È normale dimenticarsi delle nostre fortune, ma loro sono sempre lì

Guardiamo i nostri bambini e ci sentiamo immensamente grate. Siamo fortunate ad averli nelle nostre vite, abbiamo un’immensa fortuna, che è quella di conoscere queste personcine favolose. Siamo fortunate anche quando le difficoltà della vita ci provano, e lo sappiamo sempre. Ma è anche normale dimenticarsene, a volte. Perché siamo esseri umani e persone, prima che genitori.

La nostra fortuna esiste in ogni momento, è lì con le sue guance paffute che ci guarda.

È normale dimenticarsi delle nostre fortune, ma loro sono sempre lì: i figli sono una benedizione che ci renderà fortunate per tutta la vita e sono le piccole e le grandi cose a ricordarcelo

Siamo fortunate, dicevamo. Siamo fortunatissime, perché per quanto difficoltose siano le nostre vite i nostri bambini sanno sempre come riempirle, come distrarci, come metterci alla prova (in negativo e in positivo) e come completarci.

Ma capita di dimenticarsene. Capita che scordiamo la nostra fortuna, e quando accade è sempre nei momenti più strani. Più insignificanti. Succede nei momenti quotidiani di stanchezza, di noia, d’abitudine.

Capita quando la domenica mattina una voce ci sveglia alle 6 in punto, quando avremmo potuto finalmente riposare fino alle 10.

Capita a colazione, mentre i bambini ridono e tuffano i biscotti appena preparati nel loro tè ma noi siamo già con la mente alla giornata che abbiamo davanti, con gli impegni da incastrare e i passaggi in macchina da organizzare e la spesa da fare e le telefonate di lavoro da pigiare tra un impegno e l’altro.

Capita quando i bimbi ci raccontano un sogno, o una fantasia, nella quale mostri e dinosauri si susseguono e noi perdiamo il filo. O quando alla sera urlano “scenetta!” e noi dobbiamo stare a guardarli con interesse mentre la nostra mente purtroppo pensa ad altro (finché vedendo i sorrisi e la felicità non capitoliamo e lasciamo che ci si sciolga il cuore di orgoglio!).

Capita nelle giornate estive, mentre i nostri figli giocano nel prato e noi beviamo un tè freddo organizzando le bollette e le scadenze (finché i bimbi cominciano a coinvolgerci: “Io ero una cuoca e tu la cameriera, va bene mamma? Giochiamo al ristorante?”, e in quel momento non possiamo fare altro che scivolare felicemente nella loro stupenda fantasia).

Ma non è una colpa, dimenticarsi di essere fortunate; è la mente umana. Ciò che dobbiamo fare è ricordare tutte quelle cose che sappiamo renderci fortunate. Riportare alla mente i momenti più belli della nostra vita, quelli che coinvolgono la nostra famiglia. E essere sempre certe che i nostri bambini sappiano che ci sentiamo fortunate, perché nonostante tutto sono anche loro a dipingere la bellezza della nostra vita.

Ricordiamo lo sguardo del nostro partner il giorno delle nozze, o il colpo di fulmine il giorno in cui l’abbiamo conosciuto, o, ancora, il bellissimo processo che ci ha portato ad innamorarci del padre dei nostri bambini.

La prima volta che abbiamo posato gli occhi sui nostri bambini il giorno in cui sono nati, tutti sporchi e in lacrime ma meravigliosi in tutto il loro splendore. O il giorno in cui li abbiamo incontrati per la prima volta, perché è stata una gravidanza di cuore anche se non di pancia.

Le loro guance piene, profumate e stupende, anche quando pasticciate di cibo.

Il loro saltare nel lettone dopo un brutto sogno (che anche se siamo esauste e irritabili in quel momento passa tutto, perché un nostro abbraccio è la cura).

Il loro esserci sempre, anche quando sono terribili, anche quando dobbiamo fare i salti mortali, anche quando la stanchezza ha il sopravvento. Perché un loro sorriso guarirà praticamente tutto e dentro di noi lo sappiamo benissimo.

Giulia Mandrino

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Cecilia

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