Possiamo già definirli "antichi"? "Classici"? "Vintage"? Beh, un po' sì, perché benché il 2003 suoni dietro l'angolo, sono già passati vent'anni dai primi anni Duemila.
Fun fuct: tra due anni saremo più vicini al 2050, rispetto al 2000. Feel old, yet?
Nel 2003 erano già trascorsi due anni dall'attacco alle Torri Gemelle, morivano Gianni Agnelli e Alberto Sordi, nasceva il termine "binge-watch" (anche se in Italia è arrivato solo con lo streaming degli ultimi anni), la vita bassa spopolava e andava per la prima volta in onda The O.C..
Ed era anche l'anno in cui nacquero Greta Thunberg e Olivia Rodrigo, tra gli altri.
Bene: ma quali erano i nomi per bambini e bambine più diffusi vent'anni fa, ovvero nel 2003?
Eccoli! Sono davvero belli, semplici e tradizionali, e sono un ottimo spunto per le mamme e i papà che stanno scegliendo il nome per il proprio bebè.
Secondo i dati ufficiali dell'Istat i nomi più diffusi nel 2003 erano Giulia per quanto riguarda le bambine (pià di 11mila) e Francesco per quanto riguarda i bambini (più di 10mila).
Ecco le classifiche complete.
È vero: fracassano i timpani, a un certo punto. E anche i genitori si ritrovano a conoscerle a memoria e a canticchiarle sovrappensiero. Ma fateci caso: non ricordate, voi per primi, tutte le canzoncine che cantavate da piccoli? Il motivo è semplice: la musica è un potente mezzo cognitivo e un importante strumento per lo sviluppo. Attraverso le canzoni si imparano parole nuove, concetti nuovi, suoni nuovi... Pensiamo anche alle canzoncine in inglese e a quanto aiutano con la lingua!
Ecco dunque la nostra selezione delle (a parere nostro!) migliori canzoncine per bambini piccoli in italiano, per imparare i giusti valori, i vocaboli più carini e per stimolare l'intelligenza dei bebè.

Carolina e Topo Tip, idoli dei bambini e delle bambine, cantano questa baby dance che i bimbi e le bimbe non solo canteranno, ma danzeranno dall'inizio alla fine.
E qui però ballano tutti, anche i genitori.
È per i più piccoli, ma già introduce a un argomento importantissimo per la scuola: l'alfabeto!
È forse questa la canzone più educativa (e conosciuta) di sempre? Secondo noi sì.
Ormai è un cult: il Katalicammello non è solo divertente, ma anche un importante passo per costruire la piccola coscienza sostenibile dei bambini.
Sempre il Piccolo Coro dell'Antoniano canta una delle perle della musica d'infanzia: l'amore tra Cocco e Drilli e la loro lotta contro un cattivissimo bracconiere! Una melodia davvero graziosa che resta in testa immediatamente.
Ha bisogno di introduzioni? Una canzone popolare sempre amatissima!
Lo stesso vale per "Quarantaquattro gatti", un classicone dello Zecchino d'Oro che tutti conoscono.
E se vogliamo andare sui grandissimi classici, ecco una delle canzoncine per bambini in italiano più note, antiche, vintage, tradizionali e amate.
In un altro articolo vi avevamo parlato di come il rumore del phon (o quello della lavatrice, o quello dell'asciugatrice...) calmi davvero il neonato. È così: si tratta di un rumore di sottofondo che aiuta ad addormentarsi e a rilassarsi.
I motivi sono diversi, e uno di questi è la capacità dei rumori bianchi di contrastare i costanti stimoli uditivi a cui siamo abituati.
Ma quali sono i white noise?
Pioggia, oceano, fruscii del sottobosco, cascate... I rumori bianchi sono tutti quei leggeri suoni naturali che, grazie alla loro costanza, rilassano la mente.
A spiegarlo è anche il dottor David Neubauer, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali alla scuola di medicina Johns Hopkins University, che ha rilasciato un'intervista all'HuffPost. Secondo lui, i rumori bianchi riescono a coprire e combattere i suoni esterni che cambiano continuamente. Radio, televisione, video... I device quotidiani emettono suoni e rumori che continuano a variare, alzandosi e abbassandosi, mentre i rumori bianchi, più lineari e costanti, fanno sì che la mente non si distragga così facilmente, dando anche un senso di confortevolezza. Che, sia nei grandi che nei bambini, può aiutare ad addormentarsi.
Ecco perché sono sempre più numerosi i genitori che ricorrono alle white noise machine o a video su YouTube per conciliare il sonno (conciliando anche quello dei bambini più agitati). Non è una moda, ma una necessità fisiologica.
Acquistare una macchinetta apposita o ascoltare i video su YouTube però non è adatto a tutti. Nel primo caso, può trattarsi di un acquisto costoso che si cerca sempre, giustamente, di rimandare. Nel secondo, pubblicità improvvise e lunghezza limitata dei video non rendono completamente godibili i rumori bianchi scelti.
La buona notizia è che chi possiede un iPhone o un iPad (aggiornati almeno ad iOS 15) ha già una macchina per rumori bianchi, senza nemmeno saperlo.
Gli ultimi aggiornamenti, infatti, hanno introdotto questa nuova funzionalità che si chiama "Backround sounds" e che è stata pensata per aiutare le persone con neurodiversità, in una funzione, quindi, di accessibilità sempre più integrata.

Come scrivono da Apple, "i suoni quotidiani possono distrarre, provocare disagio o sopraffare. Per supportare la neurodiversità, Apple ha introdotto la funzione per i rumori di fondo per minimizzare le distrazioni e aiutare gli utenti a stare focalizzati, a calmarsi o a riposare".
Grazie a questa funzione, che possiamo trovare entrando in Impostazioni > Accessibilità > Audio/visivo > Rumore di sottofondo (regolando poi l'intensità e scegliendo il rumore), è possibile dunque ascoltare queste melodie naturali per mascherare i rumori quotidiani che arrivano dall'esterno o per riempire il silenzio della notte prima di addormentarsi.
I churros sono forse l'alimento unhealthy per antonomasia: fritti e pieni di zucchero, non sono di certo uno sfizio da concedersi spesso, per il bene del nostro corpo! E se provassimo a cucinare i churros in maniera leggermente più sana?
Esatto: i churros - una golosità sudamericana e spagnola che amerà chi possiede il famoso sweet tooth, ovvero chi adora i dolci - possono essere preparati anche in modo un po' meno pesante, ovvero evitando di friggerli.
I churros al forno sono un po' più leggeri rispetto a quelli fritti in padella, ma sono altrettanto gustosi e sono buonissimi inzuppati - come vuole la tradizione! - in una tazza di cioccolata calda, per una serata invernale in famiglia all'insegna della golosità.

I giochi di società hanno numerosi benefici, ma quali sono i migliori? Quali sono i giochi da tavolo per bambini più divertenti per le serate in famiglia?
In questo articolo abbiamo raccolto i giochi in scatola che secondo noi non dovrebbero mai mancare in casa: si tratta dei più curiosi, coinvolgenti e divertenti! Pronti a sfoderare la giusta competitività in famiglia?
Per i più piccoli, i Babagiochi della casa editrice Babalibri sono perfetti: sono pensati per le menti dei bambini dai 3 anni in su, stimolano il pensiero logico e danno il primo assaggio di sana competitività.
Se i bambini e le bambine lo adorano un motivo c'è: è divertente e veloce, ma soprattutto gli permette di diventare bravissimi nello scovare le figure. E quando diventano dei pro, si divertono a sfidare adulti meno preparati! Dobble entra quindi di diritto nell'Olimpo dei giochi da tavolo per bambini.
C'è anche in versione Harry Potter, davvero carinissimo!

Il principio è lo stesso di Dobble (la velocità di riconoscimento delle figure e delle carte), ma è anche un primo gioco di carte semplice e intuitivo (che crea una gran competizione in famiglia!).

Il classico "Nomi, cose, città", ma ampliato e migliorato: Saltinmente è davvero divertentissimo e soprattutto stimolante, perché necessita pensiero veloce e conoscenza di tanti vocaboli e concetti (della vita quotidiana). La scatola suggerisce di giocarci dai 12 anni in su, ma con bimbi e bimbe svegli nessuno vieta di cominciare già quando sono più piccoli!
Per bimbe e bimbe dagli otto anni? Immancabile è "Indomimando", il classico gioco del mimo con regole divertenti e coinvolgenti, per vincere a squadre.

Fa parte, con Saltinmente e altri, del gruppo di giochi da tavolo classici e tradizionali: Pictionary è il gioco in cui chi sa disegnare vince tutto, e chi non sa disegnare rende tutto più divertente!
Cooperativo, competitivo (ma solo contro Bandito!), logico e divertente: questo gioco di carte è adatto anche con i bambini e le bambine dai 6 anni in su e promette serate gioco davvero entusiasmanti.

Altro gioco di carte, altre skill di memoria e logica! Il celebre gioco Clementoni "10 famiglie" è qui presentato in una nuova versione inclusiva e più fedele alla realtà delle famiglie sfaccettate e permette di giocare uno contro l'altro oppure cooperando per riformare tutte le famiglie presenti nel mazzo. Divertentissimo!

Le festività non sono piacevoli per tutte le persone. Ma possono diventare un momento prezioso per la famiglia, e soprattutto per la famiglia più intima, senza tutto il parentado.
Ma non parliamo dei classici Natale, Santo Stefano e Capodanno: ci riferiamo a quei giorni nel mezzo, a quelle giornate intermedie che trascorrono sul finire di dicembre e che, senza la scuola di mezzo, permettono di passare più tempo con i bambini.
I norvegesi hanno un nome per queste giornate: si dice Romjul e si riferisce esattamente al periodo tra il 27 e il 31 dicembre, con le giornate lente (ma spesso caotiche!) che ci accompagnano verso il nuovo anno.
Come spesso accade con le lingue, alcuni idiomi hanno parole che sono poco traducibili negli altri linguaggi. Prendiamo "romjul": in norvegese indica, in un solo termine, tutto il periodo che racchiude i giorni tra Santo Stefano e Capodanno. Ma il significato non si limita al calendario: questi giorni, infatti, sono speciali e particolari, e i popoli nordici - maestri nell'accoglienza e nella confortevolezza - lo sanno.
Romjul, quindi, indica i giorni tra il 27 e il 31 gennaio, comprendendo anche la sensazione di non sapere cosa fare, tipica delle festività in famiglia e dei giorni che precedono l'arrivo dell'anno nuovo.
In Norvegia il Romjul (che deriva da "rom", stanza, e "jul", Natale) è visto dunque come un periodo di relax, di tempo in famiglia. Un periodo in cui è concesso (e consigliato) rallentare.
Cosa vi consigliamo?
Di continuare ad abbracciare lo stile di vita Hygge.
Di bere cioccolata calda e tisane per scaldare il cuore.
Di stare in pigiama per un giorno intero (ma non di più!).
Di preparare del buon vin brule analcolico per profumare casa.
Di indire una giornata senza schermi, giocando ai giochi in scatola e leggendo.
Di costruire quel progetto con mattoncini o puzzle che avevate lasciato a metà.
Di cucire, sferruzzare, cucinare.
Di fare decluttering prima del nuovo anno.
Di organizzare un book-club di famiglia leggendo un libro tutti insieme.
Di riorganizzare la libreria.
Di uscire a camminare nella natura approfittando del clima freddo (con il giusto abbigliamento!).
C'è chi odia quest'occasione e chi invece ama tantissimo la notte di San Silvestro, festività davvero divertente per festeggiare l'arrivo del nuovo anno! Insomma: cosa si fa a Capodanno?
Trascorrere San Silvestro in famiglia e con gli amici può essere particolarmente piacevole, se si organizzano delle attività di Capodanno con i bambini e se si portano i giusti giochi in scatola. E anche le decorazioni sono importanti! Ma non serve strafare: a volte bastano dei cappellini.
E se stai pensando di realizzare i cappellini fai da te per Capodanno, ecco qualche idea semplice, veloce e sostenibile (perché possiamo utilizzare senza scervellarci troppo ciò che abbiamo in casa, riciclando materiali di scarto).
Realizzarle è davvero semplice: recuperiamo del cartoncino da riciclare, tagliamo una forma di corona larga tanto quanto il diametro della testa, tagliamo, pieghiamo e fissiamo con dei punti metallici.
That's it:

Aggiungendo qualche piccolo pompon alla corona di carta (incollandolo sulla superficie aiutandoci con della colla a caldo) il risultato è ancora più magico ed elegante!

Per realizzare questi cappellini a cono, invece, dovremo tagliare dei grandi cerchi nel cartoncino, tagliare il raggio e piegare a cono. Fissiamo di nuovo con dei punti metallici e aggiungiamo un nastro elastico per fissare i cappellini da festa sotto al mento.

Di nuovo, incollando qua e là piccoli pompon o perline, i cappellini per Capodanno diventeranno ancora più divertenti e preziosi.

Idea dell'ultimissimo minuto? Recuperiamo tutti i copricapi di Carnevale e di Halloween, così come le corone dei vari travestimenti che bambini e bambine utilizzano tutto l'anno, dal cappello di Babbo Natale a quello da streghe e stregoni: ogni invitato potrà indossare un cappello diverso rendendo tutto super divertente.
La corona di stoffaPer chi è bravo con la macchina da cucire, un ultimo spunto è la corona di stoffa, da realizzare con scampoli di tessuto e imbottire con gommapiuma o vecchia lana: è davvero carinissima!

Le ragioni dietro alla scelta di non condividere online le foto di propri figli sono diverse e comprensibili (dai pericoli di internet al consenso), così come lo sono quelle di chi sceglie di pubblicare senza problemi le fotografi dei bambini sui propri social media, documentando così la crescita anche con chi è lontano (si chiama "sharenting", un mix tra le parole "to share", condividere, e "parenting", fare i genitori). Non è questo il luogo del giudizio.
Tuttavia, è il luogo in cui diamo consigli. E oggi è il momento di suggerirvi sei modi - gentili, appropriati e rispettosi - in cui possiamo chiedere ai parenti di non condividere le immagini dei nostri figli online.
Che sia durante le feste, in occasione di un party o semplicemente nella vita quotidiana, è legittimo non volere che i volti dei propri bambini e bambine compaiano in rete. Ma che fare con amici e parenti che non sembrano fregarsene? Che pubblicano le foto senza pensarci? O che addirittura se ne fregano della nostra richiesta?
Ecco 4 modi per chiedere ai parenti di non condividere foto dei bimbi sui social.
La prima cosa da fare, semplicemente, è dichiarare questa volontà, anche perché molte volte le persone postano senza pensarci e senza chiedere nulla agli altri.
"Preferirei/preferiremmo che le foto dei nostri figli non venissero pubblicate online. No, nemmeno su un profilo privato". Di solito basta, ma non è detto. Intanto, però, le cose sono state messe in chiaro.

Se la semplice richiesta non basta, possiamo spiegare in prima persona il motivo che sta dietro. "Non mi fa sentire a mio agio condividere le sue foto". Oppure: "Temo molto i pericoli online". Ognuno può avere una propria ragione e dirla a chiare lettere a chi ci sta di fronte è un modo efficace per far sì che accolgano la richiesta.
Molte volte, la ragione dietro alla scelta di non pubblicare online è la consapevolezza riguardo alla digital footprint, o impronta digitale. Si tratta della traccia che rimane per sempre online: tutto ciò che pubblichiamo rimane lì, a imperitura memoria, e anche le foto dei nostri figli potenzialmente rischiano di restare nell'etere anche contro la loro volontà. Spesso la gente non ci pensa, e spiegare quindi questo fatto può aiutare a fare capire meglio. Non si tratta quindi di una paura irrazionale, ma di un ragionamento con pilastri molto solidi, dal momento che qualcuno prima o poi googlerà il nome dei nostri figli (per ragioni di lavoro o di scuola, per esempio).
Anche in questo caso, possiamo mettere le cose ancora più in chiaro: se i bambini sono piccoli, non condividere le loro immagini può essere una forma di rispettoso consenso implicito, dal momento che non hanno il potere di decidere. Se sono più grandi e hanno espresso la volontà di non comparire online, significa stare rispettando il loro desiderio. E questo dovrebbe bastare.
La pelle secca del viso può essere fonte di disagio, soprattutto nei periodi di freddo o quando si è esposti a condizioni ambientali difficili. Per molte persone la pelle secca è un problema cronico che richiede un trattamento continuo per tenerlo sotto controllo.
Una buona crema idratante può aiutare ad alleviare i sintomi della secchezza e fornire un sollievo a lungo termine da questa condizione. Tuttavia, la scelta del prodotto giusto può essere complicata, dato che oggi ci sono molte opzioni sul mercato.
In questo articolo, discuteremo alcuni consigli su come scegliere una crema idratante efficace per il viso che soddisfi le vostre esigenze e vi dia i massimi risultati.
Quando si cerca una buona crema per la pelle secca del viso, è importante tenere a mente diversi fattori chiave.
In primo luogo, la crema deve contenere ingredienti che garantiscano un'idratazione duratura. Cercate creme con sostanze umettanti come la glicerina e l'acido ialuronico, che sono in grado di attrarre l'umidità dall'ambiente e di trattenerla nella pelle.
Inoltre, emollienti come il burro di karité e il burro di cacao possono contribuire a formare una barriera protettiva sulla superficie della pelle che impedisce la perdita di acqua.
In secondo luogo, cercate creme specifiche per la pelle secca. Molte creme idratanti contengono ingredienti che, pur fornendo una certa idratazione, possono essere irritanti o seccare la pelle ulteriormente. Evitate questi prodotti e optate invece per quelli specificamente formulati per nutrire e rivitalizzare la pelle secca
Infine, nella scelta di una crema idratante, tenete conto del vostro tipo di pelle. Le pelli grasse o miste possono avere bisogno di creme più leggere, mentre quelle sensibili o molto secche dovrebbero optare per formule più ricche che forniscono un'idratazione più intensa
Per approfondire: guida alle migliori creme per pelle secca.
Le buone abitudini quotidiane di chi soffre di pelle secca del viso possono fare la differenza nell'efficacia delle creme idratanti.
Tutto comincia con il capire quali sono i fattori che scatenano la secchezza, come l'ambiente o le scelte di vita. Una volta individuati, si può iniziare a modificare le proprie abitudini per prendersi cura della pelle e mantenerla idratata.
Limitate l'esposizione all'acqua calda e optate invece per quella tiepida. Le docce e i bagni caldi, così come i lavaggi frequenti del viso, possono sottrarre gli oli essenziali dalla superficie della pelle, causando secchezza.
È inoltre importante evitare saponi o detergenti aggressivi che possono irritare la pelle. Optate per detergenti o oli delicati e utilizzare acqua tiepida per lavare il viso.
Oltre alle creme idratanti, prendete in considerazione l'uso di un umidificatore in casa per mantenere l'aria umida. Questo può aiutare a prevenire secchezza e irritazione.
Infine, scegliete l'abbigliamento con saggezza. I tessuti naturali, come il cotone, sono ideali per le pelli sensibili, in quanto permettono loro di mentre i tessuti sintetici spesso trattengono l'umidità e creano un ulteriore strato tra la pelle e l'ambiente.
Seguendo questi consigli e scegliendo una buona crema idratante per la pelle secca del viso, è possibile mantenere la pelle sana e idratata tutto l'anno.
Per approfondire, vedere anche: i problemi della pelle più frequenti in gravidanza.
Si tratta di uno sfizio, di un'eccezione: è così dolce e goduriosa che non potrebbe essere altrimenti, ma che buona!
La cioccolata calda piace a bambini e bambine, ma anche a noi adulti. Prepararla in casa è divertente (è una di quelle ricette che si possono fare in pochi minuti, facendoci aiutare dai piccoli chef di casa) e berla insieme diventa un momento Fika che avvicina e che rafforza i legami.
Ecco dunque la ricetta della cioccolata calda con piccoli marshmallow in superficie, al posto della classica cioccolata calda con la panna.
