Yoga Nidra, lo yoga del sonno per il rilassamento e il benessere

Yoga Nidra significa letteralmente “lo yoga del sonno” e più di tutti gli altri tipi di yoga è in grado, attraverso la sua pratica, di portare benefici di rilassamento perfetti in un’epoca come la nostra fatta di frenesia, eccitazione costante e stress quotidiano.

L’obiettivo è certamente l’equilibrio fisico e mentale, che nel momento in cui manca porta a scompensi fisici e psicologici e ad uno stato generale di malessere.

Lo Yoga Nidra si inserisce così in questa situazione aiutandoci a rilassare il corpo e la mente in maniera molto profonda attraverso anche la consapevolezza.

Yoga Nidra, lo yoga del sonno per il rilassamento e il benessere: corpo che dorme e mente sveglia per una pratica yoga estremamente rilassante

Nello Yoga Nidra, sostanzialmente, il corpo “dorme”, ovvero entra in uno stato di rilassamento totale mentre la mente lavora, ma sempre per raggiungere relax, consapevolezza e liberazione dallo stress. Per praticare lo yoga Nidra bastano un materassino e un luogo tranquillo (quindi è perfetto da svolgere a casa) e possiamo scegliere un qualsiasi momento della giornata, tenendo presente che al mattino la pratica ci aiuterà a cominciare meglio la giornata. Meglio evitare, solo, la sera: questa pratica attiva infatti la mente, e addormentarsi, poi, risulterebbe difficile e controproducente.

I suoi benefici sono innumerevoli: lo Yoga Nidra rilassa la mente e il corpo in maniera profonda e unica, allena la mente, migliora la memoria, chiarisce l’inconscio, permette di conoscersi meglio e di risvegliare quindi il vero “io” e, soprattutto, combatte lo stress quotidiano attraverso la ricerca dell’equilibrio e grazie allo sgombero temporaneo della mente.

Ma come funziona lo Yoga Nidra? Il corpo, come dicevamo, entra in uno stato di sonno, mentre la mente continua a vegliare per seguire le istruzioni, entrando in uno stato tra il sonno e la veglia. Queste istruzioni sono molto semplici e lineari.

Si parte con la preparazione, sdraiandosi sul tappetino nella posizione di shavasana con gli occhi chiusi (sdraiati a pancia in su) e ci si comincia a rilassare, ascoltando la quiete e la comodità della postura. Ascoltiamo anche il nostro respiro.

Una volta rilassati, si pensa al proprio sanpalka, il proprio proposito, fissandolo bene a mente e ripetendolo tre volte con determinazione e convinzione.

Arriva quindi il momento della consapevolezza: la mente segue ora ogni parte del corpo, partendo dal lato destro e continuando con quello sinistro, partendo dalle dita delle mani e terminando con quelle dei piedi.

Successivamente è il respiro che viene analizzato dalla mente, con la consapevolezza che si fissa sul flusso e sulle parti del corpo interessate dal passaggio dell’aria.

La fase seguente è la visualizzazione, durante la quale la consapevolezza viene visualizzata nello spazio buio davanti agli occhi chiusi.

Infine, ci si concentra, per terminare la pratica, sull’esterno del nostro corpo, ascoltando i suoni esterni, le sensazioni che vengono da fuori e lo spazio. Pian piano si aprono gli occhi e ci si può muovere con delicatezza per riattivare il corpo.

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Cecilia

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