C’è chi festeggia Halloween facendo dolcetto o scherzetto, chi si traveste, chi partecipa alle festicciole… E poi c’è chi non ne ha voglia, ma ha comunque voglia di festeggiare Halloween in famiglia, approfittando del primo freddo per una serata film coccolosa ma un po’ paurosa!

Cuciniamo qualche dolcetto a forma di pipistrello, prepariamo i pop corn e mettiamo sul divano le coperte: ecco i film di Halloween per bambini perfetti per una serata in famiglia.

I film di Halloween per bambini per una serata in famiglia perfetta: quale film scegliere per festeggiare Halloween con una serata cinema in famiglia

Hotel Transylvania

Divertente e realizzato davvero benissimo, Hotel Transylvania parla dell’albergo di Dracula, dove si festeggerà il diciottesimo compleanno di Mavis, figlia del Conte, al quale parteciperanno Frankestein e signora, i Licantropi e tutti i personaggi più strani e divertenti! Potete acquistarlo qui in DVD.

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Casper

Per i nostalgici degli anni Novanta, un classico indimenticabile: Casper (con Bill Pullman e Christina Ricci) è una commedia divertente e a tratti romantica che piace davvero a tutti, grandi e bambini. Protagonista? Il fantasma Casper, con i suoi zii Molla, Puzza e Ciccia.

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La famiglia Addams

Di nuovo un classico, di nuovo con Christina Ricci (qui nel ruolo di Mercoledì Addams): la famiglia Addams è un film iconico che parla di una famiglia iconica. Tutti i bambini dovrebbero conoscerla!

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Paranorman

Paranorman è un film d’animazione che parla di Norman, un ragazzino in grado di parlare con i morti, che si trova a dover salvare la sua città da una maledizione, affrontando tutti i mostri dell’immaginario, dagli zombie ai fantasmi.

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Piccoli brividi 1&2

Per i bambini che amano leggere i Piccoli Brividi di R.L. Stine, ecco i film tratti dalle letture! Con Jack Black e un cast fenomenale, parlano dei mostri dei libri che, magicamente, arrivano nella loro vita.

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Monsters&Co

Adatto anche ai bambini più piccoli, questo capolavoro di Disney Pixar è ormai un cult: Sullivan, Boo e Mike Wazowski spaventano, ma ancor più si fanno amare! È acquistabile qui.

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Freaky Friday

Per chi ha figli adolescenti questo è il film migliore per la serata Halloween: niente mostri, ma una situazione ancora più spaventosa! Cosa succederebbe se, un giorno, una mamma si trovasse nei panni della figlia e la figlia in quelli della madre? Un film divertente che parla di scontro generazionale, ma anche di empatia.

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Argomento delicato, delicatissimo, il bullismo. Ma che va affrontato e non spazzato sotto il tappeto. Dialogo, confronto e supporto sono fondamentali, sempre, e soprattutto quando parliamo di violenza fisica, virtuale e psicologica tra coetanei.

Prevenire è meglio che curare, quindi parlare del bullismo è sempre consigliato, per sensibilizzare tutti i ragazzi sul tema, in modo da dare loro degli strumenti per far affrontare una situazione di bullismo e, non ultimo, per far sì che capiscano che il bullismo è una cosa terribile, da condannare.

Ma nel momento in cui ci rendiamo conto che i nostri figli sono bullizzati (qui un articolo su come riconoscere una situazione di bullismo), che fare? Che parole usare?

Cosa fare quando i nostri figli sono vittime di bullismo: le parole e i gesti da usare quando i nostri figli sono bullizzati

Togliamo il senso di colpa e la vergogna

La prima insidia del bullismo (e vale anche per la violenza domestica) è il senso di colpa: la vittima, infatti, tende a sentirsi colpevole. In altre parole, sentono “di essersela cercata”, o di meritare questa violenza. La prima cosa da dire e fare capire a fondo, quindi, è che in nessun caso, MAI, la colpa è loro, che loro non sono sbagliati, che non hanno fatto nulla di male e che nessuno lo merita. Non deve esserci alcuna vergogna nel dire che c’è qualcuno che ci sta facendo del male. La vergogna dovrebbe essere da parte loro.

Raccontiamo la nostra storia

In piccolo o in grande, tutti siamo passati dal bullismo, anche solo con poche parole maleducate rivolte nei nostri confronti. C’è poi chi è stato vittima a sua volta di bullismo, o chi ha assistito a qualcuno di bullizzato. Con il tempo siamo riusciti a ragionarci sopra, a vedere come si può risolvere la situazione. Una buona strategia, quindi, può essere quella di raccontare ai nostri figli la nostra esperienza, articolandola e non lesinando sui dettagli, mostrando come tutti ci possano passare e di come le soluzioni possano essere diverse.

Lasciamo che esprimano le proprie emozioni

Quando un ragazzo o una ragazza sono vittima di bullismo, spesso tendono a non parlarne, a tenersi tutto dentro. Facciamo invece capire che possono sfogarsi, dirci tutto, che possono provare tutte le emozioni che sentono, e nel momento in cui si aprono cerchiamo di essere una spalla su cui piangere, delle orecchie che ascoltano attentamente e un eventuale supporto se richiesto.

Ricordiamogli chi sono e che sono importanti

Il bullismo porta la vittima a sentirsi sbagliata, a sentirsi in difetto, a sentirsi brutta e chi più ne ha più ne metta. Diciamo quindi ai nostri figli quanto sono importanti, quanto sono speciali, quali sono i loro pregi, e che non importa ciò che dicono gli altri: ognuno ha il diritto e il dovere di vivere la propria vita come vuole, di essere chi davvero è, di vestirsi come sente, di seguire i propri sogni e di mettere in atto le proprie competenze come crede, rispettando gli altri. Sottolineiamo quindi l’intelligenza dei nostri figli, la loro bellezza, le loro abilità, celebrando le loro vittorie e ridimensionando le sconfitte, facendogli sentire che sono amati per quello che sono, non solo da noi, ma da chi gli sta attorno.

Cerchiamo insieme una strategia

Coinvolgere gli adulti è sempre difficile, per i ragazzi, e parlarne con i genitori e gli insegnanti è un peso. Ma nel momento in cui lo fanno, non facciamoli una paternale e non tentiamo di prendere in mano la situazione in maniera esclusiva. Loro sono i protagonisti di questa brutta situazione ed è giusto che la si affronti insieme. Ecco perché è consigliato provare a cercare una soluzione insieme, capendo quale sia l’atteggiamento giusto da intraprendere in base alla situazione specifica. È meglio coinvolgere gli insegnanti? Come si sentirebbero ad avvisare i genitori dell’altro ragazzo coinvolto? Quali sono le parole che potrebbero usare nel momento in cui vengono bullizzati?

Parliamo delle debolezze

Ma non delle nostre: parliamo di quelle dei bulli. Chi attacca, verbalmente o fisicamente, spesso è vittima lui stesso di un’insicurezza e di un disagio. Quale può essere quello di chi ci sta tormentando? Noi siamo in grado di affrontare le nostre debolezze senza farle sfociare in violenza, ed è importante non lasciare che le debolezze degli altri ci condizionino la vita.

I bambini nati negli anni Ottanta/Novanta non potranno non ricordare i “Piccoli Brividi”: la saga di paura per ragazzi ha appassionato moltissimi piccoli lettori, con i giusti brividini che non guastano! Per tutti i bambini d’oggi che non disdegnano un po’ di paura, pelle d’oca e storie misteriose, ecco dunque una lista di bellissimi libri per bambini di paura! Perfetti da leggere nel periodo di Halloween, ma, perché no, anche tutto l’anno!

I libri per bambini da leggere ad Halloween: i libri “di paura” più belli per bambini e ragazzi

“Il pupazzo parlante”

Perché non partire subito con un vero “Piccoli brividi”? “Il pupazzo parlante” (acquistabile qui) è forse il titolo più famoso della saga edita da Mondadori. Scritto dal fantastico R.L. Stine, è adatto ai bambini dagli 8 anni ed è un vero e proprio romanzo, di quelli che introducono i bambini al piacere della lettura. Per bambini che da grandi diventeranno sicuramente fan di Stephen King.

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“Foto dal futuro”

Di nuovo un “Piccoli brividi”, di nuovo un R.L. Stine, perché se è piaciuto il “Pupazzo parlante” anche questo appassionerà (lo trovate qui): narra le vicende di Greg, che con i suoi amici trova in una casa abbandonata una macchina fotografica “stregata”, che quando scatta una fotografia fa accadere qualcosa di terribile.

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“Enigmi da brivido”

"Enigmi da brivido" è un libro-gioco pieno di enigmi da risolvere per scoprire i personaggi più paurosi delle leggende e dell’immaginario letterario, dal mostro di Frankenstein a Dracula, nei loro habitat, con illustrazioni terrificanti e bellissime!

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“Halloween che fifa felina”

Per i piccoli lettori amanti di Geronimo Stilton, ecco il romanzo della serie dedicato proprio ad Halloween, in compagnia di Tenebrosa Tenebrax, una topolina che vive in un cimitero e che aiuterà i bambini anche ad organizzare la festa perfetta di Halloween.

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“Le streghe”

Questo classico dell’infanzia di Roald Dahl, “Le streghe” parla delle streghe che abitano il nostro mondo, per riconoscerle ed evitare di venire trasformati in topi! Perché le streghe non hanno la gobba e il cappello a punta, ma sono elegantissime e si nascondono tra di noi.

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“La stanza 13”

Per ragazzi più grandicelli (è un libro pensato dagli 11 anni), “La stanza 13” parla di una gita scolastica in cui il vecchio albergo che ospita Fliss e i suoi compagni è qualcosa di molto più tenebroso di quanto ci si aspettasse…

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“Le più belle storie Disney di Halloween”

Se i vostri bambini amano il fumetto e sono appassionati o addirittura abbonati a Topolino, ecco un almanacco delizioso che raccoglie le più belle storie di paura, di mistero e di Halloween in un solo tomo. Lo potete acquistare qui.

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I 3 prodotti top per la mamma

Lunedì, 28 Ottobre 2019 08:40

Quando diventiamo mamme è inevitabile: il bagno si riempie di prodotti per la cura dei nostri bambini, super delicati e naturali, scelti apposta per le loro esigenze e per la delicatezza della loro pelle. È normale ed è bellissimo prendersi cura di loro anche con questi gesti!

Detto questo, anche la nostra pelle e il nostro corpo hanno bisogno di cura profonda ma delicata, e in questo senso possiamo dirci fortunate: spesso gli stessi prodotti che utilizziamo per i nostri figli vanno benissimo per tutta la famiglia, e beneficiamo così anche noi dell’efficacia e della delicatezza di preparati per la pelle sicuri e sani.

Ci sono inoltre marchi, come Fiocchi di Riso, attentissimi alla salute di tutta la famiglia, con prodotti di altissima qualità che possono essere utilizzati tanto sulla pelle dei neonati e dei bambini quanto per la cura quotidiana della mamma. Quali sono i nostri preferiti, quelli a cui non rinunceremmo più? Eccoli!

I 3 prodotti top per la mamma: da Fiocchi di Riso i preparati originali naturali e delicati che ogni mamma dovrebbe utilizzare quotidianamente

Il detergente intimo Mioderm

Il detergente intimo Mioderm di Fiocchi di Riso nasce come detergente specifico per le parti intime, innanzitutto del neonato, ma ottimo anche per le mucose della neomamma. A base di acido lattico da melassa e olio di babassu biologico, questo preparato originale deterge al meglio e rispetta naturalmente le mucose intime, con agenti schiumogeni naturali delicati e nutrienti. È quindi adatto ad ogni cambio pannolino, ma è perfetto anche per la mamma, grazie agli ingredienti vegetali dermocompatibili che non alternano la flora batterica vaginale. Ideale quindi quotidianamente, per la detersione e l’igiene.

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Olio Emudermico

L’Olio Emudermico di Fiocchi di Riso è un prodotto che non può mancare tra le abitudini di una futura mamma e di una neomamma: è pensato infatti principalmente per curare e preparare il perineo in vista del parto, e per aiutarlo a ristabilirsi nei mesi successivi, supportando la sua naturale ripresa fisiologica.

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Il suo utilizzo quotidiano dalla trentesima settimana di gestazione fino al parto è dunque super raccomandato, poiché massaggiando la zona del perineo aiuta a tonificarla e a darle la giusta elasticità. Da trenta giorni dopo il parto, quindi, possiamo cominciare a riutilizzarlo per velocizzare la ripresa dello stato fisiologico.

E poi, essendo idratante, nutritivo ed elasticizzante, l’Olio Emudermico è perfetto anche per i massaggi su tutto il corpo, anche su quello dei bambini, per i massaggi serali e le coccole fisiche.

Clemulina

Per quanto riguarda il seno, una mamma non dovrebbe rinunciare alla Crema Seno Clemulina di Fiocchi di Riso: ricchissima di lipidi naturali Omega 3, 6 e 9, Clemulina lenisce ed elasticizza seno e capezzoli ed è dunque indicata prima del parto in preparazione all’allattamento, e dopo ogni poppata per ristabilire la zona, prevenendo e curando anche le ragadi e le irritazioni causate dal palato dei bambini.

Ma non è utile solo per il seno: Clemulina diviene utile ed efficace in ogni caso di screpolature, come quelle alle labbra o alle mani grazie alle sue proprietà rigeneranti.

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Shaken baby syndrome” (o “Abusive head trauma”) significa letteralmente “Sindrome del bambino scosso”, e già dal titolo suggerisce si cosa si tratti: si riferisce ad una pratica che molti genitori ritengono innocua, ma che in realtà rischia di causare danni importanti al bambino.

Ci riferiamo al gesto di scuotere, mentre lo teniamo tra le braccia, il bambino quando piange. Solitamente si ricorre a questi “scossoni” nelle situazioni in cui il pianto non pare placarsi, come ultima spiaggia o come tentativo.

Ma questa pratica è davvero pericolosa, e ora vi spieghiamo perché.

La sindrome del bambino scosso o shaken baby syndrome: perché scuotere il bambino per calmarlo è pericoloso e sconsigliato

Scuotere il bambino può sembrare, a parole, un gesto estremo, crudo e violento, ma purtroppo capita a moltissimi genitori (e nonni, e babysitter…), anche sovrappensiero, di compierlo, soprattutto quando prede dell’esasperazione perché un pianto apparentemente immotivato non si placa. Tuttavia, queste scosse “consolatorie” tra le nostre braccia sono davvero pericolose, soprattutto per i bambini tra le due settimane e i sei mesi di vita.

Ma perché? Prima di tutto, dobbiamo pensare al bambino come ad un essere umano che si sta sviluppando, che è debole, che sta rinforzando le ossa e la muscolatura. In particolare, il suo collo - fino ai due anni di vita - non presenta una muscolatura forte. Anzi, nei primi mesi i bambini non sono ancora addirittura in grado di sostenere la testa da soli, e sappiamo quanto è importante sorreggerla.

Per lo stesso motivo gli scossoni sono pericolosi. Quando il bambino viene scosso in maniera non lieve, la testa non viene “frenata” dai muscoli del collo, e di conseguenza il cervello viene sbattuto contro le pareti del cranio. Accanto a questo, ci sono il volume e il peso della testa in relazione al corpo, le caratteristiche della struttura ossea dei bambini (molto elastica), il basso tono muscolare e l’immaturità del sistema nervoso centrale, ancora molto “acquoso”, e della massa cerebrale, molto fragile.

Potenzialmente, le lezioni possibili sono gravissime, e può insorgere quella che, appunto, si chiama “Sindrome del bambino scosso”. E, purtroppo, bastano pochi secondi. Ad essere interessati da questa sindrome, dunque, sono il cervello e gli occhi. Il primo con delle emorragie, i secondi con delle lesioni della retina.

Per capire se il bambino è affetto da questa sindrome, come fanno sapere da Un Pediatra Per Amico possiamo osservare alcuni campanelli di allarme, come “vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, estrema irritabilità, sonnolenza, assenza di sorrisi o di vocalizzi, rigidità nella postura, difficoltà respiratorie, difficile controllo del capo, fratture delle costole e delle ossa delle braccia”.

Evitiamo del tutto, quindi, di scuotere i bambini! Per calmare i pianti che non si placano esistono moltissime altre soluzioni. I giri in macchina nel seggiolino, ad esempio, oppure i bagnetti calmanti. Anche le coccole skin to skin favoriscono la calma, così come il riportare in braccio il bambino in posizione fetale. Molti bambini gradiscono anche il rumore della lavatrice, dell’asciugacapelli o dell’aspirapolvere.

Se il pianto non si placa, prima di tutto assicuriamoci che non sia a causa di problemi di salute del bambino (rivolgendoci al pediatra), e, non ultimo, lasciamoci aiutare da parenti e amici: a volte lo stress dei genitori si riversa sullo stato d’animo del bambino, come in un circolo virtuoso. Ma il benessere di tutti è ciò che garantisce la serenità, e di conseguenza non dobbiamo arrivare all’esasperazione, ma lasciare che ci arrivi una mano dall’esterno o dall’interno.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Dove acquistare i lettini montessoriani

Giovedì, 24 Ottobre 2019 13:05


Se abbiamo deciso di optare per il letto Montessori per i nostri bambini, la scelta è molto ampia. A differenza di qualche anno fa, quando i mobili montessoriani e i giocattoli Montessori erano piuttosto costosi e si faticava a trovarli nei negozi, ora che la pedagogia montessoriana si è diffusa possiamo trovare letti montessoriani di moltissimi tipi e di varie fasce di prezzo. Ecco dunque una selezione di siti e marchi dove possiamo trovare il lettino montessoriano per la cameretta dei nostri bambini.

Dove acquistare i lettini montessoriani: i siti e i negozi che propongono letti Montessori per bambini per tutte le tasche e tutti i gusti

La prima scelta è l’Ikea. Anche se non esiste un lettino prettamente “Montessori”, molte famiglie scelgono il lettino Sniglar, segando poi le gambe e lasciandolo così ad altezza pavimento. Costa 55 euro, ha una spondina molto sicura e in effetti è una soluzione davvero ottima.

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Anche su Amazon troviamo un sacco di opzioni. Questo lettino si chiama Scoiattolo, costa 280 euro ed è davvero molto bello, con un design nordico semplice e pulito.

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Meno costoso è invece questo lettino che troviamo sempre su Amazon a 130 euro: è una struttura per lettino a forma di tenda, all’interno della quale, semplicemente, appoggiare il materasso.

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Anche Etsy propone vari lettini Montessori: basta visitare questa pagina per trovare soluzioni per tutte le tasche e per tutti i gusti, con letti montessoriani provenienti da tutto il mondo.

In questo articolo, invece, vi abbiamo parlato di ArgDesign, azienda di mobili che punta sul rinnovabile e sul naturale, che propone lettini montessoriani davvero graziosi e sicuri.

Famosi (perché bellissimi!) sono anche i letti montessoriani del marchio Woodly, che troviamo a questo link, a dorma di macchinine e quindi super divertenti in tutte le camerette. Ci sono anche in versione “normale” impilabile, e possiamo anche acquistare il materasso perfetto per i bambini.

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Infine, ecco i lettini artigianali BabyLodge, prodotti in Italia e fatti interamente in legno. Sul loro shop online troviamo due strutture, “Nuvola” e “Aria”, e in abbinamento (opzionali) il materasso e il kit estensione, utilissimo per estendere l’utilizzo del lettino fino a 10 anni di età.

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Il cambiamento climatico è realtà, e Greta Thunberg in questo senso ha un merito: avere avvicinato anche i più giovani a questo argomento. Ma non dovrebbero essere solo i ragazzi delle scuole superiori ad interessarsene. Sensibilizzare i bambini sulla salute del nostro pianeta e gli atteggiamenti da adottare per prendercene cura è un nostro dovere.

Come sempre, a venire in nostro aiuto sono i libri per bambini. Ecco dunque una selezione di letture per i più piccoli per introdurre e approfondire l’argomento dei cambiamenti climatici.

I libri per bambini per parlare dei cambiamenti climatici: le letture per sensibilizzare i bambini sulla salute del nostro pianeta e per fargli amare l’ambiente

10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta

Partiamo proprio dai lettori più piccini, con questo libro per bambini dai 3 anni che attraverso immagini di gesti quotidiani educa in maniera semplice allo stile di vita sostenibile. Imparando certe azioni da piccoli, i bambini cresceranno consapevoli e soprattutto abituati a certi gesti, senza dover aggiustare il tiro (in maniera super faticosa!) quando saranno più grandi.

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Uffa che caldo!

Il primo libro si intitola “Uffa che caldo!”, è edito da ElectaKids ed è stato scritto da Luca Mercalli. Parla ai bambini, attraverso testi e illustrazioni, di come le nostre azioni influenzino lo stato di salute della Terra, di come il surriscaldamento globale renderà le cose più difficili e di come fare per ridurre i rifiuti e adattare la nostra vita ad uno stile più sostenibile. Un libro imperdibile per i bambini dagli 8 anni.

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Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Questo piccolo romanzo di Sepulveda non parla direttamente dei cambiamenti climatici, ma in maniera poetica e romanzata mostra ai bambini come l’uomo può distruggere la natura (tremendo è vedere come il petrolio faccia del male alla gabbianella!) o possa salvarla.

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La storia di Greta

Questa biografia non ufficiale di Greta Thunberg il cui sottotitolo è “Non sei troppo piccolo per fare cose grandi” introduce i bambini alla figura della ragazzina che sta cercando di cambiare il mondo in meglio, spiegando perché Greta ha deciso di combattere questa battaglia e di come noi per primi possiamo metterci in prima linea, cambiando pian piano le nostre abitudini.

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Insieme per salvare il mondo

La storia è quella di Sofia, una bambina impegnata come Greta nella lotta ai cambiamenti climatici, che accompagna i bambini in un viaggio che spiega le cause e le conseguenze del global warming. C’è il lieto fine, e questo ci piace, perché sprona i bambini ad andare in quella direzione.

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L’ecologia spiegata ai bambini

Questo libro per bambini dai 6 anni spiega in parole semplici e coinvolgenti il significato di “ecologia”, attraverso la storia di una volpe e di un pellicano, mostrando ai bambini gli effetti del surriscaldamento globale sul pianeta.

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Che cos’è il global warming?

Per capire meglio cosa sia questo famoso surriscaldamento globale, questo libro è perfetto. Pensato per i bambini dagli 8-9 anni, cerca di rispondere a tutte le domande in maniera semplice ma articolata.

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Il microbiota umano, perché è importante

Mercoledì, 23 Ottobre 2019 13:55

Il microbiota umano o intestinale è l’insieme di tutti quei microorganismi simbiotici che vivono all’interno del nostro organismo, senza danneggiarlo. In altre parole, parliamo dei batteri buoni, quelli benefici, che popolano il nostro apparato digerente e che svolgono funzioni benefiche, ostacolando anche la colonizzazione dell’intestino da parte degli agenti patogeni, batteri di ceppi diversi.

La funzione di questi microorganismi buoni è quella di sintetizzare alcune sostanze come le vitamine, digerire le molecole complesse e produrre nuove molecole, che verranno poi utilizzate dal nostro corpo.

Il microbiota umano, perché è importante: dall’alimentazione e dall’integrazione passa la salute del bambino

Come fanno sapere dalla Fondazione Umberto Veronesi, “Gli acidi grassi a catena corta prodotti dai batteri intestinali, sono utili a mantenere in salute l’intestino, proteggendolo dalle infiammazioni e dall’insorgenza di tumori. Inoltre, il microbiota mantiene in allenamento il sistema immunitario. Un microbiota ricco di batteri capaci di digerire e fermentare i flavonoidi contenuti nella frutta e nella verdura promuove la produzione di sostanze che hanno effetti protettivi sulla salute cardiovascolare. Cibi ricchi di acidi grassi saturi e alimenti molto calorici stimolano invece la proliferazione di ceppi di batteri che promuovono l’infiammazione”.

Da qui capiamo l’importanza di questo microbiota umano, e, di conseguenza, l’importanza dell’alimentazione e dell’integrazione. Anche nei bambini è importantissimo: nei primi 1000 giorni di vita i nostri figli formano la loro salute futura, e anche l’intestino gioca la sua parte. I batteri buoni nel suo intestino, infatti, insegnano da subito al sistema immunitario cosa combattere, lo educano, e di conseguenza fare attenzione all’apparato digerente diventa fondamentale per costruire le sue difese immunitarie, rendendo la salute solida.

Le ultime ricerche parlano proprio del ruolo del microbiota nelle malattie e come utilizzarlo per prevenire o curare determinate patologie. Le conclusioni parlano chiaro: arricchire il microbiota intestinale di batteri buoni (a scapito, dunque, di quelli cattivi) aiuta a costruire un buono stato di salute.

A questo proposito la scorsa settimana abbiamo partecipato ad un evento divulgativo promosso da Guna, azienda farmaceutica italiana, con il Dott. Franco Vicariotto, Ginecologo e Ostetrico dell’ospedale Humanitas/S.Pio X di Milano e la Dott.ssa Pediatrica Eleonora Lombardi Mistura. I due medici hanno spiegato molto bene come costruire un microbiota sano nel bambino, partendo già dalla gravidanza.

In gravidanza mantenere una corretta alimentazione è fondamentale”, ha spiegato il dott. Vicariotto, “non solo perché aiuta a conservare il proprio microbiota intestinale, ma anche perché consente lo sviluppo corretto di quello del feto, passatogli dalla madre – come molte altre cose – durante i mesi di gestazione”. Oltre all’alimentazione, la madre può seguire una terapia di integrazione, sempre seguita dal proprio medico, per evitare eccessi e personalizzare il tutto.

Una volta nato, per il bambino sarà molto importante anche il latte materno, ma anche il contatto pelle a pelle con mamma e papà, come ha spiegato la dottoressa Lombardi Mistura: attraverso il parto naturale il bambino si “sporca” di batteri vaginali sani, ereditando il microbiota della madre. In caso di cesareo, questo microbiota si formerà attraverso il contatto skin to skin con i genitori.

Una volta cresciuto e svezzato, per il bambino sarà quindi fondamentale l’alimentazione: attraverso una dieta corretta ed equilibrata si rafforzerà il microbiota costruito nei mesi precedenti. E per far sì che il microbiota fiorisca sano, sono necessarie tanta frutta e verdura, che grazie alla loro fibra vegetale contribuiscono alla sopravvivenza di questi batteri buoni nell’intestino.

Anche l’integrazione, quando consigliata dal proprio medico o dal farmacista (non, quindi, presa a sproposito), può aiutare alla costruzione di un microbiota sano. Da Guna, ad esempio, troviamo due prodotti molto validi: “Colostrononi”, con colostro bovino liofilizzato e succo di noni, che aiuta a costruire un buon sistema immunitario, e ProFlora, pensato proprio per equilibrare la flora batterica intestinale con ceppi probiotici gastroprotetti, vivi e vitali e fibre prebiotiche.

Tutto questo contribuirà a donare al bambino un sistema immunitario equilibrato, per una vita sana e lunga, libera da infiammazioni croniche.

Ma il seitan cos’è? Semplicemente, si tratta di un ingrediente davvero versatile a base di glutine del grano di tipo tenero o farro o khorasan. È una sorta di impasto altamente proteico, e proprio per quest’alto contenuto di proteine è utilizzato nella cucina vegana e vegetariana per sostituire la carne.

Ma non solo per le sue proprietà: essendo appunto versatile, il seitan prende spesso il sapore della carne e degli affettati, e per questo permette di cucinare ricette della tradizione trasformandole in piatti vegetariani o vegani.

Cos’è il seitan e come possiamo utilizzarlo in cucina: da cosa deriva il seitan e come declinarlo in cucina per ricette variegate

Il seitan è, come dicevamo, un impasto con moltissime proteine che deriva dalla lavorazione del glutine del grano tenero, del farro o khorasan. La sua origine è orientale: nasce in Giappone ed è conosciuto dai tempi più antichi, quando venne preparato per la prima volta dai monaci buddisti.

Lo si può preparare in casa, ma ormai lo si trova anche nei negozi più o meno specializzati. Lo si ottiene lavorando la farina di frumento con dell’acqua, per estrarre il glutine. Il glutine viene poi bollito in una pentola di acqua con salsa di soia, aromi e alga kombu, diventando un impasto per preparare hamburger, panetti, salsicce, bistecche…

Come accennato, per sapore e per contenuto di proteine il seitan viene utilizzato come alternativa alla carne, anche se ha delle differenze da quest’ultima. Innanzitutto, è più morbido e gommoso, e il suo sapore è leggermente più dedicato rispetto alla carne e agli insaccati. Ma è simile anche per le calorie, dal momento che ne contiene 120 ogni 100 grammi circa. Il contenuto di grassi, tuttavia, è molto ridotto rispetto a quello della carne.

Se compriamo il seitan precotto, possiamo addirittura mangiarlo così, senza grandi preparazioni, un po’ come un carpaccio, condendolo con sale e olio.

Altrimenti, ci sono moltissime ricette per tutti i gusti. La più semplice è il seitan alla piastra, che ricorda il petto di pollo scottato sulla griglia. Basta tagliare il seitan a fette e grigliate con un filo di olio in una padella antiaderente o su una griglia, condendolo poi come preferiamo.

Buonissimo e “della tradizione” è il ragù di seitan, un ragù vegetariano che possiamo preparare a casa e che è davvero molto saporito e gustoso, ma a differenza di quello di carne ha molti meno grassi. Qui trovate la ricetta. E con lo stesso ragù possiamo preparare anche le lasagne.

Molto buono è anche il seitan con zenzero e mandarino (questa la ricetta), un piatto fresco ma sostanzioso per spezzare la routine.

Di nuovo dal sapore tradizionale, ecco la ricetta dello spezzatino di seitan, che ricorda la classica carne in umido delle nonne, dalla cottura, però, non troppo lunga.

Infine, ecco le cotolette di seitan: come le milanesi tradizionali, impaniamo delle fettine di seitan con dell’uovo e del pan grattato e facciamole dorare in padella con abbondante olio di semi di arachide caldo.

Si chiama menarca, e segna una tappa importante nella vita di una donna: la prima mestruazione fa paura, eccita, spaventa, instilla dubbi, fa tenerezza… Non c’è un sentimento univoco, ma è fuori dubbio che questo evento sia davvero importante, e come tale deve andare trattato.

Ma come affrontare l’argomento? Quando cominciare a parlarne? E come trovare l’equilibrio tra delicatezza e serietà?

La prima mestruazione delle nostre figlie, come affrontare l’argomento: come parlare alle nostre figlie del menarca e del ciclo mestruale

Rispetto al passato l’età in cui appare il menarca sta scendendo: si stima che solitamente il primo ciclo mestruale appaia tra i 10 e i 15 anni, suppergiù. In ogni caso, l’argomento dovrebbe essere introdotto prima, in modo da non farle trovare impreparate. In quel caso, infatti, lo spavento è normale: trovare del sangue sugli slip fa paura, se non sappiamo che sta succedendo.

Detto questo, la prima regola da seguire è: non facciamo diventare le mestruazioni un tabù. Quindi, prendiamo la palla al balzo e, quando le nostre bimbe vedono che ci cambiamo l’assorbente, lasciamo che ci facciano le domande che ritengono più opportune, rispondendo sinceramente.

Seconda regola: è superato il tempo in cui le mamme insegnavano alle figlie a chiamare le mestruazioni “le rosse”, “le mie cose”, “il barone rosso”, “lo zio d’America” e chi più ne ha più ne metta. Evitiamo i nomignoli e chiamiamo le mestruazioni con il loro nome! Non c’è niente di cui vergognarsi e il primo passo per togliere quest’aura “vergognosa” è chiamare le cose come stanno, senza renderle ridicole.

Il ciclo mestruale non dovrebbe creare imbarazzo o vergogna, e per raggiungere questo scopo trattare l’argomento con la serietà che merita è fondamentale. Anche perché le mestruazioni sono un passo importantissimo nella vita di ogni donna: volenti o nolenti, fanno percepire quel passo dall’infanzia all’età adulta.

Come dicevamo, dobbiamo però affrontare l’argomento con anticipo, in modo da preparare le nostre figlie. Come per tutto, la conoscenza e l’educazione sono fondamentali, per essere preparati, per evitare i pregiudizi e per non credere ai falsi miti (che, purtroppo, le nostre figlie sentiranno in continuazione, nonostante viviamo nel 2019). Parlarne in maniera tranquilla, sincera e serena è semplice: basta spiegare alle bimbe perché accade, come avvenga ciclicamente e come sia un sintomo del buon funzionamento del nostro corpo.

Prima che arrivi il menarca potremmo accorgerci di qualche cambiamento: i seni delle nostre bimbe cominciano a svilupparsi, così come i peli pubici e sotto le ascelle. È questo, dunque, il momento di tirare fuori l’argomento (se non lo si è già fatto), prendendo l’occasione per parlare dello sviluppo in generale.

Arrivato il menarca, il ciclo potrebbe arrivare già regolare, oppure irregolare per qualche mese, regolarizzandosi con il tempo (se ciò non avviene dopo due anni, è bene parlarne con il medico). Questo è dovuto agli ormoni, ancora ballerini, e a vari fattori come l’alimentazione e l’ambiente in cui si vive.

Importantissimo è spiegare che le mestruazioni non intralciano la vita di tutti i giorni (a discapito delle vecchie credenze): può fare male la pancia, possiamo sentirci strane (di umore ballerino) e possono esserci segnali pre-ciclo molto fastidiosi (non bisogna avere paura o vergogna!), ma in generale il ciclo mestruale non ci impedisce di fare ciò che vogliamo.

Tutto questo per un semplice motivo: non dipingere le mestruazioni come una seccatura, una vergogna o un tabù le rende più normali, più naturali e più accettate! Ed è fondamentale, soprattutto in una fase delicata come quella della preadolescenza.

Molto utili e interessanti in questo senso sono due libri per le nostre figlie: il primo si intitola “Solo per ragazze”, ed è un libro con tutte le risposte alle domande che frullano in testa ad una ragazza preadolescente, con un bel capitolo sulle mestruazioni e un utilissimo glossario finale.

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Il secondo è “Girl to Girl”, ed è un libro “A tu per tu con te stessa e il tuo corpo che cambia”.

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Cecilia

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