Se seguite il mio blog credo che siate consapevoli che il neonato non pianga per fare dispetto alla sua mamma o perchè sia viziato, ma semplicemente perchè esprime un bisogno fisiologico che non viene appagato in quel momento oppure un disagio. Ma quali strumenti concreti abbiamo per limitare il pianto del nostro bambino? Lo svela Licia Negri, autrice di Lasciati Abbracciare, libro edito da Mental Fitness Publishing
"Vi propongo uno studio a cura di K. ed E. Christensson, T. Cabrera, K. Uvnas-Moberg, J. Winberg (1995, Department of Women and Child Health, Karolinska Hospital, Stoccolma). Questi ricercatori dai nomi impronunciabili hanno osservato e analizzato il pianto dei bambini appena nati e hanno cercato di comprendere le cause.

Questi i risultati:
▪ i neonati riconoscono la separazione fisica dalla madre e reagiscono piangendo
▪ il pianto smette quando vengono riavvicinati alla mamma.
▪ Il pianto postnatale osservato potrebbe essere l'equivalente umano del "separation distress call", fenomeno che si osserva fra alcune specie di mammiferi e che ha la funzione di riportare in prossimità dei cuccioli la madre.
Lo studio fa pensare, concludono i ricercatori, che nella specie umana il pianto dei neonati non dipenda da esperienze vissute in precedenza, anzi potrebbe essere una reazione genetica alla separazione. I risultati sono compatibili con la convinzione che la posizione più adatta, dopo la nascita, di un neonato sano (nato a termine della gravidanza) sia a contatto con la madre."
Licia Negri in Lasciati abbracciare, Mental Fitness Publishing
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
L'ustione è una lesione della cute ed eventualmente dei tessuti sottocutanei e delle mucose delle vie aeree e digestive causata da una fonte di calore. Ogni anno 1700 soggetti di età compresa tra 0 e 19 muoiono per ustioni (dati WHO). La morbilità è strettamente associata alla povertà. La maggior parte dei morti per ustione nella popolazione infantile è dovuta ad incendi, ma l'elevato numero di incidenti avviene in ambiente domestico dove ci si trova facilmente a contatto con fonti di calore ( acqua calda, fuochi). Maggiormente coinvolta è la popolazione economicamente più svantaggiata, che quindi non può godere di adeguati sistemi di sicurezza e istruzione. Molto spesso le lesioni da calore causano danni permanenti e coinvolgono i bambini proprio per la loro maggiore vulnerabilità.
Le lesioni possono essere causate da liquidi caldi (scottature), solidi caldi (ustioni a contatto) o fiamme (ustioni da fiamme). Altri tipi di lesioni includono quelli causati da radiazioni, elettricità, attriti o prodotti chimici. Il danno più frequentemente riportato in Europa sotto i cinque anni di età è la scottatura.
Il costo per la società è elevato poiché le ustioni/scottature richiedono cure costose, spesso ricoveri prolungati, medicazioni costanti.
La gravità della lesione viene individuata calcolando il grado dell'ustione che è basato sull'estensione e sulla profondità dell'area interessata. Distinguiamo quindi lesioni di I, II (entrambe vanno incontro a guarigione spontanea) , III grado (che invece richiedono rimozione dei tessuti carbonizzati e innesto cutaneo successivo).
Ad ogni area interessata viene assegnata una percentuale in modo che in pochi secondi si possa fare una valutazione della gravità del danno.

Percentuali differenti possono essere assegnate a medesime aree corporee ma variare percentualmente in funzione dell'età del paziente.
Ad esempio, nella valutazione dell'area corrispondente a testa/collo avremo una percentuale assegnata del 19% per un minore di anni 9 , che scenderà al 9% se l'età sarà superio.
Se la parte interessata in un bambino è rappresentata da più del 30% di lesioni di III grado la probabilità di morte aumenta del 50%; in ogni caso il danno permanente (cicatrici) può rappresentare un grave danno.
La valutazione deve rigorosamente essere effettuata da personale medico o paramedico formato.
Il danno può essere localizzato oppure può essere di grado o estensione tale da dare una risposta infiammatoria sistemica che può determinare uno stato di shock con grave perdita di liquidi.
Come riconosciamo una lesione da calore?
Spesso è il paziente a dircelo (mi sono scottato con acqua bollente, ho toccato il vetro della stufa e così via..) , altre volte (infanti) possiamo vedere eritemi, bolle (flittene) aree necrotiche.
È importante in ogni caso ricorrere all'assistenza del personale medico-infermieristico (medico di base o pronto soccorso) che può fare una tempestiva valutazione e intervenire correggendo l'eventuale disidratazione, trattando la parte ustionata (raffreddamento, pulizia, medicazione), valutare se occorre inviare il paziente in un centro specializzato (centro grandi ustionati), trattare il dolore causato dall'ustione.
Il primo approccio è sicuramente rappresentato dal raffreddamento della parte, dalla disinfezione e dal trattamento con fitostimoline. Lo specialista valuterà poi il proseguimento delle cure.
La WHO ha capito che bisogna intervenire sulla prevenzione: sicurezza domestica, istruzione di caregivers/genitori, sensibilizzazione dei bambini in età scolastica.
Dott.ssa Laura Scarpa, Medico Chirurgo esperto in Medicina d'Urgenza
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Sposata ormai da 10 anni se dovessi descrivere il nostro rapporto non potrei che scegliere le parole "felice" e "normale", nel senso che credo di avere un matrimonio discretamente riuscito, con alti e bassi, come tutti, credo. Anche se i bassi tendenzialmente si verificano nel week end, quando non hai programmato nulla di particolare e devi decidere cosa fare.
A differenza dei mariti delle mie amiche che sono almeno all'apparenza attivi, premurosi, e che si sotituiscono al 100% a loro nell'accudimento dei figli e nella cura della casa, io ho il classico marito definibile come uomosauro italiano: LUI e dico LUI lavora, quindi il restante suo tempo (nella sua mente) dovrebbe essere dedicato al divano e alla tv e qua e là ad uscite romantiche o con amici. Dopo 3-4 anni di paternità, superati i fatidici 36 anni che personalmente ritengo essere per il maschio italiano l'inizio della fase post-puberale, si è reso conto che nella sua torta del tempo ci doveva essere anche uno spazio dedicato ai figli, e che, se non voleva essere ignorato al suo ritorno a casa la sera, doveva talvolta far fare qualcosa a queste creature. Rimane comunque il fatto che almeno un'ora la mattina, un'ora al pomeriggio e la sera dopo cena per lui è un diritto inalienabile, tanto quanto il diritto di voto, poter giacere indisturbato sul divano per ricaricarsi di testosterone, così da essere pronto la sera per svolgere i suoi doveri coniugali (io nel mentre ho fatto la cucina, messo a posto, addormentato i bambini e sono svenuta con la bavetta e il mascara colato nel letto, nel letto dei bambini ovviamente). Si perchè lui non vuole sedersi sul divano, lui vuole diventare una cosa sola con il divano, ed è da questa simbiosi perfetta che si crea una figura mitologica divina chiamata uomosauro, invincibile e sopratutto in pace con il mondo.
Bene, dopo questi grandi passi avanti il mio uomosauro, ha il piacere di far qualcosa con le sue due creature, ma che fare? Dopo aver con suo grande disappunto smontato idee come i centri commerciali da lui adorati o altre gite fuoriporta che richiedevano un mio impegno full time nel preparare 15 borse e un budget di benzina ammortizzabile in almeno 5 giorni di permanenza (o comunque di sicuro non in un giorno), io propongo i giardinetti, semplici, facili, vicino a casa, minimo sforzo massima resa. I suoi occhi si riempiono di rassegnazione ma accetta suo malgrado. Ecco cosa succede:
- è sconvolto dal tempo che richiede l'ucita da casa: lui bello e sereno dopo essere stato uomosauro sul divano per circa 2 ore, si fa la doccia, la barba, sceglie cos indossare e poi LUI è pronto, quindi la sua mente è pronta per uscire. Poi guarda affaticato che io indosso il pigiama e pensa "eh, le donne sono così, ci mettono una vita a prepararsi": si perchè mentre lui si sistemava, io ho svuotato la lavastovigie, messo a posto le cose della colazione, lavato e vestito i bambini, dato una sistemata alla casa, fatto i letti, attaccato la lavatrice perchè il sabato si risparmia, steso la lavatrice della notte, preparato la borsa del cambio con le merende e si, non sono ancora vestita.
- è sconvolto da ciò che portiamo al parchetto: tendenzialmente se stiamo 3 ore i miei figli vogliono portare le bici e dato che nel week end c'è anche lui con due mani libere, chiedo al mio uomosauro di portare un secchiello e due palette; infine la borsa del cambio con acqua e uno snack per metà mattina. Lui mi guarda con aria davvero incredula, quindi gli faccio notare che lui esce da solo con portafoglio e cellulare nei pantaloni, che lui ha 40 anni, ma che loro sono bambini e che sopratutto io questo sbattone lo faccio tutti giorni, e anche con gioia perchè vuol dire che non piove e che non dobbiamo stare in casa ad impazzire.
- è sconvolto dalla gestione dei bambini al parchetto: appena arriviamo al parco possiamo valutare due possibili comportamenti dell'uomosauro. L'ansioso, quello che non li perde un attimo di vista, che se tu per caso guardi un secondo il cell sei una madre degenere che pensa solo ai fatti suoi: ti fa domande tipo "tu chi guardi?", e tu non puoi che pensare "ma io tutti i giorni da 4 anni ne guardo due da sola.....". Poi si stanca, e allora dallo stato ansioso ha bisogno di un attimo di relax, per cui risponde a una mail di lavoro (circa 30 minuti).
- quando torniamo a casa? Dopo un'ora al parco con i figli,di cui mezz'ora di pausa, è devastato, emotivamente e fisicamente ed esattamente come tuo figlio di tre anni all'ufficio postale, ti implora di andare a casa.
Lo so che vi aspettate una frase di conclusione a tutto ciò, ma sinceramente non ne ho. Mi tengo il mio uomosauro così sperando che prima o poi superi la fase adolescenziale e arrivi la tanto attesa maturità.
Papavero3
Spesso le mamme, a un certo punto dell'allattamento, iniziano ad avere dubbi rispetto alla produzione di latte. Le motivazioni di questa preoccupazione possono essere diverse:
– sensazione di seno sgonfio: abituate alla tensione mammaria tipica del primo mese, quando il seno inizia a regolarizzarsi, pensano erroneamente di avere meno latte;
– se il bambino piange o è poco consolabile, soprattutto nelle ore serali (vedi articolo sul pianto nelle ore serali), pensano subito che stia mangiando poco perché il loro latte è diminuito;
– se aumentano la frequenza delle poppate in seguito a uno scatto di crescita (evento assolutamente normale), pensano che stia mangiando di più perché il latte scarseggia;
– se il bambino non segue la curva di crescita imposta da alcuni pediatri, probabilmente è colpa loro perché producono poco latte.
Insomma, si tratta spesso di motivazioni esterne, indotte anche da chi sta intorno alla mamma. Ma come capire allora se c'è davvero poco latte?
Uno dei primi parametri da prendere in considerazione è l'incremento di peso del bambino. Se l'aumento di peso non soddisfa una sana curva di crescita, si deve valutare la situazione. L'ostetrica osserva una poppata e chiede alla donna di raccontare il diario dell'allattamento per capire cosa sta succedendo: quante poppate fa il neonato nelle 24 ore, per quanto tempo sta attaccato, quante volte si scarica, quanti pannolini bagna. Analizza i dati disponibili ed eventualmente, concorda con lei un nuovo piano di allattamento, considerando come si sente la mamma: se è molto stanca, se c'è qualcosa che la preoccupa, se è in buona salute, come sta vivendo questa esperienza, chi le sta vicino. Se la crescita rallenta, spesso è sufficiente aumentare la frequenza dei pasti, drenare meglio il seno e il problema è già risolto. Anche l'uso del tiralatte può essere utile per stimolare maggiore produzione di latte. Non esistono difficoltà insormontabili: abbiate sempre fiducia nelle competenze del vostro corpo!
Angela Dinoia in Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Ho parlato diffusamente dei benefici del cocco in questo articolo. Ora vi parlo di uno snack che ha rubato il mio cuore, si perchè davvero lo adoro: sono le chips di cocco, scaglie di cocco essicate da mangiare come snack oppure per insaporire paste asiatiche o arricchire dolci. Io adoro disporle sulle mie smotie bowl, di cui a breve vi parlerò in un articolo a loro dedicato. In particolare in estate sono molto utili perchè contengono un'ottima quantità di potassio oltre che di ferro e fosforo. Anche i miei bimbi le adorano perchè hanno una croccantezza davvero piacevole oltre che un gusto dolce: sono il nostro must ai giardinetti in questo periodo.

Ne ho assaggiate di diverse marche ma le mie preferite al momento sono quelle di Ambrosiae, nuova azienda 100% made in Italy che ho scoperto da un paio di settimane e che vanta una miriade di meravigliosi alicamenti tutti 100% vegan, senza glutine e raw, quindi mantengono integre le loro proprietà. Li trovate nei negozi bio e a breve anche nelle farmacie.

Giulia Mandrino
Sono Torinese, e come qualcuno di voi saprà noi chiamiamo le gomme da masticare Cicles: la parola Cicles deriva dall'uso di chiamare il chewing gum con il nome della prima marca apparsa in italia di gomme, appunto la Chiclets. Da quando ho smesso di fumare con l'arrivo dei miei bimbi le gomme sono quel fantastico breack che sostituisce un po la sigaretta, che mi da il senso di "fare una pausa". Ma la maggior parte dei "cicles" sono un agglomerato di sostanze dannose, dall'aspartame, ai derivati del petrolio, ai famigerati aromi naturali che di naturale hanno poi ben poco.
Ma anche in Italia stanno arrivando delle soluzioni 100% natural che mi sento anche di dare una tantum ai miei bimbi, ovviamente in pezzetti piccoli.
Oggi vi voglio parlare di Chicza, la prima gomma da masticare certificata 100% biologica e biodegradabile, senza glutine, senza lattosio e senza aspartame; inoltre rispetta l'ambiente ma anche le popolazioni dell'America Latina, in particolare i preziosi guardiani della Foresta del Gran Petén (la seconda foresta tropicale più grande al mondo, dopo l'Amazzonia). I Chicleros messicani, i veri guardiani della Foresta Maya, continuano a vivere in pace e fare quello che sanno fare meglio: produrre questa gomma, "El Chicle de los Mayas" considerato da sempre un prezioso "oro bianco", curando le piante e il nostro grande polmone verde.

Quali sono gli ingredienti? Eccoli: gomma base biologica, succo biologico di canna da zucchero evaporato in polvere, glucosio biologico, sciroppo biologico di agave, aromi biologici di menta, cedro, menta verde e cannella.
A questo punto vi starete domandando, tecnicamente, come sia possibile produrre della gomma da masticare che sia al 100% biologica, biodegradabile, senza glutine e senza aspartame. Sembra un'invenzione incredibile, invece, come avviene quasi sempre nel mondo naturale, si tratta di una scoperta antichissima, dal momento che proprio i Maya sono stati i primi a scoprire i vantaggi di questo chewing gum biologico. La gomma naturale si ottiene con l'ebollizione del lattice dell'albero Sapodilla, prelevato, naturalmente, con metodi che non intaccano minimamente la salute della pianta stessa. Si praticano infatti dei tagli a zig-zag nella corteccia ed alla base si pone un contenitore per raccogliere il lattice che inizia a drenare. In questo modo ogni albero produce dai 3 ai 5 kg di lattice e poi per 5-6 anni lo si lascia riposare. Il lattice a questo punto viene bollito, disidratato e modellato in marquetas rettangolari, identificate da appositi contrassegni FSC (Forest Stewardship Council) che parlano addirittura dell'identità del chicle e della posizione esatta della pianta! Pochi prodotti nel mondo offrono una rintracciabilità così accurata! Per fare Chicza la gomma base viene sciolta con cera naturale e addolcita con sciroppo d'agave biologico, il quale ha un indice glicemico più basso di altri zuccheri. Successivamente vengono aggiunti gli aromi naturali per avere così un prodotto unico, senza conservanti. Per capire in termini pratici cosa voglia dire tutto questo, considerate che nei chewing gum tradizionali la base di gomma naturale non supera il 5-7%, e il resto è per lo più composto da derivati del petrolio.
In ogni confezione si trovano 12 gomme da masticare già pre-tagliate che sottendono un messaggio chiaro: sono da "spezzare", dunque da condividere con gli altri tutta la storia, la cultura, la filosofia del popolo dei Maya, i primi che hanno scoperto quanto sia bello mettersi in bocca una naturale gomma da masticare. E il bello è anche quello, perchè quando metti una gomma da masticare chiedi al tuo vicino se ne vuole una: in questo modo potrete raccontare la storia di Chicleros della foresta Maya.
Considerate che anche uno studio congiunto Comieco – GMI (Green Management Institute), volto a evidenziare prodotti che potrebbero cambiare la salvaguardia ambientale e la gestione dei rifiuti, ha voluto rimarcare le virtù del progetto Chicza, producendo questo interessante documento che trovate nel sito Chicza. Come vedete dall'autorevole studio, oltre agli evidenti vantaggi ambientali, accanto alla questione dello smaltimento delle cicche è legata una considerazione economica molto stringente: un chewing-gum biodegradabile ed ecologico come Chicza permetterebbe di risparmiare tantissimi soldi pubblici, che ad oggi vengono sprecati per pulire i residui delle gomme chimiche da marciapiedi, monumenti, strade e piazze.
Giulia Mandrino
Un questionario completo ed efficace sviluppato dalla dott.ssa Giorgia Donati, psicologa e psicoterapeuta dell'età evolutiva, per fornire alla babysitter tutte le informazioni dettagliate di cui ha bisogno per iniziare il lavoro con il vostro piccolo. Se volete potete consegnare questo questionatio anche al nido che si occuperà di vostro figlio nel caso la struttura non sia provvista di uno suo. E' consigliabile fornire il questionario alla persona di riferimento in quanto lei potrà affidarsi a questo strumento quando avrà dubbi e non sarà possibile contattarvi; inoltre è sempre meglio scrivere tutto "nero su bianco", come si dice "verba volant" giusto?
Nome Bambino:
Data di Nascita:
Indirizzo:
Nome Madre:
Cognome:
Tel lavoro: .................................... Cellulare:....................................
Nome Padre:
Cognome:
Tel lavoro: .................................... Cellulare:....................................
Ci sono fratelli o sorelle? Se si quanti, come si chiamano e qual è la loro età?..........................................................................................................................................................
Che rapporto hanno i bambini?(giocano insieme, vanno d'accordo, litigano spesso ecc).....................................................................................................................................
La babysitter li terrà entrambi? ................................... Se si avete consigli da dare in caso di eventuali litigi ..............................................................................
I genitori vivono insieme o sono separati? Se si l'affidamento è condiviso?.............................................................................................................................................................................
Ci sono altre figure di riferimento a cui la babysitter puo' fare riferimento? (nonni, zii, ecc....)
☐ si ☐ No
Se si inserire eventuali recapiti della persona(nome e recapito telefonico) ..............................................................................
Quante volte il bambino trascorre del tempo con loro?.....................................................................
Chi affiancherà la babysitter durante l'inserimento?.......................................................................................
Perché e' stata scelta questa figura?.........................................................................................................................
Il bambino ha o ha avuto qualche malattia?..........................................................................................
E' mai stato ricoverato in ospedale? ☐ si ☐ No
Se si per quale motivo.................................................. Quanto è durato il ricovero.....................
Soffre di qualche disturbo? ☐ si ☐ No
Se si quale?............................................
Prende medicinali? ☐ si ☐ No
Se si quali?
E' allergico a qualcosa? ☐ si ☐ No
Se si a cosa e che tipo di reazione allergica ha avuto?...................................................
ALIMENTAZIONE:
Ha abitudini alimentari particolari?.................................................................
E' stato allattato con il latte materno o artificiale?.......................................................
Lo svezzamento è gia avvenuto? ☐ si ☐ No
Se si quando?........................................
Si sono riscontrate delle difficoltà?.....................................................
Ha dei cibi preferiti? ☐ si ☐ No
Se si quali?...............................
Ci sono cibi che non puo' mangiare ? ☐ si ☐ No Quali?.....................................
Ci sono cibi che non gli piacciono? ☐ si ☐ No Quali?...........................................
Come mangia? (da solo, usa le posate, sta seduto fino alla fine del pranzo, ha bisogno di essere distratto con dei giochi?ecc...)......................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Ha orari fissi per i pasti? ☐ si ☐ No
Se si
Colazione ore.......
Spuntino ore......
Pranzo ore......
Merenda ore....
Cena ore.....
IL SONNO E LE ABITUDINI NEL SONNO
Quante ore dorme per notte?..........
A che ora si sveglia al mattino? .........
A che ora va a dormire la sera?...........
Dorme al mattino? ☐ si ☐ No Quanto tempo?............
Dorme al pomeriggio? ☐ si ☐ No Quanto tempo?
Di solito chi lo mette a dormire?........................................
Dove dorme?.........................
Chi lo addormenta?............................................
In che modo?.....................................
Dorme con il ciuccio o con un oggetto preferito?.............................................
Ha paura del buio? ☐ si ☐ No
Con quale umore si sveglia solitamente?.............................................
IGENE PERSONALE
Usa ancora il pannolino? ☐ si ☐ No
Se si presenta qualche difficoltà nel cambio? ☐ si ☐ No
Se si quali difficoltà?.........................................................
Quante volte al giorno viene cambiato/a?
Riesce a controllare la pipi' e la popò? ☐ si ☐ No
Se si a che età ha iniziato?..........................................
Gli piace fare il bagno/ doccia? ☐ si ☐ No
Ha qualche difficoltà durante il bagnetto?..................................................
Gioca con l'acqua? Ha degli oggetti di plastica con cui fa il bagno?..................................................
Durante il bagno si lava anche da solo/a?..................................................
Chi solitamente gli fa il bagno?.............................................
Prova a vestirsi e svestirsi da solo/a? ☐ si ☐ No
Se si cosa riesce a fare?.............................................................
RAPPORTO CON GLI ALTRI
Come reagisce quando la mamma e il papà si allontanano?.......................................................
Come si comporta con nuove persone adulte?....................................................................
Come interagisce con altri bambini?.............................................
Gioca insieme ai coetanei?..................................................
Ha paura e ansia se sono presenti più persone? ☐ si ☐ No
Se si come la manifesta?.........................................................
Come manifesta il proprio affetto?......................................................................
Ha gia' avuto delle babysitter? ☐ si ☐ No
Se si quali reazioni ha avuto?...............................................
Come è avvenuto l'inserimento e quanto è durato?....................................................................
COMPORTAMENTO
Capisce i comandi che gli vengono dati? ☐ si ☐ No
Se si quali?......................................................
Ascolta ed accetta cio' che gli viene detto dagli adulti di rifeirmento?...........................................................................................
Capisce se gli viene detto no? ☐ si ☐ No
Come si comporta quando gli viene detto no?...........................................
Fa i "capricci"? ☐ si ☐ No
Se si in quali occasioni e con quali figure di riferimento?..............................................
Come viene consolato e da chi?..........................................................
LINGUAGGIO
Che lingua viene parlata con il bambino?
Dice già delle parole? ☐ si ☐ No
Se si quando ha detto la sua prima parola?..............................
Riesce a formulare semplici frasi? ☐ si ☐ No
Se si da quante parole sono formulate?............................................
Dice il suo nome?...............................
Parla anche se non stimolato dall'adulto?........................................
MOVIMENTO
Ha iniziato a camminare? ☐ si ☐ No
Se si si muove con sicurezza? ☐ si ☐ No
Prova a fare le scale o movimenti come calciare una palla? ☐ si ☐ No
Se cade come reagisce? ....................................cerca l'adulto di riferimento?........................................
IL GIOCO
Come si comporta durante il gioco? (es: gioca da solo, si muove in continuazione, cerca l'adulto) ......................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Con chi gioca solitamente in casa?........................................................
Fuori casa?.................................................
Ha dei giocattoli preferiti?......................................Li condivide con gli altri?..................................
Gli è permesso giocare con diversi materiali (es acqua, terra, farina, pasta)? ☐ si ☐ No
Quali?...........................................................................
Guarda la televisione? ☐ si ☐ No
Se si quali programmi gli sono consentiti?.................................................
Con chi la guarda?....................................................
Quanto tempo passa all'aperto?.................................
Gli vengono letti dei libri? ☐ si ☐ No
Se si chi li legge, quando?...........................................
Il bambino interagisce durante la lettura?.................................................
Sceglie lui i libri o l'adulto?......................................................................
Disegna? ☐ si ☐ No
Se si da solo o con l'adulto?............................................
Cosa predilige disegnare? Ha un soggetto preferito?.......................................................
Ci sono dei luoghi della casa dove predilige stare?...........................................
Dove vengono tenuti i giochi e i vestiti del bambino?.......................................
Dove viene cambiato e sono le cose per il cambio................................
Gli strumenti di primo soccorso (cerotti, bende...) dove si trovano?....................................
Dove sono i farmaci pediatrici in caso di evenienza?....................................
Ci sono dei luoghi della casa dove il bambino non può andare? ☐ si ☐ No
Se si quali?......................................................
LE REGOLE DELLA NOSTRA FAMIGLIA SONO
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DESCRIZIONE DI UNA GIORNATA TIPO DEL BAMBINO
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ULTERIORI ANNOTAZIONI RITENUTE RILEVANTI
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COSA SI ASPETTA LA FAMIGLIA DALLA BABYSITTER
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Sto cercando di tenermi lontana il più possibile dai cereali con il glutine per detossificarmi appunto dal glutine e dalla farina bianca; così sono i procinto di creare delle stupende insalatine gluten free come questa, dove unisco, semi, verdure, erbe aromatiche e cereali.
Il cardamomo è considerato una delle spezie più pregiate del mondo: dall'India al Medio Oriente questa spezia è usata non solo in ambito culinario ma anche in medicina tradizionale. Il cardamomo infatti è molto utile in caso di infiammazione del cavo oro-faringeo, in caso di muco e infezioni respiratorie; non solo, è anche molto efficace come attivatore metabolico e come regolatore dell'apparato digestivo.
Io amo usare il cardamomo verde (quello più facilmente reperibile) in abbinamento allo zenzero per la stupenda sinergia che creano questi due portenti della natura: entrambi lavorano sull'apparato digestivo e sul metabolismo, poi il cardamomo sprigiona i suoi effetti benefici sulla regolazione del muco del corpo (quindi facilita il processo di eliminazione delle tossine) mentre lo zenzero stimola il sistema immunitario. Come tutti i decotti è necessario berne almeno due tazze al giorno per almeno 1 mese.
In questo periodo io sto abbinando questo decotto a un'alimentazione ricca di verdura e frutta cruda e 2 succhi vivi con Estraggo Pro 'Detox di primavera'.
In questi ultimi giorni (almeno lo spero) di freddo ho sperimentato una vellutata a base di barbabietole e carote davvero super! Non amo particolarmente il gusto della barbabietola per cui sono sempre alla ricerca di abbinamenti che ne possano mascherare un po' il gusto: la barbabietola, detta anche rapa rossa è un potentissimo antiossidante per cui è utile che faccia parte della nostra alimentazione.