Finalmente degli scatti pubblicitari con donne formose e non anoressiche! L'azienda americana di costumi per taglie forti Swimsuits for All ha creato una fantastica campagna pubblicitaria che vuole provare che le curve delle donne sono sexy! Hanno così prodotto un loro calendario prendendo spunto dai celebri scatti di Sport Illustrated e negli USA sta andando davvero a ruba
Le protagoniste sono le modelle plus-size Robyn Lawley, Jada Sezer, Shareefa e la fashion blogger Gabi Gregg: nelle interviste che hanno rilasciato dichiarano che il loro obiettivo è quello di combattere l'ossessione che ha la società nei confronti dei corpi anoressici e i modelli veicolati dalla pubblicità e dalla moda.

Gabi Gregg, la 27enne fashion blogger ha dichiarato la sua lotta contro gli stereotipi delle donne super magre e la sua volontà di aiutare le donne a sentirsi non solo a proprio agio nel proprio corpo ma anche sexy!

La 24enne modella oversize Jada Sezer sostiene che dovrebbero esserci più pubblicazioni e campagne di questo tipo così le donne potrebbero dire: " Wow, io assomiglio a queste donne! Loro sembrano così a loro agio e sexy e stanno rappresentando il mio tipo corporeo!".

Giulia Mandrino
articolo e immagini tratte da http://www.buzzfeed.com/rachelzarrell/swimsuit-company-uses-plus-size-models-to-recreate-sports-il?utm_content=bufferf19cd&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer
Il vostro piccolo fa un viaggio di ben 9 mesi prima di potervi finalmente incontrare, fortunatamente non è da solo in questo cammino!
Andiamo a conoscere meglio i suoi compagni di avventura:
Appena il vostro piccolo avrà la possibilità di usare al meglio le manine potrà manipolarlo e giocarci! Il funicolo ha una lunghezza variabile di circa 55 cm e a volte è possibile che se lo giri attorno al proprio corpicino.
Dal cordone può sentire il flusso di sangue che gli arriva dalla placenta.
È molto importante in quanto produce gli ormoni che sostengono il progredire della gravidanza: il progesterone, la gonadotropina corionica e gli estrogeni.
Ma com’è fatta questa placenta? Assomiglia ad un grosso hamburger crudo (…fantastico, da oggi non ne mangerete più nemmeno uno!), le dimensioni variano a seconda del peso del vostro bimbo e al centro (o leggermente spostato) troviamo il nostro amico funicolo che sappiamo arrivare fino all’ombelico del piccolo.
In tante culture è considerata la sorella del bambino, crescono insieme e nascono a pochi minuti di distanza…
Ai margini della placenta troviamo due foglietti sovrapposti che formano un sacchetto.
Le membrane rimangono intatte (da manuale di ostetricia) fino al momento della nascita ma sappiamo che a volte si possono rompere prima “OH! Ho rotto le acque!”.
Da cosa è composto? Principalmente da sali minerali, amminoacidi, lipidi, acqua e proteine e con il procedere della gravidanza la concentrazione di questi componenti cambia a seconda dell’epoca gestazionale. Ogni 2 ore il liquido amniotico è totalmente nuovo: le membrane amniotiche lo riassorbono e il vostro bimbo lo deglutisce per poi produrne ancora!
Ostetrica Silvia Bianchi
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Superati i primi due mesi prendi le misure con ciò che devi fare davvero, e ciò che è una paranoia di tua madre. Impari che tuo marito è un uomo e per tale motivo non può capire, non ce la farà e non ce farà mai. Se hai le forze lo cazzi, altrimenti fai le cose da te (spesso tempo che trovi le parole per comunicare il tuo bisogno in "maschiese", che lui capisca e che si metta in moto con fare un po' infastidito perchè sta facendo un favore A TE, mamma dai mille fronzoli ed esigenze, fai prima a fare tutto da sola e ti inkazzi anche meno). Diciamo che ci prendi la mano. Ci sono le coliche la sera, ma anche queste le affonti pensando che prima o poi il Signore Nostro guarderà giù e farà cessare questo supplizio a tuo figlio e a te.
In generale alla fine pensi di poter conciliare lavoro da casa e cura del bambino. Ti sei abituata. TI SBAGLI, o meglio io mi sbagliavo. In compenso sono circondata di amiche che "Ah ma io con il Leo faccio tutto, pulizie, lavoro al pc, preparo cena. Dopo tre settimane dal parto pancia piatta, truccate che puoi fare il programma tv "MammaMakeUp", marito che le aiuta..." Oh ragazze, io ho vissuto la mia maternità in tuta con 13 kg in più (ora ne ho ancora 8 da perdere perchè non mi sono più ripresa dalla voglia assassina di dolce post parto), con l'obiettivo di essere pulita. Il trucco??? In che senso scusa?
Quindi dai tre mesi la creatura ha deciso che nella sdraietta non ci voleva più stare, che non si addormentava più dappertutto, che il pc era quell'aggeggio da toccare e tentare di limonare. Per cui capisci che l'immagine di lui che dorme e tu al pc che lavori non ha ragion d'essere.
Poi torni a lavoro. E qui i tempi diventano diversi. Ma partiamo con ordine. Prima di tutto vai a far vedere il tuo bambino, la tua creatura a lavoro, dalle persone con cui hai condiviso interminabili giornate e loro ti dedicano non dieci ma solo 4 minuti, perché proprio quel giorno sono molto incasinati; e il tuo capo, con fare molto delicato, ti fa capire che nessuno a questo mondo é indispensabile per cui se vuoi tenerti il posto devi tornare quanto prima. Bene.
Prima di tutto cerchi di capire come fare a non tornare a lavoro. Poi pensi che magari a fine mese arrivi solo con lo stipendio di tuo marito ma dovresti comparare i prezzi della carta igienica al supermercato, vendere la macchina e chiedere a lui i soldi per andare una volta all'anno dal parrucchiere o per comprare una maglietta a tuo figlio. Poi pensi che saresti tutto il giorno da sola con lui e che non lavorando non potresti neanche pagarti dei pomeriggi al bistrot che ti piace tanto con amiche e pupo. OK si torna a lavoro. Ma la domanda ora é: a chi oo affido? Bé mia mamma é in pensione, per altro non ha mai lavorato) chi meglio di lei? Ma le nonne di oggi non sono come quelle di una volta, per cui magari posso fare 3 giorni nonna e due nido o viceversa! Così lo proponi a tua mamma ma lei ti dice che non se la sente. Ottimo. Dopo la scoperta di avere un marito ritardato la mamma che ti molla in asso non é male. Incassi il colpo e cerchi il nido, fai l'inserimento e torni a lavoro.
Da questo punto in poi il tempo si differenzia nettamente da: mattina, sveglia, colazione, vestiti e lavati cercando di dare una parvenza di buon gusto, poi lava e prepara il bambino ma attenzione!!! Non intralciare troppo la preparazione del papá perché lui DEVE andare a lavoro (perché tu dici di andare a lavoro poichissà dove vai). Il pupo che ha sonno, tu ti senti un senso di colpa che ti spacca in due, ansia perché sei al 100% in ritardo e poi l'arrivo a lavoro... qui sei assorbita dall'ufficio, sei costantemente meno performante rispetto a una volta ma ovviamente le riunioni si fanno alle sei di sera.
Alla decima volta che non ho visto mio figlio neanche per metterlo a letto non ce l'ho più fatta. Crisi esistenziale, mistica, spirituale, coniugale, maternale, figliale insomma ho deciso di licenziarmi, o meglio di propormi come giornalista freelance. Concilierò famiglia e lavoro!
Non è andata proprio così... ve lo racconterò nella prossima puntata. Ora mi accingo al mio giaciglio, convinta di leggere un libro... dopo due righe il libro si piegherà sul mio viso e probabilmente inizierò a russare; a quel punto il mio principe azzurro, che ormai ha perso le speranze di vedermi in giarrettiera e pantofoline sexy, toglierà il mio libro dal viso e mi farà rotolare sul fianco, sperando che la motosega si spenga. Mi darà poi un bacino, perchè alla fine è un buono, capisce poco e male e lentamente, ma quello non è per colpa sua, è il dna. Buonanotte ladies!
Papavero3
immagine tratta da myeasyfridge.com
La quinoa... abbiamo probabilmente sentito il suo nome sui giornali o in tv, l'abbiamo trovata sugli scaffali dei supermercati ma pochi di noi hanno provato a cucinarla in quanto il suo nome e sopratutto la sua consistenza sembrano un po' spaventare.
In realtà la quinoa è in realtà molto facile da cucinare e molto versatile: possiamo preparare insalatone facili e veloci come polpettine o minestre. Dal punto di vista nutrizionale la quinoa non è un cereale in quanto non fa parte della famiglia delle graminacee (viene considerata un cereale per il suo alto contenuto di amido) e ma è strettamente imparentata con la famiglia degli spinaci e delle barbabietole. Viene coltivata principalmente in Perù e Bolivia ed era considerato il cibo sacro degli Incas in quanto è una delle piante con più proprietà nutritive al mondo: priva di glutine, contiene lisina, sostanza importante per le cellule cerebrali, metionina (fondamentale per il metabolismo dell'insulina), sostanza che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo e deve quindi essere introdotto con l'alimentazione, numerosi minerali come magnesio, fosforo, sodio e zinco. Anche le vitamine abbondano: sono presenti vitamine del gruppo B. C ed E, quest'ultime fondamentali antiossidanti.
La quinoa è davvero un super alimento, adatto ai bambini fin dallo svezzamento, a noi mamme che vogliamo mantenerci in linea, alle donne in menopausa che necessitano quindi di un apporto maggiore di magnesio, al papà che ha bisogno di fonti proteiche per sostenere uno sport. Sopratutto è adatto a tutti i celiaci e a persone con intolleranze a glutine e grano.
Il procedimento di cottura della quinoa è molto semplice: basta lavarla bene sotto l'acqua per un paio di minuti, in questo modo eliminerai il sapore erbaceo e amarognolo altrimenti presente. Se avete tempo potete tostare in padella alcuni minuti per esaltare il suo sapore simile alle noci. Cuocere per 15 al minuti in acqua o brodo vegetale con una quantità pari ad doppio del suo volume (2 parti di acqua e uno di quinoa) e poi scolare sotto acqua fredda per bloccare la cottura. Alcuni consigliano di lasciare la quinoa nella pentola di cottura per altri 5 minuti per farle assorbire tutta l'acqua di cottura.
Potete condirla come meglio credete a seconda dei vostri gusti!
Enjoy!
Giulia Mandrino
immagine tratta dal sito http://tastykitchen.com/
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Facciamo una breve premessa : fare i genitori non è certo impresa da poco, genitori lo si diventa giorno per giorno nell’affrontare quotidianamente le singole prove che ci si presentano, sperimentando successi ma anche fallimenti. Non esiste il perfetto ed infallibile genitore … facciamocene una ragione e perdoniamoci le piccole manchevolezze o i più grossolani scivoloni educativi.
Molti di noi si ritrovano spesso nelle situazioni che descriverò di seguito … siamo esseri umani, siamo “fallibili”, ma la consapevolezza che ciò che stiamo facendo in quel momento non è educativo, può sicuramente servirci per modificare strada facendo i nostri atteggiamenti e le nostre reazioni comportamentali.
Dott.ssa Monica Contiero
immagine tratta da http://kidzone.blogosfere.it/2009/08/come-sgridare-i-bambini.html
Arriva l'estate e con essa anche le zanzare!
Tre sono le domande principali: come prevenire le loro punture senza usare sostanze chimiche, sopratutto nei bambini? Cosa utilizzare come rimedio post puntura? Perchè mordono solo alcune persone mentre altre sembrano vivere in un pianeta in cui le zanzare non esistono?
1. Ledum Palustre 6 ch unda: è il metodo sicuramente più efficace. Consiste nel far assumere al bambino (o a noi stessi) granuli omeopatici (2 granuli 2 volte al giorno) da maggio a fine settembre; è fondamentale utilizzarlo con costanza.
2. Preparare una crema anti zanzare con olio essenziale di geranio, tea tree, lavanda aspic, basilico. Chiedete la crema base in farmacia (50 ml) e aggiungete 4-5 gocce di olio essenziale per tipo.
3. Olio di neem: efficacissimo repellente naturale può essere utilizzato come antizanzare anche sui bimbi. Aggiungere alla crema base 20 gocce di olio di neem. In alternativa possiamo diluirlo in acqua tiepida in proporzione 1:100 e inserirlo in un pratico spruzzino. Possiamo aggiungere all'olio di neem anche gli oli essenziali sopra citati.
4. Aromadiffusione: inserire 5 gocce di olio essenziale di quelli citati in precedenza in un aromadiffusore in 100 ml di acqua.
Per quanto concerne i rimedi post puntura:
1. Ledum palustre: due granuli sub linguali ogni ora fino alla scomparsa del sintomo.
2. Gel di aloe: applicare sulla zona interessata del gel di aloe vera. Il migliore è l'aloe puro che trovate nei negozi bio e che si mantiene solo in frigorifero. Questo rimedio anche se non particolarmente economico è davvero prezioso: potete utilizzarlo anche come detox (un cucchiaino di aloe in un bicchierone d'acqua mattina e sera ovviamente solo per adulti), come lenitivo usato puro dopo un'esposizione al sole o su dermatiti.
3. Oli essenziali: inserire 5 gocce dei seguenti oli essenziali in 50 ml di crema base: lavanda ibrida, geranio e tre tree.
4. Cipolla e aglio: ottimi rimedi naturali da sfregare crudi dove siamo stati punti.
5. Stick dopo-puntura: io amo particolarmente lo stick dopo-puntura de La Saponaria. Qui il link per avere maggiori informazioni e comprarlo.
Per rispondere alla terza domanda vi rimandiamo al super esaustivo articolo di Focus http://www.focus.it/scienza/salute/perche-le-zanzare-pungono-proprio-te_C12.aspx.
Buona estate!
Giulia Mandrino
immagine tratta da scienceforkids.kidipede.com
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Guardandomi un po’ intorno, considerando sia la mia esperienza che quella delle famiglie che conosco, mi sono resa conto che la maggior parte dei futuri genitori, spinta dalle mille pubblicità e dagli innumerevoli consigli altrui, spesso finisce per acquistare, oltre agli indispensabili, anche E soprattutto il superfluo per l’arrivo della propria prole. Vi riconoscete in questa frase? Io sì! Ho pensato allora di cercare e presentare alcune iniziative green, grazie alle quali possiamo sia dare soddisfazione al nostro senso "esteticocherisolve" la necessità di acquistare un prodotto per il nostro bambino, ma sentendoci a posto con la coscienza, poiché ci siamo orientati su prodotti che non hanno impatti pesanti sul nostro Pianeta.
Ad esempio, lo sapete che esiste un passeggino fatto di materiali riciclati?
Si chiama GreentomUpped è ricavato da plastica riciclata di alta qualità. Questo rende Upp non solo sostenibile per il nostro ecosistema, ma anche leggero e nello stesso tempo resistente, tanto che è stato progettato per essere utilizzato dalla nascita, con l’apposito accessorio navicella, fino addirittura ai 18 kg di peso, come passeggino. Inoltre, alla fine della sua vita, può di nuovo essere riciclato e trasformato in nuovi oggetti!
Greentom si propone poi, grazie al design ed alla particolare selezione dei materiali, di produrre presto localmente, così da diventare sempre più sostenibile, insomma..il passeggino a Km 0!

Qui sopra vediamo GreentomUpped sia nella versione passeggino chein quella con la navicella, per i neonati. E’ poi possibile acquistare anche gli adattatori per il seggiolino auto, facendo così diventare Upp un trio in piena regola.
Questo sistema green è disponibile in ben 30 diverse combinazioni di colore, il che rende possibile personalizzare il più possibile il proprio passeggino. Il telaio è disponibile in bianco, in grigio ed in nero e sul sito www.greentom.com si possono acquistare anche le amache di ricambio, così se al primo figlio di sceglie il rosa, col secondo si può cambiare colore ed optare, ad esempio, per un bel blu! I costi? Il passeggino 229,00 euro; 29,00 gli adattatori per il seggiolino auto e 99,00 euro qualora si volesse acquistare un’amaca di ricambio, di colore diverso. Al momento la navicella non è ancora disponibile, ma sul sito la danno come acquistabile a breve.
Che dire, un ottimo modo per sfoggiare una novità bella e soprattutto buona!

Somummy
La maternità ha un ruolo importante in tutte le società, ma nella cultura africana, una donna molte volte viene valutata dal numero di figli che procrea: nelle società tradizionali africane occidentali, la donna ha lo scopo principale di generare e allevare i figli. Comprendendo l'importanza di questa posizione, ci sono molti riti e tante attività dedicate alle donne, in modo che esse apprendano le conoscenze necessarie per diventare madri: durante la pubertà infatti le ragazze sono istruite sul parto, e sui segreti e tabù delle mestruazioni, effettuando un vero e proprio periodo di apprendimento che dura diversi mesi. Questo periodo di formazione si svolge di solito durante la stagione secca, e consiste in un allontanamento dal villaggio per alcune settimane con le donne anziane del villaggio. Le procedure effettive di questi insegnamenti variano notevolmente da tribù a tribù: alcune di queste cerimonie sono rituali di canti e danze, mentre in altri casi vengono effettuati dei periodi di purificazione che consistono in una alimentazione molto ristretta e con cibi selezionati.
Il ruolo femminile in Africa occidentale è basato sull'idea che le donne possano e debbano (in linea di principio) generare figli: il modo in cui esse si prendono cura dei loro figli dimostrerà a tutti la loro pazienza, gentilezza, dolcezza e persistenza. Queste infatti sono le caratteristiche che contraddistinguono lo stile di maternage di molte tribù africane: maternità a stretto contatto fisico, allattamento a richiesta prolungato, nanna condivisa con la mamma, uso della fascia. Con questo atteggiamento le donne africane creano una relazione molto stretta ed empatica con i propri figli, legami che perdurano nel tempo, anche quando saranno adulti, e le legittimano ad avere su di essi un forte potere decisionale per tutta la loro vita. I figli infatti sono la vera ricchezza per le famiglie e le donne di queste tribù, in quanto non essendo sviluppati in queste zone dei sistemi di welfare, spetterà a loro la presa in carico economica e pratica dei genitori quando questi saranno anziani e non più autosufficienti. Essendo quindi i figli un bene prezioso per l'intera comunità, tutto il villaggio supporta la donna nella crescita dei bambini, in quanto "per crescere un bambino ci vuole un villaggio".
Vuoi raccontarci la tua esperienza di mamme nel mondo? Scrivici attraverso la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
immagine tratta da fibercopia.com
Il “diritto” della donna di allattare in luoghi pubblici
"Papa Francesco promuove l’allattamento al seno in pubblico.” La notizia è stata data alla fine di Dicembre dopo che Papa Francesco ha detto durante un intervista al quotidiano "La Stampa” che le madri non dovrebbero vergognarsi di allattare i propri figli in pubblico.
Però, in molte situazioni la questione non è la vergogna della mamme ad allattare, ma la mancanza di consenso della società intorno ad esse.
In Italia abbiamo già sentito tante notizie di mamme che non hanno potuto scegliere di allattare in pubblico i propri cuccioli, principalmente perché messe in imbarazzo dal contesto in cui si trovavano. In Brasile è in corso una ondata di proteste per il “diritto” delle mamme di allattare in pubblico, questo dopo che una mamma è stata invitata ad allontanarsi da un luogo pubblico mentre allattava sua figlia. Nel contestare la situazione, chiedendo cosa sarebbe successo se avesse offerto il biberon anziché il seno, la responsabile del centro le ha confermato che in quel caso non avrebbe avuto problemi. Negli Stati Uniti questo argomento genera ancora molta polemica. Alcuni stati e settori sociali hanno avviato progetti per limitare i luoghi pubblici in cui sia possibile allattare al seno. a Forest Park, una città nello stato della Georgia, hanno cercato di adottare un divieto di allattamento al seno in pubblico per bambini di età superiore ai 2 anni. Così diverse madri si sono riunite davanti al municipio per allattare al seno i propri figli, tutti insieme in segno di protesta, e ha funzionato, il divieto è stato ritirato! Un'altra mamma americana, in Texas, è stata invitata ad andarsene da un grande magazzino perché stava allattando al seno il figlio all’interno del negozio: poco dopo, centinaia di madri hanno allattato i propri figli nello stesso posto dell'accaduto come forma di protesta. Nella città di Bristol, in Inghilterra, un funzionario è stato scortese con una madre che allattava il suo bambino in un bar, e questo ha dato il via ad una manifestazione di protesta con centinaia di madri. Centinaia di madri Danesi si sono riunite per allattare in pubblico, di fronte al Comune di Copenaghen: la manifestazione è stata organizzata da Trine Larsen, una madre che ha denunciato attraverso il suo blog il crescente reclamo di ristoranti e caffè nei confronti delle donne che allattano in pubblico, pratica comune nei paesi nordici.
E le storie di questo genere non finiscono. Questi sono soltanto alcuni casi che sono diventati famosi per la discriminazione delle mamme che allattano. Ma quante mamme hanno già sofferto questa violenza in silenzio? Quante mamme hanno sofferto lo sguardo giudicante delle persone sedute al tavolo accanto? Quanti bambini sono tornati a casa perché la mamma non si sentiva a suo agio ad allattare fuori casa?
E peggio ancora, quanto è giusto parlare di “diritto” di allattare? Il dizionario descrive la parola diritto come “un insieme di principi codificati allo scopo di fornire ai membri di una comunità regole oggettive di comportamento su cui fondare una ordinata convivenza”.Ordinata convivenza? Già qui ricominciamo da capo, perché non riesco a vedere una convivenza disordinata in una società in cui i bambini vengo nutriti dalla loro madre. E cosi, è incredibile pensare che ancora, in tutto il mondo, le donne devono lottare per questo “diritto”. A me piace molto il commento di Liége Rocha, dirigente della “União Brasileira de Mulheres (UBM)” - Unione Brasiliana delle donne - su questo argomento: "atti di violenza e discriminazione contro le donne che non stanno commettendo nessuna offesa al pudore o alla morale ma stanno esercitando il loro diritto alla maternità", ed ironizza: "nei paesi che si definiscono l'apice della democrazia, le donne non hanno il diritto di allattare liberamente".
E voi cosa ne pensate? Avete vissuto qualche esperienza da raccontarci?
Scrivici attraverso la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
immagini tratte da becomingsupermommy.blogspot.com
L’acronimo DSA significa Disturbo Specifico dell’Apprendimento. In questa sigla sono racchiusi tutti i disturbi che riguardano la capacità di leggere, scrivere e far di conto. Vediamoli insieme un po’ più nel dettaglio :
DISLESSIA : è la difficoltà di lettura, per cui il bambino fa fatica a leggere in modo fluente e corretto.
DISORTOGRAFIA : è la difficoltà di scrittura, per cui il bambino fa fatica a scrivere in modo corretto.
DISGRAFIA : è la difficoltà di scrittura, per cui il bambino fa fatica a scrivere in modo veloce e fluido.
DISCALCULIA : è la difficoltà nell’area matematica, per cui il bambino fa fatica a far di conto, a manipolare i numeri e a memorizzare le tabelline.
Oggi si parla molto di DSA, a volte senza saperne il reale significato, a volte amplificando erroneamente i limiti che un bambino DSA può avere, altre volte sottovalutandone la portata, soprattutto in termini emotivi e sociali.
Ciò che secondo me, ancora oggi non si conosce molto di questa forma mentale, non sono le difficoltà specifiche scolastiche che ne determina, ma tutto ciò che riguarda il modo particolare ed affascinante con cui questi bambini guardano al mondo, pensano, creano, interpretano, costruiscono comunicazione.
Spesso sono bambini con un alto livello cognitivo, hanno grandi potenzialità intellettive ed una creatività e una capacità d’immaginazione impressionanti. Trascorrono gran parte del loro tempo immersi in questo loro mondo fatto di pensieri creativi e ciò li porta ad apparire spesso distratti, scollegati dalla realtà, lenti … di frequente sono molto bravi nel disegno, nella costruzione di oggetti o nelle forme artistiche in generale, mentre sono impacciati nelle attività motorie più comuni ( come allacciarsi le stringhe delle scarpe o i bottoni della camicia o giocare a palla ). E’ in generale il loro modo di utilizzare la mente che differisce dal nostro, definirli solo rispetto alle difficoltà di lettura, scrittura o calcolo, mi sembra estremamente riduttivo! Per l’aspetto scolastico al giorno d’oggi ci sono strumenti compensativi e dispensativi che li supportano, ci sono insegnanti che, se hanno la volontà di prepararsi sull’argomento , possono fornire al bambino con DSA validi contributi metodologici … Ciò che ancora manca, secondo me, è una visione a 360 gradi di questi bambini, è la reale consapevolezza di tutti gli atteggiamenti mentali e comportamentali che essi utilizzano, che, se mal interpretati o non capiti, hanno una ripercussione importante sulla loro autostima e sul loro benessere sociale. Importante quindi supportare a livello psicologico ed emotivo il bambino che si rende conto di queste sue “diversità” comportamentali e ne soffre e, ancora più importante, sensibilizzare la società attraverso un’informazione sempre più completa su cosa significhi veramente avere un DSA.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, consiglio vivamente di vedere il film “Stelle sulla Terra”, perché loro sono punti luminosi … tutti da scoprire!
Dott.ssa Monica Contiero