Creatività e tradizione: decorare le uova pasquali in questo periodo è consigliatissimo. Prima di tutto perché è un modo per mettere in moto la creatività e per tenersi impegnati in un’attività manuale deliziosa, e poi perché, pur chiusi a casa, possiamo respirare l’atmosfera pasquale in famiglia, trovando un po’ di serenità.

Ecco quindi come decorare le uova pasquali con le tempere, i glitter, la curcuma...

Come decorare le uova a Pasqua con i bambini: i modi per colorare le uova pasquali per festeggiare la Pasqua in famiglia

Innanzitutto, è necessario svuotare le uova, e per farlo servono degli spilli e una siringa. Il procedimento è spiegato molto bene qui.

Naturalmente, non si deve sprecare nulla! Ecco perché è doveroso svuotare le uova in una tazza, tenendole da parte, per cucinare poi, una volta terminato il lavoretto, ciò che preferiamo.

Ora possiamo dunque decorare le uova.

Il modo più semplice è con pennelli e tempere, con i bambini che possono disegnare o semplicemente colorare (e quindi anche i bimbi più piccoli, decorando in maniera astratta le loro uova).

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Con gli acquerelli il risultato sarà simile, ma molto più pastellato e delicato.

E basterà usare un pennarello indelebile a punta fine per aggiungere dettagli più definiti, creando disegni e trame.

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Con i glitter il procedimento è più caotico e disordinato, ma l’effetto è wow! In questo caso utilizziamo anche della colla vinilica. La stendiamo sull’uovo con un pennello, dopodiché, immediatamente, spolveriamo con i brillantini dei colori che preferiamo.

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Con i salvabuchi adesivi che girano per casa possiamo invece creare le uova a pois. Incolliamoli in maniera disordinata sul guscio, quindi coloriamo all’interno dei buchi. I salvabuchi faranno un effetto stencil: una volta asciutta la tempera, stacchiamo gli adesivi e il risultato sarà una miriade di pallini.

Con lo stesso procedimento-stencil possiamo creare sulle uova le forme che vogliamo: ritagliamo da un foglio le forme e incolliamole all’uovo temporaneamente con dello scotch biadesivo incollato sul retro. Dipingiamo con la tempera o con gli acquerelli tutta la superficie dell’uovo (anche la forma scelta!), lasciamo asciugare e stacchiamo.

Infine, possiamo tingere le uova con degli ingredienti naturali, quasi come fosse un esperimento. Per farlo, dobbiamo fare bollire gli ingredienti in acqua, e poi fare riposare le uova nella stessa acqua colorata e fredda per diversi minuti.

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https://www.kitchentreaty.com/easter-eggs/

Per il giallo, usiamo la curcuma: facciamo bollire due cucchiai di curcuma in due tazze di acqua, quindi lasciamo raffreddare. Poniamo poi le uova nell’acqua per trenta minuti.

Per il rosa, usiamo della barbabietola, facendone bollire una (una rapa) in due tazze di acqua. Una volta fredda, le uova ci dovranno riposare per cinque minuti. Più lasceremo in ammollo, più diventeranno rosse.

Per il blu, invece, usiamo il cavolo rosso (bollendone mezzo in due tazze di acqua). Le uova resteranno nell’acqua così colorata per venti minuti, prima di diventare blu.

Il dolce più tradizionale di Pasqua? Certamente la colomba, una sorta di "panettone" primaverile a forma di volatile, morbida e gustosa. La preparazione è lunga, è vero, ma la soddisfazione è enorme!

Ecco quindi la nostra ricetta della colomba di Pasqua senza burro!

La colomba di Pasqua senza burro: la ricetta del dolce pasquale in versione vegana

 

Non stiamo parlando del dolore alla schiena in travaglio: quello è un’altra cosa, per quanto comune. Oggi parliamo invece del dolore alla schiena che colpisce la maggior parte delle donne durante tutta la gravidanza, e in particolare nel secondo e nel terzo trimestre.

Con qualche accorgimento, tuttavia, è possibile alleviarlo efficacemente, evitando allo stesso tempo che questo mal di schiena passeggero si trasformi in qualcosa di più permanente.

6 modi per alleviare il mal di schiena in gravidanza: come farsi passare il dolore alla schiena durante i mesi con il pancione

Fare esercizio

Se la nostra gravidanza non è a rischio, l’esercizio fisico è consigliato, soprattutto se leggero e pensato apposta per il nostro stato. Su YouTube possiamo trovare video e corsi per stare attive in gravidanza. Fare esercizio ci aiuterà a tenere in moto i muscoli della schiena, ad allungarli, a muoverli dopo ore di posizioni scomode, e farà davvero molto bene, soprattutto se gli esercizi verranno eseguiti in maniera costante.

Mantenere una postura corretta

Non è semplice normalmente, quindi immaginatevi in gravidanza. Ma mantenere una postura corretta sta alla base della salute della schiena. Le donne in gravidanza che passano molto tempo sedute al lavoro dovrebbero tenere un timer sulla scrivania e farlo suonare ogni ora: allo scadere del tempo, è bene alzarsi e camminare e rimettersi a sedere prestando attenzione a come ci sediamo, in una posizione naturale e non gobba né inarcata.

I cuscini per la gravidanza

Sono quei serpentoni morbidi che possiamo poi usare anche durante l’allattamento, e che durante la gravidanza ci tornano super utili perché possiamo posizionarli nella maniera che più ci aggrada e nel modo che più ci porta sollievo quando dormiamo.

Farci massaggiare

Dal nostro partner o da un professionista (meglio!): farci massaggiare è una buonissima idea se soffriamo di mal di schiena durante la gravidanza. I massaggi danno sollievo ai muscoli doloranti, li scaldano, stimolano il flusso sanguigno…

Fare un bagno caldo

Il bagno caldo e la doccia calda sono consigliati anche durante il travaglio, poiché il calore aiuta a rilassare i muscoli e a farci provare così meno dolore. Sfruttiamo l’acqua calda anche durante la gravidanza quando il mal di schiena si fa sentire: farà molto bene alla schiena, soprattutto alla parte bassa.

Nuotare

È un luogo comune, un cliché: il nuoto è uno sport completo. Ed è verissimo! Mette in moto tutti i muscoli e, quando eseguito in maniera spinta, diventa un ottimo esercizio aerobico. E in gravidanza possiamo sfruttare il potere dell’acqua nuotando in maniera più lieve, rilassata: sentiremo meno il peso del pancione e la nostra scena si muoverà trovando un po’ di pace.

“Sappiamo che tutti stiamo cercando di stare sicuri a casa, al momento, e per questo insieme a J.K. Rowling e i nostri amici di Audible , Bloomsbury, OverDrive, Pottermore Publishing e Scholastic siamo felici di presentarvi “Harry Potter at Home”, per aiutare i bambini, i genitori, i tutori e gli insegnanti a portare un pizzico di magia di Harry Potter nella nostra nuova quotidianità”: su Wizarding World hanno annunciato così la novità per i fan di Harry Potter costretti a casa in isolamento a causa del covid-19.

Una bellissima notizia, che può rendere le giornate davvero magiche a tutti quei bambini e a tutte quelle famiglie che non sanno come riempire questi giorni un po’ uguali a se stessi. Perché stare in casa in questo momento è fondamentale, e grazie ad iniziative come questa possiamo farlo con un po’ più di serenità.

Ma cosa troveremo, dunque, su “Harry Potter at Home”? Un sacco di contenuti da esplorare, e ora ve li presentiamo tutti!

“Harry Potter at home”, JK Rowling presenta i contenuti per i bambini a casa: su Wizarding World la sezione di contenuti speciali per stare a casa durante covid-19

“Per oltre vent’anni Hogwarts ha rappresentato una via d’uscita per tutti - per i lettori e per i fan, giovani e vecchi. Durante questi tempi strani nei quali ci ritroviamo, vogliamo darvi nuovamente il benvenuto a Hogwarts, dove troverai contenuti speciali per te, per la tua famiglia e per i tuoi cari”. È verissimo: il mondo di Harry Potter è davvero una via di fuga fantastica per moltissime persone, e non solo una saga che insegna moltissimo e che rende persone migliori.

La notizia della creazione di contenuti ad hoc per questo lungo isolamento è quindi davvero meravigliosa! Sul sito Widarzing World (ex Pottermore) possiamo dunque trovare da ieri un sacco di nuovi contenuti per tutti.

Basta registrarsi (se non si è già registrati) e accedere alla pagina “Harry Potter at home”, scegliendo poi ciò che vogliamo.

Ci sono, ad esempio, la guida per chi si approccia a leggere Harry Potter per la prima volta (e infatti anche noi vi avevamo consigliato la saga tra i libri da leggere durante questa quarantena!), nella quale troviamo un glossario divertente, dei consigli (come ad esempio il superare la paura del “tanto so già di che si parla visto che ho guardato i film”), il modo migliore in cui leggerli…

E poi i contenuti si fanno ancora di più interessanti: ci sono il quiz sul primo anno, la guida per disegnare uno Snaso, le parole crociate sul mondo di Harry Potter...

Naturalmente, rimangono attivi anche tutti i contenuti classici di Wizarding World, come il test del Cappello Parlante che divide nelle casate (per scoprire se apparteniamo a Grifondoro, Corvonero, Tassorosso o Serpeverde), il test per sapere qual è la nostra bacchetta e la lista di tutti i nostri personaggi, incantesimi e elementi preferiti.

Tutto questo in inglese: può diventare quindi un’occasione magnifica per esercitare la lingua divertendosi all’interno di un mondo appassionante.

Fortunatamente, negli ultimi anni la salute mentale non è più stigmatizzata, ma è un argomento di cui c’è bisogno di parlare, perché conoscere significa prima di tutto poter stare meglio, e in secondo luogo significa rendere più sana e serena la vita di chi soffre psicologicamente.

Anche il benessere personale rientra in questo contesto, poiché spesso piccole e cattive abitudini a cui non davamo peso possono portare a problemi più seri, come la depressione o l’ansia, che non è uno stato passeggero e leggero, ma, anzi, è qualcosa da prendere sul serio e da curare.

Tra queste piccole abitudini di cui non ci accorgiamo sta sicuramente il rimuginare. Un verbo che quasi fa sorridere, perché tutti rimuginiamo su qualcosa in maniera più o meno profonda, ma che in realtà è pericoloso.

Perché quando il rimuginare prende il sopravvento è davvero deleterio. Ma come fare per smettere di pensare troppo? Per riuscire a goderci i momenti di svago senza che la mente torni al progetto di lavoro, all’esame dal dottore, alla frase detta all’amica, al litigio con il partner…?

Come smettere di rimuginare, un’abitudine deleteria: qualche consiglio per smettere di pensare troppo, godendosi così i momenti di serenità

Distraendosi

La prima regola è distrarsi. Ma non all’acqua di rose: sappiamo infatti che chi rimugina fa davvero fatica a togliere il focus su cui è concentrato. Ecco perché è necessario trovare qualcosa che ci distragga DAVVERO. Ognuno ha la sua distrazione: c’è chi leggendo riesce a immergersi nella trama escludendo il mondo esterno, chi ama i giochi in scatola, chi guarda un po’ di televisione, chi scrive un diario, chi cuce, chi stira, chi gioca con i bambini, chi cucina (magari cose nuove, così da non cadere nella ripetizione, amica del rimugino!)… L’importante è concentrarsi su quello che stiamo facendo.

Meditando

La meditazione o la preghiera, a seconda del credo di ognuno, sono un aiuto validissimo, mentalmente e spiritualmente.

Respirando

Chi fa yoga o pilates lo sa: il respiro è importantissimo. Ma diventa efficace solo se ci concentriamo davvero su esso.

Facendo yoga

Proprio per lo stesso motivo, possiamo concentrarci sullo yoga, che mette in moto respiro e corpo, facendoci sentire le nostre membra e distogliendo quindi l’attenzione da ciò a cui stavamo pensando.

Facendo qualcosa di buono per gli altri

Stare male è deleterio per noi e per gli altri. E per una sorta di circolo virtuoso, fare del bene agli altri fa stare bene anche noi. Prendiamo quindi due piccioni con una fava, partendo dalla nostra famiglia e dedicandoci ai nostri affetti in maniera concreta (andiamo a trovare i nostri nonni più spesso, aiutiamo i genitori con la spesa….), oppure facendo addirittura del volontariato nella nostra comunità.

Guardando sempre il quadro completo

Rimuginare significa guardare e riguardare fino all’ossessione un singolo dettaglio della nostra vita. Cerchiamo quindi, nel momento in cui capiamo di stare scendendo nel pozzo del rimugino, di guardare al quadro più ampio, alla nostra vita in generale, a quella di chi ci sta accanto, ridimensionando così la cosa che ci preoccupa e che ci fa stare male.

In questi giorni di isolamento nei quali dobbiamo stare ASSOLUTAMENTE a casa, sono moltissime le possibilità creative e d’apprendimento. Ma spesso esauriamo le idee, perché le giornate sono lunghissime!

Ecco che allora internet ci viene in aiuto. E in questo caso ad offrirci moltissimi spunti è Kids&Us, il gruppo di scuole di lingua per bambini diffuse in tutto il mondo che in questi giorni di isolamento ha creato per tutte le famiglie una serie di contenuti accessibili gratuitamente, raggruppandoli sotto al titolo (e motto!) “Stay at home”, stai a casa.

Attività creative, manuali, coreografiche, ludiche… E ora ve le presentiamo, perché riteniamo siano interessantissime e, soprattutto, utili e divertenti.

Stay at home with Kids&Us, le attività gratuite per imparare l’inglese giocando: i contenuti di Kids&Us per trascorrere la quarantena giocando e imparando l’inglese

Il progetto “Stay at home” with Kids&Us è ampio, variegato e presenta nuovi contenuti di settimana in settimana. Ecco perché dobbiamo tenerlo d’occhio!

Questa settimana, ad esempio, per i bambini di 1 e 2 anni, ovvero i più piccolini, ci sono delle fantastiche canzoncine per imparare a lavarsi le mani, per raccogliere i giocattoli ballando, per andare a dormire sereni… Il tutto, naturalmente, in inglese, così come i cartoni animati proposti.

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Il bello è che Kids&Us - per tutte le fasce d'età - ha pensato anche ad una routine per la mattina, il pomeriggio e la sera, aiutando così i genitori ad organizzare meglio le giornate!

Per i bambini dai 3 agli 8 anni ecco invece un’altra serie di contenuti (divisi di nuovo su una routine settimanale), dalle classiche canzoni ai balletti, dalle ricette per la pizza ai lavoretti creativi con ciò che troviamo in casa, dalle idee per cucinare insieme fino al gioco del memory in inglese e ai cartoni animati più divertenti.

Infine, ecco le attività per i bambini più grandicelli, dai 9 agli 11 anni, che potranno grazie a Kids&Us imparare a cucinare il sushi, conoscere bellissime canzoni, disegnare un murale marino, travestirsi da robot, guardare dei cartoni sui supereroi…

Tutte idee bellissime, per passare un po' di tempo, per imparare una lingua, per divertirsi e per approfittare di un momento davvero tragico, ma che possiamo resilientemente rendere ricco.

Spesso li si confonde, o più semplicemente li si usa parlando intendendo la stessa cosa, scambiandoli. Ma i termini “maternity blues” e “depressione post parto” indicano due differenti condizioni.

Siamo convinte che l’uso delle parole sia importante: ecco perché è giusto e doveroso sapere quale sia la differenza tra questi due problemi che colpiscono le mamme (ma anche i papà!) dopo la gravidanza, in modo da conoscerli e da parlarne rispettosamente e responsabilmente.

C’è una differenza tra maternity blues e depressione post parto: quando parlare di “blues” e quando di reale depressione

L’argomento di cui stiamo parlando può essere racchiuso sotto ad una macro spiegazione, che al suo interno, tuttavia, trova importanti ramificazioni. Quello che andremo a spiegare, quindi, riguarda a grandi linee il senso di malessere psicologico che colpisce moltissime madri nei momenti immediatamente dopo e nei mesi successivi al parto, quello stato emotivo di fatica e tristezza che non sembra avere una causa “cosciente” e “logica”.

Sotto questo grande cappello, però, si trovano appunto il “maternity blues” e la depressione post parto, che sono due stati diversi. Partiamo dal maternity blues.

Esattamente come nel genere musicale, la parola “blues” indica uno stato di tristezza generale, una sensazione di depressione senza apparente motivo. Il maternity blues, quindi, è una tristezza relazionata proprio alla maternità, e può chiamarsi anche “Sindrome del terzo giorno”. Colpisce infatti moltissime madri nei giorni e nelle settimane immediatamente successivi al parto, facendo provare loro uno stato di tristezza profonda e di fatica insostenibile. Ma è normalissimo, così come sono normalissimi i pianti e gli sbalzi d’umore che ne conseguono, così come le ansie, le preoccupazioni e i dubbi che assalgono le neomamme riguardo al nuovo nato che devono accudire.

Questo blues può essere generico, ma può acuirsi anche e soprattutto nei momenti che inducono frustrazione, come quando non si riesce ad allattare, quando il bambino piange senza motivo o quando si è troppo stanche per riuscire a fare tutto “bene”.

In questo caso, come dicevamo si tratta di situazioni e di emozioni normali, dovute alle aspettative, agli ormoni, ai cambiamenti e alle preoccupazioni. Ciò che è importante è, da parte di chi sta accanto alle madri, supportare chi abbiamo di fronte, lasciando che si sfoghi, che si lasci aiutare, che pianga, evitando di perpetuare l’aspettativa sociale per cui una madre dovrebbe essere perfettamente felice. Il diritto alla frustrazione, alla tristezza e alla stanchezza è fondamentale per superare questo momento.

Se la maternity blues non passa, invece, siamo di fronte alla vera e propria depressione post parto, più profonda e duratura, e anche più pericolosa, oltre che più rara. In questo caso, la madre prova un senso estremo di incapacità e di inadeguatezza, di tristezza, di rabbia, di vergogna… E tutto questo si manifesta attraverso apatia, scatti di rabbia, insonnia e calo dell’appetito, ma anche con mal di testa, mal di pancia e calo della cura di se stesse.

I motivi che portano alla depressione postpartum sono diversi, personali, fisici e mentali, e spesso sono legati alla sensazione di “non essere brave” nel ruolo di madri, così come alla sensazione che il bambino sia troppo difficile da gestire.

Chi sta accanto a queste madri dovrebbe quindi fare attenzione ai campanelli d’allarme di cui parlavamo, cercando di sostenerle, di parlarne, rivolgendosi anche a del personale sanitario specializzato: l’aiuto esterno è fondamentale, così come i gruppi di sostegno.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

La notizia c’è, ma poi è arrivato un avviso che fa tornare sui propri passi. Parliamo del materiale di cancelleria in vendita nei supermercati, che nei giorni scorsi alcune catene hanno vietato, perché “non di prima necessità”. In molte regioni ora c’è il via libera per la vendita, ma in ogni caso la notizia fa pensare e riflettere. E allo stesso modo fanno pensare e riflettere gli articoli usciti nei giorni scorsi (come quello di Wu Ming) e condivisi da moltissime persone, che mettono in luce come i bambini siano stati bellamente dimenticati dai vari decreti per contenere il coronavirus.

Nessuno, chiariamo, mette in dubbio l’operato del governo: la linea dura serve, altrimenti non usciamo più da questa situazione TRAGICA (perché è davvero, davvero tragica). Ma allo stesso tempo qualche accorgimento lo si poteva prendere.

Ed ecco che allora la nostra riflessione vuole mettere in luce, in maniera semplice, gli effetti che purtroppo questo isolamento avrà sui bambini.

Isolamento, perché non si parla degli effetti sui bambini: il coronavirus influisce negativamente su mente e fisico dei più piccoli, ma per decreto sono solo i cani a poter uscire

Qualche tempo fa vi abbiamo proposto un articolo, dal titolo “Perché in questo momento dobbiamo stare a casa”. Ne siamo ancora convinte: DOBBIAMO stare a casa, dobbiamo seguire le regole, dobbiamo evitare le interazioni sociali.

Ma chi ha sottolineato la presenza dei “bisogni dei cani” e l’assenza delle necessità dei bambini (fino a poco tempo fa) nel decreto ha pienamente ragione.

Si parlava, infatti, di permesso di uscita per chi deve fare passeggiare i cani, ed è sacrosanto. Ma come i cani hanno bisogno fisico della natura e del movimento, anche per i bambini il moto e l’aria aperta sono fondamentali.

Il pensiero va dunque a quelle famiglie che vivono in appartamento e che non hanno giardino o cortile, nemmeno condominiale. E sono moltissime. I bambini di queste famiglie si ritrovano così segregati ventiquattr’ore su ventiquattro, perché non possono uscire a fare la spesa come noi adulti, non devono andare in fabbrica, magari non hanno un cane da fare passeggiare e non hanno permessi speciali per nessun motivo.

Aggiungiamo a tutto questo (fino a pochissimo tempo fa) l’eventuale assenza di cancelleria. Chi terminava fogli, matite, colla e compagnia bella, si trovava impossibilitato a FARE IL PROPRIO LAVORO, ovvero giocare con la creatività. Perché giocare è il lavoro dei bambini. È la loro vita. E non una frivolezza: serve per la loro crescita. Ma per alcuni carta e colori non erano “essenziali”. Certo, forse non lo sono per noi, ma lo sono per i bambini, senza ombra di dubbio.

Così come servono l’aria aperta e il movimento. Lo dice l’OMS, lo dice il Ministero della Salute: i bambini tra uno e due anni dovrebbero svolgere almeno tre ore di attività fisica giornaliera; tre ore - di cui almeno una di forte intensità - i bimbi tra i due e i quattro anni; e così via. E anche in tempo di coronavirus: forse i decreti non lo prendono in considerazione, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda mezz’ora di attività fisica quotidiana per gli adulti e un’ora per i bambini.

Fare attività fisica in casa è possibile, certo, ma difficilissimo. E poi a questo si aggiunge il fatto di non poter beneficiare degli effetti del verde sulla crescita. Già normalmente i nostri figli passano troppo poco tempo all’aria aperta (meno dei carcerati). Pensate quindi ora.

Se volessimo, potremmo poi parlare di come la socialità azzerata sia deleteria per i bambini, di come la scuola a distanza non sia esattamente facile e raccomandabile, di come, di come, di come… Gli effetti di questo coronavirus che non colpisce i bambini sono deleteri per i bambini. Una ripetizione, un paradosso, ma è così, e non è giusto non parlarne e non pensarci, anche se la situazione è temporanea.

Se con i più piccoli per fare arte possiamo utilizzare praticamente TUTTO (e per tutto intendo TUTTO, anche i tappi di sughero del Tavernello e le briciole della torta della colazione), con i bambini più grandi giustamente la creatività diventa un pochino più seria. Ma che fare?

Possiamo sfruttare anche le risorse digitali! Ci sono moltissime app e moltissimi strumenti per dare sfogo alla creatività, cominciando ad imparare, allo stesso tempo, come utilizzare il digitale, che certamente servirà da grandi, anche e soprattutto se i nostri figli sceglieranno una professione creativa.

Risorse digitali creative per bambini grandi e ragazzi: come fare arte sfruttando gli strumenti digitali

Paper

Una semplice App per sistemi iOS che permette di fare schizzi, maneggiare fotografie, colorare, creare illustrazioni, fare dei collage… All’interno troviamo anche lezioni di disegno e sfide creative.

PicsArt Foto

Un video e photo editor per modificare le fotografie con strumenti artistici ed adesivi, per mettere in moto la creatività mixando realistico e artistico. Lo potete scaricare dalla loro pagina Web.

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YouTube

Su YouTube c’è un tutorial per ogni cosa. Quindi, anche per la creatività. Basta cercare nella barra di ricerca “Tutorial disegno”, oppure “Corso di acquerello”, “Corso di pittura ad olio”, “Corso di illustrazione”: usciranno miriadi di lezioni online, spesso curate benissimo e davvero formative!

Autodesk SketchBook

Una App (disponibile per iOS e per Android per disegnare in ogni forma, con ogni strumento. Ottima sul tablet, permette di disegnare artigianalmente rendendo tutto immediatamente digitale.

Tayasui

Per i dispositivi Apple (iPhone e iPad), ottima è l’app Tayasui, pensata per offrire gli strumenti creativi digitali il più possibile fedeli al vero.

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L’attrezzatura da campeggio in famiglia

Venerdì, 27 Marzo 2020 13:30

Il campeggio è una delle vacanze più belle in famiglia. Se avete un leggero spirito di adattamento, scegliere di passare le ferie in una tenda immersi nella natura è favoloso! I bambini si divertono moltissimo, si emozionano, si sentono dei veri avventurieri, e diventa così l’occasione per riscoprire le cose semplici, per stimolare la propria indipendenza e per immergersi appieno nel verde che abbiamo intorno e che spesso snobbiamo.

E poi una volta comprata l’attrezzatura possiamo andare dove vogliamo, girando di campeggio in campeggio in tutto il mondo, mare, montagna, collina…

Ma cosa serve per una vera vacanza da campeggiatori? Ecco una selezione di attrezzature da campeggio in famiglia super cool, ma allo stesso tempo non eccessivamente costose, per una vacanza naturale, ecologica, economica e indimenticabile.

L’attrezzatura da campeggio in famiglia: cosa acquistare per essere pronti a tutto durante una vacanza in campeggio in famiglia

Lo zainetto mini molto nordico

Questi zaini sono scandinavi e sono nati moltissimi anni fa pensando ai bambini e ai libri di scuola, per essere indistruttibili. La versione normale è perfetta anche per il lavoro (ci sta un laptop da 17 pollici), non solo per la scuola, e per il tempo libero dei bambini, invece, è comoda la versione “mini” che trovate a questo link. Bello da vedere, pratico, comodo, ha varie tasche ma nel complesso rappresenta la semplicità!

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La tenda


Per il campeggio è fondamentale, naturalmente, la tenda. E che siamo in 3, 4 o 5 il consiglio è lo stesso: comprarne una con doppia calotta, in modo da lasciare i bambini in una e gli adulti nell’altra, o, nel caso in cui i bambini dormano con noi, per avere uno spazio “magazzino”. Questa è pensata proprio in questo senso.

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I sacchi a pelo

Il sacco a pelo? Meglio se 3 stagioni, in modo da poterlo usare tutto l’anno. Come questo, di taglia XXL per muoversi più comodamente durante la notte.

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Le borracce

Ognuno dovrebbe avere una propria borraccia personale: in questo modo non si acquisteranno più bottigliette di plastica! Io adoro queste, che possiamo anche appendere allo zaino (per il tappo) quando camminiamo.

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Lo zaino da escursionismo

Chi viaggia molto lo sa: viaggiare con lo zaino è più comodo rispetto alla classica valigia trolley. E nel caso del campeggio lo zaino diventa poi perfetto anche per le escursioni! Questo di Thule è ottimo, perché permette di staccare la sacca anteriore, che diventerà la “valigia” lasciando lo zaino per le escursioni.

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La lampada per la notte

Che sia forte e che sia ricaricabile: la lampada o lanterna da campeggio è fondamentale per stare attorno al tavolo la sera, per camminare al buio e per illuminare l’interno della tenda.

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Le scarpe da trekking

Che sia al mare o in montagna, attorno a noi possiamo sempre trovare passeggiate e camminate interessanti! Teniamo quindi sempre delle scarpe da trekking con noi. Per bambini ottime per qualità/prezzo sono queste, mentre per gli adulti il mio consiglio sono le Aku Slope (da uomo) e Aku Ultra Light (da donna), dal sapore retrò e studiate per essere super comode e sicure.

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I sandali per camminare

E in estate? Ottimi sono i sandali Teva per andare quasi dappertutto, che troviamo da bambino e da adulto.

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Cecilia

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