La prima mestruazione delle nostre figlie, come affrontare l’argomento

Si chiama menarca, e segna una tappa importante nella vita di una donna: la prima mestruazione fa paura, eccita, spaventa, instilla dubbi, fa tenerezza… Non c’è un sentimento univoco, ma è fuori dubbio che questo evento sia davvero importante, e come tale deve andare trattato.

Ma come affrontare l’argomento? Quando cominciare a parlarne? E come trovare l’equilibrio tra delicatezza e serietà?

La prima mestruazione delle nostre figlie, come affrontare l’argomento: come parlare alle nostre figlie del menarca e del ciclo mestruale

Rispetto al passato l’età in cui appare il menarca sta scendendo: si stima che solitamente il primo ciclo mestruale appaia tra i 10 e i 15 anni, suppergiù. In ogni caso, l’argomento dovrebbe essere introdotto prima, in modo da non farle trovare impreparate. In quel caso, infatti, lo spavento è normale: trovare del sangue sugli slip fa paura, se non sappiamo che sta succedendo.

Detto questo, la prima regola da seguire è: non facciamo diventare le mestruazioni un tabù. Quindi, prendiamo la palla al balzo e, quando le nostre bimbe vedono che ci cambiamo l’assorbente, lasciamo che ci facciano le domande che ritengono più opportune, rispondendo sinceramente.

Seconda regola: è superato il tempo in cui le mamme insegnavano alle figlie a chiamare le mestruazioni “le rosse”, “le mie cose”, “il barone rosso”, “lo zio d’America” e chi più ne ha più ne metta. Evitiamo i nomignoli e chiamiamo le mestruazioni con il loro nome! Non c’è niente di cui vergognarsi e il primo passo per togliere quest’aura “vergognosa” è chiamare le cose come stanno, senza renderle ridicole.

Il ciclo mestruale non dovrebbe creare imbarazzo o vergogna, e per raggiungere questo scopo trattare l’argomento con la serietà che merita è fondamentale. Anche perché le mestruazioni sono un passo importantissimo nella vita di ogni donna: volenti o nolenti, fanno percepire quel passo dall’infanzia all’età adulta.

Come dicevamo, dobbiamo però affrontare l’argomento con anticipo, in modo da preparare le nostre figlie. Come per tutto, la conoscenza e l’educazione sono fondamentali, per essere preparati, per evitare i pregiudizi e per non credere ai falsi miti (che, purtroppo, le nostre figlie sentiranno in continuazione, nonostante viviamo nel 2019). Parlarne in maniera tranquilla, sincera e serena è semplice: basta spiegare alle bimbe perché accade, come avvenga ciclicamente e come sia un sintomo del buon funzionamento del nostro corpo.

Prima che arrivi il menarca potremmo accorgerci di qualche cambiamento: i seni delle nostre bimbe cominciano a svilupparsi, così come i peli pubici e sotto le ascelle. È questo, dunque, il momento di tirare fuori l’argomento (se non lo si è già fatto), prendendo l’occasione per parlare dello sviluppo in generale.

Arrivato il menarca, il ciclo potrebbe arrivare già regolare, oppure irregolare per qualche mese, regolarizzandosi con il tempo (se ciò non avviene dopo due anni, è bene parlarne con il medico). Questo è dovuto agli ormoni, ancora ballerini, e a vari fattori come l’alimentazione e l’ambiente in cui si vive.

Importantissimo è spiegare che le mestruazioni non intralciano la vita di tutti i giorni (a discapito delle vecchie credenze): può fare male la pancia, possiamo sentirci strane (di umore ballerino) e possono esserci segnali pre-ciclo molto fastidiosi (non bisogna avere paura o vergogna!), ma in generale il ciclo mestruale non ci impedisce di fare ciò che vogliamo.

Tutto questo per un semplice motivo: non dipingere le mestruazioni come una seccatura, una vergogna o un tabù le rende più normali, più naturali e più accettate! Ed è fondamentale, soprattutto in una fase delicata come quella della preadolescenza.

Molto utili e interessanti in questo senso sono due libri per le nostre figlie: il primo si intitola “Solo per ragazze”, ed è un libro con tutte le risposte alle domande che frullano in testa ad una ragazza preadolescente, con un bel capitolo sulle mestruazioni e un utilissimo glossario finale.

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Il secondo è “Girl to Girl”, ed è un libro “A tu per tu con te stessa e il tuo corpo che cambia”.

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Cecilia

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