Consigli per un Natale da genitori rispettosi

Il rispetto è essenzialmente il primo valore che insegniamo ai nostri figli, non credete? È fondamentale, in effetti, ed è nostro compito trasmettere un’educazione basata su esso. Detto questo, è altrettanto vero che un’educazione basata sul rispetto passa anche dal nostro esempio.

A Natale, quindi, proviamo a mettere da parte le frasi tradizionali (che, come vedrete, non sono molto rispettose), per porci nei confronti dei nostri bambini in maniera ancora più rispettosa e trasmettere questo valore nel periodo più educativo dell’anno, quello nel quale l’amore e le coccole regnano nella nostra casa.

Consigli per un Natale da genitori rispettosi: come rendere il Natale un momento nel quale diventare esempio di rispetto nei confronti dei nostri figli

Quali sono le frasi più gettonate dell’anno? “Fai il bravo, eh, che Babbo Natale ti sta controllando”. “Ma Babbo Natale ti porterà giocattoli o carbone? Hai fatto il bravo, insomma?”. Esatto, sono queste. E, ok, lo ammettiamo, sono frasi comodissime che a volte sistemano il cattivo umore e la cattiva attitudine dei nostri bimbi in qualche momento. Ma che, a lungo andare, non sono poi così utili o consigliate.

Perché? Perché sembra che a Natale ci sia un contratto tra noi (Babbo Natale) e i nostri bambini. Se fanno i bravi, caramelle e regali. Se non si comportano come ci aspettiamo, addio giocattoli.

Ma i bambini sono tutti buoni. Si comportano male, magari, devono ancora imparare qualche regola, ma perché farli sentire “cattivi” quando cattivi non lo sono? Soprattutto, usare parole come “buoni” e “cattivi” ci fa perdere di vista la vera essenza dei nostri figli, categorizzandoli in compartimenti stagni abbastanza superficiali. Le punizioni e le minacce (perché “Se non fai il bravo Babbo Natale non porta nulla” è proprio questo) non risolvono i problemi di fondo. E, anzi, possono anche rovinare un periodo straordinario come quello natalizio.

Il primo consiglio è quindi quello di evitare queste due parole. Piuttosto, parliamo come sempre dei problemi, guidiamo i nostri figli, arrabbiamoci, anche, ma evitiamo questi ricatti psicologici.

Il secondo consiglio per un Natale rispettoso è quello di evitare, come vi diciamo sempre, di obbligare i bambini ad abbracciare e baciare tutti i parenti. Non smetteremo mai di dirlo: “Dalle un bacio” è una frase irrispettosa e controproducente. Bacereste mai, voi, qualcuno che a malapena conoscete o che non avete proprio voglia di baciare?

Forzare i bimbi a baciare tutti i parenti li mette a disagio. Lasciamo quindi che siano loro a farlo, con trasporto e voglia, in modo che l’affetto sia sincero e che, soprattutto, non crescano con l’idea che non sbaciucchiare sia maleducazione. Perché non lo è. L’obbligo all’affetto lo è. E se vi interessa l'argomento, vi consigliamo questo articolo, "Dai un bacetto a zia tua".

Terzo consiglio è quello di dedicarsi alla famiglia, per godere appieno il Natale e per stare meglio fino in fondo. Le feste sono bellissime, ma spesso ci si ritrova in due situazioni: o troppe cene e feste alle quali non sappiamo dire di no, o troppo lavoro da cui non riusciamo a staccare nemmeno in questo periodo.

Nel primo caso, non sentiamoci in colpa a dire qualche no: anche stare soli in famiglia è assolutamente meraviglioso! Nel secondo caso, cerchiamo almeno mentalmente di rilassarci. I bambini in questo periodo sono a casa da scuola e sono quindi tutto il giorno con noi. Se siamo stressati, anche le più piccole e banali richieste possono renderci nervosi e svogliati, e il nostro stress si riversa su di loro. È normale sbottare, a volte. Ma pensiamo a quante siano le volte in cui effettivamente i bambini avevano bisogno di una regolata o quando invece l’arrabbiatura partiva semplicemente dal nostro malessere.

Infine, non confondiamo le nostre aspettative con il vero essere dei nostri bambini. Ciò che intendiamo è che, a livello emotivo, il Natale è qualcosa che attendiamo tutto l’anno per goderci la famiglia e fare scorrere un po’ di sane emozioni in casa. Per un bambino, che non ha il nostro bagaglio di vita, questo non è scontato. Per lui può essere un periodo come un altro.

Ecco perché a volte faranno o non faranno cose che noi ci aspettiamo (come gli auguri, le coccole, la voglia di stare a tavola tutti insieme…). Ma non facciamogliene una colpa e soprattutto non obblighiamoli a nulla. Semplicemente viviamo il Natale come desideriamo, mostrando loro la bellezza di questo periodo. Pian piano, di anno in anno, anche loro percepiranno le festività come il periodo nel quale lasciarsi andare emotivamente vivendosi la famiglia in maniera più profonda! Sta a noi farglielo vedere.

Giulia Mandrino

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Cecilia

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