I benefici della coppetta mestruale

Le fazioni sono due, senza sfumature: c’è chi la odia (“Oddio, che schifo, non potrei mai usarla”) e chi la idolatra (con la conseguenza di fare proselitismo tra tutte le amiche, anche con insistenza). Ma la verità, come spesso accade, sta nel mezzo: la coppetta mestruale, infatti, è uno strumento intimo davvero favoloso per alcune persone, mentre davvero scomodo per altre.

In generale, sono più i benefici rispetto agli svantaggi, questo è innegabile. Ma se una donna non la trova comoda, beh, non significa che è sbagliata: ogni donna è diversa e ogni vagina è diversa!

Ma come capire se la coppetta mestruale può fare per noi? Ecco qui una piccola, breve ed essenziale guida che vi introduce ai vantaggi della coppetta, valutando i pro e i contro e capendo così se può fare al caso vostro.

I benefici della coppetta mestruale: i pro e i contro della coppetta mestruale rispetto agli assorbenti esterni e ai tamponi interni

Innanzitutto, la coppetta mestruale è ecologica. Dura fino a 10 anni, ma anche cambiandola ogni 3 anni riduciamo i rifiuti e risparmiamo nettamente sull’acquisto degli assorbenti usa e getta. A fronte di 1000 assorbenti (tra esterni e interni) usati in quattro anni, quindi, possiamo utilizzare una sola coppetta.

Il secondo beneficio sta nel fatto che è molto comoda. Non le prime volte, questo no (e questo è un contro: non è così immediata come gli assorbenti). Servono 3 o 4 cicli mestruali per prendere confidenza appieno con la coppetta. Ogni vagina, infatti, è diversa, e soprattutto ogni cervice è diversa. In base a questo e grazie all’uso ripetuto capiremo quale coppetta è più adatta a noi (partendo generalmente da una distinzione: se abbiamo avuto figli useremo la taglia più grande, se non abbiamo partorito quella più piccola), e capiremo soprattutto quali movimenti eseguire per inserirla al meglio evitando le perdite.

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Piccole perdite, soprattutto all’inizio, sono infatti normali. Piano piano, tuttavia, si acquisisce una manualità tale da evitarle del tutto. I primi tempi, quindi, è consigliato utilizzare, soprattutto nei giorni di flusso abbondante, dei salvaslip (magari lavabili come questi, per evitare quelli usa e getta).

A volte a frenare sono semplicemente due idee: lo “schifo” che provano alcune donne pensando di toccare il sangue (cosa che non avviene se inseriamo bene la coppetta) e la scomodità dell’inserire qualcosa di così “grosso” nel canale vaginale. E, in generale, a frenare è il tabù che c'è attorno alle mestruazioni.

In realtà, se già si usano i tamponi interni non c’è molta differenza. Rispetto a questi, tuttavia, la coppetta mestruale è decisamente più igienica (se la utilizziamo seguendo le regole). I tamponi, infatti, assorbono il flusso, che ingloba anche ossigeno, mentre la coppetta lo raccoglie nella sua “ventosa”. L’ossigeno, quindi, non viene a contatto con il sangue, che rimane così privo (quasi del tutto) di batteri fino a che non estraiamo la coppetta. Questo riduce anche il rischio di TSS, o sindrome da shock tossico.

Inoltre non assorbendo, rispetto ai tamponi interni la coppetta lascia anche la vagina più idratata e meno secca.

Per inserirla, poi, non serve niente di più rispetto ad un tampone interno senza applicatore. La coppetta si inserisce infatti piegandola a “C” o a stelo, diventando poco più grande di un tampone, e sistemandola un attimo con le dita per assicurarsi che sia in posizione corretta.

Inoltre, la coppetta può diventare uno strumento davvero utile per quelle persone che amerebbero avere rapporti sessuali durante il ciclo ma solitamente non amano l'idea. Con la coppetta, infatti, è possibile ricevere sesso orale senza problemi, o comunque avere rapporti non completi (senza quindi la penetrazione) senza paura di sporcarsi.

Una domanda ricorrente, tuttavia, è questa: ma come può essere igienico usare la coppetta? Come facciamo nei bagni pubblici? Semplicemente, la coppetta va svuotata nel water e risciacquata con acqua corrente. Solitamente, nei bagni troviamo anche un rubinetto, ma se non lo abbiamo a disposizione possiamo utilizzare una bottiglietta di acqua, oppure delle salviettine usa e getta fatte apposta (come queste, confezionate singolarmente e quindi molto comode) o, ancora, semplicemente della carta igienica, lavando poi la coppetta sotto acqua alla prima occasione. L’importante è lavarsi sempre la mani prima di toglierla e inserirla (abitudine igienica normale e sacrosanta).

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Contiamo, poi, che per le donne con un flusso nella media non serve cambiare la coppetta così spesso come un assorbente o un tampone. Questo ci porta all’ennesimo beneficio, perché significa che possiamo tenerla inserita fino a 12 ore, evitando di svuotarla nei bagni pubblici e togliendola una volta nel nostro bagno.

Possiamo poi fare il bagno, nuotare, fare sport... Proprio come un assorbente interno. Con il vantaggio di non doverlo cambiare ogni 3-4 ore.

Alla fine delle mestruazioni, invece, basterà lavarla bene con acqua e sapone, sterilizzandola prima dell’inizio del ciclo successivo, bollendola in acqua per cinque minuti o usando i contenitori per sterilizzazione in microonde.

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Quale coppetta acquistare, dunque, se stiamo pensando di abbandonare gli assorbenti una volta per tutte?

Per cominciare, possiamo provare con una coppetta mestruale “base”, come la Organicup, tra le più famose. La troviamo nella taglia A/piccola  e nella taglia B/grande.

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Ci sono poi quelle più ergonomiche, come questa, e quelle senza taglia, adatte a tutte.

I vantaggi e i benefici, quindi, sono moltissimi (come abbiamo visto). Il consiglio è quindi quello di provare la coppetta mestruale, capendo concretamente se fa al caso nostro oppure no, con la consapevolezza che, una volta non gettata la spugna, la soddisfazione ecologica, economica e personale può essere davvero altissima. E se non troviamo faccia al caso nostro? Beh, nessun problema. Non siamo tutte uguali, e il mondo è bello per questo!

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Cecilia

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