Terzo appuntamento dei nostri suggerimenti per regali di Natale e compleanno intelligenti, educativi e divertenti allo stesso tempo, per non proporre il solito videogioco o giocattolo plasticoso di ultima generazione senza tuttavia regalare qualcosa di noioso, pedante e che piaccia solo a noi genitori! Se volete sbirciare anche le altre idee, intanto, vi consigliamo di fare un giro qui.
I benefici delle costruzioni in legno per bambini sono innumerevoli, e non è una novità. Ecco perché decidere di regalarle per Santa Lucia, Natale o l’Epifania (ma anche ad ogni compleanno!) è sempre una scelta azzeccata. Non sono semplicemente un regalo intelligente ed educativo di quelli noiosi e pedanti (e pesanti, sì!). I bambini si divertono davvero moltissimo, passano davvero tantissimo tempo a progettare e giocare liberamente, e questo regalo sarà sempre, sempre apprezzato.
Ricordiamolo sempre: il gioco è il lavoro dei nostri bambini, e non dobbiamo mai né negarglielo né imporglielo troppo. Ovvero: i giochi liberi, quelli senza regole, sono i migliori, poiché stimolano il bambino a creare e a realizzare da zero, facendo sì che alleni la sua mente e che impari direttamente e personalmente ciò che gli servirà nella vita, attraverso un lavoro concreto che svolge con le sue mani e la sua testa.
Che sia un gioco libero di ruolo, un disegno libero o una costruzione, il gioco libero dalle regole è sempre il miglior modo di impiegare tempo per i bambini. Sprigionano così la fantasia e mettono in atto logiche e comportamenti per provare la vita vera, anche se “solo" attraverso il gioco.
Le costruzioni si inseriscono in questo senso tra i giochi migliori. Non sono semplicemente un giocattolo bello da vedere (perché dobbiamo ammettere che sono proprio belle). Sono numerosi gli studi che hanno provato che i benefici di questa attività sono davvero moltissimi, e il fatto che ai bambini piaccia così tanto giocare alle costruzioni prova quanto siano davvero pensate per loro.
A noi piacciono tantissimo queste costruzioni in legno: le abbiamo trovate sul sito Il Giardino dei Libri e ciò che ci ha colpito sin da subito sono i materiali con cui sono realizzate, diversissimi dalle solite Lego, che sono altrettanto benefiche, sia chiaro, ma che non hanno certamente il fascino dei tradizionali giocattoli in legno.

Queste costruzioni si presentano in un sacchetto di tessuto che contiene addirittura cento pezzi divisi tra diverse forme: triangoli, rettangoli, quadratini…
A partire dai 3 anni (perché questo è un gioco adatto a partire da quest’età) questi mattoncini in legno sono davvero perfetti per giocare e creare, lasciando che i bambini sperimentino la loro fantasia e il loro senso di progettazione senza seguire alcuna istruzione. I mattoncini possono trasformarsi in qualunque cosa passi loro per la mente in quel momento, attraverso differenti manipolazioni e appoggi.
Con il loro sacchetto in tessuto, poi, sono semplicissimi e velocissimi da riporre, e stanno sempre in ordine su una mensola o in un baule, nell’armadietto o in un cesto di vimini in cameretta.
Giulia Mandrino
Le nostre case sono probabilmente già felici, perché basta la serenità per rendere l’ambiente in cui viviamo confortevole e piacevole. Tuttavia ci sono alcune regole (piacevolissime) che possiamo applicare per rendere la nostra casa ancora più felice, bella, serena e gioiosa. Eccole!
Partiamo dalle piante: noi le consigliamo sempre, perché anche quando la casa è spoglia rendono tutto più completo e piacevole. Perché? Perché se ci pensiamo l’uomo è nato vivendo nella natura, e oltre al fatto estetico (sì, le piante, soprattutto quelle verdi, sono magnifiche) c’è anche quello naturale e primitivo del benessere atavico: portando qualche pianta in casa staremo meglio anche inconsciamente, perché in questo modo trasporteremo un po’ di natura all’interno. E in più le piante fanno molto bene, perché purificano l’aria!

Seconda regola: cercare sempre la luce naturale, per lo stesso motivo. Se abbiamo la fortuna di avere grandi finestre sapremo già che la luce fa moltissimo sul nostro umore: pensiamo alle giornate piene di sole, e a come ci entra dentro entrando in casa! Se ne abbiamo poche e piccole scegliamo quindi tessuti leggeri, che facciano filtrare la luce, oppure optiamo per evitare proprio le tende, sfruttando ogni piccolo raggio di sole!

Stesso discorso per l’aria fresca: anche in inverno, facciamola passare attraverso la nostra abitazione aprendo almeno cinque minuti tutte le mattine almeno due finestre, creando un po’ di contraria. Aria più salutare significa stare meglio!
Per quanto riguarda la tecnologia, teniamone il meno possibile: sì alla tivù in salotto, no in camera. Idem la radio, e lo stesso vale per i cellulari (soprattutto la notte). Piuttosto, la sera in camera leggiamo un libro. Sì, quindi, a grandi librerie, con tutti i libri che ci riempiono il cuore e la mente.

Se puntiamo sui colori delle pareti, scegliamone di adatti ad ogni stanza: ottimi, sempre, i colori pastello. Il verde e il blu andranno bene in camera da letto, poiché rilassano; il porpora in studio, poiché è un colore che dà energia e stimola la creatività; il rosso, anche tenue, va benissimo in cucina e sala da pranzo, perché stimola, e dunque è perfetto quando siamo con gli amici o in famiglia a tavola, per conversare vivacemente.

Infine, anche se non siamo persone troppo ordinate, prendiamo l’abitudine di sistemare e mettere in ordine una stanza nel momento in cui usciamo: come insegna il feng shui, certi dettagli della nostra casa ci fanno stare bene (come suggerisce, dopotutto, questo articolo) e l’ordine esteriore ci trasmette un senso di ordine interiore davvero benefico. Piccole cose, quindi, piccoli gesti, per far sì che il beneficio sia grande.
Giulia Mandrino
Se avete già “Il mio palloncino” di Mario Ramos, questa nuova uscita di Babalibri non potete perdervela. Ma non potete farne a meno nemmeno se non conoscete ancora Mario Ramos, ma se amate quanto noi i libri per bambini. Perché come sempre Babalibri vince, pubblicando libri illustrati per bambini bellissimi nella loro semplicità.
Lo potremmo definire “silent book”, ovvero un libro per bambini senza parole: Mario Ramos (autore prematuramente scomparso nel 2012 che ci ha regalato dei libri per bambini davvero favolosi) con “Attenzione, passaggio fiabe!” rilegge nuovamente Cappuccetto Rosso, realizzando un libro per tutti quei bambini che ancora non sanno leggere, ma anche per chi, già abituato a leggere le parole, ama i libri semplici e diretti che stimolano anche la fantasia.
“Attenzione, passaggio fiabe!” comincia con la scenetta conosciuta e straconosciuta della mamma che saluta Cappuccetto Rosso sul limitare del bosco, con la bambina che, armata di cestino con le vivande da portare alla nonna, parte. Stavolta non a piedi: in bicicletta! E già questo dettaglio è fantastico.
Così, andando avanti, come in un originale e dolcissimo libro per imparare i cartelli stradali, Cappuccetto Rosso non incontra solo il lupo, il cacciatore e la nonna. Con la sua piccola bicicletta Cappuccetto deve fermarsi a vari incroci: a passare davanti a lei, infatti, come in uno spin-off, sono gli altri protagonisti delle fiabe più conosciute.

Cappuccetto incontra così i tre orsi di Riccioli d’oro, i tre porcellini (sullo skateboard!), Pollicino e i suoi fratelli… E poi, sì, anche il cacciatore, che sta scappando dal lupo. Ma solo perché il lupo sta provando i suoi nuovi pattini e a quanto pare è un pericolo per la circolazione.
Non avendo nemmeno una parola, questo libro è bellissimo perché si presta a mille interpretazioni e, soprattutto, a mille racconti: i bimbi lo possono sfogliare in silenzio, possono farselo raccontare da noi (con le nostre parole), possono raccontarlo loro (con le loro parole), possono creare storie diverse ogni volta che lo sfogliano…
A rendere tutto più semplice sono i disegni, meravigliosi, di Mario Ramos, artista che ha sempre saputo con la sua matita creare un mondo in una sola pagina. Il suo tratto è semplice, chiaro, senza fronzoli, infantile e delizioso.
Super ironico, moderno e divertente, Mario Ramos ci porta così in un mondo delle fiabe personale e creativo, leggero e intrigante, da leggere e rileggere inventando tutte le volte una versione tutta nostra (che, come vedrete, si modificherà in base al momento che state vivendo in famiglia!).
Sara Polotti
Preparate tutti i barattoli e i coperchi abbinati che avete in casa e che non avevate il coraggio di buttare: vi serviranno per i prossimi regali di Natale, che possiamo realizzare in casa e ci faranno fare una bellissima figura! Chi li riceverà non solo avrà in dono qualcosa che abbiamo realizzato con le nostre mani, ma soprattutto avrà qualcosa di delizioso per le sere di questo inverno.
E poi questo regalo è bellissimo: i barattoli sono sempre bellil di per sé, e basta annodarci attorno un nastro a fiocco per avere il regalo bell'è che pronto.
Un regalo economico e veloce da realizzare, genuino e sano: le tisane in barattolo sono super semplici da realizzare. Basta comprare gli ingredienti essicati in erboristeria (o nei vostri negozi bio, fisici e online, di fiducia), mescolando poi bene a seconda della ricetta che volete regalare. Ecco le nostre preferite:
Qui trovate la nostra ricetta completa. Mescoliamo insieme 10 cucchiai di tiglio, 5 cucchiai di malva, 7 cucchiai di lavanda e 7 cucchiai di passiflora, quindi mettiamo il composto nel barattolo.
Qui trovate la nostra ricetta completa. Stavolta mischiamo 10 cucchiai di bacche di cardamomo, 10 di anice stellato e due di zenzero essicato e grattuggiato.
Anche questo è molto rilassante: nel barattolo andranno 10 cucchiai di lavanda, 10 di tiglio e 10 di melissa.
Ottima per il raffreddore, è super aromatica e profumata. Basterà mettere nel barattolo del timo essiccato e tritato in un mixer. Magari ne avete ancora da quest'estate, bio perché cresciuto sul vostro balcone! Quando poi la si berrà, sarà ottima con un cucchiaio di miele di eucalipto.
Qui la ricetta completa. Questo tè è profumatissimo e bellissimo da vedere. Nel barattolo versiamo 6 cucchiai di tè rosso rooibos, 2 cucchiai di petali di rosa commestibili essiccati e tritati, 1 cucchiaio di mela disidratata e tritata, la scorza essiccata di un'arancia (possiamo tenerla sul termosofone per 24 ore o cuocerla a bassissima temperatura in forno, se non abbiamo l'essiccatore), un cucchiaio di fiori commestibili di fiordaliso e una stecca di cannella grossolanamente spezzata.
Giulia Mandrino
Tra i classiconi della pasticceria c'è sicuramente la ciambella, una semplicissima torta con il buco nel mezzo che è perfetta da inzuppare la mattina nel latte oppure da farcire con della marmellata.
Semplice da fare, diventa ancora più facile da realizzare con il Bimby. Ecco il procedimento!
Deliziosa e pure sana, grazie ai fermenti lattici dello yogurt: la torta allo yogurt è un must per le nostre feste, ma non solo, perché la facciamo in poco tempo e possiamo mangiarla poi per colazione o per merenda. Questa è la nostra versione fatta con il Bimby, che siamo certe vi piacerà moltissimo.
Per proporre i legumi in tavola ci sono molti modi, soprattutto quando si tratta di bambini (avete già sperimentato le nostre ricette per fare mangiare i legumi ai bambini?). Tra questi sta sicuramente la pasta e fagioli, una ricetta super tradizionale che ci piace moltissimo e che possiamo realizzare anche con il Bimby in maniera semplice e veloce.
Vi ricordate lo studio di architetti aut--aut? Ve ne parlammo qualche tempo fa, quando vinsero il concorso “London Nursery Schools” con il loro progetto per un orto all’asilo, “Nursery Fields Forever”.
Ora sono tornati, vincendo un altro concorso con un progetto nuovamente dedicato all’idea di progettare un asilo con orto, stavolta in Italia. Un’idea vincente e pazzesca, che speriamo possa dare lo spunto giusto per integrare sempre di più la natura nelle scuole materne del nostro paese.
Il concorso vinto dallo studio d’architettura aut--aut si intitola “Scuole Innovative”, un concorso di idee internazionale del MIUR per la progettazione di 51 scuole sostenibili e innovative in Italia. La realizzazione di questi progetti vincitori sarà poi possibile grazie al finanziamento di 350 milioni di euro previsto dalla legge 107 della “Buona Scuola” del 2015.
Lo studio si è quindi concentrato sul comune di Selargius, in provincia di Cagliari, nel quale c’era bisogno di progettare una scuola dell’infanzia inserita in un giardino botanico. Tra gli scopi del bando c’erano su tutto l’esigenza di realizzare una scuola viva, aperta, vivace, che permettesse anche di dare vantaggi e opportunità alla cittadinanza intera.
Al contempo, il progetto ha tenuto conto degli scopi primari degli architetti, che sul loro sito internet spiegano bene la loro filosofia, che è vicinissima al nostro pensiero: i bambini d’oggi sono troppo lontani dalla natura, vivono in contesti urbanizzati che purtroppo non gli consentono (se non stimolati da noi adulti) di fare esperienza del contesto naturale, e ciò crea in loro una percezione distorta del mondo.
Tornare alle origini, alla terra, è quindi quanto mai auspicabile, ed è possibile farlo proprio attraverso l’istruzione, che può tornare ad essere essenziale, naturale, concentrandosi sull’esperienza e sulla curiosità dei bambini, che proprio con le loro mani immerse nella terra possono imparare moltissimo nei loro primi anni di vita.

Guardando quindi alla conformazione del territorio, agli edifici già esistenti e ai materiali della tradizione (la terra cruda), gli architetti hanno progettato un bellissimo asilo con orto (As.In.O.: Asilo Innovativo con Orto) che possa essere un luogo di sperimentazione e di esperienza naturale per i bambini e che possa fare riflettere la popolazione sull’ambiente e sul territorio.
L’asilo con orto progettato dallo studio aut--aut presenta un’agorà (un ambiente grande, dinamico e flessibile per passare dall’interno all’esterno e viceversa), degli atelier per i laboratori ludico, musicale, scientifico, linguistico e pittorico (affacciati direttamente sul giardino con grandi vetrate) e, naturalmente, l’orto, un giardino botanico ispirato all’hortus conclusus medievale con alte mura a proteggerlo.

Stupendi sono però anche i piccoli dettagli: non solo i materiali e il disegno innovativo e (ai nostri occhi) parecchio nordico (tuttavia integrato benissimo con la tradizione), ma anche, ad esempio, la porticina-buco a misura di bambino che porta dall’agorà agli spogliatoi, le piantine all’interno della scuola, il legno che riveste le pareti e le forme tra il sinuoso e il geometrico che definiscono l’edificio…
Noi amiamo moltissimo i loro lavori: speriamo che possano essere davvero un esempio per la scuola materna del futuro, una scuola nella quale i bambini possano lavorare nell’orto, sperimentare, uscire a piedi nudi nel prato e curiosare secondo il loro sentire!

Giulia Mandrino
Dici torta e automaticamente pensi crostata. O meglio: non è quella la forma che di primo acchito viene in mente? Un motivo c'è: la crostata è una torta tradizionale, semplice e gustosa, nemmeno troppo difficile da realizzare. Quindi è sempre una buona idea!
Ecco quindi la nostra ricetta della crostata, in due versioni: normale e con pasta frolla vegan, farcita con una marmellata ricavata dagli scarti dell'estrattore (oppure con la vostra marmellata preferita: come sempre basta che sia bio e composta al 100% da frutta).
Che il cioccolato non faccia male di per sé l'abbiamo ormai assodato. Basta dosare nella maniera adeguata quanto ne consumiamo, e soprattutto basta fare attenzione alla cioccolata che mangiamo, che deve essere sempre priva di zuccheri o povera di zuccheri.
Detto questo, l'autunno e l'inverno non sono davvero autunno e inverno senza una deliziosa tazza di cioccolata calda. Ecco quindi le nostre ricette per farla in casa a partire da ingredienti sani!
Per preparare la cioccolata calda tradizionale, prepariamo questi ingredienti:
- 300 ml di latte di soia
- 60 grammi di cioccolato al latte bio
- 60 grammi di cacao amaro in polvere
- 20 grammi di amido di mais
- 15 grammi di fecola di patate
- Un cucchiaino di zucchero di canna integrale
La preparazione è molto semplice: sciogliamo in un pentolino l'amido e la fecola nel latte freddo, mescolando bene, quindi uniamo il cacao e omogeneizziamo con il cucchiaio anche quello. Sminuzziamo con un coltello il cioccolato, sciogliamolo per qualche secondo in microonde o a bagnomaria, quindi versiamolo nel liquido. Scaldiamo il nostro latte con il cioccolato e lasciamo addensare bene.
Utilizziamo la stessa ricetta di prima, ma aggiungiamo verso fine cottura anche un cucchiaino di cannella.
Al posto della cannella possiamo utilizzare anche il peperoncino o la paprika, dosandoli però in modo da non far sì che i sapori sovrastino il cacao: partiamo quindi con la punta di un cucchiaino e aggiungiamo a mano a mano finché non raggiungiamo il sapore desiderato. Questa cioccolata calda speziata è ancora più buona se utilizziamo la ricetta per quella fondente, che vi presentiamo qui sotto.
Basta utilizzare al posto del cioccolato al latte del cioccolato fondente (che sia almeno all'80%). Dovete amare il sapore un po' amarognolo del cacao, ma vi farà certamente impazzire.
Al posto del latte di soia qui possiamo usare quello di mandorle, che possiamo comprare (scegliendone uno bio e non dolcificato) oppure preparare in casa con un estrattore.
Per completare, naturalmente, manca solo la panna montata: avete provato la nostra ricetta della panna montata di cocco?
Giulia Mandrino