Ci sono case editrici che ci fanno sempre sognare, perché curano benissimo i contenuti, ma soprattutto perché lo fanno con amore e con gusto, offrendo ai bambini e ai ragazzi dei libri semplicemente meravigliosi. Sono le case editrici che ti fanno spalancare gli occhi quando sfogli i loro libri, quando leggi la prosa e quando guardi le immagini.
L’Ippocampo è tra queste, ed è proprio dell’Ippocampo uno dei nostri libri preferiti: si intitola “Colorama”, è un campionario di colori per ragazzi (ma anche per noi!) ed è semplicemente favoloso. Ma l’esperienza non si ferma al libro, perché l’autrice, Marie-Laure Cruschi, ha pensato di renderlo anche un gioco da tavolo. E fino al 22 dicembre è possibile immergersi in questo mondo colorato e fantastico anche grazie ad una mostra!
Se diciamo “campionario di colori” (perché questa è la definizione esatta) è naturale che si pensi a qualcosa di carino ma noioso. Ecco perché non è giusto definire “Colorama” semplicemente in questo modo. Perché il libro realizzato da Marie-Laure Cruschi (in arte Cruschiform, che con questa pubblicazione ha vinto il Premio Andersen e il premio Orbil) e edito da L’Ippocampo Ragazzi è qualcosa di unico e preziosissimo. Sì, è un campionario di colori. Ma è un campionario di colori completo, entusiasmante, curioso e poetico.
A prima vista potrebbe sembrare un manuale per ragazzi, più che un libro per bambini. Ma ciò che ci viene da dire è che “Colorama” non abbia un’età di riferimento: lo apprezziamo noi adulti, noi genitori, ma lo adorano anche i ragazzi e soprattutto i bambini, perché sfogliare questo libro può diventare un momento bellissimo tanto per imparare i colori quanto per condividere un momento in famiglia davvero coccoloso. Noi lo sfogliamo sempre insieme, leggendo ad alta voce una definizione al giorno e ammirando ogni volta i disegni semplici e deliziosi di Cruschiform, e vi assicuriamo che ogni volta impariamo qualcosa di nuovo. Forse anche per questo è ormai diventato un cult della letteratura per l’infanzia!
Lo sapevate, ad esempio, che il celeste è il colore tipico delle biciclette Bianchi? O che i gusci delle uova vanno dal bianco, al beige fino all’azzurro? E che il color “Cachi” deriva da una parola che significa “polvere”?
Già, perché “Colorama” raccoglie 133 colori ordinati per sfumature, colori curiosi e super specifici. Ci sono il verde lucciola, il pink, il rosso cartellino rosso, l’azzurro iceberg, il blu rana, il viola acqua di Parma, il guscio di pettirosso, il viola liturgico, lo zucchero filato, il kajal di Cleopatra…
Il bello è che non si conoscono solo i colori, leggendolo, ma si impara tantissimo anche sulla geografia, sulla storia dell’uomo, sulle tradizioni, sulla natura… E per imparare ancora meglio, sempre divertendosi, ecco che “Colorama” s’è fatto anche gioco. Il gioco ha lo stesso nome del libro, “Colorama”, ed è un gioco di carte (confezionato con un packaging davvero super, compatto e bellissimo) per scoprire i colori e tutto ciò che ruota attorno a loro.
I giocatori vanno da 2 a 6 (è perfetto quindi per le serate in famiglia) e lo scopo è aggiudicarsi per primi le 6 carte Colorama corrispondenti alle 6 carte Sfumature ricevute all’inizio del gioco. Il tutto rispondendo a domande e quiz interessantissimi (sulle zone dalle quali arrivano i colori, sulle proprietà di quel colore, sugli animali, sulla storia…), a cui sapremo rispondere se abbiamo letto il libro ma che è bellissimo provare a indovinare anche a scatola chiusa, per imparare direttamente sul campo!
Come dicevamo, tuttavia, non finisce qui. Se infatti come noi avete amato “Colorama”, fino al 22 dicembre l'Institut Français di Milano in corso Magenta 63 (tram 16, MM1/2 Cadorna) ospita “Colorama_La mostra”, l’esposizione delle tavole originali dell’artista francese. Nella loro mediateca si troveranno quindi i disegni orginali, per ammirarli in tutto il loro splendore e immergersi completamente nel campionario di colori più magico del mondo!
La mostra è ad ingresso libero ed è visitabile dal martedì al giovedì dalle 12 alle 19.30, il venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 16.
Sara Polotti
Ok, ormai è assodato: i libri di Miralda Colombo e Ilaria Faccioli ci fanno impazzire. Sono bellissimi, grandissimi, educativissimi (inventiamo questo superlativo solo per loro) e imperdibilissimi. Dopo le loro “Mappe delle città” è uscito finalmente “Vite straordinarie”, un almanacco illustrato delle più grandi personalità del mondo, per imparare da 101 esseri umani magnifici come si fa a cambiare il mondo.
“Vite straordinarie” è un libro stupendo scritto da Miralda Colombo e illustrato da Ilaria Faccioli ed è edito da ElectaKids (potete acquistarlo qui). È enorme, e anche per questo ci piace moltissimo: possiamo accoccolarci sul tappeto peloso in questi giorni di freddo insieme ai bambini sfogliandolo e immergendoci completamente in esso! Ma non è solo la grandezza a renderlo straordinario come le vite che narra.
In “Vite straordinarie” le autrici hanno selezionato le 101 persone che hanno fatto la storia del mondo con le loro scoperte, i loro pensieri, le loro azioni e le loro opere. Sì, sono moltissime, e non ci sono solo le più note e comuni. Ed è anche questo fatto a rendere il libro super interessante: insieme ai bambini anche noi impariamo dell’esistenza di moltissimi personaggi che hanno reso il mondo un posto migliore.
Magari non li conoscevamo (sapevate che Timothy Berness-Lee è il papà dell’internet? O che uno dei più bei libri sugli insetti l’ha scritto e illustrato Maria Sybilla Merian nel diciassettesimo secolo?), magari il nome ci dice qualcosa ma non li abbiamo mai approfonditi (Simone De Beauvoir ora è la nostra paladina e amiamo moltissimo Hedy Lamarr, la scienziata diva!).
In ogni caso, questo libro è preziosissimo. È una sorta di libro di storia per personaggi, perché scorrendo le pagine e leggendole si traccia facilmente una storia del mondo, da quella più antica (ci sono Socrate, Galileo, Shakespeare, Confucio…) a quella più attuale (si arriva fino a Mark Zuckerberg ed Elon Musk), e avendo ognuno di questi esseri umani dato un contributo nel suo campo, i bambini leggono una storia appassionante, personale ma concreta e imparziale.
Ci sono l’arte, la storia, la saggezza, la letteratura, il coraggio… Il libro è diviso in capitoli, ognuno con una mappa visiva generale che introduce in maniera deliziosa.
Dopodiché si entra nel dettaglio di queste vite straordinarie, e di ognuna troviamo le date, la narrazione in prima persona di ciò che questi personaggi hanno fatto, una cronologia curiosissima e uno spunto per i bambini: in basso, infatti, c’è sempre una casella con il “Fai come me”. Qui i bimbi trovano un piccolo pensiero che fa capire in pochissime parole perché quella persona è stata fondamentale ma soprattutto come ha fatto a raggiungere quel risultato, spronando il lettore a fare la stessa cosa, che quasi sempre significa essere se stessi, avere tenacia, non abbandonare la propria creatività e cambiare il mondo senza paura di essere fermati o giudicati.
Un libro che consigliamo davvero a tutti, perché vi assicuriamo che non sono solo i bambini ad esserne affascinati, ma anche noi grandi. È bellissimo leggere insieme, un po’ alla volta, queste storie, ammirando anche le illustrazioni e scoprendo ogni giorno la bellezza della vita, della scienza, dell’arte, della stravaganza e della tenacia di queste persone che hanno davvero avuto vite straordinarie, e che possono essere d’ispirazione ai nostri bambini per seguire sempre i loro sogni!
E alla fine? L'ultima pagina è dedicata alla vita più straordinaria di tutte. Quella del nostro bambino, che può disegnare il suo ritratto e scrivere la sua storia per lasciare un segno nel mondo.
Sara Polotti
Fare torte è bellissimo, ma la questione diventa più delicata quando cerchiamo ricette buone ma che siano vegane. Ovvero: non devono contenere derivati animali, dal latte vaccino al burro, dalle uova alla gelatina.
In realtà anche le torte più classiche possono esistere nella variante vegana, soprattutto senza perdere gusto (ma guadagnando comunque in salute!). Ecco quindi un elenco delle nostre torte vegane preferite, semplici e deliziose. Cliccando sul titolo di ognuna verrete rimandati alla pagina con la ricetta originale, nella quale troverete ingredienti e passaggi spiegati in maniera chiara e semplice!
L’accostamento è delizioso e se utilizziamo il cacao amaro il sapore è davvero una bomba, per gli amanti del cioccolato! Una torta semplicissima adatta alla colazione e alla merenda, da mangiare da sola o da accompagnare ad una tazza di tè con le amiche.

Particolarissima e bella da vedere, la torta mimosa fa bellissima figura con gli ospiti, e in questo caso è adatta a tutti i vegetariani e vegani perché finalmente priva di derivati animali! Al posto della gelatina che crea il classico effetto basta usare l’agar agar in polvere e il gioco è fatto.

Anche questa è un classicone: la chiamano anche torta camilla perché ricorda proprio i classici tortini di carote. È super semplice, piace a tutti e permette di fare mangiare le carote anche ai bambini più schizzinosi.
Un gusto ricchissimo e una consistenza fantastica per questa torta che grazie alle mele e alla cannella ricorda un po’ lo strudel ma che in realtà è qualcosa di unico.

Proprio come la torta di carote, questa torta di zucchine dolce e vegana permette di fare mangiare le verdure anche ai bambini che solitamente non le amano. Il risultato è una torta semplice ma gustosa perfetta per colazione.

A base di cocco, questa torta è amata da moltissimi per la sua consistenza e per il fatto di fare cominciare la giornata con una marcia in più!
Bellissima da servire dopo una cena, la torta crumble ha questo aspetto molto particolare con la sbriciolatura in superficie. L’accostamento di sapori è davvero delizioso e il bello è che possiamo realizzarla tranquillamente senza il burro vaccino ma sostituendolo con altri ingredienti di origine naturale. Il risultato è praticamente lo stesso!

Alzi la mano chi adora questa torta pere e cioccolata: anche in questo caso nessun timore, non serve per forza usare uova e burro. Anzi! Vi assicuriamo che non sentirete la mancanza e mangerete ancora più volentieri questo dolce, con meno sensi di colpa.
Una torta di frutta che noi solitamente prepariamo quando siamo in ritardo, perché basta tenere della sfoglia veg in frigo pronta all’uso e tagliare la frutta che abbiamo in casa!

Anche la cheesecake è una di quelle torte che, essendo a base di formaggio, si crede non possa essere realizzata senza derivati animali. In realtà è molto semplice e nel nostro articolo troverete più varianti per realizzare la vostra cheesecake veg!

Giulia Mandrino
Quella che vi proponiamo è una semplicissima ricetta per crepes leggere e senza proteine animali, da mangiare proponendo come ripieno alcuni golosi ingredienti veg! Ad esempio? Una dadolata di barbabietola già cotta, dei funghi passati in padella con le carote, delle zucchine trifolate, dell'hummus di ceci o dell'hummus di barbabietola...
Chiamiamoli cornetti, brioches o croissant: il succo non cambia! Perché sono praticamente la colazione preferita della maggior parte degli italiani. Anche noi adoriamo queste briochine, e facendole in casa possiamo decidere cosa metterci, evitando di comprare quelle confezionate piene di conservanti e aromi artificiali! Sono semplicissime da fare, perché basta avere della pasta sfoglia, delle mele e qualche ingrediente quasi sempre reperibile in casa. Ecco la ricetta!
Sapete quanto sono preziose per noi le formine in cucina, per rendere tutto più appetitoso per i nostri bambini (ma anche per i commensali più grandi!). Questa ricetta prevede proprio di utilizzare le formine (in questo caso gli stampini in silicone per muffin), per rendere la classica polenta qualcosa di più divertente, curioso e appetitoso!
Questa polenta non è la solita polenta, come avrete potuto intuire dal titolo. È super sfiziosa, delicata e curiosa, differente dal solito contorno di farina di mais che portiamo in tavola, una sorta . Allo stesso tempo è ugualmente buona e naturale, e piace moltissimo ai bimbi che amano i sapori un po' più dolci!
I test di gravidanza sono sempre più sensibili ed efficaci. La maggior parte delle donne, quindi, prima di rivolgersi al medico o all’istituto per le analisi, si affida subito allo stick, che dà una prima risposta negativa o positiva (e in questo caso può arrivare a dire anche le settimane di gestazione, a grandi linee) sulla domanda che ci si sta ponendo: sono incinta?
Per avere la conferma definitiva, tuttavia, è necessario un esame del sangue, che attraverso l’identificazione dell’ormone beta hCG saprà confermare l’effettiva gravidanza.
E se questo esame del sangue potessimo farlo a casa? Beh, non ci sono molte considerazioni da fare: sarebbe davvero comodissimo. Non solo perché molto più affidabile del solito stick, ma perché efficace già da molto prima rispetto a quest’ultimo! Ma vediamo meglio il perché e come possiamo finalmente eseguire il test di gravidanza attraverso il sangue da sole, a casa nostra.
Come dicevamo, il test del sangue per sapere se siamo incinte funziona molto meglio dello stick per urina, in primo luogo perché riesce ad identificare con più precisione e molto prima la presenza dell’ormone beta hCG nel nostro organismo, ovvero l’ormone della gravidanza (la gonadotropina), quello che abbiamo in circolo solo ed esclusivamente dal momento in cui l’ovulo si annida nell’utero.

Questo test si esegue solitamente in un laboratorio di analisi dopo aver comunicato al proprio medico il sospetto di aspettare un bambino o dopo aver eseguito un primo esame con lo stick delle urine. Potere eseguire questo test del sangue a casa è quindi molto vantaggioso. Primo perché lo si può eseguire in tempi velocissimi; secondo, perché è molto, molto discreto, assicurandoci tutta la privacy di cui abbiamo bisogno in un momento così dedicato; e terzo, perché è molto più affidabile dello stick delle urine.
Con First To Know possiamo dunque eseguire una prima autodiagnosi a casa, semplicemente prelevando una goccia di sangue dal polpastrello, senza alcun dolore. Il test è prodotto dalla società americana Now Diagnostic Inc ed è affidabilissimo grazie alla sua sensibilità molto elevata, che rileva in questa goccia di sangue anche piccolissime quantità dell’ormone della gravidanza.
Grazie a questa sua sensibilità potremo quindi eseguirlo molto prima rispetto agli stick casalinghi: già dopo una settimana dal presunto concepimento, infatti, saprà dirci se siamo effettivamente incinte. Questo significa che potremo fare il test già sei giorni prima del presunto arrivo delle mestruazioni!
Ma come funziona, vi chiederete? Quando l’ormone della gravidanza è presente nel sangue, il test First To Know farà apparire una linea tossa nella zona “T” del test, grazie ad una reazione immunologica (e un’altra linea, quella di controllo che ci conferma la validità del test, apparirà nella zona “C”, proprio come nei test ai quali siamo abituate).

Insomma: per noi è una buonissima notizia, il fatto che esista un test del genere. Per la privacy, per la semplicità di esecuzione (basta una puntura con l’apposito pungidito - proprio come quello dei test per la glicemia, che non fa assolutamente male) e per la facilità di reperibilità dello strumento, dal momento che senza recarci in laboratorio con la ricetta del nostro medico possiamo semplicemente andare in farmacia e comprare First To Know al costo di 19.90 euro per due test!
Nessun dolore, precocità, facilità di utilizzo, discrezione totale: praticamente non gli manca nulla!
Giulia Mandrino
Siamo a Novembre e anche se manca ancora un po’ di tempo a Natale ormai tradizione vuole che si cominci tranquillamente a parlare delle feste! Soprattutto, è tempo di organizzare il periodo natalizio, cercando eventi divertenti, diversi e coinvolgenti per vivere il Natale con tutta la famiglia!
Come sapete noi adoriamo i mercatini di Natale e l’anno scorso abbiamo scoperto quello finlandese a Milano. Come potrete immaginare, è quanto di più adorabile possiamo immaginare: qui, infatti, è possibile vivere il Natale direttamente dal Nord Europa, senza spostarsi dal nostro paese, in un'atmosfera davvero scandi e autenticissima!
Siamo alla terza edizione e a Milano torna il mercatino di Natale finlandese organizzato dall’associazione “Invasioni nordiche - eventi finlandesi a Milano”: si terrà come sempre presso la Fondazione Culturale Ambrosianeum in via delle Ore 3 (fermata metro Duomo) e avrà luogo durante il weekend del 24 e 25 novembre prossimi, dalle 12 alle 20.
Ciò che adoriamo di questo mercatino è l’atmosfera generale: qui, infatti, arriveranno gli artigiani e i venditori finlandesi, svedesi, norvegesi, islandesi e lettoni (questi ultimi per la prima volta da quando il mercatino esiste) per regalarci un assaggio dei mercatini tradizionali nordici senza spostarci dalla città.
Nel mercatino di Natale finlandese a Milano troveremo quindi moltissimi prodotti artigianali, dolciumi e specialità gastronomiche tipici del Nord Europa, dove potremo quindi comprare i primi regali di Natale, super originali e autentici!
All’interno della location sarà allestito anche uno spazio dedicato ai bambini, con attività guidate da un’educatrice e laboratori ispirati proprio al Natale finlandese. Per i bimbi arriverà inoltre Babbo Natale, che qui si chiamerà, come tradizione, Jolupukki.
Tra gli eventi da segnalare, domenica 25 alle 12 presso questo mercatino delizioso si esibirà per il pubblico anche il Coro dei Bambini della Scuola Finlandese di Milano, allietando con canti tipici e tradizionali e immergendo così ancora di più nell’atmosfera natalizia nordica.

A completare tutto ecco il punto ristoro dove le famiglie potranno gustare i piatti tipici della cucina nordica, dal pane di segale al glogg (una bevanda natalizia speziata che noi amiamo moltissimo e di cui trovate la ricetta qui), dalla zuppa di salmone alle polpette del Nord Europa.
Sulla pagina Facebook di Invasioni Nordiche è già possibile avere un assaggio dei bellissimi prodotti che gli artigiani e venditori del Nord porteranno al mercatino: candele, scarpine fatte a mano, cappelli, oggetti di cartoleria, babbi natale, guanti, bavaglie, decorazioni, cuscini, abbigliamento di tutti i tipi… Ce n’è davvero per tutti! E tutto è rigorosamente fatto a mano, con l’artigianalità tradizionale e tutto l’amore del mondo.
Giulia Mandrino
“Bravo!” non è sempre la scelta di parole migliore che possiamo fare. Perché in quell’apparentemente innocuo “Bravo!” che rivolgiamo a nostro figlio c’è un mondo di sottigliezze davvero infinito. Soprattutto quando lo diciamo senza pensarci, in situazioni nelle quali rischiamo di dare il messaggio opposto o di manipolare senza volerlo i nostri bambini.
Certo che è una bella cosa, fare i complimenti ai nostri figli, fargli sentire che siamo orgogliosi di loro e rafforzare la loro autostima. Questo è indubbio! Tuttavia ci sono modi e parole diversi per farlo, molto più efficaci del semplice “Bravo!”.
Ormai abbiamo capito che dire “Sei cattivo” è deleterio: il bambino costruisce un’immagine di sé nella quale è “cattivo”, appunto, non distinguendo che è l’azione cattiva, e non lui stesso. Allo stesso modo dire incondizionatamente “bravo” può essere pericoloso. Perché?
Naturalmente il nostro “Bravo” arriva con tutte le migliori intenzioni. Vogliamo stimolare il bambino, aumentare la sua autostima, trasmettergli il nostro orgoglio. Ma l’autostima è qualcosa di più complesso, che non è dato solo dalle nostre parole. Soprattutto quando sono incondizionate.
In secondo luogo il “bravo” nasconde quasi sempre una sottile manipolazione, poiché il bambino, ricercando in maniera naturale l’approvazione, cercherà sempre quella parola da parte dei genitori, che la utilizzeranno anche in maniera non cosciente per indirizzare il comportamento dei bambini (non basandosi sulle tendenze del bimbo ma solo sul proprio giudizio).
Quando un bambino si sente continuamente dire “bravo” innanzitutto non capisce la vita vera, ovvero il fatto che sbagliare è umano e normale. La frustrazione, quindi, lo assalirà ogni qualvolta non riuscirà in un suo intento. Soprattutto, ricercherà sempre le conferme esterne della sua bravura, e quando non si troverà di fronte delle persone, come i genitori, che lo lodano a prescindere, questo a lungo andare lederà la sua autostima (che è il contrario di ciò che stiamo provando a fare noi).
Al contrario, da genitori dobbiamo imparare a dargli delle basi solide sulle quali costruire questa autostima, e ciò si basa sulla lode dell’impegno e sulla valorizzazione dei suoi talenti. In altre parole: evitiamo di lodare il risultato finale del suo lavoro, concentrandoci piuttosto sul processo che l’ha portato a realizzarlo. Proprio come quando parliamo loro della loro arte.
Al posto di “Bravo” possiamo quindi dire: “Ci hai messo moltissimo impegno! Com’è complessa questa tua costruzione”. Oppure: “Hai voglia di parlarmi di come hai fatto questa cosa?”, “Ti piace ciò che hai realizzato?”. Piano piano il bambino imparerà a pensare al suo lavoro, più che al risultato, valorizzando dentro di sé il processo e capendo che l’impegno è fondamentale e importantissimo.
Ciò che dobbiamo imparare a fare è frenare un attimo, fare un passo indietro e tenere a bada la nostra voglia di compiacere il bambino facendolo sentire, appunto, “bravo”. Il nostro orgoglio lo percepirà da molte altre cose, senza cadere per forza in questo meccanismo dell’approvazione finale. Cerchiamo quindi di fargli capire che siamo orgogliosi del suo impegno, che quella cosa che ha fatto ci piace molto perché è nei nostri gusti, che è stato davvero fortissimo in quella cosa, che anche se quel disegno non è uscito come sperava è stato molto responsabile nel finirlo… Ci sono moltissimi modi per cambiare questa tendenza, se ci pensiamo.
Il risultato non sarà solo un’autostima maggiore. Ne guadagneranno la consapevolezza dell’impegno, la concentrazione e soprattutto l’autostima vera, quella fondata sui propri talenti. E poi cresceremo bambini tenaci, che non si lasciano scoraggiare dai primi risultati!
Giulia Mandrino