L'asilo nel bosco

È nato in Danimarca negli anni Cinquanta (ah, i nordici!). Si fonda sul bisogno dei bambini di passare i tempo all'aria aperta. E, soprattutto, è affascinante, divertente e stimolante.

Parliamo dell'asilo nel bosco: un progetto nordico al quale dovremmo guardare molto di più, con i suoi benefici e il suo modello educativo all'avanguardia.

In Italia non ne esistono molti. Il primo è stato creato da un paio d'anni (parliamo di quello sorto a Ostia grazie alla collaborazione tra l'asilo privato Emilio e l'associazione Manes). Grazie al lavoro dell'associazione che svolge una intensa attività di formazione ne stanno sorgendo altri in tutta Italia. 

Si rivolge ai bambini in età prescolare, dai 2 ai 6 anni, e intende rispondere ai loro bisogni attraverso un'attività educativa svolta per la maggior parte del tempo all'aria aperta. Al diavolo i vari "Oddio si sporca" e "Oddio prende freddo" delle mamme più apprensive. Il bambino ha bisogno della natura, e, tranquille mamme, non succede niente di male!
I bambini, non chiusi in aule soffocanti, imparando attraverso l'esperienza concreta, diretta. Certo, esistono spazi coperti per le condizioni particolarmente avverse, ma l'ambiente naturale diviene il campo d'azione.
Soprattutto, il modello educativo propone un approccio assolutamente fantastico, non basato sulle proposte degli adulti (che vogliono dare ai bambini nozioni utili poi alla vita adulta) ma da quelle dei bambini e dei loro bisogni in quel determinato momento dell'infanzia.

Giocattoli e libri non esistono più: gli strumenti divengono i sassi, le foglie, i legnetti, le cortecce, i fiori. Pochi elementi, ecologici ed economici, ma che divengono strumento indispensabile per assecondare l'apprendimento dei bambini, partendo appunto dai loro spunti.

Traguardi dello sviluppo sono la valorizzazione del sé e dell'altro (capendo il significato della vita che li circonda e le conseguenze morali delle loro azioni), la conoscenza del corpo e del movimento (mai come all'aperto enfatizzata), la comprensione di colori, suoni e immagini (facendo arte con tutto ciò che i bambini hanno a disposizione immergendosi nel bosco), i discorsi e le parole (stimolati attraverso le discussioni e i confronti tra i bimbi su tutto ciò che vedono attorno a loro) e la conoscenza del mondo.

Gli asili nel bosco prendono posizioni decise in merito all'educazione del bambino: "la progettazione pedagogica infatti non si struttura esclusivamente su delle proposte dell'adulto che vuole trasmettere competenze ai bambini, ma parte proprio dall'ascolto di questi ultimi e dei loro bisogni che spesso vengono negati dalla scuola dell'infanzia convenzionale. Quest'ultima infatti, considerando i bambini degli adulti in miniatura, si preoccupa di fornire loro quegli strumenti che saranno utili quando saranno adulti trascurando invece il presente dei bambini che mal volentieri trascorrono il proprio tempo seduti su una sedia a riempire un quaderno didattico. Un'altra peculiarità di queste scuole è l'utilizzo di materiali naturali che vengono preferiti agli oggetti preconfezionati di cui è piena la quotidianità dei nostri figli. E cosi' sassi,pigne, foglie
e pezzetti di legno sostituiscono giocattoli e libri con l'intento principale di stimolare le facoltà immaginative dei bimbi che ben presto si accorgono che un trenino è un trenino e basta mentre un pezzetto di legno puo' diventare un trenino, un tagliaerba o una bacchetta magica rispondendo al loro bisogno fondamentale di agire sulla realtà costruendola e inventandola a proprio piacimento.. Ecco perché gli asili nel bosco sottolineano il fatto di voler essere una scuola che sia sempre più famiglia, valorizzando i legami affettivi; la propensione a stimolare l'autonomia, non tanto intesa come abilità ma come tendenza del bambino a esplorare il mondo in maniera autonoma con gusto e piacere; l'importanza di movimento, esplorazione e curiosità (elementi sempre idealizzati da tutte le scuole ma messi in pratica in maniera un po' contraddittoria, con tutte le ore seduti al banchetto); il gioco come veicolo didattico che implica l'intreccio delle dimensioni cognitiva ed emotiva; e, ultimo ma non per importanza, l'educazione ambientale (vissuta in maniera diretta e non all'interno delle solite quattro pareti scolastiche, toccata con mano e perciò compresa fino in fondo, non semplicemente attraverso delle mere regole da seguire: il bambino vive ludicamente la natura e impara senza imposizione a rispettarla ed amarla)" viene spiegato della pagina Facebook de L'asilo nel bosco.

Sono due gli aspetti a mio parere più peculiari di questo approccio che lo rendono così efficace: l'attenzione al movimento e alla natura: "pochi negano in teoria l’ importanza fondamentale del movimento nella crescita dei bambini quantomeno fino ai 5 anni eppure se entrate in una scuola materna vedrete le aule piene di tavoli e sedie a dispetto di un limitato spazio calpestabile,oppure se capitate in alcuni nidi vedrete che i piccoli trascorrono tempo eccessivo su seggioloni o passeggini. E’ quanto di peggio possiamo fare ad un bambino, rinchiudere il suo corpo in piena esplosione, tra un tavolo ed una sedia. L'asilo nel bosco prevedendo nella sua idea originaria che i piccoli vivano prevalentemente all'aria aperta risponde in maniera naturale a questo bisogno negato dalla scuola convenzionale.
L'esplorazione intesa come atto teso a scoprire il mondo presuppone che l'ambiente in cui i nostri trascorrono la propria quotidianità non sia sempre lo stesso. Questo diritto dei bambini puo' essere garantito loro proponendo una quotidianità che venga trascorsa in luoghi sempre diversi garantendo quell'esigenza spesso mortificata di conoscere attraverso l'esperienza diretta e non attraverso i racconti di un adulto o le attività proposte da un libro didattico.
Per questo motivo prevediamo nella nostra programmazione parecchie escursioni nel territorio con visite al fiume, al bosco, al mare e perchè no momenti da condividere col fabbro, il falegname ed il contadino.
La curiosità è il motore della scoperta nonché un'attitudine individuale di ciascun pargolo. Questa tendenza, a parere nostro è mortificata dal sapere che ciascuna giornata scolastica è spesso identica alle altre. Attraverso un attento lavoro di osservazione ed ascolto del bambino intendiamo fare delle proposte che rispondano a questo bisogno fondamentale. Coloro che frequenteranno l'asilo nel bosco non sanno con certezza cosa gli educatori proporranno loro ma avranno la chiara percezione di avere intorno adulti che li sanno ascoltare e che faranno loro delle proposte in sintonia con i loro desideri e che garantiranno dal punto di vista pedagogico una crescita armonica in grado di mantenere viva quell'attitudine cosi' importante per lo sviluppo umano che è la curiosità." Ibidem. Per quanto concerne l'educazione ambientale invece si parte dal presupposto che "qualsiasi essere umano tende a proteggere cio' che ama e per amare qualsiasi cosa è necessario viverla. Come si puo' pretendere che i nostri bambini diventino degli adulti in grado di rispettare l'ambiente se trascorrono gran parte del tempo all'interno di quattro mura ?
Pensiamo che i nostri bambini avranno un rapporto rispettoso della natura perchè permetteremo loro di vivere all'aria aperta a stretto contatto con gli animali ed il mondo vegetale. Siamo convinti che se l'ambiente in cui vivono garantisce loro giornate piacevoli che rispondono ai propri bisogni , in maniera naturale diverranno dei cittadini consapevoli in grado di tutelare il patriomonio naturale e di attuare corrette pratiche di sostenibilità ambientale" Ibidem.

Due studi sembrano confermare l'efficacia di questo approccio pedagogico: "La letteratura scientifica di maggiore rilevanza è costituita da una ricerca svolta nel 2002 dal prof. Peter Hafner dell'università di Heidelberg e da uno studio dell'università di Bologna di Lena Gruener e dalla professoressa Michela Schenetti. L'analisi tedesca mette in evidenza come i bambini che frequentano l'asilo nel bosco sono molto creativi e curiosi, prestano una maggiore attenzione e si concentrano di più, rispettano di piu’ le regole e risolvono i conflitti in modo pacifico, si esprimono in maniera piu’ precisa e argomentano meglio le proprie opinioni. Per maggiori info http://archiv.ub.uni-heidelberg.de/volltextserver/3135/. La ricerca italiana compie un'analisi storica di questo approccio educativo e ne evidenzia le virtu' educative.http://lascuolanelbosco.fondazionevillaghigi.it/wp-content/uploads/2012/10/piccole-voci-nel-bosco-tesi-di-lena-gruener.pdf" Ibidem. 

Oltre ai benefici per il bambino, il modello dell'asilo nel bosco è assolutamente positivo anche per le sue conseguenze comunitarie: il costo di una struttura è il 20% di una scuola tradizionale (e, già qui, pensate al risparmio), e, a livello emotivo, avendo la scuola ricadute positive sull'umore dei bambini crea un circolo virtuoso di cui anche le famiglie trarranno benefici enormi.

E se pensate che il freddo e l'ambiente esterno siano nemici della salute del vostro bambino, beh, vi sbagliate di grosso: basta coprirsi a dovere (mica si mandano i bimbi alla mercé delle intemperie!) e, vi assicuriamo, il bosco li terrà molto più al riparo dai microbi rispetto all'aria viziosa e stagnante delle aule chiuse, calde e umide!

Ma come aprire un asilo nel bosco? Ce lo spiegano i responsabili dell'associazione Manes all'interno della loro pagina Facebook: "“COME APRIRE UN ASILO NEL BOSCO”
Da quando abbiamo intrapreso il progetto Asilo nel Bosco la risposta da parte delle famiglie, istituzioni, semplici cittadini è stata incredibilmente positiva. Articoli di giornale, siti web, passaparola, tutto un mondo si è mobilitato per dare risalto a quella che è prima di tutto un'esigenza dei bambini: sperimentare la Natura, crescere in libertà. Per venire incontro a tutte le persone che in questi mesi ci hanno contattato nell'anelito di replicare la nostra esperienza, ecco nascere il corso su: “Come aprire un asilo nel bosco”. Ci preme chiarire che il nostro progetto di scuola si ispira ai principi pedagogici degli asili nel bosco europei pur essendo collocato all’interno di un agriturismo in campagna e non alle impostazioni tipiche degli “agriasilo”. Questo non vuole sminuire l’approccio di quest’ultimo modello educativo che reputiamo virtuoso e dal quale attingiamo nella nostra progettazione ma per un’esigenza di chiarezza. La vita in un agriasilo si svolge prevalentemente in un contesto spaziale ricco ma che ha un perimetro ben delimitato e l’utilizzo degli ambienti al chiuso è tendenzialmente maggiore. Le giornate in un asilo nel bosco si svolgono invece spesso all’aperto e in spazi solitamente diversi che i bambini non conoscono e che possono esplorare mantenendo sempre viva quella curiosità che reputiamo quell’energia insostituibile che ci mantiene vivi e felici nel processo di crescita quantomeno fino ai 110 anni. Cosi’ pur essendo collocato il nostro progetto in campagna e non in un bosco ci è parso più giusto chiamarlo “Asilo nel Bosco” incentivati in questa scelta dalla presenza di diversi boschetti nelle nostre vicinanze e dalle visite periodiche che effettuiamo comunque nella pineta di Ostia che è invece da considerarsi un bosco a tutti gli effetti. E' importante inoltre che sappiate che per aprire un asilo nel bosco sarà necessario seguire l'iter burocratico di un asilo nido e/o di una scuola dell'infanzia convenzionali. Noi mettiamo a disposizione la nostra esperienza maturata in numerosi anni di attività coniugando le competenze sia pedagogiche che gestionali. Per qualunque approfondimento noi siamo disponibili, contattateci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Il nostro staff vi risponderà prontamente." 

Sara Polotti

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