Bambini e mal di testa, ciò che dobbiamo sapere

Spesso si associa il mal di testa all’età adulta, quando in realtà moltissimi bambini ne soffrono. Soprattutto, ne soffrono sporadicamente, e spesso in associazione ad un’altra malattia (come l’influenza), ma essenzialmente quasi tutti hanno provato il dolore dell’emicrania durante l’infanzia.

Il problema sorge quando questi mal di testa divengono ricorrenti. Innanzitutto, perché è un fastidio per il bambino; e in secondo luogo perché questo potrebbe essere un segnale da ascoltare.

Bambini e mal di testa, ciò che dobbiamo sapere: cosa fare quando l'emicrania è “normale” e quando è ricorrente

A spiegare i possibili motivi dei mal di testa ricorrente nei bambini (e i conseguenti rimedi) è la dottoressa Claire McCarthy sul sito della Harvard University. Come spiega la dottoressa, le emicranie ricorrenti spesso sono ereditarie, e possono essere primarie e secondarie. Quelle primarie derivano direttamente dal sistema nervoso, mentre quelle secondarie sono causate da qualcosa che influenza il sistema nervoso (come le malattie).

Ma come si manifestano questi mal di testa primari? Se è vera e propria emicrania, spesso i bambini la percepiscono ad entrambi i lati della testa, o ad “aura”, con conseguente disturbo della visione, con peggioramenti causati dalla luce o dal rumore e - a volte - nausea e vomito. Se invece il mal di testa è causato dalla tensione, può invece provocare un fastidio che si intensifica con l’attività fisica o mentale. In questo caso, però, non ci sono né aura né nausea.

Come spiega la dottoressa, i mal di testa possono essere però secondari, ovvero causati da altro. Questo “altro” è spesso l’influenza, o il raffreddore, ma anche botte alla testa o particolari medicinali.

La prima cosa da fare quando i nostri figli manifestano spesso questo malessere, ovvero quando il mal di testa diventa ricorrente, è rivolgersi al proprio medico, che saprà analizzare la situazione capendo se c’è bisogno di altri esami più approfonditi per escludere cause più importanti oppure se si tratta di qualcosa di non particolarmente preoccupante.

Lo stesso medico saprà anche dirci come alleviare i dolori e come curare la situazione. Spesso gli antidolorifici, soprattutto durante l’infanzia, non servono, oppure sono “troppo”. Ecco perché è meglio rivolgersi al pediatra, che ci suggerirà, ad esempio, di curare meglio il sonno dei bambini o la loro attività fisica, di bere più spesso acqua durante il giorno, o di applicare panni freschi sugli occhi, o di abbassare le luci al bisogno… I sistemi per aiutare i bambini sono infatti molti, e spesso non invasivi.

In ogni caso, non sottovalutiamo il mal di testa, né quando è sporadico né quando è ricorrente. E, soprattutto, rivolgiamoci subito al medico nel caso in cui questo sia accompagnato da altro, come da vomito, da rigidità nucale, da difficoltà di movimento e da giramenti di testa; quando sveglia i bambini nel sonno a causa dell’intensità; quando non passa mai con l’ibuprofene o con gli antidolorifici; quando aumenta da sdraiati (e, di conseguenza, si allevia durante il giorno); e, in ogni caso, quando vi preoccupa (perché avete tutto il diritto di preoccuparvi e di rivolgervi ad un medico!).

 

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Cecilia

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