Trucchi e consigli per combattere il sudore

Mercoledì, 15 Settembre 2021 12:15

Costituito per la maggior parte da acqua, il sudore è la conseguenza d’una situazione di stress emotivo a cui è sottoposto il corpo. A scatenare il rilascio del liquido può essere anche una particolare condizione termica, indotta dalle temperature elevate o dalla pratica di un’attività fisica.

A sprigionare questo liquido incolore, leggermente salato, spesso dall’odore poco piacevole, sono i circa quattro milioni di ghiandole sudoripare di cui dispone il nostro corpo, collocate in diversi punti fra cui ascelle, palmo della mano, pianta del piede, fronte e cuoio capelluto.

Grazie alla produzione di sudore la temperatura corporea si abbassa in maniera del tutto naturale, e il nostro corpo si libera di ioni di sodio e potassio, colesterolo, urea e acidi lattici.

Combattere il sudore a tavola: le regole dell’alimentazione per evitare eccessi nella traspirazione

Il sudore si contrasta utilizzando una serie di prodotti cosmetici, a partire dal deodorante antitraspirante, in grado di regolare la traspirazione intensa e combattere gli odori pungenti, anche per un tempo superiore alle 24 ore. 

Un aiuto importante per contrastare il sudore ci arriva dall’adozione di una corretta alimentazione.

A consentirci di sudare di meno, e reintegrare i liquidi persi con l’eccessiva traspirazione, sono i cosiddetti piatti anticaldo. Nel prepararli la scelta ricade su ingredienti che contengono un’elevata percentuale di liquidi e principi nutrizionali, che aiutano a reintegrare acqua e valori perduti.

Taluni cibi sono da evitare assolutamente per non sudare in abbondanza. Si tratta di bevande alcoliche, caffè, tè, bibite ghiacciate, formaggi, carni rosse, fritti, cibi eccessivamente salati, spezie, cibi piccanti e piatti troppo elaborati. Meglio evitare aglio e cipolla, che con la sudorazione contribuiscono a emanare odori spiacevoli.

La dieta anti-sudorazione prevede un uso abbondante di acqua a temperatura ambiente, da bersi in piccole dosi più volte nell’arco della giornata.  Utile cibarsi di frutta, verdura e ortaggi in genere, che reintegrano acqua, vitamine, e sali minerali, sostanze perdute nella fase della traspirazione.

Corretto integrare la dieta con il consumo di pesce o carni bianche. A tavola inoltre non devono mancare i cereali integrali.

L’aumento della sudorazione legato a condizioni fisiologiche, patologiche o alla menopausa

Un eccessivo aumento della sudorazione è sicuramente legato a fattori ambientali, quali le condizioni climatiche e le temperature decisamente elevate. Se non si spiegano le cause dell’aumento della sudorazione è bene parlare con il nostro medico, per valutare eventuali condizioni patologiche dovute a stati d’ansia o nervosismo, ipertiroidismo, obesità.

Una traspirazione abbondante può anche essere la conseguenza diretta dell’ingresso in menopausa e di importanti squilibri ormonali.

Sudorazione improvvisa, scopriamone e curiamo le cause

La sudorazione improvvisa calda o fredda può essere sintomo di numerose patologie, che solo un medico può identificare dopo un’analisi accurata. In queste circostanze il trattamento è legato all’origine del problema. 

Nei casi più semplici, ad esempio se la sudorazione è legata alla febbre, è bene assumere un antipiretico.

Se la sudorazione improvvisa viene indicata quale conseguenza dell'ipotensione o dell'ipertensione si consiglia la prescrizione di farmaci che contribuiscono a normalizzare in prima battuta la pressione sanguigna.

Solo nei casi estremi si palesa l’asportazione chirurgica delle ghiandole sudoripare, soprattutto a fronte di un’eccesiva e irregolare attività. 

Certo: gli aspirapolvere senza fili hanno rivoluzionato le pulizie domestiche. Sono leggeri, sono agili, sono comodi. Ma ogni mamma e ogni papà sa che il problema è un altro, con i bambini piccoli: trovare il tempo per passarlo, l’aspirapolvere!

Abbandoniamo quindi l’idea delle super mamme e dei super papà: non è possibile fare tutto. E dato che viviamo in un’epoca tecnologica che ci permette di avere qualche comodità, be’, approfittiamone!

Ecco una selezione dei migliori robot aspirapolvere in commercio e tutto ciò che dovete sapere prima di procedere all’acquisto che vi cambierà (in meglio!) la vita quotidiana.

I robot aspirapolvere sono l’alleato di ogni genitore: tutto quello che dovete sapere sui robot aspirapolvere che puliscono casa anche quando non ci siamo

Robot aspirapolvere: cosa sono?

I robot aspirapolvere sono dei piccoli elettrodomestici solitamente di forma cilindrica e bassa che si muovono da soli per casa, pulendo ogni angolo senza che tu li manovri. Si ricaricano nella loro postazione, quindi, una volta programmati, escono dal loro rifugio e “camminano” in tutta casa, roteando e adattandosi, aspirando nel frattempo ciò che trovano sul loro cammino.

Perché acquistarlo

Peli degli animali, polvere, briciole (quante briciole!)… Con i bambini piccoli in casa l’aspirapolvere sarebbe da passare ogni ora. Impossibile, certo. Ma con i robot aspirapolvere che vanno da soli uno po’ di problemi si risolvono.

Il problema è che sul mercato ci sono davvero moltissimi robot aspirapolvere che promettono mille funzioni. Questi sono dunque consigli per la scelta del perfetto robot aspirapolvere a seconda delle vostre esigenze.

I consigli sulla scelta

Innanzitutto, esistono robot aspirapolvere per tutte le tasche. Il primo consiglio è quindi quello di sceglierne uno a seconda delle tue finanze. Non pensare che sia una spesa folle: ne esistono anche di economici. Se invece il tuo budget è meno limitato, potrai acquistarne uno con più funzioni o con potenza maggiore.

Concentrati poi sulle setole. Se hai il parquet, ad esempio, sarà meglio prendere un robot aspirapolvere con setole adatte al legno.

Guarda anche l’autonomia: ci sono robot con autonomia ridotta e robot con autonomia più alta. Se casa tua è molto grande, dovrai prevedere due scenari: se il robot ha batteria breve, dovrai caricarlo più volte per pulire tutta casa; se ha autonomia più alta, invece, potrebbe costare di più.

Se hai un animale domestico sarà poi inevitabile pensare al serbatoio: i peli di un cane o di un gatto, infatti, producono moltissima polvere e sarà necessario acquistare un robot aspirapolvere con un serbatoio capiente da svuotare con meno frequenza.

Ci sono poi robot aspirapolvere domotici, ovvero manovrabili con una app, e robot aspirapolvere che tornano da soli alla base di ricarica. Infine, alcuni robot sono rumorosi mentre altri assicurano silenzio e rumori quasi impercettibili.

Quale robot aspirapolvere scegliere

Dopo averti fornito tutte le informazioni principali e i suggerimenti riguardo all’acquisto, se ancora sei in confusione qui troverai un bell'elenco di robot aspirapolvere tra cui scegliere: leggi tutte le caratteristiche e tieni a mente i consigli che ti abbiamo fornito qui sopra.

Se il vostro sogno è che i vostri figli e le vostre figlie si appassionino come voi alla lettura, la prima regola è: non imporre nessun libro! La pretesa che i classici per ragazzi o le letture scolastiche siano fatte per portare i ragazzi e le ragazze a leggere è sbagliata (o quantomeno parziale). Il metodo migliore? La familiarità con i libri (che si raggiunge mostrando con naturalezza dei genitori che leggono, frequentando la biblioteca e riempiendo la libreria di volumi da sfogliare quando si vuole) e puntare sulla godibilità.

Lo diceva già nel 1993 l'esperta Kathryn Perkinson nello studio Helping Your Child Use the Library (Office of Educational Research and Improvement. U.S. Department of Education): una delle regole principali è scegliere libri che piacciano ai bambini e alle bambine. Non a noi, quindi. A loro. Sembra scontato? Non lo è. Perché da genitori è normalissimo tendere a consigliare (e imporre!) letture che riteniamo idonee e divertenti, rimanendoci un po' male se ai bambini e alle bambine non piacciono quanto a noi.

Insomma: mettiamo da parte le aspettative e puntiamo sulla lettura per sé. Leggere per leggere. Almeno inizialmente. E questo significa lasciare da parte per un attimo la pretesa di "qualità" imposta, lasciando che i ragazzi e le ragazze scelgano quel che vogliono dagli scaffali. Anche a livello di genere: non solo romanzi, ma anche graphic novel, fumetti (sì, anche Diabolik e Topolino!), audiolibri, riviste... Il giovane Holden, la Divina Commedia, Oliver Twist e Il signore delle mosche? Leggeranno anche quelli. Subito, oppure più avanti. Oppure non li leggeranno mai, scoprendo altri capolavori che sentono più loro.

Bene, ma allora quali sono i titoli che piacciono davvero ai ragazzi e alle ragazze in adolescenza? I libri che appassionano gli adolescenti rendendoli dei lettori? Qui c'è una piccola selezione, che naturalmente non ha la pretesa di essere né esaustivanormativa. Ognuno ha i suoi gusti! Questi semplicemente sono libri che tendenzialmente piacciono davvero alle ragazze e ai ragazzi. Non saranno alta letteratura, ma sono effettivamente appassionanti, e in molti casi anche educativi!

I manuali di sopravvivenza

Leggeri e scanzonati, questi libri sono pensati per le ragazze e i ragazzi che cominciano o stanno frequentado le scuole medie, un periodo bizzarro in cui tutto sembra ingigantito, in cui i rapporti con gli amici si fanno difficili e solidissimi e in cui tutto il mondo attorno a sé cambia. Un buon modo per affrontare le medie con serenità è immergersi nelle storie di chi le sta vivendo come loro!

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L'amico ritrovato

Sì, è un classico, ma è un classico che appassiona perché parla di ragazzi ai ragazzi, mostrando da dentro un capitolo tremendo della storia. Gli adolescenti si fanno domande, hanno curiosità, e magari non sanno trovare le risposte. Ecco: questo libro di Fred Uhlman che parla di Olocausto e amicizia è davvero consigliato.

Il diario di una schiappa

Torniamo nell'area del divertente e leggero per presentarvi Jeff Kinney, lo scrittore per ragazzi e ragazze che ha avuto il pregio di aver appassionato ai libri una generazione intera con le avventure di Greg Heffley, il protagonista di Diario di una Schiappa.

Sex education: il viaggio

È uscito da pochissimo e a noi piace già molto: la serie tv targata Netflix Sex Education è già un cult perché parla alle ragazze e ai ragazzi (ma non solo!) di sesso e relazioni in maniera ironica ma profonda, portando argomenti importanti come il consenso, il rapporto con il proprio corpo, l'orientamento sessuale e il genere, l'affettività, la disabilità, il bullismo... Un buon modo, quindi, per togliere tabù da certi argomenti, in modo da rendere più consapevoli gli adolescenti che stanno scoprendo la loro sessualità. E il libro, in questo senso, unisce due cose: è un romanzo, ed è quindi coinvolgente e godibilissimo (ottimo per mostrare come la lettura sia un passatempo piacevole!), e allo stesso tempo continua a parlare degli stessi temi, dalle pagine invece che dallo schermo.

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In questa avventura Maeve chiede aiuto a Otis, Aimee ed Eric per scagionare il fratello Sean dalle accuse di un crimine che non ha commesso. Il romanzo è quindi una sorta di thriller per ragazze e ragazzi, un giallo appassionante con indizi, prove e improvvisati detective, mentre si dipanano tra le pagine le relazioni, le amicizie e le scoperte su se stessi e sul gruppo.

Twilight

Mettiamoci il cuore in pace: Twilight piace. È banale e frivolo? È diseducativo e appiattente? Ok. Ma piace tanto, è scorrevole e coinvolge appassionando. Si tratta di una saga, e spesso chi legge il primo si trova a divorare anche gli altri tre. Insomma, se lo si cerca qualche pregio c'è: se non altro, avvicina un sacco di persone alla lettura. Sarà una fase, oppure no, ma negare il piacere della lettura non è mai bello.

Harry Potter

Beh, in questo caso non c'è da lamentarsi di nulla: educativo, appassionante, coinvolgente, magico, inclusivo (ok, qualche difetto in questo senso ce l'ha...), british, iconico... Harry Potter è il libro che accompagna moltissimi ragazzi e ragazze nell'adolescenza e verso l'età adulta. 

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Tredici

Duro, durissimo: Tredici (da cui è tratta anche l'omonima serie su Netflix) parla di suicidio, bullismo, violenza, e lo fa con il linguaggio di studenti e studentesse delle superiori. Con la nostra supervisione potrebbe essere una di quelle letture che affascinano i ragazzi e che li mettono in guardia. Un po' come era stato per la nostra generazione Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, un libro tabù che, se letto al momento giusto, diventava un deterrente contro ogni droga.

John Green

In questo caso non mettiamo solo un titolo: John Green è l'autore di Tartarughe all'infinito, Colpa delle stelle, Ti presento Will... Amatissimi anche dagli adulti (e infatti rientrano nella categoria Young Adult), i suoi libri sono famosissimi tra gli adolescenti, che ne divorano uno dopo l'altro scoprendo storie di amore, amicizia e vita di sedicenni come loro.

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Dimenticate le ambientazioni cupe e paurose (perché assolutamente palusibili) delle sue distopie, come il più famoso "Il racconto dell'ancella": ad agosto la scrittrice canadese Margaret Atwood è uscita in libreria con un libro per bambini davvero imperdibile.

Si intitola "Tric Trac Trio" e il nostro consiglio è quello di acquistarlo immediatamente, di regalarlo, di sfogliarlo e di custodirlo: al pari dei racconti di Roald Dahl o di Christine Nostlinger, di Astrid Lindberg o di Leo Lionni, quello di Atwood potrebbe diventare un classico. Perché non è solo divertente e coinvolgente: il gioco che mette in atto con la lingua è davvero irresistibile. E lo si intuisce già dal titolo.

Margaret Atwood scrive anche per bambini: il suo Tric Trac Trio non può mancare in libreria

"Tric Trac Trio" (Salani, 13 euro) è un tenero e temerario trabocchetto di lettura. Un testo in cui la lingua traballa, che fa tentennare i teneri lettori che lo trovano e lo leggono tutti trafelati. 

Una frase buffa? Ho solo voluto svelarvi qualcosa di più su questo libro per bambini appena uscito, divertentissimo e perfetto per avvicinare i bambini e le bambine alla lettura: "Tric Trac Trio" gioca infatti con le parole e le consonanti, facendo scoprire la musicalità della lingua e della scrittura raccontando allo stesso tempo storie coinvolgenti e piene di significato. Non è quindi una semplice filastrocca senza senso, ma una raccolta di tre narrazioni che piaceranno moltissimo ai piccoli lettori e lettrici.

I protagonisti dipinti da Margaret Atwood con le parole (e illustrati deliziosamente da Dušan Petričić) si chiamano Marbella (la simpatica Monella), Bob (il Bizzarro Bob) e Ramiro (la sua storia si intitola "Il rude Ramiro e i ravanelli ringhiosi). Le rispettive storie danzano proprio sulle consonanti dei loro nomi: la vicenda di Marbella è piena di morbide emme, il Bizzarro Bob è allevato da tre bizzarre bambinaie e le erre di Ramiro punteggiano tutto il testo. Ah, e poi c'è Dorinda, che sbuca nella storia di Bob in un tripudio di di.

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"Margaret Atwood, la più raffinata scrittrice canadese contemporanea, dedica ai lettori più piccoli tre buffi, deliziosi racconti, dove a descrivere le paradossali peripezie dei protagonisti è il gioco linguistico delle iniziali che rispettano rigorosamente le regole con rocamboleschi risultati", ha dichiarato Bianca Pitzorno (che amiamo altrettanto!). È proprio lei, ad Ansa, a svelare un po' di più rispetto alla trama: "Ecco per prima Marbella, una magra monella con malinconici occhi marroni: quand'era una minuscola marmocchia un mulinante e micidiale vento di maestrale aveva menato mille miglia lontano i suoi magnanimi e meritevoli genitori, la mamma modista e il mite papà macellaio. Poi viene Bob, che da bebè fu abbandonato in una borsa di bambù fuori da un Salone di Bellezza, ma che poi si imbatte nella derelitta Dorinda, una donzella deliziosa, con dozzine di efelidi e una simpatia disarmante. Segue a ruota il rude Ramiro, un ragazzino dalla zazzera rossa che risiedeva con i suoi rivoltanti cugini, Ron, Rollo e Ruby, prima di compiere una rocambolesca fuga con il suo amico Ralf…". 

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Il libro è consigliato per lettori e lettrici dai sette agli undici anni, ma è ideale anche per la lettura ad alta voce con i genitori. E poi per imparare a leggere! Lo rende ancor più divertente, grazie all'efficacia del coinvolgimento.

Avere un animale domestico è ormai diffusissimo: cani, gatti, conigli, porcellini d'india, cavie... Qualunque sia l'animale, i piccoli amici a quattro zampe portano in famiglia molti benefici, tra cui quelli emotivi e di salute (come dicono da Uppa), oltre che relazionali e di responsabilità.

Ma di certo diverso è prendere un cane quando i bambini sono piccoli o grandi oppure accogliere un neonato in una casa in cui un cane già c'è. Già: non è così semplice e scontato! E le domande sono innumerevoli e legittime: il cagnolino accetterà il bebé? Ci sono controndicazioni a livello di germi e salute? Avremo tempo per prenderci cura di entrambi come meritano?

Ecco quindi tutto ciò che dovete sapere riguardo all'accoglienza di un bambino o di una bambina in famiglia quando c'è un cagnolino per casa, per vivere con serenità e abituarsi alla vita con i nostri pelosi e un neonato che si affaccia alla vita stravolgendo gli equilibri!

Cani e bebè: cosa fare quando in casa arriva un neonato

Considerare la natura del cane

Naturalmente sarà diverso prepararsi all'arrivo di un bebè con un cane calmo e socievole e uno aggressivo o ansioso. Nel primo caso, basterà insegnare a non saltare addosso con troppa veemenza; nel secondo bisognerà considerare di rivolgersi al veterinario o ad un esperto di comportamento. È molto importante, perché in questo modo si limiteranno rischi e pericoli! Lo stesso discorso vale nel momento in cui il bebè arriverà: se il cane - anche il più tranquillo! - manifesterà gelosia eccessiva o aggressività sarà necessario chiamare immediatamente un esperto, per risolvere la questione in maniera semplice, veloce ed efficace.

Abituare i cani ai bambini

Se in casa non ci sono bambini e se i cani non hanno mai avuto a che fare con loro, è ora di iniziare a lasciarli familiarizzare con il mondo dell'infanzia. Gli adulti, infatti, si relazionano con gli animali con consapevolezza e tatto, al contrario dei bambini. Un giro al parco o una visita ad amici con bambini sono consigliatissimi. Meglio ancora se ci sono bambini di diverse età: sotto la nostra supervisione il cane potrà osservarli, interagire, ascoltarli... Anche i bebè, con i loro vagiti, pianti e profumi.

Tenere il guinzaglio

Il guinzaglio è uno strumento davvero prezioso per la sicurezza, e non solo fuori. Quando portate il bebè in casa, soprattutto i primi giorni è consigliato tenere il cane al guinzaglio, lasciandolo avvicinare gradualmente al bambino o alla culla.

Entrare in casa familiarizzando

Invece di fare incursione in casa con l'ovetto in maniera irruenta e sbrigativa, prendete in considerazione l'idea di farlo gradualmente. Lasciate uscire il cane dall'uscio, "presentategli" il bebè supervisionando l'incontro, lasciate che lo annusi e lo osservi. Dopodiché, entrate insieme: anche l'animale avrà l'impressione che non si tratti di un intruso, ma di un nuovo abitante.

Via libera all'osservazione

La gelosia e la curiosità saranno normali: i cani sono esseri viventi che si scombussolano se ci sono grosse novità! Non tenete il cane, quindi, lontano, ma piuttosto fategli osservare, a distanza di sicurezza, tutto ciò che fate con il bambino. Lui, da vicino ma a distanza, sentirà gli odori, vedrà i movimenti e lo conoscerà piano piano.

Stare tranquilli

E le domande riguardo il bebé? Ad esempio: non è un problema per il suo sistema immunitario ancora acerbo, avere un cane? La risposta è no. Naturalmente, è bene vivere in un ambiente salubre e pulito (premessa scontata!), ma in generale i bambini che vivono con i cani si ammalano di meno, soprattutto per quanto riguarda le malattie del sistema respiratorio (asma, tosse, raffreddore...).

Se bazzicate Mamma Pret A Porter saprete che una delle nostre frasi preferite è "Non esiste cattivo tempo, solo cattivo abbigliamento": questo motto evergreen è per noi prezioso perché permette di vivere al meglio e in serenità la filosofia dell'educazione outdoor. Passare il tempo all'aperto e nella natura è fondamentale per gli esseri umani, e soprattutto per i bambini. Ecco perché sapersi vestire al meglio e preparati per ogni evenienze è il nostro consiglio! Non solo nei giorni di sole, ma anche e soprattutto in quelli di pioggia. 

Non solo: quando si avvicina l'autunno, c'è chi si emoziona all'idea dei dettagli coccolosi e chi invece detesta il fatto di allontanarsi dall'estate. Ma cosa c'è di più stimolante di trovare le cose belle anche nelle situazioni che meno ci sconfinferano? Pensare ai vestiti caldi e confortevoli, ad esempio, può essere una buona strategia per amare un pochino di più l'autunno e l'inverno.

Ecco perché abbiamo deciso di proporvi questa selezione di impermeabili per bambini e bambine, dal classico giallo a quelli più simpatici e carini.

Impermeabile per bambini e bambine: i più belli per quest'autunno

L'impermeabile giallo per bambini

Se parliamo di impermeabili, non può mancare in cima alla lista il classico impermeabile giallo (rilanciato da qualche anno anche dall'estetica della serie tv "Dark", che trovate su Netflix). Eccone qui uno economico, carinissimo (ha anche degli inserti-dinosauro!) e utile! Sta bene con tutto.

Il K-way

Altro classicone: il K-Way, che è diventato l'ipermeabile italiano per antonomasia. C'è anche per bambini e non passa mai di moda. Ed è super comodo: si può piegare e si fa piccolissimo, senza pericolo che si stropicci troppo.

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Il trench

Meno "impermeabile" ma comunque stilosissimo, adatto a tutti i giorni (anche se non piove): il trench per bambini e bambine è sempre una buona idea.

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A pois

Per chi ama pois e pallini, questo impermeabile con cappuccio e mantellina di Playshoes è l'ideale. 

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Arcobaleno

Colorato, coloratissimo: per i bimbi e le bimbe che amano l'arcobaleno, ecco l'impermeabile più carino che ci sia.

 

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La mantellina trasparente

Rispetto all'impermeabile, la mantellina permette di tenere all'asciutto anche lo zaino ed è quindi ideale per andare a scuola nei giorni di pioggia. Qui una trasparente:

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La mantellina colorata

E qui invece una più colorata e simpatica, che i bambini e le bambine ameranno tantissimo. Ha la forma di diversi animali: ognuno può scegliere il suo preferito.

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L'impugnatura disfunzionale e come prevenirla

Lunedì, 06 Settembre 2021 11:43

Imparare a scrivere non è una questione di sola coordinazione occhio mano e di nozioni: un ruolo importante lo svolge anche l'impugnatura della penna e della matita. Sapete cos'è l'impugnatura disfunzionale?

Ecco tutto ciò che c'è da sapere riguardo al modo in cui i bambini tengono la penna o la matita quando scrivono, con i nostri consigli per assicurare un'impugnatura corretta evitando le conseguenze negative dell'impugnatura disfunzionale.

L'impugnatura disfunzionale

Quando un bambino o una bambina impugnano la matita o la penna nella maniera sbagliata si parla di impugnatura disfunzionale, ovvero di un modo di tenere la penna tra le dita decisamente errato rispetto a quello più "fisiologico". C'è addirittura chi tiene la penna tra l'indice e il medio, chi la appoggia su tutte e cinque le dita... Quando un'impugnatura è sbagliata lo si nota subito: le dita non si appoggiano armoniosamente sul fusto della matita o della penna, il bambino o la bambina assumono pose innaturali quando scrivono, si formano calli sulle dita e la scrittura ne risente. 

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Purtroppo l'impugnatura disfunzionale ha delle consguenze negative. Soprattutto quando i bambini imparano a scrivere, assumendo la posizione errata delle dita e abituandosi a quella sbagliata.

Le conseguenze della scorretta impugnatura della matita 

Oltre a rendere faticosa la scrittura, l'impugnatura errata della matita la rende più disordinata e meno "bella". Ci sono però conseguenze ancor più negative.

Prendiamo ad esempio la schiena: scrivere impugnando male la penna fa assumere posture sbagliate ai bambini (e agli adulti!), andando a pesare sui muscoli della schiena e della spina dorsale, che soprattutto negli anni della crescita potrebbero andare incontro a conseguenze irreversibili. 

Non ultimo, le capacità grafico-motorie, la coordinazione e la motricità dei bambini e delle bambine potrebbero risentirne.

Qual è l'impugnatura corretta 

L'impugnatura corretta della matita è semplice, ma va allenata e supportata. La matita dovrebbe essere tenuta tra l'indice e il pollice, appoggiando sul medio, con anulare, mignolo e lato del palmo della mano che diventano piano d'appoggio.

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Quando le dita sono troppo vicine o troppo lontane dalla punta, o quando la matita si appoggia su dita diverse, di parla di impugnatura disfunzionale.

Quali penne e matite scegliere per un'impugnatura corretta

Per imparare a tenere la matita o la penna nella maniera corretta ci sono quindi alcuni semplici esercizi ed abitudini. In aggiunta, un consiglio è quello di scegliere penne, matite, pennarelli e strumenti per la scrittura che siano pensati per facilitare l'impugnatura corretta fin da subito. Ad esempio Carioca, marchio che è sininomo di qualità e affidabilità, per i bambini che cominciano le elementari ha pensato alle matite jumbo con superficie triangolare e non tonda, più confortevole e in grado di alleggerire le tensioni dei muscoli della mano e del braccio. La superficie triangolare, infatti, aiuta le dita ad appoggiarsi istintivamente nel modo corretto sulla matita.

Anche il fatto che siano jumbo non è un caso (e non è nemmeno un solo fatto estetico!). Quando imparano a scrivere, i bambini e le bambine dovrebbero infatti usare matite e penne con diametro maggiore, spesso. Solo in un secondo momento si passerà alla matita e alla penna sottili, quando la scrittura e l'impugnatura, ormai affinate, risulteranno più semplici.

Tutto quello che devi sapere sul file ODT

Lunedì, 30 Agosto 2021 13:09

 CHE COS’É UN FILE ODT

Il file ODT si é diffuso nel 2006 ed é anche denominato OpenDocument é una tipologia di file universale, una sorta di file libero e aperto, ovvero qualunque persona puó creare delle applicazioni che leggono o scrivono dei file ODT senza pagare i diritti d’autore.

Questo formato universale di scrittura non ha limiti di utilizzo, se ne puó usufruire in forma gratuita e non ci sono vincoli specifici in tutto il mondo.

Notoriamente viene utilizzato per inviare documenti digitali ufficiali.

 

COME APRIRE UN FILE ODT

Tra i programmi a disposizione per aprire un file ODT ci sono LibreOffice o OpenOffice, anche loro si sono diffusi insieme a questa estensione e sono idonei per leggere e modificare questo formato.

Il formato ODT pur essendo molto diffuso non é facilmente reperibile in alcuni dispositivi. 

Per aprire un file ODT con Ms Word La procedura é molto intuitiva, andando sulla scheda del file, cliccando con il tasto destro del mouse su “Apri” poi “Sfoglia”, Accanto alla casella file nell’estensione selezionare soltanto  *.odt  Poi fare soltanto doppio clic su apri.Per saperne di piú possiamo leggere la procedura in questo articolo ben dettagliato che spiega come aprire un file ODT con Ms Word

Anche su Mac si puó aprire un file ODT con TextEdit, generalmente riesce sempre ad aprire questo formato e anche di esportarlo. C’é anche la possibilitá di salvere un file ODT, bisogna sempre verificare che sia attiva la possibilitá di convertire in formato RTF.

Molte volte siamo un po titubanti nell’installare nuovi programmi nel nostro PC, in questo caso possiamo andare direttamente nel browser e cercare una dei tanti servizi del web che normalmente sono gratuiti, come ad esempio:

  • Word Online
  • Google Drive

In sintesi un file ODT puó essere aperto da MAC, IOS, Web, Linux, Windows, in maniera dettagliata si puó consultare questo articolo molto utile ed interessante che spiega come aprire un file ODT:

 

COME CONVERTIRE UN FILE ODT in PDF

Per convertire un file ODT in PDF per prima cosa andare sulla cartella dove si trova il file, selezionarlo con il tasto destro del mouse cliccare su “Apri”, ricordarsi ed assicurarsi sempre di salvare il file in un percorso facilmente ricordarbile per poter rintracciare agevolmente il file.

Aprendo il menú a tendina sempre con il tasto destro del mouse selezionare “Converti” e poi scegliere PDF, dopo pochi secondi il file sará trasformato.

Essendo tutto gratuito, la procedura é un po piú laboriosa, ma stiamo parlando sempre di pochi secondi per poi fare il download del file.

É fondamentale la conversione in PDF soprattutto quando si utilizza ad esempio Google Drive e le persone che ricevono il file condiviso non hanno la stessa applicazione di elaborazione testi del mittente. Nonostante il destinatario possa aprire e lavorare sul file, alcune applicazioni ODT possono presentarsi in maniera divergente sia per il formato che per la presentazione.

Per una procedura piú dettagliata, potete leggere questo articolo che spiega molto bene come convertire un file ODT in PDF:

Oltre ad aprire i file ODT, LibreOffice ed OpenOffice permettono anche di convertire questa estensione in PDF.

Il piú utilizzato sembrerebbe essere Open Office per la sua semplicitá in quanto si puó convertire il file direttamente dalla barra del menú. Normalmente l’icona PDF si trova accanto al simbolo di stampa.

La provenienza dei file ODT é quasi sempre da OpenOffice o da LibreOffice. Se abbiamo a che fare con un file di questa estensione sul nostro Computer ci sará quasi sicuramente installata di default uno di questi due servizi ed il codice sorgente é il medesimo quindi permettono di esportare o  convertire un file ODT in PDF.

Per convertire il file in PDF innanzitutto é necessario aprire il file ODT cliccando due volte con il tasto destro del mouse sull’icona oppure dal menú selezionare la voce “Apri” poi esporta nel formato PDF dal menu File in alto a sinistra.

Con gli strumenti a disposizione nella schermata che si aprirá sará possibile settare tutti i parametri del file PDF che andrete a scaricare. Si puó anche scegliere quali pagine convertire ad intervallo o tutte quelle del documento semplicemente spuntando le pagine che vogliamo esportare. Nella sezione “Sicurezza” si puó impostare anche una password per proteggere il file PDF da accessi non autorizzati o anche scegliere chi puó modificare o stampare il documento.

Se invece si ha la necessitá di convertire piú file simultaneamente, esiste un programma che si chiama Online2PDF. Anche questo servizio non ha costi e non richiede nessuna iscrizione per usufruirne, si possono anche trasformare 20 files insieme fino a 100 megabytes. Sembra che sia compatibile con i vari browser piú rinomati, inoltre per rispetto della privacy di chi lo utilizza i file vengono cancellati dopo che l’utente li ha scaricati, vengono eliminati dal server del sito entro un paio d’ore.

 

Foto credits
Ivan Samkov da Pexels

Viaggiare è bellissimo. Apre moltissimo la mente, permette di staccare e di rilassarsi, fa respirare aria nuova... Che sia al mare, in montagna o in città. Ma viaggiare e fare vacanze è anche un po' inquinante, soprattutto se manteniamo quelle abitudini di un tempo (siamo figli e figlie degli anni Novanta!) che lasciavano dietro di noi un'impronta per niente green.

Dal momento che il viaggio in nave, aereo o automobile a benzina e diesel inquina - per forza! -, possiamo provare, nel nostro piccolo, ad adottare semplici abitudini molto comode e parecchio green per ridurre la nostra impronta.

Lo shampoo solido

È davvero molto più comodo, sia in aereo sia per altri tipi di viaggio: sta comodo comodo nel beauty ed è senza plastica! La soluzione plastic-free perfetta per la famiglia che viaggia.

La saponetta

Lo stesso vale per il sapone viso e corpo. Per abitudine, siamo portati a scegliere i detergenti doccia liquidi, ma pensiamoci: lo stesso lavoro lo fa una saponetta, molto più green e molto più piccola nel beauty. E poi non si rovescia e, come lo shampoo solido, evita l'impiccio dei 100 ml di liquidi in aereo.

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Il telo mare ecosostenibile

Come può essere un telo mare sostenibile? Prima di tutto, se è vintage. Non importa che sia rovinato: un asciugamano fa sempre il suo dovere. Che senso ha comprarne di nuovi? In alternativa puoi scegliere un telo in tessuto sostenibile, come il cotone, o addirittura riciclato. Ci sono infatti tessuti ricavati proprio dalle plastiche recuperate dai mari e dagli oceani.

La coppetta mestruale

Per le persone che attendono il ciclo durante le vacanze, la coppetta mestruale è ideale: la puoi tenere fino a 12 ore, si sciacqua sotto acqua corrente e si riutilizza, senza produrre rifiuti indifferenziabili e inquinanti. Qui tutto ciò che c'è da sapere sulla coppetta.

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La crema SPF rispettosa degli oceani

A causa di certi elementi contenuti nelle creme solari che abbiamo utilizzato per decenni, le barriere coralline si stanno sbiancando e stanno morendo, destabilizzando tutto l'ecosistema marino. Scegliamo, quindi, delle creme protettive che siano ocean-friendly, come queste.

La borraccia

Invece di acquistare ogni giorno bottiglie d'acqua, portate con voi una semplice borraccia (una per ogni componente della famiglia). La si può riempire con acqua fredda al mattino e riporla proprio come le altre bottiglie nello zaino o nella borsa frigo. Niente più spreco di plastica! E poi la plastica al sole non è per niente consigliabile.

Altre abitudini

Lo sappiamo: i fiori sono bellissimi e la sabbia delle spiagge sarde è favolosa. Ma lasciamoli al loro posto! Soprattutto la sabbia: a furia di "souvenir" le spiagge si stanno svuotando. Quindi evitiamo di portarla a casa e, anzi!, puliamoci bene i piedi e il corpo prima di uscire dalla spiaggia in modo da lasciare i granelli al loro posto. Un'esagerazione? No.

Vogliamo proprio portare con noi qualcosa? Perché non proviamo a pulire il nostro tratto di spiaggia? Ci stupiremo di quanta plastica e rifiuti raccoglieremo. E con i pezzetti di vetro levigato, invece, potremo fare dei lavoretti quando torniamo a casa.

Ci sono genitori estasiati dai figli. Ci sono genitori che li amano più della loro vita. Ci sono genitori che ripongono l’orgoglio nei loro bambini e nelle loro bambine. Giustamente. E sono tutte bellissime cose! Probabilmente è questo il sentimento più diffuso tra le mamme e i papà.

Ci sono, dall’altra parte, genitori che non ritengono che essere mamma o papà sia la loro principale prerogativa. Che non credono che i figli siano la loro priorità assoluta nella vita. Che non sentono quella felicità impregnante e totale che la maggior parte della gente — genitori e non genitori — associano all’avere figli.

Non c’è nulla di sbagliato nella seconda situazione, così come nella prima. Il problema è la narrazione societaria che si fa della maternità e della paternità. Come sempre, quando una narrazione si impone come “normale” e “diffusa”, rischia di fare sentire le persone che non si allineano sbagliate e confuse. Sfatiamo quindi un mito: avere figli non rende più felici. Rende felice chi vuole figli, chi sente che quel ruolo gli appartenga. Ma rende felici tanto quanto altre cose che rendono felici e che appagano, che riempiono e che emozionano. E che per un genitore non per forza corrispondono con i figli.

Normalizziamo, quindi, i genitori che non si sentono appagati. Che si sentono in difficoltà. Che non percepiscono l’amore smisurato che la narrazione esterna impone loro. Non siete strani: siete esseri umani.

Felicità e figli: cosa dice la scienza

Il primo mito da sfatare è quello relativo alla felicità associata alla genitorialità. I media, ma anche i semplici conoscenti con cui si parla, propongono una visione a senso unico, ovvero quella dell’appagamento dato dall’avere figli. “I genitori sono persone complete e soprattutto felici, perché i figli portano felicità”. Verissimo, per carità. Ma non assoluto.

A conferma di ciò ci sono addirittura alcune ricerche scientifiche, come quella condotta da Angus Deaton e Arthur A. Stone presso la Princeton University nel 2013. Lo studio “Evaluative and hedonic wellbeing among those with and without children at home” (“Il benessere valutato ed edonistico tra persone con e senza figli in casa”) rivela che il livello di soddisfazione tra le persone che sono anche genitori e le persone senza figli è suppergiù identico.

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La maggior parte della gente, spiegano i ricercatori, è convinta che i figli rendano la loro vita migliore. Tuttavia, gli studi dimostrano come chi non ha bambini valuti la propria vita più soddisfacente rispetto ai genitori. A livello quotidiano, pare che la gioia e lo stress vissuti siano più intensi nel caso dei genitori, ma questo non cambia le cose: per i genitori che scelgono di essere genitori e i non genitori che decidono di non avere figli la felicità e la soddisfazione non cambiano. Il discrimine, quindi, non sono i figli, ma come si vive la propria vita

Allo stesso tempo, è bene sottolineare come non sempre diventare genitori — anche quando voluto e desiderato! — sia inteso come fonte di felicità assoluta. Capita: diventi mamma, diventi papà, e non senti quella scintilla devastante che ti farà mettere per sempre al primo posto i tuoi figli. Che ti farà sentire appagato per il solo fatto di essere il loro genitore. Che ti farà sentire bravo o brava e in grado di fare tutto.

Questo, però, non ti rende meno mamma o meno papà.

De-costruire la narrazione imposta

La morale di questo articolo? Non vogliamo di certo sminuire l’amore per i figli. Ma è giusto de-costruire la convinzione societaria che impone la felicità assoluta di un essere umano in quanto mamma o in quanto papà. Non sempre è così. Non sempre si mettono i figli al primo posto. Non sempre si affida la propria felicità alla loro.

Non è sbagliato. È umano, e non c’è bisogno di sentirsi in colpa.

Sara

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Cecilia

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