Il potente discorso di Michelle Williams che dà speranza alle mamme lavoratrici

Alla fine, anche lei è una mamma che lavora: Michelle Williams è mamma di Matilda, ma è anche attrice. È un genitore, ma è anche una persona che lavora. Sa di cosa parliamo, quindi, anche se certamente la sua condizione è decisamente diversa da quella delle donne “normali” che vivono nel mondo reale di tutti i giorni.

Ma appunto per questa sua posizione privilegiata ha il diritto di fare sentire la sua voce chiedendo diritti per tutte noi, lei compresa. È da questi discorsi che a volte nascono belle iniziative, che gli stereotipi si rompono e che gli schemi sociali cominciano a modificarsi.

Ecco perché il discorso di Michelle Williams l’altra sera agli Emmy Awards ci piace: perché capiamo cosa vuol dire. Capiamo lei e capiamo tutte le donne che sono nella situazione che ha descritto. Perché la parità salariale non dovrebbe più essere una questione da discutere: dovrebbe essere la realtà, punto.

Il potente discorso di Michelle Williams che dà speranza alle mamme lavoratrici: la parità salariale nelle parole dell’attrice di Fosse/Verdon agli Emmy

Michelle Williams ha vinto l’Emmy per la sua interpretazione nella serie “Fosse/Verdon”, nella quale interpreta la ballerina e attrice Gwen Verdon. Un Emmy meritatissimo per un’attrice che ha rotto tutti gli schemi, uscendo dai panni della giovane Jen Lindley e vestendo quelli delle donne più iconiche della storia, dimostrando sempre una bravura ed una umanità eccezionali.

Ciò che è rimasto non è solo la sua interpretazione, tuttavia. Anche il suo discorso di accettazione degli Emmy è diventato un trend topic, e noi ne siamo felici.

“Vedo questo premio come un riconoscimento di quanto è possibile fare quando a una donna viene data la possibilità di dar voce ai suoi bisogni, di sentirsi sicura nell’esprimerli, di essere rispettata in modo che questi vengano ascoltati”.

È partito così, il discorso, che è subito finito sulla questione della parità salariale.

“Quando ho chiesto più lezioni di danza, mi hanno detto “sì”. Più lezioni di canto? “Sì”. Una parrucca diversa, un paio di denti finti che non fossero di gomma? “Sì”. Sono tutte cose che richiedono sforzi e denaro, ma i miei capi non hanno mai preteso di sapere meglio di me cosa mi servisse per fare al meglio il mio lavoro e per onorare Gwen Verdon. Per questo voglio ringraziare FX e Fox 21 Studios, per avermi sostenuta completamente e per avermi pagato equamente, perché hanno capito che quando dai valore ad una persona, questo la rende più forte e le permette di entrare in contatto profondo con questo suo valore. E questo valore dove va a finire? Va a finire nel suo lavoro”.

Un discorso che non fa una piega e che serve solo a capire che pagare di più una persona (dando ciò che le spetta, non ciò che non le spetta) non significa perdere denaro, ma guadagnarlo, ricevendo in cambio professionalità e qualità.

E per finire, prima di dedicare il discorso e la vittoria alla figlia Matilda, ha così concluso:

“Quindi la prossima volta che una donna - soprattutto una donna di colore, perché per ogni dollaro guadagnato da un uomo al suo stesso livello guadagna solo 52 centesimi - vi dice di cosa ha bisogno per fare il suo lavoro, ascoltatela, credetele. Perché un giorno potrebbe stare di fronte a voi e ringraziarvi per averle permesso di avere successo GRAZIE al suo ambiente di lavoro e non NONOSTANTE ESSO”.

Ti potrebbe interessare anche

Come lavorare con i bambini a casa
7 modi per essere più produttivi con neonati e bambini in casa
Lavorare solo 4 giorni? Funziona, e potrebbe essere perfetto anche per i genitori
Come conciliare lavoro e allattamento
corsi.it, i corsi perfetti per le mamme
Le donne in età fertile hanno meno possibilità di venire assunte
I genitori sono una risorsa per le aziende
#squatforchange, l’hashtag per sensibilizzare su un argomento che ci sta a cuore
Perché essere una mamma felice è più importante di essere una mamma a tempo pieno
“IoCambio”, perché il fasciatoio nei bagni degli uomini sia la normalità
“Mamme con la partita Iva”, per vivere serenamente maternità e lavoro autonomo
Girls Who Code, un evento a Milano e tre libri per le ragazze tecnologiche!
 

Cecilia

Untitled_design-3.jpg