Il bagnetto del neonato non è tanto finalizzato a pulire il neonato, è piuttosto un rito, uno strumento ber favorire il suo benessere e per dare ritualità alla giornata.
Non cè una vera e propria frequenza con cui fare il bagno, ma è consigliabile effettuarlo non più di 3-4 volte la settimana.
All'interno del bagnetto non è necessario utilizzare nessun bagnoschiuma in quanto:
1. Il neonato non è sporco
2. La sua pelle è molto delicata quindi tutti i prodotti che fanno schiuma, contenenti quindi tensioattivi ossia quelle sostanze che servono per creare quelle fantastiche e divertenti bolle, aimè sono fortemente sconsigliati, perché possono alterare il delicato equilibri dell'epidermide.
Possiamo utilizzare però:
1. Amido di mais: le sue proprietà lenitive sono conosciute fin dall'antichità
2. Miscela di oli essenziali chiaramente diluiti in precedenza in un olio vettore (vedi aromaterapia per bebè)
3. Fiori di Bach (Rescue Remedy, Star of Bethlehem e Red Chestnut)
4. Olio di mandolre dolci
5. Olio di cocco
Un dono meraviglioso che potete fare a voi e al vostro bimbo è il bagno insieme (se non avete la possibilità di sfruttare una vasca va bene anche la doccia); riempite la vasca con acqua calda a 37° circa e se avete piacere potete utilizzare la nostra ricetta per il bagnetto del bebè che trovate qui. Sedetevi nude nella vasca e appoggiate il bimbo sul vostro petto con la testolina appoggiata sotto il collo che abbiamo visto essere uno strumento di estasi sensoriale di non poco conto: per la maggior parte dei neonati il benessere percepito sarà davvero molto consistente, in quanto beneficeranno della dimensione dell'acqua che riprende la condizione uterina percepita da loro per la maggior parte della loro vita e avranno il contatto estatico con la pelle nuda della della mamma che sappiamo essere lo strumento di eccellenza per far secernere endorfine che abbassano gli ormoni dello stress e che migliorano il generale adattamento del bambino alla vita extra-uterina e in generale al suo processo di crescita. Anche la mamma beneficerà del contatto estatico pelle a pelle e la lavanda avrà per entrambi una funzione non solo "rilassante" ma anche decontratturante e con influenza sulla memoria del dolore e del trauma trauma (uno degli effetti positivi dell'olio essenziale di lavanda è proprio quello di lavorare sulla memoria del dolore).
Articolo tratto e adattato dal mio libro Mamme pret a porter, il primo anno insieme, Mental Fitness Publishing
Dopo l'articolo dedicato alla spesa del sabato mattina mi avete scritto in tantissime per sapere dove andavo a fare questa benedetta spesa: ho due o tre posti, ma uno in particolare è nel mio cuore. E' Ortosano, un orto appunto che si trova nelle colline di Cantù dove il sabato mattina ci rechiamo spesso per comprare la nostra verdura e qualche frutto.
Giovanni vi accoglierà con un sorriso e con una cassetta pronta da riempire: così inizia il tour dell'orto. Vi illustrerà quali prodotti sono attualmente pronti, voi gli sceglierete e andrete insieme a raccoglierli dalla terra. Ieri io ho acquistato: 2 barbabietole per i miei estratti, 5 cipolle bianche con il gambo (il gambo è ottimo non solo per i passati di verdura ma anche per fare noodles e soba e in generale piatti asiatici), 2 teste di insalata, borraggine con i suoi meravigliosi fiori blu (nei prossimi giorni vi preparo una super ricettina), piselli che noi mangiamo spesso crudi, taccole, zucchine, coste e una vaschetta di more di gelso, un vero e proprio alicamento. La prossima settimana dovrebbero essere mature anche le prugne!
I bimbi come sempre cercano di imitarlo per cui si mettono a strappare l'erba e le spighe che ci sono vicino alla stradina che conduce all'orto. Tommy ha chiesto informazioni sulle zucche, e Giovanni gli ha ricordato che ogni cosa ha il suo tempo e che quindi le zucche saranno pronte in autunno: non solo, essendo agricoltura biologica ci ha raccontato che quest'anno hanno lavorato duro per salvaguardare le zucche perchè sono state attaccate da parassiti e roditori; non utilizzando pesticidi ma solo lavoro manuale ci ha spiegato che è stata una battaglia complessa e che non sono sicuri al 100% che cresceranno. I piccoli ascoltavano incuriositi, e ne sono felice perchè in questo modo imparano il valore di ciò che si trovano nel piatto.






Giulia Mandrino
Sono tanti i pro dell'estate: bimbi liberi, noi mamme dimezziamo i tempi di uscita da casa la mattina togliendo cappotti e piumoni... Il caldo però porta con sè l'esigenza di idratazione, per cui è necessario aumentare la quantità di liquidi introdotti nel nostro corpo. Spesso far bere i bambini non è cosa molto semplice e la stragrande maggioranza di succhi di frutta in commercio contengono zucchero; purtroppo lo zucchero è molto dannoso per i bimbi sotto molti punti di vista, dall'apparato digestivo ai denti. Inoltre la correlazione tra ipereccitabilità e disturbi dell'attenzione del bambino e ampia presenza di zucchero raffinato nella dieta è ormai stata provata da numerosi studi: per i bambini, ancor più che per noi, lo zucchero bianco da dipendenza! Ovviamente rendendo molto gradevoli gli alimenti in cui è presente aumenta le vendite (inoltre costa poco) per cui viene inserito ovunque. Ultimo ma non ultimo sapete con cosa è sbiancato lo zucchero che al suo stato naturale è marrone? Prima con la calce, poi con l'anidride carbonica e infine con l'acido solforoso. Non credo siano necessari commenti. Ormai però sempre più persone sono interessate a introdurre dentro di sè alimenti idonei per cui è facile trovare anche nei supermercati succhi di frutta che non contengano zuccheri. Attenzione: quando c'è scritto dolcificato anche con fruttosio vuol dire che lo zucchero è sempre presente, in aggiunta c'è il fruttosio, derivato si dalla frutta ma trattato sempre come lo zucchero bianco. Ok invece quando troviamo come dolcificanti succo di mela, succo d'agave, sciroppo d'acero o malto.
Oggi vi propongo una ricettina golosa che contiene all'interno acqua di cocco (reperibile nei negozi bio nella sezione dei latti vegetali normalmente): quest'acqua infatti è molto salutare, ha le stesse calorie o poco meno di un succo di frutta ma contiene molto più sodio e potassio, magnesio e calcio. L'acqua di cocco non è da confondere con il latte di cocco: mentre quest'ultimo è composto dall'acqua di cocco e da scaglie di cocco grattugiate, l'acqua di cocco è solamente il liquido presente all'interno della noce di cocco.
Il secondo ingrediente è l'ananas, potente antifiammatorio e drenante dei liquidi in eccesso. Infine ho inserito i mirtilli, ottimi per il microcircolo sia a livello del sistema digerente sia a livello di arti inferiori. Trovo la sinergia ananas e mirtilli davvero interessante per chi come me in estate
In questi giorni siamo molto impegnati: stiamo infatti andando "a caccia di tigli" come dice la mia piccola. Infatti proprio in queste settimane i tigli sono in fiore (la fioritura dura solo 10 giorni!) e per la prima volta abbiamo deciso di raccogliere i loro fiori per autoprodurci delle stupende tisane al tiglio, e allo stesso tempo divertirci un po' insieme al parco dopo la scuola. Credo che sia molto utile per i bambini comprendere che gli alimenti non provengono dal supermercato ma dalla Terra: che per ottenere qualcosa è necessario il lavoro, la pazienza e l'amore. Per questo motivo cerco il più possibile di "inventarmi" queste attività piuttosto che grandi parchi tema (non li disdegno ma di sicuro prediligo altre mete).
I principi attivi contenuti nella tisana al tiglio sono numerosi: questa bevanda contiene flavonoidi, tannini, polifenoli, polisaccaridi saponine e mucillagini ma anche vitamina C utile per l'assorbimento del ferro dalle verdure e numerosi sali minerali.
Il beneficio immediato di questa tisana è l'azione calmante nei confronti di ansia e stress, quindi è utile per favorire il rilassamento e l'addormento. E' anche utile per chi soffre di colite causata da stati ansiosi.
Ma la tisana al tiglio è anche benefica contro tosse e febbre: infatti non solo calma gli stati infiammatori dell'apparato respiratorio, ma è utile anche come antipiretico naturale.
E' adatta in dosi non smodate anche in gravidanza e per i bambini piccoli a partire dai sei mesi di vita (come del resto tutte le altre tisane) ed è molto utile in allattamento per alleviare lo stress (due tazze al giorno indicativamente).

Ma come preparare la nostra tisana di tiglio homemade?
Basta raccogliere i fiori di tiglio e lasciarli essicare al sole o anche in casa in luogo asciutto e poi riporli in un barattolo di vetro: i fiori di tiglio sono piccoli e gialli ed emanano un profumo molto dolce e unico.
Per preparare l'infuso portiamo a ebollizione una tazza d'acqua, poi spegniamo la fiamma e inseriamo un cucchiaio di fiori di tiglio, poi copriamo e lasciamo riposare per 10 minuti circa (nel caso sia per bambini al di sotto dei 3 anni bastano 3-5 minuti massimo). Eliminiamo poi i fiori con un colino e il nostro infuso è pronto.
Se non siamo interessate ad andare "a caccia di tigli" trovate le bustine per la tisana comodamente al supermercato!
Giulia Mandrino
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
La smoothie bowl è un modo fantastico per incremetare la quantità di frutta e verdura nella nostra dieta quotidiana: io le sto preparando molto spesso come pranzo in questi giorni di caldo dove sento l'esigenza di fare il pieno di alimenti dissentati e rinfrescanti. Ma cosa sono le smothie bowl? Letteralmente ciotole di smoothie, sono appunto delle ciotole di frutta e verdura fatta congelare e poi frullata con del latte vegetale; vengono poi guarnite con ulteriore frutta, semi, alicamenti, frutta disidratata a scelta.
Per fare la smootie bowl potete utilizzare un semplice frullatore.
Ecco come preparare una smoothie blowl in maniera semplice e veloce: un concentrato di benessere allo stato puro con frutta, verdura e alicamenti
Nella pancia della mamma un bambino se la passa decisamente bene: amore, contenimento, calore, movimento e nutrimento. Che cosa si può volere di più dalla vita? Una volta usciti nel "grande freddo", l'amore rimane; ma tutto il resto? Come possiamo sostenere attivamente questo cambiamento? Ce lo spiega Licia Negri, autrice del libro Lasciati Abbracciare, edito da Mental Fitness Publishing.
"Normalmente, il primo mezzo di trasporto utilizzato, da un secolo e mezzo a questa parte, appena usciti dall'ospedale è la carrozzina. Tutti si sono dimenticati che ne esiste uno migliore: la mamma. Come possono solo una carrozzina e un lettino, anche se con i più teneri pupazzetti del mondo, far rivivere al neonato quelle condizioni che conosceva nel ventre materno e che così tanto lo rassicurano?
È inevitabile che quel tenero frugoletto inizi giustamente a imprecare, alla sua maniera.
Non ricordiamo chiaramente quei momenti, ma osservando la disperazione dei bebè in certe situazioni dovremmo forse farci delle domande.
Quando mi veniva suggerito di far piangere il mio bambino ("così si allar- gano i polmoni"), di dargli delle regole per mangiare ("avrà tempo per questo se vorrà fare il militare, no?") e di lasciarlo solo nella sua stanza a disperarsi ("altrimenti lo vizi!"), mi sono sempre chiesta: MA PERCHÉ?
Ai tempi, pur avendo studiato molto sulla maternità, avevo un'intima insicurezza e non sapevo che cosa fosse "giusto" o "sbagliato".
A un certo punto mi sono data una risposta: PERCHÉ NO! E ho iniziato ad ascoltare semplicemente il mio istinto. Consapevole che avrei commesso molti errori (chi non ne fa), ma almeno avrei sperimentato quello che il mio cuore mi portava a fare. Lo ammetto, fa molto Susanna Tamaro, ma rende l'idea.
Ho cercato, quindi, di non soffocare ciò che sentivo e di dare retta alle mie intime sensazioni: attraverso di me e il più possibile a contatto con il mio corpo — anziché solo —, il mio bambino avrebbe potuto scoprire il mondo sereno e sicuro.
E così ho iniziato a portare mio figlio pochi giorni dopo la sua nascita. Mi sembrava il modo più naturale per accompagnarlo dolcemente dalla pancia al mondo.
"È di fondamentale importanza per i genitori della specie uma- na comprendere appieno ciò che l'immaturità dei propri neonati significa: che il bambino continua il suo periodo gestazionale anche una volta nato. [...]
Attraverso il contatto corporeo con la madre, il bambino stabilisce i primi contatti con il mondo, e questi lo coinvolgono in una dimensione nuova di esperienza, l'esperienza del mondo degli altri. Questo contatto corporeo è fonte prima di benessere, sicurezza, calore e predispone sempre più a esperienze nuove" Ashley Montagu, antropologo.
Anche Maria Blois, autrice del libro Babywearing5 lo dice a chiare lettere: "Il babywearing permette di prolungare il periodo gestazionale, fornendo al bambino la possibilità di un ottimale sviluppo del cervello e del sistema nervoso".
Molti altri ricercatori definiscono il portare i bambini e altre abitudini atte a "richiamare" condizioni prenatali con un'espressione: "utero di transizione", cioè un luogo dove continuare quello sviluppo che alla nascita ci presenta al mondo tutti "prematuri".
Grazia De Fiore, autrice del libro Portare i bambini6, ci ricorda che l'essere umano "come specie è molto immaturo alla nascita. Il volume del suo cervello rappresenta il 25% del volume che raggiungerà nell'età adulta, contro, ad esempio, il 45% negli scimpanzé e la percentuale è maggiore negli altri mammiferi".
Insomma, alla nascita l'homo non è poi così "sapiens" come si pensa! E se è vero, come riportano autorevoli neuroscienziati, che il cervello di un neonato accresce di circa tre volte la sua dimensione nel primo anno, non possiamo negare che gli stimoli e le esperienze vissute proprio in questo primo periodo di vita siano di fondamentale importanza per lui."
Licia Negri, Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing
Con piacere ho ricevuto da Weleda, azienda di cosmesi naturale con standard di qualità altissimi, la crema corpo e il bagnoschiuma della nuova Linea Mandrola Bio Weleda.
Sono prodotti davvero ottimi che hanno conquistato non solo me ma anche mio figlio Tommaso che tendenzialmente odia le creme: ha una pelle estremamente sensibile tendente all'atopico per cui la maggior parte delle creme in commercio non le vuole neanche vedere. Parla di questi prodotti come "delicati" e in effetti lo sono (ormai è diventato un tester professionista con una proprietà di linguaggio notevole).
Ma iniziamo con ordine: perchè il mandorlo? Ce lo spiega Weleda nella sezione dedicata alla linea Mandorla Bio.
"Il mandorlo è una pianta con un passato molto affascinante e caratterizzato da una storia veramente antica: la sua coltivazione, infatti, risale a più di 4000 anni fa.
Si può considerare il mandorlo come simbolo di nascita e rinascita: è il primo albero a sbocciare in primavera e a donare la prima manifestazione del risveglio della natura. In molte culture la mandorla simboleggia l'essenza della spiritualità nascosta, il segreto, il mistero che si conquista solo rompendo il guscio coriaceo.
Il suo guscio infatti da una parte è sufficientemente resistente agli stimoli esterni ed in questo modo riesce a preservare ed a non sovraccaricare il suo nucleo interno; dall'altra parte è abbastanza poroso consentendo così il perfetto adempimento dei processi metabolici che avvengono all'interno.
Sono proprio queste peculiarità a rendere la mandorla perfetta per le esigenze della pelle sensibile, ovvero uno strato esterno sano che la protegga dagli stimoli esterni e al contempo le permetta di svolgere internamente tutte le sue funzioni.
Ma cosa vuol dire avere la pelle sensibile?
Non esiste una chiara definizione di "pelle sensibile": in generale la pelle è lo specchio del nostro essere ed esamina e filtra l'ambiente che ci circonda, reagendo agli stimoli esterni ma anche quelli interni. Se questa reazione avviene però in modo smisurato allora ecco manifestarsi, anche in modo temporaneo, la pelle sensibile. Essa quindi non è altro che una manifestazione di un'emotività particolarmente consapevole e reattiva nei confronti di stimoli esterni. Gli strati superficiali della pelle sensibile sono porosi, quindi più facilmente penetrabili: proprio per questo l'olio di mandorle è ideale per il trattamento della pelle sensibile.
Di che cosa ha bisogno?
• Di un aiuto per capire quando è utile agire da barriera o quando, invece, è il momento di aprirsi liberamente, come un limpido canale di scambio.
• Di un sostegno delle sue funzioni barriera.
• Di una "guida" che la riporti al suo equilibrio naturale."
Ecco allora i due prodotti che ho personalmente testato e che non posso che consigliarvi (oltre ai benefici il profumino è stupendo!):
Mandorla doccia cremosa

La formula specifica per la pelle sensibile deterge in tutta dolcezza. Possiede un valore pH simile a quello della pelle, restituisce lipidi e aiuta a regolare l'idratazione cutanea. Delicato profumo di mandorle dolci. Efficacia e tollerabilità dermatologica testate clinicamente. Privo di conservanti, coloranti o profumazioni di sintesi. Non contiene oli minerali.
Mandorla crema fluida sensitive

La crema per il corpo dal delicato profumo di mandorle dolci si prende cura della pelle che tende a irritazioni, e aiuta ad attenuare arrossamenti. La formulazione a base di olio di mandorle bio ha un valore pH simile a quello della pelle. Di facile assorbimento, dona profonda idratazione, attenua irritazioni, rafforza la protezione cutanea e lascia la pelle piacevolmente setosa.
Giulia Mandrino
Oggi voglio condividere con voi un pensiero e di conseguenza delle azioni che mi stanno portando tantissimi benefici e gioia. Ed è il non giudizio. E non è semplice, perchè come tutte le cose parte dal nostro interno, dal profondo e richiede un grande cambiamento. Significa non giudicare noi stessi prima di tutto, non giudicare gli altri, ma ancor prima significa ricercare attivamente la felicità e comprendere che il fine ultimo della nostra vita è essere felici, qui ed ora: questo vuol dire impegnarsi per costruire gioia, elemento che non sta nell'eccesso ma nell'equilibrio. Perchè essere felici vuol dire essere felici adesso, in questo momento mentre sto scrivendo questo articolo.
State pensando che se non si deve pensare al domani allora perchè lavorare, perchè non uscire e spendere tutti i soldi che abbiamo fino all'ultimo centesimo? Perchè nel qui e nell'ora sono felice di consumare il pezzettino del mio budget mensile a disposizione e sono altresì felice di lavorare costruendo il mio budget per me e la mia famiglia (oltre al fatto di essere estremamente fortunata nel poter fare questo lavoro!!!).
In questo percorso mi sto rendendo conto che ho eliminato dalla mia vita snob e presuntuosi perchè non voglio più avere in alcun modo a che fare con la categoria di persone che ha bisogno di rompere le palle al prossimo per dire cosa è giusto, vero, corretto. Sono persone che non stanno bene con se stesse e non ce la fanno proprio a non rompere le palle non solo al prossimo ma al mondo intero.
In compenso ho scoperto la gioia di avere a che fare con persone tendenzialmente ignoranti nel senso che ignorano un sacco di cose ma che sono sane e felici: mangiano in maniera assurda e hanno idee pedagogiche inesistenti ma stanno bene, sono solide, serene e i loro figli sono solidi, sereni, equilibrati. Passiamo grandi pomeriggi a parlare alla fine del nulla, non c'è un barlume di cultura neanche a pagare: ma a fine giornata sono felice, sto bene. Si sta bene spesso (non sempre di certo) a parlare del qui e dell'ora, di cosa si fa da mangiare la sera e di cosa si pensa di fare in estate quando i bambini sono a casa da scuola. Non c'è giudizio, non c'è performance: c'è solo accoglienza di pensiero e di anima.
Sempre più vedo intorno a me persone che vogliono cambiare il mondo con la rabbia, con lo snobbismo, con la voglia di insegnare agli altri le cose. E sopratutto lamentandosi continuamente delle azioni altrui. E anche io sono stata così: ma questa esigenza, almeno nel mio caso, nasceva dal disequilibrio e dalla rabbia, emozione che tantissimi di noi hanno e che nella stragrande maggioranza dei casi siamo inconsapevoli di portarci appresso. In realtà nessuno deve insegnare niente a nessun altro: ci sono persone che hanno il piacere di dare e di ricevere. Tutto qui. Ma per dare davvero bisogna prima non giudicare e stare bene con se stessi, accettando profondamente la vita in tutte le sue sfumature. Quindi davvero il mio consiglio è di eliminare dalla vostra vita il più possibile persone che volenti o nolenti vivono costantemente arrabbiati, giudicanti e che devono in ogni modo predicare. Perchè la felicità è qui, basta vederla. Basta proteggerla.
Auguro questo a tutti voi. Io ho deciso di provarci e di costruire secondo per secondo la mia felicità e quella dei miei figli.
Giulia Mandrino
Il gusto dolce fa parte delle gioie della vita e non credo assolutamente sia giusto rinunciarci: è importante però comprenere che non tutti i dolcificanti sono benefici per il nostro organismo, anzi, alcuni sono davvero dannosi, in particolare per i bambini. Vediamo quindi insieme cosa possimo usare e cosa evitare in un articolo tratto dal mio libro The Family Food, edito da Mental Fitness Publishing.
Zucchero di canna integrale
Mentre lo zucchero bianco è derivato dalla barbabietola da zucchero, quello di canna integrale (sottolineamo integrale perché quello classico che si trova nei bar ha subito comunque raffinazioni importanti e ha lo stesso impatto metabolico di quello bianco) è meno dannoso in quanto contiene una minor quantità di saccarosio e alcune vitamine e minerali.
Sciroppo d'acero
Deriva dalla bollitura della linfa dell'acero da zucchero, raccolto principalmente in Canada all'inizio della primavera. È un remineralizzante (contiene numerose vitamine e minerali) e un antiossidante. Ha elevati poteri emollienti per la mucosa intestinale, quindi è ottimo in caso di gastrite e colite. È possibile utilizzarlo sia per dolcificare le bevande sia per fare torte e biscotti.
Malto
Deriva dalla tradizione macrobiotica ma si sta diffondendo sempre più come sostituto del miele: ne troviamo di diversi tipi, a secondo del cereale da cui deriva (mais, grano, riso, orzo). È un tonificante del sistema nervoso e un alimento altamente nutriente per tutto l'organismo. Ottimo da spalmare la mattina sulle fette biscottate o sul pane in cassetta (integrale) tostato; può essere cotto e rende soffici biscotti e torte.
Succo d'agave
Viene utilizzato fin dall'epoca azteca, lo sciroppo d'acero è un liquido dolce estratto da una pianta grassa messicana. In realtà tra le nostre proposte è quella che deve essere utilizzata meno in quanto non sono ancora molto chiari i possibili effetti collaterali di questo dolcificante: quello che al momento viene messo in discussione è il processo di estrazione industriale e la quantità di fruttosio presente in esso.
Stevia
È una pianta che potete coltivare nel vostro balcone come altre erbe aromatiche. Ha un grande potere dolcificante ed è ricca di vitamine e minerali. La troviamo anche al supermercato sotto forma di cristalli: scegliete quella bio, che non è stata sottoposta a processi di raffinazione nocivi per il nostro organismo.
Amasake
Si ottiene dalla fermentazione di un tipo specifico di riso, chiamato "riso dolce" o "mochi rise", unito a fungo koji, sake e shochu (un distillato di orzo, riso e patate). Si presenta come un liquido denso e gelatinoso dal gusto dolce. È un dolcificante molto interessante perché è povero di grassi e ricco di vitamine del gruppo B, maltosio, destrine, sali minerali e fibre.
Melassa
È un liquido bruno che si estrae dal processo di centrifugazione dello zucchero. Ha un apporto calorico inferiore di circa il 30-40% rispetto allo zucchero bianco; contiene sali minerali e vitamine del gruppo B.
Succo di mela
È un dolcificante che potremmo preparare in casa, facendo bollire le mele e filtrando l'acqua della cottura. Utilizziamolo per torte e biscotti. In alternativa lo troviamo al supermercato: verifichiamo che nell'etichetta risulti totalmente privo di zuccheri, quindi tra gli ingredienti figuri solo un 100% di succo di mela.
DA EVITARE:
Zucchero bianco
"Per capire perché dovremmo evitare lo zucchero bianco basta chiedersi 'come mai lo zucchero è così candidamente bianco?' Perché viene sbiancato e lavorato con calce, acido solforoso e carbone, infine viene colorato con coloranti spesso cancerogeni tra cui catrame. Questo dolcificante provoca iperfermentazione intestinale, carenze di vitamine del groppo B e agisce direttamente su alcuni ormoni del nostro corpo tra cui l'adrenalina". Quindi dimentichiamoci "con un poco di zucchero e la pillola va giù", o almeno utilizziamo un dolcificante naturale. Per approfondire leggi il nostro articolo sui danni dello zucchero bianco in adulti e bambini.
Zucchero di canna
Come abbiamo specificato parlando dello zucchero di canna integrale lo zucchero di canna comune, quello in cristalli è nocivo tanto quanto quello bianco. Ad esso dobbiamo preferire lo zucchero integrale di canna.
Aspartame
Quasi tutti lo sappiamo ma è meglio ricordarlo: non utilizziamolo assolutamente. Anche la FDA, Food and Drug Administration, ha dichiarato che questo alimento è altamente neurotossico e probabilmente collegabile all'insorgenza di patologie come un tipo di tumore al cervello. Facciamo attenzione non solo a non assumerlo nelle classiche compressine, ma anche nelle gomme da masticare e in tutti i prodotti dietetici.
tratto da Mandrino-Alfieri, The family food, ricette naturali per famiglie incasinate, edito da Mental Fitness Publishing
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Molto spesso si confonde il rispetto per il bambino con il "fai un po' quel che vuoi", con quello che i media definiscono il Bambino Tiranno: il termine fa sicuramente una grande audience ma lo ritengo un concetto molto generalista e come tale fuorviante e dannoso per noi mamme.
Non sono una pedagogista ma in questi anni ho avuto modo di leggere e informarmi davvero tanto sulle tematiche pedagogiche, che ho toccato solo in parte durante gli studi universitari in sociologia. Premesse a parte vi racconto come io interpreto uno stile genitoriale consapevole: per genitorialità naturale io intendo un approccio all'educazione del proprio figlio basata sulla consapevolezza, consapevolezza dei bisogni fisiologici del bambino ma anche consapevolezza dei bisogni fisiologici di noi genitori.
Significa interrogarsi e spesso mettersi in discussione senza perdere mai fiducia nelle proprie risorse innate e istintuali di mamme e papà.
Significa guardare la propria infanzia e ritornare bambini per capire come possiamo migliorarci rispetto a nostri genitori (evitando situazioni che ci hanno ferito e magari destabilizzato) e cosa invece riteniamo utile riproporre.
Significa fare bene mente locale per non confondere il fine con il mezzo, quindi mettere al primo posto le relazioni che contano: per cui quando guardiamo la nostra casa in disordine perchè non siamo riuscite a terminare i lavori possiamo accogliere la sensazione di frustrazione e a volte di rabbia, perchè a noi giustamente farebbe tanto piacere vedere il nostro nido pulito e accogliente. Possiamo abbandonarci alla tristezza e magari sfogarci sui nostri figli: altrimenti possiamo sederci con loro sul divano e abbracciarli forte, perchè avremmo tutta la vita per pulire una casa senza di loro.
Significa fermarsi, ascoltare e guardare i nostri figli negli occhi, non solo correre da una parte all'altra con una lista di obiettivi da raggiungere: cerco almeno 5 minuti ogni ora di fermarmi, svuotare la mente e dedicarmi a loro, ascoltandoli profondamente e guardandoli negli occhi. Con i miei figli questo accorgimento fa miracoli. E' però essenziale che svuoti davvero la mia mente per dedicarmi 100% a loro.
Significa non pretendere che un bambino di un anno costruisca le torri e metta in ordine la stanza da solo, perchè in quella fase della sua vita lui tira fuori e distrugge, perchè in quella fase è giusto che faccia proprio quello. Così come è giusto che mangi con le mani.
Significa non lasciar piangere un neonato, perchè un neonato non ha vizi ma bisogni fisiologici, e il contatto è uno di questi. Accogliamo il nostro bisogno di avere qualche spazio per noi e cerchiamo con l'aiuto di nostro marito, parenti e amici di costruire attivamente momenti per noi senza lasciar piangere nostro figlio, ancor peggio di notte.
Significa evitare di dire "non hai voglia di studiare", "non sei bravo a disegnare", "sei capriccioso", perchè nell'infanzia un bambino crede davvero a ciò che dicono i suoi genitori, per cui se loro affermano che "non ha voglia di studiare" lui dirà a se stesso che non ha voglia di studiare. E magari basterebbe solo fermarsi un attimo e fare pace con le proprie esigenze di rivalsa nei confronti del mondo e rivalutare il tutto; basterebbe accettare un 6 anche se sappiamo che nostro figlio potrebbe arrivare al 10. Significa comprendere che è controproducente dire " tu sei", perchè il bambino in quella frase si rispecchia ed entra in quei vestiti, si appiccica addosso quell'etichetta.
Significa chiedere scusa, perchè nella vita si sbaglia, e anche noi genitori lo facciamo. Ed è giusto chiedere scusa.
Significa dare loro tempo per imparare a fare le cose, per cui si cerca di dare loro le chiavi per aprire la porta e attendere che loro la aprano.
E a volte succede anche di piangere e di pensare di aver sbagliato tutto, si, perchè anche questo fa parte del gioco. Ed è in questi momenti che se ci si ferma con la voglia di comprendere il motivo di tale caos e di mettersi in discussione si fa un grande passo avanti e si acquistano nuove certezze e competenze.
E a volte non si riesce a mettere in pratica tutto: ma anche questo fa parte del gioco.
E ora vediamo cosa NON SIGNIFICA essere a mio modo dei genitori che abbracciano uno stile genitoriale consapevole:
Non significa far fare ai bambini tutto quello che vogliono, quando e come lo vogliono, perchè i bambini hanno disperatamente bisogno di confini esattamente come hanno bisogno di essere presi in braccio quando piangono.
Non significa lavarsi le mani delle loro azioni perchè questa è una gran comodità più che educazione attraverso la consapevolezza, ammettiamolo.
Quindi se un bambino di due anni è nella fase in cui vuole lanciare tutto contro il muro non lo lasceremo scagliare il telecomando contro la tv dicendo "è solo un bambino" ma accoglieremo il suo bisogno e gli proporremo di giocare a lanciare la palla di spugna e altri oggetti morbidi contro l'armadio per esempio.
Se un bambino di 3 anni ha il bisogno di giocare con l'acqua non lo lasceremo allagare il bagno come e quando vuole, ma magari lo metteremo in giardino o sul balcone a travasare acqua da una baccinella a un'altra, oppure in uno sgabello vicino al lavandino, magari con un po' di schiuma.
Significa che la tv si guarda solo in un determinato momento, non come babysitter; perchè si possono proporre giochi altrettanto stimolanti se possiamo accettare di vedere la nostra casa un po' sporca per qualche ora.
Significa dire dei "no" spiegandone il motivo, perchè i "no" davvero sono utili per loro: in quei momenti loro impareranno a gestire la frustrazione dell'impedimento, e noi saremo con loro nell'accoglierla e nel dare dei confini a questa. Perchè non è accettabile che un bambino arrabbiato sfoghi fisicamente su cose o persone la propria rabbia come spesso vedo: questo succede a mio modo di vedere perchè ha intorno a sè genitori che lo permettono, che magari si fermano due minuti guardandolo negli occhi e dicendo "no amore non si fa" come hanno letto nel libro "x", utilizzando però il tono che io uso per chiedere a mio marito di portarmi il bagnoschiuma nella doccia se l'ho dimenticato, e poi dopo due minuti tutto è tornato come prima.
Questo non vuol dire alzare le mani, perchè davvero basta dedicare tempo quando si verificano tensioni: possiamo far sedere il bambino su una sedia vicino a noi "per far riposare le mani" invece che dire "sei in punizione", significa comunicargli quanto si è arrabbiati e amareggiati per quel comportamento (non perchè lui è cattivo ma perchè il comportamento è stato negativo, c'è una gran differenza tra il primo e il secondo). Significa secondo me anche non aver voglia di giocare con lui perchè si è arrabbiati. Credo sia importante che i bambini apprendano da noi adulti tramite imitazione le modalità da utilizzare in caso di frustrazione e rabbia: cosa fanno mamma e papà quando sono arrabbiati?
Vuol dire secondo me pretendere che il bambino stia a tavola finchè non ha finito di mangiare, poi quando ha terminato può scendere, consapevole che non mangerà poi alle 11 di sera però. Allo stesso tempo credo non sia giusto chiedere a bambini piccoli di stare seduti ore al ristorante, perchè davvero è qualcosa di insensato.
In questi anni infatti mi sono resa conto che quando mi trovavo in situazioni in cui i bambini davano di matto e io con loro e provavo una grande sensazione di rabbia dovuta al senso di impotenza, il problema non erano i bambini, non ero io, ma era la situazione: quindi era la situazione che era sbagliata e non era adatta a noi. Ma una volta che acquisisco questa consapevolezza acetto più facilmente il momento di caos senza cercare presunte colpe, e se possibile cerco di evitare di ricacciarmi in quel guaio.
Ma tutte queste sono solo mie idee di mamma. Scrivetemi le vostre qui sotto nei commenti: credo che lo scambio tra genitori sia qualcosa di fortemente potitivo.
Giulia Mandrino