L’educazione nordica

Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia… Certo, ogni paese avrà le sue tradizioni e i suoi stili educativi, ma certamente sono abbastanza simili tra di loro. Parliamo dei loro metodi di educazione, del loro stile genitoriale, molto diverso dal nostro in alcuni aspetti e parecchio simile in altri (dopotutto veniamo dallo stesso continente), ma che ci piace parecchio e che ci stimola a prendere come esempio alcune abitudini che qui ancora non esistono.

L’educazione nordica: ovvero come crescono i figli i genitori scandinavi

Diciamo che la parola d’ordine è sempre “aria aperta”. E scorrendo i punti che vi proponiamo capirete esattamente perché. Insomma: tutto ruota attorno all’indipendenza e al rapporto con la natura che gli scandinavi hanno, un rapporto costruito da bambini e che si portano dentro anche da adulti, trasmettendolo poi naturalmente ai propri figli.

Giocare fuori, sempre, senza che le condizioni atmosfere interferiscano

Ecco il primo aspetto dell’educazione nordica. I bambini giocano fuori, sempre, non solo “quando possibile”, perché il “quando possibile” è sempre. Sempre: con il freddo, con la pioggia, con la neve, con il vento. Basta essere attrezzati con un abbigliamento adatto ed ecco che la natura diventa il parco giochi e la scuola per eccellenza. Perché i bambini giocano, si divertono, con il sole e con le condizioni avverse (avete presente quanto è bello sguazzare nelle pozzanghere e giocare nella neve?), senza pericoli e con i vantaggi di imparare a vivere la vita vera, esplorando, raccogliendo reperti, avventurandosi… Una regola che ci piace da matti? Gli intervalli a scuola. Non esistono gli intervalli al chiuso, proprio no. E a noi sembra un’abitudine perfetta, così come quella di passare ore di lezione all’esterno, anche a costruire fortini e ad accendere fuochi.

Giocare fuori da soli

All’abitudine precedente si aggiunge in maniera naturale questa. I bambini, da quando i genitori reputano siano in grado e sia sicuro farlo, si avventurano nei prati e nei boschi attorno a casa da soli. Un po’ come facevano le nostre generazioni precedenti, i cui bambini erano abituati a uscire di casa da soli, dopo che i genitori avevano insegnato bene le regole della sicurezza. Se un bambino non è lasciato al gioco libero senza gli sguardi dei genitori che lo pressano, non sarà mai libero di crescere veramente, e questa regola si inserisce in questo solco di pensiero. Altro vantaggio è proprio il senso del pericolo: se non lasciamo che i nostri bambini sperimentino da soli ciò che noi riteniamo “pericoloso”, non avranno mai gli strumenti per imparare a gestire le situazioni non sicure. E saperle gestire significa renderle sicure.

I pisolini all’aperto

Questa è un’abitudine bizzarra (ma che per loro bizzarra, giustamente, non è) che forse molti conoscono, ma che pare ancora strana e che probabilmente ci farebbe sorridere (e farebbe storcere il naso ad alcuni) se la vedessimo applicata qui. Sempre in merito all’abituare i bambini all’esterno, i genitori scandinavi, soprattutto quelli svedesi, sono abituati a lasciare i loro bambini molto piccoli fuori dagli edifici. Entrando nei bar, ad esempio, lasciano il passeggino fuori, con i bambini che se la dormono beatamente, coperti a dovere. L’aria fredda, se vestiti in maniera corretta, fa benissimo ai bambini, che fanno sonnellini ancora più lunghi e ristoratori. E a nessuno pare strano vedere file di passeggini fuori dai ristoranti, dai negozi e dalle librerie.

Meno pomeriggi organizzati e niente sport di squadra fino ai 6 anni

Simile a noi è la tendenza a non iscrivere i bambini a squadre sportive fino alla prima elementare, anche se la tendenza sta un po’ sbiadendo e vediamo sempre più bambini under 6 che entrano nelle squadre di basket, calcio e via dicendo. In generale, quindi, i genitori scandinavi non sono fissati sullo sport e sulle attività pomeridiane. Preferiscono preservare il tempo libero dei bambini, lasciando scegliere a loro, ma soprattutto senza pressione. Se quindi noi tendiamo a iscrivere i figli alla scuola di musica, a quella di inglese, a nuoto e a pallavolo nello stesso anno, loro preferiscono prenderla con più calma, preferendo passare il tempo libero a passeggiare o in famiglia.

L’importanza del vicinato

Se tutto questo tempo passato all’esterno, anche da soli, è possibile, è anche grazie alla comunità che si crea in ogni paese e città della regione scandinava. I genitori nordici sanno che potranno sempre contare sul supporto del villaggio, del paese o del quartiere: tutti sono coinvolti nella crescita dei bambini, ci si può fidare di tutti, e questo fa sì che si possa rendere il gioco all’aperto una priorità senza alcun problema ma, anzi, in tutta tranquillità.

Sì alla tecnologia, ma solo se bilanciata con la natura

Nei paesi scandinavi la scuola punta molto sul tempo passato all’aperto, ma ciò non significa una scuola che rifiuta la tecnologia. Anzi. In generale, i paesi nordici sono molto all’avanguardia, e sia in casa sia a scuola i bambini possono imparare fin da subito anche attraverso la tecnologia. Gli strumenti elettronici quindi ci sono, sono molto presenti nella loro vita, ma allo stesso tempo questo “tempo tecnologico” viene bilanciato dall’importante quantità di tempo che i bambini passano all’aperto, nella natura. Sì alla tecnologia, quindi, ma solo se bilanciamo con tanto, tantissimo verde, in maniera naturale e non forzata!

Giulia Mandrino

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