"Le cinque Ferite sono presenti nella vita di ogni giorno e contribuisco- no a determinare il nostro modo di affrontare la vita.
Ognuna delle Ferite presenta caratteristiche diverse, che possono essere identificate in ciascuno di noi. Le caratteristiche della Ferita da Ingiustizia sono diverse da quelle della Ferita da Abbandono; gli aspetti della Ferita da Rifiuto sono diversi da quelli della Ferita da Tradimento; la Ferita da Umiliazione presenta dei tratti che le altre Ferite non hanno. Ogni Ferita comprende una serie di risorse che corrispondono alle nostre potenzialità e che ci danno informazioni importanti sul modo migliore di esprimere noi stessi.
Quando le caratteristiche delle cinque Ferite vengono vissute come uno stress, pensiamo di dovercene liberare. Invece, i tratti distintivi delle cinque Ferite possono diventare una fonte di risorse. Possiamo riconoscere in noi questi tratti distintivi e vederne il lato costruttivo.
Risolvere le cinque Ferite vuol dire eliminare l'aspetto che non gradiamo e accogliere gli elementi caratterizzanti ciascuna Ferita come una risorsa per realizzare noi stessi.
Come riconoscere le cinque Ferite, come possano diventare delle risorse, come trasformarle in vantaggi per vivere meglio" è l'obiettivo del libro di Maria Rosa Fimmanò, Risolvere le Cinque Ferite. "Le cinque Ferite possono diventare un ostacolo alla nostra realizzazione e alla nostra gioia di vivere e, se non vengono risolte, si rischia di inseguire per tutta la vita quel sentirsi bene con se stessi e con gli altri a cui aspiriamo e che sembra sfuggirci. Se invece vengono risolte, si trasformano in una miriade di vantaggi che potremo usare ogni giorno per vivere meglio."
Queste le cinque ferite presenti nel libro: per riassumerle l'autrice utilizza le diverse modalità di approccio e atteggiamento quando una persona si trova al ristorante.
" Ingiustizia: chi ha la Ferita da Ingiustizia starà molto attento a ciò che mangia. Chiede al cameriere dettagli sulla composizione delle portate e poi sceglie un piatto personalizzato, senza questo e/o quell'ingrediente. Se un piatto arriva diverso da ciò che aveva ordinato, lo fa notare con estrema discrezione.
Abbandono: chi ha la Ferita da Abbandono mangia volentieri in compagnia, se è da solo fa amicizia con i camerieri e torna volentieri sempre nello stesso locale. Chiede che piatti del giorno siano disponibili e sceglie qualcosa che lo faccia sentire a casa. Quando è in compagnia anima la tavolata. Non si cura molto di ciò che sceglie dal menù, preferisce piatti casalinghi.
Rifiuto:se la Ferita è Rifiuto, il cameriere probabilmente si dimenticherà di lui quando raccoglierà le ordinazioni. Se riesce a ordinare nello stesso momento degli altri, legge il menù con attenzione e alla fine sceglie il piatto che gli permette di dare meno indicazioni possibili al cameriere. Se possibile, preferisce ordinare i piatti così come sono presentati nel menù.
Tradimento: quando la Ferita è Tradimento, la persona sceglie dal menù il piatto più elaborato o più costoso. Preferisce locali eleganti. Mostra di conoscere le annate migliori di vino e parla al cameriere con tono deciso. Se un piatto arriva diverso da come lo aveva ordinato, lo rimanda in- dietro senza risparmiare commenti. Apprezza la cucina elaborata e raffinata.
Umiliazione: la persona con la Ferita da Umiliazione ama mangiare tanto e in compagnia. Sceglie piatti molto conditi e succulenti. Capita spesso che macchi i vestiti con il sugo mentre è a tavola, ma questo non la preoccupa particolarmente. Ride e scherza anche in modo molto rumoroso e quando c'è lei a tavola non si rischia una serat silenziosa."
Maria Rosa Fimmanò speiga come risolvere le Cinque Ferite nei suoi corsi http://www.risolverelecinqueferite.com/il-corso/ e nel suo libro Risolvere le Cinque Ferite, Mental Fitness Publishing
Giulia Mandrino
Ho consciuto la batata rossa a Sana 2014 presso lo stand Naturasì: i loro produttori erano presenti e ho potuto toccare con mano i loro prodotti tra cui la batata. Dopo averla provata sia cruda che cotta, la acquisto molto spesso da Naturasì, in quanto adoro le patate ma sono consapevole che è importante non utilizzare spesso la patata "tradizionale" come abbiamo sieigato nel nostro articolo dedicato alla correlazione tumore mammario e zuccheri.
La BATATA ROSSA è un dono estremamente benefico, prezioso e gustoso che la natura ci offre. È un vegetale utilissimo per una buona salute, per le sue proprietà nutritive e preventive, come antiossidante e come prodotto di bellezza.
Originaria dell'America tropicale (ma pare addirittura proveniente in epoche remote dalle isole del Pacifico), è stata portata in Europa da Cristoforo Colombo e si è diffusa in Spagna e Portogallo come cibo dei poveri e, anche per la fama di essere cibo afrodisiaco, in Inghilterra, che ne importa grande quantità non avendo le condizioni climatiche adatte a coltivarla.
Il CSPI (Center for Science in the Public Interest), organizzazione indipendente e non-profit che cerca di migliorare la salute pubblica con informazioni utili relative alla nutrizione, ha messo la BATATA ROSSA al primo posto tra tutti i vegetali con un punteggio di 184, mentre il secondo vegetale ha un punteggio di 83. Il punteggio è aumentato dai contenuti di fibre, carboidrati complessi, proteine, vitamine A e C, ferro e calcio. Mentre viene diminuito dai contenuti di grassi saturi, sodio, colesterolo, zuccheri raffinati e caffeina. La BATATA ROSSA è ricca di flavonoidi e antociani e, oltre a un buon contenuto di fibre, minerali e carboidrati, 100 gr. di BATATA contengono quasi il triplo del fabbisogno di Vit. A giornaliero e oltre un terzo del fabbisogno di Vit. C. Si ha così un complesso mix di sostanze antiossidanti che esaltano le sue eccezionali proprietà anti-radicali liberi e anti-aging.
La BATATA ROSSA è consumata in varie parti del mondo soprattutto nei paesi tropicali. In particolare una regione del Giappone, Kagawa ne fa un rilevante consumo: viene mangiata soprattutto cruda e la popolazione locale pare sia libera da alcune malattie come l'anemia, l'ipertensione e il diabete.
Questo fatto ha incuriosito alcuni ricercatori tra i quali quelli del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Padova che, in collaborazione con l' Università di Vienna, hanno accertato gli effetti benefici della BATATA ROSSA e soprattutto del Cajapo, una sostanza contenuta principalmente nella sua buccia. Il Cajapo è stato testato su individui affetti da diabete mellito tipo II, producendo una riduzione della glicemia basale, del colesterolo e dell'emoglobina glicata, con conseguente miglioramento dello stato di salute generale. I risultatti dello studio sono stati pubblicati su Diabetes Care, giornale ufficiale della American Diabetes Association.
Per la diversificata ricchezza dei suoi contenuti e soprattutto per le sue marcate proprietà anti-radicali liberi se ne può fare uso in cosmetica e per la bellezza (come antiossidante, emolliente, lenitivo, maschere). Qualche ditta ne commercializza una crema con asserite ottime proprietà antirughe e anti-aging.

La BATATA ROSSA biodinamica Agrilatina è coltivata in Italia, nella fertile Pianura Pontina, ai margini del Parco Nazionale del Circeo e in prossimità del Mar Tirreno e di due laghi costieri (Caprolace e Monaci). Il clima e le condizioni ambientali sono particolarmente favorevoli a un prodotto di ottima qualità. La coltivazione con il metodo BIOLOGICO-DINAMICO professionale, applicato con particolare cura e amore ne esalta le proprietà e i positivi aspetti energetici.
La BATATA ROSSA AGRILATINA si conserva per molto tempo a temperatura ambiente, non al freddo.
Oltre che cruda ci sono delle ricette particolari che ne esaltano il sapore e le proprietà; infatti si può consumare in moltissimi modi, dall'antipasto al dolce. Si possono adottare tutte le ricette normalmente impiegate per la patata classica (grigliata, al forno, bollita, fritta, gnocchi, purea, come contorno di carne e pesce), per la carota (cruda da sola o nelle insalate miste, nelle minestre e zuppe, nei sughi) e per la zucca (ripieni, marmellate, torte e dolci vari). Essendo la BATATA ROSSA biodinamica Agrilatina coltivata con metodi completamente naturali è possibile consumarla anche la buccia, dove risiedono la maggior parte delle proprietà del cajapo. Le pezzature più piccole hanno, in percentuale, più quantità di buccia.
Ecco alcune ricette:
BATATA ROSSA GRIGLIATA: tagliamo a fettine di circa mezzo cm. le BATATE ROSSE biodinamiche Agrilatina. Adagiarle sulla piastra calda e rigirare dall'altra parte. Ecco pronto uno spuntino veloce e gustoso.
BATATA ROSSA AL FORNO: facciamo cuocere nel forno le BATATE ROSSE tagliate a fette, oppure nel senso della lunghezza o meglio ancora intere, se di piccola pezzatura. E' un modo di consumo molto salutare.
RISOTTO ALLA BATATA ROSSA: facciamo bollire alcune BATATE ROSSE in acqua salata. Preparate un soffritto di Olio extravergine di oliva, aglio ed eventuale peperoncino. Schiacciate le batate bollite e passatele in padella. Mesco- late l'impasto con il riso dopo la sua cottura. Spolverare con abbondante parmigiano gustoso vegtale e servire ben caldo con un buon vino rosso.
BATATE ROSSE AL ROSMARINO: mettiamo in una teglia, unta con olio extravergine d'oliva, le BATATE ROSSE tagliate a fettine con tutta la buccia. Aggiungete odori, sale e qualche rametto di rosmarino. Infornare e servire calde o fredde.
Giulia Mandrino
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Prepariamoci, perché prima o poi arriverà questa domanda da parte dei nostri bambini. Magari quando aspettiamo il secondogenito e loro vedono crescere il nostro pancione mese dopo mese e cominciano a chiedersi come ha fatto un bambino ad entrare nel corpo della mamma e come farà poi ad uscirne!
Imbarazzante? Può essere. Per cui potremmo ritrovarci a raccontare la storia della cicogna che, volando nel cielo, decide di lasciare il neonato che porta in bocca sul tetto della nostra casa o del cavolo del giardino sotto le cui foglie si trova il piccolo appena nato.
E’ vero, i bambini hanno bisogno di magia, di fantasticare su personaggi inventati che giustifichino gli eventi della vita per loro ancora difficili da comprendere o semplicemente che li facciano sognare. Ma per quanto riguarda l’origine della vita, penso che queste storie servano soprattutto a noi adulti che non ci sentiamo ancora in grado di spiegare certi avvenimenti, tra l’altro naturali e meravigliosi, che già di per sé sono magici! A volte i tabù sessuali la fanno da padrone, pensiamo che i bambini non debbano sapere come avviene la procreazione. Ed in effetti coi bimbi piccoli non c’è alcun bisogno di entrare nello specifico e raccontare la faccenda dal punto di vista anatomico. Esistono comunque modi per far comprendere loro che sono frutto di un atto d’amore, che sono parte di noi e non bimbi abbandonati da qualche parte e poi trovati. Penso che venga in questo caso sottovalutata la capacità cognitiva dei bambini, la loro capacità di analisi dei fatti e si rischi di tradire la fiducia che ripongono in noi.
Perché diciamocelo, bella irresponsabile sta cicogna a viaggiare nei cieli portando in bocca un bambino e poi lasciarlo solo e al freddo sul tetto di una casa … e se poi cade? E poi chi le ha mai viste le cicogne volare nei nostri cieli? E perché allora ti cresce la pancia, mamma? Perché mi dici : “ senti, senti il fratellino che sta calciando!”. Allora, è nella tua pancia o nel becco della cicogna? Troppe contraddizioni, troppi non detti … vuoi vedere che quindi anche la storia di Babbo Natale o della Fatina dei dentini non sono vere ? E queste sì che servono per sognare, per creare un modo magico che fa star bene! E comunque, come fa la cicogna a scegliere a chi lasciare i bambini? Random? A chi capita capita? Perché la zia vorrebbe tanto un bambino ma la cicogna da lei non va proprio! Che confusione mamme!
Allora riproviamo: “ Mamma. Da dove vengono i bambini?” “ Dall’amore di mamma e papà. Quando una mamma e un papà desiderano un bambino, lo vogliono con tutto il loro cuore, si amano così profondamente che i loro corpi creano una magia, creano un bambino, che all’inizio è piccolo piccolo ed è dentro alla pancia della mamma, ma poi piano piano cresce fino a non riuscire a restare ancora lì e così nasce”.
Questo tipo di risposta non crea altrettanti stati confusivi nel bambino e lo rassicura sul fatto che è stato desiderato, che è stata una consapevole scelta d’amore la sua nascita, che è stato cullato tanto tempo col battito del cuore della sua mamma che lo ha nutrito e protetto personalmente. Inoltre rassicura il bambino sul fatto che sulla mamma si può contare, la mamma non lo “inganna” ma risponde veramente alle sue domande ( perché prima o poi lo scoprirà che non è la cicogna a portare i bambini!), mettendo le basi per una relazione autentica e di fiducia.
Dott.ssa Monica Contiero
L'Ostetrica Angela DiNoia nel suo volume "Il neonato e i suoi segreti" edito da Mental Fitness Publishing scrive: "Il meccanismo del sonno è un evento biologico e psicologico assai complesso che richiede, come è già stato detto, tempo e pazienza per maturare. Il neonato non è affetto da insonnia (condizione frequente tra gli adulti), ma deve semplicemente perfezionare una sua capacità. Con il passare dei mesi imparerà a dormire, a camminare e più avanti perfino a parlare! Bisogna soltanto saper aspettare. Non ci vorrebbe mai in mente di parlare di "educazione al camminare" piuttosto che al "parlare". Perché invece, rispetto al sonno, emeriti studiosi si vantano di aver scoperto un metodo infallibile per insegnare al bambino a dormire? Il piccolo di poche settimane non è un "elettrodomestico" e nep- pure un astuto manipolatore della vita dei suoi genitori. È semplicemente un neonato e come tale va considerato e rispettato. Prima di entrare nello specifico di quelli che sono i suggerimenti, a mio avviso utili, per favorire il sonno del neonato, vorrei riflettere insieme a voi sul significato del termine "rituale" e sul valore che i rituali hanno nella vita con il bambino. Diversi consigli possono considerarsi, infatti, delle vere e proprie ritualità. Significato della parola "rituale" Rituale, dal latino ritum, indica un'azione che si ripete rispettan- do ogni volta un ordine preesistente. Ecco i principali motivi per cui il neonato ama molto i rituali: sc
-scandiscono i vari momenti della giornata, aiutando il neonato a differenziare meglio le azioni del giorno e quelle della notte;
– istituiscono un momento comunicativo più intenso tra la mamma e il suo bambino, interrompendo e rendendo più vivace l'andamento della giornata;
– sono semplici, spesso carichi di emozioni e difficilmente tradu- cibili con un linguaggio parlato (abbracciare, accarezzare, mas- saggiare il bambino);
– diventano parte integrante dell'organizzazione del tempo della famiglia (per esempio il bagnetto serale al rientro del papà dal lavoro);
– rassicurano il bambino, perché sono azioni amorevoli che costantemente ogni giorno si ripetono;
– vengono trasmessi inalterati per tempi lunghissimi e costituiscono un'eredità intergenerazionale carica di affettività.
Si pensi, ad esempio, alla ninna nanna. Il cantarla produce una sorta di incantesimo, di carica energetica tra l'adulto e il bambino. La mamma accompagna istintivamente l'atto del cullare con suoni appena sussurrati, favorendo il rilassamento e il sonno del piccolo. Si tratta di una delle prime esperienze corporee che il neonato sperimenta e che lo fa sentire accolto ed amato."
Angela Dinoia, Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Pochi ancora lo sanno ma uno studio internazionale ha indagato le abitudini alimentari affermando che si può diminuire anche fino al 70% la possibilità di sviluppare tumori attraverso una sana alimentazione.
Oggi vogliamo però soffermarci su uno studio italiano condotto per circa 11 anni su più di 8 mila donne: dalla ricerca emerge che una dieta ricca in alimenti ad alto indice glicemico è associabile ad un incremento del rischio di sviluppare tumore al seno (si parla del 45%).
Cosa fare allora? Evitare i dolci e lo zucchero bianco? Ecco la nostra lista:
- pasta e riso bianco
- biscotti della mattina
- fette biscottate con farina bianca
- miele
- marmellata
- patate
Tutti questi alimenti sono accumunati dal rapido innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue che causano con la loro assunzione: è quindi l'indice glicemico la chiave per controllare numerosi meccanismi correlati a scquilibri non solo dell'insulina ma anche ormonali: l'insulina favorisce la secrezione di IGF-I, un fattore favorevole per la crescita cellulare dei tumori.
Ecco allora i nostri consigli per prevenire il tumore al seno e l'alterazione del metabolismo degli zuccheri: i consigli alimentari per tenere basso l'indice glicemico e prevenire i tumori femminili
1: sostituire alcuni alimenti con altri:
- pasta e riso bianco: cereali integrali, quindi non solo pasta integrale ma anche farro, riso integrale, miglio, quinoa, grano saraceno, orzo, avena.
- biscotti della mattina: biscotti homemade o fatti con farine integrali zuccherati con sciroppo d'agave o succo di mela per esempio.
- fette biscottate con farina bianca: fette biscottate integrali o gallette di riso integrali
- miele: sciroppo d'acero o d'agave.
- marmellata: malto di orzo o di riso
- patate: batata rossa
- focacce: snack intelligenti come frutta secca e semi oleosi
2: imparare a mangiare meno zuccherato:
Spesso si pensa che basti sostituire lo zucchero bianco con quello di canna. In realtà per evitare le problematiche della raffinazione non basta lo zucchero bianco ma quello integrale di canna (ormai lo si trova in tutti i supermercati). Invece per la questione dei picchi glicemichi meglio utilizzare modiche quantità di sciroppo d'agave o d' acero. Avete mai provato l'acqua che potete estrarre dalle mele dopo averle cotte? E' un ottimo dolcificante. Pian piano ci abitueremo poi una base dell'alimentazione sana e anti-cancro: limitare il processo di dolcificazione.
3: abbinare proteine e carboidrati:
E' importante abbinare cibi proteici e carboidrati,in particolare quelli con alto indice glicemico. Quindi un'insalata di patate da sole o con verdure alza l'indice glicemico di molto, ma se associamo ad esse dei legumi il processo sarà attenuato. Un cereale altamente proteico è invece la quinoa: in questo caso un'insalatina di quinoa con verdurine è più che sufficiente.
4: centrifugati/estratti non solo di frutta:
meglio bilanciare nei nostri centrifugati sia la frutta che la verdura, quindi per esempio mela, pera e finocchio.
Giulia Mandrino
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
INTOSSICAZIONI ACUTE NEI BAMBINI: intervista col Dott. Angelo Travaglia del centro Antiveleni dell'ospedale Niguarda di Milano
QUAL'E' L'ENTITA' REALE DEL FENOMENO IN ITALIA?
Metà delle intossicazioni che si verificano nel nostro Paese riguarda bambini di età compresa tra 1 e 4 anni.
Nel 2013, nella sola Lombardia, si sono verificati oltre 5000 episodi di intossicazione acuta, certa o solo sospetta, che hanno coinvolto bambini di questa fascia di età. In oltre un terzo dei casi si è reso necessario l'accesso in Ospedale.
IN QUALE AMBITO AVVENGONO PREVALENTEMENTE?
In otto casi su 10 l'intossicazione avviene tra le mura domestiche.
La casa, quindi, per quanto appaia sicura, nasconde parecchie insidie, presenti per lo più sotto forma di prodotti chimici.
I più esposti al rischio di intossicazione sono i nostri piccoli: sono curiosi, si muovono, toccano, assaggiano tutto.
Tenere gli occhi aperti è importante, ma può non bastare, perché in casa le sostanze tossiche possono trovarsi anche in luoghi insospettabili.
QUALI SONO I PRODOTTI CON CUI PIU' FREQUENTEMENTE I BAMBINI VENGONO A CONTATTO?
Ogni casa è un piccolo deposito di prodotti chimici:
• prodotti per la pulizia (detersivi, candeggina, ammoniaca, sgorgatori, trielina e smacchiatori)
• farmaci
• insetticidi e antiparassitari
• colle, vernici, solventi, prodotti per il fai-da-te.
Questi prodotti contengono tutti sostanze tossiche, sono cioè dei potenziali veleni.
Occorre quindi cercare di prevenire che i nostri bambini siano eventualmente esposti a questi prodotti.
E' POSSIBILE FARE QUALCOSA PER PREVENIRE CHE I NOSTRI BAMBINI SIANO EVENTUALMENTE ESPOSTI AL RISCHIO DI INTOSSICAZIONI?
Innanzitutto occorre chiedersi sempre se si conservano in maniera idonea i prodotti di pulizia presenti nelle nostre case.
Li ho riposti in luoghi sicuri, chiusi a chiave e non raggiungibili dal mio bambino?
Li conservo nella confezione originale per ricordare a cosa servono?
Leggo attentamente le etichette e le istruzioni prima di usarli?
Ripongo gli antiparassitari in luoghi sicuri?
Conservo i prodotti chimici lontano dai cibi e dalle bevande?
Mi sono informato se le piante di casa o del giardino siano velenose qualora ingerite?
CI SONO MOMENTI DELLA GIORNATA PIU' A RISCHIO?
Quando in casa aumentano i rischi? Di norma, quando siamo indaffarati a fare altro.
Non a caso la maggior parte degli incidenti domestici e delle intossicazioni avviene mentre gli adulti sono intenti a preparare il pranzo o la cena, cioè dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 21.
Attenzione, dunque: bisogna vigilare sempre sui piccoli, anche mentre si cucina e si svolgono le faccende domestiche.
E QUALI SONO I LUOGHI DELLA CASA PIU' A RISCHIO?
Quelli dove sono più presenti i prodotti chimici: la cucina, il bagno e il ripostiglio.
E' molto frequente il caso del bambino che si impadronisce del detersivo utilizzato dalla madre per la lavatrice o la lavastoviglie, proprio nel momento in cui esso viene tolto dalla sua sede di deposito e viene messo a terra per prelevare la dose che occorre impiegare.
CHE CONSIGLI PUO' DARE ALLE MAMME PER RIDURRE I RISCHI DI INTOSSICAZIONI IN CASA?
E' importante attuare dei comportamenti virtuosi che prevengano la potenziale intossicazione.
Non travasare mai nessun prodotto chimico (es. candeggina, detersivo liquido, ecc.) in bottiglie di acqua minerale, bibite, latte o succhi di frutta: è facile dimenticarsene o confondersi.
Non trasferire i farmaci dalle confezioni originali ai portapillole: potresti non riconoscerli più, e il tuo bambino potrebbe scambiarli per caramelle.
Non manomettere mai la chiusura di sicurezza delle confezioni perché questa impedisce al bambino di arrivare al prodotto.
Insegna al tuo bambino, fin da piccolo, a riconoscere i simboli di pericolo presenti sulle etichette dei prodotti (spesso ignorati anche dagli adulti!!!) che lo aiutano a non mettersi nei guai. Serve tanta pazienza, ma è la migliore forma di prevenzione.
MA SE SUCCEDE COMUNQUE CHE IL NOSTRO BAMBINO SI ESPONGA A QUALCHE TOSSICO COME CI SI DEVE COMPORTARE?
In generale è importante restare calmi. Niente panico, è inutile e spaventa il bambino. Se la vittima è priva di coscienza oppure ha una crisi convulsiva o ha difficoltà respiratorie, è bene chiamare immediatamente il 118. Negli altri casi consiglio di chiamare sempre un Centro Antiveleni.
COSA E' MEGLIO EVITARE DI FARE ANCHE SE ISTINTIVAMENTE VORREMMO AGIRE?
Se non viene espressamente richiesto dal centro Antiveleni, non far vomitare il bambino, poiché il vomito potrebbe essere un rischio ulteriore!!!
Tantomeno non far bere del latte: non ha nessun effetto antidotico e a volte favorisce l'assorbimento di certe sostanze.
E INVECE COSA E' MEGLIO CERCARE DI FARE?
E' bene cercare di scoprire velocemente:
• qual è esattamente il prodotto coinvolto: nome commerciale e a cosa serve
• qual è la quantità potenzialmente coinvolta: quanto ce n'era prima? quanto ne è rimasto?
• qual'è la via di contatto: il bambino ha la bocca sporca? l'alito odora del prodotto? ha i vestiti sporchi?
• per quanto tempo è rimasto solo?
• si lamenta? piange? ha la bocca arrossata? sembra strano?
QUINDI COME AGIRE NEL CASO DI INGESTIONE DI UN TOSSICO?
E' bene Tenere a disposizione in casa del carbone vegetale attivato in polvere, sciroppi protettori della mucosa gastrica, ed eventualmente delle gocce antischiuma a base di dimeticone, ma non date nulla per bocca prima di aver consultato un Centro Antiveleni.
Chiamate sempre un Centro Antiveleni anche se pensate che l'ingestione non sia pericolosa.
Fate attenzione ad informazioni non qualificate o errate presenti nella rete !
INVECE IN CASO DI UN CONTATTO PER VIA OCULARE?
E' bene rimuovere immediatamente le lenti a contatto, se presenti.
Irrigare l'occhio con acqua tiepida e pulita per 10-15 minuti (controllando l'orologio !) cercando di tenere le palpebre aperte ed incoraggiando la vittima a sbattere le palpebre durante il lavaggio in quanto aiuta a far penetrare l'acqua.
Per gli adulti la procedura migliore è utilizzare la doccia. Per i bambini si può utilizzare il rubinetto del lavandino della cucina, meglio se dotato di spruzzatore.
Non dirigere il getto dell'acqua direttamente sull'occhio ma sulla fronte sopra l'occhio colpito o sopra la radice del naso se sono colpiti entrambi gli occhi.
Non applicare nessun collirio o pomata se non dopo preciso consiglio medico.
E NEL CASO DI UN CONTATTO PER VIA CUTANEA?
Occorre rimuovere subito gli abiti contaminati.
Successivamente lavare con acqua tiepida e sapone la superficie esposta e poi risciacquare abbondantemente.
E SE INVECE L'ESPOSIZIONE AL TOSSICO E' AVVENUTA PER VIA INALATORIA?
E' indispensabile rimuovere immediatamente la vittima dall'ambiente contaminato.
Aprire eventuali porte e finestre presenti nel locale.
Evitare di respirare fumi.
QUALI SONO I NUMERI UTILI DA TENERE SEMPRE A DISPOSIZIONE?
In caso di intossicazione è sempre bene rivolgersi ai Centri Antiveleni :
Milano: 02-66101029
Pavia: 0382-24444
Bergamo: 800-883300
Roma Gemelli: 06-3054343
Roma la Sapienza: 06-49978000
In alternativa chiamare i noti numeri d'emergenza sanitaria: 118 o 112
QUALI SONO LE INFORMAZIONI DA FORNIRE?
• Età e peso della vittima
• A cosa è stata esposta la vittima (conservare il flacone, il contenitore, ecc. con se)
• La quantità di sostanza a cui si è presumibilmente esposta la vittima
• Le condizioni della vittima dopo l'esposizione
• Quanto tempo è trascorso
NELLE PROSSIME SETTIMANE AFFRONTEREMO QUALCHE ARGOMENTO SPECIFICO PER DARE ALLE MADRI LA POSSIBILITA' DI INFORMARSI CORRETTAMENTE SU QUESTO IMPORTANTE RISCHIO DOMESTICO.
immagine tratta da
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Sicuramente vi hanno chiesto tutti, ma proprio tutti, se il vostro bambino è "buono".
Cosa vuol dire?
Buono di odore? Sicuramente, tutti i piccoli odorano di latte e non c'è niente di più dolce!
Buono di sapore? Non ho mai provato a mangiare una coscia di bambino, ed essendo vegetariana non ho intenzione di provare!
Buono di...?! Non si capisce. Esistono bambini non buoni? Cattivi? Antipatici?
Abbiamo delle categorie e, a quanto pare, un bambino può essere più o meno "buono" (mmmbahhh!!).
Dunque vediamo un po' insieme le caratteristiche di questo "bambino-buono":
• "È buono se dorme di notte!" CARISSSSSIMI vi ricordo che molto molto probabilmente voi da bambini avevate gli stessi identici ritmi di questo ipotetico bambino-non-buono che, stranamente, si sveglia di notte. Motivazioni del risveglio notturno? Infinite. Vediamo un po'... fame, innata forma di istinto di sopravvivenza di richiedere attenzione alla figura parentale, fastidio, voglia di giocare, un brutto sogno (per i più grandicelli), tante nuove scoperte che possono disturbare il sonno. Sono abbastanza? I risvegli notturni non si possono punire o sgridare. Sono fisiologici quindi meglio accettarli e cercare di capirne il perché!
• "È buono se mangia a orari regolari" allora io non sono buona. Io mangio quando ho fame, guarda te che cosa incredibile! E i bambini? UGUALE! Mangiano quando hanno fame. E vi dirò di più, lo stomaco di un piccolino non è come il nostro (in termini di capacità s'intende) ergo non si può certo pretendere che un bambino mangi da subito 4 volte al giorno e stop! Tra l'altro il latte di mamma ha composizioni diverse a seconda del momento della giornata, dell'età del bambino, del momento della poppata stessa. Insomma, non vi sembra un po' riduttivo l'orario regolare?!
• "È buono se non piange" OOOOH! Questa è la mia preferita e di solito rispondo sorridendo "Adesso gli chiediamo di scrivere cosa c'è che non va, così non piange più!". Comunicazione di servizio: il pianto è una forma di comunicazione. Mai notato che i bambini piangono in maniera diversa a seconda del bisogno? Adesso che lo sappiamo possiamo fare uno sforzo e provare a capire. Non è facile, nessuno dice che lo sia! Fare il genitore non ce lo insegna nessuno, si diventa genitori facendo errori e provando soluzioni che possono essere poco adatte, ci si deve mettere in gioco!
• "È buono se rimane nella sua culletta" già. La culletta. Entità senza braccia che avvolgono e contengono, spesso fredda (perché inanimata), senza voce di mamma, senza dondolio, con un affaccio alquanto noioso. Vi piacerebbe rimanere ore sdraiati da soli quando vorreste avere vicino a voi il vostro amato? Ecco che la culletta non fa proprio al caso nostro, non di tutti anzi. Il vostro bimbo sta bene vicino a voi, da buoni portati quali siamo (ne scriverò!).
Ergo, i vostri bimbi... NUOOOO sono tutti cattivi?! Sul serio?!
Scherzi a parte, non esistono buoni o cattivi.
Esistono i bambini che hanno bisogni fondamentali.
Esistiamo noi adulti che non abbiamo ancora del tutto chiaro cosa significhi per un bambino svegliarsi di notte, stare in braccio, mangiare spesso, comunicare un disagio.
Esistono genitori e bambini che si conosceranno piano piano e troveranno la loro dimensione, i loro ritmi, i loro spazi per non cadere nella categoria del "bambino buono" o del "bambino cattivo".
Silvia Bianchi
www.acasaconte.com
Il Dottor Casa (Dr. House) ha spopolato (fin troppo) sui teleschermi di tutto il mondo, ora pare che la stra (prima) amata serie tv sia poco e niente seguita, il perché: abbiamo capito che è una bufala!
A parte rari casi, ne sono capitati anche a me, in cui trovi un professionista serio e capace, la maggior parte delle volte pare che dopo aver studiato medicina diventino tutti egittologi.
Perché i dottori scrivono tutti alla cavolo?
Hanno sempre quella zampa di gallina striminzita, quella scrittura spigolosa un po’ buttata lì che a volte il farmacista ti guarda come se gli chiedessi di interpretare le scritture cuneiformi mesopotamiche.
Mi sa che c’è proprio un corso universitario di scrittologia incomprensibile.
Poi, fateci caso, non è mai il loro campo.
Vai dal tuo medico di base, che magari è specializzato in disturbi del legamento costacoracoide o in acidemia propionica ma è meglio consultare uno specialista del raffreddore.
E via con una trafila di esami e visite che ti svenano o, ora anche hai finito tutto, ti è passato quello che avevi oppure manco ti ricordi più cosa avevi di preciso.
Voglio incontrare il Dr. House e HR o quelli di Grey’sAnatomy, loro sì che sono bravi, non mangiano, non dormono, stanno sul pezzo fino a che non hanno risolto il caso (o il paziente è morto), non hanno nemmeno una casa, tanto fanno sempre volentieri i doppi turni, a volte si offrono per i tripli, dormono nelle salette in ospedale e (spesso) folleggiano in corsia.
Loro sanno tutto, anche di quel morbo raro che, da recenti studi scientifici, non ancora noti, si è sviluppato centotrenta anni fa su Marte, a loro balza subito alla mente quella mezza voce di corridoio e … tac, fatto il collegamento, trovata la cura!
Loro, che ti operano d’urgenza in mezzo al parco mentre fai jogging usando solo nastro adesivo, una forcina per capelli ed un chewingum.
Loro, a cui non interessano gli orari, le festività, le ferie, loro sono sempre reperibili.
Loro che non hanno un appartamento, ma un bugicattolo dove vivono tutti insieme a turno come nelle fabbriche dei cinesi.
Loro, che vengono a casa tua per verificare ogni possibile fonte di contagio, avvisano i tuoi parenti e sono emotivamente vicini a tutti.
Loro che non mangiano e non bevono per giorni, al massimo sbocconcellano qualcosa alle macchinette o si fanno nutrire tramite flebo per risparmiare tempo.
Loro, che bando alle minime norme di igiene e di buon gusto, si accoppiano dove capita e con chi capita, sono immuni da ogni malattia pur stando a contatto diretto con la peste virulenta, sono giovani, belli e si voglio bene tra loro, non sono un semplice gruppo di lavoro, sono uno la famiglia dell’altro.
Loro che non esistono, ne sono certa, ma che se esistessero avrebbero anche una bella calligrafia.
Elena Vergani, autrice di Il mondo è bello perchè è variabile
Dieta mediterranea in crisi, intervalli e merende a base di junk food, bambini sempre più a rischio obesità e incapaci di riconoscere i prodotti ortofrutticoli perchè assenti dalle loro tavole. Gli ultimi dati elaborati da Ipsos per Save the Children indicano una chiara tendenza: in Italia sempre più bambini e adolescenti consumano meno frutta e verdura. Se infatti nel 2012 il 37% di loro diceva di mangiare prodotti ortofrutticoli ad ogni pasto, questa percentuale oggi è scesa al 35%; lo stesso vale per chi introduce nella propria dieta alimentare frutta e verdura una volta al giorno, con una percentuale scesa dal 39% al 35%. Sale inoltre il dato di chi ammette di non consumare mai ortofrutta o di farlo al massimo due volte a settimana: dal 25% al 31%.
Anche uno dei più grandi studi condotti dall'Unione Europea (l'IDEFICS study pubblicato nel luglio 2014) su un campione di 16.220 bambini dai 2 ai 10 anni ripartiti tra Belgio, Cipro, Estonia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna e Svezia, ha rilevato due dati preoccupanti: i bambini italiani sono i più obesi e in sovrappeso del campione preso in esame e i peggiori consumatori di verdure in quantità. In Italia infatti oltre il 20% dei bambini è in sovrappeso e l'11% addirittura obeso.
Scelte alimentari sbagliate sono alla radice di questa situazione, scelte che ancor più in questo particolare momento economico potrebbero venir cambiate ritornando ad una dieta più indicata per la salute dei bambini e per il portafoglio dei genitori.
«Dare a bambini e adolescenti frutta e verdura di stagione li aiuta ad avere un regime alimentare sano perché equilibrato e vario. Le numerose sostanze contenute in questi prodotti, inserite all'interno di un regime alimentare corretto, favoriscono certamente il mantenimento della salute di ogni individuo, soprattutto in occasione degli stress dovuti ai cambi di stagione – afferma Massimo Brusaporci, direttore di Alimos-Alimenta la Salute, la cooperativa che coordina il progetto Fruitylife "Frutta e verdura, sana e sicura" istituito per la promozione del consumo di ortofrutta comunitaria, co-finanziato dall'Unione europea insieme al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e condotto con la partecipazione di cinque importanti realtà produttive italiane (Alegra, Apofruit Italia, Conor, Naturitalia e Orogel Fresco) – La natura è saggia e ci offre i suoi gustosi frutti e le sue freschissime verdure nei tempi giusti per il nostro organismo. Utilizzare questi alimenti rispettandone la stagionalità è un modo per prendersi cura di sé. E poi, frutta e verdura di stagione, non solo fanno bene alla salute dei bambini, ma anche al portafoglio dei genitori. I loro prezzi al chilo sono enormemente più bassi delle classiche merendine confezionate».
Ad aiutare i genitori in questa sfida alimentare verranno incontro anche i distributori automatici presenti nelle scuole che, come dal recente protocollo d'intesa firmato dai 20 assessori regionali all'agricoltura, non potranno più erogare "cibo spazzatura". Spazio quindi per frutta e verdura, fresca o disidratata, tal quale o di IV gamma (mondata e tagliata a pezzetti e in pratiche confezioni monodose) acquistata dalla macchinetta o portata da casa, da mangiare durante l'intervallo per una giornata scolastica da affrontare con il giusto apporto di vitamine, fibre e sali minerali. Dalle mele ai mandarini, dalle castagne alle carote, ai succhi freschi sino alle torte salate realizzate con spinaci ed altre verdure: largo all'immaginazione per una merenda sana e nutriente.
«Fruitylife trova questa iniziativa in linea con la propria campagna per la promozione del consumo di frutta e verdura – continua Brusaporci - consumo che è alla base di una corretta alimentazione e premessa irrinunciabile per il benessere di tutti, grandi e piccini. Con il progetto Fruitylife sosteniamo l'importanza di una dieta varia e di una nutrizione bilanciata, che tiene conto della stagionalità dei prodotti ortofrutticoli».
Oltre al calendario sulla stagionalità e ad informazioni sulla corretta alimentazione, sul sito www.fruitylife.eu si possono trovare pratiche e veloci suggerimenti per portare in tavola ogni giorno frutta e verdura con fantasia. Il sito fornisce inoltre risposte alle esigenze conoscitive dei consumatori sulla filiera europea, sulla garanzia in termini di sicurezza e qualità, sulla tracciabilità dei prodotti ortofrutticoli.
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In questa rubrica, tra un articolo e l'altro si parla sempre della forza delle mamme, delle lotte delle mamme per i propri figli, e sopratutto del fatto che le mamme non cessino mai di lottare per salvaguardare i propri piccoli uomini.
Oggi vi voglio parlare delle mamme Argentine del movimento "Madres da Plaza de Mayo" (Mamme di Piazza di Maggio). Nel 1977 queste madri argentine si sono incontrate per la prima volta nella piazza di fronte alla sede del governo argentino, la "Plaza de Mayo", alla ricerca di informazioni sui loro figli scomparsi durante la dittatura militare (che durò dal 1976-1983). Bloccate dalle guardie, hanno trascorso giornate a passeggiare intorno alla piazza, utilizzando un panno bianco legato attorno alla testa per identificarsi. Al culmine della repressione, quando, disperate, hanno chiesto la conferma della sopravvivenza dei loro figli, hanno dovuto affrontare le forze di polizia, rischiando la vita e subendo il sequestro e in alcuni casi la tortura.
Dopo 37 anni dalla prima manifestazione, il movimento è cresciuto e si è organizzato, ampliando il campo di applicazione originale della loro lotta. Nonostante il divieto di riunioni pubbliche e di ogni evento, che potrebbe essere considerato "sovversivo", hanno superato la paura e si sono posizionate settimanalmente (fino ad oggi), di fronte alla Casa Rosada, alla ricerca della verità e della giustizia. Le Madri di "Plaza de Mayo" hanno vinto diversi premi internazionali e sono passate a far parte della piazza stessa - i panni bianchi che portavano sulle loro teste per richiamare l'attenzione ora segnano il terreno intorno alla piramide, una forma di omaggio dopo tanti decenni di lotta.
Con la fine degli anni di piombo, il gruppo ha cominciato a chiedere giustizia per i responsabili delle morti e delle sparizioni durante la dittatura e ha divulgato le crudeltà perpetrate dagli agenti della repressione. Nonostante le battute d'arresto e le differenze, l'obiettivo comune delle madri arhentine è rimasto. Se prima la richiesta era "il ritorno dei prigionieri spariti" con la fine della dittatura le proteste hanno guadagnato carattere più politico. Alcuni degli striscioni messi in vista nelle marce negli ultimi anni portava messaggi come: "Combattiamo contro l'oligarchia della ricchezza della terra", "Lavorare per la riforma agraria", "Vivere combattendo l'ingiustizia" e "Distribuzione della ricchezza". Una chiara dimostrazione di uno degli slogan del movimento: "L'unica lotta che si perde è quella che si abbandona." La dimostrazione é continuata anche quando le tre fondatrici sono state rapite, torturate e uccise da un gruppo di soldati nel dicembre del 1977. Non si sono fermati neanche durante i Mondiali del 1978, quando gli occhi del mondo erano sull'Argentina e la tensione politica è aumentata. E nemmeno dopo la fine della dittatura nel 1983.
Se siete a Buenos Aires di Giovedí (alle 15.30), le troverete in "Plaza de Mayo" - ora con i capelli bianchi, bastoni in mano ed età compresa tra 75 e 92 anni. Le "Madres de Plaza d Mayo" continuano la loro protesta e fanno vedere ciò che i dittatori hanno cercato di nascondere: il governo militare ha ucciso 30.000 giovani argentini. Il governo ha ucciso i loro figli. E loro non si sono dimenticate di tutto ciò, e insistono sul fatto che il mondo conosca, al fine di evitare che una cosa del genere si ripeta.

Quando il gruppo ha dato il 1700ª giro in torno alla piazza nel 2010, Hebe de Bonafini (pioniera del movimento), ha ammesso che l'età è già pesante per lei e le sue compagne: "Ci svegliamo alla mattina piene di dolore tra il male alle gambe, agli occhi, alle ginocchia, ai reni, al cuore... a tutto ", ha detto, aggiungendo: "Ma anche così, quando arrivano le 15:00, ci guardiamo allo specchio per mettere il foulard in testa e quando arriviamo in piazza non sentiamo più alcun dolore ", ha detto Bonafini.
Fu così che queste tenaci donne, mosse dall'indignazione, hanno insegnato nel corso degli anni che, nonostante il dolore che le accompagna, una resistenza permanente e pacifica può portare a risultati concreti: dal ritorno della democrazia nel 1983, centinaia di repressori sono stati e sono ancora condannati. Nonostante ciò non hanno rinunciato alla lotta. Continuano! Anche se probabilmente non rivedranno mai i resti dei loro figli, e non sapranno mai cosa è realmente accaduto a loro, non si fermarono!
"Una storia che, per molti versi, sembra ripetere. C'era una volta un paese, una città, una piazza, alcune madri ... Las Madres de Plaza de Mayo! Nel cuore della capitale Buenos Aires, sotto la violenta dittatura che ha segnato l'Argentina, tenevano dei cartelli con le foto dei loro figli scomparsi. Silenziose, con dei veli bianchi in testa, giraravano la Plaza de Mayo. Instancabili, hanno camminato per giorni, mesi, anni. Come nella canzone del poeta, hanno chiesto l'impossibile: volevano solo rivedere i loro figli. E sono state chiamate pazze. "(Renata Gonçalves)
Tathi Saraiva