“Questa (non) è matematica”

Ora, da adulti, possiamo dirlo: c’è sempre quella materia che, per quanto ti sforzi, proprio non ti riesce. Ad esempio? I più creativi e letterati troveranno la matematica impossibile, astrusa, troppo concettuale. E viceversa gli inclini al pensiero matematico penseranno sia piuttosto difficile studiare le materie più creative e umanistiche. Stavolta, però, tutti dobbiamo ricrederci. Perché un modo per coniugare arte e matematica c’è, e questo libro piacerà tanto ai bambini detrattori della matematica quanto agli amanti delle scienze. Perché rendere la matematica un gioco per bambini è possibile, ma soprattutto è possibile formare un pensiero matematico anche attraverso la creatività e l’arte.

“Questa (non) è matematica”: il libro creativo di Anna Weltman per sviluppare un pensiero logico e matematico anche attraverso l’arte

Matematica e arte sono due mondi apparentemente distanti anni luce che in realtà hanno moltissimi punti di contatto. Questi punti di contatto tra arte e matematica possono essere ad una prima occhiata semplicemente le forme geometriche; in realtà c’è moltissimo in comune: questo libro di Anna Weltman, “Questa (non) è matematica” guida i bambini proprio alla scoperta di questo mondo, che è un mondo dove possiamo imparare la matematica e la geometria attraverso i colori, le spirali, i disegni, il 3D, le inclinazioni, i mandala…

“La matematica è piena di schemi, e gli schemi possono essere belli, curiosi e affascinanti”, si legge nelle prime pagine, che sono seguite direttamente dalla descrizione della bellissima “cassetta degli attrezzi” di cui i bambini avranno bisogno per intraprendere questo viaggio attraverso la matematica e l’arte: goniometro, compasso, forbici, carta, carta millimetrata, carta bianca, carta lucida…

Di pagina in pagina, quindi, vengono proposte attività creative parecchio geometriche e logiche (è ovvio che la matematica passa più da questo che dall’astrazione e dal caos creativo senza criterio che solitamente promuoviamo; ma naturalmente c’è bisogno anche di logica, nella crescita mentale): dai cerchi alle spirali, dagli angoli ai pattern ripetitivi, ogni gioco creativo porta con sé bellezza, perché i disegni che i bambini riescono a realizzare seguendo le regole della matematica sono caratterizzati proprio da questo: dalla bellezza.

Imparare che la matematica è anche bellezza è solo il primo passo verso la comprensione di questa materia, perché quando un argomento diventa interessante agli occhi dei bambini, beh, diventa anche automaticamente più semplice.

La matematica è bellezza perché è ripetizione ordinata, perché i numeri creano schemi, perché le proporzioni si ripetono, perché disegnare attraverso i suoi precetti fa scoprire che il pensiero logico è davvero, davvero affascinante, anche visivamente, non solo a livello concettuale.

Con il compasso i bambini possono disegnare i cerchi, ma anche mille altre figure come fiori e cuori che nascono proprio dalla precisione e dall’ordine, puntando sempre la punta del compasso e non disegnando a mano libera; possono scoprire che con allenamento si possono realizzare dei cerchi (quasi) perfetti, ma che con il compasso è tutta un’altra storia; possono scoprire che attraverso tre punti passa una sola circonferenza… E così via, con i pastelli e le matite colorate che poi rendono tutto più carino.

Ma non solo cerchi, compassi e forme curve! “Con un tocco di creatività, l’arte può dare vita a numeri e forme, e allora accadono le cose più incredibili! A partire da una serie di punti puoi disegnare bellissime forme a spirale, oppure creare un’intricata tela 3D. Grazie a principi matematici puoi disegnare in prospettiva, creare illusioni impensabili e mettere alla prova il cervello con sorprendenti enigmi matematici”.

 

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Cecilia

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