I bambini e l’apprendimento delle lingue

In una società come la nostra è ormai impossibile conoscere solo una lingua. Per vivere al meglio nel mondo, conoscere almeno l’inglese, oltre alla propria lingua madre, è un requisito fondamentale. Ma non solo a livello sociale: conoscere un’altra lingua fin da piccoli fa sì che i bambini sviluppino competenze uniche, importantissime, date proprio dallo sforzo che compiono durante i primi anni di vita per imparare ad esprimersi in due modi differenti. Insomma: ci sono solo benefici, e non è un falso mito!

I bambini e l’apprendimento delle lingue: i benefici, le difficoltà e i modi migliori per insegnare ai bambini una seconda lingua sin dall’infanzia

Partiamo da un fatto: imparare per i bambini significa vivere qualcosa sulla propria pelle. Significa farne esperienza concretamente. Significa immergersi nell’argomento. Lasciamo quindi da parte il vecchio metodo di insegnamento, quello che appioppavano a noi e che probabilmente alcune scuole ancora mantengono, e cioè quello delle schede da riempire, della grammatica pura sui quaderni e del ripetere paroline singole.

I bambini, almeno fino agli otto anni (ma anche un pochino dopo), imparano prevalentemente dall’esperienza, dalle sensazioni, e non attraverso le astrazioni (perché, sì, i compitini scritti sono astrazioni). L’esperienza con i sensi è fondamentale quando imparano qualcosa, ancor più se parliamo di una seconda lingua.

Chiedete a chiunque abbia fatto un’esperienza all’estero: in pochissime settimane si impara molto di più di tutto quello che si è imparato in 10 anni a scuola. Ecco perché le esperienze studio all’estero, come quelle proposte da vari tour operator specializzati nel settore ragazzi, sono una buonissima cosa. Ce ne sono alcuni, come ad esempio MLA - Move Language Ahead che non si concentrano unicamente sui ragazzi adolescenti, ma che propongono viaggi già da “bambini”, dai 7 ai 14 anni, , un’età perfetta per rafforzare le competenze linguistiche vivendo sulla propria pelle il nuovo idioma, parlandolo con persone madrelingua che rendono l’esperienza divertente e costruttiva.

Prima si comincia, insomma, meglio è. Soprattutto con l’esperienza diretta. Chi sceglie di parlare in casa sin da subito due lingue, o chi opta per i suoi bambini per delle vacanze studio sin da piccoli (ce ne sono anche in Italia, sempre in lingua inglese ma più vicini a casa!), quindi, non si lasci scoraggiare dalle false credenze o dai consigli non richiesti: ci sarà sempre qualcuno che criticherà la scelta.

Perché? Perché qualcuno crede che imparare due lingue confonda il bambino, che si troverà così a parlare un mix errato di idiomi. In realtà è falsissimo: la confusione, se c’è, scompare verso i quattro anni. Ma questa confusione è la stessa che ha anche un bambino mono-lingua, che per rafforzare i concetti utilizza parole inventate. Nel momento in cui i bambini hanno tutti gli strumenti per comunicare, anche le loro frasi divengono corrette. Inoltre oltre alla confusione che in realtà non c’è, il bambino acquisirà addirittura una competenza in più: il saper distinguere i suoni definendoli e raggruppandoli in gruppi comuni, competenza che potrà sfruttare per imparare eventualmente un’altra lingua da grande.

Qualcun altro crede poi che non abbia senso, oppure sia difficile, parlare in casa due lingue o insegnarne una nuova al bambino se i genitori non sono madrelingua di quell’idioma. Certo, sarà un po’ più faticoso (per i genitori!) ma non lo sarà per il bambino, che la lingua la acquisirà alla stessa maniera. Basterà qualche supporto in più, come dei programmi TV dedicati oppure le vacanze studio di cui parlavamo, per rafforzare i concetti. Ma non è mai una cattiva idea!

E non sarà nemmeno mai troppo tardi: come dicevamo i bambini almeno fino agli 8 o 9 anni sono spugne (un luogo comune finalmente vero!), e imparano attraverso l’esperienza concreta. Ecco perché non dovreste rinunciare all’idea di cominciare a insegnare una lingua anche se non l’avete fatto nei loro primissimi anni di vita!

Scegliete delle valide vacanze studio in Italia o all’Estero, parlate una seconda lingua in casa, imparate insieme a guardare i film in lingua originale... Ma non lasciatevi frenare, e fatelo! Sarà un regalo per voi ma soprattutto per i bambini, che oltre alla seconda lingua acquisiranno competenze uniche: riconoscere i suoni, imparare direttamente, immergersi in nuove e diverse culture.

 

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Sara

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Cecilia

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