Biotina, usi e benefici della vitamina B8

Giovedì, 17 Gennaio 2019 15:51

Come sappiamo, le vitamine del gruppo B sono tra le più importanti quando si parla di benessere del corpo. Il loro ruolo è molteplice: aiutano a trasformare grassi, proteine e carboidrati in energia, disinfiammano, aiutano il cervello e aiutano nel mantenimento dell’equilibrio ormonale ottimale.

Ogni vitamina del gruppo B, tuttavia, ha un suo specifico ruolo. Avete mai sentito parlare della biotina? Si tratta della vitamina B8 (che nella cultura anglosassone è nota come vitamina B7, in altri luoghi come vitamina H o vitamina I), fondamentale per il metabolismo proteico e per la sintesi degli acidi grassi e del glucosio.

La caratteristica secondaria di questa vitamina è che ha un effetto positivo su molti problemi cutanei, dalle dermatiti seborroiche all’alopecia, dall’acne alla caduta dei capelli. Vediamo quindi insieme quali sono gli alimenti che ne sono ricchi, quali sono le quantità raccomandate e quali sono gli effetti positivi e le controindicazioni per il nostro corpo.

Biotina, usi e benefici della vitamina B8: la vitamina resto B8, responsabile del benessere di pelle e capelli

Innanzitutto, la vitamina B8 la si assume principalmente e preferibilmente attraverso l’alimentazione. Sono molti i cibi che ne contengono in alte quantità, soprattutto di origine animale (latte e formaggio, il tuorlo d’uovo, il fegato…), ma per chi sceglie una dieta povera di derivati animali non mancano gli alimenti ricchi di vitamina B8 (i funghi, il lievito di birra, i piselli, le arachidi, varie verdure, le carote, gli spinaci…). Anche i batteri intestinali della nostra flora batterica ne producono in grande quantità.

La buona notizia è che solitamente è difficile presentare una carenza di questa vitamina: l’unico alimento che la contrasta e ne annulla i benefici è l’albume d’uovo crudo, e solo una dieta ricca di questo elemento (rarissima) può portare a degli scompensi. Questi scompensi, in ogni caso, porterebbero ad alcuni sintomi, come la depressione, alterazioni cutanee, un affaticamento generale, la nausea, crampi notturni…

Meglio tuttavia fare attenzione ad alcuni momenti della vita nei quali i livelli di biotina potrebbero abbassarsi, soprattutto in seguito a determinate condizioni (e non, quindi, come risultato di una dieta): gli antibiotici, innanzitutto, uccidono moltissimi batteri del nostro intestino, portando ad abbassare i livelli di vitamina B8. Anche alcune situazioni di infiammazioni intestinali possono alterare i livelli, così come il fumo di sigaretta, l’eccesso di alcool e la gravidanza.

Detto questo, la comunità scientifica non è ancora in grado di dire se, al contrario, possano esserci effetti negativi quando si assume troppa vitamina B8. Non sembrano esserci controindicazioni, ma è sempre meglio chiedere al proprio medico di fiducia e, in ogni caso, mantenere uno stile di vita regolare e un’alimentazione ben bilanciata, in modo da assumere in maniera regolare questa vitamina.

I benefici che la biotina porta al nostro corpo sono innumerevoli, e cercare di assumerne giornalmente ha quindi effetti positivi per molti aspetti. Come dicevamo, la vitamina B8 è infatti un alleato di capelli e pelle, ma anche delle unghie: soprattutto nei bambini, ma anche negli adulti, quando i capelli e le unghie risultano molto sottili e fragili un’integrazione di biotina può aiutare (soprattutto quando si è in presenza di valori di vitamina B8 piuttosto bassi).

Anche per le persone affette da diabete la vitamina B8 è raccomandata: aiuta infatti a migliorare il metabolismo degli zuccheri, una funzione compromessa esattamente dalla patologia di cui parliamo.

Non sono poi da sottovalutare gli effetti positivi della biotina sul sistema immunitario. La vitamina B8, infatti, è essenziale per lo sviluppo dei globuli bianchi, che rappresentano il meccanismo di difesa del nostro organismo contro virus e batteri. Protegge inoltre il nostro cervello e il nostro sistema nervoso, proteggendoli dalle malattie neurodegenerative, aiuta il sistema cardiocircolatorio a mantenersi sano, ha un effetto antinfiammatorio sull’organismo e ci fa apparire più belli e sani, proprio perché rende più forti capelli, pelle e unghie.

Essere più di una mamma

Mercoledì, 16 Gennaio 2019 13:24

Siamo mamme, ma siamo anche donne. Siamo mamme lavoratrici, ma siamo anche amiche. Siamo mamme casalinghe, ma siamo anche amanti. Siamo mamme a tempo pieno, ma siamo anche artiste.

Non importa che tipo di mamme siamo. L’importante è sempre tenere a mente anche che tipo di donne siamo. Perché se la felicità di una famiglia passa anche dalla felicità di una madre, allora non annullarsi e ricordarsi di essere sempre noi stesse è fondamentale.

Essere più di una mamma: perché essere donne, lavoratrici, sportive, artiste o ciò che siamo è importantissimo

Una mamma diventa mamma quando compare la lineetta doppia su quel famoso stick. Oppure quando riceve l’attesissima chiamata dal tribunale o dall’ente autorizzato per le adozioni internazionali. In ogni caso, quando una mamma diventa mamma cambia tutto il suo mondo. Ma ciò che non dobbiamo dimenticare è che una mamma è sì una mamma, ma è anche una persona. E non devono ricordarlo gli altri. Dobbiamo ricordarlo soprattutto noi stesse.

Per avere una famiglia felice dobbiamo innanzitutto cercare la nostra felicità. La serenità dei genitori si riflette immediatamente sul benessere dei bambini, e, al contrario, l’infelicità influenza negativamente tutta la famiglia. Ecco perché è sempre fondamentale trovare il proprio equilibrio e la propria serenità.

Naturalmente questo non significa non fare la mamma, o limitare le nostre cure, o, ancora, scansare l’idea di maternità. Anzi. Fare la mamma, a tempo pieno o lavorando nel frattempo, è sempre e comunque un compito impegnativo e spesso svolto con serenità, pazienza e forte volontà. Con positività, insomma. Ma questo non significa che nel momento in cui diventiamo madri dobbiamo abbandonare ciò che eravamo prima. Nemmeno se, anche se non l’avevamo pianificato, ci ritroviamo a fare le mamme casalinghe a tempo pieno.

Essere donna, essere un essere umano, è prima di tutto la nostra natura. E i nostri figli saranno molto più felici se vedranno la loro mamma essere se stessa, con le sue passioni, i suoi hobby, i suoi spazi e le sue idee.

Siamo mamme, quindi, ma siamo donne che amano la moda, lo sport, il benessere, i libri, la musica, i concerti, le mostre, le uscite con le amiche e con gli amici, le serate galanti con il nostro partner, i bagni caldi, il mascara e l’eye-liner (anche pesanti, che non significa non avere buon gusto), la cucina, le faccende domestiche, avere un aiuto in casa, la famiglia, gli amici, gli amici di scuola, le serie tv… E questo non deve per forza scomparire nel momento in cui diventiamo mamme. Anzi.

Purtroppo è normale scivolare in un ruolo che assorbe moltissimo del nostro tempo. È facilissimo accantonare le nostre passioni per prenderci cura della nostra amatissima famiglia e dei nostri fantastici figli. Ma non è giusto, né per noi né per loro. Perché dedicarsi ad una passione significa curare il nostro essere, significa stare bene con noi stessi. E per quanto i nostri figli diventino effettivamente la nostra passione principale (sì! È così! E noi amiamo moltissimo questa cosa!), le nostre passioni di un tempo non devono essere annullate o eliminate. Perché a lungo andare il loro annullamento può solo portare malessere.

La soluzione è semplice: basta essere consapevoli del fatto che ora il tempo per dedicarci alle nostre passioni sarà molto meno, ma essere altrettanto consapevoli che qualche ritaglio di tempo lo si può trovare, per ciò che si ama.

Prendiamoci quindi anche solo dieci minuti al giorno per noi, o un’ora a settimana. Basta pochissimo, bastano i ritagli di tempo. Andiamo in palestra, leggiamo un libro, facciamo una maschera di bellezza, usciamo per un aperitivo, facciamo una camminata, usciamo per dello shopping. Ma facciamolo. Rimaniamo noi stesse. Mostriamo ai nostri bambini che sì, siamo la loro mamma, ma la loro mamma è anche una sportiva, una lettrice, un’appassionata di moda, un’amante della natura, una lavoratrice, una brava cuoca, un’appassionata di scienza, di tatuaggi, di viaggi, di cucito, di automobili…

Solo così i nostri figli capiranno la bellezza dell’unicità, delle passioni, dell’essere noi stessi, del prendersi del tempo per stare bene. Sta qui la felicità. Non solo nostra, ma di tutta la famiglia.

La borsa del cambio per il passeggino

Mercoledì, 16 Gennaio 2019 09:00

La borsa del cambio per il passeggino deve essere fatta a regola d’arte. Perché? Non per sfizio, o per estetica, ma semplicemente perché deve semplificare la vita di noi genitori. Pannolini, creme, acqua, salviettine… Serve davvero moltissimo, ma basta essere un pochino smart per organizzarla al meglio ed avere così sempre a portata di mano tutto ciò di cui abbiamo bisogno per uscire in tutta tranquillità con i nostri pargoli.

Ma cosa serve, esattamente? Ogni genitore ha le sue priorità e le sue abitudini, ma certamente ci sono alcuni oggetti e accessori che non possono mancare. Ed è per questo che abbiamo creato per voi la guida definitiva alla borsa del cambio per il passeggino!

La borsa del cambio per il passeggino: gli essenziali per la borsa del passeggino e come organizzare tutto per semplificarci la vita quando usciamo con i bimbi

Naturalmente si parte dai pannolini, che (usa e getta o lavabili) non dovrebbero mai mancare nella borsa del cambio che appendiamo al passeggino, così come un telo (meglio se impermeabile, in modo da lavarlo in maniera super semplice) sul quale appoggiare il bambino durante il cambio ovunque siamo. Ma c’è un accessorio ancor più utile che non molti conoscono: la wet bag.

La wet bag è un accessorio da infilare nella borsa del cambio pannolino che è davvero molto comodo perché permette di non impazzire quando ci troviamo a dover cambiare il pannolino al bambino in una situazione non esattamente comoda. La wet bag è perfetta soprattutto nel caso in cui utilizziamo i pannolini lavabili, ma è incredibilmente utile anche nel caso di quelli usa e getta. Si presenta così (e possiamo acquistarla qui):

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Si tratta di una borsa prodotta in un materiale impermeabile (come ad esempio il poliuretano), richiudibile ed ermetica, perfetta per riporre i pannolini sporchi. Nel caso in cui utilizziamo i pannolini lavabili questa è necessaria per non sporcare il resto del contenuto della borsa e per riportare a casa i pannolini bagnati o umidi, ma diventa molto comoda anche nel caso in cui ci troviamo in un luogo (come ad esempio durante le passeggiate in montagna o in altri luoghi meno cittadini) nel quale fatichiamo a trovare un cestino per gettare i pannolini usa e getta. Sono utili però anche per riporre le salviette e gli indumenti umidi e sporchi, in modo da non contaminare il resto ed evitando spiacevoli odori (grazie alle chiusure ermetiche).

Ce ne sono di molte tipologie, e possiamo sceglierle dei nostri colori preferiti, in modo da essere un pochino fashion, oltre che pragmatici!

Nella borsa del cambio per il passeggino non dovrebbero poi mai mancare le salviette umidificate, meglio se morbide, necessarie per pulire al volo i casini che i culetti dei nostri bimbi producono nel giro di pochissime ore! Possiamo comprarne (con ingredienti naturali!) oppure, semplicemente, utilizzare dell’acqua fresca bagnando delle salviette in cotone al momento.

Infiliamo poi nella borsa del cambio un gel per lavarci le mani in caso di emergenza (meglio se realizzato con oli essenziali, meno chimico e meno aggressivo sulla pelle dei bimbi, dal momento che le nostre mani li toccheranno durante il cambio) e un paio di baby-body di scorta: come certamente saprete (per esperienza!) i bimbi nei primi mesi di vita si sporcano davvero moltissimo e a volte cambiare il pannolino non basta.

E quali creme sono indispensabili nella borsa del cambio per il passeggino? Certamente la pasta emolliente per il sederino, da spalmare dopo aver lavato il culetto con acqua fresca per evitare arrossamenti.

E poi, meno scontata, la crema solare: che sia estate o inverno, quando il sole spunta fuori può diventare pericoloso e avere un tubetto di crema, che abbia una protezione 50+ pensata apposta per le pelli dei nostri bimbi piccoli.

Infine, del talco per i giorni in cui i bimbi sembrano sudare più del solito, anche in questo caso per evitare arrossamenti. Noi consigliamo del talco che non sia in polvere (perché è piuttosto pericoloso): meglio in crema.

Sara Polotti

Come saprete, l’olio di cocco non manca mai nel nostro bagno, ed è davvero una coccola irrinunciabile spalmarlo su tutto il corpo dopo una doccia o un bagno caldo: la pelle si idrata, si ammorbidisce, senza tuttavia ungersi, e il risultato è una pelle liscia e morbidissima al tatto.

L’olio di cocco, insomma, è davvero un alleato della nostra bellezza e del nostro relax. Ma perché quindi utilizzarlo solo dopo la doccia o il bagno? Perché non sfruttarlo direttamente nella vasca per un bagno caldo rilassante e ancora più efficace?

Ecco quindi la nostra ricetta per le barrette da bagno all’olio di cocco, da preparare in casa e da sciogliere nell’acqua calda della vasca per un bagno rigenerante e profumatissimo.

Un bagno all’olio di cocco: la ricetta delle barrette da bagno all’olio di cocco e lavanda per una pelle idratata e morbidissima

 

No, non era stato pianificato. Ma la vita è ciò che accade mentre si è intenti a seguire il proprio programma definito, no? Ecco, accade anche questo. Accade che diventi una mamma casalinga anche se questo non era nei piani.

Diventare mamma era nei piani. Rinunciare a molte cose era nei piani. Ma il lavoro, quello no, non era nei piani abbandonarlo per stare a casa. Eppure ora è così, per molte mamme. E, volenti o nolenti, bisogna sempre trovare la bellezza della situazione, il lato positivo, il proprio posto nel mondo in un mondo che sembra sempre giudicare ogni scelta e ogni situazione.

Per te, mamma casalinga che non l’aveva pianificato: un articolo dedicato a tutte le mamme a tempo pieno

Non c’è un motivo prestabilito e non c’è un percorso univoco per tutte. Capita (troppo spesso) che ci si ritrovi senza lavoro perché i capi non permettono la maternità, con tanti stratagemmi che fanno accapponare la pelle e che mandano all’aria secoli di conquiste femminili. Capita anche che sia una scelta ponderata, perché per molte andare al lavoro significa pagare nido o babysitter, utilizzando tutto lo stipendio, e allora tanto vale stare a casa e godere noi i nostri figli, non un estraneo. C’è anche chi sceglie consapevolmente e volontariamente, perché, mai l’avrebbe pensato, fare la mamma a tempo pieno è ciò che riempie la sua vita.

Insomma, possono esserci tante motivazioni, ma il succo è che sono moltissime le mamme che decidono di fare le mamme a tempo pieno anche se non l’avevano pianificato. E questo cambia le cose.

Certo, c’è molta differenza tra l’averlo scelto e l’essersi trovate nella situazione, ma in ogni caso le cose cambiano e certi pensieri rimangono, così come certe dinamiche.

Una mamma a tempo pieno si trova innanzitutto a cambiare tutte le sue abitudini, tutta la sua vita. Stravolge tutto. Perché se prima il focus era su se stessa, ora è sui cuccioli di casa. Sulla casa. Sui cari a cui badare. Perché fare la mamma e la casalinga è un lavoro, e non ci si scappa.

Una mamma a tempo pieno guarda all’opportunità, e non a ciò che ha perso o rinunciato. Perché dopo l’eventuale scoramento iniziale, è normale guardare al bello della cosa: si è a casa con i propri bambini. Li si vive. Si gode del tempo di vera qualità con loro. E, come è stato difficile rinunciare al lavoro, sarebbe difficile rinunciare a questo, dopo che ci hai fatto l’abitudine!

Una mamma a tempo pieno ha sensi di colpa. Perché sente la pressione di una società che sembra non fare altro che giudicare e sputare consigli non richiesti. “Ah, ma allora fai tutto tu. Hai proprio rinunciato a te stessa”. “Ah, sei a casa tutto il giorno? Chissà che bello, chissà quanto tempo per te!”. “Ah, sei una casalinga? Io non potrei mai non lavorare”. Tutte frasi velenosissime che racchiudono insidie e violenza verbale che una mamma fa fatica ad accettare. Solo che a volte si cade nella trappola e affiorano sensi di colpa senza senso.

Perché “Stare a casa” non significa non fare nulla. Non significa non lavorare. Non significa non essere femministe (anzi: casalinga-femminista è un connubio possibile).

Ci vorrà tempo, per aggiustarsi in questo nuovo ruolo. Ci vorrà tempo per trovare le proprie abitudini, il proprio tempo per se stesse, il proprio ruolo, la propria voce. Ci vorrà tempo per accettare le cose, perché non sempre tutto va secondo i piani, in nessun settore della vita. Ma il premio sarà dolcissimo, perché in ogni caso questa scelta è dettata dall’amore, dall’amore di una nuova vita che sta occupando un nuovo spazio in casa, e che noi siamo tanto fortunati da vedere crescere (ancora di più se il nostro lavoro è proprio a casa!).

Sara Polotti

Inquinamento domestico: un problema che sembriamo sottovalutare e che invece è particolarmente pericoloso. Già, perché si parla tanto di smog ambientale, quando allo stesso modo le nostre abitazioni sono contaminate da inquinamento e batteri.

La qualità dell’aria delle nostre città, insomma, è giustamente sotto la lente d’ingrandimento, e noi per primi, consapevoli, cerchiamo di dare il nostro contributo positivo, scegliendo uno stile di vita ecologico che ci permette di fare bene all’aria e stare bene noi stessi (come muoverci in bicicletta). Ciò che dobbiamo fare, però, è anche puntare i riflettori sulle nostre case: l’aria negli ambienti chiusi, infatti, è cinque volte più inquinata rispetto a quella esterna. E non è solo l’aria ad essere pericolosa (soprattutto quando in casa ci sono bambini): il 95% dei batteri degli spazi interni, infatti, vive sulle superfici degli oggetti, non nell’aria.

Ma come fare per rendere le nostre case più sicure a livello di inquinamento e batteri nocivi? Ecco i nostri consigli.

Consigli per purificare le nostre case da inquinamento e batteri: come combattere in maniera naturale l’inquinamento domestico e la proliferazione dei batteri cattivi

Come dicevamo, le superfici delle nostre case sono ricoperte di batteri. Ci sono quelli buoni, ovvero quelli che aiutano a mantenere l’equilibrio, ma ci sono anche e soprattutto quelli nocivi, ovvero batteri e microrganismi patogeni che si nutrono di cellule morte della pelle, di acari della polvere, di polline, di peli di animali domestici… A lungo andare, sono loro a formare funghi e muffe, e come sappiamo questi sono molto, molto nocivi.

Il primo consiglio è quello di mantenere sempre gli ambienti asciutti. L’umidità è infatti la prima causa di funghi e muffe. E non è presente solo in spogliatoi, palestre e docce: anche casa nostra può risultare umida. E per asciugarla, è bene riciclare l’aria ogni giorno aprendo almeno due finestre contrarie per un quarto d’ora al giorno, soprattutto in inverno.

Il secondo consiglio è quello di affidarsi ai batteri buoni, ovvero i batteri probiotici, che già convivono negli ambienti interni con quelli cattivi e che sono indispensabili per il nostro organismo (come già saprete: sono gli stessi che assumiamo per bocca per ristabilire l’equilibrio della flora intestinale). Assicurando alla nostra casa il giusto equilibrio tra batteri buoni e cattivi, ristabiliremo il benessere domestico. Ma come fare?

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In primo luogo, evitiamo di pulire casa con detergenti troppo aggressivi a base di cloro, candeggina e ammoniaca. Fanno più danni che altro: distruggono infatti indistintamente ogni batterio, e, addirittura, favoriscono la proliferazione di quelli cattivi, a causa del biofilm che depositano sulle superfici con tutti i germi che hanno ucciso. Lo stesso discorso vale per i purificatori di aria a ioni negativi, che depositano la polvere e gli allergeni presenti nell’aria sulle superfici, alimentando il ciclo vitale dei batteri patogeni (che è proprio ciò che vogliamo evitare).

La soluzione sono invece i diffusori di probiotici ambientali e il purificatore d’aria. Di cosa si tratta? Di una tecnologia (chiamata BetterAir) che permette di diffondere in maniera continua miliardi di Probiotici Ambientali che si depositano sulle superfici e sottraggono nutrimento ai batteri cattivi, riducendoli o addirittura eliminandoli.

Con BetterAir  possiamo così creare in casa un microbioma ambientale equilibrato e sano che proteggerà il nostro sistema respiratorio e il nostro sistema immunitario, proprio come se assumessimo probiotici per bocca (i classici fermenti lattici).

La qualità dell’aria migliorerà in maniera super naturale (perché nei probiotici non vi è nulla di chimico, e sono privi di conservanti e additivi), si ridurrà il rischio di sviluppare le muffe e i funghi, i cattivi odori (che sono causati proprio dai batteri patogeni) scompariranno e l’inquinamento domestico di fatto sparirà.

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Il bello è che possiamo provare questa tecnologia prima noleggiandola e poi, una volta soddisfatti del risultato, comprandola ad un prezzo scontato sul sito di Paladin True, per un benessere costante e una vita più sana, anche negli ambienti chiusi!

Come organizzare l’armadio dei bambini

Venerdì, 11 Gennaio 2019 15:01

L’armadio dei bambini spesso fa impazzire le mamme e i papà. Già, perché i bambini crescono molto velocemente e con la crescita cambiano gli indumenti. Se da piccolissimi è l’armadio è pieno di tutine e piccoli abiti, man mano crescono gli abiti divengono più simili ai nostri, con magliette, pantaloni, gonne, biancheria intima… E l’armadio deve essere riorganizzato.

Ma bastano alcuni accorgimenti per rendere tutto più semplice, facendo sì che l’armadio cresca insieme ai nostri bambini.

Come organizzare l’armadio dei bambini: i consigli sull’organizzazione dei vestiti in base all’età del bambino

Per i primi mesi

I primi mesi l’armadio rischia di diventare il regno del caos della biancheria. Ci sono tute, tutine, magliettine… E lavandole così spesso non abbiamo nemmeno il tempo di rimetterle a posto. L’ideale, quindi, sono le cassettiere e, soprattutto, le scatole. Mettendo le scatole dentro all’armadio potremo dividere tutto per tipologia di capo, infilandolo una volta lavato e piegato e prendendolo poi con facilità.

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http://www.homemade-by-jade.com/blog/how-to-turn-a-bookcase-into-a-childs-closet

I bastoni

I bastoni nell’armadio sono davvero comodi e utili, soprattutto per avere sott’occhio tutti i vestiti dei bambini evitando lo spreco. Il nostro consiglio è quindi quello di scegliere armadi con bastoni modificabili e regolabili, in modo che crescano con il bambino. I vestiti dei bambini piccoli, infatti, non occupano spazio in altezza e potremo mettere più file di bastoni, dividendo così magliette, pantaloni e gonne e capispalla, tutto in perfetto ordine.

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Mano a mano che cresceranno, poi, potremo spostare i bastoni come più ci sarà comodo.

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https://somuchbetterwithage.com/kids-closet-organization-dollar-store-bins/ 

I cassetti

Anche i cassetti, come le scatole, sono molto comodi. Ecco perché l’ideale è avere un armadio che li abbia al suo interno, per non togliere spazio nella stanza del bambino con cassettiere aggiuntive. Possiamo comprare armadi già predisposti…

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Oppure creare dei cassetti con elementi diversi, come le soluzioni dell’Ikea con strutture bianche e scatole da infilare al loro interno.

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http://www.girlonthehudson.com/decor/2015/11/11/nursery-closet-organization 

Per i bimbi che cominciano le elementari

Comincia la scuola e i bambini cominciano ad acquisire sempre più indipendenza, anche in fatto di vestiti. Ciò che possiamo fare è far sì che l’armadio sia alla loro altezza, ovvero che abbiano tutto a portata di mano per poter sfilare i vestiti in autonomia. Anche se l’armadio è alto, non preoccupiamoci: basterà utilizzare i bastoni e i cassetti bassi per organizzare i vestiti che usano maggiormente, spostando sopra quelli delle altre stagioni (in modo, anche, da non dover fare un cambio armadi scomodo e stressante).

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http://www.laurenmcbrideblog.com/2016/09/tips-for-installing-removable-wallpaper/

I cibi che aumentano il senso di fame

Venerdì, 11 Gennaio 2019 09:16

Per dimagrire, ma anche e soprattutto per mangiare meglio e in maniera più sana, dovremmo puntare su quegli alimenti che aiutano il nostro senso di sazietà, ovvero quelli che ci fanno sentire più pieni e che ci evitano così di abbuffarci e di strafogarci quando in realtà il nostro organismo è già soddisfatto.

Ci sono però anche alimenti da evitare, ovvero quelli che, al contrario, aumentano il senso di fame, non ci fanno sentire sazi e di conseguenza ci portano a mangiare sempre di più. Sono soprattutto i cibi pieni di zuccheri, ma non solo. Vediamo quindi insieme quali alimenti togliere dalle nostre dispense per evitare che ci inibiscano il senso di sazietà.

I cibi che aumentano il senso di fame: quali sono gli alimenti che non ci fanno sentire sazi e che ci portano, così, ad abbuffarci

Innanzitutto, come forse già saprete, le bibite gassate e zuccherate sono il primo alimento da togliere dal nostro regime alimentare, non solo se stiamo cercando di dimagrire, ma in generale per tutelare la nostra salute. Oltre ad essere deleterie per lo stomaco e per il sistema cardiocircolatorio, sono pericolose anche perché, appunto, inibiscono il nostro senso di sazietà. Bevendole la nostra glicemia sale di botta, scendendo altrettanto di botta una ventina di minuti dopo e facendoci sentire così nuovamente affamati. Esatto: le bibite gassate fanno venire fame quasi immediatamente. Meglio bere sempre acqua naturale, o, in alternativa, un estratto (ma non solo di frutta, anche di verdura, proprio per evitare troppi zuccheri).

Anche le merendine e i biscotti da forno industriale sono un nemico della sazietà. Anch’essi sono pieni di zuccheri e farine raffinate e gli zuccheri contenuti fanno lo stesso effetto di quelli delle bibite gassate, perché vanno ad agire direttamente sulla glicemia.

Inoltre, questi prodotti, soprattutto quelli non integrali, sono molto poveri di fibre, e le fibre sono proprio quell’elemento che aiuta l’organismo a sentirsi sazio. Per questo al posto delle merendine e dei biscotti da supermercato sarebbe meglio puntare su quelli fatti in casa, preparati con meno zucchero e scegliendo la farina integrale al posto della 00 bianca.

Oltre allo zucchero, un altro elemento pericoloso per gli stessi effetti è lo sciroppo di glucosio, che troviamo in moltissimi prodotti preparati, dal ketchup allo yogurt, dalle merendine ai prodotti da forno industriali come i grissini o i cracker. Oltre ad aumentare il senso di fame, lo sciroppo di glucosio (così come il fruttosio) agisce sulla produzione della leptina, diminuendola, e scompensa così il metabolismo.

Altra abitudine dannosa e deleteria tanto per il nostro stomaco quanto per il senso di fame sono le gomme da masticare. Molti masticano il chewing-gum proprio per bloccare la fame, ma l’effetto è esattamente il contrario. Già, perché masticando a vuoto il nostro cervello viene ingannato, così come il nostro stomaco, che comincia a produrre succhi gastrici come se dovesse digerire qualcosa. Ma lui aspetta questo qualcosa da digerire, e, non trovandolo, ciò che arriva al cervello è un senso di fame improvviso.

Infine, meglio lasciare perdere i beveroni e le barrette dietetiche sostitutivi del pranzo. Spesso questi prodotti ci fanno sentire un immediato senso di sazietà, ma i carboidrati e gli zuccheri (o lo sciroppo di glucosio-fruttosio) contenuti agiscono proprio come dicevamo prima, facendoci sentire fame pochissimo tempo dopo. E, in più, ci danno pochissime calorie, facendoci così sentire poco energici e bisognosi di nutrienti. L’effetto, quindi, può essere il contrario, spingendoci ad abbuffarci a merenda o a cena. Meglio sempre bilanciare in maniera equilibrata tutto, con un pasto fresco e sano!

Essere mamma spesso significa venire assalite dai sensi di colpa. Sono sensi di colpa che arrivano un po’ dall’esterno, un po’ dall’interno. Da una parte la società impone standard e aspettative davvero impensabili. Dall’altra, la coscienza a volte scivola e fa sentire in colpa anche quando non facciamo nulla di sbagliato.

Rientra appieno in questa descrizione una sensazione che molte, moltissime mamme sentono prima o poi. Quella del rimpiangere la libertà. L’essere se stesse. Il non dipendere da nessuno e il non avere nessuno che dipenda da noi.

È normale. Perché amare la maternità e amare i propri figli non significa necessariamente adorare tutto ciò che gli sta attorno, come la stanchezza, lo stress, le aspettative degli altri.

E quindi? Quindi dobbiamo smetterla di sentirci in colpa, abbracciando tutte le nostre sensazioni e i nostri pensieri. Perché anche questo fa parte dell’essere mamma.

Rimpiangere la libertà pur amando la maternità: essere mamma anche quando l’indipendenza e la libertà ci mancano da impazzire è un nostro diritto

Non si riesce più a fare docce decenti. Si diventa autisti specializzati. Non si prepara più un pranzo sul divano da mangiare in solitaria davanti alla tv. Si gestiscono pianti e urla, si fanno lavatrici senza soluzione di continuità, ci si vede con il proprio partner una volta al giorno, e pure di sfuggita. Ci si alza prestissimo, e a volte non si riesce nemmeno a fare una bella dormita di una notte intera.

La maternità è anche questo. E per quanto in primo piano ci siano la meraviglia dei propri figli, la bellezza delle scoperte di ogni giorno, le coccole, i giochi insieme, le risate e il tempo di qualità passato in famiglia, a volte è normale lasciarsi andare ad un sentimento di rassegnazione.

Sì, anche le mamme mollano, e, sì, anche le mamme possono pensare a quanto fosse bella la libertà di prima. La libertà di farsi un bagno caldo con un libro, di andare al cinema a guardare un film che non sia un cartone animato, di uscire con gli amici ogni volta che si vuole, di fissare i propri orari a seconda delle proprie necessità.

Non bisogna sentirsi in colpa. Perché è totalmente ok innervosirsi per le urla che arrivano dal salotto quando siamo sotto la doccia. È ok lamentarsi che il letto non venga mai rifatto perché non c’è tempo. È ok pensare che prima le faccende di casa fossero più semplici. È ok spazientirsi quando la tovaglia appena lavata si macchia di sugo. È ok voler passare del tempo con amici adulti che non parlino solo di Peppa Pig e pannolini usa e getta o lavabili.

Allo stesso modo, è ok ordinare la spesa a casa per risparmiare tempo. È ok ordinare il cibo da asporto. È ok stare tutto il giorno in tuta, o volersi truccare anche in casa per sentirsi belle. Non importa se a volte non riusciamo a cucinare un pranzo o una cena perfettamente sani ai bambini. Non importa se preferiamo giocare con loro a memory sul tappeto invece di lavare i piatti.

È ok, insomma, adottare tutte quelle soluzioni che ci facilitano la vita. E chissenefrega di quello che dice la gente, di quello che consiglia la zia Ignazia, di quello che vogliono fare passare in tv, della perfezione che vediamo su Instagram. Una mamma vera è una mamma di una famiglia vera, non di una famiglia perfetta. E la perfezione è solo sentirsi bene con se stesse e con i propri figli e il proprio compagno. È sentirsi libere di poter scoraggiarsi e rimpiangere la vita di prima, godendosi comunque appieno tutto ciò che di bello porta con sé la maternità. Non siamo robot e mai lo saremo. Siamo umane, e tutto questo è normale e legittimo.

Gli usi dell’olio di cocco

Giovedì, 10 Gennaio 2019 10:04

Quando lo scopri, poi diviene difficile abbandonarlo: l’olio di cocco ha così tanti utilizzi da essere praticamente un ingrediente preziosissimo a casa. Lo possiamo infatti utilizzare per le preparazioni alimentari, per la cura della persona, per la pulizia della casa… Spesso però non conosciamo tutti questi usi e rischiamo di sprecare un elemento che invece può diventare un alleato davvero insostituibile!

Ecco quindi la guida definitiva all’utilizzo dell’olio di cocco in casa, per il cibo e per la nostra bellezza quotidiana.

Gli usi dell’olio di cocco: dall’alimentazione alla cosmetica, dalla cura della casa a quella della persona, come utilizzare l’olio di cocco quotidianamente

Per l’energia: mixando l’olio di cocco con i semi di chia otteniamo un energizzante davvero efficace. Prendiamone un cucchiaio nei momenti di stress e fatica, come al pomeriggio, al posto del caffè o durante lo sport!

Per friggere: l’olio di cocco ha un punto di fumo molto alto e questo si traduce in una elevata capacità di reggere le alte temperatura che le cotture fritte richiedono. Ottimo, quindi, anche in forno e in padella al posto del classico olio di semi.

Per le uova: spennellando il guscio delle uova con dell’olio di cocco, questo provvederà a chiudere meglio i pori del guscio aumentando così i giorni di conservazione delle stesse in frigorifero.

Negli smoothies e frullati: oltre a dare una consistenza più cremosa ai nostri frullati e smoothies, l’olio di cocco aggiunto nel mixer (ne bastano uno o due cucchiaini) aumenta la capacità di frutta e verdura di contrastare il colesterolo cattivo.

Come idratante per il corpo: sia sul viso che sul corpo, l’olio di cocco è un ottimo idratante. Non è grasso e unto come pensiamo, ma, anzi, si asciuga rapidamente e lascia la pelle morbida e liscia. Anche la consistenza aiuta: essendo quasi solido, a temperatura ambiente, come la crema si scioglie non appena lo sfreghiamo tra le mani.

Come struccante: possiamo usare l’olio di cocco anche prima di idratare la pelle, per struccarci dal make up. Utilizziamolo proprio come se fosse crema, sfregandolo sulla pelle del viso in movimenti circolari, quindi togliamolo con un panno morbido tiepido o con dell’acqua fresca.

Come lubrificante intimo: è antibatterico, antifungineo e antibiotico naturale e non contiene ingredienti chimici potenzialmente pericolosi. La sua consistenza, poi, è ideale per lubrificare. Ecco perché possiamo potenzialmente gettare tutti gli altri lubrificanti intimi e utilizzare semplicemente l’olio di cocco!

Contro l’acne: essendo, appunto, antibatterico e antibiotico naturale, l’olio di cocco aiuta contro l’acne. Basta utilizzarlo, combinato con olio essenziale di tee tree e miele, come detergente o come crema idratante.

Contro la cellulite: per le sue proprietà e per la consistenza, l’olio di cocco è utilissimo per i massaggi anticellulite. Mischiamo un cucchiaio di olio di cocco con 10 gocce di olio essenziale d’uva e massaggiamo con forza con movimenti circolari le zone colpite dalla cellulite. La buccia d’arancia ne trarrà davvero beneficio!

Come dentifricio: possiamo creare in casa un dentifricio naturale semplicemente mischiando una parte di olio di cocco con una uguale parte di bicarbonato di sodio, da spazzolare poi come un normale dentifricio. Possiamo anche aggiungere una goccia di olio essenziale di menta per rinfrescare del tutto il cavo orale.

Per l’oil pulling: per detergere ancora più a fondo la bocca e ottenere tutti i benefici della medicina ayurvedica, possiamo utilizzare l’olio di cocco per il nostro oil pulling quotidiano. E qui trovate il nostro articolo dedicato a questa pratica.

Come crema solare quotidiana: l’olio di cocco ha un naturale SPF di 4. Ecco perché quando lo utilizziamo come crema idratante agisce anche come protezione solare! Basta riapplicarlo più volte nel corso della giornata.

Per sbloccare le cerniere bloccate: essendo un lubrificante naturale, basta strofinare un po’ di olio di cocco sulle zip bloccate per renderle più scorrevoli.

Per rimuovere le gomme masticate da capelli e tessuti: non macchia e non unge, ma lubrifica. Quindi, l’olio di cocco è ideale per rimediare alle gomme da masticare appiccicate su capelli o tessuti: strofinandolo le renderemo più scivolose, e alla fine non lascerà macchie.

Per rinnovare le calzature: strofinandolo su vecchi stivali in cuoio o pelle (e anche sui gubbini!) otterremo un effetto lucido davvero naturale, non troppo shiny, e i materiali sembreranno rinnovati, come nuovi.

Per lucidare i mobili: al posto della cera e dei prodotti chimici, possiamo strofinare (aiutandoci con un panno) dell’olio di cocco sui mobili in legno, sul granito e sulle superfici in metallo per renderle più pulite e scintillanti.

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