Le biciclette per bambini di due anni

Lunedì, 10 Giugno 2019 10:34

Se diciamo “i terribili due” un motivo c’è: i due anni sono l’età in cui un bambino ha imparato ormai a camminare, correre e parlare, e sembra essere inarrestabile. Anche perché sta scoprendo il mondo, e per farlo cerca allo stesso tempo indipendenza, rassicurazione, contatto e sfide nei confronti dei genitori.

Insomma, a due anni i bambini non stanno mai fermi o zitti. Ma è un’età anche bellissima, durante la quale i nostri figli imparano moltissime cose! Come ad andare in bicicletta, con cicli fatti apposta per loro.

In generale, noi siamo sostenitrici accanite delle bici senza pedali, o balance bike (qui trovate tutti i nostri articoli), ma non sono l’unica alternativa.

Se state quindi pensando di acquistare una bicicletta per bambini due anni, ecco la nostra selezione delle migliori alternative.

Le biciclette per bambini di due anni: quale bici per bambini scegliere per i nostri figli di due anni

In generale, decidere di insegnare ai nostri figli ad andare in bicicletta è una scelta bellissima, ammirevole e importante: la bici è infatti un mezzo completo, che permette loro di allenare i muscoli e la coordinazione, di muoversi liberamente all’aria aperta, ed è il mezzo ecosostenibile e salutare per eccellenza.

Ce ne sono di tutti i tipi, classiche, con rotelle o senza pedali, e ne troviamo per tutte le tasche, senza per questo rinunciare alla qualità.

La scelta deve ricadere in ogni caso su una bicicletta adatta all’altezza del bambino: rispettare la statura è quindi la prima regola. Tuttavia, non è un problema sceglierla un attimino più grande (basta che non sia TROPPO grande, causando instabilità e difficoltà): in questo modo, il bambino crescerà e potrà continuare ad utilizzarla per un po’ più di tempo (sappiamo quanto i bambini crescano a vista d’occhio!). Per capire se è adatta, basta controllare che il bimbo arrivi bene e comodamente ai pedali (o a terra, nel caso delle balance bike). Se la bicicletta che abbiamo scelto ha le rotelle, l’equilibrio non sarà un problema, perché saranno proprio le rotelle a garantire stabilità e il bimbo dovrà solo arrivare ai pedali.

Un altro consiglio in questo senso è scegliere biciclette o balance bike che siano regolabili (ovvero che il manubrio e il sellino siano regolabili); in questo modo assicureremo al bambino stabilità e comodità più a lungo.

Come dicevamo, la scelta migliore è comunque la balance bike, o bicicletta senza pedali. È adatta a tutti i bambini di due anni (poiché sono pensate per i bimbi dai 18 mesi ai 3 anni circa) e permette di imparare ad andare in bicicletta senza rotelle, perché i bambini imparano fin da subito l’equilibrio e la spinta.

Qui trovate i nostri consigli su dove acquistarle.

Un’altra soluzione è il triciclo, il classico gioco-mezzo per bambini che rappresenta una sorta di pre-bicicletta. In questo caso, non c’è bisogno di rotelle, perché le tre ruote permettono al triciclo di stare in piedi da solo. Il bambino non dovrà cercare l’equilibrio, ma semplicemente pedalare (in una posizione anche molto comoda). Ecco qui un articolo sui tricicli, su ciò che c’è da sapere e su quale scegliere in base all’età del bambino.

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Infine, la classica bicicletta: all’inizio, nella maggior parte dei casi è bene optare per biciclette per bambini con rotelle. Questo perché se i bambini non hanno mai utilizzato una balance bike non conoscono l’equilibrio che richiede l’andare in bicicletta. Grazie alle rotelle impareranno prima il concetto della pedalata e del curvare, e solo in un secondo momento l’equilibrio e la spinta.

Come dicevamo prima, per scegliere una bicicletta con le rotelle è bene tenere presenti l’altezza del bambino (prendendo una bicicletta adatta alla sua statura) e la presenza di sellino e manubrio regolabili.

Una prima bicicletta per bambini e bambine di due anni potrebbe essere questa di Dino Bikes, con rotelle staccabili, freno anteriore, sellino e manubrio regolabili, cestello anteriore e posteriore e cuscinetti in nylon.

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Per i bambini che amano i supereroi, molto bella questa di Spiderman, anche in questo caso regolabile per l’altezza del bambino, con gomme gonfiabili, ruote in acciaio e freni molto stabili.

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Prima di salire in sella, in ogni caso, è sempre, sempre consigliato l’uso di caschetto e protezioni a gomiti e ginocchia! E via al divertimento.

Come perdere peso velocemente

Lunedì, 10 Giugno 2019 09:51

Ci sono tanti modi per perdere peso velocemente, ma ognuno di loro richiede uno sforzo e un impegno da parte tua. Molte persone oggi stanno cercando di scoprire come perdere peso velocemente in modo da sentirsi meglio.
Se vuoi sapere come perdere peso velocemente, è necessario conoscere 7 consigli vitali per avere successo. Perdere peso può essere un compito enorme e difficile per molte persone, ma questo articolo ti mostrerà come perdere il grasso in eccesso in modo rapido ed efficace.

I migliori 7 consigli su come perdere peso velocemente

1) Bere acqua

Aumentare l'assunzione di acqua è il modo più semplice per fare un grande cambiamento oggi, e anche il passo più importante nella perdita di peso! Quindi vai a prendere un bicchiere d'acqua e inizia a bere subito. L'acqua naturalmente aumenta il tuo metabolismo, ti riempie ed elimina le tossine. Poniti l'obiettivo di bere un litro di acqua al giorno: questo farà sì che il tuo metabolismo continui ad aumentare, il tuo ventre rimanga pieno e il tuo corpo si liberi da tutte quelle tossine del cibo e della vita che possono ostacolare gli sforzi per perdere peso.

2)  Impegnarsi in una regolare attività fisica ed esercizio fisico

Un'attività fisica regolare può aiutare una persona a perdere peso. L'esercizio fisico regolare è vitale per la salute fisica e mentale. Aumentare la frequenza dell'attività fisica in modo disciplinato e mirato è spesso fondamentale per il successo della perdita di peso. Le persone che di solito non sono fisicamente attive dovrebbero aumentare lentamente la quantità di esercizio che fanno e aumentarne gradualmente l'intensità. Questo approccio è il modo più sostenibile per garantire che l'esercizio fisico regolare diventi parte del loro stile di vita.
Per risultati più rapidi, è anche possibile usare pillole dimagranti che potrebbero aiutare ad aumentare rapidamente la perdita di peso.

3) Eliminare le calorie liquide

È possibile consumare centinaia di calorie al giorno bevendo bibite dolcificate con zucchero, tè, succo o alcol. Queste sono noti come "calorie vuote" perché forniscono un contenuto energetico extra senza offrire alcun vantaggio nutrizionale.
A meno che una persona non stia consumando un frullato per sostituire un pasto, dovrebbe cominciare a passare all'acqua al posto delle bibite, o al tè e al caffè non zuccherati. Aggiungere un tocco di limone fresco o di arancia all'acqua può dare sapore.

4) Controllare l'appetito

Mangiare troppo cibo, anche verdure a basso contenuto calorico, può causare un aumento di peso.
Pertanto, le persone dovrebbero evitare di stimare le dimensioni di una porzione o di mangiare cibo direttamente dal pacchetto. È preferibile utilizzare i misurini e le guide delle dimensioni. L'indovinare porta a sopravvalutare e la probabilità di mangiare una porzione più grande del necessario. Molte persone beneficiano del mangiare consapevole, il che implica essere pienamente consapevoli del perché, come, quando, dove e cosa mangiano. Fare scelte alimentari più salutari è un risultato diretto dell'entrare più in sintonia con il proprio corpo.

5) Pianificare in anticipo

Tenere in cucina cibi adatti alla dieta e creare piani pasto strutturati si tradurrà in una perdita di peso più significativa. Le persone che cercano di perdere peso o di mantenere il peso forma devono ripulire la loro cucina, eliminando i cibi elaborati o il junk food e assicurandosi di avere invece a disposizione tutti gli ingredienti per preparare pasti semplici e salutari.

6) Cercare il sostegno sociale

Avere supporto sociale è un ottimo modo per rimanere motivati. Abbracciare il sostegno dei propri cari è parte integrante quando di cerca di perdere peso in maniera soddisfacente. Alcune persone potrebbero voler invitare amici o familiari a unirsi a loro, mentre altri potrebbero preferire utilizzare i social media per condividere i loro progressi.

7) Essere positivi

La perdita di peso è un processo graduale e una persona può sentirsi scoraggiata se i chili non diminuiscono al ritmo previsto. Alcuni giorni saranno più difficili rispetto ad altri, perché quando  un programma di perdita di peso di successo richiede all'individuo di perseverare e di non mollare, anche quando il cambiamento sembra molto difficile.

Infine, le persone consapevoli di come e cosa mangiano e che si impegnano in attività fisica quotidiana o esercizio fisico regolare avranno successo sia nel perdere peso che nel mantenerlo.

In un articolo di qualche tempo fa vi avevamo illustrato i benefici di avere meno giocattoli. Non tanto a livello consumistico (che è anche una delle ragioni per le quali dovremmo puntare sulla riduzione dei giocattoli), ma soprattutto per la crescita armoniosa dei bambini.

A dare man forte a queste considerazioni ci pensa ora uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Infant Behavior and Development - visibile sulla pagina internet Science Direct - che spiega come il numero di giocattoli influenzi effettivamente i bambini.

Troppi giocattoli influenzano negativamente creatività e concentrazione: l’abbondanza di giocattoli riduce la qualità del gioco dei bambini

I ricercatori Carly Dauch, Michelle Imwalle, Brooke Ocasio e Alexia E.Metz hanno pubblicato su una rivista psicologica questo studio, “The influence of the number of toys in the environment on toddlers’ play”, ovvero “L’influenza del numero di giocattoli nell’ambiente sul gioco dei bambini”.

La loro ricerca si è basata sulla seguente ipotesi: secondo loro, un ambiente con meno giocattoli porta ad alzare la qualità del gioco nei bambini. Attraverso trentasei partecipanti hanno quindi cercato di osservare quanto questa tesi fosse esatta, mettendoli nella condizione di giocare con più o meno giocattoli.

I bambini si sono così trovati a giocare o con quattro giocattoli o con sedici giocattoli, in diversi momenti. Quando giocavano con i quattro giocattoli, i ricercatori hanno osservato che c’erano meno incidenti con i giocattoli, una maggiore durata del gioco e soprattutto una maggiore varietà di gioco con gli stessi giocattoli. I bambini, quindi, quando messi nella condizione di poter giocare con meno oggetti, inventavano varie attività con gli stessi elementi.

Questo ha portato a considerare che quando ai bambini si mettono a disposizione meno giocattoli, questi giocano maggiormente (si concentrano più a lungo), si focalizzano più facilmente sull’attività che stanno svolgendo e soprattutto giocano più creativamente.

Le loro conclusioni parlano dunque chiaro: innanzitutto, l’abbondanza di giocattoli riduce la qualità del gioco dei bambini. Meno giocattoli, invece, aiutano i bambini a concentrasi meglio e a giocare in maniera più creativa.

Per questo gli studiosi si sono sentiti di consigliare a tutti i genitori di ridurre il numero dei giocattoli, senza eccedere, per permettere ai bambini uno sviluppo più sano e armonioso e per promuovere una modalità di gioco più salutare.

Basta un po’ di buon senso per capirlo. Pensiamo solo al passato, e non tanto a quello dei nostri nonni, ma anche al nostro. Quando c’erano meno giocattoli, e soprattutto meno tecnologia, era normale inventare nuovi giochi, nuove attività con i giocattoli disponibili. Era normale uscire fuori, oppure giocare in casa ai giochi di ruolo, senza per forza usare giocattoli ma mettendo in campo tutta la nostra fantasia.

Oggigiorno, invece, sembra che abbiamo paura della noia, e riempire le camerette dei bambini di giocattoli è normale. In realtà la noia è grande alleata della creatività, e la creatività è una competenza importantissima per la crescita, perché non serve solo durante l’infanzia, ma durante tutta la vita.

6 ricette di Mopur in estate

Venerdì, 07 Giugno 2019 08:04

Mopur è il nome sanscrito del dio che proteggeva il grano e la sua germogliazione. Ma Mopur è anche un prodotto che ci piace, un derivato del grano da cui si producono insaccati e carni che in realtà non sono insaccati e carni, per portare in tavola un’alternativa sana e gustosa agli affettati.

Ci sono il Mopur simile alla bresaola, quello arrosto, quello stagionato, quello per fare lo spezzatino, il filetto, la salsiccia…

E in estate quali sono le ricette più buone e fresche con il Mopur? Eccole!

6 ricette di Mopur in estate: come preparare il mopur nella stagione estiva per piatti vegetariani alternativi a carne e affettati

Il carpaccio di Mopur

La prima ricetta, classica e super estiva, è quella del carpaccio di Mopur. Scegliamo un taglio bresaola (anche quello affumicato è molto buono) e prepariamo della rucola, dell’olio, del pepe, del pecorino grattugiato e dell’olio extravergine. Disponiamo le fette sottili di mopur in un piatto da portata, quindi spolveriamo con il pecorino grattugiato e il pepe, spargiamo la rucola in superficie e condiamo con un filo d’olio.

Mopur e melone

Utilizzando sempre il taglio bresaola, oppure quello sottilissimo (che ricorda del prosciutto crudo), possiamo replicare il classico piatto estivo prosciutto e melone. Basta tagliare un melone bio fresco a fette (togliendo la buccia) e adagiare sopra le nostre fettine di mopur, condendo poi con un filo d’olio e del pepe a piacere. Un piatto completo, fresco e ricco di vitamine e proteine.

Filetto di mopur alle erbe

Per una serata estiva che ricordi una grigliata, ecco il filetto di mopur alle erbe, sostanzioso e saporito. In una padella antiaderente, scaldiamo un filo d’olio e dopo un paio di minuti aggiungiamo in padella un trito di salvia e rosmarino. Dopo un altro paio di minuti, aggiungiamo i filetti di mopur, cuocendoli a fiamma media per 5/10 minuti. Il nostro filetto di mopur è pronto, da servire con un’insalata misticanza oppure con del riso basmati bianco di contorno.

Caprese vegetariana

La caprese è un piatto estivo tipicamente italiano. Per chi vuole un’alternativa vegetariana, il mopur è perfetto per sostituire il prosciutto crudo. Prendiamone un taglio sottile tipo affettato e disponiamolo in un piatto. Tagliamo quindi una mozzarella fresca (anche quella di bufala va benissimo ed è molto buona) a fettine, e adagiamole al centro del mopur. Tagliamo delle foglioline di basilico, laviamole, asciughiamole e spargiamole in superficie. Condiamo quindi con sale, pepe e un filo d’olio di oliva.

Farfalle integrali con mopur, asparagi e limone

In una padella antiaderente facciamo soffriggere in un filo d’olio mezza cipolla rossa tagliata finemente, quindi uniamo un mazzo di asparagi tagliati finemente a rondelle e privati della parte più dura. Lasciamoli insaporire, quindi aggiungiamo in padella anche del mopur arrosto tagliato a cubetti. Lasciamo cuocere per dieci minuti e grattugiamo in padella la buccia di mezzo limone bio ben lavato. Nel frattempo cuociamo la pasta integrale in acqua bollente. Scoliamola e uniamola al sugo in padella, facciamo saltare per un minuto e serviamo.

Panini con mopur

Per le giornate estive al parco, in spiaggia o nei picnic, una ricetta tanto semplice e tanto gustosa come i sandwich è sempre una buona idea. Prendiamo il mopur affettato tipo bresaola e abbiniamolo agli altri nostri ingredienti preferiti. Possiamo, ad esempio, preparare i panini con mopur e maionese vegana, oppure mopur, pomodorini e rucola; mopur, carote alla julienne e lattuga; mopur, frutti di bosco e formaggio cremoso…

I diversi modi per portare i bambini

Giovedì, 06 Giugno 2019 14:02

Diversi sono i supporti adatti a portare il proprio bambino in posizione davanti (pancia a pancia), di fianco, dietro (schiena). Qualsiasi sia il supporto utilizzato, importante è accertarsi che il posizionamento del bambino sia corretto e ciò si ha quando:
- Il corpo del bambino aderisce perfettamente con quello del portatore
- Quando viene rispettata la curvatura naturale della schiena e la fisiologica divaricazione delle gambe
- Quando il baricentro del portatore è allineato/inferiore al sederino del bambino
- Quando la testa è adeguatamente sorretta

FASCIA ELASTICA

È un supporto molto versatile, permette di portare in tutte e tre le posizioni del babywearing, dalla nascita e per tutto il percorso.
È una striscia di stoffa lunga circa 5 metri e alta tra i 45 e 70 centimetri. Può essere 100% cotone o avere una percentuale di elastan al suo interno.
Viene utilizzata solo per il pancia a pancia e sorregge ottimamente un peso fino ai 6/7 kg. È la fascia che viene consigliata per i neonatini e i prematuri in quanto molto morbida e avvolgente. È facile da usare e per questo è particolarmente indicata per le neomamme.

FASCIA RIGIDA

È un telo di stoffa rettangolare o a forma di parallelogramma e la lunghezza varia dai 220 ai 570 centimetri. Alta circa 70 centimetri.
La lunghezza viene suddivisa in taglie: le taglie corte, 2/3/4 consentono un numero di legature ridotte, le taglie 7/8 sono indicate per corporature over, mentre una taglia 6 offre la possibilità di effettuare tutte le legature e di adattarsi sia alla fisicità della mamma che del papà se di corporatura media.

La fascia rigida può essere di vari materiali: 100% cotone o tessuti misti, lana, bamboo, lino, canapa, seta...
Inoltre, le fasce rigide hanno anche diversità di grammatura (peso del tessuto per metro quadrato) e si dividono in:
- Bassa 170 – 210 g/mq
- Media 220 – 250 g/mq
- Alta 260 – 280 g/mq
- Molto alta oltre i 285 g/mq

Per neonati o mamme neofite si consiglia si scegliere fasce in cotone o bamboo ottime in estate e di grammatura bassa in quanto sono più maneggevoli e meno spesse.

MARSUPIO ERGONOMICO STRUTTURATO

Questo tipo di supporto è sconsigliato dalla nascita in quanto presuppone caratteristiche che un neonato non possiede. Può essere indicativamente valutato quando l’altezza del bambino è almeno di 62/65 centimetri e mai sotto i 6 kg di peso. Inoltre, bisogna osservare che la muscolatura della schiena sia sufficientemente forte in modo da evitare che si insacchi all’interno del marsupio, e che ci sia anche un buon sostegno del capo.
Per essere considerato ergonomico le caratteristiche di ergonomicità devono essere tutte rispettate:
È composto da tre parti: pannello, fascia ventrale e fasce superiori o spallacci.
- Deve rispettare la fisiologica divaricazione delle gambe e andare da incavo del ginocchio destro a incavo del ginocchio sinistro
- il pannello non deve forzare la curvatura della schiena
- adattamenti interni per neonati sono sconsigliati
- fascia ventrale e spallacci sono regolabili e imbottiti
- alcuni modelli hanno il pannello regolabile in altezza e/o ampiezza

MEI TAI

È un supporto di origine cinese, un marsupio non strutturato.
È composto da pannello e da 4 fasce; due superiori dette anche spallacci, due inferiori dette anche ventrali.
Anche in questo caso il pannello centrale può essere regolabile in altezza e/o ampiezza.
Il mei tai consente di portare davanti e dietro, ma non è consigliato dalla nascita. Essendoci varie dimensioni in commercio questo supporto può essere utilizzato anche prima del marsupio ergonomico, ma è sempre necessario valutare il singolo bambino.

ONBUHINO

È un supporto di origine giapponese. È composto da un pannello centrale e due fasce superiori come il mei tai, ma la fascia ventrale viene sostituita da due anelli cuciti alle estremità del pannello. Alcuni modelli sostituiscono gli anelli con delle fibbie.
Scarica il peso interamente sulle spalle del portatore, per questo motivo se ne consiglia un uso limitato nel tempo.
La divaricazione delle gambe del bambino è molto ampia, quindi si consiglia di utilizzarlo a partire dai 10/12 mesi di età.

POUCH SLING O TUBOLARE

È un tubo di stoffa alto circa 50 centimetri. È cucita su misura del portatore e non richiede nessun tipo di legatura.
È un supporto laterale e monospalla, per tanto il bambino deve riuscire a stare sufficientemente seduto e avere una buona postura eretta.
Il peso del bambino non viene scaricato uniformemente sulla schiena di chi porta, quindi non è consigliata per un utilizzo prolungato nel tempo.
Si può cucire in monostrato se si scelgono tessuti più spessi, o al contrario se si opta per tessuti più sottili si può realizzare in doppio strato.

RING SLING

Fascia monospalla ad anelli e si utilizza per portare davanti e di fianco, anche sulla schiena per chi è esperto.
È un telo di stoffa lungo circa tra i 170 e i 210 centimetri. Ha due anelli cuciti su una delle due estremità e servono per regolare la tensione della stoffa in legatura.
Si può usare già dalla nascita in posizione pancia a pancia, ma non è un supporto che si consiglia a una mamma neofita in quanto richiede una bona manualità e competenza.

Dove comprare il bola messicano

Giovedì, 06 Giugno 2019 12:02

Detto anche “chiama angeli”, il bola messicano è uno dei must have della gravidanza. Un accessorio carino, stiloso e soprattutto ricco di significato e di tradizione, un piccolo gioiello che lega fin da subito mamma e bambino attraverso un dolce e delicato suono che li accompagnerà durante e dopo la gestazione.

Ma dove comprare il bola messicano? In tutte le gioiellerie o nei negozi di bigiotteria, oppure online. Qui abbiamo preparato per voi una selezione dei migliori, per tutte le tasche e per tutti i gusti.

Dove comprare il bola messicano: la nostra selezione dei più bei chiama angeli da comprare online, per la propria gravidanza o per un regalo all’amica in attesa

Se non volete spendere troppo, su Amazon trovate il ciondolo chiama angeli base, semplice e liscio, con una lunga catenina che si appoggia sulla pancia proprio come da tradizione. Lo trovate qui e costa 9,99 euro.

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Sempre su Amazon, un bola messicano un pochino più elaborato, in acciaio e ottone, con degli intagli delicati e molto belli. È della marca Bluespirit e costa 29 euro. Lo trovate qui.

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A 24 euro su Amazon trovate anche questo bola dell’attesa davvero carino: oltre alla classica pallina, presenta un piccolissimo ciuccio. In rame ricoperto d’argento, contiene il classico piccolo xilofono che produce il tipico suono dolce e cullante.

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Anche su Etsy si trovano moltissimi ciondoli chiama angeli per la gravidanza, come questo classico, piccolo, tondo e lucido, a 24 euro.

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Bellissimo anche questo bola su Etsy, a 29 euro, lavorato sula superficie e corredato da una piccola targhetta personalizzabile.

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In questo negozio Etsy, infine, è possibile scegliere la catenina perfetta per il proprio chiama angeli (in questo caso classico, piccolo e liscio). La scelta è tra una catena semplice ed una finissima con piccole palline, molto elegante.

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Foto di copertina: Etsy.

Il MUBA, il Museo dei Bambini di Milano, è sempre meraviglioso: tra mostre, laboratori ed iniziative ha sempre la proposta giusta per le famiglie, coniugando educazione e divertimento in maniera fenomenale e puntando sempre sulla sensorialità.

A settembre e ottobre tornerà il DidòLab: la Rotonda della Besana si trasformerà nuovamente nel luogo magico dove modellare con le proprie mani mondi fantastici. Le iscrizioni sono aperte, e ora vi spieghiamo tutto!

Il DidòLab al MUBA, aperte le iscrizioni ai laboratori più amati dai bambini: a settembre e ottobre tornano gli appuntamenti per bambini con Didò al Museo dei Bambini di Milano

Il Museo dei Bambini di Milano si trova nella Rotonda della Besana, in un antico palazzo davvero affascinante che al suo interno ospita questo centro per lo sviluppo e la diffusione di progetti culturali dedicati all’infanzia, attraverso eventi che aiutano i bambini ad aprire il loro sguardo sul mondo con i cinque sensi, il pensiero, le mani e il divertimento.

A settembre e ottobre il MuBa riproporrà uno dei suoi laboratori più amati dai bimbi, la super esperienza in formato maxi DidòLab, con giornate dedicate alla più famosa pasta modellabile prodotta da F.I.L.A., con la quale il Mu.Ba collabora da vent’anni (tutta naturale, dato che è fatta con farina, acqua e sale!), durante le quali i bambini dai 2 ai 6 anni potranno sperimentare e costruire, modellare e sbizzarrirsi.

Nella cornice della Rotonda della Besana (in via Besana 12 a Milano) i bambini troveranno maxi vasche per una sperimentazione sensoriale unica e favolosa, un mondo incantato che è il sogno di ogni bambino: potranno così camminare a piedi nudi sulla pasta modellabile, provare e sperimentare con le impronte, le tracce e i segni, giocare “normalmente” con la pasta prelevandone piccole quantità e realizzando le forme che vogliono, creare opere d’arte come veri scultori grazie ai piccoli strumenti di lavoro in formato baby (forbici, trafile, matterelli e mirette)…

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Il percorso è davvero divertente e meraviglioso ed è studiato ad hoc per stimolare le emozioni dei bambini attraverso la manipolazione e l’attività ludica e divertente.

I DidòLab si terranno sabato 28 settembre, domenica 29 settembre, sabato 19 ottobre e domenica 20 ottobre 2019, in diversi turni (alle 10, alle 11.30, alle 14, alle 15.30 e alle 17). Il costo a persona (adulti e bambini) è di 7 euro. Le iscrizioni possono essere effettuate esclusivamente online, a questo indirizzo sul sito del MuBa.

Per il resto, il MUBA è aperto alle famiglie con visite organizzate a orari fissi di ingresso e a numero chiuso della durata di 75 minuti, dal martedì al venerdì alle ore 17, i fine settimana e le vacanze scolastiche dalle ore 10 con ultimo ingresso alle ore 17. La programmazione può subire delle variazioni. Vi invitiamo a consultare sempre il calendario su www.muba.it.

“Tutto bene”. “Niente”. “Ma sì”. “Boh, non so…”. Sono solo alcune delle declinazioni delle risposte alla fatidica domanda che ogni giorno facciamo ai nostri figli: “Com’è andata oggi?”. Che si tratti della scuola, dell’allenamento di calcio o della lezione di karate, o ancora della giornata passata insieme agli amichetti, non ci si scappa: spesso i bambini sembrano non volerci raccontare nulla. Svicolano, rispondono distrattamente, evitano risposte lunghe…

E noi ci rassegniamo, dopo un po’. E ci frustriamo, diciamocelo. Perché vorremmo strappargli tutto il possibile, sapere ogni dettaglio, ogni minuto! E non per mero controllo (o almeno non solitamente), ma semplicemente perché DAVVERO ci interessa la loro giornata.

Come fare allora per far sì che i bambini ci raccontino davvero com’è andata, che ci diano davvero una risposta? Ecco qualche trucco.

Come farsi raccontare dai figli com’è andata la giornata: le strategie per far sì che i bambini rispondano davvero alla domanda “com’è andata oggi?”

Aspettare un attimo

Esatto, aspettare, portare pazienza: a volte la nostra frenesia di sapere ci porta a chiedere “com’è andata?” non appena i bambini salgono in macchina fuori da scuola, o appena mettono piede in casa dopo la giornata dagli amici, o nello spogliatoio della palestra. Ma come noi adulti anche loro si rilassano un attimo appena le attività finiscono, e magari semplicemente non hanno la forza o la voglia di rispondere proprio in quel momento. Proprio come quando, ad esempio, usciamo dal lavoro dopo una giornata importante in riunione: se qualcuno ci chiedesse subito “com’è andata” risponderemmo inconsciamente un po’ svogliati, mentre dopo una doccia rilassante e davanti alla cena avremmo più voglia e forza di parlarne, con un po’ più di entusiasmo e con la mente un po’ più sgombra.

Parlare noi per primi della nostra giornata

Come spesso accade, l’esempio è il miglior metodo di educazione, perché i nostri figli imitano moltissimo ciò che facciamo noi. Se quindi noi per primi ci mettiamo nella condizione di condividere, allora spesso anche loro seguono il nostro esempio. Prima di chiedere: “Com’è andata?”, proviamo quindi a raccontare la nostra, di giornata. “Sai, oggi ho fatto una camminata in pausa pranzo. Al lavoro è stata una giornataccia, ma mi ha fatto molto bene. Ah, e in ufficio si è inceppata la fotocopiatrice!”. Sono tutti piccoli dettagli insignificanti, ma dettagliati e specifici. Ma alla domanda “E la tua giornata invece com’è andata?” i bambini si sentiranno più coinvolti e ascoltati, condividendo in maniera bilaterale, non sentendosi “sotto interrogatorio”. Ed è un esercizio d’abitudine: pian piano capiranno che condividere i racconti in famiglia è piacevole, divertente, utile e depressurizzante (perché anche quando succederà qualcosa di brutto potranno parlarne tranquillamente).

Via libera alle domande specifiche

A volte basta invece concentrarsi sulle domande specifiche e non sul generico e classico: “Com’è andata?”. “Oggi a scuola hai fatto le tabelline?”. “Ti sei divertito a dipingere con gli acquerelli?”. “Hai litigato di nuovo con Giulio oppure oggi vi siete divertiti e basta?”. E ancora: “Hai imparato qualcosa di nuovo oggi?”. “Qual è la cosa più bella della giornata? E quella meno piacevole?”. In questo modo impareranno anche ad esprimere (e codificare) le loro emozioni.

Capire la stanchezza e rimandare

In questo caso, ciò che mettiamo in campo sono l’empatia e la disponibilità. Quando un bambino è visibilmente stanco e non ha voglia di parlare, cerchiamo di capirlo subito. Solitamente, è quando risponde a monosillabi. Facciamogli quindi capire che abbiamo compreso il suo stato: “Sei stanco, lo vedo, chissà quante cose hai fatto oggi. Me lo racconterai quando te la sentirai”. Semplice, ma efficace.

Risparmiare consapevolmente sulla spesa

Martedì, 04 Giugno 2019 08:24

In tempi come quelli che stiamo vivendo è bene passare da consumatori “passivi” (che accettano senza fiatare tutto ciò che viene trasmesso dalla pubblicità) ad “attivi” (attenti a cosa compriamo e come). Sembra difficile e a volte una perdita di tempo, ma pensate solo che una spesa consapevole vi consente di risparmiare anche fino al 60%! I trucchi non sono poi così complicati una volta che ci si fa l’abitudine e di seguito troverete qualche consiglio utile.

Essere aggiornati sulle offerte

Il primo passo per una spesa consapevole è quello di essere aggiornati sulle offerte, non solo del negozio o supermercato di fiducia, ma anche di quelli un po’ più distanti da casa o poco conosciuti. In questa maniera potreste scoprire che lo stesso prodotto comprato presso il solito rivenditore costa magari anche il 50% in più rispetto a quello venduto a pochi chilometri da casa, o semplicemente nel supermercato di fianco.

L’era digitale in questo ci viene molto in aiuto perché non serve più fare la ricerca dei volantini più disparati a casa di parenti o amici, ma basta collegarsi ad internet su siti come www.kupino.it, specializzati nella raccolta e fruizione online degli opuscoli pubblicitari dei maggiori rivenditori di beni di consumo (come supermercati e discount, arredamento, viaggi etc.). In questa maniera, scegliendo il brand che vi interessa o il prodotto che cercate, potete verificare comodamente da casa quelle che sono le offerte del periodo e scegliere consapevolmente.

Non fermarsi all’aspetto esteriore

Un altro consiglio è quello di non andare per forza solo sulle grandi marche conosciute, ma sperimentare anche i brand ufficialmente poco noti perché potreste imbattervi in piacevoli sorprese: spesso e volentieri i prodotti proposti, esteriormente diversi o facenti capo ad aziende differenti, sono in realtà realizzati negli stessi stabilimenti dei marchi più famosi.

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Photo by Fikri Rasyid on Unsplash

Ovviamente quello che cambia, anche in maniera sostanziale è il prezzo perché, a parità di materie prime utilizzate, nel prodotto famoso pagate anche tutti i costi di marketing dell’azienda. Potreste obiettare che non è detto che, sebbene realizzati nelle stesse strutture, l’azienda segua necessariamente gli stessi protocolli di sicurezza, però pensate a quanto costerebbe differenziare le linee di produzione per lo stesso prodotto finale. Forse per l’azienda il gioco può non valere la candela.

Il prossimo passo verso la spesa consapevole è proprio questo: abbiate il coraggio di non fermarvi all’aspetto esteriore di ciò che desiderate, ma ricordatevi di leggere sempre le etichette: tanto per gli ingredienti utilizzati (non sempre il nome famoso è garanzia di alta qualità), quanto per gli stabilimenti di produzione, le caratteristiche essenziali sono scritte tutte là anche se, lo concedo, a volte mascherate. Se volete avere maggiori informazioni, il sito Io Leggo l’Etichetta, con la collaborazione dei consumatori, ha creato una specie di vademecum che raccoglie tutti i principali prodotti delle marche secondarie specificando chi sia, a discapito del nome stampato sull’etichetta, il reale stabilimento di produzione.

Lidl

Tra le varie catene che adottano questo sistema, la tedesca Lidl si pone in una situazione un po’ anomala, che potremo chiamare di soft discount: possiamo trovarvi, infatti, prodotti di marche sconosciute a prezzi molto contenuti, ma anche alimenti e beni legati a brand ben più famosi. Basta sfogliare le numerose offerte del volantino Lidl per rendersene conto. Grazie a questa posizione, la catena riesce a mettere d’accordo varie tipologie di clientela, dai consumatori più esigenti rispetto al rapporto qualità-prezzo a quelli più attenti al portafoglio.

Piacevole è l’idea di girare il mondo attraverso speciali offerte internazionali: Spagna, Grecia, Germania, poi ancora Francia e Stati Uniti sono esempi dei Paesi toccati dai tour gastronomici pensati da Lidl. Una bella idea per appassionare il cliente attento al made in Italy, ma che non disdegna certo la possibilità di provare eccellenze anche di altri Stati senza spendere necessariamente una fortuna.

Per concludere, il mio ultimo consiglio è questo: ricordatevi che tutto è nelle mani del consumatore, quindi nelle vostre. Una spesa consapevole altro non è che un acquisto organizzato solo su quelle che sono realmente le vostre necessità, lasciando perdere quelle della grande distribuzione.

I nonni sono una delle ricchezze della vita. E non solo quando sono vicini (perché, sì, sono un aiuto incommensurabile e perché fare i nonni allunga la vita), ma anche quando sono lontani. Perché la figura del nonno e della nonna rappresenta un amore immenso, diverso da quello genitoriale, e il rapporto che lega un nipote ad un nonno è spesso unico. Coltivare questo rapporto è quindi fondamentale, a prescindere dalla distanza.

Ma quanto dimostriamo ai nonni la loro importanza? Quanto facciamo capire loro quanto gli vogliamo bene? Quanto li coinvolgiamo nelle nostre vite? Con questo servizio che abbiamo scoperto da poco queste domande trovano risposta. Perché a volte basta un pensiero così semplice ma così immenso a consolidare ancora di più il rapporto, a fare sentire la vicinanza (non solo fisica!) e a coinvolgere come si deve nella vita dei nipoti queste persone così importanti per la nostra vita. Insomma, viva Neveo! Ma di cosa si tratta? Ve ne parliamo subito.

Neveo, un regalo per sempre per i nostri nonni: con Neveo il servizio per un album di famiglia che unisce sempre di più nipoti e nonni

In un’epoca nella quale viviamo costantemente con il telefonino tra le mani e in un periodo storico nel quale fotografare i nostri bambini è così semplice, perché non sfruttare la tecnologia per consolidare i rapporti e rendere i ricordi davvero indelebili? Perché se ci pensiamo, per quante foto scattiamo al giorno, in realtà ne stampiamo sempre meno. Capita così che gli scatti rimangano sul cellulare, che non vengano quasi mai riguardati e che i ricordi rimangano così intrappolati dietro allo schermo. Un’assurdità e un paradosso, non credete?

Bene, con Neveo tutto questo cambierà, senza fatica e con una semplicità incredibile. Neveo, infatti, è una applicazione semplicissima che possiamo scaricare sul nostro cellulare e che permette, periodicamente, di condividere le foto e i momenti che custodiamo nei nostri telefonini con i nonni dei nostri bambini.

Neveo si trova su Google Play per i dispositivi Android e sull’App Store per iPhone. Si tratta proprio di un album di famiglia sul quale caricare le foto che scattiamo ogni mese ai nostri bambini. Grazie all’app e a un abbonamento, poi, questo album mensile verrà spedito ai nonni, che riceveranno così un album cartaceo come quelli di una volta, bellissimo e personale, da sfogliare per scoprire cosa hanno fatto i bambini e da conservare per poter accedere ai ricordi (analogicamente!) ogni volta che si vuole.

L’idea dietro a Neveo è semplice: se noi viviamo una vita ormai digitale, le persone più anziane spesso sono sconnesse completamente, e per quanto ci venga da pensare che ormai ogni scatto e ogni ricordo siano condivisi, in realtà i nonni non hanno accesso a questi strumenti digitali e rimangono così all’oscuro di tutto. Questo divario, spesso inconsapevole e inconscio, porta nonni e nipoti (ma anche figli e genitori, perché noi per primi non ci pensiamo!) a staccarsi, anche quando vicini, con i primi che restano tagliati fuori. Ecco che allora Neveo è davvero un piccolo pensiero mensile prezioso e importante!

Per realizzare questo album è tutto molto semplice: basta scaricare l’app e aggiungere le foto ogni volta che si vuole, in maniera super intuitiva. Alla fine di ogni mese, l’app raccoglie le fotografie caricate durante il mese e le inserisce in un vero album-foto cartaceo, che viene spedito a casa ai nonni e alle nonne.

Un regalo bellissimo, sentito e importante, che diventa una possibilità per tutti: per i nonni che in questo modo possono vedere le foto in una maniera a loro congeniale, per noi che possiamo sfogliare i ricordi in maniera non digitale e per i bambini che possono scoprire la bellezza dello sfogliare un album fotografico vero e reale. E che potranno, da grandi, sfogliarlo per vedere i ricordi tutti insieme, non scorrendo un feed ma toccando le foto con mano!

Giulia

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Cecilia

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