Antibiotici e prima infanzia

Mercoledì, 26 Marzo 2014 19:38

 Partiamo sicuramente da una precisazione. Meno male che gli antibiotici esistono. Sicuramente hanno salvato moltissime vite. Ma se venissero utilizzati un po' troppo? Ma se venissero utilizzati un po' troppo in ottica preventiva nei bambini e nel lattanti? Spesso ci sentiamo dire "Meglio non rischiare degenerazioni...". Sempre più bambini però dopo la prima terapia antibiotica hanno ricadute, e così di nuovo si rende "necessaria" la somministrazione del farmaco; a quel punto si parla di fragilità del sistema immunitario del bambino, di particolare predisposizione del soggetto ad imbattersi in virus e batteri.

Leggiamo un po' cosa è emerso da uno studio effettuato presso la University of British Columbia:

"20 MAR - L'uso sbagliato o eccessivo di antibiotici è dannoso perché genera resistenza ai farmaci. Ma se questi medicinali provocassero anche altri effetti collaterali meno direttamente ricollegabili ad essi. Secondo uno studio della University of British Columbia che ha analizzato come gli effetti che alcuni antibiotici hanno sulla flora intestinale, risulta che questi farmaci potrebbero anche indurre all'aumento di percentuali di incidenza e gravità dell'asma allergica nei primi anni di vita. La ricerca che ne parla è stata pubblicata suEMBO reports.

"Per lungo tempo abbiamo sospettato che i bambini cui venivano somministrate dosi maggiori o più frequenti di antibiotici potessero essere più a rischio di sviluppare asma", ha spiegato Brett Finlay, autore dello studio e microbiologo alla UBC. "Ma questo è il primo studio che lo dimostra".

In particolare, i farmaci analizzati dagli scienziati sono stati la streptomicina e la vancomicina,due antibiotici largamente diffusi, che attaccano l'ecosistema dello stomaco. Nello specifico, però, la seconda è risultata alterare profondamente le colture batteriche nell'intestino e aumentare la gravità dell'asma su modelli murini. Gli stessi antibiotici non sembrano però avere ripercussioni sulla suscettibilità alla patologia nei topi adulti: ciò indica che sono solo i primi anni di vita ad essere un periodo critico per stabilire un sistema immunitario salutare.

Lo stomaco umano è colonizzato da circa 100 miliardi di batteri, e contiene fino a 1000 specie diverse. Sebbene gli scienziati non sappiano bene in che modo, la flora gastrica svolge alcune importanti e utili funzioni. "Il miglioramento delle pratiche sanitarie nelle società moderne, come l'uso di metodi di cura più efficaci o la diffusione degli antibiotici, ha come effetto collaterale quello di distruggere alcune delle specie di batteri più antiche che popolano il nostro stomaco, e questo potrebbe avere delle ripercussioni – anche importanti – sul sistema di difese dell'organismo", ha spiegato ancora il ricercatore. "Il nostro studio dimostra come questo sia ad esempio il caso di alcuni antibiotici, che vengono ora connessi all'asma. Questo tipo di risultati sono consistenti anche con le osservazioni che facciamo sui trend di diffusione delle patologie allergiche: queste sono in effetti meno diffuse, o comunque hanno subito un incremento più limitato, nei paesi in via di sviluppo, dove gli antibiotici vengono usati meno".

Ecco perché, secondo gli esperti, è meglio limitare la somministrazionedi questo tipo di farmaci ai bambini più piccoli. "È stato riconosciuto il ruolo che i microbi hanno nella salute umana, ed oggi stiamo imparando sempre di più come l'annientamento di questi organismi abbia ripercussioni sulla nostra salute", ha commentato Marc Ouellette, direttore scientifico del CIHR's Institute of Infection and Immunity. "Lo studio conferma che dare antibiotici ai bimbi e dunque disturbarne la flora gastrica, non dovrebbe essere fatto a cuor leggero". "

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=8020

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Lo svezzamento secondo la dott.ssa Mezzera

Mercoledì, 26 Marzo 2014 19:30

"Il neonato è un essere in divenire, nell’arco di pochi mesi raddoppia il suo peso corporeo, inizia a strutturarsi in maniera sempre più autonoma e a maturare i suoi organi e apparati. Per compiere questa impresa ciclopica ha bisogno di un buon nutrimento che lo aiuti quindi a formare delle basi solide che costituiranno il punto di partenza per la sua vita futura. Subito dopo la nascita il bambino è in grado di assimilare e metabolizzare sostanze semplici e simili a quelle che ha ricevuto durante l’arco della gravidanza. Appena nato inizierà, attaccandosi al seno, a prendere dalla madre il colostro, liquido denso e giallognolo chiaro che può essere considerato, come composizione, una via di mezzo fra il sangue e il latte materno. Il colostro è una sostanza importantissima per lo sviluppo dell’apparato gastroenterico e non solo. Infatti è molto ricco di macrofagi e anticorpi materni che hanno la funzione di proteggere il bambino conferendogli una immunità naturale utile per il primo periodo di vita e la prima esposizione al mondo circostante. Inoltre è importante per la mucosa intestinale in quanto la protegge costituendo come un rivestimento interno che non permette il passaggio in circolo di molecole più grosse responsabili di una eventuale attivazione di forme allergiche. Ultimamente infatti si dà sempre più importanza alla permeabilità intestinale come concausa dell’insorgenza di malattie allergiche e autoimmuni. Dopo il colostro inizia, nella maggior parte dei casi, l’allattamento al seno. Il latte materno costituisce quanto di meglio possa esserci per la crescita del bambino in quanto è in grado di supplire a tutte le necessità fisiche e emotive del neonato. Presenta una concentrazione adeguata di proteine, grassi, vitamine, oligoelementi adatte per i primi mesi di vita, oltre a offrire anticorpi utili nelle prime fasi di vita quando ancora il sistema immunitario non è in grado di reagire adeguatamente. Inoltre il latte materno contiene degli enzimi in grado di aiutare la digestione di strutture complesse come quelle dei grassi, possiede una giusta proporzione fra calcio e fosforo che ne permette un migliore assorbimento, cambia come composizione nel corso della giornata seguendo le necessità del bambino. Svolge poi un ruolo fondamentale nell’instaurare precocemente quel legame madre e figlio così importante per lo sviluppo emotivo del bambino. Il passaggio successivo è quello dello svezzamento cioè di quella fase in cui il neonato da una alimentazione liquida, lattea, passa a una solida in cui si iniziano a introdurre alimenti diversi in modo che possa assorbire sostanze sempre più necessarie nelle fasi successive della sua crescita. E’ arrivato il momento Il momento in cui cominciare è differente da bambino a bambino e in genere è in relazione al manifestarsi di almeno due dei seguenti segnali: · l’inizio della dentizione. I primi denti costituiscono la manifestazione esterna di un cambiamento che si sta attuando nell’apparato digerente che rende possibile la digestione e l’assorbimento di sostanze più complesse e estranee al bambino. Il latte infatti è un liquido prodotto dalla madre, da quell’organismo con cui ha condiviso nove mesi di gravidanza e che ha imparato a conoscere e verso il quale in genere non ci sono reazioni immunitarie. · l’interesse del bambino nei confronti del cibo. Quando inizia a mimare i movimenti masticatori o è attratto da quello che vede a tavola e cerca di afferrarlo e di metterlo in bocca mostra il suo desiderio e il bisogno di alimenti nuovi. · la posizione seduta è un altro segnale che ci indica che il bambino è in grado di far transitare correttamente il cibo. In genere queste tre manifestazioni sono presenti quando il bambino raggiunge il sesto o il settimo mese di vita. Il cucchiaino Il passaggio da una alimentazione lattea a una solida implica l’introduzione del cucchiaino e quindi un cambiamento nella deglutizione che da infantile, caratterizzata dalla lingua bassa, passa a quella dell’adulto che implica un suo movimento verso l’alto, con attivazione di un muscolo, la lingua, fondamentale per la giusta conformazione del palato e dei denti. Un altro cambiamento che si mette in moto passando al cucchiaino è quello dell’attesa, infatti non può esserci una introduzione continua del cibo come avviene con il latte, il bambino infatti deve imparare a aspettare fra un cucchiaino e un altro. Si allenta poi il contatto con la madre o con l’adulto che gli dà da mangiare; insomma è un piccolo atto che mette però in moto cambiamenti a vari livelli. Per questo motivo è importante il primo contatto e come quindi lo si propone. I primi inizi Si consiglia di incominciare lo svezzamento con della frutta cotta a vapore o con poca acqua e di schiacciarla con una forchetta, evitando, se fosse possibile l’uso di minipimer o frullatori che producono aria nel cibo che può disturbare il bambino. La frutta che dà in genere meno problemi è la mela o la pera, da preferire naturalmente se di stagione e biologiche. Il bambino è un organismo plastico in continua evoluzione con un ricambio cellulare elevato particolarmente influenzato da quello con cui viene a contatto. È quindi più sensibile all’assunzione di prodotti di sintesi presenti negli alimenti la cui concentrazione è stata calcolata per non essere dannosa per un adulto di 60 kg, ma non per un bambino di pochi mesi di vita. Anche la stagionalità dovrebbe essere rispettata in quanto il frutto o la verdura che cresce naturalmente in quel determinato periodo dell’anno è la più adatta per le esigenze di quel momento. Per esempio le fragole, che sono acquose, crescono in una stagione in cui c’è bisogno di rinfrescare maggiormente l’organismo, non ha senso quindi mangiarle in inverno dove invece c’è bisogno di calore e non di cibi rinfrescanti che possono solo indebolire l’energia dell’organismo. La mela è presente quasi tutto l’anno ed è il frutto più digeribile oltre a avere un’azione protettiva su tutte le mucose dell’apparato digerente. Un altro aspetto da considerare è la provenienza; sono da preferire infatti quelle di coltivazione locale o più vicina a dove viviamo sia per l’impatto sull’ambiente, dato da viaggi transoceanici, sia per l’uso maggiore di conservanti che devono essere usati per bloccarne la maturazione e il loro deterioramento. Inoltre più l’alimento è coltivato in altri paesi, maggiori differenze ci saranno nel suolo e negli oligoelementi assorbiti da esso che vanno poi a arricchire il frutto o l’ortaggio. Il fabbisogno delle persone che vivono in una certa area è differente rispetto a quelle che stanno dall’altra parte del pianeta, a lungo andare nutrirsi di cibi provenienti da paesi lontani indebolisce l’organismo e lo rende più suscettibile a malattie. Se con la mela cotta il bambino non ha problemi particolari, non compaiono eruzioni, né dolori addominali o feci non digerite si può passare dopo circa una settimana alla mela cruda grattugiata e poi alla pera prima cotta e poi cruda. La frutta, in genere da dare a metà mattinata, può poi essere arricchita con frutta secca come l’uva passa, particolarmente ricca di ferro. Arriva la pappa Una volta che il bambino impara a deglutire e a digerire il nuovo alimento si può passare alla tappa successiva che è quella di sostituire la poppata di mezzogiorno. Si parla di pappa salata non perché si introduca il sale, che in genere va evitato fino almeno all’anno del bambino e poi aggiunto in quantità minime durante la cottura in quanto crudo tende a depositarsi nei tessuti e a indurirli, ma perché è composta di farina di cereali e verdure ricche di sali minerali. La pappa salata si prepara facendo bollire in circa un litro di acqua una carota, quando il liquido di cottura si dimezza lo si lascia raffreddare per poi stemperare due cucchiai di farina di riso bianco facendo in modo che non si creino grumi e cuocendo il tutto per circa 20 minuti mescolando durante la cottura per non farla attaccare. Si preferisce iniziare con la carota per la sua digeribilità, per il contenuto di zuccheri facilmente assimilabili e per la presenza di vitamine e oligoelementi necessari per la crescita del bambino. Dopo 3-4 anche 5 giorni se non ci fossero reazioni particolari si può aggiungere alla pappa la carota schiacciata e trascorsi alcuni giorni un’altra verdura all’inizio solo per fare il brodo e poi schiacciata. Le verdure, come si diceva prima, devono essere, per quanto possibile, biologiche e soprattutto di stagione cercando di evitare il più possibile nel primo anno quelle della famiglia delle Solanacee (patata, pomodoro, melanzana e peperone) in quanto contengono le solanine, alcaloidi con azione deprimente sul sistema nervoso centrale. Le verdure più indicate dopo la carota sono la zucca, il finocchio, il sedano, le coste, le erbette, la lattuga, le zucchine, per arrivare verso il decimo mese ai cavoli, al porro e alle cipolle sempre però scegliendole in base alla stagione in cui crescono. Da evitare, almeno fino all’anno gli spinaci e i carciofi troppo ricchi di ossalati. A questo punto il bambino a metà mattina prenderà la mela e a mezzogiorno la pappa e per il resto ancora il latte materno o di altro tipo se la madre non può più a allattarlo. Fra i vari tipi di latte le alternative a quello materno possono essere o il latte di capra, più simile come composizione soprattutto per la parte proteica e quindi meno allergizzante di quello di mucca, o latte vegetale soprattutto quello di riso o di mandorle. Le farine da usare fino al nono mese sono quelle senza glutine e quindi riso, mais, miglio, grano saraceno e poi tapioca che è una fecola estratta dalla radice e dai tuberi di una pianta. È importante non introdurre troppo presto le farine con il glutine, che costituisce la parte proteica del grano, in quanto in questa fase la mucosa intestinale non è ancora adatta a digerirla e può dare luogo a irritazioni locali con difficoltà a assorbire altri elementi indispensabili per lo sviluppo e il funzionamento dell’organismo del bambino come per esempio il ferro o il calcio. Inoltre un problema di cui si discute ultimamente è il contenuto più elevato rispetto al passato di glutine nelle farine di grano. Sono state selezionate farine più proteiche che rendono meglio nella cottura e nella panificazione a scapito però della possibilità di digestione e assorbimento. Non a caso in questi ultimi anni si riscontra un aumento di bambini celiaci, che non hanno la capacità di scomporre il glutine in aminoacidi assorbibili poi dal tratto intestinale, o di persone intolleranti a questa sostanza. La pappa a cena Una volta che il bambino avrà accettato la pappa del pranzo si potrà sostituire la poppata serale con un’altra pasto. All’inizio si può preparare una pappa dolce più rilassante, senza dolcificanti, ma con un sapore naturalmente dolce. Si può preparare del latte di riso in cui si stempera della farina di un cereale e lo si cuoce per almeno 20-40 minuti, secondo il tipo, a cui si aggiungono delle uvette. A fine cottura si possono poi tostare e tritare alcune mandorle per arricchire il cibo con delle sostanze ricche di calcio. Nono mese Verso il nono mese alla pappa del giorno si possono aggiungere semi tostati e tritati come quelli di girasole o di zucca o del sesamo o dei pinoli con del prezzemolo anch’esso tritato particolarmente utile per aggiungere del ferro alla dieta del bambino. Sempre in questa epoca si possono diversificare maggiormente le farine aggiungendo quelle di orzo, farro, grano, avena, segale oppure iniziando a dare delle pastine o il cous cous o il semolino, possono anche essere introdotte delle proteine vegetali come le lenticchie all’inizio decorticate e poi quelle di montagna fino a arrivare ai fagioli, piselli, fave e per ultimo ai ceci. Anche i semi costituiscono una buona fonte di proteine vegetali come il formaggio di soia da introdurre una volta la settimana. È sempre importante la gradualità nell’introdurre un cibo nuovo aspettando qualche giorno prima di ripeterlo per vedere se ci fosse una qualche reazione, la pazienza iniziale nell’introdurre cibi nuovi viene poi ripagata dal fatto che in questo modo si possono riconoscere eventuali reazioni ai singoli cibi. Se si introducono invece vari cibi insieme è più difficile capire quale sostanza possa avere determinato una reazione negativa nell’organismo inoltre si mettono in moto troppi meccanismi digestivi che è meglio attivare lentamente. Dall’anno si possono iniziare a introdurre una volta il giorno le proteine animali iniziando con il formaggio di capra o di pecora per passare al pesce, non di allevamento, cotto al vapore e mischiato alla pappa o dato da solo con delle verdure cotte di contorno. È preferibile del pesce come la sogliola o il pesce azzurro, da evitare i frutti di mare e i crostacei in quanto ricchi di istamina e quindi particolarmente allergizzanti. Si può poi passare alla carne iniziando con quella di piccoli animali come il coniglio o il pollo stando attenti che siano animali non trattati. Anche l’olio può essere introdotto in questo periodo preferendo quello spremuto a freddo e alternando l’olio di oliva a quello di semi (girasole, sesamo, lino) particolarmente ricchi di vitamina E, e con un giusto rapporto fra Omega 3 e 6. Anche i condimenti salati possono essere aggiunti per iniziare a dare più sapore al cibo e più sali minerali, importante e non mettere il sale direttamente sul cibo ma farlo cuocere oppure usare dello shoyu (salsa di soia) o del gomasio (sale e sesamo tostati e tritati). Verso i 18-24 mesi si può poi aggiungere alla dieta l’uovo prima solo il tuorlo e poi tutto intero. In un arco di tempo variabile da bambino a bambino si sostituirà la poppata del mattino con latte di capra o di mucca o di riso, o di altri cereali o con orzo o tè deteinato come quello giapponese a rametti (kukicha) accompagnati da fette biscottate o gallette di riso con malto o sciroppo d’acero o creme di nocciole o mandorle. Per la poppata del pomeriggio si può optare per la frutta o per lo yogurt. Alla fine di tutto questo processo il bambino arriverà a mangiare di tutto, aspetto fondamentale per il suo equilibrio in quanto l’entrare in contatto con tutti i regni della natura e quindi con differenti forme delle varie sostanze gli permetterà di assorbirle e di utilizzarle al meglio in modo da poter far fronte alle varie richieste a cui quotidianamente l’organismo umano è sottoposto."

Articolo della dott.ssa Simona Mezzera, autrice di Alimentazione Energetica, Giunti Demetra, articolo presente sul sito http://www.percorsibiosalute.it/index.php?option=com_content&view=article&id=185:svezzamento&catid=82:articoli&Itemid=136

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Merende pret a porter

Giovedì, 31 Marzo 2016 19:19

Ecco alcune merende pret a porter per i nanetti: sono sane e semplici, davvero semplici, non quel semplice che richiede solo 40 minuti tra preparazione e cottura! Sono pensate per noi mamme, sempre super impegnate, vogliamo fare 1000 cose e dare sempre il meglio su tutti i fronti e magari ci facciamo anche venire i sensi di colpa perché qualcosa non è all’altezza delle nostre aspettative…

1. frutta secca: è molto utile per il bambino, perchè contiene numerosi zuccheri semplici, sali minerali come calcio, potassio e ferro e numerose vitamine. Cerchiamo di farne uso soprattutto in quel periodo dell'anno in cui nessun frutto è maturo naturalmente (quindi fra aprile e maggio). Possono essere anche usati per dolcificare le pappe: è possibile usare uvetta e prugne già dagli 8 mesi, dall'anno in poi fichi secchi e albicocche. Le mandorle sono un frutto eccezionale per i bimbi, contiene moltissimo calcio facilmente assimilabile, sono molto energetiche, rimineralizzanti e ricostituenti; lavorano molto bene sul sistema nervoso. Non è possibile consumarne più di 5 o 6 al giorno: potete frullarle in modo che il bimbo possa mangiarle da solo come spuntino. Le nocciole sono anch'esse rimineralizzanti e ricostituenti e contengono molte vitamine e minerali utili per la crescita.Preparatevi un sacchettino da mettere in borsa così potrete darlo direttamente al bimbo (ovviamente non prima dell'anno e mezzo onde evitare di mettere in pratica le manovre di disostruzione!). Scopri il nostro partner Noberasco e i preziosi sconti a te riservati nel suo e-commerce!

2. semi oleosi: un cucchiaino al giorno tritati. Normalmente vengono considerati cibi "pesanti" e non adatti ai bambini; in realtà è l'uso che spesso se ne fa che li rende non-healthy! I bambini spesso non ne vanno pazzi, ma se fin da piccoli proproniamo loro i semi di girasole o di zucca pian piano si abitueranno al loro gusto e crescendo arriveranno ad apprezzarli. 

3. crocchette di mais e riso: ormai si trovano in quasi tutti i supermercati; prediligiamo quelli bio e poco salati.

4. succhi di frutta: mi raccomando, controlliamo sempre che non contengano zuccheri e che abbiano una percentuale alta di frutto, almeno 70%. Sempre meglio però optare per i succhi vivi, quindi estratti: con il nostro partner Estraggo Pro possiamo estrarre frutta, verdura (così i nostri bimbi possono mangiare verdura senza accorgersene), frutta secca e preparare deliziosi estratti ma anche smoothie e smoothie bowl

5. latti vegetali: si trovano anche nelle pratiche mini confezioni con la cannuccia già a disposizione. Dal punto di vista chimico i latti vegetali sono simili al latte materno (ma non possono assolutamente essere utilizzati al posto di questo, attenzione!). Latti molto utili sono quello di riso, kamut, miglio, quinoa. Ricordatevi di sostituire assolutamente il latte vaccino con quelli vegetali quando nel bimbo sono presenti fenomeni infiammatori e muco (a breve dedicheremo un intero articolo al rapporto tra secrezione di muco e proteine animali). Il latte di avena è molto proteico, quindi deve essere usato ma con parsimonia; così il latte di soia, altrettanto proteico, deve non deve essere dato troppo spesso ai maschietti (la soia contiene un elevato contenuto di estrogeni, ormoni femminili) e può essere allergizzante. Per cui sì alla soia ma con parsimonia e prestando particolare attenzione ai bimbi che hanno già sperimentato episodi allergici. Discorso a parte merita il latte di mandorle: come anticipato precedentemente nel punto in cui abbiamo parlato dei semi oleosi, le mandorle sono un elemento preziosissimo per il bimbo grazie al loro grande contenuto di calcio e al loro potere alcalinizzante. Possiamo creare latti di riso con il nostro Estraggo Pro in pochi semplici step, ecco qui per esempio come preparare il latte di mandorla. 

6. yogurt di riso e di soya: sono semplici e pratici, li troviamo nei negozi del biologico ma anche nei supermercati tradizionali. Attenzione che siano sempre senza zucchero, conservanti e coloranti. Possiamo proporli come semplice yogurt oppure creare una yogurt bowl. 

7. verdura e frutta fresca: utilissima per i bimbi (e per gli adulti chiaramente) può essere utilizzata come spuntino sia al mattino che al pomeriggio. In alcuni casi, in bambini che soffrono di iper-fermentazione, la frutta sarà utilizzata non prima dell'anno e mezzo. Sia la frutta che la verdura cruda devono essere consumate un quarto d'ora prima dei pasti o almeno tre ore dopo dalla fine di questi: la frutta infatti "ha una digestione facilissima e rapidissima, passa direttamente nell'intestino dove viene rapidamente assorbita. Se invece viene assunta a fine pasto segue il destino digestivo di tutti gli altri alimenti: resta per varie ore nell'ambiente caldo umido dello stomaco, dove gli zuccheri fermentano, coinvolgendo anche gli altri alimenti"(T.Valpiana, L'alimentazione naturale del bambino, Edizioni Red!, pag.90-91). Così la verdura cruda è ricca di enzimi, che se utilizzati a inizio pasto favoriscono la digestione. Per dare in sicurezza anche ai più piccoli frutta e verdura cruda consiglio sempre alle mie mamme l'utilizzo di apposite retine con un manico di plastica che si trovano nei grandi iperstore per bambini per esempio http://nuby.com/it-it/nuby/solid-feeding/5360/. Noi la acquistiamo fresca da Korto, il nostro orto online a Torino!

8. confort food: se siamo a casa quello che viene chiamato confort food non può che essere una perfetta merenda: dal pane e marmellata la budino, ecco in questo articolo i nostri confort food preferiti!

9. idee sfiziose: nel nostro libro The Family Food trovate tantissime ricette di merende sfiziose come i pops di frutta, il gelato alla banana, barrette, crema pasticcera vegetale, insomma potete sbizzarrirvi con ricette che richiedono pochi minuti! Puoi acquistarlo scontato su Amazon. 

Giulia Mandrino

 

Testi consigliati:

1. S. Mezzera, Alimentazione Energetica, Giunti Demetra

2. AA. VV. Naturalmente Bimbo, Terra Nuova Edizioni

3. L. Proietti, Figli Vegetriani, Sonda Edizioni

4. T. Valpiana, Alimentazione naturale del bambino, Edizioni Red!

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Come utilizzare gli oli essenziali

Sabato, 24 Maggio 2014 00:00

 L’aromaterapia è uno strumento eccezionale e potente, che  possiamo utilizzare fin dai primi mesi di vita ma con le dovute precauzioni. Gli oli essenziali infatti sono infatti l’estratto più potente di un vegetale per cui se non usati con cautela e seguendo le corrette indicazioni possono essere dannosi anzichè benefici per la nostra salute.

Ecco come utilizzare gli oli essenziali in famiglia: le principali modalità di applicazione dell'aromaterapia per grandi e bambini

-          Aromadiffusione: gli oli essenziali sono inseriti all’interno di una ciotola su un termosifone, oppure all’interno di una pentola di acqua bollente o all’interno degli aromadiffusori e sprigionano le loro particelle nell’aria

-          Diluiti in creme, oli, unguenti: ottimi nel post bagnetto e per massaggi fin dai primi mesi di vita

-          Nel bagno: diluiti all’interno di un olio base (per esempio olio di mandorle dolci, di riso etc..) in modo che non rischino di andare a contatto diretto quando sono puri con la pelle del bambino.

-          Direttamente sulla pelle: può essere utilizzato solo il tea tree come disinfettante a partire dai due anni di età.

-          Per via orale: sotto la guida di un medico esperto.

-          In tamponi che portiamo al naso impregnati di olio

-          Come strumenti di pulizia e igiene della casa

Ecco i nostri consigli per utilizzare l’aromaterapia in maniera sicura:

  1. Scegliere oli essenziali di qualità con la certificazione di distillazione a corrente di vapore (quelli low budget sono spesso estratti con sostanze chimiche).
  2. Utilizzare gli oli essenziali puri a contatto con la pelle con estrema cautela.
  3. Non utilizzare gli oli essenziali per via orale se non seguiti da un medico esperto in oli essenziali
  4. Non utilizzare mai bruciaromi che non consentano di poter mettere gli oli essenziali all’interno di acqua, in quanto la combustione dell’olio puro crea fumi tossici.
  5. Deve sempre essere scritto O.E- puro al 100%

Gli effetti degli oli essenziali non si evidenziano solo a livello fisico (come per esempio raffreddore, stitichezza) ma anche a livello della mente (vedi il nostro post su Aromaterapia per la mente)

Possiamo distinguere gli oli essenziali in tre macro categorie a seconda della loro volatilità:

  1. NOTE DI BASE: derivano dalla corteccia o dalla radice della pianta. Hanno una carica vibrazionale bassa ed evaporano lentamente; tra questi annoveriamo sandalo, patchouli, vetiver, mirra, cannella, pino. Hanno proprietà calmanti in quanto aiutano a radicarsi bene a terra, a stabilizzarsi limitando le ansie e i pensieri. Hanno inoltre molte proprietà benefiche per il corpo (ogni olio ha le sue proprietà).
  2. NOTE DI CUORE: sono ricavati dai fiori e dai petali della pianta. La loro vibrazione è intermedia e evaporano in tempi medi. Agiscono in profondità sulle emozioni, armonizzandole; gli oli essenziali appartenenti a questa categoria sono gelsomino, lavanda, neroli, rosa
  3. NOTE DI TESTA: sono gli oli più volatili e agiscono prevalentemente a livello spirituale. Sono ricavati dagli agrumi e dalle bucce dei frutti. Sono potenti antidepressivi e sono ottimi in stati di apatia e atonia. Ricordiamo Lime, limone, bergamotto, eucalipto.

Giulia Mandrino

 

 Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Aromaterapia per bambini

Mercoledì, 26 Marzo 2014 15:28

L’aromaterapia è uno strumento eccezionale e potente, che  possiamo utilizzare fin dai primi mesi di vita ma con le dovute precauzioni. Gli oli essenziali infatti sono infatti l’estratto più potente di un vegetale per cui se non usati con cautela e seguendo le corrette indicazioni possono essere dannosi anzichè benefici per la nostra salute. Come abbiamo scritto nel nostro libro Mamme pret a porter, 0-12 mesi, “ i ricordi olfatti sono quelli che perdurano maggiormente nel tempo e hanno legami diretti e molto forti non solo con il nostro sistema nervoso ma con tutto il nostro corpo”.

Gli oli essenziali possono essere usati nelle seguenti modalità:

-          Aromadiffusione: gli oli essenziali sono inseriti all’interno di una ciotola su un termosifone, oppure all’interno di una pentola di acqua bollente o all’interno degli aromadiffusori e sprigionano le loro particelle nell’aria

-          Diluiti in creme o oli: ottimi nel post bagnetto e per massaggi fin dai primi mesi di vita

-          Nel bagnetto: diluti all’interno di un olio base (per esempio olio di mandorle dolci, di riso etc..) in modo che non rischino di andare a contatto diretto quando sono puri con la pelle del bambino.

-          Direttamente sulla pelle: può essere utilizzato solo il tea tree come disinfettante a partire dai due anni di età.

Ecco i nostri consigli per utilizzare l’aromaterapia per bambini in maniera sicura: i consigli di mammapretaporter.it per usare gli oli essenziali durante l'infanzia

  1. Scegliere oli essenziali di qualità con la certificazione di distillazione a corrente di vapore (quelli low budget sono spesso estratti con sostanze chimiche)
  2. Mai utilizzare gli oli essenziali puri a contatto con la pelle (ad eccezione del tea tree per bimbi con età superiore ai due anni)
  3. Seguire i nostri consigli di diluizione: per la creazione di un olio da massaggio in 250 ml di olio vettore (mandole, oliva, cocco etc…) circa 10 gocce di oli essenziali; per il bagnetto  in un cucchiaio di olio vettore a sua volta poi diluito nell’acqua del bagnetto: fino ai due mesi, da una a tre gocce di olio essenziale, dai due ai 12 mesi dalle 2 alle 4 gocce, dai 12 ai 36 mesi da 4 a 8 gocce.
  4. Seguire la nostra lista di oli essenziali:

-          Da 0 a 2 mesi: camomilla romana e blu, lavanda, finocchio

-          Da 3 a 12 mesi: oltre a quelli precedentemente  elencati rosa damascena (molto costosa), anice, cumino, coriandolo, e in aromadiffusione mandarino.

-          Dai 12 -24 mesi: ai precedenti si aggiungono sandalo, mirto e solo in aromadiffusione arancio dolce, eucaliptus smitii, limone, timo a linalolo e balsamo di copaiba. 

-          Dai 24 mesi: oltre a quelli citati possiamo utilizzare anche per diffusione niaouli, ylang ylang e abete balsamico

 

Ecco alcune ricette che potete utilizzare a casa vostra.  Se alcuni oli potete acquistarli e tenerli a portata di mano a casa vostra, altri potete pensare di acquistarli con altre amiche,così da risparmiare. Per esempio in questa ricetta per creare uno spray di pulizia da utilizzare per il fasciatoio e per superfici cn cui entra a contatto il bambino (ex giochi):

SPRAY IGIENIZZANTE:

In una bottiglia contenete un litro di liquidi inserire 800 ml di acqua e 200 ml di alcool. Aggiungere 15 gocce di olio essenziale di limone, 8 gocce di tea tree, 8 gocce di timo linalolo.

 

RAFFREDDORE E TOSSE

Aromadiffusione  per la tosse e il raffreddore:

In una pentola con all’interno acqua bollente (circa 1 litro) aggiungere per la tosse secca 5 gocce di oli essenziale di lavanda, 5 di miot e 5 di sandalo. Per la tosse grassa: 5 di mito, 5 di eucalipto smitii, 5 di abete balsamico.

Unguento per la tosse:

Molto utile da utilizzare al posto dei terribili finti unguenti in commercio. Unire a 3 cucchiaini di burro di karitè 2 cucchiaini di olio di mandorle dolci o di jojoba, mescolando bene per ottenere un composto omogeneo. Unire a questo per la tosse secca 5 gocce di lavanda, 2 di mirto e 3 di sandalo. Per la tosse grassa invece  5 gocce di landa, 2 di eucalipto smitti e 3 di mirto. Applicare sul petto del bambino anche più volte al giorno.

 

TAGLI AND CO

Gel cicatrizzante per tagli:

Chi ha bambini sa che taglietti e ginocchia sbucciate sono all’ordine del giorno. Ecco un gel che favorisce la cicatrizzazione e disinfetta bene la ferita: 50 ml di gel di aloe vera, 2 gocce di tea tree, 2 gocce di lavanda, 2 di niaouli.

 

IRREQUIETEZZA E SONNO DISTURBATO

Olio massaggio per neonato irrequieto:

in 100  ml di olio di mandorle dolci  aggiungere 1 goccia di olio essenziale di finocchio, 1 goccia di camomilla romana e 1 goccia di olio essenziale di rosa.

Aromadiffusione per bambini con sonno disturbato:

La base è sempre un aromadiffusore a ultrasuoni come questo; ad essi aggiungiamo per i neonati fino ai 6 mesi solo 10 gocce di lavanda. Dai 3 mesi in avanti 5 gocce di mandarino e 7 di lavanda, dai 12 mesi 8 lavanda, 5 mandarino e 3 arancio dolce. Dai 24 mesi in poi ottima la seguente miscela: 5 gocce di neroli e 10 gocce di ylang ylang.

 

MAL DI PANCIA, STIPSI E COLICHE

Olio per le coliche e la stipsi:

Per i  neonati da 0 a 3 mesi:  in 50 ml di olio di mandole dolci aggiungere 1 goccia di olio essenziale di camomilla romana, 1 goccia di olio essenziale di finocchio. Dai 3 mesi in poi: in 250  ml di olio di mandorle dolci e 1 goccia di olio essenziale di anice, 1 di finocchio, 1 di camomilla romana, 1 di coriandolo, 1 di cumino. Massaggiare con questo olio il pancino e la parte del piede che riflessologicamente si riferisce al pancino.

 

ANTI ZANZARE

Olio anti zanzare: in 250 ml di olio di jojoba aggiungere 5 gocce di lavanda angustifolia, 3 di geranio, 3 di eucalipto smitii, 3 di niauli e 3 di tea tree.

 

Oli essenziali

Proprietà

Per il bimbo

 

Lavanda

Rilassante, antispasmodico, lavora sul trauma del parto. Utilizzabile fin dai primi giorni di vita secondo le dosi indicate. secondo uno studio pubblicato nell’Early Human Development[1], i bambini che effettuano bagnetti accompagnati dall’olio essenziale di lavanda guardano le loro mamme più spesso, dormono più profondamente e piangono meno. Le mamme a loro volta sono state coinvolte nello studio e hanno ostrato livelli di cortisolo (ormone dello stress) più bassi, migliore capacità di rilassarsi e allo stesso tempo quindi capacità si sostenere la cura del neonato.

Camomilla romana

Efficace per i disturbi gastro-intestinali come stipsi e coliche. Utilizzabile fin dai primi giorni di vita secondo le dosi indicate.

Rosa Damascena

Riequilibrante e pacificante, l’unico problema è che tende a essere decisamente costosa.

Finocchio

Efficace per i disturbi gastro-intestinali come stipsi e coliche.

Mandarino

Adatto per ansia, insonnia e depressione. E’ particolarmente adatta per bambini ma anche per adolescenti irrequieti.

Camomilla blu

Antinfiammatorio, antinevralgico, rilssante. E’ l’olio essenziale per eccellenza per i neonati con la lavanda.

Arancio dolce

Rilassante, equilibrante, antinfiammatorio.

Tea tree

Antisettico, antivirale, antibatterico, immuostimolante e cicatrizzante.

 

Possibile lista della spesa:

Burro di karitè

Olio di mandorle dolci

Olio di jojoba

Gel di aloe

Oli essenziali: lavanda, finocchio, tea tree, camomilla blu, eucalipto smitii, limone verde, geranio d'Egitto.

 

Giulia Mandrino



[1] K. Siegel-Maier, Happy baby, Happy you, 2009, Storey Publishing

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

L'aromaterapia per la mente

Mercoledì, 26 Marzo 2014 15:13

L'aromaterapia consiste nell'utilizzo degli oli essenziali, oli estremamente concentrati estratti da piante e fiori, per la cura e il riequilibrio non solo del corpo ma anche della mente. Se infatti è abitudine di molti l'uso per esempio dell'olio essenziale di eucalipto per fare i suffumigi o di pino per "umidificare" gli  ambienti, pochi ancora sanno che gli oli essenziali hanno anche dei grandi benefici sui nostri stati emotivi: “il mondo dei sentimenti e delle emozioni convive con il senso dell’olfatto nella stessa regione del cervello, il sistema limbico, una regione molto antica del cervello umano. E’ accertato che gli odori e le fragranze abbiano influenza diretta sullo stato d’animo e sulla psicologia degli esseri umani. Possono indurre effetti eccitanti o inibenti, provocare sentimenti di avversione, di simpatia o di rigetto, scacciare le paure, combattere il senso di abbandono, eliminae la tristezza e stimolare sensazioni di gioia e allegria. L’olfatto è anche il senso della memoria, tutti noi sappiamo quanto possano essere evocativi i profumi. Il ricordo di un avvenimento, di una sensazione, di un luogo o di una persona, resta spesso legato a un particolare odore. Basta un soffio di profumo nell’aria per riportarci indietro al tempo della nostra infanzia o in luoghi lontani. “1

In aromaterapia sottile, ossia quella parte dell'aromaterapia che si occupa del benessere del piano emozionale ed energetico, più alto è il dosaggio degli oli essenziali (quindi maggiore è la quantità di prodotto utilizzato) e più si lavora sul piano fisico, minore è il dosaggio più si lavora sul piano energetico; per cui se 10 gocce di lavanda in 100 ml di olio di jojoba hanno un effetto sopratutto a livello  corporeo come ottimo decontratturante, una goccia nella stessa quantità di olio agiranno meno come decontratturante ma più come armonizzante per coloro che soffrono di ansia e si sentono offuscati da pensieri cupi ricorrenti.

 Scopiriamo insieme i segreti dell'aromaterapia per la mente: come usare gli oli essenziali per gli stati emotivi

Bergamotto
E' un olio adatto a riequilibrare coloro che devono essere portati con i piedi per terra, smorzando gli eccessi. Allo stesso tempo aiuta in caso di depressione e stati ansiosi, facilitando le persone a trovare una luce salda che li faccia uscire dal buio e a riacquistare la fiducia in se stessi, facendo emergere la vitalità soffocata. Ottimo da utilizzare in aromadiffusione in quanto porta gioa e luce agli ambienti. Prezzo super accessibile. 

Benzoino di Sumatra

Olio eccezionale anche se spesso sottovalutato. È un olio molto utile per lenire la tensione mentale e lo stress, riscalda e tonifica la mente e il cuore. Può essere utilizzato in caso di convalescenza e di esaurimento nervoso per recuperare le energie fisiche e mentali. Ed è anche considerato un ottimo afrodosiaco... il che non fa mai male.

Camomilla blu
Olio di un meraviglioso colore azzurro che si dice essere l'olio delle streghe in quanto è un olio che lavora sulla sfera più alta e spirituale dell'individuo.In generale la camomilla blu aiuta a rasserenare la persona mettendola in contatto con la parte di sè più nascosta, con il suo io bambino, stimolando la sua creatività. L'unico problema è che ha un costo abbastanza elevato: in commercio però ci sono i botticini da 2 ml a un prezzo accettabile (massimo 10 euro)

Legno di cedro 
Olio essenziale che probabilmente avrebbe radicato a terra anche Baudelaire. Così come le sue proprietà a livello del corpo sono per esempio quelle di "radicare i capelli alla testa"  (molto utile  in caso di caduta importante fare applicazioni di olio essenziale diluito in olio di jojoba sul cuoio capelluto e lasciare in posa circa 20 minuti prima di sciacquare), i suoi benefici a livello sottile sono riscontrabili in stati ansiosi che ci impediscono di analizzare e vedere la realtà così com'è e di perderci nei meandri sei se e dei ma. Aiuta a essere lucidi e determinati. Non è da utilizzare per coloro che soffrono di epilessia e in gravidanza

Eucalipto citiodora e globulus
Ottimo per stimolare capacità logiche e razionali, per inibire la pigrizia, l'indolenza e la difficoltà di concentrazione. Aiuta allo stesso tempo aiuta coloro che sono chiusi in un mondo di silenzio o che non riescono a trovare le parole per esprimersi a farlo, fornendo l'energia per affrontare il confronto. 

Ginepro
L’olio essenziale di Ginepro è un depurativo e un disintossicante sia del corpo che della nostra parte più sottile. Possiamo utilizzarlo in aromadiffusione in casa per purificare l’ambienti dalle tensioni dopo la visita della suocera cattiva o dell’amica invidiosa.
Il ginepro aiuta a dare la determinazione giusta per mandare a stendere chi se lo merita e ad aumentare la fisucia in noi stesse. Non deve essere utilizzato da chi soffre di problematiche renali e in gravidanza.

Lavanda ibrida.
Come anticipato l’olio essenziale di lavanda ha la grande capacità di donare armonia e senso di serenità. E’ un olio che si pone a metà tra le energie delle ying e quello dello yang, è un olio delle vie di mezzo. Quando vediamo tutto nero ci aiuta a ridimensionare il tutto e a ri-trovare un senso di libertà e leggerezza.  Prezzo super accessibile.

Sandalo 
Preziosa essenza che lavora sull’emozione della rabbia e sui sentimenti di esasperazione, che causano forte tensione l’impossibilità di andare oltre, trovando una soluzione accettabile o quantomeno il perdono per se stessi i pergli altri. Molto utile in caso di blocchi a livello sessuale causati da rancoripregressi che non si riescono a mettere da parte. Non è adatto a soggetti particolarmente chiusi e timidi ma piuttosto a persone “focose e irruenti”.

 Tea tree

L’olio essenziale di tea tree così come ci protegge dalle infezioni e dai batteri dannosi per la nostra salute, allo stesso modo aiuta la nostra mente ad avere la forza necessaria per superare le difficoltà della vita, rinvigorendoci e favorendo la perseveranza.

Ylang-Ylang 
E’ l’essenza femminile per eccellenza, riuscirebbe a far rilassare anche un palo della luce. Aiuta a focalizzarsi sul proprio essere donna, sulla propria femminilità, e ci aiuta ad apprezzare il nostro corpo, facendoci sentire in sintonia con esso; ha la capacità di farci abbandonare alle emozioni, senza aver paura di essere felici. Libera dall’angoscia per lasciar spazio alla pace. Non è adatto a persone con pressione particolarmente bassa. Può indurre sonnolenza.

1Tratto da L. Fortuna, Aromaterapia per la mamma e il bambino, Xenia Edizioni, pag. 219-220

Giulia Mandrino

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale. 

Frutta e verdura cotta o cruda?

Mercoledì, 26 Marzo 2014 11:11

Meglio la verdura e la frutta cotta o cruda? Quale differenza c'é?- i vegetali crudi mantengono tutte le vitamine e i minerali e devono essere assunti prima dei pasti o 3 ore dopo la loro fine; vengono infatti assimilati molto velocemente dal nostro intestino e contribuiscono ad arricchire quest'ultimo di enzimi che lo preparano a digerire altri cibi. Se assumiamo quindi frutta e verdura crudi a fine pasto inibiremo la nostra digestione e favoriremo inutili processi iper-fermentativi. I vegetali cotti invece sono molto più digeribili rispetto a quelli crudi; in molti soggetti che sono naturalmente predisposti a gonfiori addominali e stipsi l'assunzione quasi esclusiva di verdura e frutta cotta favorisce non solo un corretto transito e scarico del cibo e delle sostanze di scarto ma anche un miglior assorbimento: infatti se a livello quantitativo la frutta e la verdura cotte contengono meno nutrienti di quelli crudi, la cottura li rende più digeribili quindi le vitamine e i minerali vengono assorbiti con molta più facilitá. Per coloro che soffrono di gonfiori e flatulenza é consigliabile unire mix di spezie come il fruit masala http://www.virya.com/shop/prodotti-ayurvedici-digestione/28-fruit-masala-miscela-aromatica-mediterranea.html o semplici mix fatti in casa di cannella, pepe, finocchio etc...- ogni vegetale ha un colore che permette di individuarne facilmente le proprietá. Cerchiamo di variare il più possibile! - madre natura ci manda i suoi frutti esattamente nel periodo dell'anno in cui il nostro corpo ne ha bisogno: in estate abbiamo la necessitá di introdurre grandi quantitá di liquidi, quindi abbiamo le tantissime varietá di frutta succosissima e le solanacee come pomodori, peperoni, melanzane, patate. Queste non sono adatte alle nostre esigenze nutrizionali invernali. Per cui ricordiamoci di mangiare la frutta e la verdura di stagione!!!!- troverete tutte le informazioni sullo svezzamento naturale step by step all'interno del nostro libro Mamme pret a porter, edito dalla casa editrice Trevisini. 

 

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I colori delle pappe

Mercoledì, 26 Marzo 2014 11:07

Abituiamo i bambini fin dall'inizio a percepire la variabilità dei gusti e dei colori del cibo, evitiamo quindi i passati di verdura monocolore (molto rassicuranti per le mamme perché contengono 1000 verdure insieme!). Ogni colore, inoltre, ha una sua proprietà; possiamo quindi proporre vellutate di colore:

Verde: con zucchine, verdure a foglia larga, broccoli, asparagi, cetrioli, basilico, prezzemolo, rucola...; contengono acido folico, carotenoidi, antiossidanti e vitamina C. Per esempio: vellutata di zucchine, broccoli e spinacini condita con olio extravergine e prezzemolo tritato (questi ultimi inseriti a crudo). Possiamo utilizzare il succo degli spinacini freschi come colorante naturale per dolci, è fantastico per dessert al cucchiaio o per cremine decorative!

Rosso e rosa: pomodori, barbabietole, ravanelli, rape rosse, arance, fragole, angurie, ciliegie, lamponi, melograni. Sono tutti ricchi di vitamina C: se assunti crudi saranno ricchi di carotenoidi, mentre cotti conterranno il licopene, un antiossidante molto benefico. Per esempio: vellutata di rapa rossa e pomodoro, condita con un
filo di olio extravergine a crudo e basilico tritato. Il succo della barbabietola oppure il lampone sono degli eccezionali coloranti per creare tutte le tonalità del rosa (per avere il rosa chiaro basta diluire molto con yogurt vegetale, per esempio).

Bianco: cavolfiori, cipolle, finocchi, aglio, patate, pastinache, porri, scalogni, rape bianche, pesche bianche, pere. Contengonoallicina, una sostanza che sembra in grado di favorire l'abbassamento della pressione arteriosa e del colesterolo e che sembra ridurre il rischio di cancro allo stomaco e numerose patologie cardio-circolatorie. Alcune verdure e alcuni frutti bianchi contengono potassio, sostanza molto importante per il nostro benessere.

Arancio e giallo: carote, zucche, patate dolci, peperoni gialli, albicocche, ananas, limoni, arance, mandarini, mandaranci, pompelmi, manghi, meloni, papaie, pesche gialle, pesche noci. Sono ricchidicarotenoidi,che favoriscono l'assorbimento della vitamina A, a sua volta collegata al benessere dell'apparato visivo,sostengono il funzionamento del sistema immunitario efavoriscono la riduzione di alcune forme di cancro, di patologie degenerative come la SLA e di patologie cardiache.Gli agrumi inoltre sono inoltre fonte di vitamina C e acido folico. Possiamo utilizzare le scorze degli agrumi come fantastici aromi nei dolci e nei budini ma anche come deliziosi coloranti (insieme con la carota e la pesca).

Viola e blu: carote viola, patate viola, melanzane, fichi, uva nera, ribes nero, mirtilli blu e neri, more, prugne, susine. Sono ricchi di antiossidanti che riducono il rischio di cancro. Alcuni frutti come il mirtillo hanno una potente funzione tonificante sul sistema circolatorio e sull'apparato visivo. La patata viola e il mirtillo sono i coloranti viola per eccellenza!

 

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La scelta di allattare

Mercoledì, 26 Marzo 2014 10:59

"...Immaginate la scoperta di un nuovo sistema di alimentazione in grado di fornire al neonato un cibo nutriente e buono, contemporaneamente in grado di proteggere il neonato dalle malattie e dalle infezioni e di rafforzarne il legame con la madre. Il prodotto sarebbe disponibile ovunque, nella quantità richiesta, e non richiederebbe confezionamento, conservazione o preparazione alcuna. Chissà quanto guadagnerebbe l'inventore di un prodotto simile!"
(Tratto da un documento prodotto nel dicembre 1991 dal gruppo Unicef per l'Iniziativa Ospedale Amico dei Bambini) fonte IBFAN

Ebbene care mamme, il sistema di alimentazione è stato inventato.. è il latte materno!

La Presidente dell'Associazione Mamma Pret-a-porter, nonché mia cara e stimata amica, mi ha proposto di scrivere questo articolo sull'allattamento in coincidenza con la nascita di una splendida bimba, figlia di conoscenti molto vicini. Ebbene, la mamma ha deciso per la sua neonata un sistema di alimentazione completamente artificiale, fin dal primo giorno di vita. Perché vi ho raccontato questo episodio? Perché questo articolo mi da l'occasione di "svuotarmi" e raccontare ciò che non sono riuscita a dire a voce alla diretta interessata.
Occorre fare una premessa. Collaboro con molta soddisfazione con Mamma Pret-a-porter per la condivisione dei valori su cui è fondata l'associazione, e tra questi c'è il "rispetto per le scelte individuali di chi si rivolge a noi", ecco perché non mi permetto nelle mie consulenze di esprimere giudizi in merito alle scelte che i genitori fanno o suggerire approcci diversi, a meno che non espressamente richiesti.
Quindi, se si parla di SCELTA che il genitore decide di fare per il proprio bambino/a non deve dimenticare due cose:
1) che la parola SCELTA indica che si sono acquisite tutte le conoscenze (fondate) riguardo l'argomento, affinché la decisione sia consapevole e dopo aver valutato tutte le alternative possibili (e le relative conseguenze)
2) che il genitore non deve scegliere solo per sé; non si deve dimenticare che quella scelta RICADRA' sul bambino/a da quel momento e per tutta la sua vita nell'età adulta. Quindi occorre ricordare che siamo responsabili al 100% di una vita, che non ci appartiene nonostante il forte legame, che è l'Amore.
Detto questo, già sappiamo quanto sia utile per il corretto sviluppo del sistema immunitario del bambino ma meno viene detto riguardo all'importanza del latte materno per stimolare le reazioni immunitarie alle vaccinazioni... (il latte artificiale non contiene anticorpi trasmessi invece dal latte materno). Così non solo non li proteggiamo ma aumentiamo il rischio che si ammalino di più.
L'elenco dei benefici dell'allattamento materno è veramente lungo e tocca sfere inimmaginabili: dall'incidenza di otiti e carie, al sistema gastrico - intestinale (coliti), lo sviluppo neurologico e del cervello, il sistema muscolare, il linguaggio, la sfera emotiva e relazionale nella vita del bambino in età adulta! Tutto questo grazie al perfetto funzionamento del "sistema di comunicazione" tra necessità nutrizionali del bambino e la composizione del latte materno, che si adegua letteralmente secondo le sue fasi di crescita. Insomma, il latte materno non può sbagliare, anche perché, contrariamente a quanto si dice, non dipende da quello che mangia la madre...
Ma non dimentichiamo l'importanza che il latte materno ha anche per noi donne; è utile a ridurre la ritenzione di grasso depositato durante la gravidanza, stimola le contrazioni uterine utili nell'immediato dopo parto, riduce il rischio della depressione post-partum, aiuta a ridurre le fratture ossee a cui saremo più soggette in età avanzata, a proteggerci da gravidanze indesiderate, a diminuire il rischio di contrarre alcuni tipi di tumore...
Insomma occorre capire che allattare fa parte della gestazione a tutti gli effetti, che fa parte della nostra natura fisico-biologica e che interrompendo questa catena lasciamo a metà la corretta crescita dei nostri cuccioli e il riequilibrio di cui la donna ha bisogno dopo la gravidanza. Ma facciamoci coraggio! Questa "catena calda" si è persa nella nostra cultura (a causa dell'industrializzazione e della promozione al consumo) ma ora è giunto il momento di tornare a farla funzionare...
Esistono ragioni valide per cui voi potreste far parte di quelle mamme che hanno bisogno di evitare l'allattamento al seno, questo non è escluso e non è una colpa. A maggior ragione avrete bisogno di qualcuno che si occupi di voi, per il vostro sostegno, per ascoltarvi, per darvi informazioni favorendo la vostra autostima materna, troppo piena di falsi miti e voci di corridoio dannose, per darvi sicurezza, protezione e consapevolezza.
Allattare al seno non è un compito facile, ma non allattare lo è ancora di più.

Paola Sangiorgio, Educatrice perinatale e Consulente in allattamento materno, This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., tel. 349-5001771

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Il gioco del fango

Mercoledì, 19 Marzo 2014 16:28

Il gioco del fango bianco

 

Adatto a bambini che hanno superato la fase del metto tutto in bocca, per cui direi almeno 16 mesi, se non oltre. Ancora più adatto a bimbi dai 3 anni in avanti dove il gioco assume sfumature differenti.

Consiste nel creare una sorta di acqua non trasparente all’interno di una baccinella e inserire dentro degli oggetti. Se per i bimbi piccoli il gioco sarà semplicemente quello di trovarli semplicemente con l’uso del tatto, per i bimbi più grandi è possibile non sono scovare gli oggetti, ma anche riconoscerli e comunicarvi il loro nome (per esempio cucchiaino, tappo di un pennarello, biglia, pinza, dado etc...).

Gli ingredienti sono:

  1. Una baccinella riempita con acqua per circa metà della sua capienza
  2. Uno o due cucchiai di farina o fecola di papate o di mais (le quantità variano a seconda del tipo di farina per cui incominciate con cucchiaio e poi aggiungetene finchè l’acqua sia torbida.
  3. Eventualmente aggiungere un colorante come succo di barbabietola o mirtillo etc...

 

Inserire all’interno della baccinella degli oggetti a scelta e poi presentare al bambino il gioco.

 

Buon divertimento!

 

Cecilia

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