Le 6 scuole italiane da imitare

Non serve andare oltreoceano o allontanarsi da casa per trovare metodi educativi validi e ammirevoli. Nonostante l'Italia non dia molto spazio agli approcci didattici innovativi, in realtà essi esistono e, anzi, molti sono nati proprio nella nostra terra natale.

Ecco le 6 scuole italiane da imitare: dal Montessori a quello senza zaino, gli approcci educativi che si possono trovare lungo lo Stivale e che sono da preferire a tutti gli altri

1. Montessori: è il più conosciuto, sia qui sia a livello mondiale, e se è così famoso ci sarà un perché. L'approccio educativo ideato da Maria Montessori nel secolo scorso è ancora attualissimo, poiché prevede il coinvolgimento del bambino nel suo raggiungere l'indipendenza mentale e quotidiana (http://www.mammapretaporter.it/educazione/montessori/insegnare-l-autonomia-del-bambino-nel-metodo-montessori). 

Tanto i metodi e gli esercizi quanto gli ambienti nei quali il bambino studia e vive (http://www.mammapretaporter.it/strumenti/lettini-e-camerette/10-camerette-montessori-a-cui-ispirarsi) hanno un ruolo fondamentale, e finalmente sono molte le scuole, non solo private, che stanno scegliendo di affidarsi al metodo montessoriano. Qui trovate tutte le informazioni sul metodo di Maria Montessori: http://www.mammapretaporter.it/educazione/montessori/i-10-pilastri-del-metodo-montessori; mentre qui abbiamo raccolto per voi esercizi, ambienti e giochi per stimolare il bambino in maniera montessoriana anche a casa: http://www.mammapretaporter.it/educazione/montessori.

- Steineriana: anche le scuole steineriane (quasi esclusivamente private) stanno proliferando in tutta Italia. Sono conosciute anche sotto il nome di "scuole Waldorf" (http://www.mammapretaporter.it/educazione/steineriana/le-scuole-steineriane) e seguono il metodo pensato da Rudolf Steiner. Secondo Steiner la pedagogia deve avere come obiettivo lo sviluppo dell'individualità del bambino, che è considerato come essere umano in divenire che si trasforma a seconda delle diverse fasi di sviluppo, mentali e fisiche (http://www.mammapretaporter.it/educazione/steineriana/le-basi-della-pedagogia-steineriana). 

- Reggio Approach: nato a Reggio Emilia ma esportato in tutto il mondo (fuori dall'Emilia Romagna non sono in molti a conoscerlo, ma all'estero è considerato giustamente tra i migliori!), il Reggio Approach, o metodo delle Scuole di Reggio, è stato sviluppato dal pedagogista Loris Malaguzzi nel secondo dopoguerra e ancora oggi è seguito da quasi tutte le scuole della provincia. L'idea alla base della didattica (http://www.mammapretaporter.it/educazione/scuola-di-reggio/reggio-children-un-approccio-pedagogico-in-cui-al-centro-sta-il-bambino) è che al centro di tutto sta il bambino, costruttore attivo del suo sapere.

Anche per questo nelle Scuole di Reggio non vi è mai un programma definito: esso si sviluppa secondo le necessità dei bambini. Spazio ampissimo viene dato all'arte: peculiare del Reggio Approach è l'Atelier, con la figura dell'Atelierista, un laboratorio creativo nel quale i bambini si esprimono attraverso tutti e cento i linguaggi che gli appartengono (http://www.mammapretaporter.it/educazione/scuola-di-reggio/gli-atelier-di-reggio-children). Non solo: una caratteristica propria del metodo reggiano è che anche i genitori hanno un ruolo super attivo all'interno della scuola (http://www.mammapretaporter.it/educazione/scuola-di-reggio/il-ruolo-dei-genitori-nelle-scuole-di-reggio).

- La Scuola Senza Zaino: è una tipologia di scuola nata circa otto anni fa in Toscana, e da allora si sta diffondendo in tutta Italia. Parte dal presupposto che gli strumenti didattici per tutte le discipline debbano stare tutti a scuola, in modo che il bambino non sia costretto a portarsi il solito zaino strapieno di roba, ma solo una piccola cartelletta contenente i compiti.

Se le aule sono ben organizzate e studiate per favorire una didattica all'avanguardia, lo zaino effettivamente non serve, si toglie il superfluo e si guadagna in contenuto! E il tutto si basa sulle dieci regole didattiche del Metodo dell'Approccio Globale al Curriculo (di cui trovate sintetizzati i punti fondamentali qui: http://www.mammapretaporter.it/educazione/educazione-naturale/la-scuola-senza-zaino).

- La Scuola nel Bosco: Nati in Danimarca negli anni Cinquanta, gli asili nel bosco stanno iniziando a sorgere anche da noi, e di questo dobbiamo essere davvero felici. Già, perché l'intento delle scuole nel bosco è quello di rispondere ai bisogni dei bambini attraverso un'attività educativa svolta per la maggior parte del tempo all'aria aperta. I bambini hanno bisogno del tempo passato nel verde, e su questo non si discute. Ma se per le scuole normali questo tempo è secondario, per gli asili nel bosco esso è il protagonista delle giornate. L'educazione passa così attraverso l'esperienza diretta e concreta, attraverso lo studio dal vivo e attraverso le attività didattiche che sfruttano i materiali che la terra ci dona.

Gli obiettivi (http://www.mammapretaporter.it/educazione/educazione-naturale/l-asilo-nel-bosco)? La conoscenza del corpo e del movimento, la comprensione dei colori, dei suoni e delle immagini, la valorizzazione del sé e dell'altro, i discorsi e le parole e la conoscenza vera del mondo.

- La Scuola Liberitaria: Non vi è un metodo univoco per tutte le scuole che decidono di basare l'educazione sul metodo liberitario; tuttavia sono sempre più quelle che lo scelgono, ponendosi l'obiettivo di fare della scuola un ambiente all'avanguardia e progressista nel quale il bambino è sempre protagonista. In senso molto profondo: per la scuola liberitaria (http://www.mammapretaporter.it/educazione/educazione-naturale/la-scuola-liberitaria-un-nuovo-modo-di-fare-scuola) lo scoglio da superare è l'approccio adultocentrico che si è sempre, inevitabilmente, utilizzato nella scuola italiana.

L'importante, nella Scuola Liberitaria, non è il cosa si impara, ma il come; al bambino è assicurato il diritto alla sua libertà di apprendere; il gioco è riconosciuto come attività fondamentale per lo sviluppo, l'educazione e la conoscenza; la democrazia è esercitata attivamente, attraverso discussioni e decisioni prese collettivamente; e, infine, la Scuola Liberitaria condanna la gerarchizzazione dei saperi. Ogni bambino ha la sua intelligenza, e ogni bambino è un individuo dignitoso e importante.

Sara Polotti

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