No, non è “per costituzione”

Ci sono certe frasi fatte, luoghi comuni e cliché che sono pericolosissimi. Non ce ne rendiamo conto, un po’ perché siamo abituati a sentirli e un po’ perché ci rassicura nasconderci dietro a queste parole. Una di queste frasi fatte è “per costituzione”. La si riferisce ai bambini in sovrappeso e non ci si accorge che si sta solo nascondendo la testa sotto la sabbia. Ma è davvero rischioso perché in questo modo non si affronta la situazione e i pericoli futuri sono davvero nocivi.

No, non è “per costituzione”: i bambini sovrappeso spesso vengono giustificati ma è ora di guardare in faccia la realtà

Lo spunto ci viene da un articolo apparso sul Fatto Quotidiano, questo. L’ha scritto la blogger Erica Vecchione, si intitola “Se tuo figlio è obeso non dire che è ‘per costituzione’. Apri gli occhi, e aiutalo” e non ci potrebbe trovare più d’accordo.

Il fatto è che l’essere “rotondi di costituzione” è da decenni la scusa alla quale moltissimi genitori si aggrappano quando il loro figlio è, né più né meno, in sovrappeso, quando non addirittura obeso. Questi bambini mangiano, e tantissimo. Spesso mangiano schifezze, facendo merenda a tutte le ore del giorno con patatine, gelati, merendine confezionate.

E tutto questo ha una radice culturale: se un tempo i mezzi non permettevano di mangiare a tutte le ore e se tempo addietro il consumismo di massa non esisteva, oggi c’è la concezione che i bambini debbano mangiare moltissimo per rimanere in forze, per non “diventare patiti”. E tutto questo anche per la disponibilità di cibo che ci attornia. Spesso ingozziamo i bambini, insomma, rifugiandoci nella convinzione che non dargli da mangiare a tutte le ore sia privarli di un diritto umano imprescindibile.

Il diritto di cui in realtà non dovremmo privarli è però un altro, e cioè la salute. Anche perché i bambini non hanno bisogno di mangiare così tanto ma ingozzandoli e abituandoli a spiluccare lungo tutta la giornata non soddisfiamo un loro bisogno naturale ma semplicemente inseguiamo una dipendenza psicologica che abbiamo creato noi.

La blogger del Fatto Quotidiano per fare capire il suo punto di vista porta un interessantissimo articolo pubblicato sulla rivista Obesity, un osservatorio internazionale per capire meglio e combattere questa malattia, condotto da alcuni ricercatori dell’università di Padova. Lo studio in questione si intitola “L’amore di una madre rende cieche? Un grande studio intercontinentale sulla consapevolezza delle madri riguardo al peso dei propri figli” e vuole fare luce sulla errata percezione che le madri hanno rispetto al sovrappeso dei propri figli e su come questa percezione influisca sui provvedimenti che le madri dovrebbero prendere per correggere il peso dei propri bambini.

Lo studio parla chiaro: l’amore materno rende cieche le madri, che non sono consapevoli dell’obesità dei bambini. Non vedono o non vogliono vedere il problema. E questo ha conseguenze pericolosissime sulla salute di questi bimbi. L’89% dei bambini sovrappeso e il 52% dei bambini obesi presi in considerazione viene infatti definito dalle proprie madri come normopeso. E questo si ripercuote sulla loro salute anche perché questa sbagliata percezione non porta le madri a proporre ai bambini degli specifici e utili programmi di prevenzione dell’obesità.

Chiudere gli occhi di fronte al sovrappeso o all’obesità dei propri bambini è pericolosissimo su due fronti. Il primo è naturalmente quello fisico, dal momento che l’obesità è causa di moltissime malattie, soprattutto cardiovascolari, e trascurare i sintomi facendo finta che il proprio bambino stia bene significa lasciare che cresca in sovrappeso, non consapevole dei rischi e dipendente dal cibo. In secondo luogo c’è il fattore psicologico e sociologico: purtroppo il bullismo è ancora molto presente nella nostra società e la maggior parte delle volte i ragazzi sovrappeso vengono presi di mira e additati.

Insomma, è sbagliatissimo nascondersi dietro al “per costituzione”. Certo che la costituzione è qualcosa di reale ma è anche reale l’educazione al benessere psicofisico e l’educazione all’alimentazione sana. La soluzione è dare fin da subito gli strumenti giusti, evitando di abituare i bambini ai pasti sregolati, alle merendine come sostituti dei pasti e ai pasti troppo abbondanti (no, non resteranno “patiti”!). Bisogna educare al cibo sano, abituandoli con una cucina saporita ma equilibrata, evitando di smangiucchiare e mangiando solo quando effettivamente si ha fame.

Giulia Mandrino

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