Diventare mamma nella cultura Guaranì

Giovedì, 19 Marzo 2015 10:04

Avete mai sentito parlare del popolo Guaranì? Il termine Guaranì si riferisce a uno dei maggiori gruppi indigeni delle Americhe, diffusi tradizionalmente nei grandi territori del Sud America, tra cui la Bolivia, Paraguay, Argentina, Uruguay e la parte centro-meridionale del territorio Brasiliano. Queste popolazioni sono discendenti dei gruppi che abitavano le foreste tropicali.

Ritrovamenti in siti archeologici testimoniano l'esistenza di questo gruppo etnico a partire dal V secolo (400 d.C.). Esiste una relativa abbondanza di documenti storici che si occupano della storia del popolo Guaranì, iniziando principalmente dai primi contatti con persone di origine Europea. Prima di questo momento, i Guaranì non utilizzavano la scrittura: la loro storia veniva trasmessa soltanto attraverso racconti. Prima del contatto con la cultura Europea, le societá Guaraní erano composte principalmente da cacciatori e contadini semi-nomadi e la loro cucina era fondata sulla caccia e l'agricoltura, basata su diversi tipi di piantagione, come manioca, patate, arachidi, fagioli e mais.

I primi Europei arrivarono nel luogo dove oggi è Asuncion (Paraguay), meravigliandosi della "abbondanza divina" che hanno trovato. L'antica e intensa politica di occupazione decimò la popolazione indigena, tuttavia, le persone di questo gruppo etnico mantengono ancora forti caratteristiche linguistiche e culturali, cercando e sviluppando modalità relazionali per adattarsi alle nuove realtà dove sono costretti a vivere. I Guaraní contemporanei vivono in piccole riserve, accampamenti ai margini delle strade o vivono anche in aree geograficamente isolate. Le loro principali attività economiche sono la produzione e la vendita di prodotti artigianali – cesti in vimini e bambù, statue in legno e collane fatte con semi locali – e la raccolta di radici, erbe e frutti di bosco. Nonostante la drastica riduzione della popolazione, rispetto al momento del primo contatto, i Guarani mantengono la presenza nei territori del periodo coloniale, fatta eccezione per le aree situate negli stati di Uruguay e Argentina centrale, dove non sono completamente scomparsi. A causa dello sterminio subito, queste popolazioni si sono ridotte demograficamente, diventando una minoranza invisibile nei diversi contesti in cui sono, e con il problema della crescita della popolazione nei sistemi di confinamento imposti dalle nazioni dove vivono.

I Guarani vedono il mondo, come una regione di foreste, campi e fiumi, un territorio in cui vivono secondo il loro modo di essere e la loro antica cultura. Il territorio, il suolo in cui camminano, è un "tekoha", il luogo fisico, la zona geografica in cui i Guarani sono quello che sono, dove si muovono e dove esistono. Queste persone mantengono tradizioni antiche, e portando la memoria e vivendo la loro vita quotidiana, attraverso i loro miti e i loro riti.

Per li Guarani, la donna incinta è l'espressione degli Dei che danno la vita attraverso la donna. La gravidanza è annunciata sognando parenti defunti, un eroe della tribù o addirittura un uccello. I Guaranì, evitano emozioni negative e forti durante la gravidanza, così come evitano il cibo "dell'uomo bianco", e viene suggerito a loro di non mangiare il guscio dell'armadillo e il burro di cocco, questo perché credono che non rispettando queste regole il bambino rimarrebbe bloccato nel grembo della madre. Sono invece incoraggiate a mangiare la carne di selvaggina, in particolare il giaguaro.

Il parto viene effettuato a casa, con la donna in posizione accovacciata. La placenta viene sepolta sotto il posto dove viene cucinato il cibo, come sacra dimora della vita, e non può essere mangiata da animali. Utilizzano del caffè caldo durante il parto, perché credono che il corpo deve essere caldo, se si raffreddare la donna può morire.

Alla nascita il bambino è messo subito al seno della madre, e non ci sono grossi problemi con l'allattamento, ma quando ci sono, offrono una farinata di amido di mais al neonato. Sono molto severe con il periodo post-partum, includono il riposo assoluto di 3-5 giorni dopo il parto e una dieta equilibrata, oltre che l'astinenza sessuale di 3-12 mesi, mentre finché sono presenti perdite la donna non dovrebbe uscire di casa e soltanto le donne in menopausa possono essere le levatrici.

Naoli Brasile dice nel film "O Renascimento do Parto" (La Rinascita del Parto – http://orenascimentodoparto.com.br/): "C'è molto del patrimonio dei popoli indigeni nelle nostre convinzioni personali". Ognuna di noi ha i suoi rituali personali. Questi rituali variano da donna a donna, e hanno un evidente impatto sul travaglio, anche bloccandolo quando mancato di rispetto; noi siamo esseri sociali e culturali, andare in ospedale è un rituale, preparare il corredo, mangiare bene ... non importa lo scopo, anche la gravidanza di una donna "bianca" è intrisa di significati soggettivi.

Noi, donne urbane, abbiamo bisogno di questa cura che è strettamente legata al periodo del post-partum, che finisce per essere solo oggetto di linee guida mediche. Manca attenzione sulle emozioni, sullo stato mentale e sullo spirito. Abbiamo bisogno di pace e di cure particolari, dobbiamo riconoscere che è necessario rallentare per assimilare questo nuovo ruolo di madre e recuperare le energie del lungo viaggio che è stato la gravidanza e il parto.

Tathi Saraiva

Miyabi

Giovedì, 19 Marzo 2015 09:46

Oggi ho avuto il privilegio di essere invitata a pranzo da una coppia di autentici giapponesi. Ormai avevo perso le speranze di mangiare giapponese verace, soprattutto in luoghi come la Brianza che pullulano di "all you can eat giappo-cinesi" che all'occorrenza ti sfornano anche una pizza... Da tempo immemore, dunque, onde incappare nel finto giapponese, avevo accantonato l'idea di frequentarne. Oltretutto, serbavo nella memoria delle piacevoli cene in autentici ristoranti giapponesi, rigorosamente a Milano, ma che, con pelata finale, non contribuivano a rendere l'esperienza degna di essere ripetuta.
La premessa per connotare la piacevole sorpresa di oggi, quando, invitati in un ristorante giapponese mi sono sentita di poter mettere in un canto la mia diffidenza, è la seguente: i cuochi, tutti giapponesi, cucinano dinanzi agli occhi degli avventori. Alcuni camerieri sono a loro volta giapponesi. Una bimbetta giapponese (che non parla una parola di italiano) ronza attorno alla cucina, passeggia tra i tavoli, e ti guarda con occhi interrogativi quando ti rivolgi a lei. Questa presenza rende l'atmosfera informale e giocosa. I prezzi sono onesti (non bassi). Qui vedete il menù take away: http://www.miyabibergamo.it/pdf/takeaway_miyabi_26-gennaio_2015.pdf . Ho assaggiato un carpaccio di tonno, orata e salmone, leggermente marinato con olio di sesamo e soia.... Davvero speciale. Il pesce si scioglieva in bocca, condito con grazia ed equilibrio! Ho testato anche gli uramaki ebiten, rotoli di riso ripieni di gamberi fritti.... Deliziosi. Tempura fragrante e leggera. Consiglio vivamente! Sotto al naso mi sono vista più volte sfrecciare ricchissimi piatti detti: "speciali dello chef" espressione variopinta degli uramaki classici, ma in versione "lussureggiante" verdura e pesce a cascata!
Il posto si trova nella città cosiddetta "bassa", in pieno centro. Si chiama Miyabi. Lo trovate in Via San Francesco d'Assisi, 5B, 24121 Bergamo, Italy
TEL: 035244014
Qui trovate, a testimoniare la bonarietà della mia critica, una autentica pagina di tripadvisor Giappone, dove tra simboli indecifrabili e numeri, è abbastanza intuibile quali siano le percentuali di giudizi estremamente favorevoli. Btw, naturalmente il mio ospite ha provveduto a confermare l'invito con tanto di contatti del ristorante, orari e link alla seguente pagina :)
http://www.tripadvisor.jp/Restaurant_Review-g187830-d3727003-Reviews-Miyabi-Bergamo_Province_of_Bergamo_Lombardy.html
P.s.:
Sempre questa mia conoscenza giapponese mi ha raccontato di aver parlato con lo chef e di aver appreso che avesse lavorato in uno dei ristoranti più famosi di Tokio.

Sara Donati, Film-maker

saradonatifilmaker.com

Varicella and co: cure naturali

Mercoledì, 18 Marzo 2015 09:07

Tipiche dell'infanzia, le malattie infettive sono un passaggio positivo per la salute dei bambini: rafforzano il sistema immunitario e contribuiscono all'equilibrio del terreno 2, quello Sicotico (vedi articolo di omeopatia unicista sui miasmi e i terreni). Varicella, morbillo, rosolia, quinta malattia e parotite sono causati da virus, mentre la scarlattina ha origine batterica.

A prescindere dalla terapia consigliata dal nostro medico (SEMPRE FONDAMENTALE) è importante non ostacolare il processo di guarigione aiutando il sistema immunitario a lavorare al meglio seguendo alcuni consigli:

- alimentazione priva di proteine animale almeno per i primi 3-4 giorni per non incrementare ulteriormente lo stato infiammatorio. Se per alcuni giorni il bambino digiuna chiedendo solo bevande vegetali cerchiamo di assecondare questa sua richiesta in quanto è un naturale istinto alla guarigione; ottima la bevanda vegetale a base di riso. 

- integriamo con estratti di agrumi per esempio sarebbe ottimo arancia, mandarino e carota per fare il pieno di vitamina C, ed estratti verdi per eliminare le tossine dei malanni e aiutare la pelle a guarire prima: in questo caso possiamo utilizzare una bese di mela per dolcificare e un mix di spinacini freschi, un pezzetto di sedano e un pezzetto di finocchio o zucchina. 

- possiamo utilizzare un probiotico come LD1 della Named, molto utile per facilitare il benessere delle difese immunitarie. 

- invitiamolo a bere molta acqua, magari aggiungendo alla sua bottiglietta d'acqua dello sciroppo d'acero per avere un'ulteriore integrazione vitaminica e minerale. In alternativa o in aggiunta ottimo il te kuchika. 

- utilizziamo creme delicate come crema fluida corpo alla Calendula Weleda, oppure la crema corpo super-idratante Fantastika

- se le pustoline vengono in bocca e/o sulle tonsille, e in generale in caso di mal di gola, molto utile è la Tintura Madre di Calendula, quindi 10 ml diluiti in un bicchiere d'acqua (sotto consiglio del medico). Eseguiamo gargarismi e sciacqui ripetendo il processo almeno 4 volte al giorno. Utile anche il Phitolacca compresse della Heel (chiedete la posologia al vostro farmacista). 

- per eliminare le tracce delle pustoline e delle cicatrici: 50 ml di olio di calendula o di argan, 30 ml di olio di rosa mosqueta, 3 gocce di olio essenziale di lavanda e volendo anche 3 gocce di olio essenziale di camomilla blu. Questa miscela deve essere utilizzata solo dopo 5 giorni dall'inizio della malattia, mai durante. Sono tutti oli che potete reciclare con facilità: la miscela argan-rosa mosqueta è il potentissimo antirughe ormai sulla bocca di tutti, l'olio di argan da solo è prezioso e adatto come impacco prima dello shampoo. La lavanda e la camomilla blu sono gli oli specifici per i bambini da mettere sia nel bagnetto (quindi 2-3 gocce in un cucchiaio di olio di mandorle o altro olio e poi versati nell'acqua del bagnetto) oppure in aromadiffusione per facilitare il rilassamento oppure ancora diluiti nell'olio da massaggio.

- per limitare il prurito è fondamentale seguire i consigli alimentari; in secondo luogo è utile questa miscela per aromadiffusione: 5 gocce di olio essenziale di tea tree, 5 gocce di raventsara, 3 gocce di cipresso, 3 gocce di elicriso. Anche in questo caso possiamo reciclare facilmente gli oli essenziali: i primi due sono oli di pronto soccorso da avere in casa per disinfettare in caso di cadute per esempio e diluiti nei detersivi. Invece cipresso ed elicriso sono ottimi per noi mamme per contrastare gli inestetismi cutanei della cellulite: dluiti in olio base (circa 5 gocce ciascuno per 100 ml di olio) li spalmiamo nelle zone interessate una-due volte al giorno. 

Giulia Mandrino

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Gli sgabelli montessori

Lunedì, 16 Marzo 2015 20:42

Il miglior gioco, il miglior stimolo per un bambino è aiutare l'adulto nella quotidianità: dalle pulizie, alla cucina, dalla spesa, ai lavori di fai da te: trascorrere le giornate al nostro fianco sarà la miglior palestra per loro per affinare le capacità sia cognitive che motorie. 

La cucina in particolare è davvero un'esperienza in cui coinvolgerli: stimoleremo i loro 5 sensi in maniera completa, comprenderanno il concetto di nutrimento, di materia prima, di tempo necessario per fare le cose bene, per pulire e riassettare. La loro manualità si affinerà maggiormente e la comprensione delle logiche causa-effetto prenderà piede. 

Così in bagno è importante coinvolgerli la mattina (nel limite delle possibilità) nel preprarsi e lavarsi utilizzando il lavandino come mamma e papà. 

Il bambino proprio a partire da un anno e mezzo ha la necessità di voler sperimentare in autonomia i piccoli gesti della vita quotidiana: quante volte ci sentiamo dire "apro io la porta", "faccio io questo", "voglio fare io". Ecco questo è un sano istinto del bambino che vuole imparare e scoprire come funziona il mondo: la soddisfazione di riuscirci o quasi è un fondamentale insegnamento che li rende colmi di gioia in quanto si sentono parte attiva della famiglia e quindi del mondo. 

E' importante però poter coinvolgere i nostri piccoli in sicurezza e avvicinare la sedia al piano della cucina presenta evidenti limiti: avendo infatti solo lo schienale come protezione il rischio di scivolare è cadere è dietro l'angolo. Se vogliamo essere più tranquille possiamo pensare all'acquisto di uno sgabello montessoriano: in commercio infatti, in particolare nel mercato americano, esistono alcuni sgabelli specifici per questo. In primis sono sufficientemente alti per dare una visione completa al bambino e farli lavorare e manipolare comodamente; sono provvisti di mini scalette per salire; infine hanno protezioni sui lati. Ecco quelli che ho trovato più interessanti: 

E' lo Step Up Kitchen Helper: adatto per bambini da 18 mesi è esteticamente davvero interessante; presenta meno protezioni rispetto a quelli successivi in quanto le sponde sono presenti solo su due lati. Prezzo 150 dollari. 

 

Ecco The Learning Tower, la "torre dell'apprendimento" in legno di Little Patners, azienda americana specializzata in giochi montessori per bambini. Con ptrotezioni su tutti e quattro i lati, un ampio piano su cui muoversi in sicurezza e un'altezza regolabile, le Learning Towers sono adatte per bambini dai 18 mesi ai 6 anni. Il costo è di 200 dollari. Potete acquistarla anche su Amazon.

             

Poi vi presento Kitchen Helper, un supporto leggero e pratico, facile da spostare e da riporre nello sgabuzzino. Regolabile su tre altezze lo si acquista al prezzo di 180 euro. 

 

 

FunPod è stato creato da una famiglia in Gran Bretagna perchè adoravano trascorrere del tempo con la loro figlia in cucina; così  il papà designer Kim decise di progettare un oggetto che consentisse a sua figlia di cucinare in sicurezza con loro. FunPod è stato sviluppato con un team di esperti al fine di ottenere un prodotto pedagogicamente adatto alle esigenze del bambino, con particolare attenzione al tempo trascorso a cucinare insieme, ritenuto da specialisti in obesità infantile, uno step importante per la prevenzione di questa e in generale a livello di educazione alimentare. Lo trovate su Amazon in vari colori al prezzo di 195 euro. 

Giulia Mandrino

 

 

 

Ecco alcuni suggerimenti pratici per facilitare l'addormento dei neonati nei primi mesi di vita dell'Ostetrica Angela Dinoia nel suo libro "Il neonato e i suoi segreti", Mental Fitness Publishing:

"Sazietà
Per riposare tranquillamente il nostro neonato deve avere mangiato a sufficienza. I risvegli nel cuore della notte con il bambino che piange perché ha fame e vuole poppare rappresentano una scena notturna consueta. Soprattutto nelle prime 6-8 settimane di vita, il piccolo mangia almeno 1-2 volte per notte e, non possedendo ancora un orologio biologico simile al nostro, i pasti notturni sono assolutamente comuni. Vi sono donne che trovano abbastanza veloce e comodo allattare anche di notte: non appena il bambino si sveglia, lo allattano senza problemi. Altre invece, pur rispettando il bisogno del neonato di poppare a richiesta, cercano di far sì che l'ultima poppata serale sia più lunga e sostanziosa, altre ancora preferiscono somministrare pasti più
ravvicinati dalle prime ore delle serata fino alle 24. Sono convinta che ogni mamma si sperimenta per trovare un suo equilibrio: non esiste una modalità corretta e una sbagliata. Ogni donna è certamente in grado di trovare una armonia con il suo bambino.
L'importante è che nell'arco delle 24 ore il numero di pasti al seno sia adeguato, altrimenti la produzione di latte potrebbe diminuire

Distinzione giorno/notte
L'incremento di melatonina (uno degli ormoni che favoriscono il sonno) è indotto dall'alternanza giorno-notte, luce-buio. Pertanto è utilissimo cercare di differenziare le abitudini diurne da quelle serali e notturne. Durante il giorno siate pure attive: portate il bambino fuori, ascoltate la musica, chiacchierate con lui, svolgete tutte le attività domestiche senza la paura di "far rumore". Insomma vivete tutte le attività della giornata con naturalezza!
Di sera e di notte, siate invece più tranquille: riducete il più possibile tutto ciò che può essere fonte di stimoli eccessivi per il neonato, effettuate cambi di pannolino più rapidi, lasciate luci più soffuse. In questo modo facilitate in lui l'associazione tra le attività legate alla veglia e quindi alla luce del giorno e quelle legate invece al buio serale e notturno.

Ridurre gli stimoli eccessivi
Vi sono neonati che riescono a dormire anche in ambienti molto rumorosi e pieni di persone. Sono i bambini che ho definito "bambolotto": si adattano velocemente e con facilità a qualsiasi situazione, perché dotati da subito di un discreto meccanismo di auto-equilibrio. Altri invece, "sensibili", sono disturbati anche da stimoli leggeri, risultano essere sempre un po' inquieti e il loro sonno spesso è piuttosto agitato. Soprattutto con questi bambini bisognerebbe limitare al minimo gli stimoli e utilizzare, per calmarli, strumenti di contenimento come la fasciatura o il trasporto in fascia. Non è necessario, soprattutto nelle prime 4 settimane di vita, appendere alla culla pupazzetti o giocattolini vari, anzi: forniscono stimoli incomprensibili per il piccolo, disturbandone il sonno. Non vi consiglio di "isolarvi completamente" dalla vita sociale ma, soprattutto nel primo mese, evitate ambienti troppo affollati e cene chiassose con gli amici. Se non riuscite proprio a limitarvi, non stupitevi se, dopo una cena movimentata, il bambino apparirà più irritabile. Ricordate che questa non è una condizione di vita definitiva: è la prima fase dopo la nascita e dura soltanto alcune settimane!

Fasciatura del bambino
L'abitudine di fasciare il neonato è molto antica ed è praticata ancora oggi dalle mamme in tutti i Paesi del mondo. Ognuna di loro, almeno una volta, nei primi mesi del bambino, ha fasciato il piccolo con una copertina per placare il pianto e per consolarlo. Il neonato in fascia resta più a lungo nella fase di sonno REM e ha minori possibilità di essere svegliato durante la notte da movimenti riflessi involontari. La fasciatura, inoltre, ricrea una condizione di contenimento fisico simile a quella dell'utero materno: tale sensazione è motivo di profonda rassicurazione per il neonato.

Posizioni
È ormai da diversi anni che l'associazione americana di pediatria consiglia vivamente ai genitori di porre il bambino in posizione supina, come misura preventiva della morte in culla. Pertanto dovrete adottare questa posizione per il riposo del piccolo, soprattutto quello notturno. Nelle figure che seguono mostriamo due possibili posizioni per favorire il rilassamento e il sonno del neonato.

Massaggiare il bambino
Il massaggio è un ottimo strumento per favorire il contatto tra i genitori e il loro bambino. Rappresenta un’occasione di scambio importante e un buon modo per rilassarlo. Può rientrare nei rituali serali dell’addormentamento insieme al pasto e al bagnetto. I bambini nati con taglio cesareo, non ricevendo l’energica stimolazione cutanea data dal passaggio nel canale del parto durante la fase espulsiva, ne hanno un grande bisogno. Il massaggio si pratica con le mani, con un tocco molto delicato e usando un olio naturale. Il luogo lo scegliete voi: il fasciatoio, il lettone, il tappeto, a contatto con la mamma, per esempio sulle sue gambe.

La ninna nanna
Il canto della ninna nanna, insieme al movimento del cullare, rilassano il bambino conciliando il suo riposo. Ve ne sono di bellissime, anche di culture profondamente diverse dalla nostra; talora le mamme ne inventano addirittura di originali utilizzando come base testi di canzoni note.  Il ritmo delle parole e il tono della voce della mamma creano l'energia che incanta il bambino e ne agevola il sonno.

Rumore sibilante
Per il neonato l'emissione energica del suono "Shhhhh" rappresenta un conforto contro il pianto. Come sostiene il Dottor Harvey Karp, pediatra di fama internazionale, "questo forte rumore bianco riproduce i suoni che il neonato sentiva durante la vita intrauterina e attiva il riflesso della calma".
I genitori, mentre cullano il bambino, per consolarlo attraverso la riproduzione del suono "Shhhhh", possono servirsi eventualmente del valido aiuto di rumori artificiali, come quelli prodotti da:
– ventilatore;
– aspirapolvere;
– CD con rumore dell'acqua o delle onde;
– phon.
Provate e scegliete quello che vi sembra più comodo e più efficace!

Passeggiare
Prima o poi capita a qualsiasi genitore di essere alle prese con un neonato che urla disperatamente e niente al mondo riesca calmarlo. Avete provato tutti i mezzi a vostra disposizione: ha mangiato, è pulito e asciutto, probabilmente non ha mal di pancia. Nonostante tutto, continua a piangere. Che fare allora? Oltre a tutti gli strumenti dei quali abbiamo parlato in precedenza, provate a "cullarlo energicamente" tenendolo in braccio.
Alcuni studi hanno dimostrato che il ritmo più efficace è quello di almeno 60 movimenti al minuto con uno spostamento di circa 10 cm. Non dovete scuotere nevroticamente il bambino, ma dovete comunque essere energici! In alternativa al cullare, uscite e portate il piccolo a fare una passeggiata: non di rado accade che si calmi e, finalmente, si addormenti."

Angela Dinoia, Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

Sono letteralmente sommersa, con mia grande gioia, di domande in merito all'alimentazione naturale per bambini e sullo svezzamento. E la domanda principale è: ma se non do proteine animali cosa do a mio figlio? Ma non ingrassa solo con la pasta?
Ma sono cose che si inventa lei o c'è qualche nutrizionista dietro?
Nel mio piccolo spero di dar voce a una corrente di pensiero, sempre più diffusa, della comunità scientifica internazionale tra cui l'istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che con numerose ricerche effettuate su vastissimi campioni di popolazione dimostra che sia necessario limitare drasticamente la quantità di proteine animali.

Qui sotto trovate un prezioso intervento del dott. Berrino dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che ci spiega con termini semplici, quanto ci sia un problema alimentare di eccesso di proteine animali nella nostra alimentazione e quanto purtroppo i bambini siano letteralmente sommersi da queste in quanto vige l'idea che ci debba essere ad ogni pasto una proteina animale nel piatto per crescere bene. Purtroppo le nostre scuole seguono norme non ancora "aggiornate" ma sempre più voci del mondo scientifico stanno tentanto di cambiare le cose: nel frattempo essendoci già una sovrabbondanza di proteine animali a scuola e in generale nella società, è fondamentale almeno a casa nutrirci con un'alimentazione basata su proteine vegetali, cereali integrali, frutta e verdura di stagione. L'alimentazione anticancro infatti non parla di eliminazione al 100% di prodotti animali ma sicuramente di una riduzione drastica.

Tutto il nostro portale di Mamma pret a porter è un progetto alimentare per una cucina più sana fin da piccoli dove trovate ricette semplici e facili da mangiare in famiglia. La difficoltà infatti sta nell'iniziare a sperimentare ricette differenti da quelle a cui siamo abituati, perchè se per 20,30, 40 anni si sono cucinate e mangiate polpette di vitello e pasta al ragù davvero non si sa da dove partire: ma alla domanda "se non mangio proteine animali cosa gli do, frutta?" non posso che rispondere con un elenco di alimenti che potete trovare in un normale supermercato per far comprendere come in realtà sia l'alimentazione tradizionale che diamo ai bambini ad essere povera di varietà:


AL POSTO DI PASTA E RISO BIANCHI
- pasta integrale
- riso integrale
- farro
- avena
- orzo
- miglio
- quinoa
- mais

AL POSTO DELLE PROTEINE ANIMALI
- ceci
- fagioli
- piselli
- fagiolini
- lupini
- fave
- lenticchie
- broccoli
- verdure a foglia larga
- cavoli
- frutta secca
- frutta disidratata
- estratti di frutta e verdura
- semi di lino
- semi di girasole
- semi di zucca
- semi di chia
- per dolcificare sciroppo d'acero e agave
- tofu
- seitan
- bevande vegetali di riso, avena e soya (se è bio)
- latte di cocco
e in generale tutto ciò che è di stagione e non trattato.


Basta come lista? C'è sufficiente varietà? Se non lo fosse andando nei negozi bio la lista quasi raddoppia aggiungendo alghe, miso, lievito alimentare, germe di grano etc...

Credo che questa sia una vera rivoluzione, per la prima volta la medicina ufficiale ci da degli strumenti per stare bene e prevenire malattie potenzialmente mortali. Credo sia il caso di aprire le orecchie e pian piano, e ripeto PIAN PIANO, incominciare a sperimentare il cambiamento e ri-abituare il nostro palato ai gusti autentici dei cibi.

Giulia Mandrino

 

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Nuove ricerche sugli OGM

Venerdì, 13 Marzo 2015 09:18

I vegetali geneticamente modificati, detti anche OGM, sono esteticamente molto belli, non ci sono ammaccature, buchini di insetti, morsi di uccellini; ma sapete che nutrendo topi con una dieta basata su soya OGM per 90 giorni si osservano in essi effetti tossici come DNA danneggiato, mutazioni del sangue, danni a fegato e reni che in numerosi casi inducono morte? E che i loro piccoli muoiono in circa 30 giorni? Partendo dal presupposto che questa sperimentazione sugli animale è enormemente crudele, dobbiamo comprendere che consumare con regolarità cibi OGM è come introdurre regolarmente pesticidi dentro il proprio corpo: sono alimenti che distruggono l'apparato digestivo.

Non solo, è emerso da un ulteriore studio che l'utilizzo di soya OGM promuove attivamente la frammentazione del DNA: ciò significa una mutazione del DNA e una conseguente mutazione delle cellule che a loro volta produrranno cellule malate, con le basi quindi per lo sviluppo di tumori in quanto il meccanismo regolatore della normale riproduzione cellulare è ormai interrotto. 

Inoltre è emerso come topi nutriti con vegetali geneticamente modificati (quindi non parliamo solo di soya) manifestino patologie a livello epatico, renale, sanguigno ma anche riproduttivo: alcuni studi collegano diversi casi di inferitilità al consumo di OGM in quanto questi avrebbero effetto sull'apparato riproduttivo, in particolare sugli spermatozoi. (fonte: http://www.naturalnews.com/048944_GM_soy_toxic_food_GMOs.html#)

La domanda allora è: che "latte" vegetale possiamo usare? Evitiamo la soya e utilizziamo riso, avena, kamut e altri cereali. E' importante che siano certificati con il bollino del biologico. Ormai nei supermercati gli scaffali dedicati alle bevande vegetali offrono una grande varietà di scelta ma attenzione agli ingredienti: il vero "latte" vegetale contiene solo il cereale (per esempio riso), acqua ed eventualmente sale. Se trovate altri ingredienti non è davvero consigliabile l'acquisto.

Giulia Mandrino

 

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Cosa deve sapere una futura e una neomamma

Venerdì, 13 Marzo 2015 08:55

Vorrei parlarvi di quello che secondo me è "un concetto basilare nell'approccio al bambino, un principio fondamentale che deve essere sempre ben chiaro nella nostra mente, soprattutto quando ci troveremo a leggere tabelle o grafici che presentano la "normalità" della crescita dei bambini, o ad ascoltare i consigli (anche non richiesti) di altre mamme che sanno sempre esattamente che cosa dovremmo fare con il nostro bambino! Il concetto di "normalità" richiama semplicemente a "ciò che è nella norma", e un bambino è nella norma sia che cominci a parlare a 9 mesi, così come se lo fa a 18 mesi! Un bambino è nella norma sia che dorma tutta notte fin da subito, sia che si risvegli tutte le notti fino a 3 anni! Ogni bimbo ha proprie competenze che sviluppa prima di altre ed è meno predisposto allo sviluppo precoce di alcune rispetto ad altre.

Ogni neonato è prima di tutto una persona con un proprio modo di comunicare, propri sentimenti e uniche caratteristiche di personalità.

Conoscere il proprio bambino e rispettare i suoi tempi e i suoi talenti è il compito principale dei genitori di neonati. Rischiamo altrimenti di non rispondere in modo appropriato ai suoi comportamenti, rischiamo di uniformare la nostra relazione a uno standard preimpostato, invece di renderla unica, rischiamo
di non evidenziare i suoi particolari talenti e predisposizioni, ma di tarpargli le ali in nome dell'una o dell'altra teoria educativa di riferimento. Stampiamocelo bene nella mente: ogni bambino è UNICO, ha suoi propri competenze, abilità, talenti, ritmi e tempi: questa unicità merita rispetto:

Se vi ricorderete di pensare al vostro bambino come a una persona vi sarà facile avere per lui il rispetto che si merita.

Inoltre, ogni coppia madre-bambino è UNICA, ha suoi propri stili comunicativi, modalità relazionali,
dinamiche comportamentali. Il bambino si deve "sentire", si deve vivere, non si può apprendere, non c'è un manuale d'istruzioni da consultare. Il bambino si deve accompagnare nella scoperta della sua vera, autentica, originale natura.
Nessuno conosce il bambino meglio della sua mamma, nessuno sa meglio di lei che cosa è bene per lui. La relazione che dall'inizio avete costruito con lui vi permetterà di interpretare e capire sempre più i suoi bisogni e le modalità che utilizza per esprimerli. Mi raccomando, quindi: alla larga dalla zia Ignazia che sa sempre che cosa vuole il vostro bambino, che non approva il vostro modo di essere mamme e che vi fa sentire inadeguate!
Quando vi sentirete dire (perché capiterà di sicuro!) che il vostro bambino piange perché non è abbastanza sazio, perché ha sonno, perché lo tenete troppo in braccio, perché... chi più ne ha più ne metta, ricordate a voi stesse che nessuno può conoscere bene il vostro bambino perché lui è unico, e
voi siete l'unica mamma che ha, la persona che veramente lo conosce meglio di qualsiasi altro. State lontano da pregiudizi, dicerie e anche da impostazioni educative rigide e intransigenti che vorrebbero insegnarvi a fare la mamma.
Il neonato merita rispetto, allo stesso modo di un adulto. Meglio chiedere aiuto se sentiamo le nostre energie venir meno. Non esistono formule magiche generalizzabili a tutti i bambini e da applicare in un determinato periodo della vita dei bambini, che vi garantiscano una crescita sana, serena ed equilibrata del bimbo e magari anche il raggiungimento in breve tempo di quelle tappe evolutive così importanti di questi tempi. Deve dimostrare di riuscire a parlare, a camminare, ad afferrare, a comprendere (magari sia in italiano che in inglese!), a giocare in modo costruttivo (non sia mai che distrugga la torre di mattoncini!)... se no penseranno che non è abbastanza intelligente.
E poi non deve giocare in modo aggressivo, non deve far rumore, dare fastidio, muoversi continuamente... se no penseranno che è un bambino disturbato o non educato... e che figura ci faccio?"

articolo tratto da Mandrino-Contiero, Mamme pret a porter, il primo anno insieme, Mental Fitness Publishing

Crescere con un cane

Venerdì, 06 Marzo 2015 09:53

La mamma cane aiuta i cuccioli a orientarsi nel tempo e nello spazio offrendo l'esempio corretto con il suo comportamento e non è raro vederla alle prese con i piccoli da "sgridare", spesso in maniera severa e intransigente. La sua coerenza è garanzia di crescita, infatti i "no" della mamma fanno in modo che vengano assorbite velocemente le regole sociali in cui i cuccioli devono orientarsi.
Questo sistema educativo è assolutamente trasferibile anche al bambino, che con poche semplici regole sarà in grado di orientarsi ed esprimersi in modo adeguato nel mondo che lo circonda, e incentiva l'introiezione delle regole comportamentali, che da istanze esterne diventeranno interne, favorendo una corretta e adeguata formazione del "super io" (definito come quell'istanza intrapsichica originata appunto dall'interiorizzazione dei codici di comportamento). Un altro importante elemento in comune è rappresentato dalla "paura dell'abbandono", che li coglie entrambi impreparati e disorientati. Il bambino teme terribilmente di perdere la propria mamma, fino al punto di piangere per farla tornare a sé; così anche il cane teme moltissimo di essere abbandonato e piange quando si trova solo. Cane e bambino dunque condividono la necessità di essere rassicurati e di acquisire quelle rappresentazioni interne affettive che gli permetteranno di gestire la frustrazione dell'assenza dell'oggetto d'amore: la mamma. In questo difficile esercizio, il bambino ha la fortuna di avere il cane come "oggetto transizionale" (Winnicot). Attraverso il gioco del guinzaglio, il bambino può sempre portare con sé quel cagnolino che rappresenta anche concretamente l'affettività e l'accoglienza incondizionata della figura materna, che in questo modo non lo abbandona mai. Tale situazione poggia le basi per la costituzione di una relazione di reciprocità e di fiducia incondizionata l'uno nei confronti dell'altro: il cane saprà di essere in compagnia di quel compagno di giochi insostituibile e sempre presente, compensando la sua paura di abbandono.

Entrambi condividono la paura più profonda dell'essere umano, il disamore, e si aiutano reciprocamente in un continuum di rassicurazioni reciproche, basate soprattutto sulla presenza incondizionata di entrambi e sull'implicita condivisione di esperienze comuni. Questa condizione li rende compagni ideali e giustifica la naturale attrazione che l'uno prova verso l'altro. Il cane corrisponde alle necessità del bambino anche grazie alla diversa velocità della sua maturazione.

Per un bambino, crescere con un cane è fonte inesauribile di stimoli ed esperienze che lo aiuteranno nel raggiungimento e nel superamento delle sue naturali tappe evolutive. Per giocare con il suo cagnolino, il bambino sarà costretto a imparare e affinare tutte le capacità comunicative non verbali, acquisendo e maturando abilità intuitive ed espressive che in seguito miglioreranno le sue capacità di socializzare anche con gli altri bambini.
Il trascorrere del tempo favorisce le competenze del bambino a più livelli, perché il cane, crescendo più velocemente, è portatore di informazioni preziose e può ad esempio aiutare il bimbo a capire lo sviluppo psicosessuale e la diversità di genere: il suo comportamento potrà essere preso facilmente come modello per spiegare l'evoluzione della specie e la naturale attrazione del sesso maschile verso quello femminile e viceversa.
Un altro importante elemento che il cane porta con sé nella relazione con il bambino è dato dall'invecchiamento: il suo crescere in fretta e le sue modificazioni fisiologiche potranno aiutare il piccolo uomo ad accettare il cambiamento relativo all'incedere inesorabile del tempo. Vedere il suo amico modificarsi, mettere i primi peli bianchi, avere meno voglia di correre e saltare lo aiuterà a modificare il suo comportamento in relazione ai bisogni del cane, passando da una fase egoistica a una altruistica e di grande accettazione.
Grazie a questi cambiamenti il bambino acquisisce una buona capacità di accoglienza della diversità e accettazione della frustrazione. Ci tengom particolarmente a sottolineare che quando un bambino domanda ai genitori un cucciolo di cane, la sua richiesta non rappresenta un capriccio o la volontà di avere un altro giocattolo da aggiungere alla sua collezione. Spesso questo desiderio poggia le basi su un'inconsapevole intuizione, da parte del bimbo, rispetto a quante cose li rendano simili e quanto queste similitudini possano essere significative per la sua crescita. Spetta agli adulti sottolineare e aiutare tali acquisizioni, affinché la presenza del cane diventi importante per lo sviluppo psicofisico e psicomotorio del bambino.

Articolo tratto dal libro "Un mondo di pet therapy" di Spartia Piccinno, Mental Fitness Publishing

I giochi per bimbi tra 3 e 6 mesi

Venerdì, 06 Marzo 2015 08:25

Dai 3-4 mesi inizia una prima fase esplorativa che coinvolge i 5 sensi: sfatiamo il mito del "bisogno dei giocattoli". I giocattoli nel primo anno di vita sono un bisogno di shopping di noi genitori contemporanei non del bambino che giustamente spesso non li considera minimamente a favore di oggetti di uso quotidiano. Perchè allora non venire incontro a questa tendenza?

Mestoli and co: scegliamo una serie di oggetti di diversa consistenza che il bambino può mettere in bocca come cucchiai di legno e di acciaio, cucchiaini, piccoli barattoli in plastica, stoffe di seta, cotone e spugna... Liberiamo la nostra creatività, ovviamente selezionandoli affinchè il bimbo sia in sicurezza mettendoli in bocca: dire a un bambino di 5 mesi di non mettere un oggetto in bocca è come se dicessero a noi di guardare un piatto di pasta alle ore 12,30 seduti a tavola mentre tutti mangiano, perché "la pasta non si mette in bocca, si guarda solo". Ciò che noi gli porgiamo deve poterlo mettere in bocca, è il suo modo di conoscere il mondo, è il suo istinto: non vi preoccupate, a 4 anni se gli direte che quell'oggetto non si mette in bocca sarà in grado di seguire il vostro consiglio comprendendone anche la motivazione, ma a 5 mesi no.

Le bambole fazzoletto: possiamo creare delle bambole fazzoletto homemade che lui apprezzerà davvero tanto. Basta reperire un fazzoletto di forma quadrata preferibilmente di seta, e fare 4 nodini alle 4 estremità; inserire poi al centro una pallina della grandezza di circa un pugno di lana cardata o altro materiale soffice (io le ho sempre create con pezzi di stoffa arrotolati e compattati) e poi chiudere con una strisciolina di stoffa o un elastico (in questo caso attenzione che sia abbastanza spesso da non essere usurato e quindi ingerito dal piccolo; ottimi gli elastici di spugna per legare i capelli). Otterremo un oggetto come quello che vedete nell'immagine in alto a sinistra. Troppo semplice? No, assolutamente, la creatività è l'intelligenza del bambino è stimolata attraverso materiali e oggetti semplici e spogli che il bambino utilizza in più modi, sperimentando forme, materiali e ci costruisce storie e pensieri. 

Album fotografico: un altro stimolo interessante che alcuni bambini amano è quello di visionare fotografie di visi, alcuni famigliari altri nuovi. Il bambino già nel primo mese di vita riesce a vedere a una distanza di circa 20 cm quindi esattamente la distanza tra l'attacco al seno e il viso della mamma: per tale motivo è uno "specialista dei visi" e anche se ne vedono il ritratto nelle fotografie ne sono incuriositi. Alcuni però vorrebbero mettere le foto in bocca, in questo caso evitiamo questo stimolo e proponiamo i giochi elencati in precedenza.

Cuscino di noccioli di ciliegia: è un oggetto che amo molto regalare alle mia amiche neomamme. Si trovano in alcuni negozi di prodotti naturali e online e sono utilissimi non solo per i bimbi ma anche per noi adulti; sono dei cuscini riempiti con noccioli di ciliegia che creano un effetto sonoro e che si modellano a seconda di come vengono tenuti i mano o sulla superficie su cui sono appoggiati: il bambino quindi può sperimentare il materiale a livello sonoro perchè i noccioli all'interno fanno un rumore davvero delicato toccandosi l'uno con l'altro, e inoltre cambiano continuamente di forma e consistenza per cui il piccolo, manipolando, lavora sulla coordinazione motoria delle mani. In caso di nevralgie e dolori muscolari dove è utile la terapia del caldo, potrete scaldarli a microonde e appoggiarli sulla parte del corpo dolorante: sarete immediatamente invasi da una sensazione di sollievo. Io li ho usati molto per gli inevitabili dolori cervicali nel primo anno di vita dei miei bimbi ma anche per alleviare il dolore alle orecchie della mia piccola quando ha sofferto di otiti.

Giulia Mandrino

Sara

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Cecilia

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