Il falso mito del non poter fare il bagno dopo mangiato

“Hai appena mangiato, adesso aspetta tre ore prima di fare il bagno altrimenti ti prendi una congestione!”. Praticamente ce lo siamo sentiti dire tutti dalle nostre mamme, dai vicini di ombrellone, dagli zii, dai cugini, da tutte le zie Ignazie del mondo. Eppure qualche mito da sfatare c’è, perché in realtà questo rischio non è proprio così fondato!

Esatto: quest’estate al mare potremo stare un po’ più tranquilli e lasciare che i nostri bimbi si divertano prima e dopo mangiato con tuffi, nuotate e spruzzi. Basta solo prendere qualche precauzione e fare attenzione a certi piccoli gesti.

Il falso mito del non poter fare il bagno dopo mangiato: non attendere tre ore per entrare in mare dopo mangiato non aumenta il rischio di congestione e annegamento

Lo dice anche Uppa, la rivista italiana di pediatria tra le più autorevoli nel mondo dell’Internet: fare il bagno dopo mangiato non aumenta il rischio di congestione e annegamento. Anzi. Se vogliamo proprio essere precisi, la “congestione” (e cioè il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico) è uno di quei malanni che noi italiani abbiamo da sempre in testa ma che come il “colpo di freddo” e la “cervicale” in verità non sono così reali (o almeno non nel senso nel quale li intendiamo noi: la congestione è più facile prenderla bevendo una bevanda ghiacciata o entrando in una stanza iper condizionata quando la temperatura esterna è molto alta).


Per intenderci: la mitologia della mamma italiana in spiaggia a Ferragosto vuole che sia proibito il bagno dopo mangiato (soprattutto se il pasto era abbondante) perché pericolosissimo, perché si rischia una congestione e perché il pericolo di annegamento è dietro l’angolo, anche perché durante la digestione il flusso sanguigno aumenta nel tratto gastroenterico, diminuendo in polmoni, cervello e cuore (anche se, in realtà, non è che questi ne vengano privati…).

Ma i pediatri di Uppa, portando anche letture scientifiche (questa e questa), smentiscono questa credenza: in realtà non vi è nessuna prova scientifica che fare il bagno dopo mangiato aumenti il rischio di annegamento rispetto a farlo a stomaco vuoto e non ci sono nemmeno casi riportati di bambini annegati a causa della pancia piena. Le cause sono altre, eventualmente.

Semplicemente, bisognerà fare attenzione ad un malessere generale. O meglio: è ovvio che mangiare troppo è pericoloso, a prescindere, perché un’abbuffata si ripercuote sul fisico. Ma in questo caso solitamente non viene nemmeno voglia di fare il bagno e soprattutto il bambino nel momento in cui si sente male non si fa problemi a uscire dall’acqua. Quindi un accorgimento è quello di educare i bambini a comunicare i propri malesseri, in generale, e a farli stare un po’ all’ombra nel momento in cui non si sentono al top. E poi c’è da dire che solitamente sono gli adulti che si abbuffano, e non i bambini, che in spiaggia sono contenti del panino imbottito e del frutto dopo mangiato, impazienti di tornare a giocare. No?

In ogni caso, non è la digestione che rende il bagno pericoloso. Ciò che aumenta il rischio è semplicemente il brusco impatto del viso con l’acqua fredda, che è pericoloso sia da sazi che da digiuni. Fate caso ai nuotatori e ai tuffatori professionisti: prima di entrare in acqua d’impatto fanno una doccia fredda, o addirittura si bagnano direttamente il viso con l’acqua della piscina.

L’impatto dell’acqua fredda sul viso è pericoloso poiché provoca una reazione nervosa che rallenta il battito cardiaco e abbassa la pressione. Se questo dura per più di un secondo il cervello si blocca e il rischio è quello di affogare anche nell’acqua bassa (anche in pochi centimetri).

Tutto questo per dire: no, non è pericoloso entrare in acqua dopo mangiato. No, non serve attendere tre ore dopo il pasto. Semplicemente bisogna fare attenzione all’impatto e bagnarsi sempre prima di entrare e di tuffarsi (soprattutto il viso). Bisogna usare buon senso, evitare le abbuffate in spiaggia (evitiamo la carne: quella sì che ci impiega moltissimo a venire digerita, rispetto ai carboidrati e alla frutta e verdura), considerare la temperatura dell’acqua e sorvegliare sempre i bambini: lo sguardo vigile dei genitori è sempre, sempre necessario.

Giulia Mandrino

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