La torta per lo svezzamento

Lunedì, 04 Novembre 2019 12:44

Niente zucchero, niente burro, solo tanto gusto e tanta leggerezza e naturalezza per questa torta perfetta per lo svezzamento, ottima sia per i grandi che per i piccini, e adatta dunque tanto all'autosvezzamento quanto allo svezzamento naturale. 

La nostra torta per lo svezzamento è vegana, poiché non prevede ingredienti di origine animale, ed è a base di banana e zucchero di cocco (che non è zucchero, ma semplicemente un dolcificante naturale derivante dalla linfa della palma da cocco, che dolcifica, non altera il sapore dei piatti e non fa alzare la glicemia).

La torta per lo svezzamento: il dolce perfetto per lo svezzamento e l'autosvezzamento, a base di banana e zucchero di cocco

Ingredienti

4 banane

250 grammi di farina integrale

100 grammi di zucchero di cocco biologico

100 grammi di olio di semi di girasole

130 grammi di latte di farro

una bustina di lievito per dolci

Procedimento

Schiacciamo per prima cosa le banane con la forchetta, quindi mescoliamole allo zucchero di cocco amalgamando bene l'impasto e aggiungendo a filo prima l'olio e poi il latte, continuando a mescolare.

Aggiungiamo al composto anche la farina setacciata e il lievito, mescolando bene.

Versiamo quindi l'impasto in uno stampo in silicone o in una tortiera oliata e infarinata (oppure ricoperta con carta forno) e inforniamo in forno già caldo a 180 gradi. Lasciamo cuocere per 30-40 minuti, facendo la prova dello stuzzicadenti per controllare la cottura (uscendo, lo stuzzicadenti deve risultare asciutto).

Lasciamo che la torta raffreddi, togliamola dallo stampo o della tortiera e serviamo.

Possiamo anche realizzare questa torta in forma di muffin, utilizzando degli stampini e dei pirottini e diminuendo i tempi di cottura a 20-25 minuti.

I libri per superare un aborto spontaneo

Lunedì, 04 Novembre 2019 09:29

Parlarne, confrontarsi con chi ci sta accanto e trovare qualcuno che ha vissuto la nostra stessa situazione, così come un analista che sappia indirizzarci e guidarci verso la serenità: ci sono tanti modi per superare un aborto spontaneo. Ma una morte prenatale è sempre difficile, potente, e lascia ferite profonde. È un trauma che ognuno vive in maniera diversa.

Tra i molti aiuti che possiamo trovare, anche i libri possono diventare uno strumento valido, soprattutto quando parlano dal cuore e quando diventano la voce di donne come noi, che questa tragedia l’hanno vissuta al nostro pari.

Ecco dunque qualche libro che potrebbe diventare un valido aiuto, da leggere quando ci sentiamo pronte per trovare tra le parole scritte emozioni, sensazioni e strategie che potrebbero farci superare al meglio il trauma di un aborto.

I libri per superare un aborto spontaneo: quali letture possono diventare valido strumento per superare il trauma di una morte perinatale

Quando l’attesa si interrompe

Questo libro di Giorgio Cozza raccoglie riflessioni e testimonianze sulla perdita prenatale, offrendo anche risposte su questa situazione che, purtroppo, colpisce una gravidanza su quattro. Perché accade? Potrebbe succedere nuovamente? E come vivere una eventuale gravidanza successiva senza l’ansia portata da questo trauma? A parlare sono numerosi esperti, psicologi, ostetriche, ginecologi, neonatologi, che spiegano in maniera semplice le reazioni fisiche ed emotive della donne e l’elaborazione del lutto.

quando-attesa-si-interrompe.jpg

La tua culla è il mio cuore

A cura di Claudia Ravasi, il libro raccoglie i racconti delle mamme di Ciaolapo, associazione che si occupa proprio di lutto perinatale. Ascoltando le parole di chi come noi c’è passato, possiamo trovare forza e voglia di reagire. L’Associazione CiaoLapo Onlus promuove la salute materno-infantile e offre sostegno ai genitori che perdono i figli in gravidanza o dopo il parto.

la-tua-culla.jpg

Se tu vai via, porti il mio cuore con te

Silvia Giannatti in questo romanzo parla di Valeria, che a un solo mese dalla nascita del figlio sente pronunciare quelle tremende parole che chi è passato da un aborto spontaneo conosce benissimo: “Non c’è battito”. Lacerata dal dolore e stravolta dal trauma, Valeria deve superare questa morte, e la scrittura la aiuta moltissimo.

se-tu-vai-via.jpg

Becoming

Becoming - la mia storia” è l’autobiografia di Michelle Obama. Tra i racconti, parla anche della sua esperienza, di quando lei e Barack hanno provato sulla loro pelle la tragedia dell’aborto spontaneo. È un piccolo capitolo in un libro denso di vita: anche per questo può essere utile alle mamme e ai papà che, come gli Obama, sono passati dal lutto prenatale.

becoming-michelle.jpg

Le madri interrotte

Libro di Laura Bulleri e Antonella De Marco, “Le madri interrotte” parla delle (e alle) madri che dopo aver preparato la cameretta e la culla, la trovano vuota. Le autrici propongono un approfondimento psicologico per iniziare o continuare il processo di elaborazione del lutto e depotenziare l'impatto del trauma.

madri-interrotte.jpg

Christine nelle luci del Nord

Questo è un graphic novel di Julie Maggi che racconta, con immagini e parole, l’esperienza di Christine, che a diciannove anni viene sconvolta da un aborto spontaneo, rendendosi conto di non avere il controllo totale del suo corpo. Un evento, questo, che cambia per sempre la percezione della sua vita e delle tragedie in essa. Il libro è molto forte ed esplicito, ma veritiero e potente.

christine-luci-nord.jpg

Se una volta esisteva solo la classica Barbie, fortunatamente oggi le bambole esistono di tutte le forme e di tutti i colori, per tutti i gusti. Certo, guardandoci intorno ci accorgiamo che il divario è ancora pesante (la percentuale di bambole “bianche” e “magre” sul mercato è ancora altissima, rispetto alle altre), ma non per questo dobbiamo per forza indirizzarci su quelle.

È giusto che i nostri bambini crescano con bambolotti diversi, non solo biondi con gli occhi azzurri! E non solo per abituarsi alla diversità di pelle degli esseri umani, ma per capire che esistono diverse corporature, diverse forme di occhi, diversi stili. Diversità in generale, insomma. E il bello è che in questo modo possiamo proporre ai nostri figli anche bambole vicine al loro essere, in modo da potersi identificare meglio.

Ecco dunque una selezione di bambole e bambolotti da regalare ai nostri bambini se non vogliamo fossilizzarci su quelli biondi con gli occhi azzurri.

Le bambole che trasmettono il valore della diversità: quali bambolotti scegliere per mostrare ai bambini che ognuno è unico e diverso

Kaloo

Le bamboline di pezza Kaloo Tendresse sono davvero bellissime: morbide e coccolose, dal disegno super carino, esistono di tutti i tipi, con vari outfit e varie bellezze. Questa, ad esempio, si chiama Manon.

bambola-kaloo-manon.jpg

Mentre questa è Fleur.

bambola-kaloo-fleur2.jpg

E questa è Jade.

bambola-kaloo-jade.jpg

One dear world

Anche le bambole di pezza One Dear World sono bellissime: multiculturali, rappresentano maschi e femmine. Qui possiamo comprare il set di quattro bambole completo ad un prezzo molto conveniente, per fare giocare i nostri bambini leggendo il libro allegato, “London hat hunting mission”.

bambole-multiculturali2.jpg

Miniland

Per i bambini che amano i bambolotti realistici per giocare ai genitori, Miniland ha pensato ad una serie di bambole del mondo davvero belle e diverse. Si può scegliere tra la bambola dai tratti europei, quella dai tratti asiatici, quella dai tratti africani, sudamericani… Insomma, per ogni bimbo c’è una bambola!

bambola-miniland-asia.jpg

Inspiring Women di Barbie

Anche Barbie non produce più solo Barbie. Bellissima è la serie di Inspiring Women che ha recentemente realizzato. Ci troviamo Frida Kahlo, Iris Apfel, Katherine Johnson, Rosa Parks...

bambola-frida.jpg

Le altre Barbie

E poi troviamo le Barbie un po’ più curvy, un po’ diverse dal solito e decisamente bellissime nella loro unicità, come questa, o come questa fashionista con protesi alla gamba, o, ancora, Barbie in sedia a rotelle.

barbie-curvie.jpg

Baby Alive

Da poco in Italia è arrivata Baby Alive, favolosa non solo perché di mille forme e colori (ci sono bionde, brune, maschi, femmine, europee, asiatiche, con diversi tagli di capelli…) ma anche perché parlano, rispondono in italiano e in inglese e, soprattutto, permettono anche ai maschi di poterci giocare, attivando la modalità “papà”. In questo modo le bambole risponderanno agli stimoli dei bambini comunicando in maniera inclusiva. Perché le Baby Alive sono interattive: i bambini possono spannolinarle, nutrirle, aiutarle a imparare a parlare… E anche grazie a loro la parità di genere potrà diventare una cosa normale fin da piccoli.

Questa ad esempio si chiama Martina Spaghettina, può mangiare e parla sia con la mamma che con il papà!

baby-alive.jpg

Perdere un bambino è un evento davvero traumatico. Purtroppo le gravidanze andate male sono moltissime, e ognuna lascia un segno più o meno grande nella vita di una mamma (ma anche di un papà). Ciò di cui non si parla, tuttavia, sono le gravidanze successive: da un evento traumatico come un aborto spontaneo, infatti, nasce un’ansia non indifferente, che non si manifesta solo nel periodo successivo, ma anche e soprattutto nel caso in cui si rimanga incinte un’altra volta.

La paura di perdere di nuovo il bambino fa vivere molto male la gravidanza. Ma non è impossibile trovare serenità: ognuna troverà la sua strategia, ma il primo passo deve essere quello di avere consapevolezza della situazione, prendendola in mano e cercando di ridurre (o addirittura azzerare) l’impatto di questa spirale di pensieri negativi. Ma come fare?

Come combattere l’ansia in gravidanza dopo un aborto spontaneo: come rasserenarsi e vivere una gravidanza tranquilla dopo il trauma della perdita di un bambino

Parlarne

Il primo passo (in tutte le situazioni della vita) per superare un trauma e combattere l’ansia è parlare di ciò che ci fa stare male, ma soprattutto parlare delle nostre preoccupazioni. Anche a livello fisico, buttare fuori ciò che abbiamo dentro e dargli un nome aiuta moltissimo, così come dividere il carico con le persone che ci stanno attorno. Non esitate, dunque, a parlare al vostro compagno, alla vostra compagna, a vostra madre, agli amici più fidati o a chi ritenete più opportuno: fa davvero molto bene, e vi renderete conto che lasciare uscire quei pensieri strani dalla mente li renderà più affrontabili e meno pesanti.

Trovare un buon terapista

Anche se “andare dallo psicologo” ha ancora (purtroppo) un’aura vergognosa, un terapista aiuta davvero moltissimo. La salute mentale ha valore tanto quanto quella fisica, e nel caso della gravidanza ancora di più. Cercare un buon terapista, magari specializzato proprio nella perdita, è davvero utile. Nei consultori, poi, ci sono spesso gruppi di supporto per chi ha passato esperienze simili, e anche confrontarsi con chi ci è passato fa davvero molto bene.

Preparare il nido

Spesso per scaramanzia non si prepara nulla fino a quando “si è sicure”. Il problema, dopo un aborto spontaneo o una morte perinatale, è che questo “periodo di sicurezza” si dilata, perché non si è più sicure di nulla. Per stare bene mentalmente, tuttavia, può essere molto, molto utile agire positivamente, ovvero preparare la nostra vita all’arrivo del piccolo. Ciò significa preparare tutto con positività, preparando la cameretta, facendo shopping per il piccolo o organizzando la prima vacanza in famiglia. Renderà tutto più concreto e farà vivere più serenamente la gravidanza, rispetto al tenere tutto nascosto o aspettare, crogiolandosi nell’ansia, che tutto sia sicuro.

Farsi rassicurare

L’ansia, spesso, è data da un fatto semplice, ma difficile da capire consciamente, ovvero il fatto di non avere niente sotto controllo. Non sappiamo cosa succeda al nostro corpo, se il bimbo stia bene, se tutto stia andando per il meglio. Quando l’ansia diventa insopportabile, dunque, non esitiamo a chiarire i nostri pensieri, senza vergogna. Andiamo dal ginecologo, chiediamo all’ostetrica, snoccioliamo i nostri dubbi e facciamoci dare risposte chiare. Queste risposte ci rassicureranno.

Non googlare

Come per l’ipocondria, per l’ansia da gravidanza dopo la perdita di un bambino il peggior nemico è Google. Se non siamo sicure che tutto stia andando per il meglio, perché abbiamo una piccola perdita, perché il bambino si muove poco o per qualunque piccolo sintomo, non allarmiamoci ma chiediamo ad un esperto (come sopra), e soprattutto non affidiamoci a internet: non farà che aumentare le nostre preoccupazioni.

No, non vanno bene tutti i detergenti per il lavaggio quotidiano del sederino del neonato durante il cambio del pannolino: non sono tutti uguali e, soprattutto, non tutti sono pensati per essere utilizzati frequentemente sulle delicate mucose genitali dei più piccoli. Ecco perché dobbiamo fare attenzione e scegliere sempre un prodotto specifico che sia studiato per la detergenza intima dei neonati.

La nostra scelta, per esperienza, ricade sul preparato Intimo Mioderm di Fiocchi di Riso: un prodotto speciale, delicato e naturale che rispetta gli equilibri e aiuta la delicata pelle del bambino, soprattutto quella così fragile dei genitali, per farlo stare bene e per assicurargli l’igiene e il benessere che si merita.

Intimo Mioderm, adatto a lavaggi frequenti sicuri e naturali: perché la scelta del detergente intimo per neonati deve ricadere su un prodotto specifico, delicato e naturale.

Non tutti i detergenti intimi sono adatti ai bambini e ai neonati: dobbiamo quindi evitare di utilizzare quelli che usiamo noi adulti per la detersione quotidiana! Il pH dei bambini è differente rispetto al nostro e la loro pelle è molto, ma molto più delicata della nostra. E, come dicevamo, è sconsigliato anche scegliere un qualsiasi detergente generico per bambini: non tutti, infatti, sono pensati per un utilizzo sulle parti intime frequente e quotidiano e rischiano di intaccare la loro cute genitale così delicata.

Se utilizzassimo ogni giorno un detergente non adeguato, il rischio sarebbe quello di stressare, irritare, e indebolire la pelle del sederino, esponendola al rischio di arrossamenti e dermatiti. Un lavaggio frequente deve per forza fare rima con delicatezza: ad ogni cambio pannolino, soprattutto in caso di pupù, dobbiamo lavare in maniera efficace le parti intime del bambino, ma farlo in maniera aggressiva è decisamente controproducente.

Detergente Intimo Mioderm della linea Fiocchi di Riso è un preparato galenico che troviamo dal nostro farmacista di fiducia e che rispetta in maniera perfetta questi principi: adatto alla pelle sensibile (anche a quella più delicata), deterge la zona urogenitale dei bambini con l’aiuto di agenti schiumogeni naturali e delicati ed è quindi indicato ad ogni cambio pannolino, ogni giorno, senza il pericolo di abbattere la flora batterica naturale del neonato e con la certezza di non irritare ulteriormente una zona già soggetta a molto stress.

IntimoMioderm.jpeg

Ma questo preparato di Fiocchi di Riso non deterge e basta: essendo arricchito con olio di babassu biologico, Detergente Intimo Mioderm (che come tutti i prodotti Fiocchi di Riso è testato per il sottoprodotto 1,4-Diossano e Nichel ed è quindi più che sicuro) rispetta e protegge la pelle. L’azione degli estratti di cotone, riso e sesamo e dell’acido lattico da melassa contribuiscono infatti a mantenere un pH leggermente acido protettivo per la pelle di questa zona.

Oltre a tutto ciò, la bassa concentrazione di tensioattivi, la scelta di ingredienti molto delicati, e l’assenza di profumi e di oli essenziali contribuisce a previene la comparsa dei tipici arrossamenti e, nel caso di una pregressa irritazione (da dermatite o da pannolino), supporta il naturale ritorno alle condizioni fisiologiche della cute.

Il suo utilizzo è molto semplice: durante il cambio pannolino, basta distribuire una piccola quantità di detergente sulla zona dei genitali precedentemente bagnata con acqua. Detergiamo e risciacquiamo, quindi asciughiamo bene con un panno delicato per evitare arrossamenti e ristagni di batteri e procediamo con l’eventuale applicazione della nostra pasta cambio.

C’è chi festeggia Halloween facendo dolcetto o scherzetto, chi si traveste, chi partecipa alle festicciole… E poi c’è chi non ne ha voglia, ma ha comunque voglia di festeggiare Halloween in famiglia, approfittando del primo freddo per una serata film coccolosa ma un po’ paurosa!

Cuciniamo qualche dolcetto a forma di pipistrello, prepariamo i pop corn e mettiamo sul divano le coperte: ecco i film di Halloween per bambini perfetti per una serata in famiglia.

I film di Halloween per bambini per una serata in famiglia perfetta: quale film scegliere per festeggiare Halloween con una serata cinema in famiglia

Hotel Transylvania

Divertente e realizzato davvero benissimo, Hotel Transylvania parla dell’albergo di Dracula, dove si festeggerà il diciottesimo compleanno di Mavis, figlia del Conte, al quale parteciperanno Frankestein e signora, i Licantropi e tutti i personaggi più strani e divertenti! Potete acquistarlo qui in DVD.

hotel-transylvania.jpg

Casper

Per i nostalgici degli anni Novanta, un classico indimenticabile: Casper (con Bill Pullman e Christina Ricci) è una commedia divertente e a tratti romantica che piace davvero a tutti, grandi e bambini. Protagonista? Il fantasma Casper, con i suoi zii Molla, Puzza e Ciccia.

casper.jpg

La famiglia Addams

Di nuovo un classico, di nuovo con Christina Ricci (qui nel ruolo di Mercoledì Addams): la famiglia Addams è un film iconico che parla di una famiglia iconica. Tutti i bambini dovrebbero conoscerla!

famiglia-addams.jpg

Paranorman

Paranorman è un film d’animazione che parla di Norman, un ragazzino in grado di parlare con i morti, che si trova a dover salvare la sua città da una maledizione, affrontando tutti i mostri dell’immaginario, dagli zombie ai fantasmi.

paranorman.jpg

Piccoli brividi 1&2

Per i bambini che amano leggere i Piccoli Brividi di R.L. Stine, ecco i film tratti dalle letture! Con Jack Black e un cast fenomenale, parlano dei mostri dei libri che, magicamente, arrivano nella loro vita.

piccoli-brividi-dvd.jpg

Monsters&Co

Adatto anche ai bambini più piccoli, questo capolavoro di Disney Pixar è ormai un cult: Sullivan, Boo e Mike Wazowski spaventano, ma ancor più si fanno amare! È acquistabile qui.

monsters-e-co.jpg

Freaky Friday

Per chi ha figli adolescenti questo è il film migliore per la serata Halloween: niente mostri, ma una situazione ancora più spaventosa! Cosa succederebbe se, un giorno, una mamma si trovasse nei panni della figlia e la figlia in quelli della madre? Un film divertente che parla di scontro generazionale, ma anche di empatia.

freaky-friday.jpg

Argomento delicato, delicatissimo, il bullismo. Ma che va affrontato e non spazzato sotto il tappeto. Dialogo, confronto e supporto sono fondamentali, sempre, e soprattutto quando parliamo di violenza fisica, virtuale e psicologica tra coetanei.

Prevenire è meglio che curare, quindi parlare del bullismo è sempre consigliato, per sensibilizzare tutti i ragazzi sul tema, in modo da dare loro degli strumenti per far affrontare una situazione di bullismo e, non ultimo, per far sì che capiscano che il bullismo è una cosa terribile, da condannare.

Ma nel momento in cui ci rendiamo conto che i nostri figli sono bullizzati (qui un articolo su come riconoscere una situazione di bullismo), che fare? Che parole usare?

Cosa fare quando i nostri figli sono vittime di bullismo: le parole e i gesti da usare quando i nostri figli sono bullizzati

Togliamo il senso di colpa e la vergogna

La prima insidia del bullismo (e vale anche per la violenza domestica) è il senso di colpa: la vittima, infatti, tende a sentirsi colpevole. In altre parole, sentono “di essersela cercata”, o di meritare questa violenza. La prima cosa da dire e fare capire a fondo, quindi, è che in nessun caso, MAI, la colpa è loro, che loro non sono sbagliati, che non hanno fatto nulla di male e che nessuno lo merita. Non deve esserci alcuna vergogna nel dire che c’è qualcuno che ci sta facendo del male. La vergogna dovrebbe essere da parte loro.

Raccontiamo la nostra storia

In piccolo o in grande, tutti siamo passati dal bullismo, anche solo con poche parole maleducate rivolte nei nostri confronti. C’è poi chi è stato vittima a sua volta di bullismo, o chi ha assistito a qualcuno di bullizzato. Con il tempo siamo riusciti a ragionarci sopra, a vedere come si può risolvere la situazione. Una buona strategia, quindi, può essere quella di raccontare ai nostri figli la nostra esperienza, articolandola e non lesinando sui dettagli, mostrando come tutti ci possano passare e di come le soluzioni possano essere diverse.

Lasciamo che esprimano le proprie emozioni

Quando un ragazzo o una ragazza sono vittima di bullismo, spesso tendono a non parlarne, a tenersi tutto dentro. Facciamo invece capire che possono sfogarsi, dirci tutto, che possono provare tutte le emozioni che sentono, e nel momento in cui si aprono cerchiamo di essere una spalla su cui piangere, delle orecchie che ascoltano attentamente e un eventuale supporto se richiesto.

Ricordiamogli chi sono e che sono importanti

Il bullismo porta la vittima a sentirsi sbagliata, a sentirsi in difetto, a sentirsi brutta e chi più ne ha più ne metta. Diciamo quindi ai nostri figli quanto sono importanti, quanto sono speciali, quali sono i loro pregi, e che non importa ciò che dicono gli altri: ognuno ha il diritto e il dovere di vivere la propria vita come vuole, di essere chi davvero è, di vestirsi come sente, di seguire i propri sogni e di mettere in atto le proprie competenze come crede, rispettando gli altri. Sottolineiamo quindi l’intelligenza dei nostri figli, la loro bellezza, le loro abilità, celebrando le loro vittorie e ridimensionando le sconfitte, facendogli sentire che sono amati per quello che sono, non solo da noi, ma da chi gli sta attorno.

Cerchiamo insieme una strategia

Coinvolgere gli adulti è sempre difficile, per i ragazzi, e parlarne con i genitori e gli insegnanti è un peso. Ma nel momento in cui lo fanno, non facciamoli una paternale e non tentiamo di prendere in mano la situazione in maniera esclusiva. Loro sono i protagonisti di questa brutta situazione ed è giusto che la si affronti insieme. Ecco perché è consigliato provare a cercare una soluzione insieme, capendo quale sia l’atteggiamento giusto da intraprendere in base alla situazione specifica. È meglio coinvolgere gli insegnanti? Come si sentirebbero ad avvisare i genitori dell’altro ragazzo coinvolto? Quali sono le parole che potrebbero usare nel momento in cui vengono bullizzati?

Parliamo delle debolezze

Ma non delle nostre: parliamo di quelle dei bulli. Chi attacca, verbalmente o fisicamente, spesso è vittima lui stesso di un’insicurezza e di un disagio. Quale può essere quello di chi ci sta tormentando? Noi siamo in grado di affrontare le nostre debolezze senza farle sfociare in violenza, ed è importante non lasciare che le debolezze degli altri ci condizionino la vita.

I bambini nati negli anni Ottanta/Novanta non potranno non ricordare i “Piccoli Brividi”: la saga di paura per ragazzi ha appassionato moltissimi piccoli lettori, con i giusti brividini che non guastano! Per tutti i bambini d’oggi che non disdegnano un po’ di paura, pelle d’oca e storie misteriose, ecco dunque una lista di bellissimi libri per bambini di paura! Perfetti da leggere nel periodo di Halloween, ma, perché no, anche tutto l’anno!

I libri per bambini da leggere ad Halloween: i libri “di paura” più belli per bambini e ragazzi

“Il pupazzo parlante”

Perché non partire subito con un vero “Piccoli brividi”? “Il pupazzo parlante” (acquistabile qui) è forse il titolo più famoso della saga edita da Mondadori. Scritto dal fantastico R.L. Stine, è adatto ai bambini dagli 8 anni ed è un vero e proprio romanzo, di quelli che introducono i bambini al piacere della lettura. Per bambini che da grandi diventeranno sicuramente fan di Stephen King.

piccoli-brividi-pupazzo-parlante.jpg

“Foto dal futuro”

Di nuovo un “Piccoli brividi”, di nuovo un R.L. Stine, perché se è piaciuto il “Pupazzo parlante” anche questo appassionerà (lo trovate qui): narra le vicende di Greg, che con i suoi amici trova in una casa abbandonata una macchina fotografica “stregata”, che quando scatta una fotografia fa accadere qualcosa di terribile.

piccoli-brividi-foto-dal-futuro.jpg

“Enigmi da brivido”

"Enigmi da brivido" è un libro-gioco pieno di enigmi da risolvere per scoprire i personaggi più paurosi delle leggende e dell’immaginario letterario, dal mostro di Frankenstein a Dracula, nei loro habitat, con illustrazioni terrificanti e bellissime!

enigmi-da-brivido.jpg

“Halloween che fifa felina”

Per i piccoli lettori amanti di Geronimo Stilton, ecco il romanzo della serie dedicato proprio ad Halloween, in compagnia di Tenebrosa Tenebrax, una topolina che vive in un cimitero e che aiuterà i bambini anche ad organizzare la festa perfetta di Halloween.

geronimo-stilton-halloween.jpg

“Le streghe”

Questo classico dell’infanzia di Roald Dahl, “Le streghe” parla delle streghe che abitano il nostro mondo, per riconoscerle ed evitare di venire trasformati in topi! Perché le streghe non hanno la gobba e il cappello a punta, ma sono elegantissime e si nascondono tra di noi.

le-streghe-dahl.jpg

“La stanza 13”

Per ragazzi più grandicelli (è un libro pensato dagli 11 anni), “La stanza 13” parla di una gita scolastica in cui il vecchio albergo che ospita Fliss e i suoi compagni è qualcosa di molto più tenebroso di quanto ci si aspettasse…

la-stanza-13.jpg

“Le più belle storie Disney di Halloween”

Se i vostri bambini amano il fumetto e sono appassionati o addirittura abbonati a Topolino, ecco un almanacco delizioso che raccoglie le più belle storie di paura, di mistero e di Halloween in un solo tomo. Lo potete acquistare qui.

disney-halloween.jpg

I 3 prodotti top per la mamma

Lunedì, 28 Ottobre 2019 08:40

Quando diventiamo mamme è inevitabile: il bagno si riempie di prodotti per la cura dei nostri bambini, super delicati e naturali, scelti apposta per le loro esigenze e per la delicatezza della loro pelle. È normale ed è bellissimo prendersi cura di loro anche con questi gesti!

Detto questo, anche la nostra pelle e il nostro corpo hanno bisogno di cura profonda ma delicata, e in questo senso possiamo dirci fortunate: spesso gli stessi prodotti che utilizziamo per i nostri figli vanno benissimo per tutta la famiglia, e beneficiamo così anche noi dell’efficacia e della delicatezza di preparati per la pelle sicuri e sani.

Ci sono inoltre marchi, come Fiocchi di Riso, attentissimi alla salute di tutta la famiglia, con prodotti di altissima qualità che possono essere utilizzati tanto sulla pelle dei neonati e dei bambini quanto per la cura quotidiana della mamma. Quali sono i nostri preferiti, quelli a cui non rinunceremmo più? Eccoli!

I 3 prodotti top per la mamma: da Fiocchi di Riso i preparati originali naturali e delicati che ogni mamma dovrebbe utilizzare quotidianamente

Il detergente intimo Mioderm

Il detergente intimo Mioderm di Fiocchi di Riso nasce come detergente specifico per le parti intime, innanzitutto del neonato, ma ottimo anche per le mucose della neomamma. A base di acido lattico da melassa e olio di babassu biologico, questo preparato originale deterge al meglio e rispetta naturalmente le mucose intime, con agenti schiumogeni naturali delicati e nutrienti. È quindi adatto ad ogni cambio pannolino, ma è perfetto anche per la mamma, grazie agli ingredienti vegetali dermocompatibili che non alternano la flora batterica vaginale. Ideale quindi quotidianamente, per la detersione e l’igiene.

detergente-intimo-mioderm.jpeg

Olio Emudermico

L’Olio Emudermico di Fiocchi di Riso è un prodotto che non può mancare tra le abitudini di una futura mamma e di una neomamma: è pensato infatti principalmente per curare e preparare il perineo in vista del parto, e per aiutarlo a ristabilirsi nei mesi successivi, supportando la sua naturale ripresa fisiologica.

olio-emudermico.jpeg

Il suo utilizzo quotidiano dalla trentesima settimana di gestazione fino al parto è dunque super raccomandato, poiché massaggiando la zona del perineo aiuta a tonificarla e a darle la giusta elasticità. Da trenta giorni dopo il parto, quindi, possiamo cominciare a riutilizzarlo per velocizzare la ripresa dello stato fisiologico.

E poi, essendo idratante, nutritivo ed elasticizzante, l’Olio Emudermico è perfetto anche per i massaggi su tutto il corpo, anche su quello dei bambini, per i massaggi serali e le coccole fisiche.

Clemulina

Per quanto riguarda il seno, una mamma non dovrebbe rinunciare alla Crema Seno Clemulina di Fiocchi di Riso: ricchissima di lipidi naturali Omega 3, 6 e 9, Clemulina lenisce ed elasticizza seno e capezzoli ed è dunque indicata prima del parto in preparazione all’allattamento, e dopo ogni poppata per ristabilire la zona, prevenendo e curando anche le ragadi e le irritazioni causate dal palato dei bambini.

Ma non è utile solo per il seno: Clemulina diviene utile ed efficace in ogni caso di screpolature, come quelle alle labbra o alle mani grazie alle sue proprietà rigeneranti.

clemulina.jpeg

Shaken baby syndrome” (o “Abusive head trauma”) significa letteralmente “Sindrome del bambino scosso”, e già dal titolo suggerisce si cosa si tratti: si riferisce ad una pratica che molti genitori ritengono innocua, ma che in realtà rischia di causare danni importanti al bambino.

Ci riferiamo al gesto di scuotere, mentre lo teniamo tra le braccia, il bambino quando piange. Solitamente si ricorre a questi “scossoni” nelle situazioni in cui il pianto non pare placarsi, come ultima spiaggia o come tentativo.

Ma questa pratica è davvero pericolosa, e ora vi spieghiamo perché.

La sindrome del bambino scosso o shaken baby syndrome: perché scuotere il bambino per calmarlo è pericoloso e sconsigliato

Scuotere il bambino può sembrare, a parole, un gesto estremo, crudo e violento, ma purtroppo capita a moltissimi genitori (e nonni, e babysitter…), anche sovrappensiero, di compierlo, soprattutto quando prede dell’esasperazione perché un pianto apparentemente immotivato non si placa. Tuttavia, queste scosse “consolatorie” tra le nostre braccia sono davvero pericolose, soprattutto per i bambini tra le due settimane e i sei mesi di vita.

Ma perché? Prima di tutto, dobbiamo pensare al bambino come ad un essere umano che si sta sviluppando, che è debole, che sta rinforzando le ossa e la muscolatura. In particolare, il suo collo - fino ai due anni di vita - non presenta una muscolatura forte. Anzi, nei primi mesi i bambini non sono ancora addirittura in grado di sostenere la testa da soli, e sappiamo quanto è importante sorreggerla.

Per lo stesso motivo gli scossoni sono pericolosi. Quando il bambino viene scosso in maniera non lieve, la testa non viene “frenata” dai muscoli del collo, e di conseguenza il cervello viene sbattuto contro le pareti del cranio. Accanto a questo, ci sono il volume e il peso della testa in relazione al corpo, le caratteristiche della struttura ossea dei bambini (molto elastica), il basso tono muscolare e l’immaturità del sistema nervoso centrale, ancora molto “acquoso”, e della massa cerebrale, molto fragile.

Potenzialmente, le lezioni possibili sono gravissime, e può insorgere quella che, appunto, si chiama “Sindrome del bambino scosso”. E, purtroppo, bastano pochi secondi. Ad essere interessati da questa sindrome, dunque, sono il cervello e gli occhi. Il primo con delle emorragie, i secondi con delle lesioni della retina.

Per capire se il bambino è affetto da questa sindrome, come fanno sapere da Un Pediatra Per Amico possiamo osservare alcuni campanelli di allarme, come “vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, estrema irritabilità, sonnolenza, assenza di sorrisi o di vocalizzi, rigidità nella postura, difficoltà respiratorie, difficile controllo del capo, fratture delle costole e delle ossa delle braccia”.

Evitiamo del tutto, quindi, di scuotere i bambini! Per calmare i pianti che non si placano esistono moltissime altre soluzioni. I giri in macchina nel seggiolino, ad esempio, oppure i bagnetti calmanti. Anche le coccole skin to skin favoriscono la calma, così come il riportare in braccio il bambino in posizione fetale. Molti bambini gradiscono anche il rumore della lavatrice, dell’asciugacapelli o dell’aspirapolvere.

Se il pianto non si placa, prima di tutto assicuriamoci che non sia a causa di problemi di salute del bambino (rivolgendoci al pediatra), e, non ultimo, lasciamoci aiutare da parenti e amici: a volte lo stress dei genitori si riversa sullo stato d’animo del bambino, come in un circolo virtuoso. Ma il benessere di tutti è ciò che garantisce la serenità, e di conseguenza non dobbiamo arrivare all’esasperazione, ma lasciare che ci arrivi una mano dall’esterno o dall’interno.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

 

Cecilia

Untitled_design-3.jpg