Oggi come oggi proteggere i bambini dai potenziali pericoli sembra essere la priorità assoluta dei genitori. Giustissimo.
Eppure secondo i neuropsichiatri infantili il vero compito degli adulti non dovrebbe essere quello di eliminare ogni rischio, ma di educare i più piccoli ad affrontare in modo consapevole le difficoltà e le sfide della vita. Dare gli strumenti, quindi, piuttosto che schermare.
La naturale curiosità che caratterizza i bambini li spinge a esplorare, sperimentare e talvolta anche a mettersi in situazioni potenzialmente rischiose. Negare ai bambini questa possibilità, secondo gli esperti, può impedire loro di sviluppare autonomia, responsabilità e autostima. Il confrontarsi con limiti e difficoltà, infatti, rappresenta infatti una tappa cruciale per la crescita personale, la sicurezza di sé e la capacità di riconoscere e gestire le emozioni.
Come detto, negli ultimi anni la tendenza a limitare l’esposizione dei bambini ai rischi ha prodotto spazi di gioco sempre più sicuri ma anche meno stimolanti. Secondo gli esperti, invece, un ambiente che permette di affrontare rischi calcolati e ragionevoli aiuta i bambini a sviluppare strategie di fronteggiamento utili non solo nell’infanzia, ma per tutta la vita.
Essere adulti “accompagnatori”, piuttosto che “protettivi a oltranza”, significa conoscere bene i materiali e gli ambienti frequentati dai bambini, osservarli senza invadere, offrire parole e sguardi di fiducia e favorire esperienze che mettano alla prova i piccoli, lasciando che siano loro stessi a trovare le soluzioni migliori. Con buonsenso e attenzione.
I neuropsichiatri dell’associazione Sinpia hanno individuato otto principi fondamentali per aiutare i genitori a svolgere questa preziosa funzione educativa:
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Sono gustose, facili da preparare e tradizionali: le melanzane ripiene sono tipiche della cucina italiana e fanno sempre un figurone in tavola, sia a pranzo che a cena, ma anche durante le grigliate o le tavolate in compagnia.
Piatto unico estivo, leggero (ma non troppo) e ricco di sapore, si prepara abbastanza velocemente e si può personalizzare il ripieno secondo i gusti: ecco perché ogni volta questa pietanza è unica.
Un nuovo studio scientifico globale rafforza l’allarme: possedere uno smartphone prima dei 13 anni può avere effetti negativi sulla salute mentale dei giovani. L’indagine, condotta da Sapien Labs attraverso il Global Mind Project – il database più grande al mondo dedicato al benessere mentale – ha coinvolto oltre 100.000 giovani e pubblicata sul Journal of Human Development and Capabilities.
I dati, raccolti tra giovani adulti di 18-24 anni, mostrano che chi ha ricevuto il primo smartphone a 12 anni o meno è significativamente più incline a soffrire di pensieri suicidi, aggressività, distacco dalla realtà, scarsa regolazione emotiva, bassa autostima.
Questi effetti sarebbero fortemente legati al primo accesso precoce ai social media, aumentando il rischio di cyberbullismo, disturbi del sonno e difficoltà nelle relazioni familiari in età adulta.
Lo studio sottolinea inoltre che chi usava uno smartphone già in tenera età manifesta da adulto sintomi che non rientrano nei tradizionali quadri di depressione o ansia. Questi disturbi, quindi, possono sfuggire agli screening standard più diffusi.
Un elemento chiave emerso dall’indagine è la correlazione tra l’età del primo possesso e il benessere mentale in età adulta:
| Età del primo smartphone | Punteggio medio salute mentale |
|---|---|
| 13 anni | 30 |
| 5 anni | 1 |
Più precoce è il possesso, più i punteggi di benessere mentale diminuiscono.
Inoltre, la percentuale di giovani adulti con almeno cinque sintomi gravi di disagio è aumentata del 9,5% tra le donne e del 7% tra gli uomini che hanno ricevuto lo smartphone prima dei 13 anni.
Il possesso precoce si traduce ovunque in una peggiore immagine di sé, minore autostima, minor fiducia e scarsa stabilità emotiva, oltre a una riduzione dell’empatia.
Le evidenze raccolte dal più ampio studio mai realizzato al mondo parlano dunque chiaro: dotare bambini e preadolescenti di uno smartphone può compromettere gravemente salute mentale, autostima e serenità sul lungo termine. Meglio saperlo, prima di prendere una decisione.
L’estate per moltissime persone è il momento perfetto per leggere e prendersi del tempo per sé, immergendosi in storie che rispecchiano la propria vita. Per esempio, le sfumature della maternità.
Ecco una selezione di romanzi, saggi e graphic novel — tra novità e titoli rilevanti — che parlano alle mamme di oggi, tra emozioni, riflessioni e avventure tutte da gustare sotto l’ombrellone o con vista montagna e campagna, mentre i bambini giocano un po' più in là.
Un romanzo intenso che racconta cosa significa crescere con radici divise tra due mondi, e come la maternità e la memoria possano diventare casa. Perfetto per le mamme che cercano storie di identità e rinascita.
Un racconto potente e personale sul desiderio di maternità e le domande che ne derivano, affrontando paure, ossessioni e il ruolo della donna oggi. Un libro che tocca corde profonde.
Un viaggio intenso nel rapporto madre-figlio, tra dolori taciuti e la necessità di riconciliarsi con il proprio passato. Un romanzo straniero amato per lirismo ed emozione.
Candidato al Premio Strega 2025, narra le paure e il coraggio di una madre che affronta la propria storia familiare e la necessità di capirsi attraverso le generazioni.
In questo acclamato romanzo la figura della madre è fortissima, dura ma piena d’amore; una storia di riscatto femminile, tra rabbia, sacrificio e dolci complicazioni familiari.
Una storia commovente sul legame unico tra madre e figlio, che esplora la perdita e la scoperta di cosa significhi davvero esserci l’uno per l’altro nei momenti più difficili.
Un saggio che affronta senza tabù la fatica e i sentimenti contrastanti che la maternità può suscitare. Un supporto autentico per chi cerca comprensione e strumenti concreti.
Un invito importante a ripensare il ruolo di madre senza annullarsi, un saggio che incoraggia a non perdere sé stesse nel nome del mito del sacrificio materno.
Uno dei graphic novel più interessanti del 2025: una storia peculiare e ironica sui rapporti familiari e sulla capacità di reinventarsi, perfetta per chi cerca una lettura intensa e sorprendente.
Un toccante viaggio nella memoria materna e familiare attraverso le immagini: la vita di una madre, la sua forza e le piccole/grandi storie che restano in eredità ai figli, in un graphic novel che ha già conquistato critica e pubblico.
Un’insalata estiva fresca e colorata che unisce lattuga, feta, arancia, barbabietola e noci: è l’ideale per chi cerca un piatto leggero ma ricco di sapori e contrasti.
Gli ingredienti si sposano perfettamente: la dolcezza della barbabietola e dell’arancia si contrappone alla sapidità della feta e alla croccantezza delle noci, mentre la lattuga aggiunge una base fresca e delicata. Vi piacerà se amate le insalate come la pantesca o la siciliana! E la preparazione è davvero, davvero semplice.
Le recenti e drammatiche notizie di cronaca, come quella del ragazzo di 17 anni morto a Montalto di Castro Marina dopo essere stato sepolto dal crollo improvviso di una buca scavata nella sabbia, richiamano l’attenzione sulla necessità di una maggiore consapevolezza e di regole precise quando i bambini si divertono in spiaggia. La sabbia rimane un elemento magico per l'infanzia, ma possono esserci pericoli da non sottovalutare: fa paura, ma è bene pensarci.
Scavare buche profonde è uno dei giochi preferiti dai bambini, ma può diventare estremamente pericoloso. Le pareti della buca possono cedere all’improvviso, provocando il seppellimento e soffocamento del bambino, come documentato da più episodi in Italia e all’estero. Il rischio aumenta con la profondità della buca (oltre un metro diventa già molto pericolosa). Meglio quindi:
La supervisione è fondamentale mentre i bambini giocano nella sabbia:
Oltre al rischio fisico, la sabbia può essere veicolo di germi, batteri e corpi estranei. Piccole quantità di sabbia ingerita generalmente non provocano problemi gravi, ma il rischio cresce se nella sabbia sono presenti residui animali, rifiuti o oggetti taglienti.
La sabbia può essere abrasiva sulla pelle, soprattutto se questa è umida dopo il bagno:
| Da fare | Da evitare |
|---|---|
| Sorvegliare i bambini in modo attivo | Scavare buche profonde |
| Usare sabbia pulita e coprire la sabbiera | Lasciare incustodite buche o sabbiere |
| Lavare le mani dopo il gioco | Portare la sabbia alla bocca |
| Proteggere la pelle con crema solare | Esporsi al sole nelle ore più calde |
Il gioco nella sabbia resta dunque un'esperienza irripetibile e benefica per la fantasia, la motricità e la socialità dei bambini. Con qualche regola in più, una buona dose di vigilanza e adeguate misure igieniche, è possibile far sì che il divertimento resti tale senza mettere in pericolo la salute e la vita dei più piccoli. Prestare attenzione ai rischi permette di trasformare la spiaggia e le sabbiere in ambienti sicuri per tutta la famiglia.
La focaccia pugliese con pomodorini e olive è uno dei simboli della cucina della Puglia, protagonista di colazioni e merende, regina dello street food e delle tavolate conviviali. In particolare nella versione barese, la focaccia si riconosce per l’impasto morbido ma non spesso, ben idratato e condito generosamente in superficie con olio extravergine d’oliva, pomodorini maturi e olive.
I pomodorini ideali sono ciliegini, datterini o piccadilly, maturi e succosi.
Scegliere i migliori film per bambini di 8-10 anni significa trovare titoli capaci di unire avventura, emozione e fantasia, risate e divertimento: si tratta infatti di una fascia d’età sempre più curiosa e attenta!
Ecco dunque le ultime novità e i classici intramontabili, ideali per una serata cinema in famiglia. Se cerchi film per bambini, qui troverai suggerimenti aggiornati per chi desidera il meglio del cinema per ragazzi.
Il nuovo film Pixar del 2025 racconta la storia di Elio, un ragazzino di 11 anni orfano dei genitori, appassionato di spazio e alieni. Dopo essere stato scambiato per l’ambasciatore della Terra da una federazione intergalattica chiamata Comuniverso, Elio dovrà affrontare sfide straordinarie, stringere amicizie inaspettate e scoprire chi è veramente destinato a essere. Il film unisce fantascienza, emozioni profonde e una forte componente visiva ispirata ai classici del genere, raccontando temi universali come la perdita, l’identità e il bisogno di appartenenza.
Il sequel del celebre film Disney riporta i giovani spettatori nella città di Zootropolis, dove animali di ogni specie convivono in un ambiente ricco di misteri e avventure. La nuova storia promette indagini avvincenti e un mix di umorismo e messaggi positivi, perfetto per i bambini che amano le storie con protagonisti animali antropomorfi.
DreamWorks torna con il sequel della saga dedicata ai cattivi più amati, che cercano di cambiare vita e diventare eroi. Un mix di azione, comicità e valori positivi che coinvolge i più piccoli con situazioni divertenti e personaggi memorabili.
I Puffi tornano protagonisti in un nuovo film musicale animato, adatto a tutta la famiglia. La pellicola unisce canzoni orecchiabili e una storia semplice ma coinvolgente, ideale per i bambini che amano i personaggi classici e colorati.
La celebre esploratrice Dora torna in una nuova avventura live-action, alla scoperta di un misterioso tesoro nella giungla. Il film combina azione, mistero e valori educativi, perfetto per stimolare la curiosità dei più piccoli.
Un capolavoro Pixar che esplora le emozioni di una ragazzina attraverso personaggi colorati e una narrazione coinvolgente. Un film che aiuta i bambini a comprendere e gestire i propri sentimenti.
La saga di Shrek è un mix di ironia, avventura e fiaba, con personaggi divertenti e una morale sempre attuale sul valore dell’amicizia e dell’accettazione.
Le avventure di Gru e dei Minions sono un successo garantito per i bambini, con risate, azione e un messaggio positivo sul cambiamento e la famiglia.
Un viaggio emozionante nel mondo dei ricordi e della musica messicana, che parla di famiglia, tradizioni e sogni da inseguire.
La saga racconta l’amicizia tra un giovane vichingo e un drago, con avventure, coraggio e valori importanti come la fiducia e la comprensione.
Un film d’animazione dallo stile poetico e magico, perfetto per stimolare la fantasia e l’amore per la natura.
La saga magica di Harry Potter continua a incantare bambini e adulti con storie di amicizia, coraggio e lotta tra bene e male. Il consiglio? Leggere prima tutti i libri!
Capolavoro dello Studio Ghibli, un film ricco di fantasia, mistero e personaggi indimenticabili.
Un altro gioiello di Miyazaki, che unisce magia, avventura e una profonda riflessione sulla crescita.
Le avventure mozzafiato di Jumanji, tra realtà e gioco, sono perfette per i bambini che amano l’azione e il divertimento. Qui il consiglio è solo uno: guardare l'originale con Robin Williams!
Un classico senza tempo che racconta l’amicizia tra un bambino e un alieno, con emozioni sincere e un messaggio universale.
Un racconto epico di crescita, responsabilità e amore per la natura, tra animali indimenticabili e canzoni memorabili.
Un’avventura emozionante che parla di sogni, amicizia e nuove scoperte, con una narrazione toccante e divertente.
La saga di Ritorno al futuro unisce fantascienza e divertimento, stimolando la fantasia e la curiosità per il tempo e le sue possibilità.
Un viaggio fantastico in un mondo immaginario, che parla di coraggio e potere della fantasia.
Le merendine per bambine e bambini sono al centro di un dibattito che coinvolge famiglie, pediatre e pediatri, nutrizioniste e nutrizionisti. Il punto critico è quasi sempre lo stesso: troppo zucchero, troppi ingredienti artificiali, troppa elaborazione. Viviamo in un mondo frenetico che spinge verso alimenti confezionati e snack pronti, e su questo non ci piove. Ma le alternative semplici e trasparenti esistono.
Un esempio? Le barrette di frutta disidratata e secca che contengono il 100% di ingredienti naturali, senza conservanti e senza zuccheri aggiunti. Si possono fare in casa, è vero. Ma ci sono anche quelle confezionate: comode, sane e versatili.
Tra le ultime novità sul mercato c’è quella lanciata da Melinda. Le barrette dell’azienda trentina si chiamano Freecrock e sono composte solo da frutta disidratata e frutta secca, senza zuccheri aggiunti, additivi, conservanti o aromi artificiali. Il formato è pensato per i bambini e le bambine, ma anche gli adulti possono usarle come spuntino rapido. Le barrette sono proposte in tre combinazioni: mela, nocciola e frutti di bosco; mela, anacardo e arancia; mela, mandorla e cocco.
Uno degli aspetti centrali del prodotto è la tracciabilità e la semplicità dell’etichetta. Gli ingredienti sono ridotti all’essenziale e corrispondono a quelli dichiarati nel nome: solo frutta e frutta secca, nient’altro.
Non vengono aggiunti zuccheri, neanche sotto forma di sciroppi o dolcificanti naturali. La dolcezza proviene solo dagli zuccheri presenti naturalmente nella frutta. È un elemento importante, soprattutto nei prodotti destinati ai più piccoli: l’eccesso di zuccheri semplici è associato a un maggior rischio di carie, obesità infantile e alterazioni del metabolismo glucidico.
Le materie prime nelle barrette 100% frutta vengono invece lavorate in modo da mantenere intatte le fibre e la maggior parte dei micronutrienti, come vitamine e antiossidanti. Il processo di disidratazione permette di conservare il prodotto senza dover ricorrere a conservanti, un’altra scelta rilevante per l’alimentazione infantile.
Come accennato, l’offerta commerciale è ancora dominata da prodotti ultra-processati: barrette ripiene, merendine, succhi zuccherati, spesso ricchi di grassi saturi, sale e zuccheri. Anche quando riportano la scritta “alla frutta”, questi alimenti contengono spesso una percentuale minima di frutta, in forma di puree concentrate o aromi. Ma i rischi di una dieta ricca di alimenti ultra-processati per l’infanzia sono numerosi: maggiore incidenza di obesità e carenza di fibre, vitamine e minerali.
Le barrette Freecrock al loro interno hanno anche la frutta secca oleosa: è una fonte importante di grassi insaturi, proteine vegetali, fibre, vitamina E, ferro e calcio e può contribuire a uno sviluppo sano se inserita all’interno di una dieta bilanciata.
Come tutti gli snack confezionati, anche una barretta a base di sola frutta non può sostituire il consumo di frutta fresca o di pasti completi e bilanciati. Ma può diventare una scelta valida per le merende fuori casa, nei momenti in cui non si ha accesso a un frutto intero o quando bambine e bambini rifiutano consistenze più acquose o fibrose.
Resta importante valutare le porzioni: ogni barretta, pur essendo naturale, ha una densità energetica maggiore rispetto alla frutta fresca, un aspetto da considerare soprattutto nel caso di bambini e bambine con tendenza al sovrappeso. Inoltre, anche se non contiene zuccheri aggiunti, la frutta disidratata è naturalmente ricca di zuccheri: non va demonizzata, ma usata con misura.
Come sempre, il consiglio delle pediatre e dei pediatri è il punto di riferimento principale. Ma le barrette sono certamente comode: sono confezionate ma nettamente più naturali ed essenziali, e quindi più vicine ai bisogni fisiologici di bambine e bambini.
Sembra innocuo (perché è molto diffuso), ma non lo è. E soprattutto: si è convinti di non farlo o di essere protetti, ma non è così. Lo sharenting, ovvero la condivisione costante di foto, video e dettagli della vita dei minori da parte dei genitori, sta sollevando interrogativi sempre più urgenti su privacy, sicurezza e diritti dell’infanzia.
Il termine “sharenting” nasce dalla fusione delle parole inglesi share (condividere) e parenting (genitorialità), e indica la tendenza che ha preso piede con l’avvento dei social media. Pubblicare la prima ecografia, il primo giorno di scuola o le recite natalizie sembra un modo naturale per condividere gioie e traguardi con amici e parenti, soprattutto in una società sempre più digitale. Tuttavia, questa abitudine ha effetti che vanno ben oltre il semplice post su Facebook o Instagram.
Una volta online, le immagini e le informazioni restano potenzialmente accessibili per sempre. Questo comporta rischi concreti: le foto possono essere scaricate, manipolate e utilizzate da terzi per scopi illeciti, inclusi furti d’identità o, nei casi più gravi, la creazione di materiale pedopornografico. Anche i dati apparentemente innocui, come la geolocalizzazione o le abitudini quotidiane, possono essere sfruttati per adescamento o bullismo.
Ma non si tratta solo di sicurezza. La costruzione di un’identità digitale senza consenso può avere ripercussioni psicologiche e sociali sui bambini, che da adolescenti o adulti potrebbero non riconoscersi nell’immagine pubblica creata dai genitori. Il diritto alla privacy, sancito anche dalla Convenzione dei diritti dell’Infanzia, rischia così di essere compromesso proprio dalle persone chiamate a tutelarlo.
Negli ultimi anni, la sensibilità verso il tema è cresciuta. Sempre più genitori si interrogano sui limiti della condivisione, mentre il Garante della Privacy ha diffuso linee guida per ridurre i rischi: rendere irriconoscibili i volti dei minori, limitare la visibilità dei post, evitare la creazione di profili social dedicati ai figli e leggere attentamente le informative sulla privacy delle piattaforme utilizzate.
In parallelo, si sta affermando una narrazione meno accusatoria nei confronti dei genitori: lo sharenting non è solo superficialità o inconsapevolezza, ma anche il tentativo di costruire nuove forme di socialità e memoria familiare in un contesto inedito. La sfida, oggi, è trovare un equilibrio tra il desiderio di condividere e la necessità di proteggere l’identità e la dignità dei più piccoli.
Il dibattito sullo sharenting è destinato a crescere, anche alla luce delle nuove tecnologie e delle mutate abitudini sociali. La vera svolta arriverà solo quando la cultura digitale saprà riconoscere pienamente i diritti dei minori, promuovendo una genitorialità consapevole e rispettosa anche online. Perché, in fondo, ogni click racconta molto più di una semplice foto: definisce il futuro digitale delle nuove generazioni.