Come parlare del corpo alle nostre bambine

Trasmettere un’idea sana e rispettosa del corpo alle nostre bambine è ormai difficilissimo. Non tanto per ciò che insegniamo loro in casa, ma per ciò che vedono ogni giorno, sui manifesti, in televisione, a scuola, sui giornali, nelle pubblicità, nei video musicali. Siamo bombardate ogni giorno di immagini che falsificano la bellezza naturale e autentica del corpo femminile e anche le nostre bambine sono vittima di questa distorsione.

Ecco perché è importantissimo, fin da quando sono piccole, aprire un dialogo sull’argomento corpo, parlandone ma soprattutto accennando sempre alla bellezza vera e autentica, all’importanza della salute rispetto all’estetica e, soprattutto, all’accettazione di noi stesse per come siamo.

Sappiamo che è difficile, ma a volte basta scegliere le parole giuste per crescere bambine che, una volta adulte, abbiano un rapporto sano e rispettoso con il proprio corpo!

Come parlare del corpo alle nostre bambine: in una società che distorce l’immagine del corpo femminile, le parole da utilizzare per crescere donne rispettose e autentiche

Sembra scontato, ma spesso una relazione difficoltosa con il proprio corpo arriva dalle parole che sentiamo arrivarci. Le prime sono spesso quelle che sentiamo dai nostri genitori. Ecco perché è importante focalizzarci non sull’estetica, ma sull’anatomia. Cosa significa? Significa evitare di dire: “Sei cicciottella”. “Sei in forma ultimamente!”. “Se mangi scoppi”. “Sei dimagrita”. Significa invece parlare di come funziona l’organismo, della funzione di ogni sua parte, dell’importanza dell’alimentazione. Ma non in relazione all’aspetto esteriore. Mangiare bene vuol dire stare bene, non essere belle. Sproniamo, quindi, è giusto, ma non puntando sull’aspetto esteriore. Puntiamo sui benefici di una vita sana: stare bene con il corpo fa stare meglio, fa essere raggianti, ci fa sentire forti e mai stanchi, ci fa sentire vivi e felici.

Non dimentichiamo poi che i bambini sono spugne e che il nostro esempio è il primo che accolgono facendolo loro. Ecco perché dovremmo evitare di lamentarci del nostro corpo. Di stigmatizzare certi cibi. Di mostrare che siamo sempre a dieta non tanto perché ci fa bene, ma perché vogliamo a tutti i costi dimagrire. Proporre un’alimentazione sana in casa non deve nascere da un motivo estetico, ma prima di tutto benefico, salutare.

Evitiamo quindi di giudicare un corpo. Non solo il nostro, ma quello di chiunque. E non solo per strada, o nei confronti di qualcuno che conosciamo (per fortuna sappiamo che non accade spesso!), ma anche, talvolta involontariamente, quello delle conduttrici in tv, delle attrici, delle cantanti, delle modelle sulle riviste, siano magre o un po’ più tonde, belle o brutte. Perché faremmo passare solamente l’idea che in fin dei conti il mondo ha ragione: l’estetica è importante. Quando sappiamo che in realtà non è tutto.

Insegniamo quindi loro ad essere gentili, che è il primo passo verso il diventare persone non giudicanti, e che che è anche la prima caratteristica di chi si ama: amare il prossimo, amare noi stesse. Tutto contribuisce al nostro benessere.

E poi insegniamo loro che lo sport fa bene, ma non solo per “stare in forma”. Perché correre rende felici, danzare fa sfogare, giocare a calcio è entusiasmante, camminare in montagna è rilassante e bellissimo.

Insegniamo loro ad amare il proprio corpo per ciò che è, per ciò che ci dona. Amare il proprio corpo significa mangiare ricette sane cucinate in casa con amore, camminare e correre perché è bellissimo, provare sempre a costruire con le nostre mani e a testare la nostra forza (mica sono solo gli uomini a spostare i mobili). Amare il proprio corpo è bellissimo, perché ci consente di sfruttarlo fino in fondo.

Le nostre gambe non saranno tornite come quelle sulle riviste e il nostro seno non così prorompente, ma sono gambe, sono seni, sono parti di un corpo comunque stupendo che ci permette di vivere una vita piena e bellissima!

Giulia Mandrino

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Cecilia

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