Che l'alimentazione sia la prima medicina preventiva è un dato di fatto. Ma mangiare sano non è utile solo per contrastare le malattie: certi alimenti naturali sono importantissimi perché supportano lo sviluppo fisico armonico, perché rafforzano l'organismo e perché fanno sì che il corpo si sviluppi appieno e in salute. Soprattutto nel caso dei bambini, che fino all'adolescenza sono in fase di sviluppo e che possono quindi supportare la crescita partendo dalle scelte alimentari.

In particolare, il cervello dei bambini ha bisogno di supporto costante per svilupparsi in maniera corretta, non solo attraverso le attività quotidiane (sia intellettive che fisiche!) ma anche con l'aiuto di cibi che assume. Negli anni dell'infanzia, infatti, il cervello dei bambini necessita di rafforzarsi, e per farlo ha bisogno di alcuni nutrienti fondamentali quali lo zinco, le proteine, il ferro, l'acido folico, alcune vitamine e gli acidi grassi omega3.

Ecco quindi una selezione dei migliori alimenti per supportare il cervello dei bambini durante gli anni dello sviluppo, per una crescita neurologica armoniosa e sana.

L'avocado

Alimento vegetale ricchissimo di grassi buoni, l'avocado contiene molte vitamine e sali minerali e aiuta la formazione delle cellule cerebrali. Dallo svezzamento puoi introdurlo sfruttandone anche la consistenza cremosa.

Lo yogurt

Greco o naturale, lo yogurt non contiene solo i probiotici salutari per l'intestino, ma anche calcio, proteine e grassi che aiutano lo sviluppo del cervello.

I cereali

Durante lo svezzamento piano piano si introducono i cereali: l'avena, il riso, il semolino... Sono importantissimi: ricchi di fibre e di proteine, sono la base dell'alimentazione sana e hanno un effetto positivo sullo sviluppo cognitivo del bambino.

Le bacche

Ciliegie, mirtilli, bacche di Goji... Le bacche, una volta introdotte con lo svezzamento (in base alle raccomandazioni del proprio pediatra) sono fondamentali per i bambini perché forniscono antiossidanti preziosissimi per la salute del cervello e la vitamina C necessaria per mantenere in salute i tessuti (anche quelli del sistema neurologico e neuromuscolare).

Gli ortaggi verdi a foglia

Parliamo quindi di spinaci, cavolo nero, cime di rapa, cicorie, erbette... Tutto ciò che insomma, solitamente, ai bambini non piace. Eppure tutte queste verdure sono importantissime per lo sviluppo cognitivo! Meglio trovare ricette e piatti che "nascondano" le foglie (se i bambini non le amano): succhi, polpette, risotti...

Il salmone

Essendo un pesce grasso, è ricco di acidi omega3, essenziali per la salute del cervello. Almeno una volta a settimana, quindi, è bene proporlo in tavola (meglio se proveniente da una pesca non intensiva). Una ricetta, ad esempio, è il salmone super facile al microonde (pronto in sei minuti!).

Le patate dolci

Ai bambini piacciono molto ed è un'ottima notizia, perché le patate dolci (da fare al forno o a chips) sono ricchissime di vitamina A e di antiossidanti che proteggono i tessuti.

Le uova

Sempre meglio non esagerare, perché contengono colesterolo, ma le uova sono ricche anche di colina, una vitamina (la vitamina J) grasso-solubile, di selenio e di vitamina B12, tutte essenziali per lo sviluppo degli organi e quindi del cervello.

Sulla carta, tutti i genitori sono favorevoli a lasciare che i propri bambini esprimano chi sono davvero, la loro vera essenza. Ma spesso cadiamo nella tendenza, del tutto umana e legittima, a imporre gusti e preferenze. Siamo “i grandi”, gli adulti che “sanno di più”, e senza accorgercene passiamo passioni e inclinazioni ai nostri figli.

Certo, tramandare gusti e passioni non è del tutto sbagliato, anzi. È fondamentale in una famiglia sana e armoniosa. Ma è importante, allo stesso tempo, riconoscere che i nostri bambini potrebbero non amare ciò che amiamo noi, perché prima che figli nostri sono persone per conto loro. Essere bravi genitori (anche se non esistono regole ferree e precise, naturalmente) significa quindi anche lasciare che i nostri bimbi si esprimano, che costruiscano un loro gusto, una loro passione. Perché è anche in queste cose che si cela e si rivela la loro personalità, il loro essere.

E se noi genitori siamo proprio proprio reticenti a lasciare spazio a quest’espressione, perché temiamo che rendano la casa un luogo disordinato e caotico? Non significa essere cattivi, ci mancherebbe. Significa essere persone con la tendenza ad avere tutto sotto controllo. E perdere il controllo, in questo caso, significa lasciare che i bambini contaminino la casa con il loro gusto. Beh, troviamo almeno un compromesso. Questo compromesso si chiama “cameretta”.

Perché la cameretta è il luogo dell’espressività

Primo luogo d’espressione, la cameretta dei bambini può diventare lo spazio nel quale possono esprimersi, aprirsi, circondarsi di ciò che amano. Sicuramente non seguiranno le nostre linee-guida d’arredamento, mettiamoci il cuore in pace! Ma è importantissimo lasciare che siano loro, pian piano, a costruire l’ambiente aggiungendo elementi di volta in volta. Nostro compito sarà assecondare.

In questo modo, la camera del bambino diventerà il suo laboratorio creativo, non solo a livello pratico (è dove gioca e dove crea!), ma anche e soprattutto per quanto riguarda il suo essere. È qui, infatti, circondato da ciò che ama, che si sente libero, che pensa, che legge, che riflette, che gioca ad imitare la vita adulta crescendo e scoprendo il mondo secondo i suoi tempi.

I consigli per personalizzarla

Se l’idea, dunque, è quella di lasciare che la cameretta diventi il riflesso del bambino, il primo consiglio è quello di renderla immediatamente il luogo della sua passione e della sua personalità. Un elemento che renderà il suo spazio accogliente e “suo” sono in prima battuta le pareti. Non solo a livello di colore: le ultime tendenze in fatto di cameretta vogliono ai primi posti le pareti decorate e illustrate, con carte da parati e wallpaper estesi (come ad esempio dei photowall) che immergono subito il bambino nel suo mondo. Animali, mappamondi, dinosauri, piante, colori particolari… Ci si può davvero sbizzarrire, dedicando la stanza alla passione del bambino e, allo stesso tempo, rendendola in linea con i trend 2021.

Non deve poi mancare un angolo creativo nel quale il bambino potrà creare ed esprimersi a livello artistico. L’importante è non pensare che, se un bambino non è “creativo” e “artistico”, questo spazio non gli serva. La creatività non ha infatti una sola sfumatura, e a tuo figlio questo angolo potrà servire per costruire con i mattoncini, leggere libri per bambini, scrivere… L’importante è far sì che questo sia uno spazio in cui si senta libero di esprimersi.

Infine, lasciamo che i bambini e le bambine si circondino, in cameretta, delle immagini che amano e di ciò che li ispira. Principesse, eroi, calciatori, nuotatori, calciatrici, esploratrici, cuochi, dinosauri, marionette, robot, pesci, insetti, giocatori di pallacanestro, personaggi dei cartoni animati, YouTuber, cantanti… Qual è la passione del momento? Non sarà una passione “alta” o interessante (ai nostri occhi), ma è la loro. Ed è giusto che tappezzino la cameretta con ciò che li fa stare bene.

Purtroppo la cistite è un problema comune a molte, moltissime donne (e a qualche uomo). Si tratta di una delle infezioni alle vie urinarie più comuni e fastidiose, che tuttavia possiamo prevenire adottando dei comportamenti quotidiani semplici ed efficaci e che è possibile curare attraverso l'assunzione di elementi naturali molto potenti. Il primo? L'acqua.

I sintomi

Come capire se è cistite? I sintomi sono classici e ben riconoscibili: bruciore durante la pipì, stimolo costante ad urinare e, nei casi più gravi, sangue sulla carta igienica e nel flusso, oltre al dolore al basso ventre.

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Come prevenirla

Sia che siate predisposti alla cistite, sia che non lo siate, quelle di seguito sono regole di prevenzione che male non fanno. Anzi: è bene adottarle come abitudine quotidiana.

Il primo passo è bere molta acqua, almeno due litri al giorno, in modo da evitare i ristagni e per far sì che le vie urinarie si "puliscano" da sole. 

Evitiamo poi di lavarci troppo a livello intimo: detergenti troppo aggressivi e una pulizia troppo frequente destabilizzano la flora batterica uccidendo i batteri buoni, e questo è tra le prime cause di dermatiti, cistiti e altri problemi intimi.

Ricordiamoci poi di assumere dei probiotici e dei fermenti lattici appositi per la flora batterica vaginale ogni volta che assumiamo antibiotici (evitandoli quando possibile).

Infine, dopo ogni rapporto sessuale è bene fare pipì. Una piccola abitudine che può risolvere davvero il problema.

Come curare la cistite con metodi naturali

Prima di arrivare ai medicinali aggressivi, è possibile risolvere la cistite con il cranberry. Il mirtillo rosso, infatti, è un potente disinfettante delle vie urinarie se associato con i due litri di acqua al giorno. Cerchiamo quindi di assumere un integratore a base di questo frutto rosso, prendendone una o due pastiglie/bustine al giorno in base a quanto indicato dal farmacista o dall'erborista, e aspettiamo che faccia il suo dovere. Sembra un piccolo e leggero frutto, è vero, ma contro la cistite è davvero efficace. Basta ricordarsi di continuare a bere molto.

Anche lo zucchero D-mannosio è un elemento importante nella lotta alla cistite, e anche in questo caso lo troviamo in farmacia o in erboristeria.

In ogni caso, se il problema non passa a breve e se continua a tornare, sarà il medico ad indicare la terapia più adatta.

La concentrazione sembra un concetto astratto, ma va allenata proprio come un muscolo. Soprattutto nei bambini e nelle bambine, che stanno sviluppando il proprio cervello. È vero, anche i più piccoli, in quanto esseri umani, hanno in loro un’innata capacità all’attenzione e al focus; ma questa abilità va tuttavia coltivata e non può essere data per scontata. Perché la concentrazione è fondamentale per la crescita e sta a noi genitori favorirla, accoglierla, rispettarla e stimolarla.

L’importanza della concentrazione

Se non stimolata, la mancanza di concentrazione può diventare un problema per i bambini, che crescendo faranno fatica a mantenere l’attenzione su una data attività, faticando, così, a stare al banco a scuola, a leggere con costanza, a imparare…

Non riuscire a concentrarsi, poi, è davvero molto stressante, anche per i più piccoli. Quando ci si immerge in un’attività, infatti, non è la stanchezza ad emergere (come si potrebbe pensare a primo acchito), ma la serenità. Concentrarsi a lungo, infatti, permette di entrare in un flusso proficuo e fecondo che, alla fine, porta alla gratificazione nel momento in cui si raggiunge l’obiettivo della concentrazione.

Per crescere serenamente e armoniosamente, quindi, i bambini e le bambine devono allenare questa loro concentrazione. E per farlo possiamo offrire loro certe attività che più di altre stimolano il focus.

Lasciamo che giochino senza troppe distrazioni

Quando i bambini e le bambine sono piccoli, il gioco è il loro “lavoro”, perché è attraverso esso che scoprono e studiano il mondo e le relazioni. Lasciamogli quindi sempre tanti oggetti e strumenti che possono attirare la loro attenzione, ma uno alla volta.

In questo modo, con un giocattolo o uno strumento davanti a sé, potranno concentrarsi su di esso sperimentando tante attività e studiandolo da molte angolazioni, senza la distrazione degli altri giocattoli attorno. Troppi giocattoli, infatti, influenzano negativamente la concentrazione.

Scegliamo giocattoli più essenziali

Così come è meglio evitare di fornire troppe distrazioni attorno ai bimbi, è bene scegliere giocattoli e oggetti che siano di per se stessi poco invadenti dal punto di vista dell’attenzione. Troppe luci e suoni, insomma, non fanno bene. Meglio il legno, i tessuti, gli oggetti quotidiani… Basta lasciarli tra le mani dei bambini; starà poi a loro trovare un’attività da svolgere (e, credeteci, la troveranno).

Evitiamo di interromperli

Spesso è inevitabile (perché dobbiamo fare qualcos’altro), altre volte irresistibile (vorremmo riempirli di coccole e abbracciarli ogni volta che sorridono), ma sarebbe sempre meglio evitare di interrompere i bambini mentre sono impegnati in qualcosa. Interrompere significa spezzare quel flusso di cui parlavamo, interrompendo allo stesso tempo il lavoro di allenamento dei muscoli della mente.

I giochi di società

Quando i bambini crescono, un modo divertente e coinvolgente per stimolare la concentrazione è giocare ai giochi di società e da tavolo, dalle carte al Monopoly (ma ne esistono tantissimi pensati per tutte le età — qui ne trovate una selezione). Impegnandosi in questa attività, bambini e bambine si divertono e allo stesso tempo mantengono il loro focus su un’attività che per essere svolta ha bisogno di attenzione in tutti i passaggi, anche quando non è il proprio turno.

Assecondiamo le passioni

Infine, ricordiamoci sempre di assecondare la passione dei bambini. Dedicarsi a un argomento e ad un’attività che amano (uno strumento, uno sport, una saga di fumetti, un cantante, la lettura) favorisce infatti la focalizzazione su qualcosa di importante per loro trasmettendogli inconsciamente i benefici del concentrarsi su qualcosa che dona appagamento. Qualche esempio? Se I bimbi e le bimbe amano il calcio, gli album di figurine e i libri sui calciatori per bambini possono essere stimolanti e coinvolgenti; se amano un cantante, lasciamo che tengano un diario-collage; se sono appassionati di un cartone animato, approfittiamone e scegliamo libri, fumetti e attività che lo riguardino; se trovano affascinante uno strumento, proviamo a proporgli di suonarlo; se sono appassionati di moda, proponiamo loro attività legate ad essa…

Ci sono anni “standard” e ci sono anni difficilissimi (l’acronimo DAD vi dice qualcosa?), ma in ogni caso, gli insegnanti dei nostri bambini sono una figura molto importante per la loro vita. Ecco perché i gruppi Whatsapp verso la fine dell’anno si riempiono di sondaggi su cosa regalare alle maestre e ai maestri: gli insegnanti fanno davvero moltissimo per i nostri figli, anche quando la Didattica a Distanza li costringe — come noi — dietro ad uno schermo.

Quest’anno, tuttavia, potrai proporre agli altri genitori dei regali che finalmente metteranno tutti d’accordo. In questo articolo vi proponiamo infatti i migliori regali alle maestre, diversi dai classici gioiello e pianta, in modo da riflettere la personalità di ogni insegnante donandogli qualcosa di speciale e condiviso. E ce n’è per tutti i budget!

La borsa riutilizzabile

Il riciclo è il futuro del mondo, e per fare del bene al pianeta la prima regola è il riuso. Le maestre si portano con sé sempre mille cose: perché non regalare loro una borsa in tela (le cosiddette shopper o tote bag) personalizzata e graziosissima? La si può scegliere tra tanti modelli, personalizzare e diversificare per ogni insegnante.

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La borraccia

Se ancora non ce l’ha, un’idea è quella di regalare alla maestra o al maestro una borraccia. Anche questa è nel segno del riuso. Oggi se ne trovano di bellissime, dal design moderno e comode per essere portate con sé dappertutto, anche nelle borse più straripanti.

Un abbonamento

Se l’insegnante ha la passione per la lettura, oppure se ama tenersi sempre aggiornato o aggiornata, un abbonamento ad una rivista a sua scelta può essere apprezzato. Ed è un regalo che dura a lungo! Se non sapete quale sia la sua rivista preferita, esistono card prepagate per un ventaglio di opzioni.

Una tazza personalizzata per ogni insegnante

La tazza personalizzata ricorderà alle maestre tutti i giorni l’affetto che i bambini provano nei loro confronti. E personalizzandole ogni insegnante potrà avere la sua, speciale e pensata con il cuore.

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Un ebook reader

Anche i più fedeli “lettori di carta” ormai si sono convertiti al digitale, e per una maestra questo strumento è davvero molto, molto utile. Perché i libri di carta un vero lettore continuerà a comprarli, ma portarsi con sé, in tasca, una libreria intera, è davvero un sogno! Soprattutto per i professionisti che leggono molto e si aggiornano spesso, proprio come gli insegnanti.

Una macchina fotografica

Ma non di quelle classiche digitali. Meglio puntare su una moderna “Polaroid”: la Fuji Instax mini, ad esempio, permette di scattare fotografie che vengono sviluppate in pochi secondi. Le maestre e i maestri potranno usarla per loro divertimento oppure portarla a scuola, immortalando i momenti più belli con i bambini e spiegando loro allo stesso tempo la magia della fotografia analogica!

EC: Elimination Communication. Una sigla che sembra c’entrare poco con i bambini, e che invece è sempre più conosciuta (e utilizzata). Si tratta, infatti, dell’acronimo che indica il metodo che promette di eliminare i pannolini sin dalla nascita (o quasi). Un’utopia? Un’esagerazione? Come sempre, non c’è una regola e ogni famiglia sceglie ciò che è meglio per il proprio bambino.

Per chi volesse conoscere e provare questo metodo senza pannolino parecchio ecologico, ecco qualche fondamento.

Cosa significa EC

EC, la sigla che troviamo quando cerchiamo il “metodo senza pannolino”, indica le parole “Elimination Communication”, ovvero “Comunicazione dell’eliminazione”. Per eliminare il pannolino sin dai primi mesi, infatti, i genitori devono innanzitutto dedicarsi alla comprensione della comunicazione dell’eliminazione, ovvero capire quali sono i segnali dell’espulsione di pipì e pupù, che non arrivano mai all’improvviso.

Si tratta, quindi, di seguire un metodo elaborato in Occidente che prende però spunto da pratiche diffusissime in Oriente e in Africa. Non è una novità, quindi, ma una modalità di risposta ai bisogni primari e fisiologici del bambino che si fonda su una metodologia diversa da quella alla quale siamo semplicemente abituati. Il pannolino, in altre parole, non è l’unico modo per garantire l’igiene del bambino.

Non pensiamo, infatti, che “senza pannolino” significhi fare pipì e pupù all’improvviso e dappertutto. L’EC garantisce comunque l’igiene del neonato.

L’importanza della comunicazione per togliere il pannolino

L’EC si fonda innanzitutto sulla comunicazione tra genitori e bebè, spesso in secondo piano nei primi mesi di vita del bambino perché si ritiene che i neonati non abbiano altra forma di espressione al di là del pianto. Non è così, tuttavia, e le mamme e i papà possono, attraverso l’osservazione e lo scambio, capire quando il neonato sta per fare pipì e pupù. Senza obbligare al vasino, quindi, ma imparando i tempi vicendevolmente.

Osservare è pertanto il primo passo: quali sono le smorfie che precedono la pipì? E i movimenti della pupù? I neonati conoscono il proprio corpo, lo ascoltano, sanno quando stanno per evacuare, e sapere quando questa evacuazione sta per avvenire permette ai genitori di adottare le precauzioni necessarie (appoggiando il bimbo al vasino o dove possibile), facendo capire fin da subito ai neonati qual è il luogo in cui “liberarsi” e quali sono le posizioni della pipì e della pupù. Non assoceranno quindi il pannolino alla regola, ma l’evacuazione sarà associata ad altri movimenti e ad altri posti.

È essenzialmente come rispondere alla fame: se il bambino deve nutrirsi, la mamma o il papà lo allattano. Se ha freddo, lo coprono. Se percepiscono, quindi, che deve andare di corpo, gli danno la possibilità di farlo non nel pannolino, ma in un luogo ancora più igienico, evitandogli di conseguenza di tenere per minuti o ore il pannolino sporco a contatto con le parti intime.

I libri da leggere

Il primo (e per molto tempo) unico libro sul metodo senza pannolino è stato quello di Laurie Boucke, che resta la lettura principale per i genitori che vogliono ricorrere a questa metodologia naturale. Si intitola “Senza pannolino. Come educare al vasino sin dai primi mesi di vita” e lo potete acquistare qui.

L’altro titolo è “La vita senza pannolini. L’igiene naturale del bambino” ed è scritto da Sandrine Monrocher-Zaffarano. In otto capitoli affronta l’argomento partendo dalla fisiologia e dalla psicologia dei bisogni di eliminazione del bambino, passando poi al metodo vero e proprio.

Passeggino: fino a quando?

Lunedì, 29 Marzo 2021 13:42

Al di là di tutti i metodi attraverso i quali si può portare un bambino (la fascia, il marsupio, l'ovetto...), l'argomento passeggino è sempre attuale e importante, perché per quanto le famiglie scelgano sempre di più i metodi "alternativi" (anche se il babywearing ormai non è più alternativo, per fortuna!), il passeggino è uno strumento imprescindibile.

Lo si utilizza, optando per la navicella o la culla, fin dai primi giorni di vita del bambino, e cambiando la seduta lo si porta avanti fino ai suoi primi anni. Ma fino a quando è giusto utilizzarlo? Quand'è che un bambino è considerato troppo grande per il passeggino? Come per tutto, non abbiamo una regola standard e appilcabile a tutte le situazioni, ma qualche linea guida esiste. Ecco quindi una piccola guida al passeggino.

Meglio non abusarne

In generale, il passeggino è una manna dal cielo, uno strumento fondamentale per la vita di una famiglia, per poter uscire insieme, passeggiare, lavorare... Detto questo, esistono forme di trasporto più "leganti", come possono essere la fascia o il marsupio, che abituano il bambino al contatto con la mamma o con il papà.

Durante i primi anni di vita, quindi, possiamo usare il passeggino proprio per permetterci le uscite, sfruttando però la fascia e i marsupi ogni volta che possiamo, sia in casa sia fuori casa. 

E quando il bambino comincia a crescere, è sempre bene stimolare la sua fisicità facendolo muovere e camminare, abituandolo quindi fin dai primi passi a preferire il camminare allo stare nel passeggino (ma seguendo sempre i suoi ritmi e la sua fatica).

Passeggino, fino a che età?

Ma quando un bambino cresce, quando è da considerare troppo grande per il passeggino? Innanzitutto, non c'è un'età precisa: dipende molto da quando il bambino comincia a camminare e da quando è in grado di muoversi in autonomia (periodo nel quale è bene cominciare a spingere sul camminare), soprattutto dopo i due anni. Prima dei due anni, infatti, potrebbe comunque stancarsi facilmente ed è giusto seguire i suoi ritmi, facendolo riposare frequentemente sul passeggino o nel marsupio.

Dopodiché, teniamo ben presenti le indicazioni della casa produttiva del passeggino: solitamente, c'è scritto sulle istruzioni fino a quanti chilogrammi può portare la seduta. Evitiamo quindi di continuare a portare i bimbi nel passeggino quando superano quella soglia.

Tra i due e i tre anni, quindi, dovrebbe essere l'età più indicata per abbandonare il passeggino. Di solito è il bambino a cominciare a risultare insofferente nei confronti di questo strumento. Ma se risultasse molto "pigro", un'idea è quello di stimolarlo con altri mezzi di trasporto, come la bici senza pedali, il triciclo o il monopattino, da portare con sé ad ogni uscita.

Dai quattro anni in su, infine, è bene evitarlo del tutto, per non abituare il bambino alla sedentarietà e per stimolare meglio la sua psicomotricità, che è in fase di sviluppo e che va allenata e stimolata anche attraverso queste scelte quotidiane.

Se ti stai chiedendo per quale motivo dovresti scegliere delle casette in legno da giardino, beh sappi che in questo articolo ti daremo ben 7 risposte valide! 


Ti consigliamo di proseguire con la lettura per scoprirle tutte e per saperne di più!

Le casette in legno da giardino

Le casette in legno da giardino, non sono delle semplici casette per gli attrezzi, ma un sogno per molti: è il luogo ideale dove riporre i propri attrezzi da giardino al sicuro ed al riparo dalle intemperie, ma non solo.

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Le casette in legno da giardino, come quelle proposte da www.maestrocase.it, sono davvero molto belle esteticamente, alcune sono abitabili e presentano diverse aperture, per far circolare l’aria al loro interno, si possono realizzare su misura in base allo spazio che hai a disposizione ed alle tue esigenze.

Inoltre, possono essere utilizzate come bungalow, dove trascorrere le calde ed intense giornate dei mesi estivi.

7 valide motivazioni

Procediamo ora con le 7 motivazioni per cui dovresti optare per delle casette in legno.

1. Ordine

Se sei stanco di vedere bici, carriola, rastrello, pala da neve, tagliaerba ed utensileria varia in giro per il giardino o il garage, con una casetta da giardino in legno non avrai di questi problemi.

Le casette in legno da giardino di Maestro Case hanno diverse dimensioni, in base a quel che ci devi inserire all’interno ed al posto che hai a disposizione, ti permettono di mantenere tutto in ordine ed al riparo da acqua, sole e vento.

2. Materiali di qualità ed eco-friendly

Tutti i materiali utilizzati per la realizzazione delle nostre casette in legno sono ecosostenibili, grazie all’uso di materie prime naturali, ed eco-friendly, ciò significa non nocivi per il pianeta ed a basso impatto ambientale.

La struttura della casetta da giardino in legno di Maestro Case è in legno lamellare, con pareti e pavimenti realizzati in legno di pino della migliore qualità proveniente da zone del Nord Europa (come la Norvegia), mentre il tetto è in legno massello (al quale si può aggiungere un isolamento naturale in lana di roccia).

3. Pensiamo noi al progetto ed al completamento della costruzione

Una volta che avrai scelto la tua casetta da giardino in legno, il nostro team di esperti verrà a montarla e non dovrai preoccuparti di altro!
 Tieni presente che l’evasione dell’ordine può richiedere 4-5 settimane a partire dalla firma del contratto, mentre i tempi di costruzione possono variare da 1 a 5 giorni lavorativi ed il montaggio non costa niente, perché è già incluso nel prezzo finale della casetta.

Inoltre, i file del progetto ed il preventivo della casa vengono, di norma, preparati entro un giorno lavorativo.

4. Poca manutenzione

La manutenzione delle casette in legno da giardino è veramente bassa, soprattutto se la struttura è realizzata con materiali di qualità. Infatti, sarà necessario riverniciare la struttura esterna ogni tre-cinque anni (il lasso di tempo tra una verniciatura e l’altra può variare in base alle condizioni climatiche del luogo in cui si trova la casetta), mentre per la parte interna sarà necessario passare un impregnante naturale, privo di sostanze chimiche.

5. È un luogo salutare in cui vivere d’estate

La maggior parte delle casette in legno sono abitabili, per questo potresti realizzarne una da mettere in giardino e adibirla per metà a porta attrezzi, mentre l’altra metà per viverci in estate.

Inoltre, il legno è un materiale sano ed ecologico, vivere in una casetta in legno è di sicuro salutare. Infatti, il legno di pino impiegato nella costruzione della struttura, contiene la resina presente nei ceppi e nelle conifere, che ha un impatto positivo su polmoni ed apparato respiratorio di chi vive all’interno ad una casetta in legno.

Senza contare che, all’interno di una casetta di legno, non c’è polvere perché le proprietà elettrostatiche del legno inibiscono la formazione di polvere ed impediscono l’accumulo all’interno delle stanze. 

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6. Economica e duratura

Al contrario di una casa in mattoni, le casette in legno sono molto economiche ed accessibili; un esempio è il nostro modello “Aral” di circa 5 metri quadrati con una porta ed una finestra, nel quale riporre i propri attrezzi da giardino, che costa circa 2mila euro.

Ma è possibile realizzare anche una casetta “semi-abitabile”, nel quale inserire sanitari, cucina e soggiorno (ad esempio, il modello “Como” di circa 12 metri quadri), a meno di 6mila euro.

Infine, devi sapere che, contrariamente a quel che si creda, una casetta in legno realizzata con cura, con i giusti criteri e con materie di prima qualità, può durare anche più di 500 anni. Il legno ha una durata illimitata se viene montato asciutto e viene protetto da umidità e condense.

7. Ideale per far giocare i bambini

Dulcis in fundo, se decidi di optare per una casetta in legno multiuso, non solo una semplice casetta per gli attrezzi ed hai bambini a casa, sappi che sarà il luogo ideale dove farli giocare in sicurezza e la adoreranno!

Avete presente quelle volte in cui qualcuno vi dice: “Ma sai come hanno chiamato il loro figlio?!”, con l’altro che se ne esce con un nome bizzarro che fa sorridere? Niente in confronto a ciò che accade negli Stati Uniti d’America. Perché nei paesi anglosassoni la tradizione di inventare nomi e di prenderli dalla cultura pop è qualcosa di normale. Ecco perché questi nomi non sono solo bizzarri, ma anche parecchio diffusi!

L’ultima tendenza in fatto di nomi per bambini? L’ispirazione dal mondo della moda e da quello del beauty. Ecco i più diffusi, secondo la U.S. Social Security Administration rispetto ai dati del 2020.

I nomi per bambini ispirati al mondo della moda e a quello del beauty

Chanel

Questo è il più normale, dal momento che, dopo Illary Blasi e Francesco Totti, sono stati molti i genitori italiani che hanno deciso di chiamare le proprie bambine con il cognome dell’indimenticata stilista francese. E, forse, anche le Gabriella nate negli ultimi anni prendono spunto proprio da lei, in maniera più tradizionale. In USA però va di moda anche un altro nome relativo a Chanel: a chiamarsi Coco, diminutivo della stilista, sono 85 bambine.

Armani

712 bambini maschi e 515 bambine femmine: un numero altissimo, vero? I genitori americani hanno quindi scelto un cognome italiano per chiamare i propri bambini, rendendolo un nome gender-free.

Celine

Francese e delicato, questo nome ispirato al brand oltralpe è stato scelto per più di seicento bambine, battendo Chanel (che ha affascinato “solo” 352 genitori).

Dior

“Pochi” bambini (138) e molte bimbe (quasi 500) negli Stati Uniti d’America si chiamano Dior, ispirandosi allo stilista francese Christian Dior.

Maybelline e Sephora

Non solo la moda, ma anche il beauty: 18 bimbe si chiamano infatti Maybelline, come il brand newyorkese, mentre Sephora (che negli USA viene pronunciato “Sephòra”) è stato dato a 38 bambine.

Nivea

Un nome strano, ma molto dolce: a chiamarsi come la classica crema sono 30 bambine.

Hermes

Si ispira al brand di haute couture, ma ha un’origine mitologica (Ermes era il messaggero degli dei nella tradizione greca, figlio di Zeus e Maia.

Kenzo

Per I boys, più diffuso è Kenzo (334 maschietti). Ma non mancano le femmine: sono in cinque a chiamarsi così.

Estee

Anche questo è un nome francese, e molto dolce. In USA, tuttavia, sono poche le bambine che si ispirano al brand beauty Estee Lauder: solo in tredici.

Fendi

16 bambine si chiamano Fendi, e ad ascoltarlo è un nome davvero bello. Per quanto bizzarro.

Donatella

Infine, l’omaggio alla nostra Donatella Versace: anche in questo caso sono 16 le bimbe a chiamarsi con questo nome della tradizione italiana ormai associato alla grande stilista sorella di Gianni.

I migliori podcast per bambini

Giovedì, 25 Marzo 2021 09:27

Dopo avervi consigliato i migliori podcast per mamme, ecco una selezione dei più bei podcast per bambini, piccoli momenti audio per imparare cose nuove, divertirsi e riflettere. Perché i podcast non sono solo per adulti: anche i bambini possono ascoltarli in macchina con mamma e papà, mentre sistemano la loro cameretta, mentre disegnano…

Ecco quindi i migliori podcast per i più piccoli!

I pezzettini di Babalibri

Se amate - come noi! - i libri targati Babalibri, c'è una buona notizia: è uscito il podcast "Pezzettini", un programma audio con letture, approfonrimenti e giochi per scoprire la lettura in maniera diversa e coinvolgente, con contenuti originali che ricordano sempre il bellissimo catalogo della casa editrice. Qui il link a Spotify.

Racconti per bambini liberi

Si tratta di un podcast per bambini che ad ogni puntata porta una storia diversa, tra il realistico e la fiaba, per mostrare ai bimbi le diverse situazioni della vita stimolando allo stesso tempo la loro intelligenza emotiva. Lo trovate su Spotify.

Libri e storie per bambini

In questo podcast i bambini potranno ascoltare le più belle fiabe per loro, da quelle dei fratelli Grimm a quelle di Gianni Rodari (che troviamo anche nel podcast Omaggio a Gianni Rodari) e di Bruno Munari, più contemporanee.

Le storie fantastiche del signor Rockteller

Per i bambini che vogliono immergersi nella storia del rock attraverso un linguaggio pensato apposta per loro, ci ha pensato il Signor Rockteller a proporre loro un podcast, fatto di piccoli episodi che di volta in volta portano la vita di personaggi diversi, da Elton John a Bob Marley.

Vastatore, dinosauri detective

Per i bimbi e le bimbe che amano i dinosauri, ma soprattutto per i piccoli lettori che amano le storie coinvolgenti, la proposta è questo podcast dedicato a due dinosauri pasticcioni che si lanciano nella professione detective.

Storie della buonanotte per bambine ribelli

Su Audible i bambini potranno ascoltare le storie della buonanotte per bambine ribelli per scoprire la storia di moltissime donne che hanno cambiato il mondo. Non solo la sera prima di andare a dormire!

I libri di Sepulveda

Sempre su Audible, bellissimi sono i libri recitati di Luis Sepúlveda, come la “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”.

Le favole a teatro

La serie completa si trova su Audible: il teatro valorizzato e reso fruibile dai bambini è diventato un bellissimo e coinvolgente podcast.

Lingosing

Si sa: i bambini imparano le lingue come una spugna. E sappiamo anche che spesso le canzoni possono essere il miglior metodo per imparare una nuova lingua. Questo podcast per bambini fa proprio questo: unisce la musica all’inglese per insegnarlo ai bambini in maniera leggera ed efficace.

The inexplicable disappearance of Mars Patel

Questo podcast entusiasmante, recitato dai ragazzini per i ragazzini, è pensato per la fascia d’età 8-12 ed è ottimo per chi ascolta l’inglese, anche per allenarlo. Parla dell’undicenne Mars Patel e dei suoi amici JP, Toothpick e Caddie, che si avventurano alla ricerca di due amici scomparsi. È una sorta di podcast-giallo per bambini che amano le avventure.

Sara

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Cecilia

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