Spesso lasciare fuori dalla porta di casa problemi e stress è impossibile. I nostri bambini però assorbono tutto: a casa e a scuola se gli adulti portano con sé i loro problemi i ragazzi lo percepiscono e reagiscono con la stessa aggressività che ricevono (anche involontariamente). Non solo: la nostra è una società che fa pressioni, focalizzata sui problemi, e di conseguenza i bambini faticano a crescere sereni.
Una soluzione davvero efficace a questa situazione è la meditazione, un potente strumento per staccarsi dal mondo e vivere al meglio la propria interiorità, scansando stress e problemi e ridimensionandoli.
Anche secondo molti neuroscienziati e psicoterapeuti la meditazione è ormai assodato avere benefici enormi sulla mente e sul corpo. Impararla da bambini (come tutto, del resto) è quindi fondamentale.
Vi abbiamo già parlato delle scuole inglesi e del college di Dubai che hanno ormai adottato la meditazione come materia scolastica, magari associata allo yoga, e che ne stanno traendo effetti davvero positivi.
Ecco quindi i benefici reali che i bambini possono acquisire da questa pratica di riflessione e pausa.
Meditare significa prendersi del tempo dal mondo e concentrarsi sul proprio corpo e sulla propria mente. Quando i bambini si apprestano alla pratica, entrano nella loro interiorità dove possono essere se stessi e capire chi sono realmente, ciò che sentono davvero dentro indipendentemente dagli stimoli e dalle imposizioni esterni.
Calma, serenità, allontanamento dallo stress arrivano subito dopo. Grazie alla meditazione molti problemi dei bambini di oggi trovano una soluzione: l'iperattività, i comportamenti aggressivi e la mancanza di concentrazione, attraverso pochi minuti di meditazione al giorno, subiscono un decisivo calo e le prestazioni scolastiche, di conseguenza, migliorano.
Ma come iniziare? In questo articolo trovate 4 semplici tecniche di meditazione per i bambini. E anche lo yoga per bambini è un'introduzione molto adatta.

Imparare a gestire le proprie emozioni e sensazioni porta poi ad un aumento di qualità come la capacità di ottenere emozioni stabili, la compassione verso l'altro, l'empatia, la sensibilità, oltre a ridurre le sensazioni di paura e di ansia e ad aumentare la tolleranza del bambino nei confronti delle emozioni negative, ora viste nella giusta prospettiva. Nel concreto, meno bullismo e meno iperattività.
Anche il corpo può beneficiare di miglioramenti enormi! Si riduce il rischio di malattie coronariche come l'ictus, si ispessisce la corteccia cerebrale e al contempo si riduce l'invecchiamento di quella frontale e si rafforza il sistema immunitario.
Riassumendo, insegnare la meditazione fin da bambini e magari portarla nelle scuole (ambiente davvero adatto a questo tipo di pratiche e perfetto per sperimentarne concretamente i benefici) può avere solo effetti positivi:
- Miglioramento dello stato di salute fisica
- Riduzione dello stress
- Gestione delle emozioni
- Miglioramento delle prestazioni scolastiche
- Consapevolezza di se stessi
- Empatia
- Riduzione di problemi quali l'iperattività e il bullismo
- Miglioramento del comportamento
Per Maria Montessori l'apprendimento dei bambini passa anche e soprattutto attraverso le loro mani. Un insegnamento provato concretamente sarà recepito molto meglio rispetto alla mera spiegazione. Imparare ad usare le manine, coordinandole con gli occhi, è passo necessario e propedeutico per un'educazione completa e meno faticosa, in quanto il primo insegnamento passa proprio attraverso esse.
La manualità dei bambini dev'essere quindi costantemente stimolata, affinché si acquisiscano la coordinazione e la confidenza necessarie per diventare indipendenti e sapersi muovere nel mondo, imparando tutto ciò di cui si ha bisogno.
Le attività proposte di seguito sono ampiamente utili anche per preparare i bambini alla scuola elementare: così anche nei primi anni di primaria (invece di interminabili ore a colorare schede o a scrivere la lettera "a" in corsivo o ancora peggio a copiare frasi alla lavagna come esercizio di manualità fine) è possibile, anzi auspicabile, inserire a casa (e alcune di queste come cucire anche in classe) queste attività.
Dovremmo far conoscere a tutte le mestre questa possibilità così da limitare le solite proposte del copiare frasi dalla lavagna, scrivere e riscrivere mille volte le lettere e colorare schede.
1. Cucire
Ve ne avevamo già parlato, e parlando di manualità fine questa attività così bella e tradizionale torna proprio a nostro favore: cucire stimola il bambino a svolgere i compiti in maniera ordinata e precisa e le sue mani devono coordinarsi finemente con il cervello. Così Tommaso alla scuola San Giuseppe di Meda cuce con un'ago di plastica: disegnano la lettera sul foglio, la punteggiano (i punti hanno distanza pari tra loro, in questo modo allenano la loro capacità di contare) poi fanno passare ago e filo.
2. Ordinare le palline
Preparate in maniera montessoriana (quindi ordinata e delimitata su di un vassoio) alcune palline colorate e un portasapone antiscivolo (di quelli con tante piccole ventose concave). Prima, con le manine, il bambino riempirà tutti gli spazi ordinando le palline. Poi, una volta eseguita la prima consegna, proverà a riempirli utilizzando una pinzetta con la quale afferrerà le palline.
3. Usare il contagocce
Utilizzando di nuovo il portasapone sul vassoio, preparate un contagocce riempito con acqua colorata. Il bambino dovrà nuovamente riempire gli spazi concavi ma stavolta con il liquido: il gesto che il contagocce permette di fare è davvero fine e di precisione.

Foto Credits: http://www.thefreechild.blogspot.it/2013/02/the-hand-and-its-tools.html
4. Aiutare in cucina
Approfittarne dei momenti di preparazione dei pasti è una buonissima idea. Il bambino, allo stesso vostro livello grazie ad uno sgabello, potrà aiutarvi con tutte le attività di contorno della preparazione: macinare il sale con il macinino, pestare il basilico, setacciare la farina, dare la forma alla pasta frolla, eccetera. Così facendo allenerà la sua motricità più fine e al contempo imparerà attività che gli serviranno per la vita di tutti i giorni.
5. Ritagliare
Non consideratelo pericoloso: esistono forbici in commercio davvero sicure. Ma soprattutto pensate che sarebbe molto più pericoloso non insegnare al vostro bambino ad utilizzare uno strumento così necessario nella vita di tutti i giorni! Prima impara e meglio è. In più, pensateci, è un'attività economica, semplice e che si presta a infinite declinazioni.
Iniziate con il fare loro ritagliare figure stampate abbastanza ampie, e piano piano passate a giochi più fini, come ad esempio le tradizionali bamboline in fila ritagliate da vecchi giornali o quelle a cui applicare i vestitini di carta (non solo per bambine! I maschietti potranno ritagliare supereroi e personaggi dei cartoni).

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6. Infilare le palline
Creare collanine o animaletti (come vermi e serpentelli) con le perline è divertente e dal risultato concreto (l'oggetto creato sarà utilizzabile) ma soprattutto aiuta moltissimo il bambino nello sviluppo della coordinazione occhio-mano. Infilare le palline bucate nel filo comporta una concentrazione oculare importante, ed essendo un lavoro minuzioso il risultato sarà un implemento della coordinazione e della motricità delle mani.
7. Stendere
Prendete (o create) un piccolo stendino al quale i bambini potranno appendere i loro vestitini o quelli dei loro pupazzi: utilizzare le molette stimolerà le loro dita, e piegare in modo da non far cadere gli abiti aiuterà la coordinazione e l'ordine.

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8. Avvitare
Anche avvitare bulloni e viti è un'attività di precisione davvero importante. Iniziate con i più piccoli dai tappi delle bottiglie (partendo da quelle con il collo più largo fino a quelle più strette) e passate poi ai bulloni e alle viti con un cacciavite sempre più piccolo.
Sara Polotti e Giulia Mandrino
Durante l’avvio dell’allattamento può succedere che il neonato ab- bia qualche difficoltà ad attaccarsi al seno oppure che stia attaccato soltanto per poco tempo. Bisogna avere molta pazienza, provare e riprovare: il bambino lentamente imparerà ad attaccarsi corret- tamente. Ricordiamoci che ogni piccolo è unico e ha bisogno del proprio tempo. Nel frattempo, è necessario somministrare delle aggiunte di latte materno spremuto oppure di latte formulato. Uti- lizzando la tecnica della suzione al dito evitiamo l’uso del biberon riducendo la confusione tra suzione al biberon e suzione al seno.
Si tratta di una tecnica di nutrizione che stimola il neonato a com- piere un lavoro di suzione simile a quella del seno, posizionando in maniera differente, rispetto al biberon, lingua, bocca, labbra e mandibola.Si utilizza per insegnare o rieducare il neonato ad attaccarsi al seno. Trova inoltre indicazione se la mamma ha delle ragadi sul capezzolo e deve sospendere, temporaneamente, la suzione al seno.
Come procedere:
- È importante aiutare la mamma, almeno per la prima volta.
- Prima di iniziare, occorre lavarsi le mani ed avere unghie corte e pulite.
- Quindi bisogna munirsi di una siringa da 20 ml, di un contenitore con il latte e riempire così la siringa.
- Il bambino deve stare in una posizione semi-seduta con la testa in alto; è possibile usare anche dei cuscini per appoggiarlo.
- Quando il bambino inizia a succhiare si deve far scorrere delicatamente il dito medio della mano nella sua bocca, fino ad arrivare al punto di incontro di palato molle e palato duro.
- Nel frattempo, tolto l’ago, prendere la siringa e posizionarla lateralmente al labbro del bambino.
- Introdotta quindi la siringa, il latte entrerà nella bocca lentamente, seguendo il ritmo di suzione e di deglutizione del bambino.
- Terminata la somministrazione del latte, lavate la siringa con acqua e sapone e conservatela.
Angela Dinoia, Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing
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Queste due ricette sono frutto di anni e anni di sperimentazioni con i miei dolori cervicali, sciatalgie e lombalgie. La prima versione è diciamo molto semplice ed è basata sulla sinergia del rosmarino con la lavanda, potenti decontratturanti e il ginepro, utilissimo in caso di infiammazioni grazie alla sua capacità di stimolare la produzione di cortisonici nel nostro organismo.
La lavanda possiamo ri-utilizzarla in mille modi (cercate oli essenziali all'interno della funzionalità cerca del mio sito e troverete tantissime idee adatte anche in gravidanza e per neonati e bambini), il rosmarino è un ottimo energizzante da usare in aromadiffusione, è inoltre un anticellulite e favorisce la crescita dei capelli (qui trovate la ricetta della maschera per capelli al rosmarino). Il rosmarino inoltre è un eccezionale drenante epaticho per cui oltre al decotto è possibile aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosmarino in un cucchiaio di miele una volta al giorno per aiutare il nostro organismo ad eliminare le tossine (non adatto in gravidanza, allattamento e nei bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni almeno.
Il ginepro è un olio strepitoso che in casa nostra non manca mai: è eccezionale come abbiamo detto come costisonico naturale (sempre per via cutanea mai orale), ma è anche utile nelle affezioni dell'apparato repiratorio, per stimolare la circolazione e il ritorno venoso, e infine come antisettico genito-urinario, perfetto per la cistite, magari in sinergia con tea tree e lavanda.
La seconda ricetta invece è un po' più elaborata perchè richiede più oli, ma fino ad ora è stata per la sinergia più efficace contro i miei dolori osteo-articolari.
A mettere nero su bianco gli atteggiamenti educativi dei genitori danesi ci ha pensato Jessica Alexander (insieme a Iben Sandhal, psicoterapista e consulente per le famiglie) nel suo "The danish way of parenting", il cui sottotitolo, "A guide to raise the happiest children in the world" la dice lunga sui risultati della pedagogia nordica!
Jessica Alexander è una scrittrice e giornalista americana sposata con un danese e di stanza a Roma.
Essendo la Danimarca il paese votato da quarant'anni come il più felice al mondo, ma senza una risposta definita sul perché, la Alexander e la Sandhal con questo libro hanno finalmente provato a dare la risposta. E ce l'hanno fatta. La risposta? Un circolo virtuoso di felicità!
I genitori danesi crescono bambini felici che diventano adulti felici che crescono bambini felici.
Così, le due autrici chiedono al lettore di togliersi per un attimo i salami culturali dagli occhi per provare a indossare gli occhiali danesi per vedere il mondo da questa nuova prospettiva. Il tutto per convincere il resto del mondo che replicare il metodo non è difficile, e che è possibile crescere bambini felici proprio come quelli danesi anche all'interno della propria casa.
Per farla breve, secondo Jessica Alexander il segreto sta nei valori che i danesi insegnano fin dal subito e attivamente ai loro figli: l'empatia, il valore dell'altro, il lavoro di squadra piuttosto che il diventare "star", l'autostima (ciò che sono in relazione agli altri) piuttosto che la fiducia in se stessi (ciò che possono fare e come possono apparire in relazione agli altri).
Non solo. In un articolo scritto dalla stessa Alexander circa un mese fa, apparso sulla rivista online Greater Good, l'autrice rivela in una parola tutta la filosofia genitoriale danese. Questa parola è "hygge".
Intraducibile, "hygge" derica dal tedesco "hyggya", cioè pensare o sentirsi soddisfatti. Ma la traduzione più sincera potrebbe essere "confortevole", o "accogliente". E, nello specifico dell'argomento, è una filosofia che si potrebbe riassumere con lo stare insieme senza drammi.
Per stare insieme senza drammi, come essenzialmente sanno fare i danesi, è necessario rendersi conto e avere una consapevolezza profonda dell'importanza sacra del tempo confortevole passato insieme alla famiglia. Non capita spesso di passare tempo insieme, e quando c'è la possibilità i danesi fanno di tutto per far sì che questi momenti siano accoglienti, tranquilli e godibili. Il tutto con un atteggiamento assolutamente non egoistico: per tornare ai valori-pilastro della loro educazione, il tempo passato insieme non è tempo del soggetto (nessuno è una star) ma un tempo del gruppo. Nessuno sta al centro della scena, non esiste la competizione e non ci sono drammi.
Tutto si può riassumere nell'uguaglianza, quindi. Imparare sulla propria pelle empatia, valore dell'altro, lavoro di squadra e importanza dello stare insieme trasmette ai bambini tutto ciò che avranno bisogno per diventare adulti capaci di sentirsi connessi agli altri. E sentirsi connessi agli altri dona senso alla vita. Non solo: avere legami sociali forti e sinceri è causa di longevità, è antistress e rafforza il sistema immunitario.
Vari studi hanno dimostrato che questo atteggiamento di uguaglianza sociale porta automaticamente ad essere cittadini più felici, nonostante le differenze sociali, economiche o culturali.
Ecco quindi qui le cinque regole che Jessica Alexander ci regala per fare dell'HYGGE un pilastro della nostra vita, un tempo insieme da prendersi ogni tanto per crescere bambini empatici che diverranno adulti felici:
1. Sii te stesso, perché quando si è nel cerchio dell'HYGGE nessuno viene attaccato!
2. Dimentica le controversie, quando sei in famiglia. C'è sempre tempo per discutere o focalizzarsi sui problemi, ma quando state nell'Hyggeità concentratevi solo sul confort, sul buon cibo, sulla buona conversazione.
3. Sii membro della squadra, e aiuta a preparare la cena, o la giornata. Ognuno dà il suo contributo, e gli altri glielo riconoscono, senza rischiare che solo un membro della famiglia faccia tutto il lavoro pesante.
4. Pensa all'Hygge come ad un rifugio dal mondo esterno. È un luogo dove tutti si possono rilassare e aprire senza essere giudicati, indipendentemente da ciò che sta succedendo nella loro vita.
5. Ricorda che stare nell'Hygge non ha un tempo infinito, e quindi lascia alle spalle il tuo non essere danese (pensare di stare tutti insieme senza che nessuno stia sotto i riflettori, si arrabbi o abbia un atteggiamento negativo è quasi impossibile per un non-danese) e ricorda che questi attimi insieme senza drammi né stress sono una benedizione. Se ti renderai conto che questo tempo insieme è limitato ti sforzerai veramente, e alla fine del pranzo o della cena sarete tutti davvero soddisfatti.
Se vi piace il modo di vivere Hygge, qui trovate i nostri articoli dedicati:
Il lagom, un nuovo concetto svedese per la felicità
I bambini, ma anche gli adulti li amano! Quelli che troviamo in commercio nei supermercati e nelle bancarelle sono però creati con zucchero bianco e coloranti, ingredienti estremamente tossici sopratutto per i bambini (non solo per i denti!!!) e la frutta non l'hanno neanche vista lontanamente.
La festa dell'epifania non è solo sinonimo di schifezze da mangiare: conclude un periodo di vacanza, riposo e di celebrazioni della famiglia. Con la dolcezza del cibo che ci porta la simpatica vecchietta ci concediamo l'ultima coccola in famiglia, arricchita dall'effetto sopresa per i bimbi.
1.Fruttime Noberasco: i miei bimbi le adorano, sembrano caramelle ma sono semplici cubetti di frutta. Come spiega Noberasco nel suo sito" Fruttime ha una formulazione semplice: solo 100% di frutta a cubetti, senza zuccheri aggiunti, senza pectine, coloranti, gelificanti o succo di mela e conservanti. In pratiche bustine da 30 grammi, allegre, colorate, facilmente richiudibili, Fruttime cubetti di Prugna è preferito dai ragazzi, scelto dagli sportivi, amato dalle mamme che vogliono soddisfare il bisogno quotidiano di frutta e verdura dei loro bambini. Fruttime cubetti di Prugne: Noberasco ha reinventato la frutta."

2. Bacche di goji: i miei bimbi ne vanno pazzi, sono dei "super alimenti" o alicamenti e sono davvero una fonte incomparabile di nutrienti. Sono generalmente apprezzati dai bambini perchè hanno un colore rosso che li attira e un gusto dolce. Vi consigli di scegliere quelle di buona qualità come Noberasco o prodigi della terra: il rischio di acquistare quelle del supermercato è che siano un po' dure e stoppose e che i piccoli non le mangino. Contengono preziosi polisaccaridi, carotenoidi, minerali tra cui il germanio, rame, ferro, fosforo, manganese, potassio, magnesio e zinco e vitamine E, B1, B2, B5 e B6, C, omega 3, omega 6 e omega 9, gli 8 amminoacidi essenziali. Mentre un adulto ne può mangiare fino a 25 al giorno, per un bambino se ne consigliano circa 5-10.

Foto Credits: https://www.flickr.com/photos/antoniotajuelo/4125469165
3. Caramelle homemade: scopri la ricetta delle caramelle gommose sul mio libro The Family Food!
4. Marmellatine: i piccoli generalmente amano le marmellate: perchè non approfittare di questo per far trovare nella calza deliziose marmellate, chiaramente 100% frutta?
5. Miele: come per le marmellate potete regalare due tipi di miele (i bimbi adorano scegliere!!!) nei barattoli mini, magari un'acacia per tutti i giorni e un tiglio in caso di tosse; così i piccoli saranno responsabilizzati e acquisiranno una consapevolezza in più in merito alla loro salute.
6. Uvetta e frutta secca disidratata: ricchissima di minerali e nutrienti la frutta secca dovrebbe essere assunta da tutti i piccoli. Inoltre è una deliziosa e pratica merenda da tenere sempre in borsetta!
7. Lecca lecca homemade: qui trovate la mia ricetta dei leccalecca alla frutta!
8. Gelatine di frutta: i biei bimbi ne vanno pazzi, ecco la ricetta di mammapretaporter.it per creare delle deliziose fruit jelly!
9. Frutta secca: è molto utile per il bambino, perchè contiene numerosi zuccheri semplici, sali minerali come calcio, potassio e ferro e numerose vitamine. Sono inoltre proteiche per cui contrastano i picchi insulinici.
10. Cioccolata: la preferita dei miei bimbi è quella al latte (latte di riso!) della Rapunzel. Lo trovate nei negozi bio in particolare nei Naturasì.

12. Biscotto homemade: potete creare dei meravigliosi chocolate chips e confezionarli con carta trasparente e un delizioso fiocchetto rosso. I bambini amano quando il cibo è presentato in maniera esteticamente appagante.
13: Frutta: il mandarino non può mancare!!!!
Giulia Mandrino
Ormai in diverse zone d'Italia ci si imbatte sempre più spesso nelle fermate del Piedi-Bus: bambini e insegnanti si ritrovano la mattina di fronte alle proprie case per formare una fila che porta a piedi da casa a scuola, senza coinvolgimento di mezzi di trasporto.
Bellissimo, no? Si riduce l'inquinamento, i bambini passano qualche momento all'aperto e prendono la buona abitudine delle passeggiate. Perché allora non trasmettere anche quella delle pedalate?
Ci hanno pensato in Olanda, quando un paio d'anni fa alcune scuole hanno istituito il BCO, una sorta di tandem sul quale possono trovare posto una decina di persone, tra insegnanti/accompagnatori e bambini, per percorrere il tragitto che va da casa a scuola (con le stesse modalità del nostro Piedi-Bus: i bambini si fanno trovare davanti a casa, o alla fermata più vicina, e si crea un percorso ad hoc).
Al volante prendono posto gli adulti accompagnatori, ma la pedalata è di tutta la scolaresca: ognuno dà il suo contributo, e quando si raggiungono tratti in salita troppo faticosi nulla vieta di azionare il piccolo motore che può raggiungere in sicurezza i 16 km orari.
Il mezzo, di tradizionale colore giallo come si confà storicamente ai mezzi scolastici, ha un costo di circa 11 mila euro; è prodotto da un'azienda olandese, la Tolkamp Metaalspecials, e commercializzato dalla De Cafe Racer.
Da subito la richiesta è stata altissima, soprattutto nei paesi più a Nord, attratti giustamente dai risvolti positivi del mezzo, divertente, sano, ecologico ed economico per le famiglie (che non sborsano più il denaro per mezzi inquinanti che generano solo traffico e CO2). Ora anche Rouen, in Francia, ha ideato la sua versione, lo S'COOL Bus, stavolta verde: guarda qui sotto il video!
Le implicazioni positive di questo mezzo di trasporto, oltre a quelle già citate, sono importanti: la sua presenza sulle strade sensibilizza i conducenti degli altri veicoli alla presenza di biciclette e abitua i bambini a muoversi sulle strade in maniera sicura, tenendo conto di tutti i pericoli.
Non solo: i bambini sono stimolati a imparare concretamente valori quali l'autonomia, la puntualità e la coalizione per raggiungere un risultato insieme agli altri!
Sara Polotti
E se il gusto di una torta meravigliosa lo percepissimo nella forma di una insalata di cereali?