"Per favore, non farlo": come chiedere ai parenti di non condividere foto dei bimbi sui social

Le ragioni dietro alla scelta di non condividere online le foto di propri figli sono diverse e comprensibili (dai pericoli di internet al consenso), così come lo sono quelle di chi sceglie di pubblicare senza problemi le fotografi dei bambini sui propri social media, documentando così la crescita anche con chi è lontano (si chiama "sharenting", un mix tra le parole "to share", condividere, e "parenting", fare i genitori). Non è questo il luogo del giudizio.

Tuttavia, è il luogo in cui diamo consigli. E oggi è il momento di suggerirvi sei modi - gentili, appropriati e rispettosi - in cui possiamo chiedere ai parenti di non condividere le immagini dei nostri figli online.

Che sia durante le feste, in occasione di un party o semplicemente nella vita quotidiana, è legittimo non volere che i volti dei propri bambini e bambine compaiano in rete. Ma che fare con amici e parenti che non sembrano fregarsene? Che pubblicano le foto senza pensarci? O che addirittura se ne fregano della nostra richiesta?

Ecco 4 modi per chiedere ai parenti di non condividere foto dei bimbi sui social.

Dirlo subito

La prima cosa da fare, semplicemente, è dichiarare questa volontà, anche perché molte volte le persone postano senza pensarci e senza chiedere nulla agli altri.

"Preferirei/preferiremmo che le foto dei nostri figli non venissero pubblicate online. No, nemmeno su un profilo privato". Di solito basta, ma non è detto. Intanto, però, le cose sono state messe in chiaro.

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Spiegare le proprie ragioni

Se la semplice richiesta non basta, possiamo spiegare in prima persona il motivo che sta dietro. "Non mi fa sentire a mio agio condividere le sue foto". Oppure: "Temo molto i pericoli online". Ognuno può avere una propria ragione e dirla a chiare lettere a chi ci sta di fronte è un modo efficace per far sì che accolgano la richiesta.

Parlare della digital footprint

Molte volte, la ragione dietro alla scelta di non pubblicare online è la consapevolezza riguardo alla digital footprint, o impronta digitale. Si tratta della traccia che rimane per sempre online: tutto ciò che pubblichiamo rimane lì, a imperitura memoria, e anche le foto dei nostri figli potenzialmente rischiano di restare nell'etere anche contro la loro volontà. Spesso la gente non ci pensa, e spiegare quindi questo fatto può aiutare a fare capire meglio. Non si tratta quindi di una paura irrazionale, ma di un ragionamento con pilastri molto solidi, dal momento che qualcuno prima o poi googlerà il nome dei nostri figli (per ragioni di lavoro o di scuola, per esempio).

Parlare del consenso

Anche in questo caso, possiamo mettere le cose ancora più in chiaro: se i bambini sono piccoli, non condividere le loro immagini può essere una forma di rispettoso consenso implicito, dal momento che non hanno il potere di decidere. Se sono più grandi e hanno espresso la volontà di non comparire online, significa stare rispettando il loro desiderio. E questo dovrebbe bastare.

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