L'Epifania è una festività cristiana che si celebra il 6 gennaio. Deriva da una parola greca, "epifaneia", che significa "manifestazione".
In questo giorno si ricorda quindi l'arrivo dei Re Magi a Betlemme per incontrare Gesù bambino. I Re Magi, secondo la tradizione, erano tre sapienti che seguivano una stella speciale per portare doni preziosi: oro, incenso e mirra. Questi doni rappresentano il riconoscimento di Gesù come re, dio e uomo.
L'Epifania non è solo una festa religiosa, ma è anche un momento di chiusura del periodo natalizio. Molte famiglie smontano gli addobbi e salutano le festività con questa giornata speciale.
In Italia, l'Epifania è legata alla figura della Befana. Questa simpatica vecchina vola su una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare dolci ai bambini e alle bambine che si sono comportati bene durante l'anno. Chi invece è stato meno bravo o brava trova nella calza del carbone, anche se spesso si tratta di carbone dolce.

La storia della Befana ha radici antiche e popolari. Secondo una leggenda, i Re Magi chiesero indicazioni a una vecchina per trovare il bambino Gesù. Lei non li accompagnò, ma poi si pentì e iniziò a cercarli con un sacco pieno di doni, sperando di incontrare il bambino. Da allora, vola ogni anno per portare regali a tutti i bambini e le bambine.
La celebrazione dell'Epifania varia da regione a regione in Italia. In molte città si organizzano sfilate e rappresentazioni dell'arrivo dei Re Magi. Ad esempio, a Firenze c'è la Cavalcata dei Magi, un evento storico che attira moltissime persone.
Nelle case, è tradizione appendere calze vicino al camino o alla finestra. Al mattino, i più piccoli corrono a controllare cosa ha lasciato la Befana. Questo rito è atteso con grande entusiasmo ed è un momento di gioia per tutta la famiglia.
Un altro simbolo tipico dell'Epifania è il presepe. Molte famiglie aggiungono le statuine dei Re Magi accanto alla grotta di Gesù proprio il 6 gennaio, per completare la rappresentazione della Natività.
Per rendere questa festa comprensibile ai più piccoli, si possono usare racconti semplici e colorati. Parlate dei Re Magi come di viaggiatori coraggiosi che seguono una stella speciale per portare doni a un bambino molto importante. Descrivete la Befana come una nonna gentile che ama fare sorprese.
Coinvolgere i bambini e le bambine nelle tradizioni può essere un modo per far vivere loro la magia di questa festa. Potete preparare insieme le calze, raccontare storie davanti al presepe o creare disegni che rappresentano la Befana o i Re Magi. In questo modo, il significato dell'Epifania diventa un momento di condivisione familiare e di scoperta.
L'Epifania non è solo un giorno di festa, ma è anche un'occasione per trasmettere valori come la generosità e il rispetto. Spiegare l'importanza dei doni dei Re Magi o il gesto della Befana può aiutare i bambini e le bambine a comprendere quanto sia bello pensare agli altri e fare piccoli gesti di bontà.
Edimburgo, capitale della Scozia, è una destinazione perfetta: magia, cultura, divertimento, storia... Ha un'atmosfera davvero accogliente e ci sono numerose attività adatte ai più piccoli: se stai pensando di andarci con la famiglia, sappi che ti aspetta un viaggio memorabile. E anche solo tre giorni bastano.
Inizia il viaggio con una passeggiata lungo la Royal Mile, l'arteria principale del centro storico. Le sue stradine acciottolate e i pittoreschi edifici cattureranno l'immaginazione di grandi e piccini. Durante il percorso, fermatevi nei negozi di souvenir per acquistare piccoli oggetti legati alla cultura scozzese o nei charity shop per acquistare abiti, libri e ceramiche usati.
Per un’esperienza più autentica, esplora i vicoli che si diramano dalla Royal Mile e non solo la Royal Mile stessa. Tra questi, Mary King’s Close è particolarmente affascinante: un labirinto sotterraneo che svela storie di vita quotidiana nella Edimburgo del XVII secolo. Alcune narrazioni legate a fantasmi e misteri possono affascinare anche i ragazzi più grandi.

Il Castello di Edimburgo è una tappa obbligatoria. I bambini e le bambine resteranno incantati dalle storie di cavalieri e battaglie. Non perdere la One O’Clock Gun, il cannone che viene sparato ogni giorno alle 13:00. Gli spazi aperti del castello permettono di godere di una vista panoramica sulla città, perfetta per scattare foto di famiglia.
La sera, partecipa a un tour a tema magia e stregoneria. Diverse guide locali propongono itinerari che esplorano la connessione di Edimburgo con il mondo magico, inclusi racconti di processi alle streghe e leggende legate a Harry Potter. Per i più piccoli, è un modo suggestivo di scoprire la città sotto una luce diversa.
Dedica la mattina al contatto con la natura. Holyrood Park offre percorsi adatti anche alle famiglie. Per i più avventurosi, una breve salita ad Arthur’s Seat, un antico vulcano spento, regalerà una vista mozzafiato sulla città. Porta con te snack e acqua, così da fare una piccola sosta panoramica.

Nel pomeriggio, esplora Dynamic Earth, un centro scientifico interattivo che racconta la storia del nostro pianeta. I bambini possono partecipare a simulazioni di terremoti, esplorare i ghiacciai e immergersi in viaggi virtuali nello spazio. È un modo educativo e divertente per trascorrere qualche ora.
Concludi la giornata con una passeggiata su Calton Hill. La salita è breve e le strutture storiche, come il National Monument, sono perfette per stimolare la fantasia dei più piccoli. Il tramonto è il momento migliore per ammirare Edimburgo in tutto il suo splendore.
Questo museo è una gemma per le famiglie. Con esposizioni che spaziano dalla preistoria alla scienza moderna, è possibile toccare modelli di dinosauri, esplorare antiche invenzioni e persino salire su un simulatore di volo. L'ingresso è gratuito, un bonus per le famiglie che viaggiano con un budget limitato.
Termina il viaggio con una sosta nei Princes Street Gardens. I bambini possono giocare liberamente mentre gli adulti si rilassano circondati da un paesaggio incantevole. Durante il periodo natalizio, il parco ospita anche mercatini e giostre, rendendo l’esperienza ancora più magica.
Se vuoi prepararti e immergerti nell'atmosfera scozzese di questa città, sappi che Edimburgo, con il suo fascino gotico e i suoi scorci suggestivi, è stata scelta come ambientazione da molti autori e autrici per opere letterarie che spaziano tra i generi. La città si intreccia profondamente con le pagine di questi libri, spesso diventando quasi un personaggio a sé stante.
Arthur Conan Doyle, il celebre autore di Sherlock Holmes, è nato proprio a Edimburgo. Sebbene molte avventure del detective siano ambientate a Londra, è possibile percepire l'influenza della città scozzese nelle atmosfere misteriose e nei dettagli meticolosi che caratterizzano le sue storie. Un'altra figura letteraria associata a Edimburgo è Robert Louis Stevenson, autore de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Il dualismo tra bene e male esplorato nel romanzo riflette l'architettura della città, con i suoi contrasti tra la Città Vecchia e la Città Nuova.
Nel panorama contemporaneo, la serie di romanzi di Ian Rankin dedicata all'ispettore Rebus offre uno sguardo realistico e crudo sulla Edimburgo moderna, con un intreccio di vicende poliziesche che si svolgono nei vicoli e nelle strade della città. Anche J.K. Rowling ha trovato ispirazione a Edimburgo per scrivere la saga di Harry Potter, e molti luoghi cittadini, come il cimitero di Greyfriars e il pub The Elephant House, sono diventati punti di interesse per i fan.
Infine, il romanzo One Day di David Nicholls è uno dei più celebri. La città svolge un ruolo chiave in questa storia d'amore e amicizia, con luoghi come Arthur's Seat che fanno da sfondo a momenti cruciali dei protagonisti.
Edimburgo è una città compatta e ben collegata. Molte attrazioni sono raggiungibili a piedi o con autobus locali.
Per quanto riguarda il cibo, molti ristoranti offrono menù per bambini e opzioni salutari. Prova la tradizionale zuppa scozzese, spesso apprezzata anche dai più piccoli, e le tantissime opzioni vegetariane e vegane di piatti tipici.
Infine, ricordati (in tutte le stagioni!) di portare vestiti a strati e una giacca impermeabile, poiché il clima può essere variabile.
Negli ambienti dell'educazione e della psicologia si parla spesso di una distinzione tra bambini sensibili e bambini resilienti che usa la metafora dei fiori: alcuni bimbi e bimbe sono detti "orchidea", altri "dente di leone".
I bambini dente di leone sono un esempio di come la natura possa dotare alcuni individui di una straordinaria capacità di adattamento. Questi bambini, spesso definiti come resilienti e flessibili, riescono a prosperare anche in contesti meno favorevoli grazie a una serie di tratti distintivi.
Comprendere le quattro caratteristiche che definiscono i bambini dente di leone può aiutare genitori, educatrici ed educatori a valorizzarne le potenzialità e a offrire un sostegno mirato.
Il primo aspetto fondamentale è la loro resilienza innata, che li rende capaci di affrontare con serenità anche le difficoltà più complesse. Questo tratto è particolarmente evidente in situazioni di stress o di cambiamenti significativi. I bambini dente di leone riescono a mantenere un equilibrio emotivo stabile, trovando in sé stessi le risorse necessarie per superare ostacoli e sfide. La loro capacità di adattarsi rapidamente a contesti diversi li distingue da altri coetanei, che potrebbero invece risentire maggiormente delle stesse situazioni.

Un altro elemento chiave è la loro indipendenza emotiva, che consente loro di affrontare il mondo con una sicurezza che raramente richiede un supporto continuo da parte degli adulti. Sebbene apprezzino l’affetto e l’attenzione, questi bambini tendono a sviluppare una forte autonomia, sia nelle scelte quotidiane sia nella gestione delle emozioni. Questa caratteristica li rende particolarmente capaci di imparare dai propri errori e di crescere in modo equilibrato anche in contesti meno protettivi.
La terza qualità è la loro spiccata flessibilità comportamentale. I bambini dente di leone riescono a integrarsi facilmente in nuovi ambienti, adattandosi alle dinamiche e alle regole con naturalezza. Questo li aiuta non solo a stabilire relazioni sociali solide, ma anche a gestire meglio le sfide legate a cambiamenti di routine o a nuove esperienze. La loro adattabilità è un vantaggio prezioso, specialmente in un mondo in continua evoluzione, dove la capacità di reinventarsi è essenziale.
Infine, i bambini dente di leone si distinguono per un atteggiamento positivo verso la vita. Anche nelle situazioni più complesse, riescono a vedere il lato migliore delle cose e a mantenere uno spirito ottimista. Questo approccio li aiuta a costruire una visione del mondo aperta e proattiva, che favorisce non solo la loro crescita personale, ma anche un’influenza positiva su chi li circonda. Il loro ottimismo contagioso spesso li rende un punto di riferimento per amici e coetanei, che trovano in loro un esempio di forza e fiducia.
Conoscere e valorizzare i tratti dei bambini dente di leone significa offrire loro le migliori opportunità per sviluppare il loro potenziale.
Sebbene possano apparire meno vulnerabili rispetto ad altri, è importante non dare per scontata la loro forza. Anche i bambini resilienti beneficiano di ambienti ricchi di stimoli positivi, dove il loro benessere emotivo possa essere nutrito e rafforzato. Attraverso un supporto adeguato, questi bambini possono crescere e prosperare, diventando adulti equilibrati e consapevoli delle loro straordinarie capacità.
Tutti i bambini sono unici, ma alcuni si distinguono per una maggiore sensibilità agli stimoli esterni, mentre altri sembrano affrontare qualsiasi situazione con straordinaria resilienza. Questa distinzione è stata descritta da alcuni studiosi utilizzando la metafora del bambino orchidea e del bambino dente di leone.
Questi termini evocativi offrono una chiave per comprendere meglio le diverse modalità con cui i bambini interagiscono con il mondo e reagiscono alle sfide.
Secondo questa teoria, i bambini orchidea sono individui straordinariamente sensibili. Come le orchidee che prosperano solo in condizioni ottimali, questi bambini hanno bisogno di un ambiente supportivo e attento per crescere e sviluppare tutto il loro potenziale. Tuttavia, se le condizioni non sono favorevoli, possono manifestare difficoltà emotive, comportamentali o scolastiche. I bambini dente di leone, invece, sono incredibilmente adattabili. Come il dente di leone che cresce praticamente ovunque, questi bambini sono in grado di affrontare situazioni difficili senza subire gravi ripercussioni. La loro resilienza innata li rende capaci di prosperare anche in ambienti meno favorevoli.
I bambini orchidea tendono a essere più sensibili sia dal punto di vista emotivo che fisico. Possono reagire intensamente a stimoli come rumori forti, cambiamenti di routine o critiche. Tra le loro caratteristiche principali si notano una grande empatia, che li rende in grado di percepire le emozioni degli altri con estrema precisione, e una spiccata creatività e immaginazione, che li porta spesso a essere artisti o pensatori profondi. Hanno bisogno di supporto costante da parte degli adulti, che devono offrire incoraggiamento e stabilità. Quando crescono in un ambiente amorevole, questi bambini possono sviluppare straordinarie capacità, diventando individui intuitivi, compassionevoli e di grande talento. Tuttavia, in contesti stressanti o caotici, possono soffrire di ansia, depressione o altri problemi emotivi.
I bambini dente di leone (dandelion), al contrario, si distinguono per la loro capacità di adattarsi e prosperare indipendentemente dalle circostanze. Sono generalmente più stabili emotivamente e meno sensibili ai cambiamenti. La loro indipendenza li rende meno dipendenti dal supporto emotivo degli adulti, mentre il loro atteggiamento pragmatico li porta ad affrontare le difficoltà con forza interiore. Anche se possono non ricevere le stesse attenzioni dei bambini orchidea, i bambini dente di leone portano avanti una crescita solida e sicura, adattandosi a situazioni diverse con notevole flessibilità.

Riconoscere se un bambino ha caratteristiche da orchidea o da dente di leone può aiutare genitori, educatrici ed educatori a offrire il giusto supporto.
Per i bambini orchidea, è essenziale creare un ambiente prevedibile, ricco di amore e di attenzioni. Il rinforzo positivo, l’ascolto attento e la capacità di rispondere alle loro esigenze emotive possono fare la differenza.
Con i bambini dente di leone, è importante non dare per scontata la loro forza. Anche se sono resilienti, hanno comunque bisogno di affetto, guida e supporto per sviluppare al meglio le loro potenzialità. Fornire opportunità di crescita, riconoscere i loro successi e promuovere una comunicazione aperta sono strategie fondamentali.
Non esistono etichette rigide: molti bambini presentano un mix di caratteristiche. Alcuni possono essere più simili a un’orchidea in certe situazioni e a un dente di leone in altre. Inoltre, le circostanze e l’ambiente giocano un ruolo cruciale nello sviluppo del bambino. Una crescita sana e armoniosa dipende da un equilibrio tra protezione, sfide e supporto adeguato. Comprendere queste differenze è un passo verso un approccio educativo personalizzato, che rispetti la natura unica di ogni bambino e promuova il loro benessere emotivo e psicologico. Attraverso questa consapevolezza, è possibile aiutare i bambini a fiorire, sia che siano orchidee delicate o denti di leone tenaci.
"Jingle bells" è una delle canzoni natalizie più amate al mondo. Ha un ritmo ritmo allegro e un testo semplice: nel tempo è diventata un classico che incanta grandi e piccini durante le festività.
Non tutti lo sanno: è stata scritta nel 1857 da James Lord Pierpont e la melodia si presta a essere cantata in coro, per rendere ogni momento magico e pieno di spirito natalizio.
Il tema principale di "Jingle bells" è la gioia delle passeggiate in slitta sulla neve. La canzone descrive una scena vivace, dove una slitta trainata da cavalli percorre paesaggi innevati, portando con sé divertimento e allegria. Il suono delle campanelle legate ai cavalli diventa un simbolo di festa, trasmettendo un senso di spensieratezza e condivisione.
Oltre al lato ludico, "Jingle bells" propone anche un'immagine romantica e nostalgica di un inverno semplice e felice, dove la neve e la compagnia degli amici bastano per creare un'atmosfera speciale. Nonostante sia spesso associata al Natale, il testo originale non fa alcun riferimento diretto alla festività, ma piuttosto celebra l'inverno e le tradizioni che lo accompagnano.

Ecco il testo originale in lingua inglese, perfetto per essere memorizzato e cantato dai bambini:
Dashing through the snow
In a one-horse open sleigh
O'er the fields we go
Laughing all the way
Bells on bobtail ring
Making spirits bright
What fun it is to ride and sing
A sleighing song tonight!
Ritornello:
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh! what fun it is to ride
In a one-horse open sleigh, hey!
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh! what fun it is to ride
In a one-horse open sleigh
Per chi vuole avvicinare i più piccoli alla canzone o semplicemente comprenderne il significato, ecco una traduzione in italiano:
Correndo sulla neve
Su una slitta aperta trainata da un cavallo
Attraverso i campi andiamo
Ridendo tutto il tempo
Campanelle sul codino suonano
Rendendo gli animi allegri
Che divertimento è cavalcare e cantare
Una canzone sulla slitta stanotte!
Ritornello:
Campanelle, campanelle
Suonate tutto il tempo
Oh, che divertimento è cavalcare
Su una slitta aperta trainata da un cavallo, hey!
Campanelle, campanelle
Suonate tutto il tempo
Oh, che divertimento è cavalcare
Su una slitta aperta trainata da un cavallo.
Cantare "Jingle bells" in inglese e scoprire cosa significhi in italiano è un modo perfetto per avvicinarsi alla lingua e condividere lo spirito natalizio con i bambini.
La canzone "Rudolph the Red-Nosed Reindeer" è uno dei brani più iconici e amati del periodo natalizio. Racconta la storia della famosa renna dal naso rosso, una di quelle di Babbo Natale (anche se non è tra le originali!), che è diventata un simbolo di accettazione e di forza nelle difficoltà. Scritta nel 1949 da Johnny Marks, la canzone si basa su un racconto precedente, ma il suo successo ha superato ogni aspettativa.
Il personaggio di Rudolph nacque nel 1939, quando Robert L. May, impiegato presso i grandi magazzini Montgomery Ward, creò una storia per una campagna natalizia. La storia parlava di una giovane renna con un naso rosso luminoso, spesso derisa dagli altri animali. Tuttavia, Rudolph si rivelava un eroe guidando la slitta di Babbo Natale in una notte nebbiosa, grazie al suo naso speciale.
La storia di Rudolph fu distribuita in milioni di copie e divenne immediatamente popolare. Qualche anno dopo, il cognato di May, Johnny Marks, decise di adattare la storia in forma musicale, trasformandola in una canzone che avrebbe cambiato per sempre la tradizione natalizia.

Registrata per la prima volta da Gene Autry nel 1949, "Rudolph the Red-Nosed Reindeer" divenne un successo immediato, raggiungendo la vetta delle classifiche e vendendo milioni di copie. La melodia semplice e il testo commovente catturarono i cuori di adulti e bambini, rendendola un classico intramontabile del Natale.
Il brano non solo racconta una storia di riscatto e accettazione, ma lo fa in modo che tutti possano identificarsi con il personaggio di Rudolph. La sua diversità, inizialmente motivo di esclusione, diventa il suo più grande punto di forza.
Oltre alla melodia festosa e al testo apparentemente semplice, la canzone contiene messaggi profondi. L'importanza dell'unicità, il valore del lavoro di squadra e la capacità di superare le difficoltà sono temi centrali che la rendono rilevante anche al di là del contesto natalizio. Attraverso Rudolph, i bambini imparano che essere diversi è un valore aggiunto e che il contributo di ciascuno è fondamentale.
Negli anni successivi, "Rudolph the Red-Nosed Reindeer" è stata reinterpretata da numerosi artisti, tra cui Bing Crosby, Ella Fitzgerald e The Supremes, consolidando il suo posto nella cultura popolare. Inoltre, il personaggio di Rudolph è stato protagonista di film, cartoni animati e libri, ampliando il suo impatto e mantenendo viva la sua storia per nuove generazioni.
Oggi, la canzone è un simbolo del Natale in tutto il mondo. Ogni volta che viene ascoltata, porta con sé un messaggio di speranza, resilienza e celebrazione delle diversità, ricordando a tutti che ognuno ha qualcosa di unico da offrire.
You know Dasher and Dancer and Prancer and VixenComet and Cupid and Donner and BlitzenBut do you recallThe most famous reindeer of all?
Rudolph the Red-Nosed ReindeerHad a very shiny noseAnd if you ever saw itYou would even say it glows
All of the other reindeerUsed to laugh and call him namesThey never let poor RudolphJoin in any reindeer games
Then one foggy Christmas EveSanta came to say"Rudolph, with your nose so brightWon't you guide my sleigh tonight?"
Then how the reindeer loved himAs they shouted out with glee"Rudolph the Red-Nosed ReindeerYou'll go down in history"
Rudolph the Red-Nosed ReindeerHad a very shiny noseAnd if you ever saw itYou would even say it glows
All of the other reindeerUsed to laugh and call him namesThey never let poor RudolphJoin in any reindeer games
Then one foggy Christmas EveSanta came to say"Rudolph, with your nose so brightWon't you guide my sleigh tonight?"
Then how the reindeer loved himAs they shouted out with glee"Rudolph the Red-Nosed ReindeerYou'll go down in history"
Conosci Dasher e Dancer e Prancer e Vixen,
Comet e Cupid e Donner e Blitzen,
Ma ti ricordi, per caso,
La renna più famosa di tutte?
Rudolph la renna dal naso rosso,
Aveva un naso davvero luminoso.
E se lo guardavi attentamente,
Avresti detto che brillava veramente.
Tutte le altre renne
Ridevano e lo prendevano in giro,
Non lasciavano mai il povero Rudolph
Partecipare ai loro giochi di renne.
Poi, una nebbiosa Vigilia di Natale,
Babbo Natale disse:
"Rudolph, con il tuo naso così luminoso,
Non guiderai la mia slitta stanotte?"
Allora tutte le renne lo amarono,
Gridando di gioia:
"Rudolph la renna dal naso rosso,
Entrerai nella storia!"
Rudolph la renna dal naso rosso,
Aveva un naso davvero luminoso.
E se lo guardavi attentamente,
Avresti detto che brillava veramente.
Tutte le altre renne
Ridevano e lo prendevano in giro,
Non lasciavano mai il povero Rudolph
Partecipare ai loro giochi di renne.
Poi, una nebbiosa Vigilia di Natale,
Babbo Natale disse:
"Rudolph, con il tuo naso così luminoso,
Non guiderai la mia slitta stanotte?"
Allora tutte le renne lo amarono,
Gridando di gioia:
"Rudolph la renna dal naso rosso,
Entrerai nella storia!"
Le renne di Babbo Natale sono tra i personaggi più amati dai bambini durante il periodo natalizio. Questi animali fantastici, capaci di volare attraverso i cieli innevati per consegnare regali in tutto il mondo, hanno una storia graziosa e stupefacente che affonda le sue radici nella tradizione natalizia.
La leggenda delle renne di Babbo Natale nasce nel 1823, quando il poeta Clement Clarke Moore scrisse una poesia intitolata "A Visit from St. Nicholas", conosciuta anche come "The Night Before Christmas". In questa poesia si descrive per la prima volta una slitta trainata da otto renne magiche, ognuna con un nome specifico. Da allora, le renne sono diventate simboli insostituibili del Natale.
Ogni renna ha un nome e una personalità unica. Dasher è la più veloce del gruppo, sempre pronta a guidare con energia la slitta. Dancer, elegante e aggraziata, ama ballare e portare allegria. Prancer si distingue per il suo portamento regale, mentre Vixen è spesso considerata la più misteriosa e creativa. Comet porta fortuna e gioia, con il suo spirito luminoso e positivo. Cupid, simbolo di amore e armonia, diffonde gentilezza e affetto. Donner, forte e coraggiosa, rappresenta il lavoro di squadra, mentre Blitzen, rapida come un fulmine, supera ogni ostacolo con entusiasmo.
Anche se non faceva parte del gruppo originale, Rudolph è forse la renna più famosa di tutte. La sua storia nasce nel 1939, grazie a un racconto scritto da Robert L. May per una catena di grandi magazzini.
Rudolph è una giovane renna con un naso rosso luminoso, spesso presa in giro dagli altri per questa sua caratteristica unica. Tuttavia, quando una notte di Natale particolarmente nebbiosa minacciava di bloccare il viaggio di Babbo Natale, il naso di Rudolph si rivelò indispensabile per illuminare la strada.
Le renne di Babbo Natale non sono solo un simbolo magico, ma anche un ponte tra cultura e natura. Le renne, o caribù, sono animali reali che vivono nelle regioni artiche. In molte culture del Nord, come quelle sami e inuit, le renne sono considerate animali sacri e indispensabili per la sopravvivenza. L’idea che possano volare è un elemento fantastico che affascina i bambini e rende il Natale ancora più speciale.
Le renne di Babbo Natale ci insegnano il valore del lavoro di squadra e dell’unicità. Ognuna di loro ha un ruolo fondamentale nel garantire il successo del viaggio più importante dell’anno. Grazie al loro esempio, i bambini possono imparare che le differenze sono una ricchezza e che collaborare rende ogni obiettivo più facile da raggiungere.
In piazza Città di Lombardia, il Natale di quest’anno si celebra con un albero davvero speciale: l’Alberolibro, una struttura originale composta da 2026 libri, simbolo di cultura e condivisione. L’iniziativa è il frutto della collaborazione tra Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Regione Lombardia, IED – Istituto Europeo di Design e AIE – Associazione Italiana Editori, con il contributo creativo dei designer di Finemateria, Alumni IED. L’Alberolibro resterà allestito fino all’8 gennaio 2025, rappresentando un connubio tra tradizione natalizia e impegno culturale.
L'Alberolibro si trova al centro di piazza Città di Lombardia, una location facilmente accessibile nel cuore di Milano. Inaugurato il 3 dicembre 2024 dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessora alla cultura Francesca Caruso, l’albero è parte integrante delle attività natalizie promosse dalla regione. Ogni giorno, fino all’Epifania, cittadini e turisti potranno ammirare questa installazione unica, che si distingue per il suo forte messaggio di inclusione e sostenibilità.
L'Alberolibro non è infatti solo un elemento decorativo, ma un progetto con uno scopo preciso. I 2026 volumi che lo compongono sono stati raccolti grazie alla rete di AIE e donati da case editrici come Arnoldo Mondadori Editore e il Saggiatore. Alla fine delle festività, questi libri troveranno nuova vita in 20 biblioteche scolastiche, contribuendo a diffondere il piacere della lettura tra i più giovani.
L’iniziativa rientra nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

L’Alberolibro ha coinvolto direttamente gli studenti e le studentesse milanesi. Durante la cerimonia di inaugurazione, una classe della scuola secondaria di primo grado di via Ojetti ha avuto l’opportunità di completare l’allestimento, appendendo gli ultimi volumi. Inoltre, l’8 gennaio, un’altra classe parteciperà al disallestimento e riceverà una parte dei libri destinati alla loro biblioteca scolastica.
Oltre a contribuire alla realizzazione dell’Alberolibro, le scuole partecipanti prenderanno parte a laboratori creativi organizzati dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che da anni si impegna nella promozione della cultura attraverso progetti didattici di diverso tipo.

La sostenibilità è uno dei pilastri di questo progetto. I materiali utilizzati per l’allestimento e parte dei libri diventeranno elementi chiave per la creazione di una postazione permanente di bookcrossing nel quartiere Villapizzone, dove ha sede la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Questa iniziativa offrirà agli abitanti e agli studenti del vicino Politecnico - Bovisa un accesso gratuito e continuativo alla lettura.
La miopia infantile è una condizione sempre più diffusa, e secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) entro il 2050 il numero di persone miopi potrebbe raggiungere i 5 miliardi. Questo trend preoccupante potrebbe avere ripercussioni significative sulla qualità della vita dei più piccoli, ma spesso i genitori non se ne accorgono.
Per esempio: un'indagine condotta da Ipsos per EssilorLuxottica rivela che un genitore su tre in Italia non conosce la definizione di miopia, e solo il 20% ritiene di avere informazioni sufficienti sui problemi visivi dei bambini. Inoltre, la prima visita oculistica viene spesso effettuata troppo tardi, intorno ai sei anni, quando il difetto visivo ha già iniziato a influire negativamente sull'apprendimento e sullo sviluppo.
La miopia - così come gli altri problemi visivi dei bambini - non è più soltanto un difetto refrattivo legato a fattori genetici, ma è influenzata in maniera crescente dagli stili di vita moderni.
Maurizio Ferrante, medical affairs manager di EssilorLuxottica Wholesale Italia, sottolinea come l'uso eccessivo di dispositivi digitali e la ridotta esposizione alla luce naturale contribuiscano in modo significativo al problema. “Oggi i bambini diventano miopi sempre prima, e questa insorgenza precoce è spesso associata a una progressione più rapida”, afferma Ferrante. L'uso di smartphone, tablet e computer, combinato con il poco tempo trascorso all'aperto, espone i bambini a un maggiore rischio di sviluppare la miopia.
La mancanza di esposizione alla luce naturale, essenziale per il corretto sviluppo della vista, rappresenta un fattore chiave. Studi recenti suggeriscono che passare almeno due ore al giorno all'aria aperta può ridurre il rischio di sviluppare la miopia.
La miopia può manifestarsi in modi sottili, spesso difficili da identificare immediatamente.
I bambini con miopia possono avere difficoltà a riconoscere oggetti distanti o a leggere ciò che è scritto sulla lavagna a scuola, mentre non mostrano problemi con attività a distanza ravvicinata, come leggere un libro. Questi segnali, apparentemente innocui, possono interferire con l'apprendimento e il benessere generale. A
ltri comportamenti comuni? Strizzare gli occhi, avvicinarsi molto ai dispositivi digitali o lamentare mal di testa frequenti, causati da uno sforzo eccessivo nella messa a fuoco. Questi sintomi richiedono attenzione immediata da parte di genitori e caregiver, che dovrebbero consultare specialisti e specialiste per una diagnosi precoce.
La prevenzione è lo strumento più efficace per affrontare il problema della miopia nei bambini. Screening oculistici precoci e controlli regolari possono fare la differenza nel ridurre i rischi di complicazioni legate alla progressione del difetto visivo.
Secondo Paolo Nucci, professore ordinario di oftalmologia presso l'Università di Milano, “L'Italia ha un modello unico, con il pediatra come punto di riferimento per la salute del bambino, ma è fondamentale integrare questo percorso con controlli oculistici mirati”. Le pediatre e i pediatri svolgono un ruolo cruciale nella diagnosi precoce della miopia, attraverso strumenti come il test del riflesso rosso alla nascita o screening specifici nei primi mesi di vita, soprattutto in presenza di fattori di rischio familiari.
Un altro aspetto essenziale è promuovere abitudini di vita sane, e quindi ridurre il tempo di utilizzo dei dispositivi digitali, specialmente nei bambini sotto i tre anni; incoraggiare attività all'aperto, per beneficiare della luce naturale; ed educare genitori e insegnanti sull'importanza di pause frequenti durante l'uso di schermi.
Affrontare la miopia infantile richiede una collaborazione multidisciplinare tra pediatri, oculisti, ottici-optometristi e famiglie. Solo un'azione congiunta può garantire interventi tempestivi ed efficaci per migliorare la qualità della vita dei bambini.
Ecco alcune azioni pratiche che genitori e caregiver possono adottare:
Investire nella prevenzione e nell'educazione può aiutare a contrastare il fenomeno della miopia infantile, migliorando la salute visiva delle future generazioni.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Ogni anno, in dicembre, le strade si illuminano e l’atmosfera si riempie di magia. Tra i simboli più iconici di questo periodo, la musica natalizia gioca un ruolo fondamentale, e "It's Beginning to Look a Lot Like Christmas" è una delle canzoni più amate e riconosciute in tutto il mondo.
La sua melodia calda e nostalgica e il testo evocativo catturano l'essenza dello spirito natalizio ed è effettivamente un classico intramontabile.
"It's Beginning to Look a Lot Like Christmas" è stata scritta nel 1951 dal compositore statunitense Meredith Willson. Noto soprattutto per il musical The Music Man, Willson ha creato questa melodia con l’intento di celebrare l’entusiasmo e l’allegria che accompagnano l’inizio delle festività. La canzone venne incisa per la prima volta nello stesso anno da Perry Como, una delle voci più influenti del panorama musicale americano del tempo, e dalla Fontane Sisters.
Curiosamente, inizialmente il brano venne pubblicato con il titolo "It's Beginning to Look Like Christmas", ma il cambiamento al titolo che oggi conosciamo fu rapido e contribuì a rafforzarne la melodia nel linguaggio comune.
Il successo di questa canzone è legato anche alla sua capacità di dipingere immagini vivide e familiari del periodo natalizio. Il testo (che traduciamo più sotto!) richiama l'atmosfera di gioia e condivisione che caratterizza il Natale. Non si limita a descrivere grandi festeggiamenti o simboli religiosi, ma si concentra sugli elementi più semplici: le decorazioni, i regali e la magia che si respira nelle strade.
Tra le righe, si percepisce anche un tocco nostalgico che invita a riscoprire il lato più autentico del Natale, lontano dal consumismo, per abbracciare invece un senso di comunità e calore.
Nel corso dei decenni, molti artisti e artiste hanno reinterpretato "It's Beginning to Look a Lot Like Christmas", rendendola un punto fermo dei loro repertori natalizi. Tra le versioni più celebri troviamo quella di Bing Crosby, incisa poco dopo l’uscita della canzone originale, che contribuì notevolmente alla sua popolarità. Crosby, già noto per il successo di "White Christmas", conferì al brano il suo tocco unico e uno stile intriso di fascino senza tempo.
Un'altra interpretazione di grande impatto è quella di Michael Bublé, inclusa nel suo album natalizio del 2011. La versione di Bublé ha riportato la canzone al centro della scena musicale contemporanea ed è effettivamente quella che la maggior parte delle persone ha in testa negli ultimi anni.
Non mancano versioni che spaziano tra generi e stili, dal country di Johnny Mathis alle esibizioni corali che spesso fanno parte di spettacoli natalizi in tutto il mondo. La versatilità della canzone è una dimostrazione del suo fascino universale e della sua capacità di adattarsi a epoche e gusti diversi.
It's beginning to look a lot like ChristmasEverywhere you goTake a look at the five and ten, it's glistening once againWith candy canes and silver lanes that glow
It's beginning to look a lot like ChristmasToys in every storeBut the prettiest sight to see is the holly that will beOn your own front door
A pair of Hopalong boots and a pistol that shootsIs the wish of Barney and BenDolls that'll talk and will go for a walkIs the hope of Janice and JenAnd Mom and Dad can hardly wait for school to start again
It's beginning to look a lot like ChristmasEverywhere you goThere's a tree in the Grand Hotel, one in the park as wellIt's the sturdy kind that doesn't mind the snow
It's beginning to look a lot like ChristmasSoon the bells will startAnd the thing that'll make 'em ring is the carol that you singRight within your heart
It's beginning to look a lot like ChristmasToys in every storeBut the prettiest sight to see is the holly that will beOn your own front door
Sure, it's Christmas once more
Sta cominciando a sembrare davvero Natale
Ovunque tu vada
Dai un’occhiata al negozio five-and-ten (simile al tutto a un euro, ndr), brilla di nuovo
Con bastoncini di zucchero e corsie argentate che risplendono.
Sta cominciando a sembrare davvero Natale
Giocattoli in ogni negozio,
Ma la vista più bella da vedere è l’agrifoglio che ci sarà
Sulla porta di casa tua.
Un paio di stivali Hopalong e una pistola che spara
Sono il desiderio di Barney e Ben.
Bambole che parlano e che camminano
Sono la speranza di Janice e Jen.
E mamma e papà non vedono l’ora che la scuola inizi di nuovo!
Sta cominciando a sembrare davvero Natale
Ovunque tu vada.
C’è un albero al Grand Hotel, uno anche nel parco,
È robusto e non teme la neve.
Sta cominciando a sembrare davvero Natale
Presto le campane suoneranno,
E ciò che le farà risuonare è il canto di un carol
Direttamente dal tuo cuore.
Sta cominciando a sembrare davvero Natale
Giocattoli in ogni negozio,
Ma la vista più bella da vedere è l’agrifoglio che ci sarà
Sulla porta di casa tua.
Sì, è di nuovo Natale!