.

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Passiamo quindi al Forever Bright Toothgel (art.028), il dentifricio, da non dimenticare mai di portare con noi nella borsa insieme ad uno spazzolino pieghevole. Anche fuori casa, infatti, è fondamentale lavarsi i denti dopo ogni pasto! Questo dentifricio è a base di Aloe Vera e propoli, un valido aiuto in caso di gengive infiammate, dona freschezza estrema assicurando il bianco naturale dei denti.

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Come in ogni beauty case non possono poi mancare le creme idratanti. Il nostro consiglio è di averne almeno due.

Una idratante per viso, mani, corpo e capelli come Aloe First (art.040), con 80% di aloe vera, propoli e undici estratti vegetali, per garantire idratazione ed elasticità alla pelle, nella pratica formula spray e ottimo anche in caso di ustioni lievi, scottature solari, piccoli tagli e graffi. E una solare, per proteggersi sempre, sia in estate sia in inverno. In questo caso ottima è Aloe Sunscreen (art.617), SPF30 pensata per schermare i raggi UVA e UVB e per idratare al contempo la pelle.
(Le creme della stessa linea possono essere miscelate tra loro ad esempio nel mini vaporizzatore Forever art.1145)

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Dopodiché, per completare la borsetta possiamo sempre portare le nostre bevande Forever a base di Aloe, super idratanti, che sono disponibili in comodissimi brick da 330 ml nei tre gusti: aloe vera gel, aloe berry nectar, aloe peaches.

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Tra le iniziative nate durante questo periodo di Covid ce ne sono moltissime davvero meritevoli. E per quanto riguarda quelle rivolte ai bambini, quella che vi presentiamo oggi è davvero bellissima, perché unisce il bisogno di creatività dei nostri figli all’amore per la lettura e per i bei libri.

L’Ippocampo Edizioni, tra le nostre case editrici preferite, ha unito infatti le forze con l’artista Hervé Tullet e con Stabilo Italia, lanciando la promozione “W i bambini!”. Di che si tratta? Ve lo sveliamo subito.

“W i bambini!”, una collaborazione tra L’Ippocampo, Stabilo e Hervé Tullet per leggere e fare arte: per stimolare la creatività durante l’isolamento, una promozione per leggere, disegnare e stimolare la creatività

“In questi lunghi mesi lontano da scuola, i bambini hanno bisogno di creare, esprimersi e imparare. A questo proposito, L'ippocampo edizioni, casa editrice specializzata in libri illustrati non-fiction, si è unita a Hervé Tullet e Stabilo Italia per la promozione "W i bambini!". Fino al 30 giugno 2020, con una spesa minima di 60 euro sul catalogo ragazzi del sito ippocampoedizioni.it, si riceverà in omaggio un quaderno originale "W I BAMBINI!" disegnato da Hervé Tullet e un set da 12 pennarelli JUMBO di Stabilo.

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La promozione de L’Ippocampo, Hervé Tullet e Stabilo è davvero bellissima, vero? Innanzitutto perché i quaderni di Hervé Tullet, così come tutti i suoi laboratori, sono sempre incredibilmente affascinanti e coinvolgenti, e permettono ai bambini di sperimentare la loro creatività partendo da piccoli dettagli e semplici passi.

In secondo luogo perché i pennarelli Jumbo di Stabilo sono un must dell’infanzia, non trovate? E per guidare questa creatività in cattività forzata non potremmo chiedere di meglio.

Terzo, perché L’Ippocampo è una casa editrice che propone sempre libri bellissimi, tanto di narrativa quanto riguardanti la creatività. In questo periodo possiamo dunque approfittarne, acquistando alcuni dei volumi più belli del mondo dell’editoria per l’infanzia.

In questi giorni, ad esempio, sono usciti altri due volumi della serie dei classici dell’infanzia illustrati da MinaLima, “Le avventure di Pinocchio” e “La bella e la bestia”: sono illustrati divinamente e sono interattivi, e sono perfetti per la lettura nel letto la sera. E poi sono bellissimi da collezionare e da esporre in libreria!

 Per quanto riguarda lo stesso Hervé Tullet, possiamo sbizzarrirci, perché L’Ippocampo ha un catalogo vastissimo con i suoi libri interattivi-artistici. Ci sono i libri-gioco come “Il gioco delle vermidita”, “Il gioco degli occhi”, “Il gioco di mescolare l’arte”, ma anche i libri per giocare con le luci e le ombre, oltre al suo classico “La fabbrica dei colori” (utile alle mamme e ai papà, ma anche a tutti gli insegnanti ed educatori).

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Anche i grandi illustrati sono bellissimi: ricordate “Il libro delle avventure perdute”, “Colorama”, “Guardando le stelle” e “Esplora il tuo corpo”? Per non parlare degli inventari illustrati.

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E poi ci sono tutti i romanzi super coinvolgenti di David Walliams, per i bambini che amano leggere: quelli della serie “I peggiori bambini del mondo”, “Papà bandito”, “Nonna gangster” e “Nonno in fuga” su tutti.

Insomma: andando sul sito di Ippocampo c’è l’imbarazzo della scelta per i nostri ragazzi, dagli 0 ai 13 anni, per tutti i gusti, con la sicurezza di ricevere libri che sono sempre curati nel dettaglio, bellissimi da sfogliare, interessanti e piacevolissimi.

Come fare con i bambini che rispondono male

Venerdì, 29 Maggio 2020 08:47

Eh sì, ad un certo punto arriva anche quel momento. Chi prima, chi dopo, i nostri figli iniziano a risponderci male. Ed è normale: facendolo, stanno testando i nostri limiti e provando ad imporre la loro personalità. Ma anche se è totalmente sano e benefico per la loro crescita, questo non significa che dobbiamo lasciarglielo fare senza dire nulla.

Ma invece di arrabbiarci, di lasciare che la frustrazione ci prenda e di innervosirci, proviamo questi metodi.

Come fare con i bambini che rispondono male: quali strategie adottare quando i nostri figli ci rispondono male

Quando accade la rispostaccia? Nei momenti più normali, e non solo quando siamo arrabbiati tra di noi. Magari semplicemente perché il bambino vuole mangiare una determinata cosa che noi non gli concediamo, o perché vorrebbe vestirsi in un certo modo in una data occasione, oppure, ancora, semplicemente perché non ha voglia di fare ciò che gli stiamo chiedendo.

E questa rispostaccia può essere verbale (con i ragazzi più grandi che azzardano anche qualche parolaccia) o fisica, con gli occhi che si alzano al cielo, episodi di rabbia e urla, o di risate e scherno.

Ma c’è una bella linea tra il rispondere male perché stanno crescendo e il rispondere male diventando maleducati e irrispettosi. E quella linea la possiamo tracciare noi.

La prima regola, da parte dei genitori, è restare calmi. Sembrerà banale, ma è una chiave di svolta. Perché se è normale lasciarsi prendere dal nervosismo quando i nostri figli ci rispondono male, stare calmi significa prendere il toro per le corna.

Semplicemente, stando calmi i nostri figli si troveranno di fronte persone calme, e staranno calmi a loro volta quando spiegheremo le nostre ragioni e quando li rimprovereremo. Se il rimprovero arriva in maniera “esplosiva”, infatti, sarà normale per loro esplodere ancora di più a loro volta.

In questo modo, i nostri figli non solo ci ascolteranno di più, ma impareranno da noi, osservandoci, come si risolvono i problemi in maniera tranquilla.

Spieghiamo quindi le nostre ragioni e cerchiamo di capire da dove viene la rispostaccia. “Perché mi stai rispondendo così male?”. “Secondo te è piacevole sentirsi rispondere in questa maniera?”. “Come potresti dirmi questa cosa senza ferirmi?”.

Dopodiché, elenchiamo, insieme ai bambini, le regole della famiglia. Spesso, infatti, le risposte cattive arrivano quando i genitori non concedono qualcosa. Perché è giusto seguire certe regole? E quando sarà il momento giusto per, invece, fare uno strappo alla regola?

Infine, proviamo a pensare all’indipendenza dei bambini. Quando un bambino risponde male sporadicamente, non è un problema. Ma quando comincia a farlo su base giornaliera, probabilmente il problema è più profondo e non è un capriccio, né un tentativo di testare i confini o di imporre la propria scelta una tantum. Si tratta, invece, di un problema di indipendenza.

In questo caso è giusto chiedersi: lasciamo a nostro figlio/nostra figlia la possibilità di esprimersi? Di scegliere le attività da svolgere in famiglia? Di mangiare ciò che vuole nel rispetto delle regole?

In generale, infatti, è giusto che i bambini seguano le regole e le routine della famiglia, ma che allo stesso tempo abbiano la possibilità di esprimersi, di fare ciò che il loro istinto gli comunica e di condividere tutto questo con la famiglia.

Una soluzione alle rispostacce, quindi, può essere quella di concedere una volta ogni tanto, in giornate stabilite, la “sua giornata”. Una giornata che sia divertente e lontana dalle regole solite della famiglia, per sfogarsi e per, soprattutto, seguire la personalità del bambino, che sentirà di avere un po’ di controllo sulla sua vita, sentirà l’interesse da parte dei genitori e proverà un senso di responsabilità.

Ma come può una giornata sola, sporadica, contrastare il rispondere male? Può, perché è una strategia preventiva e proattiva. In questo modo non contrasteremo le rispostacce, ma le preverremo!

L’ha chiarito subito: non sarà uno spin off di Harry Potter. Perché quando annuncia un nuovo romanzo, JK Rowling è subito assalita dalle domande di questo genere. Ma la notizia non è semplicemente “un nuovo romanzo”. Perché la creatrice di Harry Potter ha annunciato ieri che sì, c’è un nuovo libro, e sarà nuovamente un libro per bambini, una favola.

Ma non è finita: durante questa pandemia, infatti, rilascerà il libro a puntate, gratuitamente, in attesa della pubblicazione a novembre.

The Ickabog, il nuovo libro di J.K. Rowling per bambini: prima della pubblicazione cartacea, i capitoli saranno rilasciati settimanalmente sul suo sito internet

I fan di JK Rowling lo sanno: sperare di rientrare nel mondo di Harry Potter è impossibile. La scrittrice stessa l’ha ripetuto più volte: è necessario mettere uno stop, anche se a malincuore. Ma di certo l'autrice non è stata con le mani in mano: negli ultimi anni oltre a sceneggiare Animali Fantastici ha scritto libri per adulti davvero magistrali, a partire da “Il seggio vacante” per arrivare ai gialli firmati sotto pseudonimo (“Robert Galbraith”). Si tratta di “Il richiamo del cuculo”, “Il baco da seta”, “La via del male” e “Bianco letale”, ovvero le indagini di Cormoran Strike.

Ma sui libri per bambini non era più tornata. Nemmeno con storie “nuove”, che si discostassero dal mondo potteriano. Ma ora ha deciso (letteralmente!) di salire in soffitta e di riprendere in mano la traccia e il manoscritto di “The Ickabog”, una storia per bambini, una favola che leggeva ai suoi figli del letto, e che mai avrebbe pensato di pubblicare, fino a questa pandemia.

“L’idea per “The Ickabog””, scrive J.K. Rowling sul suo sito, “mi venne mentre ancora scrivevo Harry Potter. (…) L’intenzione era di pubblicarla dopo “I doni della morte”. Tuttavia, dopo l’ultimo libro di Harry Potter, volevo prendere una pausa dalle pubblicazioni, e per cinque anni fu così. In quel lasso di tempo scissi “Il seggio vacante” e Robert Galbraith scrisse “Il richiamo del cuculo”. Dopo qualche tentennamento ho deciso però di allontanarmi per un attimo dai libri per bambini. La bozza andò in soffitta, dove restò per un decennio”.

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È solo in queste settimane che alla scrittrice è venuta l’idea di riprendere il manoscritto dalla soffitta. I suoi figli adolescenti si sono mostrati entusiasti della cosa, così J.K. Rowling si è trovata di nuovo immersa in un mondo fantastico.

“The Ickabog è una storia di verità e di abuso di potere”, scrive l’autrice sul suo sito. “Per anticipare una domanda ovvia: l’idea mi è venuta più di dieci anni fa, quindi non è da leggere come una risposta a nulla di quanto sta accadendo nel mondo in questo momento. I temi sono senza tempo e possono essere applicati ad ogni era e ad ogni paese”.

“The Ickabog” si presta bene alla serializzazione, ha anche spiegato la scrittrice, e oltre ad essere un libro perfetto per essere letto ad alta voce nel letto dai genitori ai bambini, è ottimo per i ragazzini di 7-9 anni che vogliano leggerlo da soli.

Come funzionerà, ora? Come leggere “The Ickabog”?

A partire da ieri e finendo il 10 luglio, ogni settimana J.K. Rowling pubblicherà uno (“o due, o tre”) capitoli del libro sul sito internet di “The Ickabog”, contando di pubblicare già anche qualche traduzione (e Salani ha già annunciato un “coming soon” in Italia!).

E per i bambini c’è pure una gara di illustrazione: a novembre il libro verrò pubblicato come libro, cartaceo ed e-book, e l’idea è quella di inserire le illustrazioni migliori!

Tutti i proventi ricavanti dai diritti d’autore verranno quindi poi donati a gruppi particolarmente colpiti dalla pandemia da Covid-19.

 

Photography Debra Hurford Brown © J.K. Rowling 2018

Sara

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Cecilia

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