Tutti i falsi miti dell'alimentazione del bambino

Mamme, mettevi in testa che con l'approccio allo slattamento crescerete bambini sani ma aspettatevi una serie di critiche e consigli non richiesti: sarete considerate le fissate della situazione, le mamme ansiose che si sono fatte influenzare da correnti estremiste che attecchiscono a macchia  d'olio. Nei momenti di dubbio e di sconforto confrontatevi con altre mamme che seguono lo slattamento naturale (le community sul web sono di grande aiuto) e, se non avete la possibilità di farvi seguire da un pediatra o un omeopata che segua le linee guida indicate in questo libro, potete approfondire le tematiche qui affrontate sui libri che trovate indicati nella bibliografia di Mamme pret a porter, il primo anno insieme, Mental Fitness Publishing, da cui questo articolo è tratto. 

Se il bambino non mangia la carne dai sei mesi in poi, va in carenza di ferro

Come sostiene il Dott. Luciano Proietti in Figli Vegetariani, Edizioni Sonda, "l'anemia da carenza di ferro si verifi cava spesso quando, negli anni Cinquanta, il latte materno veniva sostituito con il latte vaccino fi n dal 3°–4° mese di vita, per cui diventava necessario introdurre un cibo ricco di ferro biodisponibile, come la carne: era indispensabile però renderla digeribile e assimilabile, omogeneizzandola e liofi lizzandola. Quando successivamente, negli anni Novanta, si è riconosciuta l'importanza di non somministrare il latte vaccino prima dei 12 mesi di vita, sostituendolo, in carenza di latte materno, con tipi di latte adattati, con quantità di ferro adeguate, non si è però modifi cata  di consigliare la carne fin dal 5°–6° mese, anche se non c'era più il rischio della carenza di ferro". Come abbiamo visto nel paragrafo dedicato alle proteine animali, i rischi legati alla loro assunzione precoce non sono da sottovalutare. 

Se non beve latte vaccino non cresce, e poi, "ai miei tempi, ce lo davano da quando avevamo 3 mesi e stavamo benissimo

"Il latte di mucca è il nutrimento naturale del vitello e il suo contenuto proteico è triplo rispetto al latte della donna; infatti il vitello ha una crescita molto più rapida del bambino, a poche ore dalla nascita si regge già in piedi e ha l'aspetto di un animale adulto. In altre parole, per crescere un vitello occorre una maggiore quantità di proteine che per far crescere un bambino" (da Figli Vegetariani del dott. Luciano Proietti). 

Se non metti il grana nella pappa, non prende calcio per le ossa! Ma neanche il formaggino nella minestra?

Non usate parmigiano, perché invecchiato con l'ausilio di additivi, né formaggi fusi e formaggini perché contengono conservanti e coloranti e sono di scarso valore nutrizionale"  dice la dott.ssa Tiziana Valpiana in Alimentazione Energetica; inoltre, come abbiamo visto, possiamo trovare gli stessi nutrienti in cibi vegetali che non provocano acidosi e quindi ci consentono di assorbire meglio i cibi e di non compromettere il nostro pH. Paradossalmente il parmigiano e i formaggini, che se analizzati singolarmente contengono moltissimo calcio, possono essere le concause di un malassorbimento di calcio: l'acidità urinaria favorisce la calciuria, ossia l'eliminazione di calcio nelle urine, impedendo quindi l'assorbimento del minerale e il deposito nelle ossa.

Ma è o non è allergico? Se non è allergico sono tutte fandonie!
Le intolleranze sono un fenomeno scientificamente provato e si verificano quando un alimento provoca disturbi fisici quali coliche, difficoltà di digestione, reflusso, ma anche comportamentali quali insonnia, irrequietezza, iperattività. Le allergie invece mettono in moto un processo più acuto, in quanto il corpo produce le immunoglobuline E. Entrambi i fenomeni sono da prendere in considerazione con il proprio pediatra.

Ma fagli un bel passato di verdura che gli fa bene!
Nel primo anno di età la fibra (quindi la polpa della frutta e della verdura) non deve essere mangiata in grandi quantità in quanto può irritare la mucosa intestinale ancora in formazione. Non mettergli le erbe nella pappe che puoi avvelenarlo! Niente di più sbagliato, in quanto, come dice la dott.ssa Tiziana Valpiana "nell'alimentazionen del bambino si rivelano utili, per insaporire i cibi, il prezzemolo, il cumino, la melissa, il basilico, la maggiorana, l'origano, la salvia, l'anice, il rosmarino, la santoreggia, il timo e i semi di finocchio. In particolare questi ultimi (anche polverizzati con il macinino del pepe e aggiunti sopra i cibi) attivano la funzione digerente ed eliminano i gas intestinali; questi semi sono leggermente alcalinizzanti e possono bilanciare eventuali sostanze acidificanti nella dieta (avena, carni, miglio, eccetera). Le erbe vanno aggiunte all'inizio della cottura se secche, alla fine se fresche, lasciando poi insaporire per qualche minuto lontano dal fuoco"5. Discorso diverso invece per le spezie, che non dovrebbero essere somministrate prima dei 2–3 anni, ad eccezione di una spolverata di cannella.

Ma gli dai sempre le stesse cose!!!
Il bambino è abituato per sei mesi a bere la stessa identica sostanza nella stessa identica forma, il latte, sia materno, che varia solo leggermente a livello di gusto a seconda di ciò che la mamma mangia, sia vegetale. Il suo palato è quindi predisposto ad assumere gusti differenti sotto la stessa forma: prima il latte, poi le pappe poi tutto il resto. Abbiamo un sacco di gusti e di combinazioni da sperimentare, a cominciare dai colori, come per esempio pappa bianca di cavolfiori e fagioli e pappa verde di zucchine e basilico; poi alterneremo gli oli, poi le erbe aromatiche. Potremo introdurre poi il gusto dolce con la pappa dolce e le mandorle. Avremo poi i semi oleosi e la frutta secca... e le merende con i budini e tutti i tipi di frutta. Insomma, c'è da sbizzarrirsi, altro che da annoiarsi! Certo che, se metteremo sempre le stesse quattro verdure e frulleremo tutto alternando la farina di mais e tapioca a quella di riso, il tutto potrà diventare molto monotono.

Ma almeno un assaggino, un cucchiaino di gelato... sei proprio fissata con 'ste cose, però!
Come abbiamo visto, i primi sei mesi di svezzamento sono un processo di scoperta incredibile e il suo e il nostro viaggio all'interno dei sapori sarà molto laborioso perché i prodotti saranno davvero tantissimi. L'esigenza di far assaggiare sapori differenti da quelli proposti non è dannosa in sé per l'assaggino, ma abbastanza frustrante per il bimbo, perché ovviamente non è una persona adulta e consapevole alla quale possiamo dire "ti faccio assaggiare questa cosa buonissima ma subito dopo non te la do più perché non è ancora il momento": il nostro bimbo non lo capirà e per lui sarà molto
frustrante assaggiare qualcosa di buono ed esserne privato senza capire il perché. Avrà tutta la vita per degustare gelati: quando sarà il momento li mangerà, ma per ora, se non li assaggia, non farà fatica a stare senza.

È un po' agitato: dagli una camomilla la sera.
Questo è il mito per eccellenza da sfatare, in quanto la camomilla non svolge una funzione rilassante ma ha proprietà digestive, ovviamente fondamentali per un buon riposo; al contrario, può essere fortemente stimolante se tenuta in infusione a lungo e assunta in grandi quantità: in soggetti particolarmente sensibili e facilmente ipereccitabili la camomilla, anche se lasciata in infusione per poco tempo, può essere comunque un eccitante. Per aiutare il sonno del bambino può essere utile una tisana di tiglio e melissa (si fa bollire l'acqua in un pentolino, si spegne il fuoco, si inseriscono le erbe, si copre poi il pentolino con un coperchio e si lascia in infusione per 5 minuti); invece, per favorire la digestione possiamo utilizzare semi di finocchio con una piccola aggiunta di radice di liquirizia (in questo caso si lascia bollire per qualche minuto l'acqua e la tisana).

Dagli del pane secco che si fa i denti...
Prima di tutto il pane secco, anche se durissimo, è molto pericoloso in quanto spesso il bambino lo succhia fino ad ammorbidirne grandi pezzi che rischia quindi di ingoiare; in secondo luogo, come abbiamo visto, il glutine e in generale il grano normale non è molto utile per il nostro organismo. È stato inventato un validissimo strumento che consente di poter dare al bambino frutta e verdura intere senza il rischio di soffocamento: è una retina, all'interno della quale possiamo appunto inserire frutta e verdura cruda, con un manico che il bambino tiene comodamente in mano.

Tratto da Contiero- Mandrino, Mamme pret a porter, il primo anno insieme, Mental Fitness Publishing

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