L’allergia agli acari è tra le malattie più diffuse in Occidente. Questo perché l’allergene dell’acaro è tra i più diffusi nelle nostre abitazioni, e, soprattutto, perché gli acari, praticamente invisibili ad occhio nudo, si riproducono con velocità elevatissima all’interno della tanto odiata polvere che, tuttavia, non possiamo magicamente eliminare del tutto.

I sintomi? Il primo è la classica rinite allergica, con il naso che cola e la tendenza a starnutire ripetutamente durante la giornata, fino ad arrivare all’asma bronchiale. Sarà tuttavia un esame prescritto dal medico che ci dirà se il bambino è allergico agli acari. E, in quel caso, dovremo correre ai ripari. Ecco come.

Bambini e acari: come prevenire e combattere le allergie?

Gli acari si nascondono nella polvere, e, di conseguenza, negli oggetti che tendenzialmente si impolverano di più. Le superfici, quindi, ma anche i tessuti, che, anche se non vediamo a occhio nudo, si riempiono delle particelle della polvere.

La prima regola per combattere le allergie agli acari dei nostri bambini è mantenere gli ambienti di casa igienizzati e puliti, soprattutto dalla polvere, procedendo con le classiche pulizie settimanali e garantendo un ottimale riciclo di aria, tenendo quindi le finestre aperte almeno mezz’ora al giorno, soprattutto la mattina (ovvero dopo esserci alzati dal letto, tra i “luoghi” più frequentati dagli acari). In questo modo si abbasserà anche l’umidità presente in casa, che favorisce il “soggiorno” degli animaletti (e per farlo dobbiamo anche evitare l’utilizzo eccessivo degli umidificatori - se non in presenza di mal di gola - e di stendere i panni bagnati in casa con le finestre chiuse).

Per le pulizie, utili sono l’aspirapolvere con filtro HEPA e i panni cattura polvere (da sostituire con dei panni in tessuto in microfibra che possiamo lavare e non gettare nella spazzatura dopo un solo utilizzo), ma anche gli aspiratori per i tappeti, se ne abbiamo in casa: spesso, infatti, i tessuti sono ricettacolo proprio di polvere e quindi di acari.

Altro accorgimento fondamentale è quello di utilizzare per i rivestimenti di letti, cuscini e divani tessuti e biancheria con tecnologie antiacaro certificate, così come cuscini, materassi e prodotti pensati appositamente per combattere e alleviare l’allergia agli acari.

Queste coperture di Allergosystem (dai copricuscini, ai coprimaterassi e ai copripiumoni) sono realizzate in vari tessuti, dal tessuto non tessuto 100% polipropilene alla microfibra di poliestere, fino al cotone naturale 100%. Proteggono dagli acari in maniera molto efficace, grazie alla trama di tessuto finissima e alla barriera protettiva che tiene lontani gli acari della polvere permettendo alla pelle di respirare allo stesso tempo.

Laviamo poi spesso le tende, i tappeti e gli strofinacci della cucina, così come gli angoli più nascosti della casa (quelle a cui non pensiamo, come la parte alta degli armadi e delle librerie). Spolveriamo anche i libri: lì la polvere si accumula molto spesso. E mettiamo in lavatrice gli abiti prima di rimetterli dopo una stagione: anche lì potrebbero annidarsi acari e altri parassiti.


Evitiamo, infine, di installare della carta da parati in tessuto, preferendo quella in vinile o la semplice vernice lavabile, e cambiamo spesso i filtri come quello della cappa della cucina o dell’aria condizionata.

Occhio agli Egizi!

Mercoledì, 30 Settembre 2020 09:24

Questi libri c’erano anche quando eravamo piccoli noi: quelli un po’ alla “Dov’è Wally?”, quelli pieni zeppi di immagini minuscole con tantissimi dettagli da scovare. E non a caso erano tra i nostri preferiti, vero?

Tra le ultime uscite de L’Ippocampo Edizioni c’è un volume che vi farà impazzire, se da piccoli amavate questo genere di letture, e che farà innamorare i vostri bambini: si intitola “Occhio agli Egizi”, ha una piccola lente di ingrandimento e in ogni pagina ci sono migliaia di dettagli. Bellissimo!

Occhio agli Egizi! Il nuovo libro de L’Ippocampo Edizioni per giocare e appassionarsi alla storia

Lo apri e la prima cosa che trovi è una piccola lente d’ingrandimento: super! Per un bambino è un tesoro incredibile, che introduce subito alla natura di questo libro-gioco interattivo che fa imparare un sacco di cose sugli Egizi. Sapevate, ad esempio, che lo studioso che eresse la piramide di Djoser fu poi venerato come dio della saggezza? Io no, devo ammettere.

Il libro si intitola “Occhio agli Egizi”, è scritto da David Long e illustrato da Harry Bloom ed è un grande albo pieno di disegni per scoprire con la lente magica la civiltà egizia. Aprirlo significa immergersi in un’affascinante e dinamica esplorazione della vita e della cultura degli antichi egizi, che sì, vengono studiati a scuola, ma mica così.

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Ogni doppia pagina presenta un argomento diverso: le mummie, la biblioteca di Alessandria, Cleopatra, le piramidi, gli dei, il lavoro, le invenzioni, i geroglifici (spiegati benissimo con una legenda super!)… Non solo con testi molto interessanti e a portata di bambino, ma soprattutto con una caccia al tesoro che mette i bimbi nella condizione di essere protagonisti della ricerca: con la lente di ingrandimento, infatti, bisogna trovare i vari personaggi, gli edifici, i piccoli dettagli… E non è per niente semplice!

Ciò che rende questo volume così incredibile non è però solo la ricchezza delle immagini e dei dettagli, ma anche la quantità incredibile di informazioni su questa storica civiltà. I bimbi giocano, ma allo stesso tempo imparano, e sappiamo che imparare giocando o comunque rendendo “concrete” le informazioni ricevute fa sì che queste nozioni rimangano in testa in maniera molto più efficace. E poi in questo modo anche i bimbi più piccoli cominciano - se è nelle loro corde! - ad appassionarsi di storia e di culture diverse dalla nostra, che è una bella strategia per crescere figli consapevoli, aperti, curiosi e inclusivi.

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Ci sono DUECENTO cose da trovare. Tantissime. Il gioco dura quindi tantissimo, possiamo sfoderare il libro in più occasioni, e anche una volta trovati tutti gli elementi della caccia al tesoro sarà impossibile ricordarseli tutti, potendo così ricominciare dall’inizio raddoppiando il divertimento e le possibilità di apprendimento!

I cereali senza glutine

Martedì, 29 Settembre 2020 09:33

Che sia per un’intolleranza o per vera e propria celiachia, negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i casi di persone che non possono mangiare glutine. Questo per noi italiani è un po’ un problema: mangiando moltissima pasta e carboidrati, ci si ritrova a non saper cosa cucinare e cosa comprare per evitare il glutine.

Esistono, tuttavia, cereali gluten-free e farine senza glutine che permettono di seguire la dieta mediterranea con versatilità e senza rinunciare al sapore

I cereali senza glutine: dal miglio al riso passando per il grano saraceno, i cereali su cui puntare per una dieta gluten-free

Il miglio

Solitamente lo si dà ai bambini durante lo svezzamento e agli anziani, e già questa sua caratteristica dovrebbe farci drizzare le antenne: il miglio, infatti, è molto, molto digeribile, e se acquistato decorticato è naturalmente senza glutine. È effettivamente poco conosciuto, ma qui trovate 7 ricette con il miglio davvero buone, semplici e gustose.

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Il riso

È il “sostituto della pasta” ed è il cereale più utilizzato nelle diete senza glutine poiché già lo conosciamo bene e perché si presta a moltissime preparazioni diverse: riso bollito, riso orientale, risotti, minestre, frittate… E perché no, arancini!

Il grano saraceno

Non esistono solo i pizzoccheri: il grano saraceno si trova anche sotto forma di farina (quella, appunto, che viene utilizzata per realizzare i pizzoccheri) oppure al naturale, in piccole palline che ricordano il miglio. Anche in questo caso possiamo mangiarlo bollito, risottato, come del cuscus…

La quinoa

È la protagonista indiscussa degli ultimi anni e in tutti i ristoranti healthy la troviamo: la quinoa è senza glutine, leggera, nutriente e molto buona.

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Il teff

È il più piccolo cereale al mondo, e infatti più che come cereale lo troviamo in forma di farina, la farina di Teff, perfetta per preparare in casa una pasta priva di glutine e sempre integrale, perché la sua macinazione avviene sempre in modo che venga macinato integralmente.

Il mais


La farina di mais e la pasta di mais sono buonissime: ricordano (ma molto lontanamente e in maniera delicata!) la polenta, mantengono la cottura al dente (molto di più rispetto alla pasta di legumi) e sono ricche di fibre e quindi molto digeribili.

L’amaranto

Questo cereale è ricco di proteine e soprattutto di amminoacidi ed essendo pieno di fibre è digeribile e indicato per lo svezzamento e per dare una spinta alla digestione.

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Certo che i farmaci fanno bene, e certo che dobbiamo seguire sempre ciò che dice il medico. Ma una notizia uscita recentemente su Ansa, che riporta i risultati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, mostra come in realtà spesso potremmo non ricorrere nemmeno ai farmaci per fare passare il mal di testa ai bambini.

Ecco quindi la notizia e qualche consiglio per fare passare il mal di testa dei nostri figli in maniera naturale.

Emicrania nei bambini, non sono i farmaci a farla passare: uno studio mostra come nei bimbi il mal di testa possa passare senza medicinali

Non sono solo gli adulti a soffrire di emicrania: anche i bambini, nella loro vita, fanno esperienza del mal di testa. E spesso, quando non è frequente ed estremamente debilitante, non c’è nulla di cui preoccuparsi (anche se è sempre bene rivolgersi al pediatra). Detto questo, i farmaci più utilizzati in America contro l’emicrania dei bambini (come l’Amitriptilina, un antidepressivo, e il Topiramato, un anti-convulsioni) sono risultati efficaci quanto le pillole placebo, dimostrando come a volte i farmaci non servano del tutto.

Lo studio è stato pubblicato, come riferiscono da Ansa, sulla versione online del New England Journal of Medicine ed è stato condotto presso il Cincinnati Children’s Hospital. Qui 328 bambini tra gli 8 e 17 anni sono stati soggetto della ricerca. Requisito era soffrire di emicrania episodica o cronica.

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Chi ha ricevuto i soliti medicinali e chi ha ricevuto invece il placebo: i ragazzi hanno dimostrato nel 50% circa dei casi una riduzione del dolore e della frequenza dell’emicrania, indipendentemente dal placebo o dal medicinale reale. Si è avuto, quindi, lo stesso beneficio, senza tuttavia gli effetti collaterali dei farmaci (come ad esempio la secchezza delle fauci, l’affaticamento o i cambiamenti di umore).

Lo studio dimostra come a volte possiamo puntare o sulla capacità guarente naturale del nostro corpo e delle nostre difese, oppure su prodotti e metodi naturali.

Per alleviare il mal di testa, ad esempio, possiamo innanzitutto controllare la vista dei nostri figli; possiamo poi cercare di diminuirlo con impacchi freschi sulla fronte, oppure abbassando le luci nel caso in cui queste provochino fastidio. Anche semplicemente bere molta acqua durante il giorno può aiutare i bambini, perché la disidratazione causa spesso mal di testa, anche negli adulti.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Coronavirus e scuola, se ne sono dette di tutti i colori. È vero. C’è chi ha ragione e chi ha torto, ma alla fine solo qualche fatto è innegabile. Su tutti, l’eccezionalità di questa assurda pandemia (c’è qualcuno che avrebbe potuto arrivare preparato?); e insieme ad essa, il protagonismo dei nostri bambini. Perché si parla tanto di insegnanti, banchi, didattica, didattica a distanza, sedie, mascherine… Ma dei bambini parliamo proprio pochino.

Eppure molta responsabilità è sulle loro spalle. La buona notizia, tuttavia, è che basta seguire le regole. E stavolta per davvero, perché a dirlo sono gli esperti: se i bambini rispettano le regole (e se sono abituati a farlo a casa e fuori scuola è ancora più semplice!) il rischio di contagio e di diffusione del coronavirus Covid19 scende a zero.

Scuola: rispettando le regole il rischio di contagio è pari a zero

Sono passati pochi giorni dalla riapertura delle scuole e già ci sono i primi casi di bambini risultati positivi e, di conseguenza, di classi già rimandate a casa per una quarantena preventiva, con l’obbligo di frequenza a distanza. È normale e si prevedeva: questo coronavirus è così insidioso e potente che era inevitabile che qualche bambini arrivasse a scuola positivo.

Detto questo, è importante non darsi per vinti e soprattutto è fondamentale non abbassare la guardia. Anche perché se rispettiamo le regole possiamo arginare il rischio di moltissimo, proteggendo noi e gli altri e limitando la diffusione. Insomma: abbiamo la possibilità di fare davvero del bene. Anche partendo dalla scuola, ambiente considerato particolarmente a rischio contagio.

Ciò che dobbiamo fare, tuttavia, è seguire le regole che ci stanno imponendo scuole e governo. A dirlo è il presidente della SIP, la Società Italiana di Pediatria, e dirigente dell'Unità Operativa Complessa di Pediatria e Malattie Infettive dell'Ospedale Bambino Gesù Alberto Villani, che a Sky Tg24 (come fanno sapere da Ansa) riferisce che l’unico modo per evitare i contagi è il rispetto delle regole.

“Se si evitano gli assembramenti, se si rispetta il distanziamento, l'uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani, anche nell'ipotesi che un compagno di classe risulti positivo, il rischio concreto di contagio è pressoché zero”, ha spiegato, aggiungendo che “la scuola è uno dei luoghi più sicuri, perché ci sono delle regole precise e c'è chi le fa rispettare. Il problema è ciò che avviene fuori. È molto più facile che il virus entri nella scuola piuttosto che esca da scuola”.

In altre parole, i nostri bambini sono bravi a rispettare le regole, e sono bravi i loro insegnanti a fargliele rispettare. Ma come per tanti altri aspetti della vita, la famiglia deve essere la prima scuola.

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“Bambini e ragazzi sono molto più ossequiosi delle regole rispetto agli adulti”, ha sottolineato Villano “e come si è visto per la raccolta differenziata (che, dopo tante campagne pubblicitarie non fruttuose, venne portata realmente all'interno delle famiglie quando fu insegnata a scuola), lo stesso avverrà in questo caso, cioè i saranno i bambini a diventare diffusori di un nuovo modo di relazionarci”.

Cosa significa? Che noi genitori dobbiamo essere per primi l’esempio, anche quando ci sembra che non ci sia pericolo, come durante gli appuntamenti al parco con altre famiglie, come durante le uscite con gli amici o i pranzi e le cene in famiglia.

E, ultimo accorgimento, il buonsenso deve sempre guidare le scelte. Proprio perché è più facile che il virus entri a scuola, rispetto a farlo uscire da lì, è bene tenere a casa i bambini con febbre e avvertire il proprio medico se ci sono stati contatti o situazioni potenzialmente rischiosi.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Coliche nei neonati, quale biberon scegliere

Venerdì, 25 Settembre 2020 07:20

Le coliche sono un frequente disturbo (non piacevolissimo) della prima infanzia. Lo sanno bene i neogenitori che si trovano con un neonato che piange per ore (soprattutto alla sera) e che devono ogni volta trovare la posizione più adatta per alleviare il dolore al pancino.

Si tratta di un fenomeno fisiologico, causato per lo più dall’immaturità dell’apparato intestinale dei più piccoli e in parte anche dall’aria nella pancia (scatenata da molteplici fattori: dal latte alla poppata, passando anche per momenti di stress). Spesso il fastidio inizia verso sera e i bambini ci comunicano con il pianto il loro malessere. Cullare, coccolare e massaggiare è essenziale, tuttavia, è possibile anche provare a prevenire il disturbo o, comunque, alleviarlo in maniera importante accertandosi che la suzione stia avvenendo in modo corretto, senza interruzioni e ingestione di aria. Sia al seno che al biberon la poppata deve essere fluida e regolare. Per questo in caso di allattamento artificiale è importante scegliere il biberon corretto.

Coliche nei neonati, quale biberon scegliere

Chicco Perfect5 è un biberon anti-colica biofunzionale, progettato e sviluppato per assecondare e adattarsi alle esigenze di poppata di ogni singolo bambino. Come?

Grazie all’INTUI-FLOW SYSTEMTM che unisce l’azione della tettarella Physio a quella dell’Equilibrium Membrane, una particolare valvola situata alla base del biberon che si attiva per consentire l’ingresso dell’aria all’interno della bottiglia e compensare, così, la formazione del vuoto che ostacolerebbe la poppata. L’aria entra dalla base del biberon per non mescolarsi con il latte e non essere ingerita dal bambino. La particolarità di questa valvola anti-colica dinamica è che reagisce anche a micro-movimenti, anche dei neonati con una poppata debole. Normalmente una valvola anticolica ha un comportamento standardizzato: o è aperta o è chiusa. La membrana Equilibrium ha, invece, un comportamento dinamico e personalizzato: è in grado di attivarsi gradualmente adattando costantemente le quantità di aria in ingresso all’intensità della poppata del bambino, evitando qualsiasi vuoto e consentendo una poppata fluida e regolare, senza interruzioni e affanno.

I benefici di questo biberon Perfect5 si vedono immediatamente: la poppata è più fluida, non si vedono le bollicine normalmente formate dall’aria e diminuiscono sensibilmente le interruzioni insieme ai rigurgiti: i test hanno mostrato un calo addirittura del 90%!

Non solo: il biberon è davvero molto bello da vedere, nonché comodissimo da tenere in mano durante la poppata e super facile da pulire perché completamente smontabile..

Insomma, ricapitolando: Perfect5 aiuta il bambino a trovare un ritmo ideale durante la poppata senza interruzioni e senza affanno, riducendo, così, l’ingestione dell’aria. Ed è super pratico e igienico.

Il prezzo? Anche quello molto interessante: Perfect5 è disponibile nei negozi Chicco, nei migliori negozi di puericultura, nelle farmacie e nello shop www.chicco.it a partire da 11,99 euro.

Il miglio, il cereale dalle mille proprietà

Giovedì, 24 Settembre 2020 13:27

In Occidente non lo usiamo moltissimo, se non durante lo svezzamento dei nostri bambini. Il miglio, tuttavia, è un ottimo cereale, che permette di variare la nostra dieta e di assumere le giuste fibre in maniera diversa dal solito.

Ma non sono solo le fibre a rendere il miglio un alleato del benessere: senza glutine, aiuta il sistema digerente, ma anche i capelli, la pelle e le unghie. Ecco una breve guida ai benefici e alle proprietà del miglio.

Il miglio, il cereale dalle mille proprietà: il cereale senza glutine versatile e benefico adatto all'alimentazione di tutta la famiglia

Fa parte della famiglia delle graminacee e scientificamente si chiama Panicum Miliaceum: il miglio è conosciuto benissimo nelle nostre zone, ma solitamente lo si dà come mangime ai volatili, oppure lo si usa nella dieta di bambini e anziani (perché molto digeribile).

Tuttavia, essendo senza glutine (basta comprarlo decorticato!), questo cereale è ben tollerato dalla maggior parte delle persone ed è adatto anche a chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine, ed è quindi consigliatissimo in tutti i casi.

La sua composizione? Prevalentemente è formato da carboidrati, come la maggior parte dei cereali che portiamo in tavola, ma ha anche qualche proteina (ne contiene in quantità maggiore rispetto alla pasta derivante dal grano). A livello di sali minerali e di vitamine, il miglio contiene molto fosforo, magnesio, ferro e potassio, ed è per questo molto energizzante e consigliato anche per gli sportivi.

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Ha anche molte vitamine, oltre che l’acido salicilico, un elemento che stimola la formazione della cheratina. Ecco perché il miglio è un alleato del benessere di capelli, unghie e denti, che diventeranno più belli e forti. Alcalinizzante, è consigliato anche per contrastare il bruciore di stomaco, ed è anche diuretico.

Come utilizzare il miglio? Possiamo trovarlo sotto forma di latte (e lo troviamo al supermercato), ma il suo classico utilizzo è come gli altri cereali, ovvero cotto in acqua bollente e condito con i sughi e i condimenti preferiti. Essendo piccolo e versatile, tuttavia, possiamo utilizzarlo per ricette diverse, come le polpette, o addirittura le torte.

Qui troviamo una carrellata di ricette con miglio per tutti i gusti, da quello bollito come la pastasciutta o il riso fino alle polpette e al porridge della mattina. In ogni caso, essendo così versatile e dal gusto gradevole e basico, possiamo sfruttarlo per mettere in moto la fantasia, sia durante lo svezzamento, sia per l'alimentazione quotidiana di tutta la famiglia.

 

La distrazione facile. Il mal di testa. Le mani che cliccherebbero ovunque. Fare lezione su Zoom non è semplice. Se non è facile per noi lavorare sempre in video conferenza, immaginatevi per un bambino… E nonostante il lockdown sia finito, con le quarantene preventive saranno molti i bambini che anche quest’anno si troveranno di nuovo immersi nella didattica a distanza.

Possiamo tuttavia rendere la cosa più piacevole, meno faticosa e più efficiente. Come? Ecco i nostri consigli per risolvere i più comuni problemi che si presentano quando i nostri bambini fanno lezione su Zoom con la didattica a distanza (DAD).

Come risolvere i più comuni problemi della didattica a distanza: i consigli per mantenere la concentrazione ed evitare i più fastidi più frequenti durante le lezioni su Zoom

Le mani che non stanno ferme

I bambini, soprattutto alle scuole elementari, tendono a non tenere ferme le mani. E durante le lezioni su zoom cosa hanno davanti? Il computer. E spesso ticchettano sui tasti. A caso. Lasciamo loro una penna e un foglio per scarabocchiare, oppure una pallina antistress: terranno le loro manine impegnate e la loro mente più concentrata

Il mal di testa

Eh già, giustamente i nostri bambini non sono abituati come molti di noi a lavorare tutto il giorno al computer. Anche solo un’ora di schermo così ravvicinato, quindi, può provocare mal di testa. Innanzitutto, cerchiamo di mettere lo schermo del computer ad altezza occhi, o con un supporto o su una scrivania abbastanza alta (in questo modo si eviteranno i dolori alla cervicale). Per quanto riguarda gli occhi, meglio utilizzare una luminosità sempre pacata e fare una pausa di venti secondi ogni venti minuti, guardando lontano (fuori dalla finestra).

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La concentrazione

Eh sì, è difficile concentrarsi e soprattutto non distrarsi. Se il problema è l’ambiente (la cameretta che ha troppi stimoli), cambiamo stanza. Altrimenti proviamo a fargli ascoltare la lezione con delle cuffie, in modo che si isolino e che si concentrino sulla lezione e non sul resto.

Svegliarsi

Tanti bambini faticano a svegliarsi, quando fanno lezione su Zoom. Questo perché non hanno l’incombenza dell’uscire di casa. Devono però imparare che la lezione online è comunque un appuntamento importante. Aiutiamoli svegliandoli con della musica, con la promessa di una colazione golosa o con un’attività mattutina energizzante, come una camminata o lo yoga.

Non riuscire a stare fermi

Come le mani, anche le gambe non stanno ferme. E il corpo in generale. Giustamente! I bambini non sono fatti per stare seduti troppe ore senza alzarsi. Come per chi lavora e come per la scuola (abbiamo gli intervalli!) prevediamo quindi cinque minuti di movimento ogni ora. Obblighiamo però i bambini a farlo: a volte starebbero seduti, aumentando tuttavia il nervosismo fisico, che così si accumula.

La mancanza del contatto degli amici

Questo, purtroppo, è uno dei problemi più sentiti e comuni. Durante la quarantena e il lockdown, tuttavia, non possiamo farci molto. Una soluzione è sfruttare la tecnologia anche dopo l’orario di scuola, permettendo ai bambini di videochiamare un paio di amici per una chiacchiera da soli, come se fossero a scuola senza di noi.

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Il Reggio Emilia Approach è un metodo educativo tipico delle scuole di Reggio Emilia, teorizzato nel secolo scorso da Loris Malaguzzi e incentrato sull’unicità del bambino, sulla cura degli ambienti, sulla creatività, sui cento linguaggi dell’essere umano e sul coinvolgimento dei genitori nel progetto didattico.

Le scuole e i nidi di Reggio mettono dunque in pratica questo innovativo e bellissimo metodo educativo: agli interessati (genitori, insegnanti ed educatori che vogliono formarsi su questo approccio) sono rivolti i nuovi webinar, corsi online a pagamento per conoscere a fondo diversi aspetti del Reggio Approach.

Reggio Children, i webinar e i corsi online ufficiali: come partecipare ai video corsi online proposti da Reggio Children, formandosi sull’innovativo Reggio Approach

Reggio Children, l’organismo ufficiale dell’educazione della filosofia educativa reggiana, ha pensato a chi, pur lontano dalla regione Emilia Romagna, desidera immergersi in questo approccio didattico, formandosi e portando così i vari metodi nelle scuole di tutta Italia, o semplicemente informandosi per avere un’idea più chiara di ciò che riguarda le scuole di Reggio.

Gli insegnanti, i pedagogisti e gli atelieristi dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali di Reggio Emilia insieme a Reggio Children si offrono quindi in questi webinar e in queste conferenze durante le quali parleranno dell’approccio, raccontandosi e condividendo i progetti e le esperienze.

Distribuiti in diverse giornate, i webinar avranno luogo in diretta alle 16.30, in italiano con eventuale traduzione simultanea in inglese, e avranno una durata di due ore e mezza. Durante i webinar sarà possibile anche porre domande e ricevere risposte direttamente dagli esperti che vivono e praticano il Reggio Emilia Approach; dopodiché, l’evento registrato resterà online per un tempo limitato, con la possibilità di recuerarlo.

Acquistando l webinar live sarà possibile assistere alla registrazione per tre giorni, fare domande a insegnanti, educatori, pedagogisti e atelieristi che lavoro proprio nelle scuole e nei nidi di Reggio Emilia e Reggio Children, ricevendo poi un attestato di partecipazione, l’ingresso nella Reggio Approach Digital Community e la bibliografia di riferimento.

Le conferenze, invece, sono spazi tematici nei quali insieme agli esperti si riflette su diversi argomenti; il primo ciclo (a cui ne seguiranno altri) è dedicato alle nuove sfide dell’educazione inquadrate in questo particolare momento storico. Essendo registrate, le web conference di Reggio Children (della durata di un’ora) si potranno visionare per 48 ore nell’area riservata.

A questa pagina è possibile tenere d’occhio le prossime date con webinar e conferenze online (per ora programmati fino al 24 ottobre 2020 ma sempre in aggiornamento.

Oggi, 22 settembre 2020 alle 16.30, è previsto il webinar “La progettazione come dialogo tra adulti e bambini e tra bambini e bambini”, pensato per chi si approccia per la prima volta al metodo Reggio Children. Si parlerà del pensiero progettuale per accogliere le differenze individuali dei bambini.

Giovedì 24 settembre, invece, sarà la volta di “Bambini costruttori del loro apprendimento in relazione con…”. Qui si parlerà di apprendimento come di un processo soggettivo di costruzione che avviene in contesti di relazione in cui ambiente, materiali, bambini e adulti hanno un ruolo fondamentale. Questo appuntamento è dedicato agli educatori, insegnanti e genitori che vogliano formarsi riguardo alla scuola dell’infanzia; del nido d’infanzia si parlerà invece il 29 settembre, in un webinar dallo stesso titolo.

Prima mettono in bocca tutto, poi gattonano (e mettono in bocca tutto). Poi camminano (e mettono in bocca tutto) per raggiungere uno stato di indipendenza e di gioco autonomo molto importante (e mettono in bocca tutto). Insomma: i bambini mettono in bocca tutto. E anche quando con la crescita mollano questa attività, in qualche modo le mani raggiungono sempre le fauci, e tutti i microbi e i batteri si infilano di prepotenza nel loro corpo. Che non è un male (viva gli anticorpi!), ma che ci impone qualche attenzione in più. Soprattutto, dobbiamo pensare non solo ai germi, ma anche ai prodotti che utilizziamo, per evitare di mettere in bocca ai nostri figli sostanze tossiche!

Come igienizzare i pavimenti senza prodotti nocivi per lasciare che i bimbi giochino in sicurezza: con Vileda Turbo l’igienizzazione di casa è senza sostanze chimiche.

Premessa: non è consigliabile igienizzare estremamente casa. I nostri bambini, infatti, hanno bisogno di formare il loro sistema immunitario e gli anticorpi, e un ambiente troppo sterile non permetterebbe loro questo processo. Detto questo, c’è una bella differenza tra “non igienizzare estremamente” e “lasciare la casa sporca”.

Ciò che dobbiamo fare è eseguire i nostri mestieri settimanali come abbiamo sempre fatto, con un’attenzione in più quando c’è un bambino in casa (spesso rovesciamo cose senza nemmeno accorgercene) ed evitando che tutto si sporchi eccessivamente nei giorni di intervallo tra le pulizie, perché dobbiamo sempre tenere a mente che tutto ciò che c’è sul pavimento, beh, andrà nella loro bocca probabilmente. Per lo stesso motivo, meglio scegliere detergenti naturali.

Ancora meglio: è preferibile igienizzare senza rendere i pavimenti tossici! Come? Ad esempio sfruttando strumenti che ci permettono di usare meno prodotti.

Io ho scoperto Vileda Turbo ed è una vera rivoluzione in questo senso. Questo sistema lavapavimenti permette di rimuovere oltre il 99% dei batteri senza detergenti, oltre che a essere super comodo. Ha infatti un sistema di strizzatura integrato a pedale per non strizzare manualmente il fiocco bagnandosi le mani, controllando allo stesso tempo il grado di umidità del panno in base al pavimento che dobbiamo lavare; io quando lo utilizzo sul parquet, ad esempio, strizzo molto molto bene, lasciando il fiocco quasi asciutto, perché sul legno è meglio usare meno acqua.

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Come funziona? Semplicemente si tratta di un sistema lavapavimenti con fiocco in microfibra 2in1 (che possiamo poi lavare in lavatrice a 30 gradi) che assorbe molto bene e che è adatto a tutte le superfici, anche le più delicate come marmo e parquet. Questo panno si applica su una piastra triangolare, che arriva in tutti gli angoli e che lo rende davvero molto maneggevole, molto più di quella classica tonda. La rivoluzione sta proprio nel materiale di questo fiocco, la microfibra, che raccoglie tutta la sporcizia in maniera super efficiente e che permette, così di usare meno detergente, se non di non usarlo del tutto.

Credo quindi che sia la soluzione perfetta: permette infatti di igienizzare casa senza prodotti aggressivi e, dall’altra parte, senza renderla inutilmente sterile, passando una volta di più il panno (perché è così comodo che non pesa nemmeno tirarlo fuori!) e assicurando così ai bambini e a noi stessi una casa pulita, detersa e sicura.

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Tendenzialmente, quindi, cerchiamo di pulire la nostra casa e i nostri pavimenti con prodotti delicati, prediligendo la frequenza rispetto alla forza. Ovvero: meglio pulire in maniera meno aggressiva (ad esempio con semplici spugne imbevute di acqua molto calda per igienizzare le superfici quotidiane) rispetto ad utilizzare prodotti chimici pericolosi che, matematico, andranno in bocca ai nostri bambini!

Sara

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Cecilia

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