Il NiNiN, e alla cameretta non ci pensi più!

Martedì, 12 Febbraio 2019 14:43

Che sia prima della nascita, quando stai decidendo come comporre la nursery e tutto è magico, oppure che avvenga quando il bambino sta crescendo e la necessità di una nuova cameretta adatta a lui e pensata apposta per lui diventa pressante, quando decidi di arredare la cameretta c’è una costante: per quanto bello sia, è innegabilmente una fatica.

Scegliere il letto ma non solo. Ci sono i colori delle pareti o la tappezzeria da scegliere in tinta o in maniera che si adatti ai mobili, la scrivania, il tappeto senza spendere una fortuna, i pupazzi più belli… E non dimentichiamo le ceste per i giocattoli e tutti quegli accessori che una volta composta la cameretta si rivelano imprescindibili e che noi, puntualmente, abbiamo dimenticato!

Mamme e papà, non preoccupatevi: abbiamo trovato un servizio pazzesco, su misura, conveniente e pensato apposta per voi! Uno shop online per camerette che non è il solito shop online per camerette. Perché Il NiNiN è molto, moltissimo di più!

Il NiNiN, e alla cameretta non ci pensi più: il servizio online per acquistare la cameretta dei bambini completa, senza più preoccupazioni

Quando diciamo che Il NiNiN è un servizio per acquistare la cameretta completa, non intendiamo in maniera riduttiva un negozio online dove troviamo tutti i mobili di cui abbiamo bisogno. Di quelli ne possiamo trovare a migliaia nell’internet… E crediamo che lo sappiate già.

Cosa rende Il NiNiN unico? Il fatto che questo shop online sia stato pensato da una vera arredatrice d’interni. E comprando la cameretta sul suo negozio, non comprerete solo i mobili, ma tutta la cameretta in un pacchetto completo e senza pensieri: il letto, il tappeto, le coperte, le lenzuola…. Ma anche i pupazzi, la vernice abbinata, i lampadari.

Questo e-commerce è quindi un nuovo concetto, innovativo e comodissimo, che nasce per rendere semplice e veloce la scelta e la composizione della cameretta del proprio bambino o della propria bambina, con un aiuto vero e personalizzato da parte di un team di designer che da tempo lavorano per creare e produrre arredi e decorazioni per i più piccoli. E, non ultimo, tutti i prodotti proposti da Il NiNiN sono composti in materiali eco-friendly e atossici, per essere certi che la camera dei bimbi sia un ambiente nel quale dormire, giocare e vivere in maniera sana e sicura.

 Sul sito troveremo quindi arredamento di tutti i tipi e tutte le forme, con i mobili e i complementi già abbinati e coordinati per colore e stile. Dopo aver scelto l’arredamento che più ci piace, decidiamo dove posizionare il lettino o la culla, controllando le dimensioni (perché sarà un po’ il fulcro della cameretta, giustamente, ed è necessario essere sicuri di questo acquisto!).

Dopodiché possiamo procedere all’ordine: una volta finalizzato, la cameretta completa di tutto verrà recapitata a casa e il letto portato in cameretta. 

Tutto è già abbinato, quindi non dobbiamo preoccuparci di nulla: anche le coperte, i cuscini, il guanciale, il tappeto, le ceste… Tutto contribuisce a creare una cameretta sempre ordinata (anche quando le lenzuola sono stropicciate!), perché di base è armoniosa.

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Il bello è che i mobili e i complementi sono davvero meravigliosi: troviamo letti dalle forme divertenti e disparate (come quelli a tenda, a casetta o a casa sull’albero) di Mathy by Bols (di mille colori), Childhome e Hugs Factory; le sedie giuste per la scrivania, ergonomiche e sicure, di Varier; complementi di arredo di Lorena Canals (dalle coperte ai cuscini fino ai tappeti, tutto lavabile in lavatrice). Le pitture murali per le pareti, sempre atossiche, sono pensate poi per essere comode e sorprendenti (e sempre in base all’arredamento scelto, in modo che tutto sia armonioso): basta infatti tinteggiare una parete (senza spendere un patrimonio per tutta la camera) per rendere l’ambiente meraviglioso!

E per finire, ci sono anche un sacco di elementi decorativi per completare del tutto la cameretta, come sticker di moltissime forme e colori, ghirlande luminose da posizionare sulle pareti, sulle finestre o sulla struttura del lettino e tenerissimi peluche (anche da parete!).

Per informazioni, ecco il sito internet.

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10 attività Hygge per bambini

Venerdì, 08 Febbraio 2019 09:56

La filosofia Hygge è uno stile di vita nordico che, dati alla mano, rende più felici. I genitori danesi sono felici e crescono figli felici, e tutto questo è dato proprio dall’Hygge, ovvero da uno stile di vita confortevole e amorevole che trasmette ai bambini fin da piccoli il valore dell’empatia, dell’altro e del lavoro di squadra.

Una vita Hygge significa una vita piena di confortevolezza e coccole, significa una casa sicura e piena d’amore, significa giornate insieme nelle quali ognuno dà il suo contributo, significa cercare di fare stare bene l’altro e stare bene con noi stessi.

Ma come possiamo rendere l’Hygge a misura di bambino?

10 attività Hygge per bambini: i passatempi, gli insegnamenti e i giochi perfetti per rendere le giornate dei bambini Hygge

Fare giardinaggio, in giardino o in casa

La natura e il verde sono un pilastro dello stile di vita Hygge. Perché, certo, l’Hygge è una caratteristica della “casa”, ma “casa” prima di tutto è inteso come famiglia e come vita, e in secondo luogo non può esistere confortevolezza senza un po’ di verde. Il giardinaggio con i bambini è quindi un’attività perfetta per trasmettere ai bambini l’amore per la natura, la responsabilità, il senso ecologico, ma anche la bellezza delle attività svolte tutti insieme. Avete mai provato il giardinaggio in inverno con i bambini?

Giocare all’aperto (anche in inverno)

Come il giardinaggio, anche il giocare all’aperto è super Hygge. L’Hygge viene dai paesi scandinavi, e lì l’aria aperta è vitale. Prendiamo spunto dai danesi e usciamo ogniqualvolta ne abbiamo l’occasione!

Fare arte con ciò che la natura offre

La creatività deve essere sempre stimolata, e ogni gioco artistico è super Hygge. Lasciamo che i bambini si esprimano artisticamente ogni volta che ne sentono il bisogno e riempiamo casa con le loro opere d’arte! E per coniugare arte e natura possiamo svolgere attività artistiche che prevedono l’uso di materiali naturali che scoviamo durante le passeggiate con i bambini che scoviamo durante le passeggiate con i bambini.

Bere bevande calde sul tappeto tutti insieme

Le bevande calde sono un must per la filosofia Hygge: un tappeto peloso, un caminetto acceso, qualche candela per creare un’atmosfera calda e un Pumpkin Spice Latte (la cui ricetta trovate qui) da preparare tutti insieme sono la ricetta perfetta per una serata Hygge meravigliosa.

Passare le serate a leggere…

La lettura è una delle attività più Hygge che esista e se siete appassionati lettori lo sapete bene. Anche i bambini possono scoprire la bellezza di questo hobby: basta che noi per primi mostriamo loro quanto è bello! Ma come appassionarli alla lettura? Ecco un articolo che vi può interessare: Come appassionare i bambini alla lettura.

…Magari un libro sull’empatia

Tra i libri più belli da leggere tutti insieme nelle serate a casa ci sono certamente quelli con un messaggio importante. Come questi, divertenti, appassionati e carinissimi, per trasmettere ai bambini il valore dell’empatia.

Fare il campeggio in salotto

La tenda è il luogo perfetto nel quale sentirsi sicuri, accolti e in intimità (proprio come vuole la filosofia Hygge!) e i bambini la amano tantissimo. A loro bastano delle coperte e qualche cuscino per creare un meraviglioso nascondiglio in salotto, ma perché non portare la cosa al livello successivo e organizzare un campeggio in casa? Bastano una tenda (o qualche coperta arrangiata in maniera precisa), delle abatjour, una cena al sacco, qualche libro e qualche gioco in scatola per rendere una semplice serata in un’avventura favolosa. Qui trovate alcune idee per realizzare questo campeggio in salotto trovate alcune idee per realizzare questo campeggio in salotto.

Insegnare la gratitudine

La gratitudine, come l’empatia, è uno dei pilastri Hygge, un aspetto della vita che attraverso le sane abitudini di accoglienza e amore viene trasmesso ai bambini. Uno dei giochi che più amiamo (che in realtà non è un gioco, ma molto, molto di più) è il barattolo della gratitudine: i bambini (e noi) scriveranno ogni giorno qualcosa per i quali sono grati, che ha fatto loro piacere o che li ha particolarmente colpiti in positivo. Il barattolo si riempirà e potrà essere letto a fine settimana. L’esercizio è quotidiano ed è favoloso vedere come piano piano gli occhi vedranno sempre più positività attorno a loro!

Costruire una casa nella quale i bambini stiano bene

Creare routine condivise, dare uno spazio a tutti, accettare un po’ di disordine, aprire la casa agli amici, inondarla di musica: sono molti gli elementi che rendono una casa Hygge e a misura di bambino e qui trovate qualche esempio e qualche consiglio.

Fare le pulizie tutti insieme

Una casa Hygge è una casa confortevole, e al di là di un po’ di sano disordine è importante che sia sempre pulita e accogliente. Fare le pulizie tutti insieme diventa quindi un’attività perfetta e super Hygge: i bambini si divertono, si responsabilizzano, acquisiscono indipendenza e soprattutto contribuiscono a creare l’ambiente perfetto della famiglia!

Come rendere i bambini responsabili

Mercoledì, 06 Febbraio 2019 15:13

Non solo consapevoli, ma anche responsabili: è questo ciò che ogni genitore si augura. Di crescere figli responsabili, ovvero rispettosi, con la testa sulle spalle, consapevoli dei propri doveri, dei propri diritti e del proprio ruolo nel mondo.

Ma come fare per crescere i nostri bambini responsabili? Innanzitutto con il nostro esempio. E poi seguendo queste semplicissime regole quotidiane, che permetteranno non solo di crescere adulti responsabili, ma che renderanno la vita in famiglia molto più serena e rispettosa.

Come rendere i bambini responsabili: 7 consigli per crescere figli responsabili e rispettosi

Rendere le faccende divertenti

Perché, guardiamo in faccia la realtà: nessun bambino sano di mente HA VOGLIA di occuparsi delle faccende domestiche. Rendiamo quindi la cosa più divertente, innanzitutto facendole tutti insieme, magari prendendo una mattina specifica a settimana, scegliendo ognuno il compito che più gli si addice e aiutandosi a vicenda. Mettiamo della musica in sottofondo, scelta ogni volta da un membro della famiglia, balliamo, sorridiamo!

Inculchiamo il concetto “Chi rompe paga”

E non solo in senso concreto, ma anche figurato: ognuno deve comportarsi sapendo che ogni azione ha una conseguenza. E che le conseguenze bisogna affrontarle, belle o brutte che siano, prendendosi le proprie responsabilità, chiedendo scusa quando sbagliamo e senza giudicare l’altro. Ma questo è un concetto che si diffonde anche a livello pratico: quando i bimbi rompono qualcosa o combinano disastri, lasciamo che siano loro a porvi rimedio, pulendo (ad esempio). Certo che possiamo aiutarli, ma devono capire che la responsabilità prima di tutto è loro!

Lasciamo che ci aiutino

Lo sappiamo: a volte quando ci sentiamo dire “Mamma, papà, vi aiuto io”, vorremmo non aver mai sentito, perché quando siamo di fretta o quando qualcosa ci sta particolarmente a cuore e vorremmo fosse fatta con tutti i crismi l’aiuto dei bambini si rivela disastroso. Sì, è vero, ma è anche vero che per loro è importantissimo sapere che il loro aiuto è per noi prezioso, che la collaborazione è apprezzata e che il loro contributo è importante. Idem quando vogliono fare qualcosa senza il nostro aiuto: lasciamo che provino.

Non diamo ordini, ma lasciamo che ci arrivino da soli

Nelle piccole cose quotidiane, soprattutto quelle consolidate, non stiamo sempre a dare ordini e a dettare regole: piuttosto chiediamo ai bambini cosa devono fare, quali sono i loro compiti della giornata e cose del genere, per far sì che pensino con la loro testa e prendano pian piano l’abitudine di responsabilizzarsi da soli. La mattina, ad esempio, non elenchiamo i compiti (“Lavati i denti”, “prepara lo zaino”, “metti la giacca”), ma chiediamo loro cosa devono fare (“Ora cosa devi fare?”, “è già ora di uscire?”, eccetera).

Mostriamo che noi siamo responsabili, spiegando il perché

L’esempio è sempre la migliore educazione. Noi per primi, quindi, facciamo ogni giorno scelte responsabili, anche le più piccole. Mostriamole ai bambini spiegando anche il perché. Ad esempio, quando aspettiamo che ci sia un cestino per buttare la cartaccia che abbiamo in mano; quando non parcheggiamo al posto riservato ai disabili; quando al supermercato scegliamo solo la frutta di stagione; quando chiediamo scusa perché riconosciamo di aver sbagliato…

Non diciamo mai “Sei un irresponsabile”.

Mai. Perché ha l’effetto del “Sei proprio stupido”. Per un bambino sentirsi dire ciò che è significa essere certo di quella cosa. Loro “sono” ciò che diciamo loro e non capiscono che stanno facendo gli stupidi in quel momento o che il loro comportamento è irrispettoso, non loro come persone.

Non parliamo di “colpe” ma amiamo incondizionatamente

Dare la colpa ai nostri bambini significa farli sentire male. Certo, avranno anche colpa, ma nel momento in cui si prendono le loro responsabilità e, ad esempio, chiedono scusa, allora si stanno comportando in maniera responsabile. Piuttosto che puntare il dito, quindi, parliamo delle situazioni, cercando di capire cosa fare e mostrando che c’è sempre un modo per risolvere i problemi anche quando la colpa è nostra. I bambini si sentiranno più sicuri e saranno meno inclini a mentire e a dare la colpa a qualcun altro. Perché è normale: se hanno paura di essere colpevolizzati, ci spiegheranno in mille modi che non è colpa loro (perché nella loro testa è così, non ci stanno nemmeno mentendo), non prendendosi le proprie responsabilità. È quindi un circolo virtuoso del quale dobbiamo fare parte attivamente anche noi mostrano come si possa essere responsabili, consapevoli e rispettosi sempre, anche quando sbagliamo.

Il Chicco di Felicità a sostegno dell’infanzia

Mercoledì, 06 Febbraio 2019 08:51

Forse molti di voi già lo conosceranno, perché sono anni che Chicco è in prima linea nella difesa dell’infanzia, e il Chicco di Felicità è ormai un cult: l’anima solidale dell’azienda di puericultura torna quindi a brillare nel 2019, e stavolta lo fa con un nuovo simbolo, luccicante, bellissimo e dal cuore grande.

Un piccolo bracciale per aiutare le famiglie e i bambini in difficoltà: il Chicco di Felicità ci piace perché è bello, ma soprattutto perché umanamente prezioso.

Il Chicco di Felicità a sostegno dell’infanzia: un bellissimo bracciale per sostenere con Chicco il Centro di Aiuto ai Minori e alla Famiglia in crisi

Semplice e prezioso, ricco d’amore e di lucentezza, proprio come la luce che Chicco e CAF vogliono portare alle famiglie e ai bambini in difficoltà: il Chicco di Felicità proposto in questo 2019 è davvero bellissimo, indossabile ogni giorno, e diventa così simbolo quotidiano di speranza e aiuto, vita e solidarietà.

Come ogni anno, Chicco propone il suo Chicco di Felicità (ad oggi sono 550.000 le persone che hanno contribuito a ridare il sorriso ai bambini negli anni grazie a questa iniziativa!): quest’anno si tratta di un graziosissimo braccialetto con piccole maglie e una perlina colorata (un chicco!), semplice e delicato, disponibile in sei varianti a simboleggiare un diverso valore: verde per l’Accoglienza, rosa per il Rispetto, rosso vermiglio per la Solidarietà, nero per la Giustizia, bianco per la Speranza e lilla per la Fiducia. Indossandolo, quindi, porteremo sempre addosso il nostro messaggio di cura e speranza verso i bambini meno fortunati, che grazie al nostro gesto riceveranno anche un prezioso aiuto concreto grazie a specialisti che hanno a cuore il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

Il ricavato delle vendite del Chicco di Riso, infatti, andrà a sostegno dell’Associazione CAF, il Centro di Aiuto ai Minori e alla Famiglia in crisi, e al progetto solidale per un programma di sostegno alle famiglie fragili, sostenendo l’accoglienza e la cura di bambini allontanati dalle proprie famiglie perché in gravi difficoltà.

L’obiettivo è quello di sostenere e proteggere le famiglie fragili, nelle quali i bambini si trovano in difficoltà, per fare ritrovare loro la fiducia negli adulti, la serenità e l’equilibrio. Tutto questo anche attraverso interventi specialistici, per prevenire il maltrattamento dei minori e per recuperare le competenze per preservare le relazioni tra genitori e figli.

Acquistando quindi il Chicco di Felicità nei negozi Chicco in tutta Italia o sull’e-commerce Chicco (qui le informazioni di servizio) contribuiremo ad un progetto davvero importante: costa 5 euro ed è perfetto come bijoux per noi o come regalo.

E accanto al Chicco di Felicità troviamo anche la linea Auguri di Cuore, con confezioni regalo e biglietti d’auguri che sostengono il progetto. Nei negozi Chicco in Italia potremo così acquistare eleganti scatole regalo in tre misure, tre fantasie (i quadretti Vichy per la piccola, le stelline per la media e le righe per la grande) e due colori, fucsia e blu, per impreziosire i nostri regali (al costo rispettivamente di 1,50 euro, 2 euro e 4 euro).

Febbraio è il mese perfetto per iniziare a pensare alla pianificazione delle vacanze estive. Questa è una fase molto delicata che richiede un’attenta analisi delle diverse opzioni a disposizione così da poter decidere quale sia la più percorribile. Quando si viaggia con i bambini, è bene valutare attentamente quali siano gli alloggi più adatti ad accogliere comitive di questo tipo. Ovviamente poi ognuno di noi avrà le sue preferenze e i suoi motivi per scegliere una sistemazione piuttosto che un’altra. Ma vediamo di approfondire meglio le diverse opzioni a portata di famiglia. 

Appartamenti e residence

Alloggiare in un appartamento o in un residence ha dei grandi vantaggi per le famiglie e le grandi comitive: qui è un po’ come stare a casa propria, perché si può godere del massimo della libertà. In queste strutture i bambini possono correre e giocare senza alcun tipo di limitazione o di orario. Un altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità di responsabilizzare i nostri figli coinvolgendoli ad esempio nella gestione della casa e nelle faccende domestiche in modo tale da farli sentire pienamente padroni della propria vacanza. Poi è chiaro in questo caso si dovrà rinunciare al comfort proprio degli hotel e ai tanti servizi che un albergo può offrire, ma ci sono anche indiscutibili vantaggi. Solitamente, la scelta di soggiornare in un appartamento o residence è indicata in presenza di gruppi numerosi e quando si va in località dai prezzi mediamente alti, come nel caso della Sardegna. Se sceglierete questa meta per la vostra vacanza, per esempio, potrete scegliere tra i tanti appartamenti e residence in Sardegna quello più adatto alle vostre esigenze, considerando anche il numero di persone e il budget a vostra disposizione.

Hotel

Hotel vuol dire comfort e questa è una verità che tutte noi conosciamo molto bene. Chi preferisce stare comodo, rinunciando alla libertà degli appartamenti, negli hotel troverà la risposta che desidera. Non tutte le mamme amano andare in vacanza e catapultarsi nuovamente in una realtà da curare come la casa: chi sceglie di partire con la famiglia per rilassarsi e per staccare del tutto la spina, non potrebbe che optare per questa soluzione. Gli hotel preparano tutto, dalla colazione alla cena, e si occupano dei vari servizi, da quello in camera fino al cambio della biancheria. Inoltre, spesso sono dotati di piscine o SPA e certe volte anche di centri ricreativi per i bambini. L’offerta di sistemazioni è, infatti, davvero illimitata e ci sono alcune strutture particolarmente adatte per le famiglie. Certo, va anche detto che spesso si tratta di un’opzione più costosa, ma i benefici in termini di relax sono impareggiabili. 

Campeggi

Infine, non potremmo non parlare dell’opzione forse più divertente per i nostri figli: quella del campeggio è una scelta adatta soprattutto a chi ama l’avventura e la natura. Andare in camping significa rinunciare alle comodità e agli agi in cambio di una libertà totale e di una vacanza in compagnia di altri gruppi. Questo è vero soprattutto se si sceglie di recarsi in uno dei migliori campeggi per famiglie sparsi in tutta Italia, spesso dotati di attrazioni imperdibili per i bambini. Questa è, infatti, un tipo di vacanza che sicuramente piacerà molto ai nostri figli, ma che ha anche un’importante valenza educativa. Si tratta, infatti, di una buona occasione per far giocare i nostri figli all’aria aperta e per farli stare a contatto con la natura, un’attività davvero importantissima da far fare ai bimbi. Nei migliori campeggi attrezzati, infatti, ci si può dedicare a tantissime attività adatte a tutta la famiglia, come ad esempio la pesca e il trekking.

Ogni soluzione ha i suoi pro e i suoi contro: la scelta dell’alloggio dipende sempre dal tipo di vacanza che si desidera organizzare. Il mio consiglio è di provare le diverse opzioni per capire quale sia la più adatta alle vostre esigenze!

Sì, tra qualche mese sarà legge: la norma che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha abbozzato stabilisce infatti, finalmente, le caratteristiche dei dispositivi antibbandono per le automobili che diventeranno obbligatori nei prossimi mesi per chiunque porterà in macchina bambini fino ai 4 anni.

Una notizia importante, da analizzare, che ci porta sempre più verso la sicurezza totale dei nostri bambini, che dopo le troppe tragedie hanno bisogno di essere tutelati da noi adulti.

La bozza di legge per i dispositivi antiabbandono per portare i bimbi in macchina: cosa stabilirà la legge relativa alle caratteristiche dei dispositivi anti abbandono per automobili

La notizia è molto recente e ci sta molto a cuore: è infatti appena uscita la bozza del decreto attuativo che tra qualche mese trasformerà in legge la proposta sui dispositivi anti abbandono per automobili, ovvero quegli strumenti che permetteranno di prevenire le tragedie dei bambini dimenticati in macchina.

Nei prossimi mesi, quindi, i dispositivi anti abbandono diventeranno obbligatori. E ora il decreto ha stabilito (anche se non in via definitive) le caratteristiche che questi dispositivi dovranno avere. In linea generale, questi strumenti potranno essere un accessorio a parte (per venire incontro a chi ha già un seggiolino) o integrati nei nuovi seggiolini. Dovranno poi essere collegati a più persone telefonicamente (chiamata o SMS) ed essere facilmente avvertibili dentro e fuori dall’automobile, e in maniera celere, tempestivamente nel momento in cui il conducente si allontana troppo dal seggiolino con il bimbo ancora dentro (avvertendo così sia il conducente che le persone attorno, con segnali sonori e visivi).

Michele Servalli, fondatore e CEO di Remmy (che già dal 2013 ha ideato un dispositivo antiabbandono, il primo sul mercato), ha commentato la bozza, dicendosi soddisfatto perché a quanto pare le indicazioni del ministero rispondono effettivamente alle indicazioni da lui fornite. L’unico elemento che non lo convince, e che quindi dovrebbe fare riflettere anche noi, è quello contenuto nell’Allegato A punto 2 lettera f della bozza del decreto attuativo della legge 117 del 1 ottobre 2018: “Si specifica”, spiega Servalli, “che i dispositivi antiabbandono debbono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate ad almeno 3 diversi numeri di telefono.

Sento però il dovere di fare un po’ di chiarezza su questo aspetto perché noi di Remmy lo avevamo già analizzato nel 2013 (esiste infatti il prototipo dello Smart Remmy) ed escluso perché di fatto non aggiunge sicurezza al nostro dispositivo ma ne aumenta il costo di produzione e costo di gestione da parte del cliente (che dovrà dotarsi di una sim dedicata e accollarsi i costi fissi per contratti telefonici). È invece punto fondamentale per quei sistemi che basano il funzionamento esclusivamente su comunicazione Bluetooth. Si supera così la questione “se non ho il cellulare”, “se dimentico il cellulare in auto”, ”se ho il cellulare scarico”. In questo modo infatti è direttamente il dispositivo presente sempre in auto, alimentato automaticamente, con sim autonoma, a chiamare o scrivere in caso di pericolo.

Confido che la bozza venga rivista e semplicemente venga modificata la parola “debbono” in “possono” nel punto 2.f delle Caratteristiche Tecnico-funzionali. Sarà cosi il genitore che potrà scegliere il tipo di dispositivo da adottare (con o senza invio di messaggi) senza per altro diminuire il livello di protezione per i propri bimbi.

In ultimo – conclude Servalli – mi sento di dover rassicurare le migliaia di clienti che hanno adottato Remmy, cosi come le centinaia di Rivenditori Autorizzati, che nel malaugurato caso in cui non verranno prese in considerazione le nostre obiezioni, provvederemo ad intervenire con la sostituzione o l’adeguamento dei prodotti in circolazione. Lo facciamo e lo faremo perché da sei anni crediamo e vogliamo la sicurezza dei bambini; Remmy è nata proprio per questo, quando nessuno sembrava interessato a questo tema”.

Detto questo, Remmy ha per noi una lista semplicissima per una Soluzione Sicura, piccoli accorgimenti per scegliere al meglio il proprio dispositivo antiabbandono:
1. non deve richiedere alcun tipo di azione da parte dell'utente
2. non deve richiedere nessun tipo di manutenzione/istallazione
3. non deve dipendere da altri oggetti/dispositivi Inoltre:
4. deve avvertire immediatamente, quando sono ancora in auto
5. deve avvertire anche se c’è qualche problema di funzionamento
6. deve costare poco: il prezzo non deve essere una barriera alla protezione

Che sia per un compleanno o un anniversario, che serva per far sapere quanto tenete a una persona che amate o semplicemente per concedervi un lusso ogni tanto, un gioiello è un regalo apprezzatissimo e sempre gradito. Naturalmente, parlando di "gioiello" in generale si intende una categoria di prodotti molto ampia: non sempre è facile scegliere. Trovare il gioiello più adatto a volte è una vera impresa e il rischio di sbagliare è sempre dietro l'angolo. Sulla base di che cosa bisogna scegliere il gioiello giusto? Ecco alcuni consigli per riuscirci senza paura di aver fatto la scelta sbagliata!

Un gioiello, innanzitutto, non è un semplice accessorio, ma è qualcosa di più: è un modo per dare a chi ci osserva un messaggio, per trasmettere qualcosa di noi. Per questo ogni occasione ha la sua propria tipologia di gioielli, come fosse una sorta di "dress code". Un anello da cocktail, ad esempio, non è certo indicato per andare a lavoro o per un'uscita con gli amici; un bracciale multicolore con delle medagliette magari esprime bene la vostra personalità, ma potrebbe essere poco adatto ad occasioni ufficiali e cene di lavoro. Insomma, bisogna capire bene in quali occasioni abbiamo intenzione di utilizzare un dato gioiello, e sceglierlo di conseguenza.

Naturalmente una variabile fondamentale è il materiale di cui il gioiello è composto. La scelta "tradizionale" è quella tra oro e argento. Al di là dei gusti personali, si possono tracciare delle regole generali. L'oro nella sua colorazione base è sicuramente il materiale più apprezzato e utilizzato per i gioielli, soprattutto per gli anelli. L'oro bianco, invece, è un ottimo materiale per i gioielli maschili. Sempre più spesso poi è possibile trovare gioielli in oro rosa, che grazie all'aggiunta di rame presentano riflessi rosati molto particolari. Si tratta di un materiale adattissimo alle ragazze, e spesso viene usato anche per le fedi nuziali. L'argento non è da meno, simbolo di eleganza raffinata e ottimo anche per gli accessori maschili.
Se state acquistando un gioiello per voi e non avete ancora scelto la tipologia dovreste porvi una domanda fondamentale: quale parte del mio corpo desidero valorizzare con un gioiello? Anelli, collane e bracciali attirano l'attenzione su un punto particolare, sia per coprire eventuali difetti sia per dare maggior luce.

E' innegabile che una variabile importantissima sia il prezzo del gioiello. Qui naturalmente la scelta è molto personale: dipende dal valore affettivo che noi diamo al gioiello stesso, dal destinatario del dono e dal motivo dell’acquisto. Ci sono brand rinomati come Swarovski, che permettono di avere gioielli di qualità ed effetto senza spendere una fortuna. Questi gioielli, conosciuti in tutto il mondo per il loro “sbrilluccichio”, si distinguono dagli altri perché, nonostante il prezzo accessibile, non perdono la lucentezza originaria del metallo e dei cristalli.


Ovviamente è molto importante trattare con cura qualsiasi tipo di gioiello, per evitare che con il tempo si rovinino. Ogni tanto, affidati al tuo gioielliere di fiducia per lucidarli e riportarli a nuovo, vedrai che risultato!

La comunicazione genitori-figli è importantissima. Ma non lo è solo in termini di dialogo (non ci stancheremo mai di ripetere che parlare è spesso la soluzione a moltissimi problemi), ma anche e soprattutto in termini di scambio. E questo scambio non comincia solo nel momento in cui il bambino parla, ma è fondamentale durante tutta la prima infanzia.

Il Programma Baby Signs serve proprio a questo: a rafforzare la comunicazione tra i genitori e i bambini durante i primi due anni di vita, anche quando la parola non è ancora del tutto ancora sviluppata.

Baby Signs, perché lo scambio comunicativo genitori-figlio è importantissimo: come superare la non-comprensione tra genitori e bimbi piccoli anche durante i primi mesi di vita

Il Programma Baby Signs serve fondamentalmente ad una cosa: a capire i bisogni e le necessità (ma anche gli interessi, gli stati d’animo!) dei nostri figli, che nei primi due anni di età comunicano con noi affidandosi già molto alla gestualità, che precede e accompagna la comparsa delle parole. Spesso non capire cosa ci sta comunicando nostro figlio è motivo di frustrazione, prima nei genitori e in secondo luogo anche nel piccolo. I primi si trovano a non soddisfare i bisogni del piccolo, sparando alla cieca, e i secondi si innervosiscono non vedendo soddisfatti i propri bisogni (soprattutto quelli primari, come la fame, la sete, la necessità di essere cambiati o il bisogno di contatto fisico).

“Eravamo in macchina e Mattia (13 mesi) piangeva; non capivamo il perché fino a quando non ci siamo voltati e lo abbiamo visto battere le dita delle manine ripetendo freneticamente il segno inequivocabile di “Biscotto”!" (Mamma Elisabetta da Udine).

Partiamo dal pianto del bambino: cosa significa? Non c’è una risposta univoca, perché di volta in volta il bambino ci sta comunicando un differente malessere o un diverso bisogno di quel momento specifico. Ma come capire di cosa si tratta senza confondere i bisogni? Sì, lo sappiamo, non sempre è semplice. Anzi…

Mariapaola Scuderi è logopedista specializzata in disturbi del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva ed è co-fondatrice e responsabile della realtà Baby Signs Italia. Baby Signs si occupa di guidare i genitori nella relazione con i figli potenziando e facilitando lo scambio comunicativo tra di loro usando dei gesti simbolici (segni). In altre parole: il programma (attraverso alcuni punti) offre ai genitori degli strumenti semplicissimi e iper utili per comunicare meglio con i propri bambini, rendendo le interazioni precoci molto più efficaci e semplici.

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“Una sera, quando Michele aveva 10 mesi, ha cominciato a piangere disperatamente appena iniziato il bagnetto, una delle sue attività preferite. I dubbi e le preoccupazioni di ogni genitore in quei momenti sono tanti: l’acqua è troppo calda? – ha ancora fame? – sta male? Ma quando Michele, guardandomi, ha fatto il segno di DORMIRE ho capito che era semplicemente molto stanco e che il suo unico desiderio era quello di andare nel suo lettino. Che gioia, per me e per lui, capirci e venirci incontro, trasformando quella che sarebbe potuta diventare una serata spiacevole in un regalo per entrambi”. Papà Leonardo da Padova.

Il Programma Baby Signs è nato in America 30 anni fa, è validato da una ricerca scientifica del National Institute of Health ed è diffuso in oltre quaranta paesi nel mondo. I benefici principali?

• Riduce lacrime e frustrazioni secondare ai limiti comunicativi
• Rafforza il legame genitore-bambino
• Favorisce l’autoregolazione del comportamento e delle emozioni
• Supporta l’apprendimento del linguaggio verbale

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“Tommaso, ad oggi 15 mesi, ci sta aprendo il suo mondo emotivo. Ci racconta quando è arrabbiato e quando una cosa lo rende felice. Si sente grande come il fratello e noi con lui cresciuti”. Mamma Sara da Milano

Ma nello specifico quali sono gli strumenti offerti da Baby Signs? Semplicemente, gli Istruttori Certificati Baby Signs ci aiutano a individuare e mettere in pratica alcuni segni abbinati alla comunicazione verbale di noi genitori, che possono eseguire facilmente anche i bambini che non parlano ancora, superando la difficoltà dell’assenza di parola e riuscendo così a comunicare i fin dai primi mesi di vita ciò che hanno in mente.

E qui trovate la preziosa testimonianza di Serena, mamma del piccolo Lorenzo di 1 anno e mezzo.

Mariapaola Scuderi e il suo team di Istruttori, professionisti dello sviluppo infantile (prevalentemente psicologi, logopedisti, laureati in Scienze della formazione primaria) specificatamente formati portano così in Italia, in più di trenta città, il “Workshop Baby Signs” (efficace, interattivo e... divertente!) rivolto a genitori, nonni, educatori per la prima infanzia e a chiunque voglia scoprire di più su questa opportunità per potenziare la comunicazione con i bambini precocemente
Per scoprire il Workshop più vicino basta seguire questo link e ricevere i suggerimenti per iniziare subito a segnare con il proprio bambino.

Oppure visitare la pagina web dedicata e la Pagina Facebook “Baby Signs Italia”.

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La doppia pesata è davvero utile?

Martedì, 29 Gennaio 2019 13:48

Non è solo la (sbagliatissima) frase “Allora, è bravo?” a provocare stress nei neogenitori. Ci sono infatti certi dettagli che aggiungono peso quando non dovrebbero, quando, al contrario, la nuova genitorialità dovrebbe essere vissuta in maniera tranquilla e naturale.

A volte si tratta di tradizioni o metodi ormai consolidati che tutti credono imprescindibili e che, al contrario, possono essere tranquillamente messi da parte. Un po’ come lo stirare: certo che le nostre mamme non riescono a concepire il fatto che esistano uomini e donne che non stirano. Ma non è più come una volta, e non stirare, oggi, è consueto (e utile: si risparmia molto tempo e, soprattutto, si è più ecologici).

Ecco, quando parliamo di neonati possiamo paragonare lo stirare con la doppia pesata. Perché, certo, è utile, ma non necessaria e, soprattutto, a volte fa più danni che altro.

A dirlo è nientemeno che Uppa, il sito dei pediatri italiani, che ci mette in guardia dalla troppa attenzione posta sulla doppia pesata.

La doppia pesata è davvero utile? I chiarimenti sui benefici e sui danni della doppia pesata per i neo genitori

La doppia pesata è uno strumento utilizzato nel corso degli anni passati attraverso il quale i genitori potevano controllare quanto latte il bambino aveva assunto durante la poppata. Semplicemente, il bambino veniva pesato prima e dopo l’allattamento, annotando il peso precedente e successivo, monitorando così le variazioni di peso.

Sì, avete letto bene: parliamo al passato, perché ormai la doppia pesata è bell’e che superata. E per fortuna. Se parlate con mamme e papà che hanno utilizzato questo metodo, infatti, vi troverete certamente di fronte a genitori che raccontano lo stress di questa doppia pesata: per pochi grammi in più o in meno, infatti, ci si spaventava, si chiamava il medico, ci si metteva in discussione. Insomma: ci si stressava tremendamente. E nemmeno per qualcosa di utile.

Se infatti pesare il bambino è un atto utile e assolutamente necessario per monitorare la crescita e la salute, non è così utile pesarlo prima e dopo l’allattamento. Pesandolo regolarmente si possono effettivamente fornire dati utilissimi al pediatra, ma questi dati utili non sono certamente quelli della doppia pesata.

Le variabili, infatti, sono troppe: innanzitutto, la dose di latte che ad ogni poppata esce dal seno è sempre diversa e varia moltissimo nel corso della giornata. Ecco perché controllare ad ogni poppata che la quantità di latte assunta dal bambino rientri nelle indicazioni mediche è sbagliato: perché sarà sempre differente. Un lattante sano, poi, saprà da solo quanto latte nel corso della giornata dovrà assumere. Quindi, in assenza di patologie, possiamo tranquillamente fidarci di lui.

La bilancia, dunque, può essere un’arma a doppio taglio, perché permette sì di controllare lo stato di salute del nostro bambino, ma dall’altro lato spinge alcuni genitori a soffermarsi con ansia solo sul peso, non focalizzandosi sugli altri dati importantissimi, come l’osservazione delle poppate, la storia dell’allattamento e lo stato di salute generale del bambino.

Per capire questo stato di salute, quindi, se la doppia pesata ci crea ansie inutili è meglio concentrarsi su altro, in maniera più naturale e tranquilla. La mamma deve semplicemente fare attenzione a come il bambino succhia, alla sua soddisfazione, ai pannolini che bagna durante il giorno (con pipì trasparente e cacca gialla morbida, con circa 6 cambi nel corso della giornata)…

Perché oltretutto non bastano i dati delle pesate: ci sono bambini che crescono secondo le tabelle, ma che succhiano male e non sono soddisfatti. E questo è peggio.

Lasciamo quindi stare la doppia pesata, soprattutto quando crea stress nei genitori. Osserviamo piuttosto i nostri bambini, fidiamoci di loro e del nostro istinto. Buttiamo pure la bilancia, in casi estremi: basterà la valutazione del pediatra durante le visite programmate per dirci se il nostro bimbo sta crescendo secondo le tabelle. E lo stress eliminato non farà che bene, a noi e al bambino, che vivendo più sereno (riflettendo la serenità dei genitori) crescerà quasi sicuramente meglio.

Una scelta green, il termoarredo in bagno

Martedì, 29 Gennaio 2019 08:28

No, non è solo perché è piacevolissimo mettere accappatoi e asciugamani a scaldare per il momento in cui usciamo dalla doccia (i nostri bimbi impazziscono dopo il bagnetto, quando li avvolgiamo nei salviettoni caldi!). Il termoarredo è quel prodotto che ci piace perché assolutamente green (oltre che di design).


Ecco quindi una selezione di termoarredi per il bagno a cui ispirarsi, per un bagno bellissimo, di design e molto, molto ecologico.

Una scelta green, il termoarredo in bagno: perché scegliere il termoarredo e quale modello scegliere per un bagno all’avanguardia e di design

Il termoarredo per il bagno è una scelta davvero ottima, non solo perché permette di rendere anche il più piccolo bagno un ambiente accogliente e confortevole, oltre che di design (ci sono modelli scultorei, grafici, divertenti ed elegantissimi, per tutti i gusti), ma anche e soprattutto per le prestazioni.


Se ci seguite, saprete che amiamo rendere le nostre case confortevoli e green, sempre con un tocco personale, e il termoarredo in bagno ci permette di raggiungere questo nostro obiettivo in maniera perfetta. Il termoarredo per il bagno è infatti una soluzione efficiente e pratica attraverso la quale possiamo raggiungere i nostri obiettivi di interior design affiancandoli all’efficienza energetica.

I termoarredi di ultima generazione, infatti, sono studiati apposta per riscaldare il bagno (qualunque sia la sua dimensione) in maniera costante e diffusa efficientemente. Mantengono non solo gli asciugamani caldi, ma soprattutto l’ambiente, che per definizione è molto umido e che ha quindi bisogno di un calore specifico e sano (in particolare quando ci sono bambini in casa).

Il bello è che ormai sono quasi tutti ideati per essere a basso consumo, e quindi il risparmio energetico è assicurato: una scelta ecologica ed economica non indifferente, che permette una situazione win-win, con il design che incontra l’ecosostenibilità.

La scelta dovrà quindi ricadere su termosifoni da bagno che coniughino design e sostenibilità. Innanzitutto, è bene scegliere dei modelli che abbiano la valvola termostatica regolabile, in modo da azionarli quando serve e in modo, soprattutto, da regolare il calore in modo che sia costante e non eccessivo.

Prima di acquistare il termoarredo, poi, dobbiamo certamente tenere presenti le dimensioni della stanza in cui lo andremo ad installare, in modo da garantire una resa efficiente e in maniera da abbattere gli sprechi. Dopo aver ricavato il volume della stanza (misurando la larghezza per la lunghezza e moltiplicandole per l’altezza), potremo chiedere al nostro architetto o al negozio che ci fornirà il termoarredo di procurarne uno adatto, non troppo piccolo (il rischio è che il bagno rimanga freddo), né troppo grande (per non sprecare energia e inquinare meno). Per essere ancor più sicuri di scegliere al meglio il termoarredo, quindi, teniamo presente l’efficienza energetica della stanza: ha dei buoni serramenti che mantengono il calore oppure soffre di spifferi? È un ambiente molto umido oppure è ben areato?

L’efficienza energetica la si raggiunge poi scegliendo la parete sulla quale installeremo il nostro scaldasalviette: sempre meglio puntare sulla parete che dà all’esterno, in modo da abbattere il flusso d’aria fredda che si insinua in casa e garantire così un calore più confortevole e privo di sprechi.

Per quanto riguarda la forma, sono presenti sul mercato davvero moltissimi termoarredi e scaldasalviette. La decisione dovrà equilibrare tanto il nostro gusto quanto l’utilizzo che andremo a farne. Ci sono infatti termoarredi piatti, che somigliano a quadri, e la cui funzione sarà solo quella di riscaldare l’ambiente in maniera perfetta (oltre che di appagare l’occhio). E ci sono poi i classici scaldasalviette tubolari, più comodi e specificatamente pensati per la loro utilità. Soprattutto quando ci sono bambini in casa, è bello avere un termoarredo che svolga anche la funzione di scaldasalviette: appoggiando ai tubi che lo compongono i nostri asciugamani, oltre che ad avere sempre il bagno ordinato in inverno avremo la salvietta calda ogni volta che usciremo dalla vasca da bagno o dalla doccia, rendendo il momento del bagnetto dei bambini ancora più confortevole e godibile.

Ma quali termoarredi e scaldasaviette scegliere? Ce ne sono davvero moltissimi, per tutte le tasche, per tutti gli spazi e per tutti i gusti. Questo, ad esempio, svolge anche la funzione di paravento e divide la stanza in maniera armoniosa e leggera.

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https://www.edilportale.com/prodotti/scirocco-h/termoarredo-in-acciaio/mikado_5309.html

Questo, invece, è più classico, ma evergreen e sempre bellissimo da vedere.

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Lo si può anche scegliere basso, proprio come un porta-asciugamani semplice e perfettamente integrato nel bagno, senza tuttavia rinunciare alla funzione di riscaldamento.

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Infine, una scelta di design con un termoarredo che richiama la forma della scala (molto di moda in questi ultimi anni come porta-asciugamani nel bagno) in maniera pulita ed elegante.

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Giulia

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Cecilia

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