I modi alternativi per cucinare

Martedì, 25 Agosto 2020 12:54

La pasta bollita, la carne arrostita, le classiche padelle: non esiste un solo modo per cucinare, in realtà. E, anzi, le tecniche di cottura sono così varie e variegate che è impossibile conoscerle tutte! Una buona cosa, tuttavia, è provarne diverse: in questo modo potremo trovare metodi di cottura più leggeri e più sani, che diano sapore ai nostri soliti piatti regalando un tocco diverso e un po’ più di salute!

Ecco quindi una selezione di cotture alternative che possiamo sperimentare in cucina con i nostri piatti preferiti.

I modi alternativi per cucinare: le tecniche di cottura alternative per rendere i piatti più sani e leggeri

La cottura al vapore

Tra i metodi di cottura tradizionali, questo è il più conosciuto. Permette di non cuocere a temperature troppo elevate i nostri piatti, dalle verdure alla frutta in purea fino alle polpette e al pesce. E non serve avere la vaporiera: per cuocere al vapore senza vaporiera basta mettere sul fuoco una casseruola con dell’acqua e appoggiarci sopra un recipiente in bambù (di quelli fatti apposta) o un recipiente bucherellato, che faccia passare, appunto, il vapore.

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I coperchi Magic Cooker

I coperchi Magic Cooker sono uno strumento strano e ottimo: servono per cuocere sfruttando il calore e l’umidità all’interno delle padelle e delle pentole e permettono di cucinare piatti davvero gustosi ma allo stesso tempo leggeri.

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La vasocottura

Sembra un metodo da grandi chef ma possiamo usarlo anche noi a casa: anche in questo caso si sfrutta l’umidità che si forma all’interno dei vasetti utilizzati per cuocere le pietanze. Qui trovate tutto ciò che c’è da sapere.

Il microonde

A volte con il microonde possiamo cucinare piatti super leggeri e sani, molto più magri rispetto a quelli cucinati al forno. Ad esempio? Il pesce. Prendiamo la trota salmonata o il salmone: basta metterli in microonde coperti con della pellicola bucherellata e cuocere (più o meno in base all’altezza del pesce: per la trota basteranno tre minuti, per il salmone sei) alla potenza massima. Si creerà una sorta di cottura al vapore leggera! Perché in questo caso non si utilizza per niente l’olio.

Frittura ad aria

In questo caso serve il macchinario apposta, ovvero la friggitrice ad aria. Questa friggitrice non sfrutta olio o burro, ma l’aria calda, proprio come un potente forno ventilato che però lascia i cibi molto più asciutti, dando il senso di frittura.

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Pannolino al mare, meglio la mutandina!

Martedì, 11 Agosto 2020 13:16

Andare al mare con bimbi piccoli è certamente stressante, oltre che piacevole. Una dicotomia, vero? Eppure è così, perché la prospettiva di una vacanza in famiglia è assolutamente rilassante e divertente, ma allo stesso tempo se pensiamo a tutto ciò che dobbiamo preparare e preventivare un po’ di ansia sale!

Una delle domande più gettonate è: ma è meglio il pannolino o il costume, per andare in spiaggia? Non c’è una risposta univoca, ovvio, ma di certo c’è una risposta di comodità. Perché i pannolini sono spesso la scelta più rilassante e azzeccata, ma solo se a mutandina.

Pannolino al mare, meglio la mutandina: quale pannolino a costumino scegliere per le vacanze al mare dei bambini

Innanzitutto, sfatiamo un mito: no, non è meglio “niente costume e niente pannolino”. Di bambini al mare che scorrazzano nudi se ne vedono, e sono super carini, ma non è la scelta migliore che possiamo fare per loro. Anche se è decisamente più comoda e libera, non è la più salutare: la pelle dei bambini nei primi anni di vita è infatti, come sappiamo, molto delicata, e non solo per quanto riguarda l’esposizione ai raggi solari. Mettere la crema protezione 50+ è d’obbligo, ma non basta. Perché oltre ai raggi UV, l’ambiente è pieno di batteri e sostanze irritanti. Ecco perché è meglio proteggere sempre con una copertura il sederino! E poi, con il costumino o con il pannolino, non rischieremo spiacevoli sorprese liquide o solide sulla sabbia, che non è mai simpatico.

Detto questo, la differenza tra i costumi per bambini e i pannolini a mutandina è una sola: la capacità di trattenere pipì e pupù. Perché se i costumi sono fatti per essere più traspiranti e leggeri, non sono di certo adatti per fermare i liquidi. Soprattutto con i bambini più piccoli, ovvero quelli che non sanno ancora trattenere pipì e pupù e che non hanno nemmeno accennato ad avvicinarsi allo spannolinamento: l’ideale in questo caso è utilizzare il pannolino anche in spiaggia. Con quelli più grandicelli, invece, possiamo cominciare ad usare il costume.

Per quanto riguarda il pannolino in spiaggia, il nostro consiglio è quello di sceglierlo prima di tutto di qualità e traspirante, per non rinunciare alla comodità del costume. Poi, soprattutto, scegliamolo a mutandina, in modo che sia super comodo, che non intacchi il movimento dei bambini e che sia adatto al cambio al volo senza fasciatoio (soprattutto dopo il bagnetto, dal momento che è meglio asciugare subito la pelle dei bambini, in modo da non lasciarla in ammollo e da non lasciarla raffreddare troppo).

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Ad esempio, il marchio tedesco di prodotti per bambini Lillydoo ha lanciato da poco il pannolino a costumino perfetto per l’estate: vegan e cruelty-free, i pannolini Lillydoo sono dermatologicamente testati e anti-allergie e sono quindi ideali nell’ambiente-spiaggia.

Questi pannolini a costumino sono fatti apposta per la spiaggia e per il bagno in acqua: la tecnologia Turbo Tunnel distribuisce infatti i liquidi in modo uniforme nel pannolino, senza perle super assorbenti e senza il classico gonfiore dei pannolini tradizionali da bagnetto che si espandono una volta immersi in acqua. In altre parole: i pannolini a costumino Lillydoo rimangono perfetti sia all’asciutto che in acqua! Il tutto con la certezza della non fuoriuscita dei liquidi e dei solidi grazie alle morbide fasce elastiche attorno alla pancia e alle gambe. E poi sono bellissimi, e quindi non si rinuncia nemmeno al lato fashion dei costumini: le fantasie “Ahoy, little sailor” e “Blue Whales Swim Deep” sono deliziose.

I nuovi pannolini a costumino della linea Lillydoo Kids sono disponibili sia in abbonamento che in acquisto singolo sul sito Lillydoo. In abbinamento, ottime in spiaggia sono le salviette detergenti a base d’acqua, che non irritano e che diventano preziose in assenza di acqua corrente!

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C’è chi lo fa per questioni etiche, chi per una scelta alimentare ben precisa. In ogni caso, il veganesimo è sempre più diffuso e sono moltissime le persone che scelgono di rinunciare a latticini, uova e carne, ovvero a tutti i derivati animali, preferendo una dieta completamente verde. A volte, tuttavia, si sente la nostalgia dei piatti della tradizione… È normale e non ci si deve sentire in colpa!

Il bello, tuttavia, è che possiamo in qualche modo replicare le ricette della tradizione in chiave vegana: sostituendo gli ingredienti di origine animale con altri di origine vegetale di potranno gustare ricette vegane dal sapore classico!

Ricette tradizionali vegane, ovvero come la cucina italiana diventa veg: la versione vegana delle ricette della tradizione italiana

Il ragù

Al posto del ragù di carne, possiamo preparare il ragù di seitan: il sapore è delizioso, la consistenza molto simile a quella del sugo tradizionale di carne e le proteine sono tutte vegetali! La ricetta è questa: tritiamo una cipolla e una carota e mettiamole a rosolare in padella, e nel frattempo tritiamo finemente del seitan precotto. Facciamolo cuocere con le verdure, aggiungiamo dopo cinque minuti un barattolo di polpa fine di pomodoro e del rosmarino tritato e lasciamo cuocere per trenta minuti.

Le lasagne

Per le lasagne veg, usiamo il ragù precedente, versandolo su alcune sfoglie di pasta vegana e utilizzando la besciamella natural.

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La bistecca

Ma come, la bistecca vegana? Sì, ma non di quelle confezionate! Io la bistecca vegana la preparo semplicemente con un cavolfiore e dell’olio. Prendo un bel cavolfiore bianco, lo taglio a fette spesse e le metto in una griglia antiaderente dopo averle spennellate con un po’ d’olio aromatizzato alle spezie. Lascio cuocere per cinque minuti per lato (o comunque fino al grado di cottura desiderato) e servo così, senza null’altro. Sono deliziose!

Il risotto allo zafferano

Questa è la ricetta tradizionale del risotto allo zafferano, o risotto milanese. La versione veg? Basta rosolare la cipolla inizialmente solo nell’olio al posto del burro e mantecare alla fine con del lievito alimentare in scaglie!

La carbonara

Un primo della tradizione che meno veg non esiste, ma che nella sua versione veg è altrettanto delizioso! Per fare la carbonara vegana, mentre cuociamo la pasta, prepariamo il sugo in questo modo: in una padella facciamo rosolare mezza cipolla tritata in un filo d’olio, quindi versiamo un bicchiere di panna di soia o di avena. Tagliamo a cubetti mezza confezione di seitan affumicato, aggiungiamolo in padella e cuociamolo insieme alla panna, aggiungendo dopo cinque minuti anche un cucchiaino di curcuma. Aggiungiamo un bicchiere di acqua di cottura al sugo non appena la pasta è cotta, scoliamola e mescoliamola in padella! Serviamo con una spolverata di pepe.

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Il fritto misto

In questo caso, via alle verdurine in pastella fritte! Basta impanarle con acqua e farina, oppure con acqua, olio e pan grattato. Buonissima è anche la salvia fritta: scegliamo foglie grandi e biologiche.

Il tiramisù

Per fare il tiramisù vegano basta assemblare ingredienti veg preparati con procedimenti che non prevedano alimenti di origine animale. Per il tiramisù tradizionale servirebbe infatti la crema al mascarpone, che possiamo sostituire con della panna di soia montata con dello zucchero a velo; dei biscotti savoiardi o pavesini (da sostituire semplicemente con altri biscotti inzupposi vegani) da inzuppare nel caffè; e infine del cacao amaro. Facciamo i nostri strati e il tiramisù vegano è pronto!

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Buone notizie per chi ama il ragù di carne ma non vuole mangiare carne: ci sono delle validissime alternative! Come quella con il seitan ad esempio, che ricorda proprio il sapore del ragù tradizionale, o come le altre varianti a base di verdura, diverse dal classico sugo di carne ma altrettanto golose.

Ecco quindi una selezione di varianti di ragù veg per godersi una pasta ricca e nutriente, gustosa e goduriosa senza tuttavia mangiare carne.

Ragù vegetariani in alternativa al classico sugo di carne: le varianti vegetariane del tradizionale ragù di carne

Ragù di seitan

Il ragù di seitan è la perfetta alternativa al ragù di carne per le sue proprietà: derivato dal grano, è infatti ricchissimo di proteine. E il sapore si avvicina moltissimo a quello del ragù classico! Per farlo, ecco la ricetta.

Ragù di melanzane

Per chi ama il sapore della pasta alla norma, questa ricetta è imperdibile: per preparare il ragù di melanzane prendiamone due e laviamole bene, quindi tagliamole a cubetti e lasciamole riposare con un pizzico di sale. Peliamo quindi una cipolla e tritiamola finemente, mettiamola in padella con un filo d’olio e lasciamo rosolare. Quando dorata, uniamo le melanzane e dopo cinque minuti aggiungiamo un vasetto di polpa di pomodoro e del rosmarino tritato. Cuociamo bene per venti minuti a fuoco basso.

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Ragù di verdure

Simile a quello di melanzane, ma più variegato, il ragù di verdure vegetariano e vegano si prepara in questo modo: tagliamo a cubetti una zucchina, una carota e un peperone. Buttiamo in padella con un filo di olio una cipolla tritata, e dopo cinque minuti di rosolatura tuffiamo anche le verdure. Versiamo, dopo dieci minuti, un vasetto di polpa di pomodoro e del rosmarino tritato e lasciamo cuocere per altri dieci-quindici minuti. Il nostro ragù sarà pronto per condire la pasta!

Ragù di ceci e lenticchie

Dopo aver rosolato in olio una cipolla e una carota tagliate finemente, aggiungiamo in padella anche mezzo vasetto di lenticchie già cotte e mezzo vasetto di ceci già cotti. Uniamo anche un vasetto di polpa di pomodoro e del rosmarino tritato, quindi lasciamo cuocere e ammorbidire per mezz’oretta. Saliamo e pepiamo e usiamo il ragù di legumi per condire gli spaghetti integrali.

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Ragù di broccoli

DELIZIOSO! E bellissimo: il ragù di broccoli sarà anche strano e poco tradizionale, ma è una goduria. Per prepararlo servirà una cima di broccolo, un porro, dell’olio e del sale. Innanzitutto, tagliamo il broccolo a dimette e facciamole sbollentare per dieci minuti in acqua bollente (da non buttare, ma da usare poi per cuocere la pasta). Mettiamo poi a rosolare un po’ di porro (ne bastano quattro o cinque rondelle poi tritate) in un filo d’olio, quindi uniamo i broccoli e il vasetto di polpa di pomodoro. Mescoliamo bene, lasciamo cuocere per quindi minuti (con i broccoli che si sfalderanno) e condiamo la nostra pasta.

Gli alimenti veg più ricchi di proteine

Venerdì, 07 Agosto 2020 08:16

Scegliere una dieta povera di derivati animali (vegetariana o addirittura vegana) è sempre più diffuso. Le ragioni possono essere legate alla consapevolezza alimentare o a quella etica e sostenibile, ma, in ogni caso, è bene affidarsi sempre a specialisti del settore, dietologi e nutrizionisti che sappiano indicarci la dieta più adatta e sicura.

Ciò su cui si deve sempre porre l’attenzione, tuttavia, sono le proteine: una dieta povera di derivati animali, infatti, rischia di non farne assumere a sufficienza. Quali sono, quindi, gli alimenti vegetali più ricchi di proteine, quelli da inserire nella dieta veg per assicurarsi questo nutriente?

Gli alimenti veg più ricchi di proteine: quali alimenti vegetali preferire se vogliamo fare incetta di proteine

Il seitan

Il seitan è un alimento di origine vegetale ricco di proteine e con pochi grassi, un impasto ricavato dal glutine del grano di tipo tenero o farro o khorasan (e quindi non adatto a chi soffre di celiachia o a chi è intollerante al glutine). La sua consistenza lo rende parecchio versatile ed è ottimo in cucina per sostituire la carne e i derivati di origine animale in caso di dieta vegana o vegetariana.

I legumi

Soia, fagioli, fagiolini, ceci, lenticchie… Tutti i legumi, chi più chi meno, sono ricchi di proteine vegetali, e sono inoltre fonte di sali minerali fondamentali come il ferro, lo zinco e il potassio e sono pieni di vitamine del gruppo B (altro elemento da integrare se seguiamo una dieta povera di derivati animali).

Il tofu

Essendo un derivato della soia, il tofu è un altro alimento perfetto per fare incetta di proteine: della consistenza del formaggio bianco, il tofu è davvero molto versatile in cucina e quindi consigliato a chi segue una dieta veg. Stesso discorso vale per il miso: ideale per le zuppe, questo derivato della soia è davvero saporito e proteico.

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I semi oleosi

I semi oleosi sono davvero ricchi di proteine vegetali. Via libera quindi ai semi di girasole, ai semi di zucca, ai semi di lino, a quelli di chia, di sesamo e di finocchio, perfetti anche per insaporire le insalate e i piatti evitando così di utilizzare troppo sale.

Frutta secca

In particolare i pinoli e le arachidi sono molto ricchi di proteine (ne contengono rispettivamente 31,9 e 29 grammi ogni 100 grammi, come fanno sapere dalla Fondazione Veronesi), così come le mandorle e le noci, anche se in minore quantità.

Gli pseudocereali

Sembrano cereali, ma non lo sono: parliamo della quinoa, del miglio e del grano saraceno, che quando tritati danno una farina simile a quella data dai cereali. Al contrario di questi, tuttavia, hanno molte più proteine e non contengono glutine.

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Photo by Polina Tankilevitch from Pexels

Primo: avere figli di colore o di una differente etnia (frutto di matrimonio misto o adottati) non fa di un genitore una persona non razzista. Purtroppo il pregiudizio è insito in noi, il razzismo è sistemico, e certi retaggi sociali e culturali sono ben radicati. Il primo passo, quindi, è aprire bene gli occhi, guardarci dentro e cercare di trovare tutti i pregiudizi che ancora abbiamo dentro di noi, sradicandoli e guardandoli in faccia.

Secondo: purtroppo la nostra società è ancora MOLTO razzista, e chi lo nega sta dicendo una menzogna. Non possiamo girarci intorno.

Terzo: parlare di razzismo, diversità, cultura e pregiudizi è fondamentale, anche con i bambini più piccoli. Con sincerità, apertura e dolcezza, ma anche con tanto realismo, possiamo preparare i nostri figli ad affrontare il mondo al meglio!

Quarto: le differenze esistono, eccome! Ed è bellissimo e giustissimo farle notare.

Come parlare di differenze e di razzismo nella famiglia multietnica: perché essere color-blind è deleterio e perché valorizzare i colori della pelle è fondamentale

Innanzitutto, è bene evitare di essere daltonici, color-blind. Ovvero: è inutile, se non deleterio, dire che non esistono differenze tra persone con la pelle diversa. Dire che gli uomini sono tutti uguali è giusto, ma non è giusto appiattire le differenze. Perché le differenze esistono, sono palesi, ed è giusto riconoscerle e soprattutto valorizzarle.

Parlare di differenze, però, porta con sé anche il discorso del razzismo, perché purtroppo esistono ancora persone e società che discriminano altri individui proprio a causa della differenza. Sta a noi fare capire ai nostri bambini che essere diversi può essere difficile, certo, ma che è anche positivo, perché nella differenza sta la ricchezza. E se nella vita incontreranno persone che li discrimineranno, non sarà colpa loro, o della loro pelle, o del loro essere diversi, ma della ristrettezza mentale di chi gli sta di fronte. Parlarne e denunciare la cosa sarà tuttavia fondamentale.

Parliamo, poi, della bellezza della pelle scura, della particolarità dei bellissimi occhi a mandorla, della meraviglia delle sfumature della pelle, dei capelli così diversi da pettinare…Non è una brutta cosa notare le particolarità delle persone: basta farlo senza pregiudizio ma con curiosità.

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Giustissimo, poi, è frequentare bambini e famiglie con pelle diversa. Se nostro figlio ha origini asiatiche, africane, eccetera, non è giusto circondarlo solo di gente bianca. Perché? Beh, perché la pelle è diversa, i capelli sono diversi, le origini sono diverse, e negarle e ignorarle è assolutamente sbagliato. La rappresentazione e l’identificazione sono fondamentali per l’essere umano!

Evitiamo poi di negare le differenze dicendo “Quanto ci somigliamo!” e basta. È bellissimo notare le somiglianze, ma è anche fondamentale riconoscere la particolarità dell’etnia da cui si proviene. Negare le differenze e le singolarità di ognuno significa non dare la possibilità di vivere la propria esperienza personale fino in fondo, e soprattutto significa, anche inconsciamente, elevare una razza a migliore, non parlando della pelle nera, marrone, mulatta o olivastra senza farla mai notare.

Abbracciare la razza del proprio bambino o della propria bambina valorizzandola, studiandola, includendo le persone con caratteristiche simili e cercando ciò che la caratterizza è bellissimo ed è parte della crescita del bambino o della bambina, che si sentiranno così unici, valorizzati e amati per ciò che sono, e non per ciò che dovrebbero essere per la società.

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Parliamo poi di razzismo sistemico, di privilegio bianco e di pregiudizi: sì, esistono! Noi per primi possiamo però nel nostro piccolo riconoscerli e fare di meglio, mostrando sempre il lato virtuoso di ogni persona al di là del colore (valorizzando le differenze) e facendo dell’antirazzismo e della lotta ai pregiudizi un valore di famiglia.

Scegliamo poi libri, giocattoli e cartoni animati che siano inclusivi. Di nuovo, la rappresentazione è fondamentale. Se mostriamo supereroi solo bianchi, allora i bambini si convinceranno che solo le persone con la pelle chiara possono fare grandi cose, no?

E, infine, ascoltiamo i nostri figli: tutto ciò che hanno da dire, i dubbi, le richieste… Riconosciamo noi per primi il nostro privilegio bianco e il fatto di essere nati in una società bianca, mettendoci nei panni dei nostri bambini. Non potremo mai capire del tutto, ma cercare di ascoltare, di comprendere e di rendere le cose più semplici e comprensibili è nostro dovere!

Quindicimila euro: una media, certo, ma una stima veritiera. Così costa un figlio durante il suo primo anno di vita (come riporta Repubblica). Ed è una cifra che fa effettivamente paura, soprattutto di questi tempi.

La buona notizia, tuttavia, è che non tutti i costi sono necessari. Un bambino nel suo primo anno di vita ha bisogno di moltissime cose, è vero, ma è anche circondato di strumenti pressoché inutili che possono tranquillamente diventare costi da tagliare.

Ecco quindi come risparmiare durante il primo anno di vita del bambino, per non spendere eccessivamente garantendo comunque tutte le comodità e coprendo le necessità.

Come risparmiare durante il primo anno del bambino: i trucchi per tagliare i costi durante il primo anno di vita dei nostri figli

Innanzitutto, facciamo una scelta ecologica ed economica e cerchiamo di accettare tutto ciò che ci offrono gli altri. Spesso amici e familiari quando un bambino cresce si offrono di “passare” giocattoli, vestiti e strumenti che non servono più. Se qualcuno a noi vicino ci offre questa possibilità, accettiamola senza storcere il naso: basta lavare tutto in lavatrice e l’igiene è assicurata, ed è una scelta eco-sostenibile ammirevole, oltre che modo per risparmiare e per ricevere davvero moltissime cose utili senza spendere un euro.

Allo stesso modo, possiamo rivolgerci ai negozi di zona o online che si occupano di strumenti per bambini di seconda mano. I bambini utilizzano le loro cose pochissimo: ecco perché in questi negozi troviamo sempre ciò di cui abbiamo bisogno in condizioni pressoché perfette!

Per quanto riguarda i pannolini, un modo per risparmiare è evitare l’accumulo. Spesso ci si fa ingolosire da pacchi enormi di pannolini a prezzi convenienti, ma il problema è che i bambini crescono alla velocità della luce, e ritrovarsi con taglie di pannolini non utilizzabili è un rischio concreto. Il consiglio, quindi, è quello di acquistare i pannolini di mese in mese, facendo attenzione alla crescita del bambino. In questo caso, per risparmiare è possibile rivolgersi a servizi che offrano i pannolini in abbonamento ad un prezzo conveniente rispetto al costo standard.

Come ad esempio Lillydoo, marchio di pannolini super sicuri, senza profumi, senza lozioni e con fantasie deliziose che arrivano direttamente a casa ogni mese, con la possibilità di cambiare taglia man mano i bambini crescono e con l’opzione di reso delle confezioni chiuse nel caso in cui ci dimentichiamo di cambiare in tempo. Per provare i pannolini Lillydoo possiamo ricevere a casa un pacchetto prova al solo costo delle spese di spedizione.

Altro trucco per risparmiare è evitare di acquistare strumenti inutili. Le cose basilari da avere sono il passeggino trio, l’ovetto per i viaggi in automobile, il marsupio, i pannolini, i biberon, i ciucci, i vestiti e la culla (e compagnia bella). Il termometro per l’acqua del bagnetto? Possiamo usare il nostro gomito. Il box? Quello è meglio non averlo proprio. E il lettino? Possiamo usare (montessorianamente!) un materasso a terra a partire dai 12 mesi, quindi perché comprare la struttura? La vaschetta per il bagnetto? Se abbiamo un lavello in cucina bello spazioso i primi mesi sarà perfetto come vasca. Basta insomma pensare a cosa è davvero NECESSARIO e a cosa non possiamo rinunciare (qualche comodità possiamo pretenderla), evitando di acquistare il resto.

Quando arriviamo allo svezzamento, poi, è consigliato preparare le pappe in casa. Sì, ci vuole più tempo, ma preparare gli omogeneizzati e le pappe permette di risparmiare moltissimo, oltre che di offrire ai bambini cibi certamente più salutari. Un trucco è quello di cucinare tutto un giorno alla settimana, conservando poi il resto in frigorifero e nel congelatore, avendo poi tutto pronto per il momento della pappa.

Come portare il mare in casa

Mercoledì, 05 Agosto 2020 11:57

Non tutti andranno al mare quest’anno. Non tutti andranno in vacanza. E, in ogni caso, anche quando si torna un po’ di malinconia rimane! La bella notizia è che possiamo “portare” i bambini al mare anche senza spostarci. Certo, non sarà la stessa cosa, ma il divertimento è assicurato! E possiamo farlo tutto l'anno (ecco, magari non la piscina, ma il resto è inverno-friendly!).

Ps. No, non parliamo di portare la sabbia del mare a casa! Quello è assolutamente e giustamente vietato! Mi raccomando, non fatelo mai: rispettiamo la nostra natura!

Come portare il mare in casa: i giochi e le attività per fare sentire i bambini al mare anche se stiamo in città

Giocare con la sabbia cinetica

La sabbia cinetica è il modo migliore e più immediato per portare il divertimento del mare a casa: proprio come la sabbia del mare, questa speciale sabbia è sempre bagnata, non sporca, non lascia tracce e permette di creare infinite forme e costruzioni! E possiamo giocarci ovunque, sia all’aperto sia in casa nei giorni di pioggia.

Installare una sabbionaia

Ci sono di molte dimensioni, quindi sono adatte sia al giardino che al terrazzo: la sabbionaia è davvero amatissima dai bambini, che possono costruire castelli, giocare alle biglie, trasportare la sabbia nei loro camion giocattolo… Questa è un classico: possiamo riempirla con la sabbia (da comprare qui o nei negozi di giocattoli e nelle giardinerie) oppure, quando non la usiamo per la sabbia, usarla come porta-giocattoli in cameretta.

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Prendere una piscinetta

Non serve una piscina enorme con tutti i crismi: ai bambini basta anche solo una piccola piscina da giardino o da balcone per essere contenti e per giocare “al mare” anche stando a casa! Consiglio: metterla lontano dalla porta finestra per evitare allagamenti!

Giocare a racchettoni in giardino

Scendiamo in cantina e rispolveriamo i racchettoni: sono divertenti anche in giardino e non solo in riva al mare!

Fare una serata campeggio

Al mare è bello andare in appartamento o in hotel, ma per i bambini è eccitante soprattutto il campeggio! Se abbiamo un giardino possiamo fingere di essere in campeggio fissando la tenda sull’erba e dormendo un paio di notti all’aperto, mentre se non abbiamo nulla possiamo semplicemente fare un finto campeggio in salotto!

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Il nostro corpo risente in misura sempre maggiore, col passare dell’età, di stress e ansia: scopriamo in che forma e come fare per arginare il problema.

A pagare le conseguenze di uno stile di vita frettoloso, irregolare e stancante non è solo la nostra mente. Come ben si sa, ad ogni giorno che passa stanchezza e nervosismo minano la giornata, fanno saltare appuntamenti e rovinano le giornate; quando si tratta di mamme in carriera, poi, gli effetti sono ancora più evidenti. In particolare, a subire le conseguenze di stress e ansia è in primo luogo la nostra pelle e i nostri capelli: la zona più “superficiale” e visibile del nostro corpo.

Gli effetti dello stress su pelle e capelli, oltre che su vari altri organi, sono numerosi e mai positivi. Ma l’epidermide deve fare giornalmente i conti anche con invecchiamento, agenti atmosferici, batteri, inquinamento, scarsa idratazione e così via: un vero inferno per la parte del nostro organismo che maggiormente è preposta alla difesa del resto del corpo!

Cosa succede al nostro corpo sotto stress? E come fare per arginare il problema e restituire un po’ di sollievo a pelle e capelli rovinati? Ovviamente nessuna bacchetta magica verrà in soccorso di mamme sull’orlo di una crisi… Ma esistono alcune semplici precauzioni da mettere in atto per ritrovare l’equilibrio.

Integratori

Quando la pelle è stanca, una delle migliori soluzioni è ricorrere agli integratori. Il Lievito Sohn pelle e capelli, ad esempio, contiene una speciale formula a base di zinco e biotina che ripara pelle e capelli danneggiati da stress; nella formula concentrata, inoltre, grazie all’azione di vitamine, sali minerali e zinco permette a unghie, pelle e capelli riacquistare salute e quindi presentarsi più forti, lucenti e resistenti. Per un intervento mirato e veloce, quando appunto si ha poco tempo per prendersi cura del proprio corpo, l’uso di integratori può rivelarsi un valido alleato alla lotta contro i segni dello stress.

Combattere l’azione del cortisolo

Quando la pelle risente dello stress e delle fatiche quotidiane si presenta presto più vecchia: l’invecchiamento precoce della pelle è infatti uno dei primi e peggiori effetti dello stress sull’epidermide. Questo particolare effetto è dovuto soprattutto all’incremento del cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, prodotto dall’organismo in condizioni di stress e di affaticamento. Se da una parte la produzione di cortisolo è necessaria per sopportare periodi di stress acuto, dall’altra inibisce l’elaborazione di collagene, che è uno degli elementi indispensabili per rendere la pelle luminosa, morbida, elastica e – appunto – dall’aspetto giovane.

Dunque è bene aiutare l’organismo a stimolare la produzione di collagene, a partire da ciò che si porta in tavola: è sufficiente aumentare le dosi di verdure a foglia verde (come gli spinaci, le bietole e i cavoli) e di frutta (come gli agrumi, i kiwi, l'ananas e il melone). Questi alimenti sono infatti ricchi di vitamina C e luteina, sostanze che ne stimolano la produzione.

Proteggersi dal sole

Lo stress di pelle e capelli non è soltanto quello psicofisico che viviamo ogni giorno: il nostro organismo , anzi, può soffrire anche quando noi ci sentiamo “a riposo”. Un esempio? Bello rilassarsi sotto al sole in spiaggia, ma che fatica per la pelle sopportare i raggi del sole! Le radiazioni ultraviolette (ovvero i raggi UV) non sono responsabili solo di sgradevoli scottature, ma anche di antiestetiche macchie, secchezza cutanea e desquamazione, anche vari giorni dopo l’insolazione. Anche i capelli risentono della forte irradiazione (oltre che di eventuali bagni in acqua salata) e possono assottigliarsi, spezzarsi e apparire meno morbidi e lucenti.

Per ovviare al problema bisogna ricorrere a protezioni solari, di potenza commisurata al tono di carnagione di ogni pelle: prevenire dunque resta la soluzione migliore. Anche in questo caso una mano arriva dalla natura: secondo recenti studi consumare la scorza di limone, ricca di limonene, può essere d’aiuto per proteggere le cellule dai danni dei radicali liberi causati dall’esposizione solare, grazie all’azione degli ossidanti e della vitamina C contenuti in grandi concentrazioni.

Non sottovalutare le infiammazioni

Molto spesso si sente parlare di dermatite da stress, psoriasi e orticaria nervosa, rosacea e altre manifestazioni simili: ecco la prova manifesta e scientifica – se ancora ce ne fosse bisogno – che stress e pelle non sono un buon connubio. Nervosismo e stanchezza possono generare una reazione infiammatoria nelle zone più sensibili del nostro corpo, e non per ultimo sul viso. Nel caso della dermatite, ad esempio, le manifestazioni più conclamate si verificano attorno ad occhi e labbra, oppure in corrispondenza delle articolazioni (sulle dita e sul polso, nell’incavo di gomito e ginocchia).

In questi casi, è sempre bene contattare un medico o un dermatologo professionista che possa fare un’accurata diagnosi: le manifestazioni possono essere molto varie e differenti tra loro e ciascuna ha un proprio trattamento. In base al tipo di disturbo si potrà quindi elaborare una cura basata su creme lenitive, oli emollienti, oppure trattamenti farmacologici (con antinfiammatori o cortisonici).

 

 

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Contrariamente a quanto crediamo, i popcorn sono uno snack sano. Ma solo se li prepariamo alla maniera tradizionale e al naturale! Niente burro e poco sale quindi, per una merenda o uno snack davanti alla tv delizioso, soddisfacente e incredibilmente salutare.

I popcorn fatti in casa in padella (detti anche colombine in alcune zone d'Italia), infatti, sono semplici e facili da fare, ma anche nutrienti e sani, se li prepariamo senza troppi grassi e se non ci ingozziamo. Sono infatti ricchi di amido, fibre e proteine, ma anche ferro, vitamine B1 e B2 e carotenoidi. Essendo poi poveri di zuccheri, sono ideali come snack.

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Quindi via libera ai pop corn al naturale: prepariamoli in casa e non mangiamone vagonate e ci faranno pure bene!

La ricetta dei popcorn in padella fatti in casa: come fare in casa le colombine con una padella antiaderente e del mais

 

Sara

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Cecilia

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