Quante volte giochiamo con i nostri bambini ma siamo distratti? E loro se ne accorgono, statene certi. Altre volte giocare in armonia è difficile, soprattutto se abbiamo più figli, perché non tutti sono nel giusto mood allo stesso tempo: c’è chi è arrabbiato, chi triste per qualcosa successo alla materna, o qualcuno può essere preoccupato per un compito a scuola. E in quel caso mantenere l’armonia è difficile.
Certo, la maggior parte delle volte è bellissimo, passiamo molto tempo con loro. Ma esistono attività e giochi che sono più adatti di altri a stabilire un legame più profondo tra genitori e bambini, e a noi piacciono molto. Li proponiamo quindi spesso quando ci troviamo a casa la sera tutti insieme, per costruire un legame familiare ancora più stretto divertendoci! Soprattutto quando sembra che tutti abbiano altro per la testa e che le tensioni siano palpabili: è il momento perfetto per cacciare via i pensieri negativi!
Non parliamo del gioco delle imitazioni di personaggi famosi. È qualcosa di molto più semplice, coinvolgente, sensoriale e disarmante nella sua semplicità. A turno uno dei membri della famiglia sta davanti agli altri e decide ciò che per due minuti dovranno fare tutti: ruggire, saltare per casa, rotolare, camminare sulle punte, cantare una canzone, abbracciare… Se all’inizio i bambini sono riluttanti, basta la frase magica: “Sei capace anche tu?”. E la sfida li acchiapperà!
Seduti in cerchio sul tappeto, ognuno a turno fa una domanda e la persona accanto deve rispondere. Dopodiché sarà il suo turno per fare una domanda. Le risposte dovranno essere sincere: in questo modo ci si conoscerà un po’ tutti meglio e si troverà, magari, il coraggio per chiedere qualcosa che normalmente terremmo per noi. Ma non facciamo solo domande serie o seriose: alternativamente, inventiamone di giocose, per ravvivare l’atmosfera! Ad esempio? “Hai mai mangiato un bruco?”; “Andresti in giro per la città senza scarpe?”; “Qual è il piatto più schifoso che tu abbia mai mangiato?”. E così via. E vedrete la genialità delle domande dei bimbi!
Di nuovo, uno dei componenti della famiglia (a turno), sta davanti agli altri. Sceglie uno tra gli altri di fronte e gli dice: “Ho una sorpresa per te”. Questo si alzerà e andrà a ricevere il suo “regalo”, che potrà essere un bacio, un abbraccio, una strofinata di naso (come gli eschimesi!), un grattino sulla schiena, un cinque, un sorriso, un libro, un biscotto… Dopodiché sarà il turno di chi ha ricevuto il regalo, che sceglierà un’altra persona alla quale regalare qualcosa.
I fortini sono sempre fantastici. I bambini ne costruiscono sempre un sacco, no? Bastano dei cuscini e delle coperte. Qualche volta, però, approfittiamone anche noi: costruiamolo insieme, più grande del solito, ed entriamoci tutti, giocando insieme in questa zona protetta, confortevole e magnifica!
Uno dopo l’altro, bambini e genitori dovranno inventare una storia, partendo dal classico “C’era una volta…”. Ognuno inventerà un pezzettino, unendosi a quello appena ascoltato, mentre qualcuno prende appunti e trascrive la storia. Alla fine la si leggerà tutti insieme, scoprendo la meraviglia appena creata dalla collaborazione!
Infine, l’attività svuota-pensieri e attiva-divertimento perfetta: ballare. Accendiamo il giradischi, o alziamo il volume del device per ascoltare musica in tutta la casa e scegliamo una playlist potente e divertente, fatta apposta per muoversi (magari scegliendo del rock, del rock’n’roll e del pop del passato: vedrete come si divertiranno i bambini a sentire certe canzoni per la prima volta!). Muoviamoci, scanteniamoci, sudiamo e lasciamoci dietro ogni pensiero e ogni vergogna!
Giulia Mandrino
Come tutto, non bisogna mai esagerare e seguire una dieta variegata e naturale. Tuttavia è bene entrare un pochino più nel dettaglio: il fruttosio è un sostituto dello zucchero, ed effettivamente è un pochino più benefico di quest’ultimo. Ma è comunque un dolcificante, e come tutti i dolcificanti andrebbe limitato.
Vediamo dunque insieme le sue proprietà, le limitazioni e le attenzioni che dobbiamo rivolgere al fruttosio quando decidiamo di utilizzarlo come sostituto dello zucchero.
Il fruttosio (detto anche levulosio) è uno zucchero semplice (monosaccaride, a differenza dello zucchero di canna e di barbabietola che è un disaccaride) che si trova principalmente nella frutta e nel miele e che tra i vari zuccheri naturali è al palato il più dolce e zuccherino.
La frutta che contiene il maggior quantitativo di fruttosio sono le banane e l’uva. Ma non manca nemmeno in altri alimenti: i pomodori, ad esempio, ne contengono parecchio.
Il fruttosio lo si può trovare al supermercato sotto forma di liquido (la sua forma naturale a temperatura ambiente) o di polvere bianca, proprio come lo zucchero. Quello che compriamo deriva, appunto, dalla frutta, e viene estratto dagli scarti. Lo si può trovare, però, anche chimico, e cioè estratto dall’amido di mais.
Oltre che in merendine, yogurt, biscotti ed altri alimenti, lo possiamo trovare in moltissimi cibi comuni che compriamo al supermercato, poiché il fruttosio ha un potere anti-muffa ed è quindi un alleato della conservazione naturale.
Per quanto riguarda i benefici, certamente il fruttosio è da preferire al saccarosio (lo zucchero “normale”) e al glucosio: il primo, infatti, ha un indice glicemico nettamente minore (19-23) rispetto agli altri due (il saccarosio è a quota 68, il glucosio 100).
Ma qual è la quantità giornaliera raccomandata di fruttosio?
Solitamente si parla di 40 e 50 grammi al giorno (a seconda, anche, della conformazione fisica del soggetto e dell’attività fisica che questo svolge). La nostra dieta, però, è già ricca di zuccheri anche se non ce ne rendiamo conto (basta mangiare carboidrati), e per questo dovremmo fare molta attenzione riguardo a ciò che assumiamo: scegliere il fruttosio al posto dello zucchero, insomma, non basta. Ciò che è più raccomandato è la limitazione generale degli alimenti dolci e di zuccheri semplici durante la giornata.
I danni che il fruttosio può provocare, infatti, non sono da sottovalutare o da ritenere minori rispetto a quelli dati dallo zucchero.
Assumerne quantità eccessive non provoca solo meteorismo (un accumulo di gas intestinali), ma anche dissenteria e gonfiori. Allo stesso tempo, rende l’intestino irritabile.
Come tutti i dolcificanti, poi, anche il fruttosio (anche se con forza minore rispetto al saccarosio e al glucosio) rende dipendenti. Mangiandone troppo rischiamo di volerne sempre di più, e abituarsi a questo regime significherebbe provocare non solo un aumento di peso (sovrappeso e obesità sono dietro l’angolo), ma anche un insorgere del diabete per l’aumento della glicemia nel sangue. Ed è un circolo vizioso: il diabete provoca la mancata secrezione di insulina nel sangue, ed è anche l’insulina a dare il senso di sazietà, che, una volta perso, fa continuare sulla strada del sovrappeso.
Un luogo comune da sfatare, infine, sono le calorie del fruttosio. C’è chi sceglie il fruttosio al posto dello zucchero semplicemente perché crede che il primo abbia meno calorie del secondo (e che sia quindi meno ingrassante). In realtà non è assolutamente così: semplicemente, ha un potere dolcificante molto più alto e di conseguenza possiamo utilizzarne meno rispetto allo zucchero.
Insomma, per concludere: scegliere il fruttosio al posto dello zucchero “normale” è di certo un’ottima idea. Ma ciò non significa che siamo autorizzati a consumarne in maggiori quantità lasciandoci sfuggire la mano. Il fruttosio che assumiamo va comunque tenuto sotto controllo, tenendo sempre presente che la frutta e la verdura ne contengono già una buona quantità.
Alcune regole però sono sempre utili per la nostra alimentazione: VARIARE, quindi alternare dolcificanti sani (qui trovate altre modalità di dolcificare in maniera naturale), ascoltare il vostro corpo (io per esempio tollero molto bene il fruttosio e malissimo lo zucchero integrale di canna o lo sciroppo d'acero, che mi provocano invece molta dipendenza) e, ove possibile, farvi guidare da un bravo nutrizionista che possa fornirvi indicazioni alimentari specifiche per voi.
Giulia Mandrino
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La gravidanza è un avvenimento molto importante per molte donne che porta a variazioni non solo a livello emotivo ma anche a livello fisico. Anche tra le donne che non hanno mai avuto problemi con i tipici inestetismi femminili, la gravidanza può portarle a conoscerli da vicino.

Il primo tra gli inestetismi sono le smagliature, tipiche della gravidanza, che si trovano in particolare sulla pancia e sul seno. Altro tipico inestetismo è la cellulite, ovvero un’infiammazione del pannicolo adiposo sottocutaneo, che comporta gli antiestetici avvallamenti tipici della buccia d’arancia. È il tipico inestetismo delle donne.
Dal terzo/quarto mese di gravidanza, si comincerà ad aumentare di peso, e a dare sfogo alle tipiche voglie “del bambino”. Nei nove mesi subentrano i cambiamenti nel metabolismo, il peso del pancione e le difficoltà circolatorie.
A tutto questo, sarà da aggiungere la ritenzione idrica e il quadro della donna in gravidanza sarà completo. La ritenzione idrica è dovuta all’incapacità del corpo di drenare i liquidi, che ristagnano comportando gambe e caviglie gonfie.
Quando si parla di inestetismi tipici della gravidanza si può fare riferimento a due approcci principali per combatterli:
Rimedi naturali
Trattamenti di medicina estetica
Ovviamente, è opportuno precisare che qualunque trattamento potrà essere effettuato solo dopo il parto, ad eccezione dell’uso di creme e olii per le smagliature che svolgono un’azione preventiva.
Per quando riguarda i rimedi naturali, possiamo distinguere i rimedi per la cellulite e per le smagliature:
Cellulite: alla base di ogni approccio sta uno stile di vita sano, quindi eliminare alcool e fumo dalla propria vita (per voi e per il vostro bambino), scegliere un’alimentazione corretta ricca di verdure e fibre. Bere molta acqua e camminare tanto. Inoltre sono particolarmente utili i massaggi anticellulite con l’ausilio di olii vegetali.
Smagliature: queste sono dovute a stiramenti della pelle che si presenta poco elastica, per questo motivo bisogna idratarla al meglio. Quali prodotti utilizzare? Olio di mandorle e olio d’argan sono assai idratanti ed elasticizzanti per la pelle, applicati almeno 2 volte al giorno.
Durante i mesi della gravidanza, è consigliato evitare qualunque trattamento di medicina estetica, con particolare riferimento a quelli che utilizzano ultrasuoni o laser perché le vibrazioni influiscono o possono causare danni al bambino.
Anche la pressoterapia per la cellulite è sconsigliata durante la gravidanza perché la pressione esercitata può stimolare le contrazioni uterine.
Solo in seguito al parto si potrà fare ricorso ai trattamenti di medicina estetica in tutta sicurezza.
Prima però, se si è in eccessivo sovrappeso, sarà consigliata una dieta riequilibrante e dimagrante abbinata ad una regolare attività fisica.
Mentre per le smagliature i trattamenti mirati includono il laser e il needling, per quanto riguarda la cellulite il discorso è un po’ più complesso.
Tra i trattamenti per la cellulite più affidabili rientrano:
La carbossiterapia: attraverso micro iniezioni di anidride carbonica nei tessuti si provoca un miglioramento nella circolazione.
La mesoterapia: è una metodica più tradizionale che prevede l’iniezione sotto la pelle di determinate sostanze che riducono l’edema che accompagna la cellulite.
Tra i trattamenti, invece, di ultima generazione rientra la subcision guidata, che a differenza di tutti gli altri trattamenti agisce in modo preciso e mirato sulla causa reale della cellulite, ovvero i setti fibrotici che causano una retrazione della cute (effetto a buccia d’arancia). La subcision guidata è un trattamento minimamente invasivo con effetti a lunga durata e permette di ridurre o eliminare del tutto la cellulite.
I trattamenti per gli inestetismi in gravidanza sono, dunque, molteplici. L’importante è seguire sempre i consigli del proprio medico ed evitare soluzioni fai-da-te che possono essere dannose sia per voi che per il bambino.
Combattere le smagliature è possibile? Di seguito sveleremo i migliori trattamenti e creme per le smagliature.

Le smagliature non sono tutte uguali, possono essere rosse o bianche, e trattarle sarà differente.
Quando le smagliature sono rosse, sono più facili da trattare rispetto a quelle bianche, perché i tessuti riescono a ritrovare il loro tono iniziale. Le smagliature alterano la naturale struttura della pelle, rendendola meno compatta e uniforme, dunque esteticamente meno piacevole, sia alla vista che al tatto.
Le creme per le smagliature, che queste siano bianche o rosse, sono il rimedio per eccellenza per tutte le donne tormentate da questo inestetismo.
Difficilmente, però, le creme antismagliature fanno miracoli. Se parliamo infatti di smagliature bianche, una crema non sarà sufficiente per eliminarle ma aiuterà a renderle meno visibili.
Quando si tratta di smagliature, il rimedio più efficace è la prevenzione.
Idratare ogni giorno la pelle con creme antismagliature apposite, specialmente durante la gravidanza, aiuta la pelle a mantenere una certa elasticità e tono che non saranno poi perse con le fluttuazioni di peso. Infatti, le smagliature sono causate da variazioni di peso in soggetti che presentano una pelle poco elastica.
Le zone del corpo più soggette alla formazione di smagliature sono:
Pancia
Seno
Cosce
Glutei
Fianchi
Le smagliature si presentano inizialmente sotto forma di linee rosse sulla pelle, e in questa fase possono ancora essere trattate con una efficace crema per le smagliature. Successivamente, se non trattate, cambiano colorazione diventando bianche, stadio dove le smagliature sono più difficili da trattare.
Applicare ogni giorno una buona crema per smagliature sulle zone colpite può essere anche una buona azione preventiva, infatti, le donne in gravidanza dovranno usarle fin dai primi mesi.

Le creme per le smagliature possono essere acquistate direttamente in farmacia o in profumeria, ma se si è in cerca di offerte, soprattutto in gravidanza quando la priorità è risparmiare viste le imminenti spese per il neonato, optare per e-commerce affidabili e convenienti può essere la soluzione.
Nel web sono presenti diversi siti dedicati allo shopping online di creme cosmetiche, sempre più in voga ultimamente, e tra questi quelli più quotati riguardano la vendita online di cosmetici.
Perché sempre più donne decidono di affidarsi allo shopping online? Semplice, le ragioni che spingono ad acquistare online sono molteplici:
Prezzi convenienti
Consegna (spesso) gratuita
Comodità
Qualità dei prodotti
Recensioni positive di altri acquirenti
Tra le migliori creme per smagliature in commercio in Italia ricordiamo la crema del marchio Mederma®, che garantisce risultati visibili, al pari di un trattamento estetico, che fino a pochi anni fa sarebbero stati solo un sogno.
Questa crema agisce sulle smagliature rendendo la pelle più compatta, più morbida e uniforme, combattendo le antiestetiche strie e qualsiasi discromia.
Inoltre, efficace per le smagliature risulta essere anche la crema del marchio Rilastil®, con il suo trattamento attivo studiato per contrastare le smagliature. Ad azione emolliente, idratante ed elasticizzante può essere utilizzata sia in gravidanza che durante l’allattamento.
Una crema per smagliature che funzioni deve agire, innanzitutto, sulle cellule epiteliali morte, affinché i principi elasticizzanti possano penetrare nella cute.
Tipicamente, le creme per smagliature presentano i seguenti componenti:
Sostanze esfolianti
Acido ialuronico
Centella asiatica
Collagene ed elastina
Retinolo
Acido glicolico
La crema per smagliature affinché sia efficace deve essere applicata 2 volte al giorno, mattino e sera, in modo uniforme sulla pelle e con un movimento circolare su tutte le aree del corpo interessate.
Usata quotidianamente, una buona crema per smagliature garantisce miglioramenti già dopo un mese di trattamento.
Non solo le creme possono agire sulle smagliature, anche gli olii naturali hanno un’azione idratante ed elasticizzante sulla pelle e aiutano quindi a prevenire la comparsa delle smagliature.
L’olio di mandorle, ad esempio, è tra i più utilizzati come alternativa alle creme e risulta efficace per la scomparsa delle smagliature rosse, grazie alla sua composizione ricca di vitamina E.
Anche l’olio di oliva è ottimo contro le smagliature perché ricco di acidi grassi che stimolano la produzione di elastina.
“Che gli regaliamo? Ma il seggiolone ce l’avranno già? Gli abitini sicuramente useranno quelli di Filippo… Hanno scelto i pannolini normali o i pannolini lavabili?”: dialogo tipico tra amici quando si tratta di pensare al regalo per la nascita del figlio di altri amici.
Serie di problemi oggettivi: non sappiamo esattamente cosa i neogenitori già abbiano. Non sappiamo cosa gli piaccia realmente (perché anche se abbiamo gli stessi gusti il rischio di toppare è lì in agguato). Non sappiamo effettivamente di cosa abbiano bisogno. E allora cosa regalare?
La migliore scelta però esiste. Si chiama “lista nascita”, ed è elegantissima, sicura e comoda come nient’altro al mondo. Noi la stiamo consigliando a tutti, e per prime l’abbiamo creata noi quando sono nati i nostri bambini.
Creare una lista nascita con Collettiamo è davvero semplicissimo: basta che i futuri genitori vadano sul sito e scelgano l’opzione “lista nascita", compilando il semplicissimo form per creare la propria lista dedicata ai regali per il futuro bambino. È davvero molto, molto semplice, e potete vederlo con i vostri occhi cliccando questo link, al quale è visibile un video demo con tutti i passaggi da seguire.
È proprio come una lista nozze, solo che stavolta i regali saranno dedicati alla maternità. Dopo aver compilato i campi personali, è possibile lasciare un messaggio per gli invitati, per spiegare le ragioni della lista.
A questo punto possiamo scegliere se applicare la commissione di Collettiamo (una piccolissima percentuale che verrà scalata dai regali o dal totale della lista) alla somma che versano gli invitati oppure al totale (non ricadendo così su di loro).
La nostra lista è così creata.
Ora possiamo scegliere se lasciare che gli invitati versino semplicemente la loro somma (come fosse una busta regalo) oppure aggiungere i regali che ci servono, esattamente come in una lista nozze.
Biberon, pannolini, seggioloni, carrozzine, giochi, libri, sterilizzatori, termometri… Possiamo aggiungere tutto ciò che ci viene in mente, selezionando quelli proposti da Collettiamo oppure quelli che abbiamo già scelto, completando con la foto dell’oggetto, il prezzo e la quantità.
Per coinvolgere gli amici nella lista nascita basterà inviare loro il link creato da Collettiamo. Loro verseranno la loro quota, o sceglieranno di regalarci uno degli specifici oggetti che abbiamo messo in lista, dopodiché riceveranno il nostro ringraziamento.
Alla fine, dopo aver chiuso la busta (dopo aver raggiunto la quota che avevamo in mente oppure dopo la nascita del bambino; insomma, quando decidiamo) potremo ritirare attraverso un bonifico il denaro ricevuto, provvedendo così all’acquisto di ciò di cui realmente abbiamo bisogno, senza rischiare di ricevere regali doppi (antipatico per noi ma anche per chi ci ha fatto il regalo, dato che hanno sprecato tempo e denaro) oppure di ritrovarci con qualcosa di cui non avevamo assolutamente bisogno o che non ci piace proprio!
E ascoltate bene: per noi di Mamma Pret a Porter c’è un codice promozionale! Mammapret_10. Inseritelo quando richiesto: vi darà diritto a 10€ accreditati gratuitamente per creare la vostra prima lista (condizioni di attivazione: raccogliere almeno 50€ da almeno 5 partecipanti; valido fino a dicembre 2018).
Giulia Mandrino
La gravidanza è sempre accompagnata da cambiamenti, non solo emotivi ma soprattutto fisici. Il corpo va quindi curato maggiormente. Ma quali sono le aree più inclini a cambiamenti e come agire dopo il parto?

Durante la gravidanza, il corpo è soggetto a cambiamenti, una sorta di rivoluzione causata dagli ormoni che non sfugge all’occhio attento di ognuna di noi.
Aumento di peso e variazioni della forma sono tra gli aspetti della gravidanza che si preferirebbero evitare. Le fluttuazioni di peso non dovrebbero superare i 12 chili, tuttavia gran parte delle donne ne accumula di più. Questo genera inestetismi successivi al parto, perché la pelle, magari poco elastica, potrebbe risultare in eccesso.
La pancia successivamente al parto non si riduce istantaneamente, questo perché dopo il parto sono necessari almeno 15 giorni affinché l’utero ritorni alle sue dimensioni di partenza, così i muscoli e la pelle della pancia sono costretti a tendersi per assecondare questo processo. Non essendo completamente elastici, i tessuti risultano quindi sotto tono e molli.
Il seno durante la gravidanza aumenta di volume e questo può essere piacevole per molte donne. Tuttavia dopo il parto il décolleté così apprezzato e abbondante risulta sproporzionato e ancora alla fine dell’allattamento il seno è svuotato e cadente.
Le gambe sono soggette a ritenzione idrica perché durante gli ultimi mesi di gravidanza l’utero tende a premere su alcuni vasi sanguigni rendendo più difficile una corretta circolazione e scambio tra i liquidi.
Quindi possiamo affermare che le aree più soggette a cambiamenti durante la gravidanza sono:
Seno
Pancia/addome
Gambe/glutei
Quando si parla di fare ricorso ad interventi di medicina e chirurgia estetica è sempre consigliato, per ogni trattamento, evitarli durante la gravidanza, ma anche durante l’allattamento per evitare che sostanze iniettate nel corpo o protesi possano influire sul normale decorso post parto.

Dopo l’allattamento, il seno tende a cambiare, la pelle appare più rilassata e il capezzolo scende verso il basso, donando al seno un aspetto cadente e vuoto.
In numerosi casi è sufficiente dell’esercizio fisico mirato nei pettorali con una dieta sana ed equilibrata, creme tonificanti applicate con appositi massaggi, e in poco più di un anno il seno tornerà ad essere tonico e fresco.
Purtroppo, non in tutti i casi questo avviene e molte donne non riescono più a riottenere il seno di un tempo, dovendo così ricorrere ad altre soluzioni.
Ma dove scoprire di più su come intervenire? Esistono, oggigiorno, portali dedicati alla medicina estetica dedicati a tutti coloro che intendono informarsi preventivamente sull’intervento o trattamento che desiderano.
Nell’ambito della chirurgia estetica troviamo le soluzioni più efficaci per risolvere il problema del seno cadente e vuoto, e sono:
Mastoplastica additiva: consiste nell’utilizzo di protesi per aumentare il volume del seno. Da effettuare non prima di 6 mesi dalla fine dell’allattamento.
Mastopessi: senza l’utilizzo di protesi, viene effettuato un rimodellamento della mammella, spostando verso l’alto l’areola mammaria e rimuovendo l’eventuale pelle in eccesso.
Se non si vuole ricorrere ad interventi invasivi, si può far ricorso alla medicina estetica, che offre soluzioni che non prevedono l’utilizzo del bisturi. Ad esempio, efficace per intervenire sul seno svuotato dall’allattamento è il trattamento di lipofilling, ovvero una tecnica basata sul trapianto di grasso del paziente da una parte all'altra del corpo. Attraverso questo trattamento si vanno a modificare i contorni e le forme delle mammelle, senza l'inserimento di sostanze estranee.
Gambe gonfie e pancia molle possono essere problemi riscontrabili dopo la gravidanza. Per intervenire sulla pancia si può far ricorso a 2 soluzioni:
Concentrarsi su sport ed esercizi mirati. Se questi non funzionano, è possibile fare ricorso a:
Chirurgia e medicina estetica
Gli interventi di riferimento sono la mini-addominoplastica, che prevedere la rimozione di una striscia di pelle in eccesso e che può essere abbinata alla liposuzione se è presente anche grasso in eccesso.
L’addominoplastica, quando tutta l’area della pancia presenta problemi.
Per le gambe che appaiono gonfie e stanche, invece, sono consigliati una dieta sana, bere molta acqua che stimola il drenaggio dei liquidi, e fare esercizio fisico.
Giulia Mandrino
Adoriamo le polpettine! Consentono non solo di far mangiare praticamente tutto ai bambini ma anche di riciclare tanti scarti: noi cerchiamo sempre di unire una proteina (pesce, carne bianca, legumi, uova, frutta secca) a carboidrati (pangrattato, patate, farina di mais, cereali in chicchi) così da ottenere un pasto completo con un bel contorno di verdura. Questa è la ricetta delle nostre tipiche polpettine di pesce, che, vi assicuriamo, piacciono moltissimo ai bambini, e sono super semplici da preparare.
Avete mai pensato di portare i bambini a vedere l’Opera? Spesso si hanno dubbi: si annoieranno? Capiranno? Ma fa davvero per loro? Oppure noi stessi in primis non ci siamo mai stati e non sappiamo quindi cosa aspettarci.
L’Opera tuttavia è affascinante per tutti: anche chi non ne capisce ha sentito almeno una volta nella vita la voglia di provare ad andarci. Per i bambini è altrettanto curiosa e stimolante: perché quindi non portarceli?
Oggi esistono spettacoli dedicati all’opera e alla lirica per bambini. Come ad esempio “il Barbiere di Siviglia”, tra le opere più iconiche, che come gli scorsi anni la Scala di Milano propone apposta per i più piccoli, insieme ad un’altra opera, “L’elisir d’amore”.
“Il barbiere di Siviglia” è una tra le opere in assoluto più conosciute. L’ha musicata Gioachino Rossini e racconta della storia d’amore tra il conte d’Almaviva e l’orfana Rosina, con l’intermediazione del famoso Figaro, il barbiere di Siviglia che escogita ogni stratagemma per far sì che i due innamorati si vedano, in barba al tutore di Rosina (Bartolo) che la tiene segregata in casa.
Il Teatro alla Scala di Milano propone quindi nuovamente nel suo programma per il 2018 i “Grandi Spettacoli per i Piccoli”. “Il barbiere di Siviglia” è in programma per questo gennaio il 7 e il 28 del mese, con due spettacoli, alle 11 e alle 15. Il calendario comunque va anche più in là, e basta consultare la pagina dedicata per scegliere un’altra data.
Noi assisteremo allo spettacolo delle 11 il 28 gennaio: state connessi, perché lo seguiremo con voi commentando sulla nostra pagina Facebook!
Ma perché portare i bambini all’opera? Innanzitutto per vivere la magia del teatro: non siamo più abituati ad andarci, ma a stare incollati sul divano davanti alla tivù se proprio vogliamo assistere a qualche rappresentazione artistica. Certo, è bellissimo che esistano canali che propongono questo tipo di arte, ma andare a teatro è sempre, sempre un’emozione. Il sipario in velluto rosso, la magnificenza dell’ambiente (quando siamo nei grandi teatri cittadini), il silenzio, gli applausi, la concentrazione…
L’opera lirica, poi, è tra le tipologie di spettacolo più affascinanti e magnifiche: la pensiamo per pochi eletti, per gli appassionati, per i ricchi addirittura. Ma non è così. Unendo il teatro alla musica e al canto, l’opera è quanto di più completo esista. Appassionare i bambini all’opera lirica è quindi una buona scelta.
Naturalmente, come per tutto, non serve cominciare con troppa serietà. Ecco perché “Il Barbiere di Siviglia” è adatto allo scopo: è una commedia divertente, buffa e a tratti leggera, un’introduzione perfetta a questo tipo di spettacolo. Proprio come quando vi avevamo suggerito di rendere le visite nei musei, almeno all'inizio, a misura di bambino.
Prima di recarci a teatro, quindi, possiamo cercare insieme ai bambini informazioni sulla storia, curiosità sull’autore, dettagli riguardanti i costumi dell’epoca e tutto ciò che può interessare ai bambini, capendo così il linguaggio dell’opera e rendendosi conto che si sta per assistere a qualcosa di grandioso, curioso e diverso dal solito, gustandoselo quindi nella giusta maniera e non considerandolo qualcosa di vecchio, borioso e incomprensibile. Perché no, non è incomprensibile! E per farlo possiamo partire dalla bellissima Guida all’Ascolto che possiamo scaricare dal sito della Scala: un libretto da ritagliare, colorare e leggere per ricreare l’opera che andremo a vedere o che abbiamo appena visto.
“Il barbiere di Siviglia” per i piccoli alla Scala di Milano è adatto ai bambini dai 4 anni in su e dura circa un’ora senza intervallo. A guidarli nell’opera sarà un narratore (Ambrogio, interpretato da Stefano Guizzi) e la musica sarà suonata dai solisti e dall’orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala.
Giulia Mandrino
Abituare i bambini sin dai primi giorni alla parola è quanto mai importante: parlargli, rivolgersi direttamente a loro anche se li consideriamo “lattanti”, comunicare con loro non solo attraverso il contatto e la cura.
Questo è il primo passo per aiutarli a imparare a parlare. Ma ci sono tantissime cose che possiamo fare per spronarli a farlo, cominciando sin dai primi giorni e mesi di vita! Poi, naturalmente, ognuno avrà i suoi tempi. Ma perché non dargli qualche semplicissimo strumento in più?
Ciò che stiamo per suggerire non sono compiti da dare al bambino, assolutamente. Anzi: sono abitudini che dobbiamo prendere noi genitori, perché è dal nostro esempio che i bambini imparano. Se noi per primi ci poniamo in maniera propositiva, efficace e positiva nei loro confronti, parlandogli e coinvolgendoli nella comunicazione verbale, certamente i bambini ne beneficeranno, acquisendo direttamente e indirettamente nozioni importantissime per quando cominceranno a imparare a parlare. Insomma: qualche consiglio per aiutare i bambini a parlare partendo dal nostro esempio concreto.
La prima abitudine imprescindibile che noi genitori dovremmo prendere è quella di parlare spesso e volentieri al bambino, descrivendo ciò che stiamo facendo durante la giornata, parlando delle piccole cose, descrivendo i paesaggi, nominando gli oggetti. Sin da piccolissimi: non dimentichiamo che i nostri bambini sono delle spugne!
È vero, è irresistibile: ti trovi di fronte un bambino e ti esce naturale dalle corde vocali quella vocetta stupida da cartone animato, buffa, divertente e carina. Ma se vogliamo aiutare i nostri bambini evitiamo di utilizzarla sempre, costantemente. Ogni tanto ci sta, ma non come abitudine. Usiamo quindi la nostra voce normale, con tono normale, esattamente come parliamo agli adulti, scegliendo forme e termini semplici ma veri e non storpiati. Un po’ per loro rispetto (già: i bambini imparano moltissimo, anche se non la usiamo, e sono molto più intelligenti di ciò che crediamo), e un po’ perché, appunto, impareranno meglio il linguaggio e la comunicazione.
Noi italiani lo facciamo già di default, secondo i più diffusi cliché, quindi non abbiamo bisogno di sforzarci. Ma sappiate che gesticolare è importante, con i bambini, perché aggiunge alla comunicazione verbale quella non verbale, fatta dei gesti del corpo. Le parole si integrano così con i gesti e diventano spesso più comprensibili.
Leggere le favole la sera (sin da piccolissimi, anche quando siamo convinti che “tanto non capiscono”); inventare storie; raccontare il vissuto delle persone che ci stanno attorno. Ci sono mille modi per raccontare, e come il descrivere questa abitudine è davvero benefica.
Non solo quando i bambini cominciano effettivamente a parlare, ma anche prima: il fatto che non rispondono non significa che non ragionano. Sentendosi domandare qualcosa il loro cervello si mette comunque in moto, ed è un esercizio utilissimo in vista del futuro.
Certo, quando iniziano a parlare (perché è importantissimo ascoltare ciò che hanno da dire: altrimenti chi glielo fa fare di parlare?). Ma anche prima: quando facciamo domande, fermiamoci e lasciamoli un attimo riflettere, e lasciamo che rispondano con ciò che hanno a disposizione: il loro corpo. E anche se non comunicano ancora nulla all’esterno, lasciamo che abbiano il tempo di rispondere dentro di loro.
Giulia Mandrino
Ogni genitore ha un suo rapporto con il proprio figlio, e sa quando usare certe parole, quando essere fermo, quando essere dolce e quando impuntarsi. A volte, però, sembra che nessun approccio sia quello giusto, e certe nostre parole e toni, anche impercettibili o per noi minimi, possono dare l’effetto opposto a quello sperato, facendo sì che i bambini si intestardiscano di più, si arrabbino, si intristiscano o non ascoltino.
Ecco quindi alcune frasi in sostituzione delle più comuni espressioni per far sì che la conversazione con i nostri figli sia più proficua ed efficace, sempre nel rispetto dei bambini.
Iniziare le frasi con “Vedo che…” (“Vedo che sei arrabbiato”, “Vedo che non hai voglia di mangiare”, “Vedo che sei entusiasta”) infonde nel bambino un senso di sicurezza, consapevolezza e autostima, poiché sente di essere osservato dai genitori e considerato da loro. Lo spronerà a parlare di ciò che sta passando, esprimendo le sue sensazioni, un esercizio utile per tutta la vita.
Allo stesso modo, il “Parlamene” aiuterà il bambino a prendere l’abitudine di esprimere le sue emozioni, in tutti i casi: quando è triste, quando è arrabbiato, quando è felice, quando è euforico. E dare il nome alle emozioni è utilissimo, poiché rende i bambini più consapevoli e più in grado quindi di gestire le situazioni.
A volte, giustamente, cerchiamo di utilizzare con i bambini frasi che li spronino a fare le cose secondo la loro volontà, incitandoli, invogliandoli e facendo sembrare che siano loro idee. Ad esempio? “Che ne dici di mangiare questo piatto di pasta?”. “Io mi sto preparando per uscire. Tu cosa fai”?. Talvolta però i bambini non sembrano proprio nel mood di fare ciò che devono fare in quel momento, e se siamo di fretta o esasperati il nervosismo sale inesorabile (in noi). Ma potrebbe bastare cambiare forma della frase, rendendola più autorevole e più ferma mantenendo il rispetto, senza arrabbiarsi. “Ho bisogno che tu mangi questo piatto di pasta, perché non puoi stare senza cibo”. “Ho bisogno che ti prepari insieme a me, perché papà ci sta aspettando in macchina”. Dire loro che abbiamo bisogno che facciano qualcosa (argomentando anche con il perché, in modo da fare capire loro che c’è sempre un motivo e noi genitori non imponiamo solo per il gusto di farlo) li farà sentire importanti e responsabili, grandi.
I “ma”, come “no”, sono utili e importanti, ma troppi stroppiano e rischiano di dare l’effetto opposto a quello sperato. Al posto del “ma”, quindi, possiamo usare “allo stesso tempo”. Qualche esempio? “Sei un bravo bambino ma oggi ti sei comportato male” può diventare “Sei un bravo bambino ma allo stesso tempo capita che ti comporti male”. “Ti voglio bene, ma non devi mordere gli altri bambini” diventa “Ti voglio bene, ma allo stesso tempo ho bisogno che tu capisca che fare del male agli altri è sbagliato”. Perché il “ma” è un avversativo che implica qualcosa di male a prescindere da tutto, mentre “allo stesso tempo” fa capire che il nostro bene nei loro confronti (quello che esprimiamo nella prima frase) è la cosa più importante e che i giudizi che stiamo esprimendo sono regole importanti che gli stiamo insegnando.
È importante che i bambini capiscano che noi apprezziamo ciò che fanno e che li consideriamo importanti e non “dei bambini”. Soprattutto quando fanno cose che ci rendono orgogliosi di loro: esprimiamo sempre il nostro piacere e il nostro orgoglio quando si comportano bene, quando si appassionano di qualche attività o quando in generale siamo contenti di ciò che sono, in modo che si sentano voluti bene, considerati e apprezzati.
Soprattutto nei momenti di difficoltà i bambini a volte non sanno come comportarsi, o come dare un nome alle emozioni che stanno provando. Aiutarli ad esprimersi e a capire come muoversi è un piccolo passo nel dargli gli strumenti per la vita. Si sentiranno sicuri, guidati da noi, e pian piano acquisiranno ciò che servirà loro in futuro, per affrontare da soli i problemi.
Un’altra frase che diventa strumento utile per il futuro, perché semplicemente dicendola cominciamo a instillare nei bambini un senso di problem-solving importantissimo. Standogli accanto e aiutandoli, diamogli comunque la possibilità di provare a fare a modo loro, di parlare con le proprie parole e di capire come muoversi con le loro gambe.
Una frase che sembra utile a noi genitori ma che è utile per entrambi, perché come le altre è un modo per far sì che i bambini imparino ad esprimersi e a capire cosa passa nel loro cuore. A volte dare un nome all’emozione negativa o destabilizzante che provano è un primo passo per calmarsi e per risolvere la situazione! Dicendolo a noi lo diranno anche a se stessi.
Sentirsi importanti e ascoltati è fondamentale per i bambini: siamo genitori, e quindi abbiamo il compito di guidare e dare regole, ma è nostro dovere anche ascoltare i bambini sul serio, considerando le loro opinioni importanti quanto le nostre. Se i bambini sentiranno di essere considerati acquisiranno anche un senso di responsabilità (poiché li ascolteremo quando dovremo prendere decisioni) e svilupperanno l’autostima, preziosa per la vita adulta.
Il “ti voglio bene” fa sempre bene: quando siamo felici e gioiosi e quando ci sentiamo orgogliosi dei nostri bambini, ma soprattutto nei momenti “no”, quando siamo tristi, quando sono arrabbiati con noi, quando li sgridiamo. Facciamo uno sforzo e ripetiamolo sempre (magari aggiungendo quel famoso “allo stesso tempo”, per spiegare le situazioni), in modo da fare capire che in ogni caso sono il tesoro della nostra vita e che, nonostante tutto, li amiamo moltissimo e tutto ciò che facciamo, anche attraverso le regole, lo stiamo facendo per loro.
Giulia Mandrino