Giovanni Bollea è stato il padre della moderna neuropsichiatria infantile. Dagli anni Cinquanta fino alla sua morte nel 2011, il professore ha rivoluzionato questo campo, introducendo per primo attività come la psicanalisi e la psicoterapia di gruppo anche per l’infanzia. Fu lui il fondatore dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma ed è tra i più rinomati professori a livello internazionale. Per cominciare a conoscere la sua opera, vi consigliamo i bestseller ...

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Certo, ci sono bambini e bambini. Non esiste una regola uguale per tutti, ma una fisiologia di base sì. Ed è per questo che il pisolino è molto importante: perché per loro natura i bambini piccoli hanno bisogno, chi più chi meno, di ricaricarsi. Ma facciamo un passo indietro, e vediamo perché il pisolino mattutino o pomeridiano (anche in base all’età del bimbo) è così importante e perché i nostri figli ...

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Il titolo potrebbe anche variare: “Come chiedere gentilmente ai bambini di mettere a posto le loro cose”. Già, perché in realtà il segreto per inculcare l’ordine ai bambini sta nel modo con cui glielo chiediamo (oltre all’esempio che diamo e alle abitudini familiari). Ogni genitore lo sa: la frase “Rimetti a posto” è praticamente all’ordine del giorno. Ogni mattina, ogni pomeriggio e ogni sera ci troviamo di fronte a dover chiedere ...

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“Piagnucolare”: qualcosa di diverso dal semplice piangere. Qualcosa che tutti i genitori di bambini tra i due e i quattro anni (suppergiù) hanno fatto esperienza. Molta esperienza. Perché il piagnucolio dei bambini è qualcosa di unico, a livello uditivo. Non è il classico pianto che indica un bisogno fisico del bambino, un bisogno primario, un bisogno immediato, come può esserlo il pianto da fame o il pianto per essere cambiati, o, ...

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Le abitudini e le routine sono parte integrante dell’essere umano. E non parliamo solo dei bambini, ma anche di noi adulti. Pensateci: avere dei punti di riferimento, degli orari, dei luoghi confortevoli e delle abitudini ci fa stare bene. Come dopo una vacanza o un viaggio di lavoro: per quanto siamo stati bene, quanto è bello tornare alla propria casa e ai propri orari? La vivacità della vita non si mette ...

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Giocare con i bimbi piccoli è uno spasso. Ma, diciamo la verità, a volte quando stiamo insieme tutto il giorno ci rendiamo conto che i nostri bimbi piccoli non si staccano mai da noi. È normale: preferiscono giocare con noi perché in questo modo ci scoprono, si sentono sicuri, si sentono guidati. Ed è quindi giustissimo assecondare questa loro volontà, anche perché il gioco insieme a mamma e papà è ...

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Le mamme di figlie femmine lo sapranno bene (perché non ci si scappa: crescere figli maschi e figlie femmine è differente e dobbiamo mettere in campo risorse diverse). Si è praticamente sempre in bilico tra il voler essere “mamma amica” (Lorelei docet) o “mamma pressante”. E spesso, per il loro bene, tendiamo verso la seconda opzione, perché sappiamo che spingere le nostre figlie verso il meglio e fare il loro ...

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Non solo consapevoli, ma anche responsabili: è questo ciò che ogni genitore si augura. Di crescere figli responsabili, ovvero rispettosi, con la testa sulle spalle, consapevoli dei propri doveri, dei propri diritti e del proprio ruolo nel mondo. Ma come fare per crescere i nostri bambini responsabili? Innanzitutto con il nostro esempio. E poi seguendo queste semplicissime regole quotidiane, che permetteranno non solo di crescere adulti responsabili, ma che renderanno la ...

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La comunicazione genitori-figli è importantissima. Ma non lo è solo in termini di dialogo (non ci stancheremo mai di ripetere che parlare è spesso la soluzione a moltissimi problemi), ma anche e soprattutto in termini di scambio. E questo scambio non comincia solo nel momento in cui il bambino parla, ma è fondamentale durante tutta la prima infanzia. Il Programma Baby Signs serve proprio a questo: a rafforzare la comunicazione tra ...

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Ogni età ha la sua peculiarità, e questo lo sappiamo. Un bambino di un anno comincia a camminare, mentre a quattro corre. Un bimbo di tre anni inonda casa di “perché” e non sa stare fermo, mentre a sei anni comincia a capire di doversi concentrare, stare fermo e ascoltare. Un bambino di due anni non saprebbe mai fare una moltiplicazione, mentre a otto è normale. E allora perché sembra ...

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