Come dire al tuo capo che sei incinta?

Il test di gravidanza è positivo. Felicità, confusione, spavento... Le emozioni provate sono innumerevoli, e non ce n'è una giusta o una sbagliata. Se ci mettiamo anche gli ormoni, tutto si scombussola ancora di più. E dopo i mesi iniziali, quelli delle paure e della sicurezza che tutto stia andando bene, arriva anche il momento in cui c'è da dare la notizia al lavoro.

Dire al datore o alla datrice di lavoro che si è in attesa di un bebè non dovrebbe essere un problema. Non dovrebbe fare paura. Ma purtroppo non viviamo ancora in un mondo ideale, in un mondo nel quale i diritti sono sempre rispettati, ed è ancora normale temere quel momento. Perché sono ancora troppi i colloqui che cominciano con un bel "Ma hai intenzione di fare figli?". Quando l'esordio è questo, è chiaro che comunicare la bella notizia sul luogo di lavoro non dev'essere semplice, perché da bella notizia rischia di diventare un motivo di pericolo.

Cosa puoi fare per dire al capo che sei incinta? Prima di tutto, concentrarti su te stessa, sui tuoi diritti e sulla tua vita che cambia. E poi, mettendoti nei panni di chi hai di fronte, parlarne con chiarezza e rispetto. Ecco qualche consiglio.

Tieni a mente: è un tuo diritto!

La prima cosa da fare è entrare nel giusto mood mentale, ovvero tenere bene a mente che la maternità è un tuo diritto. Sia che tu sia incinta, sia che ti sia stata comunicata la notizia di un abbinamento per l'adozione, dire al tuo datore di lavoro o alla tua datrice di lavoro che devi entrare in maternità è un tuo SACROSANTO DIRITTO. Punto. Certo, a volte è difficile! Ci sono ambienti in cui ci si sente protetti da questo punto di vista e altri che mettono paura. Il succo non cambia. È un tuo DIRITTO! 

La legge

La legge italiana tutela la donna (e il congedo parentale tutela i genitori, in generale, anche se i papà non hanno diritti estesi come quelli delle mamme, purtroppo). Il congedo di maternità obbligatoria prevede l'astensione dal lavoro da parte della madre per cinque mesi a cavallo del parto (da qualche anno è possibile prenderli tutti anche esclusivamente dopo il parto, lavorando per tutti i 9 mesi della gravidanza). Dopodiché, è possibile allungare il congedo con la maternità facoltativa, ma è una scelta, appunto, non obbligatoria.

Quindi, consapevole di questa tutela e dei tuoi diritti, quando te la senti prendi coraggio e parlane con il tuo o la tua responsabile. 

L'annuncio

L'annuncio? Che tu tema la reazione o che tu sia sicura che colleghi e capi prenderanno la cosa positivamente, dai la notizia con il sorriso. Avrai un bambino, diventerai mamma, e questo non dovrebbe essere d'impiccio per la tua carriera. Le due cose non si escludono! 

Detto questo, per un secondo solo mettiti nei panni di chi hai davanti. Perché le aziende temono le gravidanze? Quando una donna resta incinta, i mesi di maternità che può prendere (tra quelli obbligatori e quelli volontari) sono diversi e i capi e i responsabili pensano subito al periodo in cui perderanno la forza lavoro, sostituendola o comunque riassettando il personale. Non è semplice, è vero. Ma di nuovo, la legge è dalla parte della maternità, per fortuna.

Anche per questo motivo, durante l'annuncio è bene mettere le cose in chiaro: dì con fierezza al tuo capo che sei incinta, ma spiega anche che il tuo lavoro è importante e che, pur diventando genitore, non lo prenderai sottogamba. Non ne "approfitterai", insomma, e cercherai di bilanciare le due cose in maniera rispettosa. 

Un altro consiglio è quello di programmare fin da subito: mostrando al datore o alla datrice di lavoro che hai i programmi già bene chiari in testa (per quanto possibile! La maternità è fatta anche di imprevisti), farai capire che ci tieni, che la tua maternità non sarà un problema e che a livello pratico e responsabile siete affidabili come sempre.

In questo modo, il capo o la capa diventeranno degli alleati, e non dei nemici. Bilancia, quindi, diritto e responsabilità, sempre fiera della gravidanza e della maternità e allo stesso tempo consapevole di come il lavoro si modificherà.

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Cecilia

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