E' un bambino buono? Non so, forse ho esagerato con lo zucchero

Sicuramente vi hanno chiesto tutti, ma proprio tutti, se il vostro bambino è "buono".
Cosa vuol dire?
Buono di odore? Sicuramente, tutti i piccoli odorano di latte e non c'è niente di più dolce!
Buono di sapore? Non ho mai provato a mangiare una coscia di bambino, ed essendo vegetariana non ho intenzione di provare!
Buono di...?! Non si capisce. Esistono bambini non buoni? Cattivi? Antipatici?
Abbiamo delle categorie e, a quanto pare, un bambino può essere più o meno "buono" (mmmbahhh!!).
Dunque vediamo un po' insieme le caratteristiche di questo "bambino-buono":
• "È buono se dorme di notte!" CARISSSSSIMI vi ricordo che molto molto probabilmente voi da bambini avevate gli stessi identici ritmi di questo ipotetico bambino-non-buono che, stranamente, si sveglia di notte. Motivazioni del risveglio notturno? Infinite. Vediamo un po'... fame, innata forma di istinto di sopravvivenza di richiedere attenzione alla figura parentale, fastidio, voglia di giocare, un brutto sogno (per i più grandicelli), tante nuove scoperte che possono disturbare il sonno. Sono abbastanza? I risvegli notturni non si possono punire o sgridare. Sono fisiologici quindi meglio accettarli e cercare di capirne il perché!
• "È buono se mangia a orari regolari" allora io non sono buona. Io mangio quando ho fame, guarda te che cosa incredibile! E i bambini? UGUALE! Mangiano quando hanno fame. E vi dirò di più, lo stomaco di un piccolino non è come il nostro (in termini di capacità s'intende) ergo non si può certo pretendere che un bambino mangi da subito 4 volte al giorno e stop! Tra l'altro il latte di mamma ha composizioni diverse a seconda del momento della giornata, dell'età del bambino, del momento della poppata stessa. Insomma, non vi sembra un po' riduttivo l'orario regolare?!
• "È buono se non piange" OOOOH! Questa è la mia preferita e di solito rispondo sorridendo "Adesso gli chiediamo di scrivere cosa c'è che non va, così non piange più!". Comunicazione di servizio: il pianto è una forma di comunicazione. Mai notato che i bambini piangono in maniera diversa a seconda del bisogno? Adesso che lo sappiamo possiamo fare uno sforzo e provare a capire. Non è facile, nessuno dice che lo sia! Fare il genitore non ce lo insegna nessuno, si diventa genitori facendo errori e provando soluzioni che possono essere poco adatte, ci si deve mettere in gioco!
• "È buono se rimane nella sua culletta" già. La culletta. Entità senza braccia che avvolgono e contengono, spesso fredda (perché inanimata), senza voce di mamma, senza dondolio, con un affaccio alquanto noioso. Vi piacerebbe rimanere ore sdraiati da soli quando vorreste avere vicino a voi il vostro amato? Ecco che la culletta non fa proprio al caso nostro, non di tutti anzi. Il vostro bimbo sta bene vicino a voi, da buoni portati quali siamo (ne scriverò!).

Ergo, i vostri bimbi... NUOOOO sono tutti cattivi?! Sul serio?!
Scherzi a parte, non esistono buoni o cattivi.
Esistono i bambini che hanno bisogni fondamentali.
Esistiamo noi adulti che non abbiamo ancora del tutto chiaro cosa significhi per un bambino svegliarsi di notte, stare in braccio, mangiare spesso, comunicare un disagio.
Esistono genitori e bambini che si conosceranno piano piano e troveranno la loro dimensione, i loro ritmi, i loro spazi per non cadere nella categoria del "bambino buono" o del "bambino cattivo".

Silvia Bianchi
www.acasaconte.com

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