Conseguenze del mangiare meno carne: i benefici per l'uomo

Notizia fresca fresca che viene direttamente dall'Ansa, la quale riporta gli interessantissimi dati emersi da uno studio della Oxford University: "se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni".

Che l'eccessivo consumo di carne fosse deleterio per l'organismo non era una novità. Tuttavia vedere questi numeri nero su bianco fa un certo effetto, non credete?

Ecco le (buone) conseguenze del mangiare meno carne: i benefici per l'uomo e per il mondo in termini di salute ed ecologia grazie alla scelta reducetariana

Lo studio condotto dalla Oxford University è il risultato di una simulazione: ipotizzando un consumo di carne "normale" e paragonandolo ad uno ridotto a 300 grammi a settimana (con un aumento di frutta e verdura), ad una dieta vegetariana e ad una vegana, si è evidenziato che il maggior numero di vite risparmiate nel tempo lo si avrebbe, in ordine, grazie alla dieta vegana, poi a quella vegetariana e, per ultima, a quella con un consumo limitato di carne.

Tutto questo grazie alla diminuzione di malattie cardiovascolari, di tumori e di obesità. E anche le emissioni verrebbero drasticamente abbassate, con vantaggi per la natura e per l'organismo.

Nonostante ciò, si capisce che moltissime persone non si sentono pronte o non credono di essere in grado di rinunciare alla carne al 100%. Tuttavia, sta salendo esponenzialmente il numero di individui che scelgono consapevolmente di ridurre il consumo della stessa, pensando tanto alla salute quanto all'ambiente e agli animali.

Per queste persone ora è nato un termine: si parla di reducetariani, o riduciani. Lo hanno pensato Brian Kateman e Tyler Alterman, ricercatori della Columbia University (e Brian Kateman ha addirittura aperto un diario online, il Reducetarian Blog, lanciando anche l'hashtag #lessmeat).

I reducetariani, semplicemente, decidono di ridurre il consumo di carne, mangiando con più equilibrio e, eventualmente, scegliendo prodotti animali di qualità superiore e provenienza certa.

Si piazzano quindi tra gli onnivori e i vegetariani, sono consapevoli dei rischi del consumo di carne e fautori di una sensibilizzazione sui temi dell'alimentazione più sana e del mondo migliore che deriva dalle diete più ricche di frutta e verdura.

Brian Kateman, in sostanza, vuole fare capire (prima alle persone non vegetariane che tuttavia non impazziscono per la carne, e in secondo luogo a tutto il mondo) che scegliere di mangiare meno carne ogni settimana può iniziare come sfida e diventare un'abitudine ottima e insostituibile, con benefici per l'organismo e per la Terra.

Non importa, in pratica, se decidete di non rinunciare a pollo, manzo, maiale e compagnia bella; basta che iniziate a pensare consapevolmente che anche solo una piccola deviazione dalla dieta "carnivora" può essere davvero un toccasana.

Si può cominciare decidendo di levare la carne per un giorno a settimana, per poi salire a due giorni; ma anche la riduzione delle porzioni abituali è un buonissimo tentativo. L'obiettivo è arrivare a una porzione di carne rossa a settimana e una di carne bianca e all'eliminazione degli insaccati, definiti ormai cangerogeni al pari del fumo di sigaretta dalla comunità scientifica internazionale.

Allo stesso modo l'assunzione di latticini e derivati animali può venire limitata (in particolare sappiamo che il latte è l'alimento per il vitellino, non per gli umani!) a qualche giorno a settimana; e, soprattutto, è bene iniziare a fare più attenzione alla provenienza delle materie, così da essere certi della genuinità ed evitare allevamenti troppo pesanti e sfruttamenti disumani degli animali.

Sara Polotti

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