Quanto tempo ci vuole per rimettersi dopo il parto?

L’esperienza del parto varia da donna a donna: chi non sopporta i dolori e chi dà alla luce il proprio bambino senza urlare; chi già odia le contrazioni Braxton; chi ha bisogno di aiuti farmacologici, chi del cesareo e chi dell’epidurale; chi ama avere al proprio fianco il proprio compagno e chi preferirebbe essere sola. Ognuna è una persona diversa, e come tale vive questo magico momento.

Allo stesso modo, ognuna recupera le forze e la forma fisica (ma anche quella mentale) con i suoi personali tempi. Non c’è una regola, tutto dipende da come una donna è; tuttavia recenti studi hanno formulato una teoria che mette al centro i tempi di recupero standard per le donne che hanno appena partorito.

Quanto tempo ci vuole per rimettersi dopo il parto: ecco come recenti studi hanno scoperto che i tempi di recupero per una neomamma si aggirano intorno all’anno

Lo studio parte da un’affermazione che le mamme si sentono spesso ripetere da medici e ostetriche: “probabilmente, recupererà la sua forza e la sua forma fisica in circa sei settimane”. Ma siamo sicuri che sia davvero così? In realtà la maggior parte delle donne ha bisogno di molto, molto più tempo per rimettersi, e non è strano. Anzi, è quasi la normalità, quindi non preoccupatevi se dopo sei settimane non vi sentite né vedete come tornate a prima della gravidanza!

A condurre lo studio è stata la dottoressa Julie Wray, ricercatrice della Salford University, che in maniera molto semplice si è basata sulle testimonianze di diverse mamme nelle diverse fasi del recupero post-partum: hanno quindi parlato donne che avevano partorito da due settimane, da tre, da tre mesi, da sei mesi e così via.

Il risultato è stato praticamente unanime, e cioè ognuna di queste mamme ritiene la regola delle sei settimane un’assoluta “fantasia”, una bugia bella e buona, che non solo mette in allarme nel momento in cui non ci si vede “guarite” ma soprattutto fa sentire inadeguate, per il non essere riuscite a recuperare la forma pre-gravidanza secondo i tempi standard.

Be’, tranquille: questi tempi non sono assolutamente standard. Come accennato, ogni donna è diversa, e come tale vivrà il post-partum come meglio riesce; ma soprattutto i tempi, se proprio vogliamo parlare di misure “standard”, sono molto più lunghi. Secondo la maggior parte delle donne intervistate, infatti, ci vuole un anno intero per recuperare del tutto.

Recuperare significa tornare a quella forma fisica che non prevede stanchezza, mal di schiena, peso sopra la normale media e disagi in genere, e quasi tutte hanno concordato che questo avviene molto tempo dopo rispetto alle sei settimane suggerite, e che le neo mamme avrebbero bisogno di aiuto e supporto ben oltre quel periodo. Anche perché questi disagi non sono solo fisici, ma anche mentali (soprattutto per le primipare, che si trovano stravolte come mai lo erano state in precedenza).

Le sei settimane spesso, quindi, non bastano per sentirsi completamente riprese, e soprattutto le mamme lavoratrici, che speravano di tornare al più presto al lavoro, si trovano spiazzate e ancora stanche. Tutto questo è frustrante, se sommato alle pressioni che il mondo esterno pone sulle spalle delle mamme: sentire il ginecologo che parla delle sei settimane, vedere sui tabloid le celebrities perfettamente in forma ad un paio di settimane dal parto, parlare con altre donne che, magari, hanno davvero recuperato in tempo record… Tutto questo si somma ad uno stato mentale e fisico inevitabilmente cambiato e un po’ più fragile del solito, e la conseguenza può essere una frustrazione abnorme.

Quindi, sarebbe meglio mettere un’altra regola, al posto di quella delle “sei settimane”. E cioè la regola del “tempo personale”, quello che ogni mamma ci mette a tornare nella sua forma perfetta, che non deve essere intesa in maniera estetica, quando salutare. Insomma, una mamma avrà recuperato del tutto solo nel momento in cui si sentirà bene con se stessa, in forze, in forma e tranquilla. E questo potrà avvenire solo se non ci sarà pressione sulle spalle, solo se ognuna avrà la possibilità di vivere i tempi di recupero (che oltretutto corrispondono con il tempo in cui si vive finalmente il proprio bambino) con la propria attitudine e la propria tranquillità.

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Cecilia

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