“Il giorno del nonno”

Mercoledì, 11 Settembre 2019 08:48

Da Coccole Books un libro meraviglioso che parla di amore, di nonni, di generazioni a confronto e, soprattutto, di un argomento scomodo che, nelle parole di Emmanuel Bourdier, diventa dolce. Malattia e vecchiaia sono difficili da capire, ma insieme a Simone i bimbi capiscono che i nonni sono sempre preziosissimi!

“Il giorno del nonno”: da Coccole Books un libro per parlare di vecchiaia, malattia e amore

Tutti almeno una volta nella vita abbiamo pensato: “Uffa, devo andare dai nonni”. Non tutte le volte, sia chiaro: i nonni sono qualcosa di meraviglioso! Ma certi giorni pensare che a casa dei nonni non c’erano la tv bella come a casa, i libri più entusiasmanti o i giocattoli più nuovi dava un po’ di fastidio.

Pensate ora ai bimbi dei nostri giorni: a casa hanno internet, Netflix, i device più interessanti, giocattoli a non finire. E con mamma e papà è normale giocare ai giochi più moderni, alle carte più strane, perché il distacco generazionale è più dolce. I nonni molte cose non le capiscono. Fa ridere, spesso, perché chiedono cosa sia un “selfie”, cosa raffigurino quelle carte da gioco da scambiare con i mostriciattoli disegnati o cosa sia “Nefflic”.

Simone, protagonista de "Il giorno del nonno", la pensa proprio così: vuole benissimo ai suoi nonni, ma ogni mercoledì si trova a dover passare la giornata da loro, senza internet, senza televisione, con qualche fumetto vecchio di secoli e tutto attorno solo campi di mais.

La noia lo attanaglia, con la nonna impegnata nei suoi Sudoku e il nonno sempre nell’orto. Fino al giorno in cui chiede al nonno: “Qual era il tuo lavoro prima di essere nonno?”. Da lì, un universo comincia a dischiudersi, piano piano, di settimana in settimana, con tutta la dolcezza del caso.

Perché il nonno, come moltissimi altri nonni, è purtroppo “alle fragole”. La sua testa fa un po’ le bizze, non c’è più come un tempo, e nonostante un fisico da ragazzino fatica a ricordare molte cose. Ed è così che comincia l’avventura alla scoperta di cos’è stato il nonno prima di fare il nonno.

Perché nelle sue parole il nonno è stato pirata, detective, uno specialista di intestini, un re… Ogni settimana il nonno regala a Simone una storia meravigliosa e nuova sul suo passato. E se prima Simone odiava il mercoledì, ora lo attende trepidante.

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Il piccolo romanzo per bambini che stanno imparando a leggere (è perfetto come prima lettura dai 6 ai 9 anni, dal momento che è stampato bello grande e con qualche - bellissima - illustrazione di Laurent Simon) è davvero imperdibile. Perché con delicatezza e con il punto di vista di un bambino parla di temi importanti, come la malattia, la vecchiaia e la perdita di qualcuno amato, rendendo quotidiano tutto e mostrando la preziosità delle piccole cose, dei piccoli accorgimenti. Mostra l’importanza dell’empatia e l’importanza delle storie dei nonni.

I nonni sono una figura fondamentale, meravigliosa, e tutti abbiamo ricordi legati a loro. Ma passiamo con loro abbastanza tempo? Li coinvolgiamo davvero nella nostra vita? Ci lasciamo coinvolgere da loro? Le loro storie sono preziose, e anche grazie a questo libro i bambini capiranno l'importanza del loro amore!

Io ne sono felicissima: il mondo sta cambiando e finalmente il sessismo è quasi debellato (sì, quasi: manca ancora della strada). Ne sono felice perché so che le nostre figlie cresceranno finalmente in una società in cui verranno rispettate e valorizzate quanto i loro amici maschi. Non esiste ancora la parità di genere, purtroppo, ma sono certa che stiamo andando nella giusta direzione: l’attenzione è alta, la sensibilità verso questi temi è sempre più diffusa, e passo passo riusciremo a raggiungere l’obiettivo. Pensate solo a cinquant’anni fa, o a vent’anni fa: abbiamo fatto molta strada, da allora, e l’impegno, ora, è quello di mantenere un passo stabile.

Bene. Detto questo, c’è un altro aspetto della questione su cui dovremmo comunque soffermarci. Ovvero: i maschi. Già, i maschi. Perché essere girl power e femministi non vuol dire semplicemente riconoscere i diritti delle femmine. Significa riconoscere i diritti di tutti, indipendentemente dal genere. Perché la parità è parità, non è squilibrio. È equilibrio. È equità.

Il fatto è che ci sono episodi che fanno riflettere. L’ultimo? I commenti spregevoli di Lara Spencer di Good Morning America, che la settimana scorsa, durante la trasmissione, ha deriso con risolini e commenti fuori luogo la scelta del Principe George di seguire un corso di danza classica (qui trovate il video).

Viva il Girl Power! Ma perché continuiamo a stereotipare i maschi? Il femminismo passa anche dal de-stereotipare i maschi

Fortunatamente le risposte sono arrivate immediatamente, come quella della star del balletto Roberto Bolle, che ha preso posizione e ha chiesto ai suoi follower se fosse, a loro parere, una cosa accettabile, il comportamento della Spencer. O come l'hashtag #boysdancetoo, "anche i maschi ballano". 

La reazione immediata, quindi, è stata incredulità: come può una conduttrice seguita da migliaia di persone schernire così un bambino di 6 anni? Il fatto è che questo accade quotidianamente, e non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti. E, si sa, i bambini imitano gli adulti, seguono il loro esempio. Se quindi in casa sentono certi discorsi (“il balletto è da femmine”, “i maschi che piangono sono femminucce”, “la cucina giocattolo no, è da casalinga”), è chiaro che poi li ripeteranno e, soprattutto, cresceranno con determinate convinzioni o, comunque, con stereotipi mentali che saranno difficili da combattere.

Ciò che dobbiamo chiederci è: ok, stiamo combattendo gli stereotipi di genere attorno al mondo femminile, ma quanta attenzione poniamo su quello maschile? Siamo sicuri di voler crescere figli maschi paurosi di esprimere il proprio essere e le proprie emozioni solo perché la società si arrocca ancora su battute e abitudini retrograde?

Chi ha detto che il balletto è una disciplina da femmine, che un maschio non può amarlo? Chi ha detto che la cucina giocattolo è un gioco che solo le femmine si divertono ad usare? Chi ha detto che i capelli lunghi sono solo da ragazze?

Vari studi mostrano tuttavia che i genitori, per quanto aperti e indirizzati verso una educazione senza stereotipi, sono ancora più a loro agio con le figlie femmine, che con i figli maschi. Ciò significa, in parole povere, che quando i bimbi maschi si impegnano in attività che in passato erano ritenute prettamente femminili, le mamme e i papà fanno ancora leggermente fatica ad accettarlo (ad esempio, la danza, la cucina, la cura della casa, il liceo sociale, le attività artistiche, la sartoria…). Lo stesso non vale per il contrario, ovvero quando sono le figlie femmine a scegliere il calcio, la matematica, il rugby, i capelli corti… E il motivo sta solo nelle circostanze attorno a noi.

Ciò che i nostri figli maschi meritano è di poter essere chi vogliono e ciò che vogliono senza essere derisi. E qui non parliamo di orientamento sessuale (ça va sans dire), ma di tutto ciò che un individuo sente di essere. Si parla di acconciatura, di sport, di passioni…

Quando ognuno, maschi o femmine, potrà essere ciò che vorrà: solo allora il mondo sarà davvero un posto migliore, fatto di pace, di crescita, di scambio, di libertà e di bellezza.

Diventare un independent Usborne organiser

Martedì, 10 Settembre 2019 08:34

Ricordate i libri Usborne, i meravigliosi libri per bambini per imparare l’inglese e per appassionarsi alla lettura? Non mi stancherò mai di dire che leggere è un dono che facciamo ai nostri bimbi, e scegliere libri di qualità è fondamentale.

Usborne lavora in tutto il mondo, e in ogni paese ha i suoi rappresentanti. Mamme, insegnanti, appassionati di libri: tutti possono diventare independent Usborne organiser, per organizzare book party, fiere del libro nelle scuole e molto altro, guadagnando ma soprattutto diffondendo il piacere della lettura tra i più piccoli.

Diventare un independent Usborne organiser: come diventare membro della famiglia Usborne, per diffondere il piacere della lettura

Diventare un independent Usborne organiser e unirsi a questo business dedicato alla lettura guadagnando e diffondendo cultura è davvero semplice. Funziona così: pagando una quota di £60 si riceverà a casa una scatola di libri del valore di £150 (ma per il mese di settembre il valore sarà di £200!).

Dopodiché, entro la dodicesima settimana dalla data di registrazione sarà obbligatorio fare un ordine di libri del valore di £120 (unico obbligo).

Tramite Usborne l’organiser potrà così ordinare diverse offerte speciali che non si trovano altrove, partecipare agli esclusivi saldi a gennaio e a giugno, vedere in anteprima i nuovi titoli di ogni mese e, soprattutto, acquistare i libri con uno sconto del 24% rispetto al prezzo di copertina.

Su ogni ordine che supererà i £120, poi, ci saranno altri vantaggi. In primis ricevere dei libri in omaggio per il 20% del valore, un titolo in omaggio da scegliere tra tre titoli suggeriti dalla casa editrice e avere l’opzione di acquistare un titolo nuovo (uscito in quel mese) a metà prezzo (scegliendolo dalla sezione “New Titles”).

Diventando un independent Usborne organiser, poi, sarà possibile organizzare book party, fiere dei libri nelle scuole, nelle ludoteche e nei luoghi più disparati, donare libri alle biblioteche… Un’opportunità interessantissima, dunque, per tutti coloro che lavorano con i bambini, prima di tutto per gli insegnanti, e per chi si occupa di lettura!

Qui sotto nell’immagine ecco dunque un esempio di tutti i libri che chi deciderà di diventare Independent Usborne Organiser riceverà a settembre: sono davvero tantissimi, tutti belli e interessanti, pensati per diverse fasce di età. E, appunto, spendendo £60 si riceveranno libri per un valore di più di £200! Un’occasione unica.

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E per chi volesse sbirciare i libri in anteprima, l’independent Usborne organiser Carolina Palumbo sarà presente al Milano Family Village presso il Parco Esposizioni di Novegro a Segrate (MI) il 14 e 15 settembre, grande evento per tutte le attività operanti nel mondo dell’infanzia e della famiglia di Milano e provincia.

5 alternative ai disegni da colorare per bambini

Martedì, 10 Settembre 2019 08:19

Gli album per bambino da colorare sono amatissimi dai bambini, è vero, ma non tutti i genitori li amano, perché oltre allo stimolo della manualità non aiutano molto altro: colorare nei bordi non stimola infatti la creatività e soprattutto fanno sentire spesso i bambini in difetto, perché, appunto, escono dai bordi e “rovinano” il disegno, dato che in qualche modo sentono di dover rispettare una richiesta, un compito.

Ma allora cosa possiamo dare loro in alternativa ai disegni da colorare? Qualcosa che li stimoli e li diverta. Come queste alternative ai disegni da colorare.

5 alternative ai disegni da colorare per bambini: come stimolare i bambini attraverso i disegni da colorare, ma in maniera diversa

Linee astratte

Invece di un disegno già definito, meglio partire da zero. I bambini possono disegnare delle linee astratte, colorando poi l’interno del disegno e trovando facce, forme, oggetti… In questo modo stimoliamo sì la manualità (anche qui devono stare in qualche modo dentro ai bordi), ma spronando allo stesso tempo la creatività e la fantasia e lasciando carta bianca sul risultato.

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https://artfulparent.com/why-i-dont-buy-coloring-books-for-my-kids/

Le tovagliette disegnabili

Un elemento che io ho utilizzato moltissimo e che i miei figli hanno amato sono le tovagliette di carta su cui in ogni momento, anche a colazione, potevano disegnare e colorare. In questo modo i bambini possono esprimere la creatività nei momenti più disparati, allenando la manualità ma sprigionando la fantasia.

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Un po’ di action art

Attraverso l’action art per bambini, i piccoli artisti possono sperimentare le opportunità che tutto il corpo ci dona, provando anche movimenti diversi dal solito colorare con i pastelli. Con alcuni strumenti cinetici o attraverso il corpo, i bimbi vengono stimolati a livello sensoriale, ma anche a livello di creatività.

Realizzare il proprio album di disegni da colorare

Basta comprare un bel quaderno da disegno (come ad esempio questo). Primo passo: dedicare una giornata al disegno (e non al colore!), disegnando ciò che vogliamo, astratto o concreto, bello o brutto: l’importante è che siano i bimbi a decidere e inventare. Dopodiché gli resterà un bellissimo album di disegni da colorare realizzato interamente da loro! Il risultato è strabiliante, caotico e bellissimo.

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La galleria d’arte casalinga

E se proprio vogliamo “stare nei bordi” ecco una magnifica idea: su un mega foglio di carta disegniamo delle finte cornici. I bambini le coloreranno e al loro interno disegneranno ciò che vogliono (ritratti, paesaggi, arte astratta…), colorando come gli pare. Risultato? Una bellissima parete piena di cornici e opere d’arte meravigliose.

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https://artfulparent.com/diy-frame-wallpaper-for-kids-art/

Vediamo bambini nel passeggino intenti a guardare il loro cartone animato preferito su YouTube durante le passeggiate in centro. Li guardiamo picchiettare sullo schermo di un tablet e ci chiediamo “Ma come fanno?”. Ridiamo e scherziamo, dicendo che sono già praticamente più bravi di noi con la tecnologia (ed è verissimo: da nativi digitali cresceranno disinvolti e preparatissimi, digitalmente). Ma questa abitudine è parecchio deleteria, soprattutto se si cominciano a dare in mano ai bambini i device tecnologici prima dei tre anni.

Perché? Perché interferiscono con la loro crescita e con le esperienze reali che devono fare per crescere bene. E a dirlo sono gli stessi pediatri, sia quelli di Uppa (Un pediatra per amico) che quelli della Società Italiana di Pediatria, attraverso un documento ufficiale pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics.

Smartphone e tablet ai bambini? Vietati fino ai 3 anni: a dirlo sono gli stessi pediatri che mettono in guardia i genitori e gli educatori

Che i bambini prendano confidenza con la tecnologia non è un male. La tecnologia ci aiuta, ci rende la vita più comoda, ci insegna moltissimo. Ed è giusto che i nostri bambini ne crescano consapevoli, dal momento che sono prima di tutto nativi digitali e dal momento che, non ultimo, vivranno in un mondo tecnologico e molto digitalizzato. Detto questo, c’è un tempo per tutto. E il tempo per avvicinare i bambini alla tecnologia non deve arrivare prima del compimento dei tre anni, almeno.

Diciamoci la verità: come la televisione, ormai smartphone e tablet sono considerati dei babysitter in scatola. Moltissimi genitori li utilizzano per calmare i bambini, per distrarli o semplicemente per tenerli occupati in un momento particolarmente frenetico. Questo diventa però un problema in due casi: quando questo “babysitter” diviene una costante (ovvero: se ne abusa) e, soprattutto, quando si comincia a mettere i bambini davanti agli schermi prima dei tre anni.

Nel documento ufficiale citato prima i pediatri italiani hanno così studiato la situazione e le conseguenze dell’abuso. La premessa è semplice: il progresso tecnologico sta portando i bambini a vivere in un ambiente saturo di schermi che trasmettono cartoni, giochi o videogames e l’età media di utilizzo si sta abbassando, dato che moltissimi genitori cominciano a mostrare questi device e questi schermi a partire dai 6 mesi di età. Di conseguenza, i bambini già in età prescolare si ritrovano ad utilizzare i device, a guardare trasmissioni e a giocare a giochi interattivi (spesso senza nemmeno la guida dei genitori, che lasciano che i bambini imparino da soli).

In un articolo apparso su Uppa i pediatri sono però fermi sulla loro opinione, ovvero: meglio evitare smartphone e tablet prima dei tre anni. Perché? A rispondere è Paola Cosolo Marangon, consulente ed educatrice del centro Psicopedagogico di Piacenza, che senza demonizzare le nuove tecnologie (come noi, anche lei le ritiene utili, se utilizzate in maniera corretta e se approcciate ad un’età consona!), parla chiaro.

Primo: lo smartphone-babysitter sta togliendo ai genitori la capacità di interagire con i bambini, e soprattutto di educarli, di farli stare buoni, di calmarli e di fargli esprimere le emozioni in maniera salutare. Zittire il bambino con un cartone animato o alleviare la sua noia con un tablet è la soluzione?

In secondo luogo, è importante capire i pericoli della tecnologizzazione dei bambini in età troppo precoce. Dargli in mano device digitali prima dei tre anni gli preclude infatti (o quantomeno limita) la possibilità di entrare in contatto con il mondo reale, con la vita vera, quella fatta di sensazioni, tatto, gusto, olfatto… I bambini per crescere hanno un bisogno naturale e fondamentale di esplorare il mondo con il loro corpo, toccando, annusando, leccando, sporcandosi, e, soprattutto, ascoltando le proprie emozioni e le proprie reazioni, che vengono invece inibite nel momento in cui “guardano” e “toccano” lo schermo.

Soprattutto, i device azzerano la relazione con l’altro (che siano gli altri bambini o che siamo, soprattutto, noi genitori), fondamentale per la crescita.

Il nostro consiglio è semplice: dal momento che noi genitori siamo il primo esempio dal quale i bambini prendono ispirazione, almeno a casa cerchiamo di staccare un po’ la spina, spegnendo il telefono la sera o comunque nei momenti dedicati ai bambini. In questo modo anche i bambini si sentiranno meno attratti da questo oggetto, e i benefici saranno innumerevoli, per tutti, anche per noi grandi ormai schiavi (nel bene e nel male) di questi aggeggi.

Mamme, papà, ai blocchi di partenza: settembre è il mese del ritorno a scuola (che sia materna, elementare, medie o superiori!) ed è un gran casino! Tutto bellissimo, certo, ma gli impegni ricominciano ad aumentare, sommandosi alle incombenze del ritorno a scuola vero e proprio, con tutti i materiali da preparare e tutte le agende da incastrare.

Ecco allora come affrontare al meglio il back to school, risparmiando tempo e facendo sì che tutto sia più ordinato e rilassato!

Ritorno a scuola, 6 consigli per risparmiare tempo: come prepararsi al meglio al back to school per evitare frenesia e nervosismo

Prepariamo la nostra borsa

Prima dello zaino dei bambini, pensiamo alla nostra borsa, che in questi giorni si riempirà e svuoterà di moltissime cose nuove per far fronte a tutti gli impegni. Per essere sempre pronte, dovremmo avere cinque borse, vero? Quella dell’ufficio, quella per la spesa, quella per portare i bimbi a scuola, per portarli a basket… La soluzione è prenderne una bella grande con tanti scomparti, in modo da dividere gli oggetti in base a quando ci serviranno, evitando così di fare venti cambi borsa durante la giornata!

Affidiamoci alla tecnologia

Ci sono moltissime app che possono venirci in aiuto. I calendari condivisi sono il primo passo: creando un account di famiglia possiamo inserire sia noi che i partner gli impegni, dividendoli per colore, per ora e per data, in modo da avere sott’occhio tutto e non dimenticarci nulla.

Facciamo il pieno di cibo

I primi giorni di scuola sono un tumulto. Poi tutto si sistemerà e diventerà routine, ma settembre è sempre un mese frenetico. Non vorremo, quindi, trovarci a dover fare la spesa cinque volte in una settimana perché ci siamo dimenticati gli snack, e poi la verdura, e poi la carta igienica… No, non c’è tempo. Facciamo quindi una bella spesa maxi prima dell’inizio della scuola, affidandoci poi a servizi come Cortilia e simili per avere a casa le verdure fresche e la frutta una volta a settimana. Un pensiero in meno!

Prepariamo i vestiti della scuola

Alle prossime lavatrici, facciamo mente locale: almeno per i primi giorni, possiamo piegare i vestiti dei bambini dividendoli già “a pacchetto”, con jeans+maglietta, uno scamiciato, gonna+top+giacchetta, mettendoli nell’armadio dei bambini già divisi. In questo modo le mattine frenetiche saranno un po’ meno frenetiche!

Stabiliamo un centro di comando

“Centro di comando” sembra militaresco e fa ridere, ma è molto utile! In cucina, all’ingresso, in salotto… Appendiamo un calendario, incolliamo la scheda di divisione dei compiti in casa, esponiamo il poster della routine della mattina dei bambini… Appendiamo, insomma, tutto ciò che ci sarà utile per l’organizzazione delle settimane, in modo che tutta la famiglia abbia sott’occhio il planning.

Ricominciamo ad andare a letto presto

In estate i bambini allungano le loro giornate, andando a letto un po’ più tardi del solito. Con la scuola, invece, torneranno a letto un po’ più presto, per arrivare in classe ben riposati. I primi giorni di scuola, quindi, un problema potrebbe essere proprio questo: i bambini non vorranno andare a letto presto, lamentandosi, e perderemo un sacco di tempo inutile a convincerli. Un consiglio, quindi, è quello, nei giorni che precedono l’inizio della scuola, di ricominciare ad andare a letto presto, ma gradualmente, diminuendo di dieci minuti ogni sera l’orario della nanna.

5 alternative di pasta con i broccoli

Mercoledì, 04 Settembre 2019 08:34

La pasta ai broccoli è un classico della mia cucina (e di quella italiana in generale). La si prepara solitamente con le orecchiette fresche, bollendo le cime di broccolo in acqua bollente e facendole poi saltare in padella con olio, aglio e acciughe, ottenendo così un delizioso sughetto. Ma come fare per variare un po’ la ricetta e per rendere più sfizioso questo piatto a base di crocifere che fa molto bene?

Ecco le alternative di pasta con i broccoli.

5 alternative di pasta con i broccoli: le ricette per preparare la pasta ai broccoli in maniera più sfiziosa

Caserecce integrali con broccoli e zenzero

Al posto dell’aglio, possiamo preparare il sugo di broccoli insaporendolo con dello zenzero: grattugiamo mezzo centimetro di radice (pulita) in padella cinque minuti prima della fine della cottura e mescoliamo molto bene.

Penne integrali con broccoli e feta

Anche la feta è deliziosa se abbinata ai broccoli: basta tagliare questo formaggio a base di latte caprino e pecorino a cubetti e aggiungerli a fine cottura sulla pasta già condita, nel piatto. Anche visivamente è molto bello, e dà un buon apporto di proteine.

Spaghetti di zucchine con i broccoli


Per una pasta totalmente veg, eliminiamo le acciughe, ma soprattutto utilizziamo gli spaghetti di verdure al posto della pasta normale: li si prepara così e sostituiscono benissimo i carboidrati della pasta. E poi sono un modo alternativo e divertente per proporre le verdure ai bambini, anche a quelli che non le solitamente non le amano.

Pesto di broccoli

Nella classica pasta con i broccoli, i broccoli sono a pezzettoni. E sì, molti bambini non li gradiscono. Un’altro modo di proporla, quindi, è attraverso il pesto di broccoli, da preparare con i broccoli bolliti. Uniamoli, in un frullatore, a un quarto di bicchiere di olio evo, 40 grammi di pinoli, 40 di parmigiano o lievito alimentare in scaglie e un po' di sale, frulliamo e otterremo una cremina deliziosa, da mangiare subito o conservare per la prossima cena.

Risotto con i broccoli

L’alternativa ideale alla pasta? Il riso. E quando lo prepariamo a risotto il risultato è sempre delizioso, e spesso piace a tutti i bambini. Per preparare il risotto ai broccoli facciamo in una padella un soffritto con del porro e dell’olio, quindi buttiamo a tostare del riso integrale e dopo un attimo aggiungiamo del brodo (aggiungendolo fino a fine cottura una volta assorbito). I broccoli bolliti andranno semplicemente aggiunti al risotto durante la mantecatura finale!

Non c’è solo il contatto fisico quotidiano, non ci sono solo le coccole, non c’è solo il gioco insieme. C’è un’altra possibilità per rafforzare ancora di più il legame tra mamma e bambino (o tra papà e bambino!), sfruttando i mesi di maternità oppure approfittando del fatto che può diventare un ritaglio di tempo insieme anche quando i tempi si restringono. Parliamo dei corsi per mamme e bambini, sportivi o rilassanti: ci si diverte, si conoscono altre mamme, si lega con il proprio bambino, si impara e si crea un momento davvero piacevole!

Di corsi per mamme e bambini ce ne sono moltissimi. Quale sarà quello giusto per voi?

I corsi per mamme e bambini, un’opportunità di legame e divertimento: dal nuoto al massaggio infantile, fino allo yoga, i corsi che rafforzano il legame imparando e divertendosi

Nuoto

Il primo corso che viene in mente è il nuoto per bambini e mamme, dal momento che moltissime neomamme iscrivono fin dai primi mesi i bimbi in piscina. Fortunatamente oggi quasi tutte le strutture offrono la possibilità di cominciare i corsi fin dai primi mesi, ed è bellissimo: l’acqua è un elemento naturale per i bambini, che dopo un primo approccio timido ci sguazzando divertendosi moltissimo. Il corso è naturalmente insieme, con la mamma che per tutto il tempo tiene in braccio il bimbo. Ed essendo così fisico, è un corso molto utile per rafforzare il legame, anche per chi, per esempio, non ha portato in grembo il proprio piccolo.

Danza

Per i bimbi più grandicelli ci sono anche i corsi di danza per genitori e bambini insieme, un momento di gioco davvero bello e divertente che permette di sperimentare la bellezza del movimento ritmico, per esprimersi anche attraverso il corpo. Classica o moderna, ce n’è per tutti i gusti.

Yoga

I corsi di yoga per mamme e bambini sono davvero bellissimi e interessanti e variano in base all’età del bambino. Per le mamme con i neonati esistono infatti corsi di yoga con bimbi in fascia, mentre per i bambini dai 2-3 anni possiamo scegliere quelli di yoga mamma-bambino, con le pose pensate apposta per entrambi, per incastrarsi e fare esperienza di uno yoga rilassante e ludico allo stesso tempo.

Musica

Sì, già dai primi mesi di vita possiamo, partecipare a corsi di musica per mamme e bambini, durante i quali gli insegnanti propongono l’ascolto di musica classica, guidano le mamme e i bimbi nel mondo della comunicazione musicale, propongono l’esplorazione degli strumenti musicali, dei canti e delle musiche… E come sappiamo la musica è uno strumento di comunicazione e di espressione davvero unico! Regalarla fin dai primi mesi ad un bambino è davvero magico.

Massaggio neonatale

Spesso questi corsi vengono offerti dai consultori territoriali e sono davvero utili, oltre che piacevoli: con i bimbi nei primi mesi di vita le ostetriche e gli esperti guidano infatti le mamme insegnando loro i segreti del perfetto massaggio per neonati, un gesto utile e soprattutto fondamentale per stringere il legame corporeo.

Camminate

In alcune città esistono gruppi di mamme che camminano: ci si trova in un parco o in città con il bimbi nel passeggino o nel marsupio e si passeggia, magari anche sportivamente, creando legami tra genitori e abituando i bambini a stare all’aria aperta in maniera naturale e quotidiana (viviamo in un mondo nel quale passiamo troppo poco tempo outdoor, ricordiamocelo!).

Cucina

Esistono deliziosi e bellissimi corsi di cucina per mamme e bambini, durante i quali le ricette vengono preparate a quattro mani! Basta fare una ricerca sulla propria città. E i corsi di cucina sono bellissimi, non solo perché si impara davvero a cucinare (un’attività parecchio montessoriana), ma anche perché queste skills potranno poi essere utilizzate a casa, creando una tradizione di cucina insieme che resterà nel tempo.

Altro

In ogni caso, esistono corsi per mamme e bambini di tutti i tipi, da quelli di cucito a quelli di arrampicata. Il consiglio è quello di tenere d’occhio le associazioni del proprio territorio per monitorare le proposte e prendere l’occasione per provare qualcosa di nuovo. Oppure, semplicemente, quando ci interessa un corso specifico l’ideale è cercare online il corso, indicando la propria città o il proprio paese.

Psoriasi, riconoscerla e curarla nei bambini

Martedì, 03 Settembre 2019 08:09

La psoriasi è una malattia molto diffusa in Italia, anche se spesso sottovalutata. E purtroppo è importante specificare come anche il mondo dei bambini non è estraneo a questo disturbo, come fra l’altro sostengono anche i dati: secondo una recente indagine della SIPPS, è infatti emerso che nella Penisola un bambino su tre pare soffrirne. Proprio per questo motivo, risulta particolarmente importante imparare a identificarne sin da subito i sintomi. Ecco perché oggi scopriremo come riconoscere la psoriasi in un bimbo e come curarla.

Tipologie di psoriasi nei bambini

Proprio come accade con gli adulti, anche i bambini possono soffrire di diverse tipologie di psoriasi, dunque occorre cominciare proprio imparandone a distinguere le diverse forme. Una delle tipologie più diffuse durante l’età pediatrica è la psoriasi da pannolino, la quale finisce per colpire le pieghe nelle zone intime, come nel caso dell’inguine ad esempio. Una seconda forma da citare in questa sede è la psoriasi guttata, che solitamente tende a manifestarsi sul tronco, ma che in realtà può presentarsi in tutte le zone del corpo. La psoriasi inversa, invece, si manifesta in certe pieghe specifiche, come nel caso delle ascelle e dell’ombelico, ma anche in zone come quelle intime e ancora una volta l’inguine.

Cause e sintomi della psoriasi

La psoriasi è una patologia che trova sempre alla sua base una particolare predisposizione genetica, ma va detto che esistono certe circostanze specifiche che possono scatenarne i sintomi. Si parla ad esempio di traumi per la pelle come possono essere gli sfregamenti, ma anche altre malattie come le infezioni batteriche, e la psoriasi guttata ne è un chiaro esempio. Un’altra possibile causa scatenante è l’assunzione di determinati farmaci, insieme ai fattori climatici e psicologici (come lo stress).

Ma quali sono quindi i sintomi della psoriasi dai quali possiamo riconoscerne l’insorgenza? Sebbene questi possano variare a seconda della tipologia, il più diffuso è la comparsa di chiazze eritematose e squamose, con gli arrossamenti e il prurito.

Come alleviarla e alcuni consigli utili

Per fortuna oggi esistono diversi metodi e trattamenti che possono aiutare un bimbo a guarire dalla psoriasi: una malattia che, tra le altre cose, a questa età tende poi a scomparire nel giro di pochi mesi. Si parte dai classici rimedi naturali, utilissimi per i casi più lievi, fino ad arrivare ai trattamenti farmacologici, certe volte necessari nei casi più avanzati. Fra i rimedi naturali più diffusi troviamo ad esempio l’aloe vera, dalle forti proprietà lenitive e idratanti, insieme ad altri come la mahonia, l’olio di indigo naturalis, l’olio di jojoba e l’olio di melaleuca. Per quanto concerne invece i trattamenti farmacologici, vengono spesso usati prodotti come le creme cheratolitiche, l’adalimumab e anche l’etanercept (farmaci TNF-Alfa bloccanti).

Per evitarne l’insorgenza, però, si può anche intervenire quotidianamente: meglio prediligere una dieta equilibrata e sana per il bambino, insieme all’attività fisica e ai trattamenti contro eventuali forme di stress e altri disagi psicologici.

5 ricette di porridge d’avena

Lunedì, 02 Settembre 2019 13:31

Il porridge avena è una delle nostre colazioni preferite, soprattutto caldo o tiepido nei mesi autunnali e invernali. Lo si prepara direttamente la mattina, scaldando mezzo bicchiere di latte (anche vegetale) e mezzo bicchiere di acqua con 4 cucchiai di fiocchi d’avena e mescolando bene, cuocendolo fino ad ottenere una consistenza cremosa e morbida.

Le sue proprietà sono diverse e benefiche, ma su tutte sta l’apporto di fibre che dà al nostro organismo, poiché il porridge ne è molto ricco (soprattutto scegliendo un latte vegetale come quello di avena o di riso e comprando i fiocchi di avena integrali).

Ecco quindi 5 ricette di porridge per la mattina, dalla tradizione inglese alla tavola italiana.

5 ricette di porridge d’avena: come preparare il porridge d’avena della mattina

Porridge banana e cioccolato fondente

Dopo aver preparato il porridge con la ricetta base descritta sopra, aggiungiamo nella tazza delle rondelle o delle fettine di banana, dei semi di chia e delle gocce di cioccolato fondente. Il porridge assumerà un sapore dolce e morbido, e le gocce di cioccolato aggiungeranno croccantezza.

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Porridge con pesca e muesli

Un’abbinata davvero buonissima perfetta nei mesi estivi (quando sono di stagione): le pesche stanno benissimo nel porridge, e basta tagliarle a fette e spolverare la superficie del porridge con il nostro muesli preferito.

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Porridge agrumi e cannella

In inverno per fare incetta di vitamina C non sfruttiamo solo le spremute: possiamo mettere le fette di arancia direttamente sul porridge, insieme a qualche pezzetto di kiwi e ad una spolverata di cannella, che addolcisce e rende tutto super invernale e hygge.

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Porridge con burro di mandorle

Per rendere più sfizioso il porridge possiamo ogni tanto fare uno strappo alla regola. Ma non con la Nutella, che è deleteria. Meglio quello di arachidi o di mandorle, magari fatto in casa con l’estrattore, o, se comprato, il più naturale possibile.

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Porridge con miele

Per chi preferisce sapori più zuccherini, è possibile aggiungere al porridge (sulla superficie) un cucchiaino di miele, aggiungendo poi gli ingredienti preferiti, come la frutta secca (le noci e il miele stanno benissimo sul porridge), la frutta disidratata, quella fresca o i cereali misti.

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Cecilia

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