"Dai un bacetto a zia tua"

Spingere i bimbi verso le prozie per fargli dare i bacini, obbligarli a farsi abbracciare da tutti i parenti, abituarli contro la loro volontà a dare baci e a esprimere fisicamente il loro affetto: niente di più deleterio.
Soprattutto durante le feste arriva il periodo dei baci e degli abbracci. I parenti pretendono espansione da parte dei piccoli, che tuttavia non sempre si sentono a loro agio. Ma spesso si sentono in obbligo: i genitori, per non deludere zii e amici che si aspettano il classico bacino, li avvicinano forzatamente a tutti. Sia mai che il parentado pensi che non gli si voglia bene! No?

Ma fermi tutti, aspettate un attimo: siamo sicuri che spingendoli a questi comportamenti non si crei in loro una distorsione della realtà? Siamo certi che la paura di deludere nonne e bisnonne non vada a scapito loro, dei più piccoli? Perché in questo modo, pensateci, i bimbi potrebbero non capire i confini delle relazioni sociali!

"Dai un bacetto a zia tua": meglio mantenere le distanze che non li mettono a disagio piuttosto che obbligare a manifestare affetto

Forzare i bimbi a sbaciucchiare e stringere i parenti significa metterli a disagio: spesso infatti i piccoli non si sentono perfettamente in sintonia con tutte le persone che conoscono, siano esse della famiglia o meno. Soprattutto, i baci e gli abbracci sono molto fisici, e obbligarli al contatto corporeo significa violare la loro zona di sicurezza.

Ci sono bimbi più affettuosi, bimbi meno espansivi, bimbi più fisici e bimbi che non sopportano assolutamente il contatto. In ogni caso, è sempre, sempre, sempre obbligatorio rispettare il loro sentire, non credete? A volte baceranno e abbracceranno spontaneamente, altre non se la sentiranno proprio. Perché allora forzarli?

Il loro non è un "capriccio". Non consideratelo tale: significherebbe una totale mancanza di rispetto nei loro confronti. E questo rispetto lo si ottiene solo trattandoli da persone, da individui unici quali sono. Quindi mettetevi nei loro panni: come vi sentireste se foste obbligati forzatamente a esprimere il vostro affetto fisicamente e indistintamente con tutti? Sarebbe strano, vero?

Ecco, anche per i bambini è strano. Spesso li mette a disagio, e questo disagio alla lunga può diventare logorante a livello sociale. Gli si distorce la percezione delle relazioni umane, così facendo.

Semplicemente, i genitori devono imparare a lasciare che i propri figli esprimano il loro affetto con educazione (quella sempre) ma, a livello fisico, solo se se lo sentono, e solo secondo i loro tempi: pian piano impareranno di chi si fidano, chi preferiscono abbracciare, con chi si sentono a loro agio. E questo agio sicuramente nascerà dal non obbligo: se una persona continua a domandare questo affetto fisico, certamente non ne riceverà! Sentimento e confidenza possono nascere e crescere solo se non vengono forzati!

Ma allora che fare per non urtare i sentimenti della zia Ignazia, già chinata per ricevere il suo annuale schiocco sulla guancia? Beh, non preoccupatevi. Non dare i bacini o non abbracciare non significa maleducazione! L'educazione la si esprime attraverso le buone maniere, che prescindono da queste manifestazioni di affetto.

I bimbi sanno essere gentili ed educati anche mantenendo i confini fisici che non vogliono superare. Se poi i parenti continuano a pretendere i bacetti, spiegate senza vergogna la vostra scelta di rispettare le decisioni dei bambini. Magari storceranno il naso, inizialmente, ma quando i bimbi si avvicineranno a loro e (eventualmente, ma solo per loro decisione!) gli daranno quel famoso bacio, beh, si sentiranno molto più soddisfatti e capiranno la forzatura che avrebbe significato obbligarli all'affetto.

La redazione di mammapretaporter.it

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