No, non vi suggeriremo di bere birra insieme ai vostri figli! San Patrizio non è infatti solo la festa dei fiumi di alcool, ma è una tradizione irlandese molto antica che possiamo festeggiare insieme ai bambini e alle bambine.
Verstirsi di verde, fare dei lavoretti con i trifogli, fare un po' di sana baldoria... Questa tradizione che arriva da Oltremanica può essere un'occasione per divertirsi in famiglia, addobbando casa a tema e scoprendo un pezzetto di storia irlandese.
San Patrizio (o meglio, Saint Patrick) è il santo patrono d'Irlanda, colui che portò il cristianesimo sull'isola verde. Il suo nome reale era Maewyn Succat, era scozzese e fu rapito dai pirati irlandesi quand'era solo un adolescente. Re Dalriada lo fece suo schiavo.
Il giovane imparò quindi il gaelico, la lingua celtica, e dopo sei anni di prigionia riuscì a scappare, tornando a casa. Qui si convertì al cristianesimo (dopo aver conosciuto anche la religione celtica durante gli anni in prigione) e divenne un predicatore del Vangelo. Divenne quindi diacono, prese il nome di Patrizio (in latino) e negli anni ottenne la carica di vescovo.
In qualità di rappresentante della Chiesa di Roma, il papa lo incaricò di tornare in Irlanda, la terra della sua progionia: qui avrebbe dovuto diffondere il cristianesimo. Fu lui, quindi, a fondare il cristianesimo irlandese, che di base è cattolico, ma con molti spunti pagani e celtici.
Ad oggi, Saint Patrick (che è appunto Santo) è uno dei simboli dell'Irlanda, una figura importante e leggendaria che ogni 17 marzo viene celebrata con festeggiamenti e tradizioni.
Ma quali sono le tradizioni del 17 marzo? Come dicevamo, gli irlandesi sono soliti uscire e recarsi nei pub per bere fiumi di alcool. Ma le celebrazioni non si limitano allo spirito!
Innanzitutto, tradizione di Saint Patrick's Day è vestirsi di verde, il colore dell'Irlanda, che prende spunto dalle distese e dai prati verdi che rendono quest'isola unica dal punto di vista paesaggistico. Il verde rappresenta anche la primavera alle porte, così come la spensieratezza.
Sempre verde è il trifoglio, simbolo di San Patrizio: si racconta, infatti, che il vescovo utilizzò questa pianta per illustrare il concetto di trinità agli irlandesi, evangelizzandoli in questa maniera.
Infine, non dimentichiamo i Lepricauni, piccoli folletti che inizialmente erano ritenuti i calzolai delle fate. I bambini lasciano così, durante la notte, un bicchiere di latte sul davanzale della finestra, per far sì che si rifocillino. E sì, si tratta degli stessi lepricauni che si dice si trovino alla base degli arcobaleni con pentole piene di monete d'oro!
Qualche idea per festeggiare San Patrizio?
Cucinare dei biscotti verdi;

Vestirsi da Lepricauno;

Decorare casa a tema;

Bere un intruglio super verde, sfruttando le verdure verdi di stagione.

E per cena, perché non preparare una delizia irlandese? Il colcannon è uno stufato di patate e verza sostanzioso e super saporito, che possiamo preparare seguendo questa ricetta (anche in versione vegana, scegliendo l'olio al posto del burro).
In alternativa, il 17 marzo è la serata ideale per provare una classica zuppa di verdure irlandese!
La nuova puntata del nostro podcast, Genitori Pret a Porter, vuole essere una piccola introduzione all'argomento della salute mentale dei bambini e degli adolescenti, che stanno uscendo particolarmente provati dalla pandemia come dimostrano diversi studi (e una palese osservazione della realtà).
Nell'episodio la giornalista Sara Polotti presenta i numeri riguardanti le diagnosi tra gli adolescenti e i risultati di alcuni recenti studi che hanno voluto indagare gli effetti psicologici e psichiatrici della pandemia sui ragazzi e le ragazze, offrendo allo stesso tempo qualche consiglio - tra quelli stilati dagli esperti e dalle esperte - per supportare i nostri bimbi e le nostre bimbe nel ritorno alla nuova normalità.
Ascoltate la puntata qui sotto, oppure su Spotify, Apple Podcast e i principali canali di ascolto.
Qualche tempo fa mi è capitato di passare accanto ad un campo in cui stavano pascolando tantissime pecore con i loro agnelli. Erano davvero bellissimi da vedere: mi provocano sempre una tenerezza profonda. Mi sono però accorta che alcune portavano sul manto un segno rosso. Credevo si trattasse dell'indicazione per la tosatura della lana. E invece... Invece si trattava semplicemente dei capi destinati al macello.

Ci stiamo avvicinando a Pasqua e, credenti o no, il pranzo è una tradizione che riguarda moltissime famiglie italiane. E fra le tradizioni non manca quella dell'agnello, consumato appunto per il pranzo di Pasqua.
Evitare di mangiare carne dovrebbe essere una scelta da seguire tutto l'anno (per sostenibilità ambientale e rispetto animale, ma anche per seguire una dieta più salutare), ma molte persone non riescono a compiere il passo per diventare vegetariane o vegane perché temono le rinunce. Eppure viviamo in un mondo e in un'epoca davvero fortunata per chi prende questa decisione: le alternative plant-based alla carne e agli insaccati sono moltissime, la globalizzazione ha portato alla scoperta di numerosi piatti gustosissimi e golosissimi e per questi motivi la rinuncia diventa davvero più leggera.
Per dimostrarlo, vi proponiamo qui qualche ispirazione per un pranzo di Pasqua vegetariano, gustoso ma rispettoso, che non vi farà accorgere dell'assenza della carne.
Tra gli antipasti semplici, veloci e vegetariani abbiamo:
La crema di radicchio per il pinzimonio;
Le sfogliette veg di biete, pinoli e uvetta;
I vol au vent alla crema di ceci e tartufo;
L'insalata di pomodori, ceci e olive.

Questa ricetta è semplice, ma vi farà fare un figurone perché l'effetto è davvero strabiliante ed elegante. È ottima se pensate di preparare un secondo più corposo, per stare piuttosto leggeri. Si può anche preparare la sera prima e riscaldare al momento, per avere i fornelli liberi il giorno del pranzo di Pasqua.

Di nuovo viola, ma un po' più corposo ed elaborato: il risotto con mirtilli e robiola mischia il sapore classico del formaggio povero con quello acidulo e sofisticato dei frutti del bosco.

Se al vostro pranzo di Pasqua non possono mancare le lasagne, optate per una versione vegetariana (e pazzesca): le lasagne alla Norma sono gustose, nutrienti e golosissime. Anche in questo caso le si possono preparare in anticipo, cuocendole poi nel forno mentre sui fornelli va qualcos'altro.

Un classico: il polpettone arrosto, ma a base di verdure e di pan grattato.

Provate a non dire che si tratta di seitan (un derivato del glutine che si presta a moltissime preparazioni acquisendo i sapori e le consistenze più disparate): questo spezzatino ha un aspetto incredibilmente invitante e un sapore ancor più incredibile.
Se i vostri invitati amano i sapori speziati, questo stufato a base di verdure è ciò che fa per loro. Si possono usare le verdure di stagione che si preferiscono e rispetto allo stufato di carne la preparazione è parecchio più breve.

Per quanto riguarda i contorni, le opzioni sono davvero moltissime:
Quelle svedesi a ventaglio;
La sensibilità e l'empatia sono caratteristiche che - suppergiù! - ogni essere umano porta con sé. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono bambini e bambine più sensibili di altri. E questo è davvero straziante, perché spesso non sappiamo come rendere loro le cose più semplici e meno pesanti.
I bimbi e le bimbe particolarmente sensibili si differenziano dai loro coetanei prima di tutto perché chiedono sempre spiegazioni. Hanno un "perché" per tutto, e non solo riguardo alle questioni quotidiane più pratiche. I loro "perché" riguardano la vita, le relazioni, la ricchezza e la povertà, la salute... E spesso le nostre spiegazioni non sembrano bastare loro.
Si riconoscono, poi, perché il loro turbamento è visibile. Avere una sensibilità più spiccata rispetto al resto della popolazione porta infatti a sentirsi sopraffatti dagli avvenimenti particolarmente disturbanti. Le persone sensibili, infatti, sono più recettive nei confronti di certe situazioni e la loro risposta psicologica è più marcata. Non riescono, quindi, a farsi "scivolare via" i problemi, anche quelli che non riguardano loro stessi, ma ci pensano e ci rimuginano lasciandosi prendere emotivamente.
Sembrano solo contro? Ci sono anche pro: avere un'alta sensibilità significa avere un'empatia innata, una skill fondamentale nelle relazioni umane.
Ma, sì, essere sensibili è difficile ed è ancor più difficile per un genitore vedere il proprio figlio o la propria figlia lasciarsi sopraffare emotivamente dai propri sentimenti perché, appunto, c'è di mezzo tanta sensibilità. La buona notizia è che possiamo rendere ai nostri bambini sensibili e alle nostre bambine sensibili il mondo un po' meno difficile.
Prima di tutto, è necessario credere alle loro emozioni. Una persona meno sensibile potrebbe svalutare certe reazioni (è normale!), dicendo frasi come "Non c'è niente da piangere", "Ma perché ti lasci prendere così?". Non in cattiva fede, senza cattiveria, magari con il sorriso. Ma per chi vive l'emozione, questo significa sentirsi sbagliati e soprattutto non creduti.
Sembra quindi futile e scontato, ma la prima regola è dialogare e parlare validando il sentimento. Quando i bimbi o le bimbe stanno attraversando un momento di rabbia, sconforto o confusione, cerchiamo di farli parlare e di capire cosa li stia turbando, anche se a noi sembra qualcosa di così piccolo da non avere importanza.
La sensibilità dei bimbi non si fa sentire solo a casa, ma anche quando i genitori non ci sono e nei momenti più disparati. Spesso fa paura, perché i bimbi si trovano impauriuti e in preda delle emozioni. Parlarne preventivamente permette anche di trovare un gesto che li faccia sentire più a loro agio: quando si sentono sopraffare, possono così toccarsi le mani, oppure saltellare, oppure premere un antistress... A seconda di ciò che li calma.
I bambini sensibili spesso fanno molte domande. E anche se non le fanno, dentro ne hanno moltissime. Sta a noi provverere alla risposta: in questo modo, potranno trovare sempre più strumenti per navigare nella loro sensibilità e nelle loro emozioni.
Sì, fa molta paura, soprattutto se si è genitori ansiosi. Ma il gioco all’aperto e l’avventura sono necessari per una crescita psicofisica il più possibile armoniosa, completa e sicura. Ecco perché avere in giardino (o nel cortile condominiale) un parco giochi per bambini, delle altalene o dei set da arrampicata è un’ottima idea.
Ma perché nello specifico arrampicarsi, salire sullo scivolo, provare ad andare sull’altalena e tutte le classiche attività da parco giochi sono fondamentali?
Emmi Pickler, che ha inventato anche l’omonimo triangolo di Pickler, era una pediatra ungherese del secolo scorso. Secondo la sua osservazione, i bambini e le bambine hanno capacità psicomotorie e fisiche innate. Non serve insegnare loro nulla: ci arriveranno prima o poi da soli. Ma questo non significa che lo stimolo non sia importante.
Al contrario: secondo Pickler, per far sì che il movimento infantile si sviluppi al meglio, è necessario che al bambino o alla bambina si offrano gli strumenti adeguati e l’ambiente ideale. Quando si sentono sicuri, con i genitori che osservano e guidano, i bimbi e le bimbe sperimentano meglio e in maniera autonoma i loro movimenti, mettendo in moto i muscoli e lo scheletro e trovando così la propria armonia.
La sicurezza affettiva e l’ambiente adeguato sono quindi essenziali, e i parchi gioco all’aperto sono pensati esattamente per questo.
Al parco giochi i bambini e le bambine possono dunque mettere in pratica la propria motricità libera, in sicurezza e in maniera autonoma, sperimentando nuove posture, nuovi movimenti, nuovi appigli… A beneficiarne è il fisico tutto, e anche la coordinazione occhio mano (necessaria per la precisione, per la scrittura e per moltissimi altri movimenti) ne esce rafforzata.

Allo stesso tempo, arrampicandosi e giocando su strutture pensate apposta per loro, le bambine e i bambini migliorano la propriocezione (ovvero la consapevolezza di sé nello spazio) e l’intelligenza spaziale.
Come accennato all’inizio, dotare il giardino, il cortile o un ampio balcone di strutture in legno per giocare e arrampicarsi (come quelle di Wickey, tra i migliori brand del settore) è molto utile e consigliato.
Sotto la supervisione dei genitori o di chi sta giocando con loro, i bimbi e le bimbe affineranno i loro movimenti, metteranno alla prova il loro spirito d’avventura e stimoleranno muscoli e scheletro. Il tutto sentendosi sempre protetti e in sicurezza, guidati dallo sguardo di chi si sta prendendo cura di loro ma con la libertà di poter sperimentare il moto nella maniera più naturale e indipendente possibile.
Il disturbo dell'attenzione (ADHD) è uno dei disturbi dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente più diffusi in tutto il mondo. I bimbi e le bimbe che presentano ADHD si presentano disattenti, iperattivi e particolarmente impulsivi. Ma a quanto pare c'è un modo per prevenire questi disturbi, o quantomeno per provare a limitarli. E l'Italia ha un vantaggio: la dieta mediterranea parrebbe infatti diminuire il rischio di avere una diagnosi di ADHD (il deficit di attenzione) o di Iperattività. L'alimentazione naturale, quindi, gioca un ruolo fondamentale.
A sostenere che i Disturbi dell'Attenzione possano essere prevenuti anche grazie alla dieta mediterranea è uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, condotto da José Ángel Alda, Section Head del reparto di psichiatria e psicologia dell'ospedale Sant Joan de Déu di Barcellona. I risultati parlano di come la dieta povera e semplice come quella mediterranea possa ridurre non solo le malattie cardiache, l'Alzheimer e alcuni tipi di tumori, ma anche i disturbi dell'attenzione.
La ricerca ha coinvolto sessanta bambini e adolescenti tra i 6 e i 16 anni. Tra loro erano presenti individui con ADHD e altri senza alcuna diagnosi. A tutti i partecipanti sono state chieste le abitudini alimentari e le risposte hanno rivelato come tra i ragazzi senza ADHD fosse più diffusa la dieta mediterranea e come, allo stesso tempo, quelli che non la seguivano avessero più probabilità di andare incontro a una diagnosi di iperattività o ADHD.
Tra i dati interessanti, quelli relativi ai dolciumi: i bambini e ragazzi che consumavano molte caramelle e bibite zuccherate avevano maggiore prevalenza di disturbi dell'attenzione. E gli stessi consumavano meno quantità di pesce grasso, quello ricco di acidi grassi Omega3.
La dieta mediterranea è il regime alimentare che segue la maggior parte della popolazione che vive nella zona mediterranea. La pasta e i derivati, e quindi i cereali, stanno alla base di questa dieta, caratterizzata anche da un alto consumo di vegetali, pesce e cereali integrali. Carne rossa, uova, latticini e dolci sono invece gli alimenti meno presenti in questo tipo di alimentazione.
Oltre a tutto questo, la dieta mediterranea si distingue dalle altre per la grande varietà di alimenti: variare i menu settimanali inserendo tanti tipi di verdure, pasta integrale, pesce e cereali di diversi tipi è particolarmente benefico e permette di fare incetta delle giuste vitamine e dei giusti sali minerali che assicurano un buono stato di salute.
Pasta aglio, olio e peperoncino: un classico (o IL classico) della cucina italiana. Semplice, veloce, apprezzata dalla maggior parte dei palati: davvero intramontabile.
E se la rivisitassimo? Se non l'avete mai provato, il limone abbinato alla pasta è davvero gustoso. Dona un tocco acidulo al piatto, e se amate i contrasti di sapori questa è una ricetta che farà al caso vostro.
Alla classica aglio e olio possiamo infatti unire il limone e un formaggio forte per ottenere una ricetta nuova, sorprendente e davvero gustosa. Ma altrettanto semplice, perché non richiede molti passaggi in più rispetto alla ricetta tradizionale. Ecco come preparare la pasta aglio, olio, limone e feta che, non essendo piccante, piacerà anche ai bambini.

La Festa della Donna - o meglio: la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne - è una ricorrenza che diamo per scontata e che spesso scorre via senza soffermarcisi, ma è davvero fondamentale e importante. Prima di tutto perché serve a ricordare le donne (e gli uomini) che hanno cambiato la storia rendendo i diritti femminili una realtà. Perché non sempre le donne avevano il diritto di voto, o il diritto all'aborto, o il diritto al lavoro. Detto questo, è importante continuare a festeggiare le donne perché purtroppo non in tutto il mondo questi diritti sono garantiti, e perché è ancora molta la strada da percorrere verso la vera parità, anche in Occidente e nei Paesi che paiono aver conquistato tutti i diritti.
Un buon modo per festeggiare al meglio la Giornata dell'8 marzo è regalare alle nostre figli un buon libro dedicato a questa celebrazione; oppure possiamo proporre ai bambini e alle bambine un semplice lavoretto che ricalchi il tema della mimosa (il fiore che tradizionalmente si regala alle donne per la loro festa, dal momento che fiorisce proprio in questi giorni). Mentre lo facciamo possiamo parlare loro della ricorrenza, e soprattutto spiegare perché è importante celebrare, valorizzare e rispettare le donne della propria vita.
La prima cosa da fare è scendere in giardino: guardiamo a terra e raccogliamo i rametti spogli che si sono spezzati. NON spezziamoli dall'albero, mi raccomando!
Dopodiché possiamo portarli in casa.
Recuperiamo quindi alcune palline o perline di legno e dipingiamole di giallo, con tempere e pennello.
Una volta asciutte, infiliamole sui rami, con delicatezza, facendole scorrere bene. Per fissarle, possiamo usare della colla liquida.
Infiliamo poi il ramo di finta mimosa che abbiamo ottenuto in un barattolo di vetro riciclato e pulito, oppure in un vasetto di vetro.
Decoriamolo con un nastro (anch'esso riciclato da vecchi regali!) e doniamolo l'8 marzo alle donne che amiamo per celebrarle e celebrare i loro diritti.
Mangiare pietanze provenienti da tutto il mondo è un'ottima cosa: prima di tutto, si sperimentano nuovi gusti e sapori totalmente differenti dai nostri, abituando le papille gustative; si assumono nutrienti diversi; si variano i cibi (fondamentale per il benessere)... E poi, a livello culturale, il cibo è una porta spalancata sulla bellezza delle diversità. Perché essere davvero inclusivi non vuol dire affermare sempre e a tutti i costi che "siamo tutti uguali" (si parla di color blindnesscolor blindnesscolor blindnesscolor blindness!), ma che - anzi! - siamo tutti diversi, e che è questo a rendere favolosa la vita, la società, il mondo.
Abituare i bambini fin da piccoli a sperimentare con i cibi provenienti da altre culture e società è quindi consigliatissimo. E probabilmente già vi verrà automatico farlo, se voi genitori per primi amate i sapori più diversi ed etnici.
Ma mangiare cibi provenienti da altre parti del mondo non significa solo assaggiarli con la bocca: anche adottare le abitudini (con rispetto e curiosità!) è un modo per avvicinarsi alle altre culture.
Una di queste abitudini? Le bacchette, che non usano solo in Giappone per mangiare il sushi, ma in buona parte dell'Est del mondo. Noodle, ravioli, riso, carne, pesce, verdure... Le si utilizza davvero per tutto.
Per insegnare ai bambini ad usare le bacchette o bastoncini basta seguire questi passaggi!
Prendi uno dei due bastoncini (detti hashi in giapponese, chopsticks in inglese) e infilala nell'incavo tra indice e pollice, appoggiandola su medio. La mano deve essere rigida per tenere saldamente la bacchetta. Allunga leggermente anche l'anulare e appoggia la parte finale della bacchetta su di esso.
Prendi la seconda bacchetta e premila tra pollice e indice, come se fosse una penna per scrivere.

Rilassa leggermente la mano e prova a sentire la confortevolezza della presa. La bacchetta in basso deve stare ferma, mentre quella tra pollice e indice deve muoversi agevolmente.

Apri e chiudi le bacchette muovendo quella superiore ed esercitati cercando di sollevare piccoli oggetti di diversa dimensione e forma.

In alternativa, esistono anche bacchette per bambini sagomate e dotate di anelli strategici: permettono di impugnare i bastoncini nella maniera corretta, abituando le manine al movimento e all'appoggio giusto. Per esempio, potete acquistare queste.
L'allattamento porta con sé, un po' come la gravidanza, tante domande e tanti dubbi. È normale (soprattutto alla prima gravidanza) chiedersi se stia andando tutto per il meglio, il motivo per cui pare non si riesca ad allattare, i pro e i contro della doppia pesata... First of all, è opportuno rivolgersi a dei professionisti e a delle professioniste: le ostetriche e gli ostetrici, i medici esperti di allattamento, le doule, i consultori... Non c'è nulla di cui vergognarsi, ogni viaggio nella maternità è diverso, e queste figure sapranno valutare la situazione nella sua unicità, consigliando il percorso giusto e i giusti rimedi.
Tra le domande più frequenti che le mamme e i papà si pongono sta di certo quella relativa alla quantità di latte e alla crescita del bebè. Sia che si allatti al seno, sia che si nutra il bambino con latte artificiale, viene spontaneo chiedersi (tra una visita dal pediatra e l'altra) se il neonato stia crescendo a dovere. In altre parole: il latte è abbastanza? Oppure mangia poco? O, ancora, c'è poco latte nel seno?
Oltre a rivolgersi al pediatra o ai professionisti sanitari, è possibile affidarsi in un primo momento all'osservazione. Ci sono infatti 5 segni che possono dare la misura della situazione. Ecco quindi i cinque segnali che ti indicano se il tuo bebè sta ricevendo abbastanza latte e sta venendo nutrito nella maniera corretta.
Primo e inequivocabile sintomo di una giusta nutrizione è la crescita di peso del bebè. Se il neonato procede tranquillo nella curva di crescita pediatrica, si può tendenzialmente stare tranquilli. Anche quando pare che non riceva abbastanza latte, se cresce significa che ne sta bevendo abbastanza.
I primi giorni dopo il parto, però, questo aspetto non conta: c'è infatti un calo fisiologico del peso; ma nel giro di un paio di settimane si dovrebbe tornare a crescere.
Prova ad avvicinare l'orecchio alla bocca del bambino o della bambina: quando succhiano per bene, il latte che scende in gola fa un delizioso suono gutturale, che indica la deglutizione di un liquido. Se lo senti, è probabile che il bimbo stia mangiando, anche se a te non sembra.
Si parla di "milk coma" in termini spiritosi: si tratta di quello stato di estasi che molti neonati e neonate provano subito dopo la poppata. Potresti riconoscerlo perché si rilassano, si addormentano e il loro aspetto è soddisfatto. Altra tendenza dei bambini sazi è quella di staccarsi dal seno ed essere tranquilli ma ben svegli. Il nervosismo, invece, potrebbe essere un segnale di insoddisfazione.
Se allatti al seno, un altro segno che ti comunica che il tuo bambino o la tua bambina sta mangiando abbastanza è il seno stesso. Quando non allatti per molto tempo, il seno comincia a farsi duro e a dolere. Al contrario, quando allatti si svuota e si fa più morbido. Ecco: questo è un segno di svuotamento inequivocabile, che indica che il bebè sta succhiando davvero il tuo latte.
Infine: cambi molti pannolini? I pannolini sporchi sono un ottimo indicatore per capire lo stato della nutrizione dei bebè. Chiaramente, il numero dei pannolini varia con i mesi, ma solitamente se ne possono cambiare circa 4-6 durante una giornata. Osserva quindi il numero di pannolini e man mano che il bebè cresce prova a tenere a mente la frequenza con cui si svuota, in modo da capire quando sta mangiando abbastanza e quando invece sembra stitico.