Portare i bambini nei musei: rendiamolo divertente!

Portare i bambini al museo è un’abitudine buonissima: se infatti sin da piccoli gli si fa prendere confidenza con questo ambiente, da grandi la considereranno un’attività normale, stimolante e preziosa. Il museo è quindi un luogo importantissimo nel quale portare i bambini: che sia d’arte, di scienza, di storia, di storia naturale o interattivo, esso è un potente stimolo all’imparare.

Il nostro consiglio è quindi quello di trovare sempre del tempo per portare nei musei! L’importante è, soprattutto all’inizio, rendere stimolante l’attività, pensando sempre a noi stessi ma anche e soprattutto ai bambini. Come? Ecco i nostri spunti.

Portare i bambini nei musei, rendiamolo divertente: come far sì che le visite a gallerie e musei risultino stimolanti anche per i nostri figli

1) Innanzitutto, scegliamo, almeno inizialmente, musei dedicati ai più piccoli. Ce ne sono tantissimi in Italia (ad esempio il Muba a Milano, Explora a Roma, il Bimpa a Palermo...), e una visita è sempre una buona idea, perché organizzano sempre mostre interessantissime per i bambini ma soprattutto laboratori dedicati a creatività o scienza. Ci sono poi mostre dedicate proprio a loro, anche nei musei classici, come quelle sui giocattoli oppure su determinati argomenti di loro gradimento. Dopodiché sarà molto più semplice passare ai musei “per grandi”, in quanto i bambini avranno preso confidenza con il luogo.

2) Andando per musei, è sempre bene fare attenzione ai bisogni del bambino, e non ai nostri. Certo che noi staremmo anche 3 ore in un museo o in una galleria, ma almeno i primi tempi è probabile che i bambini si stufino. Programmiamo quindi visite più brevi del solito (che man mano allungheremo, ogni volta di più). In questo modo i bambini avranno il tempo di interessarsi alla mostra e usciranno soddisfatti e ancora incuriositi, piuttosto che stanchi, sfibrati e non più interessati.

3) Scegliamo mostre temporanee, ma anche permanenti, di artisti emergenti ma anche di opere d’arte-capolavoro, e cerchiamo sempre di interessare i bambini attraverso storie cucite su di loro. In questo senso ci vengono in aiuto anche molti libri, da leggere prima della mostra oppure durante, insieme a loro. Ad esempio? La linea “Guarda che artista” di Patricia Geis (con Van Gogh, Picasso, Matisse, Calder ...), oppure “Monna Lisa”, “Magritte, questo non è un libro”, “Bambini nel quadro", “La cameretta di Van Gogh”...

4) Possiamo anche decidere di trasformare la visita in un’avventura giocosa: prepariamo una sorta di caccia al tesoro: stiliamo insieme ai bambini una lista di oggetti ed elementi, stampiamola (o scriviamola) e portiamola con noi al museo. I bambini osserveranno i quadri e spunteranno sulla lista quanti più elementi troveranno raffigurati, e vincerà chi ne troverà di più! La cosa si farà ancora più divertente se la mostra sarà dedicata ad un artista astratto: lì la creatività partirà a mille!

5) Facciamogli portare con loro degli album e delle matite: potranno ricreare a loro modo i quadri visti, oppure gli esperimenti a cui hanno assistito, oppure gli animali e i dinosauri che hanno visto ricreati, sentendosi ancora più coinvolti e traendo i benefici cognitivi della copia dal vero (in maniera super impressionista!). Oppure potranno descrivere con brevi testi ciò che le opere suscitano nella loro mente e le sensazioni che provano di fronte ai quadri, alle sculture o alle installazioni.

6) Informiamoci insieme prima sulla mostra che visiteremo. Una volta al museo, incoraggiamo quindi i bambini a spiegare con loro parole agli altri ciò che stiamo vedendo: la vita dell’artista, il quadro che c’è di fronte agli occhi (in questo caso anche descrivendolo al momento, incoraggiando così l’espressività), il significato delle opere, le caratteristiche degli animali... Lasciamo insomma che ci facciano da guide!

7) Non disdegniamo le attività proposte per i bambini: quasi tutti i musei organizzano giochi, visite o esplorazioni apposta per loro, e sono davvero carine!

8) Facciamo attenzione al loro interesse: fermiamoci dove loro si soffermano, cercando di approfondire; seguiamo il loro percorso; e lasciamo che si “perdano” e che si lasciano affascinare da tutto ciò che acchiappa la loro attenzione, anche dai luoghi meno “culturali”, come ad esempio il gift-shop del museo!

 

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