Pongo, didò, pasta modellabile… Si chiama in molti modi ma il divertimento è sempre lo stesso (più per i bambini che per noi che ci ritroviamo con pezzetti di pasta ovunque in casa, ma tant’è!). Ma avete mai provato a trovare dei giochi alternativi con la pasta modellabile? Vi presento oggi i miei preferiti, quelli a cui mi unisco anch’io volentieri quando i miei bambini sfoderano il pongo!

6 modi alternativi per giocare con la pasta modellabile: come sfruttare pongo e didò per giocare e imparare

Vestire le bambole

Alla fine, poi, c’è sempre la sfilata e la votazione dell’outfit più bello. Ed è carinissimo creare i piccoli abiti che si appiccicano al corpo delle bambole! Si usano colori diversi e forme diverse, e possiamo anche provare a ricreare gli abiti delle principesse del grande schermo.

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I disegni tridimensionali

Basta disegnare qualcosa su un foglio di carta spessa e riempire poi gli spazi e le linee usando proprio la pasta modellabile. L’effetto sono disegni materici che balzano fuori dal foglio!

Cucinare per finta

Torte, tartine, spaghetti, muffin, sandwich… Ogni cibo può essere ricreato con il didò! E se utilizziamo i veri strumenti da cucina, come i coppapasta, le formine per i biscotti o i pirottini, il risultato è ancora più professionale.

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I cactus

Prendiamo dei vasetti di terracotta, con la pasta modellabile creiamo delle piante grasse (che hanno migliaia di forme diverse!) e completiamo l’opera con dei pezzetti di stuzzicadenti infilati uno accanto all’altro. Stanno anche bene come piante finte!

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Imparare a scrivere

Per cambiare un po’ medium, possiamo lasciare che i bambini imparino a scrivere stampando le parole sul pongo. Come? Come se fosse della pasta stesa su una spianatoia facciamo un “foglio” di pasta modellabile, quindi “timbriamo” le parole sulla superficie, utilizzando lettere-timbro come queste.

Costruire un edificio

Usciamo in giardino, prendiamo qualche pietra, quindi costruiamo la nostra casa: basta usare il pongo come “cemento” tra le pietre, diventando così piccoli architetti alternativi!

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http://www.pinkstripeysocks.com/2014/08/building-play-dough-and-rock-houses.html?m=1#more

C’è chi in questi due mesi di isolamento ha riscoperto una serenità di coppia, chi l’ha confermata e chi, invece, ha trovato molte più difficoltà di prima nello stare insieme alla persona amata. Sono in molti, e non c’è nulla di male. Non è una vergogna né una colpa. È solo un dato di fatto.

Ma lavorarci sopra è possibile, ed è possibile anche ritrovare armonia anche in una situazione apparentemente insormontabile. Perché come è possibile sopportare i difetti dell’altro quando siamo rinchiusi tra quattro mura?! Eppure si può.

Coppia, come sopravvivere in armonia all’isolamento: come rendere più serena la quarantena lavorando con il proprio partner

Cercare delle routine piacevoli

In questa quarantena il rischio è di lasciarsi andare al caos, alla pigrizia o alla frenesia, a seconda della famiglia. E il nervosismo aumenta, e aumenta, e scoppia. Certe piccole abitudini, invece, permettono sia di alleviarlo sia di ritrovare armonia di coppia.

Un caffè insieme al pomeriggio, staccando per cinque minuti da TUTTO. Fare una piccola coccola prima di svegliarsi (anche se non sentiamo il bisogno: diventa una routine). Cercare dieci minuti almeno al giorno per non pensare ai figli ma per stare solo insieme, domandandosi come si sta. Non rinunciare al sesso (che è fondamentale per stare bene in coppia)…

Ridefinire i ruoli

Essendo cambiate le giornate, non possiamo pretendere che i ruoli rimangano quelli di prima. Ed è normale che cresca la frustrazione, se ci ostiniamo a mantenerli. Insieme, bisogna capire quali sono i bisogni adesso, e quali sono le disponibilità, ridividendosi i compiti e venendosi incontro ancora più di prima, vicendevolmente.

Perdonare e usare empatia

Ci si arrabbierà, si sbaglierà, si sbotterà. L’importante è che quando uno dei due è nervoso, l’altro abbia la prontezza di sfoderare pazienza, perdono ed empatia, facendo capire all’altro che siamo in questa cosa insieme, che capiamo la frustrazione, il nervosismo e i problemi del momento.

Parlare apertamente dello spazio di cui abbiamo bisogno

Bello stare ventiquattr’ore su ventiquattro insieme, è il sogno di ogni innamorato, no? Beh, nel momento in cui ci troviamo costretti (e non in vacanza!) le cose cambiano. Perché è bellissimo, e molti se lo godono, ma solo se in grado di prendersi i propri spazi.

La coppia è formata da due individui, ognuno con il proprio bisogno di spazio e solitudine. È bello e costruttivo, quindi, dirselo e cercare di aiutarsi. Mezz’ora al giorno possiamo tenerla per noi, con il partner che curerà casa e figli, per poi prendersi mezz’ora lui per sé e lasciare i compiti a noi. O uno spazio dedicato, che sia diverso per l’uno e per l’altro. Insomma: è giusto e doveroso staccarsi per un attimo.

Trovare qualcosa da fare insieme

Che sia una serie tv, una serie di libri che avevate sul comodino da condividere, una costruzione Lego enorme che vi guarda tempo, un corso che volevate fare entrambi, del workout insieme, delle camminate un giorno sì e uno no, studiare una lingua… Qualunque cosa, ma fatta insieme: servirà a rendere la quarantena propositiva. E quando ci guarderemo indietro, potremo così associare il momento anche a qualcosa di positivo. E poi fa benissimo alla coppia, avere un progetto comune.

Parlare

Infine, un consiglio che sembra banale ma che nei momenti di nervosismo si lascia prontamente accantonato. Parlare. Il dialogo è fondamentale per stare bene. E per farlo, dobbiamo essere sinceri, dicendo al partner ciò che ci fa stare male e ciò che ci fa stare bene, ogni giorno, per costruire insieme una quotidianità armoniosa e piena di significato.

Le più buone cream tart per merenda

Venerdì, 15 Maggio 2020 08:41

A merenda non amo proporre a mio figlio le merendine confezionate, quindi punto spesso sulla frutta fresca, oppure sul pane farcito con qualcosa di buono, sostanzioso e sano (come ad esempio il burro d’arachidi senza zucchero o la crema 100% nocciole, così come la marmellata fatta in casa). A volte, però, quando ho più tempo ci tengo a cucinare qualcosa per noi, per goderci appieno il momento della merenda e per coccolarlo.

In quel caso, una cosa che adoro sono le cream tart! Sono piccole, belle e versatili, e possono essere conservate in frigorifero in un recipiente ermetico per qualche giorno (quindi sono anche comode!).

Ecco quindi la selezione delle mie tortine per merenda, da preparare nel weekend per averle pronte durante la settimana.

Le più buone cream tart per merenda: le tortine e tartine da preparare per una pausa merenda sfiziosa e nutriente

Innanzitutto, avete provato la cream tart a base di biscotti Pan di Stelle? È deliziosa, gustosa, sostanziosa… Certo, uno strappo alla regola! Ma che goduria.

Per preparare le nostre cream tart, la regola è sostanzialmente una: preparare due basi con biscotti e burro (o margarina) e della crema per farcire.

Un esempio? Una mini cream tart alle fragole, da preparare in questo modo: frulliamo 250 grammi di biscotti digestive integrali, quindi mescoliamoli bene con 80 grammi di burro. Prendiamo dei coppapasta e mettiamoli su un piatto, coprendo l’interno con della carta forno, quindi facciamo uno strato di un centimetro con il composto di biscotti, compattandolo bene. Prendiamo i dischi così ottenuti e mettiamoli in frigorifero per un’ora.

Nel frattempo, prepariamo la crema, facendo sciogliere 1 cucchiaino di agar agar in polvere in tre cucchiai di latte di mandorla in un pentolino, da mescolare poi con 250 grammi di formaggio spalmabile e due cucchiai di zucchero di canna integrale. Aggiungiamo alla fine anche una vaschetta di fragole tagliate a pezzetti.

Prendiamo i dischi e componiamo le tartine: disco, crema, disco, crema. Mettiamo nuovamente in frigorifero per tre ore e gustiamo!

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Altra versione simile è quella al cioccolato. Basta usare dei biscotti al cacao come base e aggiungere un cucchiaino di cacao amaro all’impasto della crema. In questo caso possiamo scegliere se mettere o meno le fragole (a me piacciono!), e decorare poi con del cioccolato fondente grattugiato.

Per i più grandi possiamo poi preparare la cream tart in versione tiramisù. In questo caso, la base dei dischi la prepareremo con dei biscotti digestive mescolati con 50 grammi di burro fuso e 20 grammi di caffè freddo, e tra i due dischi spalmeremo la crema al mascarpone tipica del tiramisù (qui trovate la ricetta). Spalmeremo la crema anche sopra il secondo disco, quindi spolvereremo con un po’ di cacao amaro.

Infine, una cream tart dell’ultimo minuto: se non abbiamo tempo per preparare i dischi e per farli raffreddare, così come per fare rassodare le tortine in frigorifero, possiamo assemblare delle fake-cream tart davvero buonissime. Basta usare dei savoiardi che abbiamo in casa, o dei pavesini, e assemblarli come base (basta disporne tre uno accanto all’altro per creare il primo strato). Su questi, spalmiamo del formaggio cremoso mescolato con del miele e della frutta in pezzi, quindi copriamo con un altro strato di savoiardi o pavesini, completando poi l’opera con della frutta a pezzetti in superficie.

Durante il Coronavirus, c’è una piccolissima categoria alla quale abbiamo pensato poco, ma che tuttavia ha bisogno di noi. Si tratta dei piccoli nati prematuri ospiti dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale, che hanno un bisogno vitale della presenza dei propri genitori. Anche durante questa emergenza.

Il 15 maggio ricorre la Giornata Mondiale della Kangaroo Mother Care. Di cosa di tratta? Della marsupioterapia che prevede il contatto pelle a pelle dalle prime ore di vita di questi bimbi nati prematuri, che contribuisce all’adattamento dei neonati alla vita fuori dall’utero, con numerosissimi benefici.

Il Covid-19 ha fatto sì che non in tutti gli ospedali fosse più possibile effettuare questa terapia. Ma è importantissimo parlarne e ricominciare al più presto ad attuarla.

Anche con il Coronavirus la marsupioterapia è importantissima: perché il contatto pelle a pelle con i neonati prematuri non deve essere abbandonato nemmeno durante l’emergenza

“La presenza dei genitori nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) è vitale per i neonati prematuri e deve essere garantita anche durante questa emergenza”. Ad affermarlo è Fabio Mosca, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione della Giornata Mondiale della Kangaroo Mother Care che ricorre il 15 maggio. “Da subito la SIN, insieme a Vivere Onlus Coordinamento delle Associazioni dei Genitori, si è attivata affinchè, con le dovute precauzioni necessarie per prevenire la diffusione del Covid-19, fosse garantita comunque la partecipazione dei genitori alla cura dei loro piccoli ricoverati in TIN ed in particolare non si interrompesse la Kangaroo Mother Care (KMC), il contatto pelle a pelle che, già dalle prime ore di vita, contribuisce all’adattamento del neonato alla vita extrauterina e apporta numerosi benefici, in particolare ai neonati prematuri”.

Marsupioterapia: si chiama anche così la KMC di cui parla la Società Italiana di Neonatologia, e che ha numerosissimi benefici per i piccoli prematuri. Molti studi hanno dimostrato che è estremamente terapeutica, tanto per il neonato quanto per i genitori. E uno di questi benefici è la riduzione dei danni cerebrali. “La connessione fisica ed emozionale che si attua attraverso gli sguardi, i sorrisi, la voce, il contatto fisico”, continua Mosca “svolge una funzione di modulazione dello stress, di protezione neurobiologica e di promozione delle competenze di regolazione del bambino. Il contatto pelle a pelle e l’allattamento al seno sono momenti essenziali per promuovere un sano sviluppo neuro-comportamentale. Per questo ogni bambino ha il diritto di beneficiare della presenza dei propri genitori in TIN”.

Separarsi dai genitori in un momento così delicato è infatti per i bambini prematuri un grande stress, con effetti negativi a breve e lungo termine. Il problema, in questo periodo, è dato naturalmente dall’emergenza coronavirus. Le disposizioni sanitarie necessarie a contenere la diffusione del virus, infatti, vanno contro - giustamente - alla pratica della KMC, che tuttavia, da parte sua, è fondamentale per il benessere dei nati prematuri.

La SIN ha quindi voluto svolgere all’inizio della pandemia un’indagine, andando in 27 TIN del Centro-Nord. La ricerca ha fatto emergere come inizialmente “si era ridotta drasticamente la possibilità di ingresso ai genitori in reparto, con alcuni centri che avevano vietato totalmente l’accesso e, in particolare, 12/27 centri avevano sospeso la KMC. Con le nuove indicazioni emanate dalla SIN molte TIN hanno modificato le iniziali limitazioni, consentendo una maggiore presenza dei genitori e la loro partecipazione alle attività di cura”. Una buona notizia, quindi, che arriva proprio a ridosso della Giornata Mondiale della KMC.

Grazie quindi alla Società Italiana di Neonatologia, che durante questa pandemia tremenda ha continuato a supportare le TIN per far sì che riuscissero a mantenere aperte 24 ore su 24 i reparti, in sicurezza ma senza rinunciare così al contatto pelle a pelle tra genitori e bambini. Il tutto seguendo regole ben precise, dall’ingresso uno alla volta fino alle mascherine, alla misurazione della temperatura e alla corretta igiene delle mani.

Non c’è stagione che tenga. È vero, i raffreddori in inverno sono più numerosi, ma non è solo il raffreddore a tappare il naso, e ogni stagione ha il suo motivo. Chi soffre di allergia alla polvere, chi di rinite a causa dei pollini primaverili, chi di ipertrofia dei turbinati… Le soluzioni fortunatamente sono davvero tantissime: dall’aspiratore nasale, ai rimedi naturali ai decongestionanti, la prima cosa da fare è quindi capire insieme al proprio medico quale sia la causa del fastidio. Dopodiché, possiamo cominciare a liberarlo, respirando di nuovo apertamente e con piacere!

Anche i nostri bambini ne soffrono spesso. Ecco dunque qualche rimedio per liberare il naso chiuso, dal più classico al più meccanico, fino all’alimentazione.

Naso chiuso nei bambini, ecco qualche rimedio: come stappare il naso tappato dei più piccoli

Soffiare, soffiare, soffiare (cambiando sempre il fazzoletto!). A volte non basta. A volte i bimbi sono troppo piccoli. E comunque un naso davvero tappato richiede più del semplice fazzoletto… Ricordiamo infatti che liberare il naso il più possibile dal muco è fondamentale: è qui, infatti, che si annidano germi e batteri che potrebbero portare a fastidi più importanti. E quando il muco si accumula, i bambini potrebbero ingerirlo, trasportando questi elementi nella gola e nelle altre vie respiratorie.

Innanzitutto, dobbiamo bere molti liquidi. In questo modo il muco si ammorbidirà, favorendo l’espulsione.

Dopodiché, è bene dormire con un cuscino leggermente più alto del solito, per favorire la respirazione, che a causa del naso chiuso risulterà molto più difficoltosa, facendo ritrovare a respirare dalla bocca.

Accendiamo quindi in casa degli umidificatori elettrici, oppure riempiamo dei recipienti di acqua, appoggiandoli ai caloriferi. L’acqua che evaporerà renderà l’aria attorno meno secca, liberando più facilmente il naso.

Nei casi più persistenti e duri c’è poi l’aspiratore, che con i bambini è il metodo più gettonato, perché davvero efficace e duraturo. A differenza dei lavaggi nasali (attraverso i quali si inserisce nel naso, con una pompetta, della soluzione salina, termale o fisiologica), questo asporta il muco in maniera meccanica, liberando velocemente il naso.

I decongestionanti, invece, sono assolutamente vietati nei bambini sotto i 12 anni. Si tratta degli spray o delle gocce inserite direttamente nel naso per ridurre la congestione, ma sono veri e propri medicinali, e vanno quindi tassativamente evitati.

Infine, sempre sotto consiglio del medico, possiamo ricorrere all’aerosol, nel quale possiamo inserire solo della g oppure dei medicinali prescritti dal medico.

E per quanto riguarda l’alimentazione? Anche quella gioca un ruolo fondamentale nella lotta al naso chiuso, anche nei bambini. Oltre a bere tanta acqua, dobbiamo infatti puntare su brodo caldo, tisane e infusi (che ammorbidiscono il muco), oltre che su frutta e verdura fresche, ricche di vitamine e di sali minerali che aumentano la forza delle difese immunitarie dell’organismo, aiutando i bambini a guarire più in fretta dal naso chiuso.

Un pesce di mare, corposo e versatile, conosciuto anche – specialmente nelle regioni del Settentrione – con il nome di branzino: la spigola, un prodotto davvero appetitoso, che in cucina si presta a una miriade di preparazioni. Alcune ricette sono diventate un vero e proprio classico della cucina italiana: spigola alle erbe, spigola alla vernaccia, branzino alla ligure, in crosta di sale… Per non parlare dei metodi di cottura: il filetto può essere cotto in padella o utilizzato per sughi e condimenti prelibati, oppure grigliato delicatamente; intero può essere cotto in forno, con verdure, patate o in crosta; molto apprezzata è anche la cottura al cartoccio, quella di cui ci occuperemo in questa ricetta.

Adatta a tutte le tasche, perché semplice da reperire e relativamente economica rispetto ad altre specie di pesce, la spigola è un pesce nutriente e particolarmente importante per lo sviluppo dei più piccoli, grazie alle molteplici sostanze nutritive come fosforo, potassio e ferro e vitamine del gruppo B e D. Si tratta, inoltre, di un prodotto importante anche per la salute delle mamme, perché le sue carni sono particolarmente magre, aiutano a diminuire il colesterolo cattivo e a proteggere cuore e arterie dai rischi della cattiva alimentazione. Questa ricetta, poi, è anche particolarmente semplice, adatta anche a chi non ha molto tempo per cucinare.

Conoscete già in pannolini Lillydoo? Spiegandoveli brevemente, si tratta di pannolini bellissimi, super sicuri, senza profumazioni e senza lozioni, e soprattutto super comodi. Super comodi perché attraverso un comodo abbonamento possiamo risparmiare sul prezzo di vendita e ricevere direttamente a casa la fornitura di pannolini mensile di cui abbiamo bisogno, seguendo la crescita del nostro bambino.

Sul sito trovate tutto ciò che serve sapere sull’abbonamento ai pannolini Lillydoo, con la possibilità di ricevere anche un pacchetto prova alle sole spese di spedizione. Ma oggi c’è una novità: possiamo infatti risparmiare ancora di più, grazie alla possibilità di invitare i nostri amici!

Come ottenere uno sconto per comprare i pannolini Lillydoo: la comodità dell’abbonamento pannolini Lillydoo si arricchisce della funzione “Invita i tuoi amici”

Come funziona “Invita i tuoi amici” di Lillydoo? Semplice. Questo strumento è utilizzabile da chi ha già un abbonamento attivo e riceve quindi i pannolini Lillydoo ogni mese direttamente a casa. Chi ha l’abbonamento ha dunque la possibilità di invitare alcuni amici, ricevendo sconti in base a quanti di loro accetteranno l’invito sottoscrivendo l’abbonamento.

Ogni utente con abbonamento attivo può inviare un massimo di dieci amici (che abitino nel suo stesso Paese - nel nostro caso, ad esempio, l’Italia). Per farlo, basta cliccare sulla sezione “Invita i tuoi amici”, che troviamo nel nostro account Lillydoo.

Lì troveremo un codice personale da condividere con i nostri amici. Copiandolo, possiamo inviarlo via mail, via Whatsapp o via Sms.


Se i nostri amici decideranno di utilizzare il servizio Lillydoo, potranno inserire questo codice personale al momento dell’ordine dell’abbonamento o del pacchetto prova, e gli verranno scalati 20 euro.

Dopodiché, una volta utilizzato lo sconto, anche chi l’ha inviato riceverà un bonus, ovvero 20 euro accreditati sul proprio account, che verranno scalati automaticamente alla consegna del successivo pacco mensile di pannolini.

Come sempre, l’abbonamento è cancellabile in ogni momento (ed è molto flessibile, dato che si può cambiare taglia direttamente con un clic e restituire i pacchi non aperti nel caso in cui il bimbo cresca, così come cambiare la data di consegna in un solo clic), e non ci sono vincoli. Ma in quel caso i bonus accumulati verranno persi.

Insomma: è davvero semplicissimo ricevere questo sconto (del resto come sempre, quando si tratta di Lillydoo)!

Le favole non sono solo quelle Disney. Per carità, bellissimi i lungometraggi animati del colosso americano (e i nostri figli non a caso li adorano), ma la tradizione fiabesca è lunga e variegata. Ed è bellissimo leggere le narrazioni nelle loro forme meno edulcorate, no?

Come Pinocchio, ad esempio, tra i capolavori della nostra letteratura conosciuti in tutto il mondo. O “La bella e la bestia”, che esiste in moltissime versioni e che ha un fascino incredibile.

Bene, se amate leggere nel letto ai vostri bambini e se adorate i BEI LIBRI, di quelli BELLI PROPRIO FISICAMENTE, di quelli fatti PROPRIO MA PROPRIO BENE, non potete lasciarvi sfuggire le ultime uscite dei MinaLima per L’Ippocampo Edizioni.

“Pinocchio” e “La bella e la bestia”, le meraviglie illustrate da MinaLima: i due classici della letteratura per bambini in una nuova, magnifica veste

Ricordate “Il giardino segreto”? Era bellissimo, illustrato divinamente e con elementi interattivi incredibili. Ottimo. Allora amerete anche queste due uscite: “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi e “La bella e la bestia” nelle versione di Gabrielle Suzanne Barbot de Villeneuve.

Di nuovo, L’Ippocampo Edizioni ha scelto i graphic designer dell’universo cinematografico di Harry Potter e di Animali Fantastici, Miraphora Mina ed Eduardo Lima, ovvero i Minalima. Dal sapore antico e con dettagli finissimi, questi libri non sono solo belli da avere in libreria, ma sono anche pazzeschi da sfogliare. Insomma, sono perfetti, perché sono un bell’oggetto tradizionale da tenere in mano mentre lo leggiamo ad alta voce ai nostri bambini, sono favolosi per loro da toccare e da modificare e sono belli anche quando cominciano a leggere da soli, da un po’ più grandicelli.

Ma torniamo a noi. Queste due scelte ci piacciono molto perché fanno capire ai bambini che le favole non sono sempre rosa e fiori. Se nel Pinocchio disneyiano questo già un po’ si nota, la versione della Bella e la Bestia è di certo più edulcorata rispetto a quella della tradizione.

Soprattutto, entrambi i libri sono più lunghi e articolati, più coinvolgenti e dettagliati rispetto alla poco più di un’oretta dei cartoni animati. E poi vuoi mettere il piacere della lettura e della lettura ad alta voce?

“Le avventure di Pinocchio” è meraviglioso. Copertina color bordeaux, ha inserti davvero magici e spaventosi, che coinvolgono ancora di più i bambini nel viaggio del burattino di legno alla ricerca del suo babbo, Mastro Geppetto. Ci sono le fauci della balena, il sacco in cui viene catturato, il teatro di Mangiafuoco coloratissimo e ammaliante…

Lo stesso vale per “La bella e la bestia”, che qui è nella versione di Madame de Villeneuve, che raccolse numerose fonti di questa favola che circolava da tempo nella tradizione orale e letteraria occidentale. Qui la Bella viene presa prigioniera dopo che il padre coglie una rosa nel giardino del castello, destando l’ira dell’orribile padrone e costringendola quindi a diventare sua prigioniera.

Lo svolgimento è sì simile a quello della favola della Disney, ma è decisamente più complesso, ricco e affascinante, ed è per questo che ne consigliamo la lettura davvero a tutti, anche a coloro che credono di conoscerla già.

Anche qui i dettagli grafici e interattivi sono graziosissimi e strepitosi, dalla mappa della città al guardaroba ruotante della bella fanciulla prigioniera, le finestre del divertimento, la mappa dell'isola felice (e se non vi suona alcun campanello, be', allora è proprio ora di leggere questa versione dimenticando quella del cartone animato).

Due titoli da avere assolutamente in libreria. Sì, in quella dei nostri bambini. Ma anche in quella in salotto, perché sono così belli che non possiamo tenerli chiusi in una stanza...

Li si fa con il cavolo, e sono quindi crocifere (super sane!). Sono un cibo fermentato. E poi sono deliziosi! Io li faccio nella serata strappo-alla-regola, quando farciamo i panini con ciò che più ci piace. Sono perfetti negli hotdog vegetariani, ma anche con gli hamburger di ceci, o come semplice contorno. I crauti sono una delizia! 

E sì, sono un po' lunghi da preparare, ma la ricetta è davvero semplice. Quindi se abbiamo un po' di tempo, io li consiglio sempre stufati e non comprati.

I crauti: la ricetta della cottura lunga del cavolo cappuccio stufato per un contorno agrodolce delizioso

 

“Biblioteca”, “Laboatorio”, “Terrazzo”, “Stanza dei giochi”: in quale di queste stanze entriamo, per prima? Non importa! L’importante è cliccarci ed entrarci, perché l’Associazione Bruno Munari per questo periodo di lockdown e per divertirsi con l’arte da casa ha creato In casa con Munari, dedicato alle famiglie ed ai docenti in questo periodo di difficoltà sanitaria.

“In casa con Munari”, i laboratori Munari per tutti al tempo del covid

Da oltre 20 anni, l’Associazione Bruno Munari diffonde la conoscenza di questo artista eclettico e del suo metodo (di cui vi parliamo qui). Oggi, per venire incontro alle famiglie e agli insegnanti, ha deciso quindi di aprire virtualmente le porte della casa di Bruno Munari, su questo sito, per dare ai bambini attività originali per vivere la casa in maniera creativa.

Cosa significa? Significa che navigando nel sito troveremo idee originali che non si limitano a semplice intrattenimento, ma che ci permettono di trasformare la nostra abitazione in un laboratorio creativo con ciò che abbiamo normalmente in casa.

Tutto questo è stato possibile con lo studio di web design Incode di Cremona. ABM e Incode hanno unito le forze e le competenze e in dieci giorni hanno così realizzato “qualcosa di mai visto prima”, come fa sapere Silvana Sperati (ABM). “Sicuri che Bruno Munari avrebbe sorriso compiaciuto di questo sforzo creativo, ora si vuole offrire a tutti i bambini, ai genitori, ai nonni, ai docenti e a tutti gli appassionati del pensiero e dell'opera dell'artista, uno spazio che li accompagnerà nella sperimentazione e nella scoperta, senza nessun onere, poiché tutti hanno lavorato gratuitamente e spontaneamente, animati solo dal pensiero di aiutare "chi sta a casa ".

“Ora vi invitiamo a visitare e a "giocare" in questo spazio che vi darà davvero la sensazione di vivere in casa con Munari perché, come era solito fare l'artista, sarete stimolati ad osservare "il mondo intorno a voi con occhi diversi", scoprendo così aspetti che spesso sfuggono a chi ha fretta. Le attività saranno proposte in spazi differenti che vanno dal terrazzo, alla stanza dei giochi per passare al laboratorio ed arrivare nella biblioteca dove potrete trovare alcune letture dei principali libri dell'artista, ma anche molti approfondimenti che stimoleranno a "scoprire altro ancora””.

Lo scopo del progetto è quindi sì quello di dare nuovi strumenti ai bambini a casa, ma è anche di ricerca. “In casa con Munari”, spiega Silvana, “ci permetterà di trovare il metodo di un artista riconosciuto come maestro di creatività, ma declinato qui in modo nuovo ed originale a partire solo da quello che è possibile reperire nelle case; materiali, oggetti ed immagini che saranno oggetto di un "riuso" che saprà stimolare un pensiero più creativo in grado di educarci a reagire in modo nuovo e funzionale ai cambiamenti che la realtà sempre più spesso ci manifesterà.

Trattandosi di Munari questo non poteva che essere un "progetto in divenire". Infatti tutti sono invitati a sperimentare e a far pervenire i risultati delle loro ricerche, assieme alle loro principali opere, per allestire un Museo Virtuale che non potrà che nascere accanto alla casa di Munari. Un museo che potremo poi visitare con curiosità e gioia, per scoprire le sperimentazioni di tutti e continuare ad imparare”.

Nella Biblioteca troveremo quindi Silvana che legge i più bei libri di Munari, nel Laboratorio tante idee e tanti stimoli per realizzare oggetti creativi a partire da ciò che abbiamo a casa (come le lenzuola o la carta, ad esempio), nella Stanza dei Giochi tanti giochi e stimoli per ragionare (ad esempio con i classici mattoncini) e sul Terrazzo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per scoprire profumi, colori e sensazioni all’esterno!

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La grafica è bellissima, fatta per i nostri bimbi, semplice ed intuitiva, e le attività davvero coinvolgenti e stimolanti, mai scontate.

Entrate quindi nella casa dell’artista e diventate piccoli creativi insieme all’Associazione Bruno Munari! Ne uscirà qualcosa di stupendo.

 

Cecilia

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