Il radicchio è una verdura invernale e primaverile che si presta a moltissime preparazioni. Declinarlo in nuove ricette è molto semplice, e a me piace molto proporlo ai bambini, che si abituano così al suo sapore amarognolo (che basta smorzare attraverso gli abbinamenti giusti). Ad esempio, loro adorano la vellutata di radicchio e patate, che propongo in tavola praticamente fino all'estate (la sera adoriamo sempre le creme di verdure!).

Ecco dunque la ricetta per una pasta con crema al radicchio, davvero semplice e gustosa!

Pasta con crema al radicchio: la ricetta della pastasciutta al sapore di radicchio, di colore viola

 

Le tipologie di cuscini per l’allattamento

Giovedì, 30 Maggio 2019 09:08

Negli ultimi mesi di gravidanza il pensiero non va solo al parto, ma anche a ciò che arriverà dopo. Ecco che allora si comincia a fare la baby check list, ovvero la lista di cose imprescindibili per quando il nostro bambino arriverà.

Nella lista non potrà certamente mancare il cuscino per l’allattamento, uno strumento davvero utile tanto per le mamme che allatteranno al seno quanto per quelle che nutriranno il bebè con il biberon. Ma non solo: questo cuscino diviene infatti anche un aiuto validissimo per dormire più comode, o per avvolgere il bambino mentre dorme per evitare che cada dal divano o dal letto, proprio come un confortevole salvagente.

Ma quale scegliere? Ecco la nostra selezione.

Le tipologie di cuscini per l’allattamento: quale cuscino per l’allattamento scegliere in vista dell’arrivo del bambino

Il primo cuscino per allattamento è più un supporto per il seno e per il bambino. Lo trovate qui e costa circa 20 euro. Si tratta di un accessorio che sostiene il seno durante la poppata e che permette di avere così le mani libere. Morbido e comodo, è utile anche per essere trasportato nella borsa del cambio pannolino quando usciamo di casa. Solitamente è consigliato alle donne con taglie di seno abbastanza alte, dalla terza in su.

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Passiamo ora al cuscino di allattamento vero e proprio, quello a forma di “U”, grande e morbido. Questo è quello classico, un grande “salsicciotto” che può essere utilizzato come sostegno per il bambino mentre si allatta, per assicurargli la giusta posizione durante la poppata. Ma è utile anche per la mamma durante la gravidanza, per dormire di lato alleviando i dolori alla schiena e il peso della pancia, e per il bambino: allacciando le estremità, infatti, si crea una ciambella perfetta per accoglierlo quando dorme o quando sta sul divano.

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Questo cuscino per allattamento è ancora più consigliato poiché imbottito in pula di farro biologica, molto traspirante e naturalmente antiacaro. La pula di farro è anche termoregolatrice, e grazie a questa sua proprietà permette di avere una temperatura ottimale sia in estate che in inverno. La fodera è completamente in cotone ed è sfoderabile, quindi lavabile in lavatrice.

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Ecco poi il super cuscino per la gravidanza che diviene perfetto strumento per allattare il bambino da straiate, in tutta confortevolezza. Durante la gestazione aiuta a ridurre i fastidi del pancione nel letto, può essere sistemato come ci è più comodo, ed è utile per tutte coloro che vogliono dormire di lato sentendosi ancora più confortevoli. Questo cuscino aiuta a rilassarsi meglio, dormire sonni più profondi e tranquilli e migliorare così la circolazione. Inoltre è utile quando il nostro bimbo dorme nel letto perché diviene un ottimo paracolpi.

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Infine, un piccolo cuscino per sostenere la testa del bimbo durante l’allattamento, pratico e maneggevole, da portare ovunque, anche fuori casa, per assicurare al bambino la giusta posizione e togliere la fatica del sostegno. Al centro è concavo (cosa che i cuscini normali non prevedono) e questo permette di disperdere uniformemente il peso della testa del neonato evitando così colpi e lesioni.

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Foto di copertina: https://www.flickr.com/photos/thesleepjudge/29391856727

C’è qualcosa nei burro cacao che fa impazzire i bambini. Io li capisco: li ho sempre amati anch’io, un po’ per il profumo, un po’ per il colore, un po’ per la consistenza, e un po’ perché quando ero piccola mi piaceva spalmare il burro cacao con un fare da adulta! Detto questo, la maggior parte dei burro cacao in vendita sono spesso chimici e zeppi di ingredienti che solitamente evito quando si tratta di prodotti per i bambini.

Quindi mi sono chiesta: che fare? Che fare per lasciare ai bambini il piacere di usare il burro cacao (che è anche una buona abitudine per mantenere le labbra morbide, soprattutto in inverno e sotto il sole) senza rinunciare alla sicurezza?

Ho trovato quindi questa ricetta per realizzare in casa un burro cacao per bambini, un balsamo in barattolo che possono usare quando vogliono, profumato e, soprattutto, naturale!

Il burro cacao fatto in casa per i bambini: la ricetta del balsamo per labbra naturale che i nostri bambini adoreranno

 

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Lo staff di Mamma Pret A Porter

Il bello di questo burro per nutrire la pelle di tutto il corpo? Non solo il profumo, non solo le proprietà, ma anche la consistenza: per prepararlo, infatti, bisogna montarlo a neve, ottenendo la consistenza di una nuvola cicciosa!

Morbido e cremoso, profuma di cannella e zenzero ed è a base di olio di semi di zucca, burro di karité e burro di mango. Questa combinazione è perfetta perché si assorbe molto velocemente (non lasciando la pelle unta come quando utilizziamo il burro di karité da solo).

Ecco quindi la nostra ricetta, veloce e favolosa!

Burro corpo speziato alla zucca e mango: come preparare il burro corpo a base di olio di karité, mango e zucca

 


L’igiene orale è importantissima, sin dai primi anni di vita, già con i denti da latte. E la prima regola per trasmettere questa consapevolezza ai bambini è curare per primi noi la nostra igiene orale lavandoci i denti dopo i pasti, la mattina e la sera.

L’importanza di curare i nostri i denti è semplice: con questo piccolo gesto che richiede pochissimi minuti, infatti, possiamo prevenire i più comuni disturbi ai nostri denti, evitando che si trasformino in problemi più gravi ed evitandoci troppe visite dal dentista.

Insomma: le regole sono semplici ma vanno seguite. Queste regole sono: lavarsi sempre i denti, passare il filo interdentale, fare le visite di controllo dal dentista ogni 6 mesi e scegliere uno spazzolino che sia serio, delicato ma efficace. Proprio come questo che abbiamo scelto noi: si chiama ISSA mini 2 ed è prodotto da Foreo. La particolarità? Non solo è divertente e bellissimo (ed è perfetto per i bambini un po’ più grandi, quando hanno imparato a lavarsi bene i denti - non più quelli da latte), ma è elettrico e la sua carica dura per più di 250 giorni!

Lavarsi i denti in maniera divertente, smart e comoda: con ISSA mini 2 di Foreo lavarsi i denti è più colorato e sicuro

Lo spazzolino elettrico è di certo la scelta migliore che possiamo fare: rispetto allo spazzolino tradizionale, quello elettrico riesce ad arrivare nei punti più reconditi dei denti e della bocca, ma soprattutto riesce a rimuovere più placca e tartaro. Ma quale scegliere? Ce ne sono davvero tantissimi, e la maggior parte richiede una base di ricarica o delle scomode pile che rendono lo spazzolino pesante.

Ma con ISSA mini 2 di Foreo non più: questo simpatico e colorato spazzolino elettrico disponibile in quattro tonalità ha una carica che dura 265 giorni ed è quindi perfetto per tutti, anche per chi viaggia o ha necessità di portare lo spazzolino qua e là (senza dover così ricorrere per forza a quello tradizionale). E poi essendo così carino invoglia anche gli adolescenti più svogliati a lavare i denti, senza “dimenticarsene”!

Piccolo e maneggevole, compatto e tecnologico, ISSA mini 2 si ricarica poi tramite cavetto USB (in un’ora hai la carica completa!), senza i classici caricabatterie ingombranti. Ma il bello di questo spazzolino di Foreo sta soprattutto nel materiale, nel design e nella tecnologia.

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Funziona infatti con la potenza Sonic Pulse, che incanala nelle setole 9000 pulsazioni ad alta intensità al minuto, creando così micro movimenti che puliscono a fondo ma delicatamente i denti e le gengive, in maniera davvero efficace. La sua testina e le sue setole, poi, sono in PBT polimero e morbido silicone, sicuri e morbidi, una combinazione perfetta.

Il silicone, ricordiamo, è davvero igienico: le sue proprietà naturali, insieme a quelle del polimero PBT, contrastano la formazione di batteri, e la testina è quindi super igienica e pulita, al contrario dei classici spazzolini con setole in plastica, che attirano batteri e sporcizia.

Queste testine durano come i classici spazzolini dai 3 ai 6 mesi (in base a come e quanto spazzoliamo), e possiamo poi cambiarle comprando quelle di ricambio. Accanto ad esse troviamo poi la testina pulisci lingua, delicata, morbida e sicura, per completare la routine di igiene orale quotidiana e contrastare anche l’alito cattivo.

I dolori al seno in gravidanza

Martedì, 28 Maggio 2019 09:46

I dolori al seno in gravidanza sono un fastidio abbastanza comune. Variano solitamente in base alle settimane di gestazione, e nella maggior parte dei casi non sono nulla di preoccupante.



Ma vediamo insieme quali sono i dolori più comuni e quali sono le strategie migliori per alleviarli per vivere ancora più serenamente la gestazione.

I dolori al seno in gravidanza: come variano i dolori al seno in gravidanza e come fare per alleviarli in maniera naturale

Il momento della gravidanza in cui il seno è più dolorante è sicuramente durante il primo trimestre: già dai primi giorni di gestazione le donne notano un aumento del seno, della circonferenza del capezzolo (che può anche cambiare leggermente colore) e un dolore nuovo, abbastanza fastidioso. Nulla di preoccupante: il seno si sta già infatti preparando all’arrivo di un bambino.

I primi tre mesi di gravidanza, dunque, sono caratterizzati da un aumento del volume delle mammelle e da una tensione fastidiosa: questo è dovuto ai cambiamenti dei dotti galattofori e dei lobuli, e soprattutto agli ormoni in circolo. Gli estrogeni, la prolattina e il progesterone.

Durante i successivi tre mesi (il secondo trimestre di gestazione) il seno potrebbe quindi assestarsi, tornando a fare male durante il terzo trimestre, periodo durante il quale il seno si prepara definitivamente all’allattamento, con le ghiandole mammarie che aumentano di volume e con il colostro che comincia ad arrivare. Ecco perché è possibile, anche, che si verifichino delle perdite bianche: si tratta del colostro (che diventerà poi latte con l’arrivo e la suzione del bambino).

Se le secrezioni invece non sono bianche e lattiginose, ma striate di sangue, allora è necessario recarsi dal medico o dal ginecologo, che saprà individuare il problema e risolverlo.

Per quanto riguarda le strategie per alleviare questi dolori al seno in gravidanza, la migliore sono di certo le spugnature (e non i massaggi alle mammelle come molte credono: questi, infatti, potrebbero aumentare la produzione di prolattina, situazione che a sua volta intensifica l’aumento del dolore in un circolo vizioso).

Le spugnature al seno sono semplicissime da fare e sono molto efficaci: si tratta di utilizzare semplicemente un panno umido (come un asciugamano) o una spugna naturale, imbevuti di acqua tiepida o fredda. Dopo averlo strizzato, passiamolo delicatamente sul seno, ripetutamente.

Anche il reggiseno può fare molto: evitando quelli con i ferretti e quelli troppo strutturati e preferendo quelli comodi ed elasticizzati possiamo infatti alleviare immediatamente il dolore.

Per quanto riguarda l’alimentazione, ridurre il sale è indicato per alleviare il dolore: la ritenzione idrica è infatti un nemico, in quanto potrebbe aumentare la sensazione di fastidio al seno in una situazione così delicata. Via libera, dunque, anche all’acqua: idratarsi molto (con liquidi o con la frutta di stagione) è fondamentale. Ma non con il caffè: la caffeina, infatti, è controindicata in caso di dolore.

Infine, l’attività fisica aiuta molto. Quando la gravidanza è fisiologica e il ginecologo ci ha autorizzato a proseguire le nostre attività sportive, approfittiamone: il corpo ne beneficia in toto, e le endorfine che rilascia aiutano contro il dolore.

Quando il dolore non passa nemmeno in questo modo, è consigliata una visita dal proprio medico curante o dal ginecologo: dopo un esame specifico saprà dire se i dolori sono fisiologici o dovuti ad altro e, soprattutto, potrà prescriverci antinfiammatori specifici in linea con la nostra gravidanza.

Un tema difficile, difficilissimo, ma allo stesso tempo importante e fondamentale, di cui parlare. Perché purtroppo la violenza e gli abusi sono una realtà ancora presente nella nostra società. Non solo sui telegiornali, ma spesso nella vita di chi ci sta attorno.

L’abuso sessuale, soprattutto nei confronti dei nostri figli, è qualcosa che ci terrorizza, ma non per questo non bisogna parlarne. Anzi: la consapevolezza e il dialogo sono fondamentali. Soprattutto se pensiamo al rischio che i bambini e le bambine corrono durante la loro vita, perché i casi di abuso sessuale si trovano tanto in famiglia quanto da parte di conoscenti o sconosciuti. Mettere in guardia i nostri figli, quindi, è un nostro dovere. E anche se è difficile parlarne, ci sono alcune strategie che possiamo mettere in campo, frasi da dire e conversazioni da intavolare che possono aiutare i nostri figli ad essere consapevoli del pericolo, a proteggersi e a parlarne.

Come parlare ai bambini della violenza sessuale: informare i nostri figli sui pericoli degli abusi è importante quanto insegnargli ad attraversare la strada

Essere informati dei pericoli è il primo passo verso la sicurezza. Ecco perché dovremmo parlare con i nostri bambini dei pericoli degli abusi sessuali e della violenza, in maniera diretta ma alla loro portata, comprensibile ma efficace. Non risolverà il problema e non proteggerà i bambini totalmente, ma almeno daremo loro qualche strumento in più per ridurre il rischio. Proprio come quando insegniamo loro ad attraversare la strada in sicurezza, o ad utilizzare le forbici senza farsi male, o a non accettare passaggi dagli sconosciuti: sono tutti consigli e regole che diamo per proteggerli. E anche se questo non eliminerà il pericolo, i nostri figli sapranno comunque muoversi un po’ meglio nel mondo, un pochino più protetti.

Ciò che fa paura è naturalmente l’argomento, perché è molto delicato e scioccante, non c’è dubbio. Temiamo che parlare loro degli abusi sessuali possa traumatizzarli, rubare la loro innocenza… Ma basta parlarne in determinate maniere per rendere la conversazione efficace, naturale e meno traumatica.

Innanzitutto, è bene parlarne in un momento tranquillo, libero da stress. Come per ogni dialogo e conversazione importanti, quando c’è paura e stress i bambini lo sentono, e il pericolo è che tutto si trasformi in qualcosa di terrorizzante, stressante o preoccupante. Quando invece c’è tranquillità, i bambini non solo ascoltano con maggiore attenzione, ma recepiscono anche i messaggi in maniera più profonda e duratura. Cerchiamo quindi la tranquillità e parliamone in maniera delicata, senza rendere la cosa un tabù (come quando parliamo del sesso, ad esempio).

In questo modo i bambini capiranno che è qualcosa di cui si può parlare con noi, e quando si sentiranno in pericolo sentiranno che potranno esprimersi senza sentirsi sbagliati o in colpa (perché questo è anche uno dei motivi per i quali tanti bambini abusati non dicono nulla, finché è troppo tardi).

Ma quando cominciare a parlarne? Fin da subito, già dai 2-4 anni. E possiamo cominciare in maniera tranquilla e calma, spiegando innanzitutto l’anatomia. Cosa significa? Quando gli facciamo il bagnetto o la doccia, indichiamo le “parti private”, i genitali, mettendo in chiaro che mamma e papà (e loro stessi) possono lavarli, ma che nessun altro può toccarle.

Anche nominare i genitali con i loro nomi esatti è importante. Come diciamo “pancia”, “testa” o “ginocchio”, allo stesso modo insegniamo ai bambini le parole “vagina”, “pene” e “ano”, spiegando (anche in base all’età) l’anatomia, aiutandoci anche con libri per bambini che parlano del corpo umano. Molti bambini abusati non ne parlano o non riescono a parlarne perché non sanno indicare e identificare la parte del corpo in cui sono abusati. E soprattutto non sanno capire che quelle zone sono private, intime, e che chi cerca di avvicinarsi sta facendo loro del male.

Tutto sta, insomma, nel fare passare il concetto che le loro zone private sono importanti, che i genitali sono speciali, che non sono un tabù ma nemmeno qualcosa da condividere con tutti, se non con chi si prende cura di loro (ad esempio durante la doccia, o dal medico…). Facendo capire loro che il tocco e le sensazioni del “lavare” o “curare” sono diverse da tutte le altre li aiuterà inoltre a sapere riconoscere quando sta accadendo qualcosa di diverso. Ed è importante insegnargli a dire quando qualcosa li sta facendo sentire a disagio o quando qualcosa gli fa male: mettiamogli bene in testa di dircelo subito!

Anche trasmettere l’idea che il corpo sia loro e non di qualcun altro è importante. Per questo, è bene spronare a parlare del disagio quando non si sentono di fare qualcosa relativo al loro corpo, o a dire “no” quando sentono di dover dire “no”. Come ad esempio quando si sentono obbligati ad abbracciare o baciare i parenti: spesso siamo noi adulti che li spingiamo a fare qualcosa che li fa sentire a disagio, ma se loro per primi capiscono il disagio e sanno comunicarcelo, allora questo diventerà una loro arma di difesa.

E poi non dimentichiamoci di parlare sempre della violenza come di qualcosa di sbagliato, da condannare: nessuno dovrebbe venire ferito o aggredito, in qualunque parte del corpo, ma soprattutto nelle parti intime.

Infine, cerchiamo di creare in famiglia un ambiente sano e aperto, confortevole, nel quale i bambini sentano di potersi esprimere liberamente: diciamogli sempre che condividere segreti con mamma e papà non significa svelarli, perché rimarranno comunque un segreto; e che se credono di essere in pericolo o se qualcuno gli sta facendo del male non succederà nulla se ne parlano, anzi. Spesso i bambini hanno l’idea di essere nei guai, in colpa per qualcosa che sta accadendo loro. Mettiamoli invece nella condizione di parlarcene liberamente, senza conseguenze, ma facendogli capire che, anzi, siamo orgogliosi di questo, senza mostrare paura o arrabbiature.

Il sale rosa dell'Himalaya non è fatto solo per la tavola e la cucina (anzi, dato che dovremmo sempre diminuire il consumo di sale per il bene del nostro corpo e del nostro sistema cardiocircolatorio!). Io lo utilizzo anche per la bellezza, dal momento che ha proprietà utili in ambito cosmetico. Avete mai provato, ad esempio, a fare un bagno con sale grosso dell'Himalaya? È davvero molto rilassante e detossinante, proprio come ogni altro sale da bagno.

Recentemente ho quindi provato a declinarlo anche in un altro modo, sfruttando anche la sua consistenza, per creare in casa uno scrub efficace e dal profumo delizioso, homemade e quindi super sicuro e naturale.

Questo scrub è a base di sale rosa dell'Himalaya, lavanda e olio di cocco. Lo preparo, lo metto in piccoli barattoli di vetro e lo tengo in doccia o sulla vasca da bagno, per poi utilizzarlo una volta a settimana su tutto il corpo, sfregandolo e risciacquandolo con l'acqua calda. L'effetto è una pelle morbida e liscia, libera dalle cellule morte. E lo consiglio molto anche per il pre-depilazione, dal momento che aiuta ad estrarre i peli incarniti!

E poi è una ricetta perfetta anche per i regali!

Lo scrub al sale rosa dell'Himalaya: la ricetta a base di sale rosa e olio di cocco per una pelle liscia e morbida

 

Se mi seguite, saprete che la cucina è molto importante per me. Ma non solo a livello di alimentazione: quello che amo è pensare alla cucina e al cucinare come ad un rito in famiglia, per prenderci cura gli uni degli altri, passare del tempo insieme, legare e divertirci.

Ecco perché preferisco le ricette semplici, veloci e leggere, ed ecco perché scelgo sempre ingredienti tradizionali che si sposino bene con quelli più inusuali ed etnici: è bello sperimentare e metterci in gioco!

Cucinare insieme, un momento fondamentale con i bambini: la cucina come luogo di condivisione e le ricette migliori da preparare con i bambini

Qualche tempo fa Galbani mi ha coinvolto in un’esperienza bellissima (e deliziosa!): insieme a mio figlio siamo stati ospiti degli stabilimenti in cui preparano la Certosa, la crescenza per antonomasia!

È stata una giornata interessante, in primis perché ho potuto vedere con i miei occhi il processo di produzione di altissima qualità (dal momento che il latte è rigorosamente piemontese e che gli standard di controllo sono molto meticolosi), ma anche perché hanno fatto vivere a mio figlio un’esperienza favolosa, che rientra appieno nella mia idea di educazione naturale: gli hanno infatti insegnato a preparare il formaggio, e da quel giorno (ovviamente!) ne va ancora più matto.

Perché? La risposta è molto semplice: i nostri bambini spesso non sanno nemmeno da dove arrivano i cibi che trovano in tavola o in frigorifero, e vedere come vengono prodotti e provarlo con le proprie mani è super educativo, interessante e costruttivo. 

Allo stesso modo è importantissimo lasciare che ci aiutino in cucina: preparare i pasti insieme è divertentissimo e i legami si rafforzano, innanzitutto, ma è fondamentale anche per la crescita mentale e fisica dei bambini (che raggiungono l’indipendenza e rafforzano la coordinazione occhio mano) e per insegnare loro l’importanza del cibo.

E poi vi svelo un segreto: quando cucinano, i bambini sono anche più inclini ad assaggiare e a mangiare, quindi diventa una sorta di terapia anche per quei bimbi che mangiano poco o che sono estremamente schizzinosi! Perché una volta che preparano loro con le loro mani il cibo, come fanno a non provarlo?

Soprattutto le prime volte che si cucina insieme, è bene scegliere ricette semplici e veloci, simpatiche e coinvolgenti. Ad esempio, a noi in famiglia piace moltissimo cucinare queste coccinelle di polenta con crescenza. La ricetta è super semplice: con la polenta avanzata, facciamo con le formine dei piccoli cerchi, li grigliamo, spalmiamo la Certosa e appoggiamo pomodorini e olive. Bellissime (e buonissime!), no?

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Scegliendo ricette veloci e ingredienti semplici e facili (anche a livello di gusto, dato che piacciono praticamente a tutti! Proprio come la Certosa!) ci si diverte insieme, ma soprattutto, anche quando si cucina velocemente, si creano piatti nutrienti e gustosi, equilibrati, e si risparmia del tempo, da trasformare in tempo di qualità da passare in famiglia.

Giulia

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Cecilia

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